A Venezia 77 si presenta la 10a edizione del Social World Film Festival

Lunedì 7 settembre alle ore 10 nell’Italian Pavillion della 77esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia (Sala Tropicana 2 al piano terra dell’Hotel Excelsior di Venezia Lido) l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Vico Equense Annalisa Donnarumma e il direttore generale del Social World Film Festival Giuseppe Alessio Nuzzo, annunceranno le novità della decima edizione che si terrà dal 6 all’11 ottobre, mostrando in anteprima le immagini più emozionanti della passata edizione tra le letture di cinema internazionale di Stefano Accorsi e il red carpet di Itziar Ituno della “Casa di Carta”, disponibili anche in realtà virtuale.

Durante l’evento verrà consegnato il Premio Cinema Campania 2020 ad Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra di Venezia, Nicola Claudio, presidente di Rai Cinema, Andrea Della Monica e Davide Mastropaolo, regista e sceneggiatore del documentario “James” in programma alle Giornate Degli Autori, e Edgardo Pistone, regista del cortometraggio “Le mosche” alla Settimana Internazionale della Critica. Il Premio, inoltre, è stato conferito a Daniele Luchetti, regista di “Lacci” film d’apertura della 77esiama edizione.

Giunto alla quinta edizione, il Premio Cinema Campania è un riconoscimento alle Istituzioni, aziende, personalità che nel corso dell’anno si sono profuse con il loro lavoro nello sviluppo, nella crescita e nella promozione dell’attività cinematografica ed audiovisiva in Campania. Nell’albo d’oro figurano tra gli altri i registi Mario Martone e Edoardo De Angelis, gli attori Massimiliano Gallo, Francesco Di Leva, al direttore della fotografia Luca Bigazzi, alle giornaliste Piera De Tassis e Laura Delli Colli, al produttore Luciano Stella, all’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco.

Wonderful ad Amalfi: uno spettacolo nello spettacolo tra vicoli e cunti

Il programma web/Tv “Wonderful uno Spettacolo nello Spettacolo” ha fatto tappa ad Amalfi, la città più romantica e suggestiva del mondo che non ha mai smesso di incantare, sorprendere e mantenere intatta la sua anima culturale e storica. La giornalista Brigitte Esposito, insieme alla troupe televisiva composta dal regista Gerardo Tartaglia e dal fotografo Angelandrea Falcone, ha condotto il pubblico nel cuore dell’Antica Repubblica Marinara tra gli infiniti, caratteristici ed armoniosi vicoli. Una straordinaria Amalfi che si assapora con più dolcezza dopo il lockdown e che fa ripartire in totale sicurezza gli eventi culturali, come dichiarato dal determinato sindaco Daniele Milano. Una dolce passeggiata tra presente e passato, tra strade impregnate di tradizioni, scorci unici al mondo e racconti tratti da storie vere. Largo Duchi Piccolomini è divenuto uno splendido teatro a cielo aperto grazie ai Cunti Amalfitani, promossi dal Comune di Amalfi a cura di Antonio Melissa e Ario Avecone con la straordinaria produzione di Sipario di Luce e WorkinMusical. Gli eccellenti e creativi attori Jacopo Siccardi, Enzo Oddo, Nuccia Paolillo, Antonio Melissa, Antonio Speranza, Diletta Acanfora e Myriam Somma accompagnati da Gianni Del Sorbo alla chitarra, Pietro Giordano al violino, Andrea Laudano all’organetto e Sergio Esposito alle percussioni, hanno affascinato e reso protagonista il pubblico con la formula del teatro itinerante, valorizzando non solo i vicoli con giochi di luci e significative scelte scenografiche, ma facendo rivivere le avvincenti storie dei marinai contadini. Una magica Amalfi ancora più …Wonderful!

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, foto Angelandrea Falcone. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

WONDERFUL AD AMALFI: UNO SPETTACOLO NELLO SPETTACOLO TRA VICOLI E CUNTI

Il programma web/Tv “Wonderful uno Spettacolo nello Spettacolo” ha fatto tappa ad Amalfi, la città più romantica e suggestiva del mondo che non ha mai smesso di incantare, sorprendere e mantenere intatta la sua anima culturale e storica. La giornalista Brigitte Esposito, insieme alla troupe televisiva composta dal regista Gerardo Tartaglia e dal fotografo Angelandrea Falcone, ha condotto il pubblico nel cuore dell’Antica Repubblica Marinara tra gli infiniti, caratteristici ed armoniosi vicoli. Una straordinaria Amalfi che si assapora con più dolcezza dopo il lockdown e che fa ripartire in totale sicurezza gli eventi culturali, come dichiarato dal determinato sindaco Daniele Milano. Una dolce passeggiata tra presente e passato, tra strade impregnate di tradizioni, scorci unici al mondo e racconti tratti da storie vere. Largo Duchi Piccolomini è divenuto uno splendido teatro a cielo aperto grazie ai Cunti Amalfitani, promossi dal Comune di Amalfi a cura di Antonio Melissa e Ario Avecone con la straordinaria produzione di Sipario di Luce e WorkinMusical. Gli eccellenti e creativi attori Jacopo Siccardi, Enzo Oddo, Nuccia Paolillo, Antonio Melissa, Antonio Speranza, Diletta Acanfora e Myriam Somma, accompagnati da Gianni Del Sorbo alla chitarra, Pietro Giordano al violino, Andrea Laudano all’organetto e Sergio Esposito alle percussioni, hanno affascinato e reso protagonista il pubblico con la formula del teatro itinerante, valorizzando non solo i vicoli con giochi di luci e significative scelte scenografiche, ma facendo rivivere le avvincenti storie dei marinai contadini. Una magica Amalfi ancora più …Wonderful! Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, foto Angelandrea Falcone. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

Pubblicato da 360 Gradi Web TV su Mercoledì 26 agosto 2020
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Il sindaco di Amalfi Daniele Milano
Gli attori di Sipario di Luce e WorkinMusical

Giffoni50 2020. Il programma serale alla YARIS Arena con i talent musicali.

Si chiama Yaris Arena, luogo all’aperto che ogni sera ospita un talk con ospiti oltre che le proiezioni dei film in anteprima, il centro delle attività serali di #Giffoni50.

Il luogo dove si racconta il festival e dove si rivive la storia di questa idea che si chiama Giffoni. 
Tutte le sere dalle 21.30 [con ingresso contingentato anti-covid19 e solo su prenotazione] Nicolò De Devitiis conduce Giffoni50 TALK
Dopo il debutto di ieri sera, 18 agosto, con le celebrazioni dei 25 anni di Rainbow e con la proiezione del film Disney “L’unico e insuperabile Ivan”, il direttore Claudio Gubitosi ha introdotto la serata con un saluto: «Mi fa un certo senso essere qui questa come tutte le altre piazze di Giffoni rappresenta un luogo di incontro. Qui abbiamo condiviso tanti momenti che sono entrati nella storia di Giffoni».
«Per quest’anno – ha continuato – abbiamo creato una nuova geometria culturale che vuole essere innovativa e che tenga comunque conto del tempo che stiamo vivendo. Le misure di sicurezza sono superiori a qualsiasi disposizione di legge vigente.  Questa vostra partecipazione e collaborazione mi riempie di gioia. Voi ragazzi ci state dando lezioni Abbiamo da imparare da voi. La scuola di Giffoni ci rende orgogliosi, i ragazzi ci rendono orgogliosi».

Ricco il programma di Giffoni50 TALK che vedrà protagonisti i talent musicali, e non solo, in programma al festival.
Si inizia questa sera con Sofia Tornambene, diciassettenne vincitrice dell’ultima edizione di X Factor  che si presenta per la prima volta a Giffoni raccontare la sua favola artistica.

Il 20 agosto sarà il giornalista sportivo Pierluigi Pardo protagonista di un talk virtuale, in diretta streaming su piattaforma Zoom, con  Diletta Leotta e Fabio Rovazzi. Come si connette il mondo dello sport con quello della musica? Il 21 agosto, sempre Pierluigi Pardo con Nicolò De Devitiis, daranno vita ad un talk dedicato alla musica “indie”. Protagonisti la giovanissima Ariete e la band VIITO, idoli dei giovanissimi grazie al singolo “Bella come Roma”. A seguire il produttore Don Joe, anima del gruppo rap Club Dogo. Beatmaker di successo e manager di nuovi talenti ci racconterà come scoprirli e come farli sbocciare.
Sabato 22 Agosto Nicolò De Devitiis incontrerà Danti. L’artista d i Desio, hitmaker pluripremiato e frontman dei Two Fingerz, ha collaborato con una molteplicità di artisti nei suoi 10 anni di carriera.

La seconda parte di Giffoni50 TALK riprenderà martedi 25 Agosto con Samuel (leader dei Subsonica) e la cantante Giffonese Francesca Monte.
Mentre mercoledi 26 agosto spazio all’icona del rap italiano: Gue’ Pequeno. L’ex Club Dogo, punto di riferimento della scena rap italiana. Con lui ospite della serata anche Shablo uno dei più importanti produttori e manager della nuova scena musicale Italiana. Premieremo anche Amalinze, vincitore del Giffoni Rap Contest 2019. A chiudere un’interessante talk con Eliana Guerra, di Fremantle, curatrice di X Factor.

Il 27 Agosto avremo un gradito ritorno a Giffoni. Il salernitano Rocco Hunt, oramai pop star nazionale, racconterà il suo percorso artistico dove si è distinto per originalità e perseveranza. Incontreremo anche un dei nuovi talenti campani ovvero la porticese Svm promessa della scena urban nazionale.

Spazio al rap cantautorale e al pop d’autore venerdi 28 Agosto con Ernia e Aiello. Il rapper milanese e il cantautore cosentino, di stanza a Roma, rappresentano il presente e il futuro della scena italiana. A chiudere il talk ci sarà Max Giusti. Il versatile attore, e conduttore televisivo romano ci racconterà il suo esordio nel mondo digital. 

Ultimo appuntamento per Giffoni50 TALK è sabato 29 Agosto con la giovanissima Gaia Gozzi, nota come Gaia, cantautrice che ha stravinto la diciannovesima edizione del talent show Amici di Maria De Filippi e conquistato posti importanti in tutte le classifiche 2020

Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni 2020 XXVII Edizione

Dopo Francesco Pannofino, Paolo Calabresi, Paola Minaccioni, Enrico Lo Verso, Maurizio Micheli, Debora Caprioglio, Massimo Foschi, Pino Quartullo, Corrado Tedeschi e Stefano Reali, quest’anno saranno Pino Micol e Massimo Wertmuller gli ospiti d’onore del XXVII Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale che il 21 e 22 agosto riceveranno il premio Anagni Città Teatro.

“Per la ventisettesima edizione del festival, abbiamo deciso di conferire a Pino Micol, attore e regista affermatissimo, e a Massimo Wertmüller, attore altrettanto straordinario, il premio Anagni Città Teatro” ha dichiarato il direttore artistico Giacomo Zito. “Sull’opera, realizzata dalla compianta artista Anagnina Donatella Gismondi, sono rappresentati absidi della Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Anagni, la statua che raffigura il padre Tommaso Gismondi e la classica maschera simbolo del teatro”.

Il premio, conferito per meriti artistici a ospiti d’onore selezionati tra le eccellenze del mondo dello spettacolo, è stato istituito nel 2016 ed è stato già assegnato nelle scorse edizioni ad alcuni grandi nomi.

Il XXVII Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale si svolgerà dal 20 al 29 agosto 2020 Anagni (FR) con l’ormai tradizionale staffetta di spettacoli ai piedi della scenografica Cattedrale in Piazza Innocenzo III, per offrire ancora una volta una finestra sull’eccellenza italiana, su quella cultura alta portata in forma gratuita al territorio per offrire una narrazione del nostro patrimonio attraverso il teatro, la musica e la lirica.

Ospiti di quest’anno: in scena Francesco Montanari, Giuseppe Zeno, Stefano Reali, Antonio D’Antò, e con prestigiosi ospiti d’onore, (ai quali sarà offerta un’opera di Donatella Gismondi) per un festival che sarà dedicato a Flavio Bucci, già ospite nelle passate edizioni, Ezio Bosso ed Ennio Morricone.

XXXII CIVITAFESTIVAL: Il grande Teatro nel cortile quattrocentesco di Forte Sangallo

Forte Sangallo, imponente fortezza in terra falisca costruita nel 1495 su volere di Alessandro VI Borgia è la suggestiva scenografia del triplo appuntamento teatrale della trentaduesima edizione del CivitaFestival a Civita Castellana (VT). Il 3 settembre, apre la staffetta teatrale La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli, diretto e interpretato da Daniele Pilli e Claudia Vismara, produzione di La fabbrica dell’attore, il 5 settembre prosegue con In Exitu, dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori, nell’adattamento, interpretazione e regia di Roberto Latini con musiche e suono di Gianluca Misiti, e il 6 settembre si conclude con La Pianista Perfetta, prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo i Giuseppe Manfridi con Guenda Goria e Lorenzo Manfridi, regia di Maurizio Scaparro. Tre appuntamenti nel segno del grande teatro che portano in scena, tra storia e contemporaneo, due produzioni raffinate e originali.

La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli, diretto e interpretato da Daniele Pilli e Claudia Vismara, produzione di La fabbrica dell’attore, il 3 settembre apre la staffetta teatrale del XXXII CiviteFestival. Un testo che parla di coppia, di quell’universo criptico che sono le relazioni, del loro lento disgregarsi, dell’ostinazione con cui a volte ci si accanisce per mantenere con se stessi una facciata, una parvenza di felicità… un testo che parla di tempo, di fisica quantistica, di quelle scelte che si compiono nella vita e che una volta compiute la segnano per sempre. Di quanto un istante, a volte, faccia la differenza, tra la vita e la morte.  Un approccio drammaturgico che trae ispirazione dalle teorie dei ‘Multiversi’ di Everett, esplorando il concetto di simultaneità del tempo nelle infinite possibilità di ogni singola scelta. 

Il teatro al CivitaFestival prosegue il 5 settembre con Roberto Latini che affronterà la furente inventività linguistica di In exitu(1988)e darà vita e corpo alla parola testoriana.  

L’uscita di scena di un tossico degli anni ’80 in una città qualsiasi tra le Milano di un nord qualsiasi è dolore e solitudine straziante di una vita consumata in evasione, in eversione. La narrazione cede il passo alla forma e si sostanzia su un piano raffinatamente linguistico. Testori come fosse il pusher di una lingua teatrale che si fa linguaggio. Drogato è il testo e le parole sfidano il pensiero e la sintassi, come l’Ulisse di Joyce, il Lucky di Beckett, come agli orli della vita, direbbe Pirandello.  Tutto sembra svilupparsi nella sensazione del fondamentale e iniziatico “Quem quaeritis” del Teatro S cro Medievale. In mezzo, c’è una nebbia incapace di fermare il tempo e la consolazione. In Exitu è come una Pietà. La parabola parabolica di vita vissuta da Riboldi Gino è quella di un povero Cristo tenuto in braccio da Madonne immaginate, respirate, disarticolate, nella fonetica di una dizione sollecitata fino all’imbarazzo tra suono e senso, come fossero le parole ad essere infine deposte dalla croce sulle quali Testori le ha inchiodate. “Chi cercate?”  “Non è qui!”,  risponderebbe l’angelo.  

La proposta teatrale del XXXII CivitaFestival si conclude il 6 settembre con La Pianista Perfetta, prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo i Giuseppe Manfridi con Guenda Goria e Lorenzo Manfridi, regia di Maurizio Scaparro. 

“La mia immaginazione non può figurarsi una felicità più bella di continuare a vivere per l’arte”: così Clara Schumann descrive la sua vocazione più profonda, quella per la musica. Forgiata nella tecnica dal padre    Friedrich Wieck, Clara diventa sin da giovanissima concertista di fama mondiale: la più grande pianista dell’ottocento ma anche una donna coraggiosa, intellettuale, madre affettuosa di otto figli, innamorata. Ed è proprio l’amore che permea nella sua musica, l’amore per la vita e l’amore per un uomo, Robert Schumann, compositore e figura di spicco del romanticismo tedesco. Un amore tormentato ma profondissimo quello tra Clara e Robert che trova il suo triste epilogo quando una malattia sopraggiunge a consumare le capacità intellettive di lui, fino a portarlo lentamente a spegnersi. E saranno le cinque linee del pentagramma il rifugio di Clara, le note saneranno le ferite del suo cuore e quell’armonica successione di tasti bianchi e neri darà conforto a questa grande donna che donerà alla musica tutta se stessa, che continuerà a lavorare dopo  la morte del marito per diffondere la sua musica – troppo avanti per il gusto dell’epoca ma che troverà postuma fortuna. Il Pianoforte, al  centro della scena, sarà il protagonista assoluto suonato dal vivo da Guenda Goria che, in una progressiva rarefazione di tempo e spazio, racconterà sin  nel profondo la forza vitale di  Clara, donna che ha tradotto in arte la sua intera esistenza in un momento preciso, il pomeriggio prima di un importante concerto che potrebbe cambiare le sorti della sua carriera; un pomeriggio sbagliato in tutto sembra far presagire il primo insuccesso della vita di Clara. L’ accordatore che non arriva, il baule smarrito, le lettere che sopraggiungono ad annunciare l’ internamento  del marito Robert Schumann in ospedale psichiatrico offrono l’ affresco di una donna che a trent’anni è già madre di otto figli e leggenda della musica mondiale.    

Il CivitaFestival è diretto da Fabio Galadini, attore, regista, musicologo, e si svolge in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Lazio diretta dalla dott.ssa Edith Gabrielli.

Aspettando il Cisterna Film Festival 22 agosto a Cori

Sabato 22 agosto, a partire dalle ore 21:00, la città di Cori ospiterà la serata di introduzione e inaugurale della VI edizione del Cisterna Film Festival. Nella suggestiva cornice medievale di piazza Sant’Oliva verranno riproposti alcuni dei cortometraggi internazionali che hanno fatto innamorare il pubblico o che si sono guadagnati dei riconoscimenti nelle passate edizioni del CFF:

● The boy by the sea (Olanda, 2016, 7’) di Vasily Chuprina – Premio Next Generation CFF2017;

● Clac! (Francia, 2017, 19’) di Fabien Ara – CFF2018;

● The death of Don Quixote (Regno Unito, 2018, 13’) di Miguel Faus – CFF2019;

● Fantasia (Finlandia, 2016, 10’) di Teemu Nikki – Premio del Pubblico CFF2017;

● Fantassút/Rain on the borders (Italia, 2016, 15’) di Federica Foglia – CFF2017;

● A father’s day (Regno Unito, 2016, 10’) di Mat Johns – CFF2018;

● Fauve (Canada, 2018, 16’) di Jeremy Comte – Miglior Film CFF2019;

● El inicio de Fabrizio (Argentina, 2015, 14’) di Mariano Biasin – Menzione Speciale per la Regia CFF2017;

● Marlon (Francia, 2015, 21’) di Jessica Palud – Menzione Speciale per l’attrice protagonista

● Flavie Delangle CFF2017.

Ospite del prefestival sarà Clara Galante, attrice, autrice e cantante, tra i cinque giurati scelti a valutare e votare i corti iscritti al concorso 2020. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti: pertanto si consiglia la prenotazione al numero 3281139370. Nel rispetto delle norme vigenti, i posti saranno distanziati e non sarà consentito l’accesso a chi si presenterà privo di mascherina.

Il Cisterna Film Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Mobilitazioni Artistiche con la direzione artistica di Cristian Scardigno. Gode del sostegno della Regione Lazio e del patrocinio della Provincia di Latina, del Comune di Cisterna, della Proloco di Cisterna e del Comune di Cori, oltre a quello dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e di German FilmsFilm4Life è media partner dell’evento fin dalla sua fondazione.

Al concorso quest’anno si sono iscritti 37 corti, in rappresentanza di 15 Paesi, tra cui un’anteprima mondiale, un’anteprima europea e cinque anteprime italiane; alcuni provenienti da festival noti come Cannes, Venezia, Berlino, Sundance, Toronto, Locarno, Rotterdam, Torino, Annecy, Giffoni, Sitges, Londra, Clermont-Ferrand; altri vincitori di premi che ne attestano l’eccellenza nel campo cinematografico, come gli Oscar, i David di Donatello, i Goya, i Bafta, i Nastri d’Argento.

Dopo l’anteprima di Cori, il CFF si svolgerà, come di consueto, a Cisterna di Latina, dal 27 al 30 agosto, con la proiezione in prima serata dei corti finalisti del CFF 2020, nella Corte di Palazzo Caetani, e repliche nella biblioteca comunale “Adriana Marsella”, compresa una mostra fotografica allestita nella Galleria di Palazzo Caetani.

Sabato 8 agosto primo dei due omaggi a Giorgio Caproni con “Il mio Enea” con Alessandro Fo

Terzo appuntamento con VeliaTeatro alla Fondazione Alario ad Ascea Marina per la rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico. La XXIII edizione sabato 8 agosto a partire dalla 21.15 propone infatti il primo dei due omaggi a Giorgio Caproni. In apertura Alessandro Fo, dialogherà con Maurizio Bettini e Filomena Giannotti, rispettivamente autore e curatrice della postfazione del volume di Caproni, Il mio Enea, pubblicato da Garzanti in occasione del trentennale della morte del poeta.

FiIomena Giannotti parlerà dell’incontro di Caproni con la statua di Enea, con il padre Anchise in spalla e il figlio Ascanio accanto, statua in cui Caproni s’imbatté in una Genova ancora devastata dai bombardamenti. Caproni raccontò le proprie emozioni in una serie di articoli e di interventi vari. Maurizio Bettini invece si soffermerà sull’importanza del personaggio di Enea per la cultura di oggi, e soprattutto sulla sua dimensione di eroe sconfitto, e sul parallelo che si può tracciare fra Enea profugo, costretto ad abbandonare una patria distrutta, e i molti Enea che affrontano oggi analoghi viaggi di disperata, e spesso fatale, migrazione.

A seguire Gianluigi Tosto con l’Eneide nella traduzione poetica di Enzio Cetrangolo.

Domenica 9 agosto a Velia, alle 21.15, Matteo Belli in “Concerto dal VI libro dell’Eneide” preceduto da Facilis Descensus Averno: fra Virgilio e Giorgio Caproni” a cura di Alessandro Fo dell’Università di Siena.

VeliaTeatro è organizzata dall’Associazione Culturale Cilento Arte ed è realizzata con il sostegno di Comune di Ascea con il patrocinio del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Comunità Montana Bussento, Comune di Laurito, in collaborazione con Fondazione Alario per Elea-Velia – Impresa Sociale, Associazione Amici di Paestum, Pro-Loco Ascea, Pro Loco di Laurito.

FESTIVAL del TEATRO MEDIEVALE DI ANAGNI 2020: dal 20 agosto Giuseppe Zeno, Francesco Montari, Stefano Reali

Dal 20 al 29 agosto 2020 Anagni (FR) si conferma Città Teatro con l’ormai tradizionale appuntamento con il grande teatro del XXVII Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale che torna ai piedi della scenografica Cattedrale in Piazza Innocenzo III, per offrire ancora una volta una finestra sull’eccellenza italiana, su quella cultura alta portata in forma gratuita al territorio per offrire una narrazione del nostro patrimonio attraverso il teatro, la musica e la lirica.

Ospiti di quest’anno: in scena Francesco Montanari, Giuseppe Zeno, Stefano Reali, Antonio D’Antò, e con prestigiosi ospiti d’onore, (ai quali sarà offerta un’opera del grande maestro della scultura italiana Tommaso Gismondi) per un festival che sarà dedicato a Flavio Bucci, già ospite nelle passate edizioni, Ezio Bosso ed Ennio Morricone.

Tra Terra e Cielo sarà il tema contenitore di questa edizione. “Una riflessione” spiega il direttore artistico Giacomo Zito, “declinata attraverso le proposte selezionate, di quanto la nostra esistenza, oggi come nel passato, è caratterizzata da un’imperscrutabile alchimia di elementi che ci costringono a fare i conti con la nostra debolezza, con le nostre paure, con ciò che non conosciamo, e che ci tengono incatenati alla nostra natura più istintiva e animale, e di elementi che ci proiettano invece in una dimensione spirituale non facile da raggiungere, ma essenziale per l’evoluzione individuale e collettiva di tutta la specie umana. Nella volontà di preservare con tenacia la qualità oltre che la continuità della manifestazione malgrado le conseguenze dell’epidemia Covid, ci si prefigge di offrire un programma di riconoscibile eccellenza”.

La ventisettesima edizione del Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni inizierà giovedì 20 agosto 2020, con il concerto inaugurale Classiche Interferenze del M°Antonio D’Antò

Venerdì 21 agosto Francesco Montanari proporrà una personale versione de Menecmi, trama che ha dato origine a novelle medievali, a trame shakespeariane e a sceneggiature cinematografiche recenti, perché affronta con le armi della commedia il tema del destino dell’individuo soggetto a un gioco di prestigio della natura: l’avere un gemello o un sosia; sabato 22 agosto Giuseppe Zeno, in scena con Monica Dugo, affronta il personaggio monumentale di Faust, nella raffinata elaborazione drammaturgica di Stefano Reali, che firma anche la regia dello spettacolo, dove l’aspirazione del protagonista verso il Cielo – contro la tentatrice attrazione verso ciò che è terreno, costituiscono il paradigmatico duello esistenziale e spirituale che ogni essere umano è costretto ad ospitare in sé. Venerdì 28 agosto salirà sul palco del Festival Luigi Pisani per interpretare Thomas Becket ne La Carezza del Fuoco, dramma elaborato appositamente per il Festival e presentato in prima nazionale, in occasione dell’ottocentocinquantesimo anniversario della morte dell’Arcivescovo di Canterbury, a cui papa Alessandro III dedicò lo straordinario oratorio sottostante alla Cattedrale di Anagni. Sabato 29 agosto, concluderà il programma un capolavoro di comicità che ben si presta ad esorcizzare le paure della pandemia, Gianni Schicchi, opera comica scritta da Puccini proprio nell’anno nero della influenza spagnola, in un allestimento agile ma efficace, nuova produzione di Europa Musica.

Un programma che nel 2020 si fa sfida di qualità e non solo.  “Anagni con questa XXVII edizione, sarà ancora una volta la “città teatro” che ha incantato la scena nazionale” spiega il sindaco di Anagni Daniele Natalia. “Riuscire ad organizzare il festival anche quest’anno” sottolinea l’Assessore alla Cultura di Anagni Carlo Marino “è stato difficile per la situazione che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo ma non ce la siamo sentita di fermare una eccellenza culturale come il festival. È un segnale di coraggio che vogliamo dare alla città e ai tanti appassionati che vivono la kermesse come un appuntamento irrinunciabile. Il programma è di tutto rispetto con grandi artisti e grandi ospiti. Sono molto felice per essere riusciti a confermare l’appuntamento con l’opera, un genere introdotto dalla nostra amministrazione e che ha riscosso un grandissimo successo nella due edizioni scorse. Così come il concerto di apertura del maestro D’Antò. Naturalmente tutto dovrà essere fatto nel rispetto delle normative anti-covid”.

“L’epidemia, e la paura che ha generato” prosegue Giacomo Zito, “si sono insinuate anche in ciò che tiene in vita le comunità, come il sangue e l’aria tengono in vita gli esseri umani: la memoria culturale, la creatività, il patrimonio artistico, il teatro, la danza, la musica, la letteratura, che sono le nostre coordinate identitarie, le nostre radici senza le quali non possono essere nutriti i nuovi rami, le nuove foglie, i nuovi germogli. Ma stiamo sentendo anche – e con una forza che forse solo dopo una guerra si avverte – l’ansia e la speranza di una nuova ripartenza. Progettare il futuro della cultura oggi è assolutamente necessario: è l’unica difesa contro la morsa che ci ha stretto e da cui speriamo di liberarci al più presto. È tempo di raccogliere tutte le energie, trovare la forza di pianificare tutte le iniziative che possano letteralmente ridare respiro alla socialità, che è principio e bene universale inalienabile”.

“Il festival di quest’anno affronta la delicata tematica tra terra e cielo segno del nostro stare sempre nel mezzo senza conoscere a fondo né la terra né il cielo. Da qui la paura di agire, il timore di non farcela, ma anche la voglia di affrontare la realtà che ci fa risorgere, come esseri umani, nell’arte che non ha limiti temporali e spaziali. Il programma del festival di quest’anno, seppur ridotto, concentra la sua attenzione sull’essenza della performance in una varietà di linguaggi che vanno dal reeding allo storytelling, al teatro d’attore, per concludersi nell’apoteosi dell’opera lirica. Un percorso narrativo lineare, semplice, ma tanto intenso e coinvolgente” conclude il Direttore Teorico Critico Gaetano D’Onofrio.

Appuntamento con il XXVII Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni, dal 20 al 29 agosto 2020. Ingresso gratuito, su prenotazione fino ad esaurimento posti – spettacoli ore 21.00

Ostia Antica Festival 2020: Francesco Montanari rilegge i Menecmi di Plauto il 31 luglio

Dopo l’apertura in musica, Ostia Antica Festival 2020 il 31 luglio dà il via agli appuntamenti teatrali con un’ironica, divertente e originale versione de I Menecmi di Plauto, adattata da Sacha Piersanti e affidata a Francesco Montanari con la regia di Enrico Zaccheo

Divertente, grottesco paradossale, il monologo vede Francesco Montanari in veste comica e irresistibile.  I Menecmi sono due fratelli gemelli, separati alla nascita, che si rincontrano dopo lunghe peripezie dando origine ad una serie di scambi di persone e – dunque – di equivoci.

Recitata da un solo attore che interpreta i due personaggi, lo spettacolo diventa un “gioco psicanalitico” in cui i Menecmi possono rappresentare i due caratteri di ogni individuo, che ha in sé tutto e il suo contrario. Ai Menecmi danno ciclicamente dei pazzi, ma se i pazzi fossero gli altri? Se pazzi fossero, cioè, quelli che non si rendono conto di essere anche loro doppi di se stessi? Una commedia che nasce da un torto e termina con la riparazione dello stesso, che presta il fianco alla risata semplice ma non si nega alla riflessione ben si adatta ad un racconto narrativo che vada oltre il semplice “spiegare” lo scritto. Il tentativo qui – inedito e forse ardito – è quello di entrare nella vicenda per estrarne il mito e confrontarlo con noi, con noi intesi come uomini di oggi. 

Il fulcro dell’indagine infatti è comprendere cosa sia rimasto a noi, oggi, della struttura di quella commedia latina. Che cosa sia arrivato e che cosa si sia perso per strada, che cosa rappresentino quei due gemelli identici che lottano per riunirsi contro le forze del caso. 

Gli appuntamenti teatrali per Ostia Antica Festival 2020 di Sava Produzioni proseguono con Arturo racconta Brachetti. Intervista frizzante tra vita e palcoscenico con Arturo Brachetti, 2 agosto; Dove sono le donne? con Michela Murgia, 8 Agosto; L’alfabeto delle Emozioni con Stefano Massini, 5 settembre; Dal vivo sono molto meglio con Paola Minaccioni, 6 settembre; Best of con Lillo e Greg 12 settembre; Ma tu sei felice? lettura-spettacolo dal libro di Federico Baccomo con Claudio Bisio e Gigio Alberti, 17 settembre.

La quinta edizione di Ostia Antica Festival “Il Mito e il Sogno” è organizzata daI consorzio di imprese Antico Teatro Romano, in collaborazione con il Parco Archeologico di Ostia antica.

“Il nome che mi hai sempre dato” su Rai Cinema Channel: storia di un amore infinito con Mariano Rigillo

La storia di un amore infinito. È disponibile su Rai Cinema Channel il film breve  Il nome che mi hai sempre dato” di Giuseppe Alessio Nuzzo basato su un fatto realmente accaduto, di profonda bellezza: la vicenda di un vedovo anziano che porta tutti i giorni con sé la foto incorniciata della moglie, si siede sul muretto guardando il mare di Gaeta e rimane in silenzio. Dopo uno scatto fatto a sua insaputa è diventato virale, esattamente due anni fa, una storia che ha colpito l’opinione pubblica.

Si tratta del primo film breve realizzato in doppio formato verticale-orizzontale e la prima opera cinematografica integrale ad essere caricato sull’IGTV di Rai Cinema. «Abbiamo deciso di girare questo film breve nel doppio formato – spiega Nuzzo – in modo da rendere fruibile la storia e le immagini sia a chi lo guarderà attraverso il mezzo tradizionale come cinema e televisione in orizzontale, ma anche a chi è oramai abituato a visionare filmati sul proprio smartphone in verticale. Un’innovazione a cui il cinema deve abituarsi, per superare anche il gap creatosi dal lungo lockdown che ha creato una preoccupante distanza tra sala e pubblico».

Un lavoro che approda sul Rai Cinema Channel dopo un tour di proiezioni tra festival ed eventi in tutto il mondo ottenendo 10 riconoscimenti internazionali. Prodotto da Paradise Pictures in associazione con An.tra.cine, Alfiere Productions e Social World Film Festival econ il sostegno di Rai Cinema Channel, vede come protagonista Mariano Rigillo affiancato da Anna Teresa Rossini, Marco Rosso Cacciapuoti e Fabiola Dalla Chiara.

Un ritorno alla regia per Nuzzo dopo il pluripremiato “Lettere a mia figlia” con Leo Gullotta, menzione speciale ai Nastri d’Argento e primo premio al Giffoni, “La scelta” presentato al concorso Giovani Autori Italiani durante la 76a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il lungometraggio “Le Verità” con Francesco Montanari ora disponibile in streaming anche su Amazon Prime Video ed il recente “Fame” realizzato con il sostengo della Direzione Generale Cinema del Mibact e presentato in anteprima assoluta alla 18° edizione dell’Ischia Film Festival.

 Liberamente ispirato da una storia vera. Un racconto d’amore infinito, un viaggio nel passato, un uomo prigioniero del suo spazio umano, orizzontale, terreno. Deciso a partire, attraverso i ricordi, verso un nuovo ed inesplorato “punto di fuga”.

A FESTIL 2020 Timpano/Frosini in “Gli sposi”

Apre la 5a edizione di FESTIL la compagnia internazionale Timpano/Frosini che sabato 18 luglio, alle ore 21, al Teatro San Giorgio di Udine, va in scena con lo spettacolo Gli sposi | romanian tragedy di David Lescot. La pièce è diretta e interpretata da Elvira Frosini e Daniele Timpano, con ildisegno luci di Omar Scala e le scene e i costumi di Alessandro Ratti. Lo spettacolo di Frosini / Timpano è prodotto da Gli Scarti, accademia degli artefatti, Kataklisma teatro, con il sostegno di PAV, Armunia, Spazio ZUT!, Teatro di Roma, Asti teatro, nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe – Beyond Borders? ed è arrivato finalista al Premio Ubu 2019 come miglior nuovo testo straniero. Gli sposi | romanian tragedy è la storia di un’ordinaria coppia di potere. Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu. Entrambi vengono dalla campagna. Si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po’ meno dotati della media. Creature senza smalto in un mondo senza orizzonte. Dittatori capricciosi e sanguinari, questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989. Una tragedia romena.

Cosa sappiamo di Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu? Cosa sappiamo della Romania?
Sin dal 1989, anno della caduta del Muro e della caduta dei Ceaucescu, la narrazione che abbiamo sentito è stata quella di due dittatori comunisti, sinistri ed esagerati tiranni che hanno ridotto in ginocchio il loro Paese per oltre vent’anni. Il testo di David Lescot parte esattamente da questa immagine. L’autore ne sottolinea la mediocrità, il grottesco e l’assurdo, fino alla fine tragica ed ambigua: il processo sommario e la fucilazione in diretta TV. Una drammaturgia cartesiana, con un ribaltamento finale ed un inizio sufficientemente ambigui da lasciare lo spazio a due autori ed attori come noi per una lettura critica ulteriore. Erano così come ce li hanno raccontati? Che ne è stato del Comunismo? E qual è stato il destino della Romania dopo la loro caduta? Abbiamo cercato di voler un po’ di bene a questi due personaggi, descritti come due tiranni cinici ed esaltati dal delirio di onnipotenza ma anche come due comuni pensionati, due povere figure anche un po’ tenere e indifese, verso le quali non si potesse non provare una impossibile empatia. Abbiamo cercato quindi di lavorare su un equilibrio tra distanza e vicinanza, e di innestare l’ambiguità in tutta la costruzione scenica, disseminando piccole crepe critiche che potessero innescare domande su questa narrazione monolitica – quella dell’Occidente capitalista, democratico e trionfante – e su noi che, oggi, facciamo parte di essa.

Festival estivo del Litorale è l’unico Festival di prosa in Friuli Venezia Giulia con il contributo di MiBACT, oltre che della Regione FVG, e vanta il sostegno di Comune di Udine | UdinEstate 20.

Sotto la co-direzione artistica di Alessandro Gilleri e Tommaso Tuzzoli, anche per questa edizione, il Festival estivo del Litorale – sezione italiana – in collaborazione al Primorski Poletni Festival/Festival estivo del Litorale (SLO), consolida il proprio legame transfrontaliero ed internazionale e continua a promuovere le sue attività in tutta la Slovenia. Per quest’edizione, si vedrà la partnership del Drustvo Primorskij Poletni Festival (SLO), Hrvatsko Narodno Kazaliste Ivan pl Zajc/Teatro nazionale Zajc di Fiume (HR), Gledalisce Koper (SLO), CSS teatro stabile d’innovazione del FVG, Dipartimento degli studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università degli studi di Udine, Fedra Art project (HR), Teatro Club Udine, Udruga Slobodna Drzava Rijeka/ Ass. Stato libero di Fiume (HR), Golden Show Trieste, Associazione Need Teatro, Casa del Contemporaneo, Associazione Speakeasy e Athena Città della psicologia.

Cinema, Ludovica Nasti e Massimiliano Rossi in “Fame”: una Napoli al bivio tra delinquenza e onestà

Napoli, crocevia di culture e colori. Sul Lungomare e nel Centro Storico una contaminazione di etnie tra ricchezza e povertà, il destino di un uomo di fronte ad una scelta: vivere onestamente o delinquere. È in concorso alla 18a edizione dell’Ischia Film Festival “Fame” di Giuseppe Alessio Nuzzo, prodotto da Paradise Pictures con Rai Cinema, in associazione con An.tra.cine di Eduardo Angeloni.

“Quando ho scritto quest’operaero spinto dalla necessità di raccontare una tragedia silenziosa, quella della povertà, un tema purtroppo estremamente attuale. Lo presentiamo in anteprima alla kermesse cinematografica dedicata alle location in un momento storico dove le difficoltà e le divisioni sociali sono diventate marcate e insostenibili dopo l’avvento della pandemia da Covid-19 e gli scontri per le uguaglianze negli Usa”. Così Nuzzo che torna dietro la macchina da presa dopo il pluripremiato “Lettere a mia figlia” con Leo Gullotta, menzione speciale ai Nastri d’Argento e primo premio al Giffoni, “La scelta” presentato al concorso Giovani Autori Italiani durante la 72a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e il lungometraggio “Le Verità” con Francesco Montanari ora disponibile in streaming anche su Amazon Prime Video.

Il film, con il sostegno economico della Direzione Generale Cinema delMinistero dei Beni e le attività Culturali e il turismo e la collaborazione della Film Commission Regione Campania, si basa sul concetto di possibilità. “Quante possibilità abbiamo nella nostra vita? E se avessi intrapreso l’altra strada, cosa sarebbe accaduto? Queste due domande le abbiamo poste a noi stessi almeno una volta nella vita. E il mio obiettivo è che lo spettatore si interroghi ancora una volta, cercando dentro di sé una risposta sincera”.

Grande protagonista la città di Napoli. “Città meravigliosa, multietnica, accogliente, superba, misteriosa ed imponente con il lungomare, il Castel dell’Ovo, i vicoli del centro antico, i caratteristici “bassi”. Un dipinto, un omaggio ad una città che racchiude storie dimenticate ma indimenticabili” conclude Nuzzo.

Completamente senza dialoghi “Fame” conduce lo spettatore alla ricerca della verità della storia, aiutandolo a comporre il puzzle della narrazione e a comprenderne le dinamiche che muovono il destino partendo dalle nostre scelte. Un film breve ma complesso nella sua struttura atemporale per il susseguirsi di momenti e scene in maniera non lineare con un continuo di flashback e flashforward. Fa da sottofondo la colonna sonora originale registrata dalla Budapest Scoring Symphonic Orchestra e mixata presso gli Abbey Road Studios di Londra.

Protagonisti Massimiliano Rossi (“Il Vizio della Speranza” di Edoardo de Angelis), Ludovica Nasti (“L’Amica Geniale” di Saverio Costanzo), Bianca Nappi (“Sirene” di Davide Marengo), Ester Gatta (“Così Parlò Bellavista – a teatro”) e la partecipazione di Gigi Savoia (“Loro” di Paolo Sorrentino, “Rosa Pietra e Stella” di Marcello Sannino).