“Libertad”, il singolo di IBLA direttamente da AMICI di Maria De Filippi

LIBERTAD” è il brano con cui IBLA canta e racconta la storia di un amore malato, di un sentimento simile ad una tempesta da cui è necessario uscire per sentirsi nuovamente liberi e consapevoli di se stessi e di ciò che si desidera realmente.

Spiega l’artista a proposito del pezzo«L’amore per me è un sentimento meraviglioso che dovrebbe sempre aggiungere, mai togliere. Il segreto più grande di un amore sano, secondo me, è davvero amare prima se stessi, senza andare alla ricerca dell’altra metà della mela: siate voi stessi la mela più bella e lucente dell’albero»

Claudia Iacono, in arte IBLA, nasce ad Agrigento nel 1997 e sin da piccola scopre che per lei la musica è un porto sicuro dove rifugiarsi. Nel corso degli anni partecipa a diversi concorsi e contest che la portano a vincere molti premi come migliore interprete; nel 2015 vince il primo premio in un concorso che la fa accedere al CET di Mogol. All’età di 19 anni inizia ad avvicinarsi alla scrittura componendo le prime canzoni. Durante gli anni predilige il contatto con il pubblico, si esibisce con oltre 500 live, cantando dal vivo c/o rassegne, festival, per strada nelle location più suggestive della sua amata Sicilia.  Nel 2018 entra nell’Academy di Isola degli Artisti, e vince il primo premio assoluto e quello come migliore interprete.  È attualmente impegnata al secondo anno di canto c/o il Conservatorio della sua città natale.

Ad agosto 2020, si esibisce dal vivo sul palco di Deejay on Stage a Riccione arrivando in finale. A distanza di pochi mesi, IBLA è stata, inoltre, selezionata tra i partecipanti di Amici2020 per la categoria canto accedendo alla fase serale del programma. “Libertad”, suo primo brano presentato durante il programma televisivo

I DIESIS tornano con “PAGLIA NEL FUOCO”, il loro nuovo singolo

Dopo aver rappresentato l’Italia al prestigioso Virtual Red Carpet 2020 (Hollywood, LA) ed aver collezionato un numero incredibile di streams e di views, i Diesis tornano con “Paglia nel fuoco” (Red Owl Records/Visory Records/Thaurus), il loro nuovo singolo.

Su una produzione fortemente pop, impreziosita da attualissime sfumature urban che abbracciano il genere trap – curata dal fidato e celebre producer catanese Funkyman (già per Fabri Fibra, Nerone, L’Elfo e molti altri) -, si posa un testo romantico, curato nei minimi dettagli, che racconta una storia d’amore, la storia di due partner che ricordano «il passato ma parlando del domani», alternando momenti di gioia ad istanti di dubbi, incertezze e difficoltà, ma che infine riescono a superare ogni ostacolo grazie alla forza insita nei loro cuori, la straordinaria e sconfinata potenza dell’Amore, perché, come ci ricorda il brano, «anche paglia nel fuoco è amore».

Nato da esperienze personali vissute dai due fratelli Verna, dall’inchiostro che «scorreva su carta come frasi nell’immenso», “Paglia nel fuoco” è uno spaccato di vita quotidiana, una canzone manifesto dell’unione, delle relazioni, un inno ad amarsi, perché l’Amore, per antonomasia inspiegabile, intangibile, ma al tempo stesso così reale e fisico, è forse l’unica «scienza esatta che risponde ai perché».

Come «rose e neve in un deserto astrale», i due protagonisti del pezzo nutrono le loro anime attraverso i sentimenti che provano l’una per l’altro, senza dipenderne, ma rimanendo avvolti in quella «magia che prende vita» solo stando insieme, «con le mani che si sfiorano e si stringon dolcemente», dando come esito l’esigenza, più umana che mai, di condividere, di accettare ed essere accattati, quei «risultati di equazioni che riportano a noi».

«Beviamo birra e stelle sotto i cieli americani», parole che scorrono sognanti nell’idillio non solo dell’innamoramento, ma anche – e soprattutto – nella consapevolezza di scegliere ogni giorno il proprio partner, oltre ogni discussione, ogni momento buio, con la certezza di guardarlo negli occhi e, senza proferire parola, trasmettergli un unico messaggio: «è amore solo se è con te».

Una luce che ci indica la strada, la strada per cui, attraverso chi ci ama, torniamo a noi stessi.

Ad accompagnare la canzone, lo splendido videoclip ufficiale girato nella città natale dei Diesis, Paternò (CT), presentato in anteprima sul MEI e diretto da Graziano Piazza, che vede la partecipazione ai cori della bravissima Veronica Verna – sorella del duo – e rappresenta, attraverso una serie di vivide ed emblematiche immagini, lo storytelling presentato nel brano.

Giovani, determinati, versatili, uniti nell’Arte oltre che da un legame di sangue, i Diesis sono il nuovo volto del pop maschile italiano, una fusione di suoni e generi differenti che confluisce in release attualissime ma, per composizioni e valore autorale, decisamente senza tempo.

Mattatoio N5 “Amphibia” si ispira al cambiamento e i mutamenti della vita

Amphibia è il nuovo estratto dall’album “Non devi usare gli occhi”, secondo lavoro in studio dei Mattatoio N5.
Il brano trova la sua ispirazione nelle emozioni profonde, legate al cambiamento, alla trasformazione ed al continuo mutare delle cose.
Le note della canzone si diffondono nell’aria per raggiungere l’ascoltatore, e in parallelo fanno risuonare le sue corde interiori. Da qui la scelta del titolo Amphibia, letteralmente doppia vita.
In un disegno ciclico, una sequenza di accordi maggiori galleggia malinconica in apertura e chiusura del brano, prima come espressione di vita, poi come un ritorno che lentamente si spegne come un carillon lontano, simbolo del pensiero che si addormenta.
La scrittura di Amphibia fa da specchio musicale alla rappresentazione teatrale di danza aerea come espressione in movimento del concetto di nascita, mutazione e morte.
 
 
Mattatoio N5 sono un gruppo strumentale di Sermide (MN). Vagano sperimentalmente tra diversi generi musicali, ma con mete precise e definite: Post-Rock, Blues e Stoner disegnano un prototipo musicale che a loro piace definire Rotten Blues.
La band è composta da Alessandro Alberti (Destroyer, Le Soffitte di Anna) alla batteria, Claudio Ghiretti (Bianconiglio, Find the Dog) al pianoforte e Antonio Penoni (Digital) alla chitarra che dal 2021 sostituisce Matteo Zibordi.
Nel dicembre 2017 esce il loro primo disco, “Kate Moss nuda e morta”, anticipato dal singolo Penelope. Nel 2020 viene invece pubblicato il secondo lavoro in studio: “Non devi usare gli occhi” da cui sono stati estratti i singoli “A te fra duemila anni Vol.1“, “A te fra duemila anni Vol. 2” e l’ultimo “Amphibia“.

Il 20 aprile i maestri di strada in “DIRETTA A-SCETATE INCONTRI RAVVICINATI DAL DESIDERIO”

Si scrive Axé, si pronuncia Ascè: aggiungeteci la parola napoletana “Scetate”, e avrete come risultato il Progetto A-scetate, che nasce dall’intento comune di Maestri di Strada e Progetto Axé Italia di confrontare e condividere idee e metodologie, promuovendo sul territorio l’arteducazione – ovvero l’Arte vissuta dai ragazzi come fulcro dell’educazione, non come semplice intrattenimentol’Arte che risvegli nei bambini e nei giovani il Desiderio di apprendere, crescere e partecipare.

Dopo due anni di attività, durante l’evento DirettA-scetate entriamo nei laboratori arteducativi: scopriamo CUBO – Cantiere Urbano per la Trasformazione Educativa e l’Innovazione Sociale– dove incontriamo e ascoltiamo i ragazzi che fanno Arteducazione, insieme ai loro arteducatori e ai rappresentanti delle Associazioni promotrici.Intervengono: Cesare Moreno (presidente di Maestri di Strada onlus) e Cesare de Florio La Rocca (Presidente di Projeto Axé Brasile) insieme a Marcos Antonio Candido (direttore generale di  Progetto Axé Brasile), Nicola Laieta (coordinatore del Progetto Ascetate), Rocco Fava (direttore Axé Italia), Irvin Vairetti (responsabile del Laboratorio di arteducazione Musica di Maestri di Strada onlus), Cira Maddaloni (responsabile del Laboratorio di arteducazione Arti Visive di Maestri di Strada onlus), Giuseppe Di Somma (arteducatore di Teatro), Tommaso Scarimbolo (direttore e maestro di Bembè – Arti musicali e performative di Ruvo di Puglia), e tanti altri.I collegamenti rimbalzano da Sud a Nord in Italia, fino a raggiungere la casa madre di Axé in Brasile, a Salvador Bahia.

Nei suoi anni di attività, il Progetto Ascetate ha permesso di migliorare la qualità e moltiplicare e rafforzare la quantità di occasioni formative e laboratoriali di Arteducazione nelle scuole e nel territorio che collaborano da sempre con Maestri di Strada e Trerrote. Le scuole coinvolte direttamente dagli interventi di arteducazione sono state 10: IC Porchiano Bordiga, IC Toti; IC Aldo Moro, IC Marino Santa Rosa, IC Sarria Monti, IPSEOA Cavalcanti, ISIS Livatino, Liceo Don Milani, Liceo Genovesi, IIS Sannino DeCillis, tutte della periferia est di Napoli.15 laboratori sono stati attivati a scuola20 laboratori attivati sul territorio (teatro, danza, circo, teatro di figura, rap, musica d’insieme, percussioni, arti visive, mosaico, serigrafia, falegnameria, cinema, cinema del reale, e altro ancora); più di 200 docenti, educatori, operatori sociali, cittadini coinvolti dalle attività seminariali da tutta Italia. 
20 gli arteducatori coinvolti in attività di tirocinio e stage laboratoriali; 40 operatori tra educatori, psicologi, coordinatori, esperti; 250 i ragazzi coinvolti dalle nostre attività a scuola; 150 i ragazzi direttamente coinvolti dalle nostre attività a distanza.50 i ragazzi convolti stabilmente nelle nostre attività sul territorio; 100 I ragazzi coinvolti in attività culturali (mostre, spettacoli, concerti, musei); 140 i giovani e le rispettive famiglie cui sono stati consegnati i pacchi viveri per la mente.

“Cordemar”, il nuovo album di Franca Masu, oltre il mare verso altre sponde

Esce per WMusic Cordemar, il nuovo album di Franca Masu: cinque brani originali e cinque della grande tradizione musicale occidentale – tutti rigorosamente cantati in catalano – in cui questa straordinaria interprete, dalla voce viscerale appassionata e appassionante, si avvale degli arrangiamenti raffinati e modernissimi curati dal chitarrista Luca Falomi insieme al contrabbassista Salvatore Maltana e alla pianista Sade Mangiaracina. Il cd, che si fregia di una poetica quanto intensa presentazione di Paolo Fresu, è un vero e proprio caleidoscopio di suoni e di emozioni, di generi e di arrangiamenti, di armonie e di melodie.

Le Sirene esistono.
A l’Alguer, città catalana di Sardegna che si affaccia al nord ovest del mondo conosciuto, si vedono scrutare l’infinito. Ingannano i navigatori con il loro canto e sono mutanti fanciulle dalla chioma fluente e dagli occhi profondi come la notte sarda e mediterranea. Come nella polena della prua di una nave guardano dove gli altri non vedono cogliendo i desideri e le passioni degli uomini. Franca Masu è una sirena che offre un canto di ringraziamento alla sua terra e al suo mare. La si può intravvedere nella bonaccia, tra Capo Caccia e le Baleari, intenta a declamare melodie che sanno di storie femminili tracciate in una onda lunga che porta fino agli oceani lambendo i confini del mondo latino. Il suo è un canto atavico. Nobile retaggio di ninne nanne e serenate. Canto intenso e melanconico dalla grana spessa come il mito delle dee madri e delle janas. E’ nel medesimo tempo “un vento di primavera che entra dalle finestre e perdona un altro inverno accarezzando l’estate” e un cuore di mare fatto di lacrime e preghiere. Di suoni antichi e nuovi, di partenze e di ritorni al Sud e a un’isola, la Sardegna, che non appartiene a nessuna geografia. Cordemar è una invocazione e un voto. Uno splendido e rarefatto ritratto al femminile che solo una sirena può dipingere.

“MAMMA!”, il nuovo singolo di Giulia Mei è già un successo

“MAMMA!” , il nuovo singolo di Giulia Mei (etichetta discografica Snowball Music Group) pseudonimo della cantautrice palermitana Giulia Catuogno, è già un successo: un brano apparentemente leggero, ma che accarezza temi come la violenza contro il personale sanitario, il ponte di Genova o l’ambiguo mondo di Tik Tok. Il 21 aprile uscirà il videoclip.

Giulia, che si è appena aggiudicata la vittoria dell’ottava edizione del concorso musicale “Genova per Voi” (a lei sono andate la Targa Siae per la migliore autrice e il contratto editoriale con Universal Music Publishing Ricordi), racconta così il nuovo brano, di cui ha scritto testo e musica: “una canzone dal gusto dance, tra arpeggiator e synth per parlare di questi tempi duri pieni di ipocrisie e contraddizioni. “Mamma, ti prometto che mi laureo/e mi trovo un posto fisso/ proprio accanto al crocifisso” recita il ritornello della canzone, volendo sarcasticamente alludere a quanto nonostante le problematiche della vita e del mondo siano ben più serie (specialmente in questo momento storico), nella nostra societá sembri piú importante garantire delle futili etichette, voltando la testa dall’altra parte.” Laproduzione è a cura di Giulia Mei, Vittorio Di Matteo e Dheli (Gabriele Deliperi). Il mix e mastering sono di Icaro Tealdi (Icarus Studio).

BLUE CHANNEL, debutto con il singolo “The Great Magician”

Le Blue Channel sono Maria ed Emanuela Negri, due sorelle di origine brasiliana rispettivamente classe 1997 e 1999.

Giovanissime si trasferiscono in Italia integrandosi perfettamente nel nuovo contesto sociale in cui vengono amorevolmente accolte e in poco tempo sviluppano le loro attitudini musicali. Studiano e imparano velocemente l’italiano, l’inglese e il napoletano; senza dimenticare la lingua madre, ma soprattutto il canto jazz e gospel. 

La storia musicale delle Blue Channel è legata indissolubilmente a quella del producer salernitano Massimiliano D’Alessandro, in arte Max Dale. Con lui Maria ed Emanuela iniziano un percorso formativo che le porta nel 2018 a registrare i primi brani presso il Sound Club Studio per arrivare ai giorni nostri con un sound maturo che fonde generi black come Urban/R&B/Neo-Soul con arrangiamenti minimali tipici del suono elettronico tedesco.

Da oggi è disponibile in rete il primo singolo dal titolo “The Great Magician”. Il brano, dal sapore kubrickiano, si apre riportando alla mente immagini oniriche e cupe. Già nel titolo, “Il Grande Mago”, il duo esprime la volontà di connettersi con il mondo del mistero. Ma questa prima parte “oscura” viene improvvisamente interrotto da rime Rap che danno vita al tema del “doppio”, molto caro alle due protagoniste. Attraverso questo dualismo, sia sonoro che etico, e in maniera ironica prendono in giro la scena Trap le cui tematiche troppo spesso vengono rappresentate in maniera superficiale, sessista e priva di valori.

Il nuovo singolo del cantautore Marco Zorzetto “L’amore è un pannello solare”

È online il video del nuovo singolo del cantautore triestino Marco Zorzetto, L’amore è un pannello solare, il secondo estratto dal nuovo attesissimo album di inediti che vedrà la luce su etichetta Universal Music in questo 2021.
Un video pieno di allegria e colori luminosi, è stato realizzato dalla web agency Cantastoriedigitali.com di Andrea Baglio e Federico Gasca, i due talentuosi registi che hanno trasformato in realtà la voglia di Marco di trasmettere un segnale spensierato di gioia e speranza che aiuti a superare questa fase difficile che tutta l’umanità sta attraversando a causa della pandemia.
Così nel videoclip lo vediamo nei panni di un colorato cantastorie che gira in una magnifica Trieste, manifestandosi scherzosamente a persone di diverse età per mostrarci le varie declinazioni dell’amore: quello dei bambini, di due ragazzi, di due persone oramai mature, l’amore verso la propria terra.
Il tutto racchiuso in un mini film in grado di suscitare profonde emozioni e lasciare il segno, anche grazie a una fotografia a dir poco eccellente e alla preziosa collaborazione di TriesteCasting e Fabio Goglia.

Il nuovo progetto discografico di Zorzetto è nato dalla collaborazione con il produttore Pietro Foresti e la famosissima Valeria Rossi, oltre che con gli storici autori, nonché amici dello stesso cantautore: Alessandro Camponeschi (Producer e autore geniale e raffinato) e Pino Romanelli (autore e scrittore, 4 volte premio della critica a Sanremo). Progetto davvero consistente e di notevole spessore artistico, sposato da subito da Andrea Dulio e Universal e che arriverà entro la fine di quest’anno.

Joe Balluzzo va 1000 KM A NORD con il nuovo singolo

A qualche mese di distanza dall’ultimo singolo, arriva il nuovo brano di Joe Balluzzo1000 Km a nord, che amalgama passato e futuro del cantautore romano e anticipa l’uscita dell’album. 

Il brano sarà in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 7 maggio, e da domani in pre-save su Spotify.

1000 Km a Nord racconta la crisi di una storia d’amore, quel momento in cui il calore diventa gelo spazzando via la passione, l’incomprensione prende il sopravvento sulla comunicazione e, a far da sottofondo, rimane solo il volume della televisione.

«In 1000 Km a Nord ho voluto raccontare la crisi di una storia d’amore tra due persone utilizzando la metafora delle strade. Mi piace immaginare la come il tragitto su una strada sulla quale capita di incontrare altre persone che la percorrono insieme a noi. – racconta Joe – Si attraversano paesaggi bellissimi e si ammirano tramonti mozzafiato, ma capita anche di trovare delle gallerie, in cui si perde la linea e quindi la possibilità di comunicare. Può succedere, quindi, di uscire da queste gallerie e accorgersi di aver preso due strade diverse. Ma non si può tornare indietro, si può solo andare avanti, con la speranza di condividere nuovi paesaggi e nuovi tramonti.»

È una canzone per chi ama sognare, e per chi ha il coraggio di ricominciare. Un passaggio tra chi eravamo, chi siamo e chi saremo. Con un testo che svela un lato intimista e romantico, anche quando qualcosa non va come si vorrebbe; del resto, anche le storie migliori possono finire. E allora ci si ritrova 1000 km a nord!

L’artista qualche anno fa ha firmato con l’etichetta indipendente Ultratempo e pubblicato il suo primo disco Tra i miei colori, ha partecipato e vinto il Cantagiro, si è esibito a Roxy Bar ed altri eventi. Di recente ha partecipato alla finale del Proscenium eseguendo il brano Oggi è un altro giorno con un’orchestra di 35 elementi.

Nel 2019 ha pubblicato con ottimi riscontri il singolo Stella Cadente, un omaggio a Il Piccolo Principe. Nel 2020 è uscita la versione spagnola dello stesso brano, Hoy es otro dia, e il remix della dj spagnola Blondex, poi in autunno è arrivato il singolo Scusami ma sono felice. A maggio 2021 esce 1000 Km a nord.

La campana Olimpia Sales ai David di Donatello 2021 con il suo corto “L’oro di famiglia”

“L’oro di famiglia”, del regista siciliano Emanuele Pisano e dell’autrice campana Olimpia Sales, candidato nella categoria “Miglior Cortometraggio” ai premi “David di Donatello 2021”.

 Un successo enorme per il cortometraggio indipendente prodotto e distribuito da “Pathos Distribution”, casa di produzione e distribuzione cinematografica che punta a diffondere i cortometraggi d’avanguardia, sperimentali, innovativi nei festival e nel circuito delle vendite su piattaforme streaming e TV.

 A poco più di 1 anno dalla prima proiezione, il corto ha già messo in bacheca il premio “Rai Cinema Channelall’Ortigia Film Festival, ha ricevuto più di 30 premi in festival nazionali ed internazionali ed è stato anche selezionato dalla “Federazione italiana cinema d’essai – FICE” per l’iniziativa “Cortometraggi che passione“.

Diretto da Emanuele Pisano, autore assieme ad Olimpia Sales anche della sceneggiatura, protagonista del corto è l’attore siciliano Danilo Arena. “L’oro di famiglia” nasce da un’esigenza: raccontare il legame viscerale che attanaglia l’uomo alle proprie origini e al proprio passato.

Salvo, il protagonista, ed il suo amico Fabrizio rapinano una villa che sembra promettere grandi guadagni. I due portano la refurtiva da un rigattiere, ma riescono a racimolare solo pochi spiccioli. Tra la refurtiva rimasta invenduta c’è un album di foto di famiglia. Salvo è un duro ed ha cose più importanti per la testa, ma il pensiero che lui non abbia neanche una foto ricordo inizia a balenargli in mente portandolo alla ricerca del suo album di famiglia.

Nato nel 1988 a Scordia, in provincia di Catania, Emanuele Pisano si laurea nel 2009 al Dams di “Roma Tre”. Raggiunge la notorietà nel circuito dei cortometraggi nel 2009 con “Rec Stop & Play”, che ottiene diversi riconoscimenti, fra cui il premio come miglior corto al “Taormina Film Fest”. È regista di molti videoclip musicali per artisti del calibro di Ultimo, Briga, Mostro, Lowlow e Gianluca Grignani. Tra il 2018 e il 2019 dirige la seconda e la terza stagione della serie “Sara e Marti” per Disney Channel. Ha inoltre curato la regia di “Sara e Marti – Il film”. Dal 2014 lavora come regista televisivo per diversi programmi Rai, Mediaset e Discovery.

“Lo stile di regia scaturisce dal desiderio di entrare il più possibile dentro la storia: la macchina da presa si trasforma così in un ulteriore attore che sconfina all’interno dei luoghi calpestati dal protagonista – afferma il regista Emanuele Pisano – Tuttavia si tratta di uno sguardo volutamente impreciso. Ho infatti cercato di lavorare sull’imprevedibilità delle scelte prese di volta in volta dal personaggio. È per questo che la macchina spia, ma non anticipa mai i movimenti del protagonista: si limita ad aspettare le sue decisioni”.

Olimpia Sales nasce a Pagani, in provincia Salerno, nel 1990. Dopo il liceo, si si laurea al Dams di “Roma Tre” e poi al dipartimento di “Arti, musica e spettacolo” de “La Sapienza”. Nel 2015 è tra gli sceneggiatori di “063139”, web series vincitrice del Premio Solinas. Dal 2016 lavora come autrice televisiva e sceneggiatrice per serie tv kids in onda su Disney Channel e Rai Gulp.

“La necessità del protagonista è quella di vivere di nuovo un momento legato al proprio passato. È un impulso che lo spinge a deviare i suoi passi per rimettere a posto quel che di più prezioso possa avere un nucleo familiare: i ricordi. Il protagonista del corto, quindi, galleggia nella speranza che un ricordo, offuscato dal tempo, possa ritornare vivido tramite delle semplici foto – ha affermato Olimpia Sales, autrice della sceneggiatura assieme al regista Pisano – La nostalgia verso ciò che si è stati e verso la propria famiglia non ci abbandona mai: è una maledizione a cui siamo condannati tutti”.

Protagonista de “L’oro di famiglia” è l’attore siciliano Danilo Arena. Dopo essersi laureato più volte come campione italiano di danze caraibiche, all’età di 21 anni Danilo Arena riceve la borsa di studio presso il “College Arti e Mestieri dello Spettacolo” di Catania, che frequenterà per due anni diplomandosi, e nel 2017 alla “Scuola di Cinema” di Roma “Sentieri Selvaggi”. L’esordio in Rai avviene con le produzioni “Che Dio ci aiuti 4” e “Prima che la notte”. Nel 2018 Danilo prende parte al videoclip “I tuoi particolari” del cantautore Ultimo, in occasione del quale fa la conoscenza del regista Emanuele Pisano. Nel settembre 2019 l’attore collabora con il regista Guido Chiesa per il film commedia dal titolo “Cambio tutto“, al termine del quale prenderà parte anche alla serie “Romulus” per la regia di Matteo Rovere ed Enrico Maria Artale. A settembre 202, Danilo riesce a firmare il primo contratto da protagonista ne “Il Cacciatore 3“, serie tv Rai per la regia di Fabio Paladini e Davide Marengo.

Roma Fringe Festival 2021

Nell’inedita veste streaming online su www.teatro.it, il Roma Fringe Festival, dal 18 al 24 aprile 2021, dal Teatro Eliseo e dal Teatro Vascello, torna con 21 spettacoli da tutta Italia per non fermare il teatro.

21 compagnie per altrettante drammaturgie inedite per accendere i riflettori sul teatro indipendente, tutta quella compagine teatrale che non vive di fondi pubblici, di finanziamenti e di supporti istituzionali.

Come ogni anno, anche per questo travagliato 2020-2021, il Roma Fringe Festival porta in scena una fetta importante delle tendenze teatrali contemporanee che spesso, negli ultimi mesi, hanno riflettuto sull’attualità, proponendo analisi, visioni e approcci differenti.

Il percorso che quest’anno propone il Roma Fringe Festival è uno specchio fedele e interpretato attraverso il teatro e l’arte degli ultimi 12 mesi: si parla di donne, di chiusura, di maternità, di sud, di nuovi futuri e ambiente, digitale e orizzonti. Lo fa attraverso uno sguardo lucido che passa attraverso sperimentazioni e inediti linguaggi, tra tradizione e ricerca, proponendo originali forme e inaspettati messaggi. 

Tra le grandi novità del Roma Fringe Festival 2021, oltre allo streaming, c’è la sezione Fringe Tube, che ospita solo progetti di nuove drammaturgie pensati non per lo spazio scenico tradizionale ma per la rete, un luogo ancora tutta da esplorare e da non confondere con lo spettacolo dal vivo che vive di altri sentimenti. La dimostrazione che il Teatro ha sempre le antenne alzate sul tempo che stiamo vivendo. Il Teatro è vivo e vegeto e continuerà ad esserlo nonostante tutto.

Il programma fitto proporrà ogni giorno 3 spettacoli, in scena al Teatro Eliseo di Roma, da fruire in streaming a partire dalle ore 19.30, con la finale che si svolgerà al Teatro Vascello il 26 aprile. 

“Il Fringe di Roma è la festa del teatro indipendente” ha dichiarato il direttore artistico Fabio Galadini, “un Festival che parte dal basso perché si basa soltanto sulle proprie forze e sulla convinzione che tutti, al di là del sostegno pubblico possano e debbano creare ogni giorno per tutto l’anno. Un atto di creatività che non si ferma, che non si arrende e che con tenacia, continua superando tutti gli ostacoli restando fedele a se stesso. Per il vincitore del Roma Fringe Festival c’è una grande opportunità: una tournée teatrale di 12 date nei teatri che compongono la rete di Zona Indipendente, una rete di Teatri dislocati su tutta la penisola,  che si sono messi in gioco per creare una rete Fringe nazionale. Ringraziamo Luca Barbareschi per averci ospitato al Piccolo Eliseo e a Manuela Kustermann  presidente di una Giuria composta da personalità di alto profilo che ospita, ormai da tre anni, al Teatro Vascello  la finale del Roma Fringe Festival 9° edizione. Un grazie a Ferruccio Marotti, al quale noi tutti dobbiamo molto, che guiderà  anche quest’anno la sezione Fringe Talk, luogo di dibattito e di confronto sulle politiche del Teatro indipendente e alla Fondazione Alessandro Fersen che assegnerà il premio Fersen ricerca e innovazione. Il 2021 è l’anno delle grandi difficoltà e delle grandi idee”.

Salute: i benefici del cioccolato

Secondo gli esperti il cioccolato è un alimento ricchissimo di polifenoli, sostanze protettive con azione positiva sul sistema antiossidante del nostro organismo. La cioccolata fondente contiene inoltre minerali, come il magnesio che fa bene all’umore, fosforo e ferro, fibre, vitamine B1 e B2.

Il cioccolato fondente al 70% ha ottimi effetti antiossidanti sull’apparato cardiovascolare. Molti studi scientifici attestano che il consumo regolare di 5 g di cioccolato fondente (pari a un quadratino 2 o 3 volte alla settimana) abbassa la pressione e contribuisce a ridurre il deposito di colesterolo sulle pareti dei vasi sanguigni e protegge dal diabete. 

Il cioccolato aiuta, inoltre, l’agilità mentale potenziando velocità e accuratezza di esecuzione di test che mettono alla prova le proprie funzioni cognitive. Mangiare cioccolato produce le stesse sensazioni di felicità e appagamento di quando ci innamoriamo. Indirettamente, poi, i polifenoli contenuti nel cacao combattono i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento. I flavonoidi rigenerano il metabolismo dei tessuti svolgendo un’efficace azione rassodante. Quindi, grazie all’azione fluidificante svolta dai polifenoli sul sangue, il consumo moderato di cioccolato migliora la circolazione, a vantaggio sia della pelle che dei capelli. La teobromina, invece, contenuta nel cacao contribuisce ad attivare la funzionalità dei reni, stimolando la diuresi, quindi lo smaltimento di liquidi in eccesso.