AL VIA IL POMPEI STREET FESTIVAL per tre giorni un vero e proprio big bang culturale

Il 24, 25 e 26 settembre Pompei ospiterà la prima edizione del POMPEI STREET FESTIVAL. Ideazione e direzione di Nello Petrucci, artista e filmmaker italiano. Al suo fianco: Alfonso Todisco, co-organizzatore e art director di “Street Music”; Andrea Valentino, art director di “Street Cinema”; Chiara Canali, art director di “Street Art”. Un’autentica squadra che sarà sostenuta per quanto riguarda l’organizzazione da Civitates Pompei, presieduta da Francesca Martire.

Pompei, città nota per avere il sito archeologico più visitato del mondo e un importante Santuario meta ambita del turismo religioso, si troverà così, con il totale appoggio del Comune, ad assecondare, per tre giorni, un vero e proprio big bang culturale.

Un evento senza precedenti farà di Pompei la New York italiana in cui l’arte sarà utilizzata come strumento di cambiamento al fine di sensibilizzare e rendere consapevoli tutti del fatto che ogni movimento artistico dal basso, e in particolare la street art, stimola riflessioni e mette in moto un circolo virtuoso per la comunità che vive la città.

Il Festival intende anche scuotere le coscienze su tematiche ambientali e sociali utilizzando la pittura, la musica e il cinema come strumenti principali per interagire con il tessuto sociale del territorio. Durante le giornate del Festival le strade della città diventeranno un “Museo a cielo aperto” con l’obiettivo di far nascere un nuovo modo di fare turismo.

Protagonisti di Pompei Street Art Festival saranno alcuni street artist di fama mondiale, che hanno risposto a un invito della direzione artistica: dalla Francia Christian Guémy, alias C215, attualmente riconosciuto come uno dei migliori stencil artist in circolazione, le cui opere sono state esposte accanto a quelle di Banksy, Space Invader e Obey; dall’Argentina Francisco Bosoletti, autore influenzato dal barocco napoletano e dall’arte rinascimentale fiorentina, che con il suo murales in Irpinia “Genesi” si è posizionato al terzo posto nella classifica dei murales più belli del mondo secondo la rivista internazionale Widewalls; dalla Polonia Mariusz Waras, meglio noto come M-City, famoso in tutto il mondo per la particolare  tecnica a stencil dei suoi murales, dove il soggetto principale è la metropoli nelle sue infinite declinazioni e mediata da una visione ludica.

Accanto a loro saranno ospitati in una residenza creativa a Pompei una trentina di urban artist emergenti emergenti selezionati da una Call for Art a cui hanno partecipato 100 artisti provenienti da 35 nazioni chiamati a realizzare opere d’arte contemporanea su pannelli di legno movibili chiamati WAS (Wood Art Space) che contribuiranno a decorare le strade della città. I WAS saranno disposti temporaneamente lungo le strade creando lo Street Museum, un museo a cielo aperto dove visitatori, appassionati e curiosi potranno, passeggiando, godere di una grande mostra. Contemporaneamente il manto stradale sarà arricchito da creazioni artistiche realizzate con gesso e materiale vario.

Per Pompei Street Music è confermata la presenza della Nuova Orchestra Scarlatti Junior, del chitarrista jazz Antonio Onorato, del cantautore americano Bret Roberts e del gruppo partenopeo I Foja.

Per tre giorni si potrà assistere a concerti, musica live, DJ set; dalla musica classica all’elettronica, passando per il jazz e il pop, i suoni invaderanno le strade dove si potrà assistere a jam session fra musicisti e street artist.

La prima edizione del Pompei Street Cinema Festival è anche dedicata al film d’autore con documentari e cortometraggi. A breve saranno svelati i nomi dei protagonisti. Il Festival si occuperà della promozione e diffusione di tematiche legate al cinema d’arte urbana, storia e archeologia. Una giuria d’eccellenza premierà il miglior documentario, la miglior regia, il miglior documentario archeologico, i migliori short film, la migliore fotografia, con una menzione speciale per l’archeo film.

Con il contributo del Collettivo CIAN e del direttore artistico Nello Petrucci, la Fonte salutare sarà un giardino ricco di installazioni artistiche realizzate tutte con materiali di riciclo. Queste installazioni, dal forte impatto emotivo, saranno un attrattore culturale e turistico.

 Parte di queste opere verranno realizzate in collaborazione con gli alunni delle scuole primarie e secondarie di Pompei, invitati a contribuire attivamente interagendo con gli artisti e sensibilizzando la comunità su tematiche ambientali.

Per gli istituti superiori di Pompei ci sarà  un bando per l’assegnazione di un WAS destinato al miglior progetto di street art presentato dagli stessi alunni.

Infine, durante tutti e tre i giorni si terranno workshop, seminari, incontri e dibattiti.

Il Pompei Street Festival sarà anche accompagnato da Plastic Free Odv Onlus, associazione di volontariato nata nel 2019 con l’obiettivo di informare e sensibilizzare sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina, bensì uccide. Nata come realtà digitale, nei primi 12 mesi l’onlus ha raggiunto oltre 150 milioni di utenti e oggi, con oltre 900 referenti in tutta Italia si posiziona come la più importante e concreta associazione in questa tematica.

 Nell’ambito del Festival, l’Associazione Plastic Free riconosce principi e valori che guidano le proprie azioni. E infatti sarà realizzata, da parte di un gruppo di artisti, un’opera allestita con la plastica recuperata durante un evento di raccolta da cittadini volontari alla foce del fiume Sarno.

“Sono particolarmente soddisfatto di questa manifestazione che stiamo organizzando nella città di Pompei – dichiara il sindaco Carmine Lo Sapio –. Il Comune sta lavorando in piena sintonia con il direttore artistico Nello Petrucci, nostro concittadino, che ha portato già più volte il nome di Pompei in giro per il mondo. La città a settembre esploderà di colori e di musica. Un viaggio nell’arte a 360 gradi. Siamo solo alla prima edizione, ma sono certo che negli anni lo Street Art Festival diventerà una manifestazione cardine all’interno del panorama culturale campano e italiano”.

Il Pompei Street Festival è promosso dall’impresa sociale Art and Change in collaborazione con il comitato Civitates Pompei, con il patrocinio e il contributo del Comune di Pompei e grazie al supporto di numerosi sponsor e partner, tra cui Givova, Joggo, Contemply Art Investment e Verdoliva Edilizia

A Licusati, nel Parco Nazionale del Cilento, riapre il Museo dell’Attrezzo Contadino

Situato all’interno di quelle che furono le cantine dell’ottocentesca casa Galato, il Museo dell’Attrezzo Contadino nasce con l’intento di divulgare parte della cultura locale, quella più legata alla ruralità, spiegandola attraverso i manufatti che accompagnavano le giornate degli abitanti del posto.
All’interno del museo troviamo tanto attrezzi utilizzati per il lavoro in campagna quanto oggetti di uso comune, utensili per la casa e la cucina, per la toeletta, cimeli.
A completare il tour, la visita guidata al frantoio a macine dell’Azienda Agricola Gàlato, una vecchia struttura con macine a pietra, una volta mosse dagli asini e recentemente meccanicizzate tramite l’utilizzo di motori elettrici, e un apericena rurale, con degustazione di prodotti tipici locali.

La beneventana Carlotta Scarabeo premiata a “Phenomena”, salone espositivo dedicato alle imprenditrici del Sud

Successo straordinario per Phenomena, il primo e unico salone espositivo italiano interamente dedicato alle aziende guidate da imprenditrici delle otto regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), in tre settori che hanno reso celebre il Made in Italy in tutto il mondo: design, fashion e food.

Per ben tre giorni dal 9 all’11 luglio a Pescara, patria di D’Annunzio e Flaiano, sono stati accesi i riflettori del meraviglioso Aurum, simbolo della città stessa, dove ben sessantacinque aziende hanno esposto le loro creazioni a 50 buyer internazionali, presenti all’evento, provenienti da 11 Paesi (Emirati Arabi, Francia, Iran, Kazakhstan, Lussemburgo, Marocco, Romania, Russia, Slovenia, Spagna, e Stati Uniti).

Buyers che hanno votato le aziende espositrici presenti. Il premio della sezione design è andato alla beneventana Carlotta Scarabeo, dell’omonimo brand di gioielli realizzati con le corde usate nella nautica da diporto. Per la sezione fashion hanno vinto Gabriella e Carla Ripani, le sorelle abruzzesi owner del marchio di borse Ripani. Ed è abruzzese anche il brand vincitore del premio Phenomena food, l’Azienda Agricola La Spora che vede al timone la giovanissima imprenditrice aquilana Simona D’Abruzzo.

L’evento espositivo ha avuto il suo apice mediatico nella magica serata di gala condotta da Tiziana Panella, giornalista di La7 e volto di Tagadà, che lo scorso 10 luglio, ha visto la consegna dei Premi Phenomena a: Maria Giovanna Paone, titolare casa di moda Kiton; Matilde D’Errico, autrice tv (Amore Criminale Rai 3); l’artista salernitana Deborah Napolitano;  la giornalista del Messaggero, Maria Lombardi; l’imprenditrice della ristorazione 3.0, Francesca Caldarelli; Nicoletta Cosentino, fondatrice dell’Associazione Cuoche Combattenti.

Tre i concetti chiave della prima edizione di Phenomena: tenacia, talento, resilienza. In Italia un’azienda su tre è guidata da imprenditrici e tutte insieme le “aziende donna” nel nostro Paese danno lavoro a più di 3 milioni di addetti.

In un periodo così difficile per la situazione economica mondiale, si denota nel 2020 un calo dello 0,29% delle aziende guidate da imprenditrici, ovvero 4mila attività in meno rispetto all’anno precedente, al contrario il Sud registra un significativo + 0,26% per le imprese guidate da donne (fonte Centro Studi di Confesercenti).

Questo è il risultato della tenacia, del talento e della resilienza che le imprenditrici di Phenomena portano avanti con impegno e innovazione continua.

Phenomena è un format ideato e organizzato da IFTA (Independent Fashion Talent Association) con il sostegno di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane nell’ambito del Piano Export Sud – PES 2, di Regione Abruzzo, Agenzia di Sviluppo, della Camera di Commercio  Chieti – Pescara e del Comune di Pescara.

“Wonderful” fa tappa a Napoli alla scoperta del Complesso di S. Nicola da Tolentino

Riflettori puntati su Napoli per la nuova tappa di “Wonderful”. La conduttrice Brigitte Esposito accompagna dolcemente i telespettatori in un luogo fuori dal tempo sospeso tra cielo e mare: il Complesso di San Nicola da Tolentino. Attraverso una scenografica scalinata si va alla scoperta della storica Chiesa, del monastero seicentesco e dell’elegante Casa Tolentino, uno straordinario luogo dell’anima che ospita da sempre intellettuali e artisti di fama internazionale. Le suggestive immagini, curate dal regista Gerardo Roberto Tartaglia e dal fotografo Angelandrea Falcone, regalano l’emozione di osservare l’azzurro del cielo che si tuffa nel mare del Golfo di Napoli. Gli scorci fiabeschi, le terrazze panoramiche, il giardino secolare incontrano il sublime grazie alle note delle Corde Oblique che contribuiscono a plasmare la colonna sonora di un tour mozzafiato. L’Ensemble, ideato dal M° Riccardo Prencipe e apprezzato sia in Italia che all’estero, in questa occasione presenta il nuovo album e tutti i grandi successi.

Wonderful è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, fotografia di Angelo Falcone. Produzione www.360gradiwebtv.it

Nel programma sono state rispettate tutte le misure e procedure di contenimento SARS-CoV-2 previste dal Protocollo anti-contagio.

La redazione ringrazia:
Riccardo Prencipe (chitarre), Edo Notarloberti (violino), Rita Saviano (voce), Umberto Lepore (basso) Alessio Sica (batteria).
Corde Oblique – Press Agent
Giuseppe Maienza – Responsabile eventi Impresa Sociale “Vicoli in Corso”
Tutto lo staff di Casa Tolentino – Napoli
De Vivo Europein Veicoli – San Valentino Torio
Per info sul format web/Tv “Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo” contattare l’ufficio stampa: info@360gradiwebtv.it

“A Tavola con Bry” il rapper campano Amalinze

E’ il rapper campano Francesco Nacchia, in arte Amalinze, il primo ospite a sorpresa di “A TAVOLA CON BRY” lo stuzzicante format web/tv scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, con la gustosa regia e le riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone. La conduttrice, in ogni puntata, invita in una location esclusiva un noto personaggio del mondo della cultura e dello spettacolo che si racconta a 360°. Un programma ben condito che apre le porte ai sapori della tavola e alle emozioni degli ospiti e dei telespettatori. Amalinze in questa occasione presenta il suo settimo e avvincente lavoro discografico “HÀBITUS”.

Per partecipare al format web/Tv “A Tavola con Bry” contattare l’ufficio stampa: info@360gradiwebtv.it

CREDITS – Si ringrazia per la collaborazione: Francesco Sansone – Press Agent Carolina Di Martino – “Villa Bianca” Casa Vacanze De Vivo Europein Veicoli – San Valentino Torio

Pittura e Danza, in armonia con la Natura, dialogano in “Wonderful”

Ricomincia l’appassionante viaggio di “Wonderful – Uno Spettacolo nello Spettacolo” alla scoperta di bellezze paesaggistiche e tesori artistici. La giornalista Brigitte Esposito, con la regia e riprese di Gerardo R. Tartaglia e fotografia di Angelandrea Falcone, propone ai telespettatori una suggestiva e insolita passeggiata nei fitti e verdi boschi dei Monti Lattari. L’incontaminato, incantevole e infinito paesaggio incontra magicamente l’arte diventando un quadro tutto da scoprire.  

Ospiti della puntataElio Alfano, artista di chiara fama e Presidente della Galleria Internazionale “Pagea Arte Contemporanea” di Angri; Elisa Bove, direttrice artistica della rinomata Scuola di Danza “Arabesque” di Tramonti con le meravigliose ballerine Marika Simeone, Giulia Imperato e Camilla Criscuolo.

Si ringrazia Villa Bianca di Carolina Di Martino, Mary Fruit di Gaetano Imperato – Tramonti, De Vivo Europein Veicoli San Valentino Torio.

Per info sul format web/Tv “Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo” contattare l’ufficio stampa: info@360gradiwebtv.it

Nel programma sono state rispettate tutte le misure e procedure di contenimento SARS-CoV-2 previste dal Protocollo Anti-contagio.

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Al via la nuova edizione del format web/tv “Wonderful”

Dopo il successo della prima edizione “Wonderful – Uno Spettacolo nello Spettacolo” riprende il viaggio verso luoghi incantevoli, alla scoperta di arte, cultura e itinerari enogastronomi. Un tour mozzafiato alla scoperta di angoli nascosti, percorsi turistici, storie, leggende e tradizioni.

Ai telespettatori non resta che salire a bordo e seguire la troupe in questa nuova spettacolare avventura.

Il programma è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito. Regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia. Fotografia di Angelandrea Falcone. Prodotto da www.360gradiwebtv.it

Viaggiare a 360 gradi: Il romantico Giardino di Ninfa

Sembra un luogo incantato, da favola, uno dei più romantici al mondo: Il Giardino di Ninfa Cisterna di Latina. Quest’oasi naturalistica racchiude i resti di una città medievale con resti di un castello e meravigliosi esemplari di fiori che attirano una fauna variegata. Il Giardino di Ninfa fa parte del Sistema dei Parchi Letterari, dato che ha ispirato scrittori e poeti come Virginia Woolf, Giuseppe Ungaretti e Alberto Moravia.  Fra i molti riconoscimenti, nel 2015, ha vinto il concorso Il parco più bello d’Italia nella categoria Parchi Privati, scelto tra circa mille gioielli naturalistici italiani; nel 2018, ha conquistato il secondo posto all’European Garden Award nella categoria “L’eredità europea dei giardini e del giardinaggio”.

“SCAVI E RICERCHE A SHAHR-I SOKHTA” PRESENTATI A UNISALENTO I RISULTATI DEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI NEL SITO IRANIANO CONSIDERATO LA “POMPEI D’ORIENTE”

Sono stati presentati, nel corso di una conferenza internazionale online organizzata dall’Università del Salento, i più recenti risultati delle indagini della Missione a Shahr-i Sokhta, eldorado archeologico che sorge nella provincia dell’Iran orientale Sistan-va-Baluchistan iscritto nella lista World Heritage dell’UNESCO, considerato la “Pompei d’Oriente”. Il sito è oggetto dal 2016 di interventi di ricerca e scavo da parte di una Missione internazionale cui partecipa il Dipartimento di Beni Culturali dell’Ateneo salentino con le attività dei Laboratori di “Topografia antica e fotogrammetria”, “Antropologia fisica”, “Paleobotanica e paleoecologia” e “Archeozoologia”.

Alla presenza del Rettore UniSalento Fabio Pollice, dell’Ambasciatore italiano nella Repubblica Islamica dell’Iran Giuseppe Perrone, dell’Ambasciatoredella Repubblica Islamica dell’Iran in Italia Hamid Bayat, del Direttore dell’Iranian Cultural Institute Taghi Amini, del Direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici “Dinu Adamesteanu” dell’Università del Salento Gianluca Tagliamonte e del Direttore del Dipartimento di Beni culturali UniSalento Raffaele Casciaro, sono stati illustrati i risultati delle ricerche raccolti nel volume “Scavi e ricerche a Shahr-i Sokhta” (Studies and publications Institute, Pishin Pajouh, Tehran), curato dal Direttore del progetto MAIPS Enrico Ascalone dell’Università di Göttingen e da Seyyed Mansur Seyyed Sajjadi dell’Iranian Center for Archaeological Research, direttore del progetto archeologico di Shahr-i Sokhta e Dahan-ye Qolaman dal 1997.

Nel 2016 il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento ha avviato il progetto multidisciplinare MAIPS – Multidisciplinary Archaeological Italian Project at Shahr-i Soktha per lo studio del sito e dei materiali in corso di scavo da parte della Missione archeologica a Shahr-i Soktha. Finanziato dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da enti e istituzioni private, il progetto MAIPS è coordinato dal professor Giuseppe Ceraudo e, nei prossimi anni, mira principalmente a restituire un quadro più completo sulle organizzazioni proto-statali dell’altopiano iranico del III millennio a.C.

Le attività di ricerca dei Laboratori del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento sono stati illustrati dai rispetti Direttori: Giuseppe Ceraudo (Topografia antica e fotogrammetria), Pier Francesco Fabbri (Antropologia fisica), Girolamo Fiorentino (Paleobotanica e paleoecologia) e Claudia Minniti (Archeozoologia).

«La collaborazione internazionale è fondamentale per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale», ha sottolineato il Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, «e lo diventa ancor di più quando questo patrimonio è riconosciuto come eredità dell’intero genere umano. Di qui il nostro impegno nella Repubblica Islamica dell’Iran, teso a restituire a quel Paese e all’umanità intera la storia di un territorio che è stata la culla di una delle più grandi civiltà del passato».

Il sito di Shahr-i Sokhta, che sorge tra l’inospitale deserto del Lut e le alture del Baluchistan, rappresenta uno dei centri più ambiti per l’indagine archeologica, sia per essere perfettamente conservato a causa di concrezioni saline presenti su tutta la superficie che hanno sigillato reperti e strutture del sottosuolo, sia per essere stato spesso associato, dalla letteratura archeologica, alla mitologica Aratta che, localizzata dai testi mesopotamici “dove sorge il sole”, rivaleggiò con i sovrani della I Dinastia di Uruk (tra cui si ricorda Gilgamesh), padroni del Sumer e depositari della regalità dopo il Diluvio. Proprio il Diluvio avrebbe messo fine a una serie di dinastie dall’irreale longevità per permettere, successivamente, che la regalità potesse “scendere dal cielo” prima nella città di Kish, e poi, appunto, in quella di Uruk. Il Diluvio sumerico, i cui racconti hanno ispirato i redattori del racconto biblico, quindi, è inteso come elemento di separazione tra un tempo mitico e quello storico; un tempo, quello post-diluviano, in cui la storia viene fatta da re, che l’indagine archeologica ha in parte riconosciuto, e da città, che il progetto sta indagando.

In particolare, Aratta, citata nei maggiori poemi sumerici (tra cui “Enmerkar e il signore di Aratta”, “Enmerkar ed Ensuhkeshdanna”, “Lugalbanda e l’uccello Anzu”, e nello stesso poema di Gilgamesh), è presentata come un posto lontano e difficile da raggiungere, favolosamente ricco, pieno di oro, argento, lapislazzuli e numerosi altri materiali preziosi. La città è anche presentata come la sede della dea Inanna, alla quale fu dedicato un tempio completamente costruito di lapislazzuli; le vicissitudini della città con i re sumerici indurranno la dea a scegliere Uruk, centro della Mesopotamia meridionale, come propria residenza, consegnando la regalità al Sumer e alla dinastia fondata da Enmerkar e continuata con Lugalbanda e il mitologico Gilgamesh. Il ricordo della città rimarrà vivo nella letteratura mesopotamica tanto da essere ricordata nei poemi di Shulgi, re di Ur, e in altri testi paleobabilonesi approssimativamente datati al XIX secolo a.C.

In attesa di trovare conferme sull’identificazione del sito, i rinvenimenti effettuati negli ultimi 23 anni dalla missione iraniana di Mansur Sajjadi e dal nuovo progetto di Enrico Ascalone nella cosiddetta “Pompei d’Oriente” hanno confermato l’eccezionalità di Shahr-i Sokhta che, sebbene depositaria di un percorso autonomo di crescita, sorge a cavallo tra le quattro grandi civiltà fluviali (Oxus, Indo, Tigri-Eufrate e Halil) dell’Asia Media, Centrale e Meridionale: quella sumerica, i cui legami letterari confluiscono nella mitologia; quella di Jiroft, culla di una nuova e dimenticata civiltà fino al 2003; quella dei grandi centri dell’Asia Centrale; quella dei grandi insediamenti di Harappa e Mohenjo-daro, con cui Shahr-i Sokhta intrattenne rapporti a vario livello.

Shahr-i Sokhta, la cui estensione è di circa 200 ettari, da una parte ha mostrato processi di crescita locale ben radicati nel tessuto culturale del Sistan iraniano e, dall’altra, tra il secondo quarto del III e l’inizio del II millennio a.C. ha restituito straordinarie evidenze di un ‘long-distance trade’ tra i principali centri del Vicino Oriente. In particolare, le evidenze di attività manifatturiere nell’insediamento e la scoperta di ingenti quantitativi di pietre non lavorate semi-preziose come lapislazzuli, turchese, alabastro e altro hanno permesso di riconoscere, nel centro del Sistan, un’area di approdo, stoccaggio, lavorazione e redistribuzione del materiale destinato per un fabbisogno interno e per un domanda esterna da riconoscersi nelle oasi dell’Oxus, nelle fertili valli dello Halil (Jiroft), nelle pianure della valle dell’Indo e nelle aree alluvionali mesopotamiche, le cui evidenze archeologiche provenienti dai maggiori centri del sud (Ur), della Diyala (Khafaja), del medio corso dell’Eufrate (Mari) e dell’Alta Mesopotamia (Tepe Gawra), assieme a quelle della Siria Interna (Ebla), risultano decisive per confermare la presenza di due maggiori itinerari commerciali che sfruttarono, a nord, la via del Khorasan (ben conosciuta dai più tardi testi dei geografi arabi) e, a sud, la via marittima del Golfo Persico che, a partire dalla seconda metà del III millennio a.C., gradualmente sostituirà l’arteria settentrionale.

Con la fine del III millennio a.C. la floridità del maggiore centro del Sistan dovette scomparire progressivamente e improvvisamente, per cause perlopiù misteriose che coinvolsero i maggiori centri di tutta l’Asia Media. Shahr-i Sokhta, come i maggiori centri della civiltà Harappana, cesserà la propria esistenza colpita da una crisi che la ricerca archeologica tende a spiegare, non senza incertezza, con un radicale e repentino cambiamento climatico che avrebbe colpito quei centri, la cui sussistenza risiedeva principalmente nelle risorse idriche della regione.

I più recenti studi hanno raccolto dati che cambiano la cronologia del centro di Shahr-i Sokhta, restituendogli una nuova sequenza stratigrafica e cronologica che ‘alza’ la vita dell’abitato di circa 3/4 secoli. Significative evidenze fanno pensare che il sito si comportasse come un centro dalla struttura eterarchica: gruppi clanici di origini tribali dissimili convissero in uno stato di equilibrio sociale in cui gli aspetti gerarchici furono destinati solo all’interno di ogni singolo gruppo, in un regime di equilibrio economico dettato verosimilmente dalla prosperità che il centro dovette avere durante la prima metà del III millennio a.C. Questa eterogeneità, basata su un complessivo equilibrio sociale interno al clan e tra gruppi, impedì la centralizzazione delle risorse dell’insediamento e con esse il sorgere di una classe dominante sul sito e nella sua regione; un passaggio mancato che non produsse una centralizzazione amministrativa e la standardizzazione degli strumenti generalmente usati per il controllo delle realtà economiche su larga scala. Anche le recenti straordinarie scoperte di centinaia di proto-tavolette in argilla, usate per la registrazione contabile all’interno di singoli edifici, devono essere considerate forme di contabilità amministrativa di matrice famigliare, destinate al calcolo e alla gestione del surplus economico prodotto.

Wonderful al Museo della Carta di Amalfi mostra le antiche tecniche di produzione artigianale

La troupe itinerante di “Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo” ha visitato ad Amalfi l’interessante e istruttivo Museo della Carta. La giornalista Brigitte Esposito, in compagnia del direttore Emilio De Simone, ha accompagnato i telespettatori in un’ex-cartiera trasformata in struttura museale nel 1969 per far conoscere la storia di un’antica tradizione, l’evoluzione, gli attrezzi secolari e le metodologie di produzione artigianale dell’eccellente e pregiata carta conosciuta in tutto il mondo. Le telecamere mobili dirette dall’esperta regia web/televisiva di Gerardo Tartaglia, con l’ausilio video-fotografico di Angelandrea Falcone e Franco Esposito, hanno consentito un tour a 360 gradi nelle diverse aree del museo ripercorrendo non solo i luoghi battuti un tempo dai mastri cartai, ma anche le storiche postazioni di lavoro. Un’occasione per valorizzare un’arte antica conservandone la memoria e tramandandola alle future generazioni.

Nel corso della puntata sono state applicate tutte le misure di sicurezza per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19.

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è un programma ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone e Franco Esposito. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

MUSEO DELLA CARTA – La giornalista Brigitte Esposito e il direttore del Museo Emilio De Simone
La troupe di Wonderful: regia di Gerardo Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone e Franco Esposito, conduzione di Brigitte Esposito

“Wonderful” tutti i giorni alle 18 su 360gradiwebtv e Antenna3

Wonderful Uno spettacolo nello Spettacolo” accompagna i telespettatori in un meraviglioso viaggio alla scoperta del patrimonio storico, artistico e culturale della Campania. Un tour mozzafiato in compagnia di tanti protagonisti del mondo dello spettacolo, del turismo e dell’informazione. Ma non solo: racconti, leggende, curiosità ed itinerari enogastronomici.

Ideato e Condotto dalla giornalista Brigitte Esposito

Regia, Riprese e Montaggio Roberto Gerardo Tartaglia

Fotografia Angelandrea Falcone

Una produzione www.360gradiwebtv.it

In onda in TV alle ore 18.00 su Antenna3 canale 186 del digitale.