“L’Isola di Pietro” dal 18 ottobre la terza serie con Gianni Morandi

“L’Isola di Pietro”, che vede protagonista Gianni Morandi nei panni del pediatra Pietro Sereni, torna su Canale 5 con la sua terza stagione. Sarà composta da dodici episodi, in onda a partire da venerdì 18 ottobre. L’amatissima fiction mescola una serie di elementi fra loro diversi, ma molto avvincenti: la famiglia, l’amore, un mistero da risolvere e personaggi sempre nuovi e affascinanti. A fare da sfondo alle vicende di Pietro è di nuovo l’incantevole isola di San Pietro. Nel cast, oltre a volti noti come Gianni Morandi, Chiara Baschetti,  Alma Noce, Cristian Cocco, Hassan Shapi, Alessio Di Domenicantonio, Erasmo Genzini,  ci sono alcune new entry, tutti attori italiani molto apprezzati sul piccolo schermo: Francesco Arca, Francesca Chillemi, Caterina Murino ed i giovanissimi Mirko Trovato ed Arianna Montefiori.  La terza stagione de “L’isola di Pietro” si apre all’insegna del terribile lutto con cui si era conclusa la stagione precedente. Alessandro, il compagno di Elena (la figlia di Pietro) è infatti scomparso. Quest’ultima, insieme alla figlia Caterina, dovrà dunque imparare a convivere con questa assenza. A lenire in parte il dolore, ci saranno l’arrivo di un altro nipote di Pietro, Giacomo, e del piccolo Tobia. Un’ulteriore buona notizia è la possibilità per Caterina di recuperare la vista. Diego, il suo fidanzato, intraprende invece una carriera all’interno del commissariato di Carloforte. La vita quotidiana dei protagonisti, i drammi umani, gli affetti, i contrasti, le relazioni sentimentali e i misteri del passato saranno quindi, ancora una volta, gli ingredienti principali della nuova stagione.

Giffoni Teatro XII Stagione Invernale: domenica 29 la presentazione con Gennaro Cannavacciuolo

Sarà una presentazione speciale quella con la quale Giffoni Teatro svelerà, domenica 29 settembre alle 18, presso il Complesso Monumentale di San Francesco di Giffoni Valle Piana, tutto i protagonisti della XII Stagione Invernale di Prosa promossa dall’Associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro.

Ad impreziosire l’happening ci sarà Gennaro Cannavacciuolo, più volte ospite al Giardino degli Aranci nelle precedenti edizioni estive, e questa volta primo protagonista della nuova stagione invernale.

IL PROGRAMMA Cannavacciuolo inaugurerà la XII Stagione di prosa (sette gli spettacoli da novembre ad aprile) mercoledì 28 novembre con Gennaro in “Cyrano De Bergerac” di Riccardo Pazzaglia per la regia e le scene di Bruno Garofalo con le musiche e le canzoni di Domenico Modugno. Cannavacciuolo sarà il poeta spadaccino, in una trasposizione musicale della celebre opera, una favola morale e romantica in cui l’amore è un valore immenso, tanto da sacrificare se stessi per la felicità dell’oggetto del proprio sentimento: un invito all’amore autentico e oltre ogni logica.

A dicembre, il 12, sul palco della Truffaut la “Festa di Montevergine” dello straordinario poeta dei poveri Raffaele Viviani con Lucio Pierri e Serena Stella, Chiara De Vita, Elena Parmense, Matteo Salsano e Salsano e con gli allievi dell’Accademia dello spettacolo e del musical di Baronissi. In scena un classico del teatro napoletano, una delle più grandi feste del Sud, una corale che fonde sacro e profano, risate e commozione con la partecipazione di un cast numerosissimo.

Con “Ricette d’amore” prende il via il 2020. Il 30 gennaio la stagione inaugura il nuovo anno con uno spaccato sul mondo femminile raccontato da Patrizia Pellegrino, Matilde Brandi, Federica Cifola, Samanta Togni. Quattro donne, molto diverse tra loro si contendono lo stesso uomo. Divertenti equivoci e battute a ritmo serrato per una commedia frizzante ed ironica.

Serena Autieri sarà la protagonista assoluta del 4 febbraio con “Rosso Napoletano, quattro giornate d’amore” con Benedetto Casillo e Maria Del Monte. La storia è quella di una bellissima panettaia napoletana Carmela che, nel settembre del 1943, alla notizia dell’armistizio, riapre, felice, il suo forno.

Il 5 marzo toccherà a Maurizio Casagrande in “Mostri a parte”. Franco Gecchi, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, sua grande fan negli anni d’oro della sua carriera e oggi vera “star” di casa poiché conduttrice televisiva di grande successo. Lui è un artista non particolarmente bravo ma sincero e originale; lei non ha grandi capacità, ma è priva di scrupoli. Franco deve trovare il modo di risalire la china altrimenti Ursula lo eliminerà dalla sua vita. Come fare?

Doppio appuntamento ad aprile. Il 3, per la prima volta sul palco della Truffaut salirà Flavio Insinna con “La Macchina della felicità”. Uno spettacolo ricco di comicità, di racconti e di canzoni intrecciato alla trama dell’omonimo romanzo scritto dallo stesso Flavio e scandito dalla storia d’amore tra i due protagonisti Laura e Vittorio. Insinna, un Pierino cresciutello ma sempre birbone, parte alla ricerca della felicità, cercandola nelle piccole e grandi cose in allegria, tutti insieme appassionatamente, mano per mano con il pubblico, come in un grande pranzo di Natale passato a ridere in compagnia di chi ti vuole bene.

OMAGGIO A DE CRESCENZO. IN PLATEA CI SARà LA FIGLIA PAOLA Gran finale il 28 con Geppy Gleijeses, Marisa Laurito e Benedetto Casillo in “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo, con Nunzia Schiano e Salvatore Misticone. Il tentativo è quello di portare a teatro un grande affresco sugli “uomini d’amore” e “gli uomini di libertà”, lo spettacolo ripropone le scene più esilaranti del film come “il cavalluccio rosso”, “la lavastoviglie”, “il Banco Lotto”, “la 500 tappezzata di giornali” e, naturalmente, il mitico contrasto tra il professor Bellavista e il direttore dell’Alfasud Cazzaniga. La regia è di Geppy Gleijeses, protagonista giovane del film, diventato poi l’artista che tutti conosciamo. Glejeses, oltre all’ottimo lavoro sull’adattamento e sul lato registico, interpreta, con naturalezza e disinvoltura, il non facile ruolo del professor Bellavista, che fu di Luciano De Crescenzo, riuscendo a rendere con maestria sia i momenti più comici che quelli più riflessivi. Quel giorno ha promesso di essere in platea Paola De Crescenzo, la figlia dell’“ingegnere filosofo” scomparso a luglio scorso.

TEATRO TIRSO DE MOLINA: PARTE LA NUOVA STAGIONE IN MISSIONE BUONUMORE.

Missione buonumoreIl Teatro Tirso de Molina apre la nuova stagione 2019/2020 con un cartellone decisamente entusiasmante che ancora una volta punta sulle commedie di qualità, grazie alla presenza di artisti di successo e grandi produzioni , senza dimenticare di dare voce anche ai giovani talenti. “Si riparte con un nuovo emozionante viaggio – ha dichiarato il direttore artistico Achille Mellini – ancora una volta deciso dal pubblico. Sono i nostri abbonati , infatti, ad esprimere la loro preferenza sugli artisti da inserire nella programmazione che si impreziosisce di piacevoli conferme e grandi novità, una tra tutte l’inserimento di spettacoli per ragazzi la domenica mattina”. Ma le sorprese non sono finite. Quest’anno al Tirso arriva un evento speciale, dedicato ad un autentico simbolo della romanità: Enrico Montesano. Ed è proprio l’amatissimo attore a raccontare il motivo di questa sua avventura: “Dopo  Rugantino, il  Marchese del Grillo ed il  Conte Tacchia , tutti ampiamente premiati dal pubblico, che ringrazio, era ineludibile che sentissi il desiderio di fare uno spettacolo da solo. Un monologo. Un ritorno alle origini! Da tempo   pensavo a una cosa del genere, avevo lavorato al testo, lo spettacolo era pronto, avevo bisogno di recitare, non potevo stare fermo. Certi spettacoli  vanno fatti subito, sono legati al momento..sentono gli umori! Si è presentata quest’occasione e l’ho presa al volo”. Perché in un piccolo teatro come il Tirso de Molina? Domanda retorica. Dice : “Allora  perché te la sei fatta? Perché prima o poi me l’avrebbe fatta qualcun altro!  Un teatrino mi riporta alle origini, mi solleva da allestimenti complessi, obblighi ed incombenze varie. In cambio offre leggerezza e stretto contatto con il pubblico  e questo stimola la fantasia e pungola la creatività!  E poi non esistono teatri piccoli o grandi, belli o brutti! Esistono teatri, punto!  L’ultima volta che vidi Paolo Villaggio recitava al teatrino della Cometa. A Broadway, Al Pacino recitava Shakespeare in un piccolo teatro. E’ libertà!   E quando un Attore, va a recitare in un Teatro, scatta la scintilla dello spettacolo, e in quel teatro, la sera, invece di stelle si accendono parole! Il  nuovo spettacolo, in scena dal 26 dicembre 2019 al 19 gennaio 2020,  si intitola: Monologo non Autorizzato con  i  pezzi forti Come dite adesso in italiano? “Stend up comedy”?  Ecco bravi questo faccio! Uno spettacolo che si svolge in piedi, nel senso che io sto in piedi ma voi pubblico, comodamente seduti. Sarà uno spettacolo soprattutto di parola, dove racconterò e intratterrò su argomenti leggeri e non. Cercherò di unire il futile al dilettevole..e fors’anche al “delittevole” … perché sarò politicamente scorretto e non autorizzato!” Non trlascerò i miei ppezzi forti, ovvero i personaggi più popolari : dala Roatica Donna Inglese, a Torquato il pensionato, a Zia Sally con i suoi strampalati consigli, il tutto aggiornato e con testi nuovi di zecca.
Un trionfo di risate e spensieratezza che caratterizzerà anche gli spettacoli previsti invece  in abbonamento: si parte il 2 ottobre, e fino al 27 ottobre, con  “Tre uomini e una cuccia” con Martufello, Alessia Fabiani, Andrea Dianetti, Gabriele Carbotti, Leonardo Bocci. Dal 6 al 24 novembre Matteo Vacca, Marco Morandi Marco Fiorini, Veronica Pinelli, Giancarlo Porcari, Annalisa Amodio, Manuela Bisanti, Valeria Sandulli, Wong Xiao Li, sono i protagonisti della commedia “Se devi dire una bugia…è meglio dirla grossa”. Nadia Rinaldi e Milena Miconi, con Sofia Graiani, figlia della Miconi al suo esordio, sono  al centro di “Qualcosa in comune”, dal 4 al 15 dicembre, mentre il  31 dicembre Pablo e Pedro sono i protagonisti di un capodanno esplosivo e il loro “Pablo e Pedro Show”. Il  timone passa poi  a Enzo Salvi con il suo “I Love Bau”, dal 22 gennaio al 9 febbraio  insieme a Valentina Paoletti.  12 febbraio – 1 marzo tornano Matteo Vacca, Marco Morandi con Giancarlo Porcari e “Il letto ovale”. Il duo Pablo e Pedro torna dal 4 marzo al 5 aprile con Francesca Nunzi e Carlotta Rondana in “Nozze di Coccio” che lascia il palco,  dal 22 aprile al 10 maggio,  allo spettacolo  “La casa preoccupata” con  Stefano Ambrogi, Francesca Milani, Luca Latino, Flavio Moscatelli, Ezio Passacantilli.  Si prosegue con lo spettacolo “La Stella di casa” dal 13 al 24 maggio con il ritorno di Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Francesca Milani, Pietro Scornavacchi.

Concorso Nazionale “Una Star per lo Spettacolo”. A Valmontone la finale regionale del Lazio

Domenica 29 Settembre, dalle ore 19:30, presso il Club Super Dance di Valmontone (RM), si svolgerà la finale regionale del Lazio del Concorso Nazionale di Bellezza e Talento “Una Star per lo Spettacolo”, del patron Massimo Marini, dalla quale usciranno le finaliste laziali che parteciperanno alla finalissima nazionale in programma nei giorni 25 e 26 Ottobre a Montecatini Terme (PT) allo stabilimento terme “La Salute”.

La serata, presentata e organizzata da Antenore Della Vecchia, presidente dell’Associazione StilEventi di Giulianello (LT), vedrà sfilare 30 modelle e modelli tra Miss, Mister, Lady, Over e Baby, in bikini, abiti casual ed eleganti. Apriranno la passerella con i capi della collezione stile Gotico Dark Chic della stilista Arianna Edran Di Lembo. Il make up & hair style sarà curato da Serena Pericoli di Vanity Pink e il suo staff. Fotografo ufficiale dell’evento Francesco Cuiuli.

Tra gli ospiti: il cantante Giacomo Verde; il regista e coreografo Rauol Morandi; l’opinionista di Furum Emanuele Puddu; l’Onorevole Antonio Paris; il produttore cinematografico Gennaro Ruggero; la scrittrice e attrice Angelica Loredana Anton; le coreografe Virginia Dobreva e Anna Pastanella. Una giuria qualificata decreterà la classifica dalla quale le prime tre ragazze e i primi tre ragazzi di ogni categoria – Miss, Mister, Lady, Over e Baby – staccheranno il biglietto per Montecatini Terme per partecipare alla finale nazionale del Concorso “Una Star per lo Spettacolo”.

Un successo l’edizione 2019 del “Premio Ritratti di Territorio” di Nunzia Gargano

Una serata esplosiva, di #deflagrazioni, come da claim dell’edizione 2019 del Premio Ritratti di Territorio.  Ancora una volta tutto esaurito per la rassegna, giunta quest’anno alla sesta edizione, organizzata dalla giornalista Nunzia Gargano a Pagani. Presso il ristorante “Il Bagatto” in via Termine Bianco sono state diverse le personalità premiate; tutte con un minimo comune denominatore: l’impegno, la passione e la professionalità al servizio del territorio. La kermesse, come per le precedenti edizioni, è stata divisa in due parti: il premio e la degustazione enogastronomica.

Ecco, nei dettagli, la lista dei premiati dell’edizione 2019. 

Giornalismo e impegno civile: Marina Alaimo

Musica: Franco Ascolese, Manuel Zito

Teatro: Roberto Azzurro

Creatività linguistica e culturale: Edgardo Bellini

Premio alla carriera: Giuseppe Cacciatore

Fotografia: Armando Cerzosimo

Giornalismo: Antonio Corbo

Teatro: Gianfranco Gallo, Antonio Gargiulo, Roberto Russo

Moda: Alessandro Legora

Premio Speciale Ritratti di Territorio: Enzo Moscato, Claudio Gubitosi

Regia: Francesco Mucci

Sport: Claudia Palumbo De Vivo

Arti urbane: Veronica Pepe

Saggistica: Isaia Sales

Cinema e teatro: Andrea Contaldo, Anna Rita Vitolo

Regia: Gaetano Del Mauro

Premio speciale alla memoria di Antonio Esposito Ferraioli

Scrittura e giornalismo: Federico Esposito, Aldo Padovano, Alfonso Tramontano Guerritore, 

Ritratti di Territorio Food Award: Angela Pergamo, Alfonso Califano, Nando Bifulco (New concept), Luisa Matarese Alma De Lux, Azienda Penna di Sassano, Caseificio Aurora (azienda storica), Silvia Chirico (ecosostenibilità ambientale), Davide Mea (chef emergente), Pasquale Bevilacqua (Pastry chef emergente), Filippo Cascone (mastro fornaio), Ciro Di Giovanni e Nicoletta di Patre di Sakura Piscine Pizzeria Magma, Pizzeria La Pergola di Scafati, Francesco Pastore (chef della pizza)

Il Premio Ritratti di Territorio nasce nel settembre 2014 dalla felice intuizione di Nunzia Gargano – giornalista, specializzata in enogastronomia e promozione culturale che – in occasione dei suoi venti anni di giornalismo – ha inteso omaggiare con una manifestazione annuale il patrimonio, la cultura, le tradizioni e l’enogastronomia locale.

Ritratti di Territorio è oramai un appuntamento fisso, l’occasione per evidenziare le potenzialità della Campania e del Sud. Un evento che serve anche a valorizzare tutti coloro che si sono distinti nei propri settori di interesse che hanno un minimo denominatore comune: amore e profondo legame con la propria terra di origine.

“Il Salotto di Bry” è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone. Una produzione www.360gradiwebtv.it in collaborazione con TAone.

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Da Venezia a Bellizzi: Buccirosso apre il premio letterario “Fabula 10”

Ieri in laguna, domani a Bellizzi. Protagonista del fumettone cinematografico con Toni Servillo e Valeria Golino “5 è il numero perfetto”, opera prima del romanziere Igort, unico film italiano alle Giornate degli Autori del Festival del Cinema di Venezia, Carlo Buccirosso domani sera, domenica 1 settembre alle 19.30, taglierà il nastro di Fabula 10, Premio letterario dedicato alla scrittura per ragazzi, ideato da Andrea Volpe, in programma fino a venerdì 6 settembre.
Preso dai suoi mille impegni, l’attore napoletano non ha voluto rinunciare all’abbraccio dei giovani creativi che lo attendono in Arena Troisi per sapere qualcosa in più su questo cinecomics, un piccolo affresco napoletano nell’Italia degli anni Settanta, che a Venezia è piaciuto tanto, specie per il ruolo che Buccirosso interpreta: l’attore veste i panni di Totò detto o’ Macellaio, braccio destro di spietato killer in pensione (Servillo), sicario anche lui. «Commuovente», a detta del regista l’incastro tra i tre attori (la Golino è donna Rita, l’amore di una vita) che sul set ha visto «il prodigio che si fa carne, a racconto».
Comico, ma prima di tutto uomo dal poliedrico talento, l’attore partenopeo vanta una carriera lunga 40 anni, iniziata con Tato Russo, che ha preso il volo con Vincenzo Salemme fino ad arrivare al grande successo de “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino. Oggi è uno dei volti più noti e familiari della televisione, del cinema e del teatro ed è stato insignito del David di Donatello per il miglior attore non protagonista per “Noi e la Giulia’” (2015). Veste spesso i panni del mediocre, interpretando pregiudizi e napoletanità con la grande maestria di chi è consapevole di essere questo e molto altro. Complice una storia tutta teatrale e una presenza scenica che lo rende meno stereotipato di quanto si possa pensare, Buccirosso è un caratterista d’altri tempi, simbolo della buona scuola d’arte partenopea. Al suo rientro tornerà a dedicarsi al suo prossimo progetto: “Sono solo fantasmi”, una sorta di versione tutta all’italiana di ‘Ghostbusters in uscita il prossimo 14 novembre, diretto e interpretato da Christian De Sica, con la partecipazione di Gianmarco Tognazzi.
Per l’opening di Fabula 10 ci sarà anche lo storytelling Federico Buffa, secondo Aldo Grasso, capace di «essere narratore straordinario, di fare vera cultura, stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni». Il giornalista, e telecronista sportivo si tratterrà anche il giorno successivo per incontrare i creativi lunedì 2 settembre alle 19.30 in Arena Troisi.
PRIMO PROTAGONISTA DEGLI INCONTRI “SPECIALI” IN ARENA Ad inaugurare la sezione degli incontri speciali in Arena Troisi sarà il Professor Andrea Monda, Direttore Osservatore Romano e Presidente di BombaCarta (domani alle 18.30). Scrittore e saggista, Monda è laureato in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma e ha conseguito la laurea in Scienze Religiose presso la Pontificia Università Gregoriana. Ha lavorato per alcuni anni presso l’Ufficio Legale dell’Esattoria del Comune di Roma per conto di un Istituto bancario. Dal 2000 è docente di religione e da circa un decennio tiene seminari su cristianesimo e letteratura presso le Pontificie Università Lateranense e Gregoriana. Una vita, la sua, spesa al servizio e a fianco dei giovani, prima di tutto come insegnante di religione.

Festival del Cinema di Venezia 2019: il 31 agosto verrà consegnato il Premio Cinema Campania

Sabato 31 agosto alle ore 13 nello Spazio Ente dello Spettacolo della 76esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia (Sala Tropicana 1 al piano terra dell’Hotel Excelsior di Venezia Lido) verrà consegnato il Premio Cinema Campania 2019 al regista Mario Martone, in corsa per il Leone d’Oro 2019 con “Il sindaco del Rione Sanità”, Piera Detassis, presidente e direttore artistico dei David di Donatello, il pluripremiato direttore della fotografia Luca Bigazzi, gli attori Francesco Di Leva e Massimiliano Gallo protagonisti del film “Il sindaco del Rione Sanità”, Ippolita Di Majo, sceneggiatrice di “Capri-Revolution”, e l’attrice Ester Gatta. Hanno già ritirato il premio a maggio, durante un evento speciale a Cannes, l’attrice Ludovica Nasti e la giornalista Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma e Presidente dei Nastri d’Argento.

Giunto alla quarta edizione, il Premio Cinema Campania è un riconoscimento alle Istituzioni, aziende, personalità che nel corso dell’anno si sono profuse con il loro lavoro nello sviluppo, nella crescita e nella promozione dell’attività cinematografica ed audiovisiva in Campania.

Durante l’evento il direttore generale del Social World Film Festival Giuseppe Alessio Nuzzo annuncerà i temi, le date, i bandi e le novità dell’edizione 2020, la numero dieci, mostrando in anteprima le immagini più emozionanti della passata edizione tra le letture di cinema internazionale di Stefano Accorsi e il red carpet di Itziar Ituno della “Casa di Carta”, disponibili in realtà virtuale con i visori VR.

Inoltre, sarà conferito il Golden Spike Award a “La vita che ti aspetta” di Ginevra Barboni, vincitore della Città del Cortometraggio, sezione dedicata a giovani registi under 40 del Social World Film Festival in collaborazione con Rai Cinema.

Ravello Festival, Lorenzo Viotti e la Filarmonica della Scala chiudono la 67esima edizione

Dopo due mesi di programmazione e 13 concerti, gran finale per “Orchestra Italia”, cuore sinfonico della 67esima edizione del Ravello Festival 2019. La sezione curata in collaborazione con il Teatro di San Carlo di Napoli, partner istituzionale della Fondazione Ravello, ha offerto al pubblico della Città della Musica la possibilità di apprezzare in un’unica stagione il suono e la personalità delle più prestigiose compagini orchestrali italiane che hanno portato alla ribalta, assieme a grandi classici del sinfonismo europeo, la grande tradizione strumentale italiana, attualmente poco frequentata: da Casella a Sgambati passando per Martucci, Ghedini, Smareglia e Respighi riscontrando un crescente interesse da parte del pubblico.

Per il gran finale, in cartellone sabato 31 agosto (ore 19.30) con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Lorenzo Viotti, previsto il sold out in prevendita.

Viotti, classe 1990, figlio del direttore d’orchestra Marcello Viotti, è stato designato miglior direttore emergente agli International Opera Awards del 2017 ed è conteso dalle maggiori orchestre europee. Il successo del suo debutto alla conduzione della Scala lo scorso ottobre lo ha accreditato come una delle più talentuose giovani bacchette in circolazione. Nel concerto di Ravello, il maestro condurrà l’ensemble fondato da Claudio Abbado in un programma che accosta il Rossini della sinfonia de Il barbiere di Siviglia e ilPuccini del Preludio sinfonico con la Sinfonia “Dal nuovo mondo” di Dvořák.

Il campo strumentale dove i compositori d’opera potevano farsi notare era la sinfonia prima dell’opera e, in forma più breve, il preludio. Spesso erano gli ultimi brani scritti di fretta. Gioachino Rossini quando dovette pensare a cosa anteporre al Barbiere di Siviglia, prese a prestito la sinfonia di Elisabetta, regina d’Inghilterra(a sua volta rielaborazione di Aureliano in Palmira). Con mutazioni nell’orchestrazione cambiò carattere al brano: da tragico a comico. Giacomo Puccini scrisse il suo Preludio sinfonico quando era ancora studente del celebre violinista Antonio Bazzini al Conservatorio di MilanoAntonin Dvořák si appassionò a tal punto all’idea di utilizzare melodie dei nativi americani che decise di scrivere la sua Nona sinfonia, mettendo insieme alcuni temi ‘indiani’ (ispirati dalle vicende narrate dal poeta William H. Longfellow nel poema Hiawatha) e afroamericani. Decise anche, fatto storicamente rivoluzionario, che la musica nera fosse ‘americana’. Fu però un passo decisivo per la musica in America: si passava dall’asilo (la mera imitazione dei modelli europei) alla scuola, in attesa che il jazz, idioma musicale popolare appartenente a tutti gli americani, realizzasse la musica del “Nuovo Mondo”.

Dal 13 al 15 settembre “Napoli Horror Festival”, l’evento da brivido per tutti gli appassionati

Dal 13 al 15 settembre imperdibile il NAPOLI HORROR FESTIVAL presso l’ex base Nato di Bagnoli. Un evento multidisciplinare unico in Italia: letteratura, cinema, psicologia, eventi dal vivo, musica, arte visiva, arte di strada, circo, percorsi emotivi e sensoriali.  Tre giorni dedicati al cinema, conferenze, presentazioni di libri a tema ed incontri interamente dedicati al genere Horror. Una escape room a tema, spettacoli di teatro di strada,  un concorso letterario e cinematografico, stand espositivi, 2 mostre, incontri con esperti e psicologi, un grande evento per affrontare il tema della paura da tutti i punti di vista.  La filosofia del progetto nasce da una serie di domande sulla funzione e fruizione dell’arte. Cosa proviamo guardando “La morte di Marat “ di Edvard Munch , “Giuditta che decapita Oloferne” di Artemisia Gentileschi oppure “Saturno che divora uno dei suoi figli” di Francisco Goya?
E ancora: i “Racconti” di Edgar Allan Poe o Dracula di Bram Stoker, nella letteratura o “Psyco” di Alfred Hitchcock e “Shining” diretto da Stanley Kubrick, sono capolavori o intrattenimento? Da questi quesiti “Napoli horror festival” sviluppa un evento completo ed articolato che si pone come obiettivo l’aggregazione e lo scambio di esperienze affrontando il genere horror nella sua accezione più ampia e la paura come emozione primaria.
In ben 12.000 metri quadrati, nei tre giorni di manifestazione sono previste proiezioni cinematografiche con un area allestita con 300 sedute, uno Jumpscare Tunnel allestito all’interno dei Tunnel Segreti della Nato, Escape room a tema, spettacoli di teatro di strada, presentazioni di libri a tema, un concorso letterario e cinematografico, stand espositivi, 2 mostre, incontri con esperti e psicologi.

Programma

Venerdì 13

Incontro: “Napoli segreta” a cura di Marco Perillo

Proiezione film:

  • Amore all’ultimo morso di John Landis
  • L’esorcista di William Friedkin

Sabato 14

Incontro: “Italia e cinema horror, nuove generazioni” con Daniele Misischia, regista di “The End, L’inferno fuori”

Proiezione:

  • WASH ME – regia, soggetto e sceneggiatura Francesco Prisco, con Massimiliano Gallo
    intervengono Francesco Prisco e Massimiliano Gallo

Flash mob: “Thriller” a cura di Artgarage, con il maestro Fabrizio di Cristofaro

Proiezione film:

  • Buryng the ex di Joe Dante
  • Christine, la macchina infernale di John Carpenter

Domenica 14

Incontro: “La paura, strumentalizzazioni e antidoti” – “Degli orrori e di altri demoni” a cura di Massimo Piccolo e Birdland

Parata e premiazione della Parata Horror

Proiezione film:

  • L’alba dei morti dementi di Edgar Wright
  • War word Z di Marc Forster

Il Salotto di Bry alla rassegna “Un’Estate da Re”: l’intervista a Ezio Bosso, direttore d’orchestra e compositore di fama mondiale

Sublima, incanta, coinvolge con la sua delicatezza, con la sua semplicità dirompente, con i suoi avvincenti racconti sui grandi compositori classici, con la sua ironia e con quell’amore viscerale per la musica capace di emozionare al primo ascolto facendo vibrare le corde del cuore. Affascinante non solo per le sue inimitabili ed eccellenti esibizioni, ma anche per le riflessioni profonde sull’esistenza, sull’arte e sulla complessità dell’animo umano. Un maestro di vita oltre che di musica. Ezio Bosso, brillante ed originale pianista, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale ha aperto la IV^ edizione di “Un’Estate da Re – La Grande Musica alla Reggia di Caserta” con il sold out, una grandissima carica di energia e un trascinante sorriso. La rassegna di musica classica, sinfonica e lirica di forte richiamo turistico e culturale, voluta e finanziata dalla Regione Campania, con la direzione artistica del M° Antonio Marzullo, e realizzata in collaborazione con il MIBAC, con il Comune di Caserta, con la Scabec, con il Teatro di San Carlo di Napoli e il Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno, sta riscuotendo notevole successo a livello internazionale grazie ad una programmazione di altissimo profilo. Il maestro dirigerà la Filarmonica di Salerno con un programma che prevede due “Danze ungheresi” di Johannes Brahms, la Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák, per concludere con il Bolero di Maurice Ravel.

Ezio Bosso, direttore stabile e artistico della StradivariFestival Chamber Orchestra, Sony Classical Internatinal Artist e Steinway Artist è testimone e ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart14. Con il suo recital per solo pianoforte ha portato oltre 100.000 spettatori nei migliori teatri, una tournée di musica classica considerata la più importante della storia italiana. E’ reduce di una lunga serie di trionfi come direttore d’orchestra: vale ricordare l’Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia; l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna; il concerto premiato ai Live Award di Lisbona come miglior evento musicale europea dell’anno; la Georgian State Opera and Ballet che ha visto oltre 7 standing ovation ed è stato seguito da più di 4 milioni di persone collegate da tutto il mondo; l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; l’Orchestra del Teatro San Carlo; l’Orchestra Sinfonica Siciliana; l’Orchestra da Camera Lituana; l’Orchestra Filarmonica Toscanini di Parma, l’Orchestra Filarmonica Verdi di Salerno. La Sony Classical ha pubblicato “The 12thRoomDisco D’oro con oltre 50.000 copie vendute. E’ stato anche autore, conduttore e direttore d’orchestra della serata evento di Rai 3Che Storia è la Musica” rivoluzionando la storia della divulgazione musicale in TV con ascolti superiori al milione di media.

Il maestro ha cominciato a suonare all’età di 4 anni, a 16 anni invece ha debuttato in Francia come solista, studiando contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collaborando con diverse orchestre europee tra cui la Chamber Orchestra of Europe, Festival Strings Luzern, Deutsche Kammer-Virtuosen. Prestigiose le collaborazioni con le più grandi istituzioni musicali come la Royal Festival Hall of London, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colòn di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Festival di Perelada, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, Vilnius Filarmonica. St. Martin in the Fields. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti come il Green Room Award in Australia o il Syracuse New York Award in USA. La sua musica è commissionata e utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij.

Disponibile e bryoso durante la conferenza stampa nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta ha raccontato, ai telespettatori del Salotto di Bry, il suo modo di concepire la musica a 360° ed in particolar modo la potenza della musica classica come prodotto d’amore e libertà.

“Il Salotto di Bry” è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone. Una produzione www.360gradiwebtv.it in collaborazione con Teleangri1 (TAone) canale 639 visibile in tutta la Campania.

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Cristina Donadio protagonista del film breve “La scelta” di Giuseppe Alessio Nuzzo in concorso Giovani Autori Italiani

“La scelta – The choice” di Giuseppe Alessio Nuzzo è stato selezionato tra i finalisti dell’edizione 2019 di I Love GAI – Giovani Autori Italiani, l’atteso appuntamento dedicato ai talenti under 40 durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film breve, prodotto da Paradise Pictures in associazione con An.tra.cine e con il sostegno dell’Università di Foggia, Apulia Film Commission – Cineporto di Foggia e Film Commission Regione Campania, racconta in un unico piano sequenza di 10 minuti tra cameracar e flashback la malattia di una attrice, suggestioni della vera vita di Cristina Donadio, la temuta Scianel che durante le riprese della seconda stagione di “Gomorra – la serie” curava il cancro nella sua terra.

Nel cast la stessa Cristina Donadio (“Il Vizio della Speranza”, “Gomorra – La Serie”), Gina Amarante (“Gomorra – La Serie”, “Non dirlo al mio capo”) e Anna Brancati (“Gomorra – La Serie”). “La scelta – The choice” sarà proiettato alle ore 17 di venerdì 30 agosto al Cinema Astra del Lido di Venezia.

Classe 1989, Nuzzo torna dietro la camera da presa dopo il fortunato “Lettere a mia figlia” con Leo Gullotta, vincitore ai Nastri d’Argento di una menzione speciale e miglior corto al Giffoni Film Festival 2017. Ha fatto il suo esordio nel 2017 sul grande schermo con “Le verità”, thriller psicologico con protagonista Francesco Montanari. È l’autore dell’opera in verticale “Il nome che mi hai sempre dato” con Mariano Rigillo, prima opera di Rai Cinema su IGTV di Instagram, e dei documentari “Primitivamente” con Giancarlo Giannini e le musiche di Enzo Avitabile e “Manuale sull’Alzheimer” da settembre al cinema.

SINOSSI Una favola moderna, ispirata alla storia vera dell’attrice Cristina Donadio. Una donna si muove pensierosa su un set cinematografico; non riesce a mantenere lucidi i pensieri, come se fosse risucchiata al centro della Terra. In questa giornata particolare, il giorno del controllo, torna indietro nel tempo a quando, da giovane, una zingara le prese la mano e le disse: “Tu dalla vita avrai tutto, grandi fortune e grandi sfortune”…

Gli artisti di strada invadono Capaccio (Paestum) con la 4° edizione di Ca’pacciàm

Sabato 31 agosto, a partire dalle ore 21, le strade del centro storico di Capaccio (Capoluogo) saranno il palcoscenico naturale, con un tetto ricoperto di stelle, della 4° edizione di Ca’pacciàm, il Festival degli Artisti di Strada che vanta il patrocinio e il sovvenzionamento del Comune di Capaccio e vede la direzione artistica di Baracca dei Buffoni e Mestieri del Palco. L’organizzazione e la logistica sono a cura dell’Associazione ADC-Ca’pacciamm.

Anche questa quarta edizione sarà all’insegna dell’arte a 360° e ospiterà musicisti, poeti, acrobati, giocolieri, performer di teatro di strada e burlesque. Gli artisti, che si esibiranno in strada per tutta la serata, cattureranno l’attenzione degli spettatori di tutte le età e li coinvolgeranno nello loro performance.

L’iniziativa è ad ingresso gratuito per il pubblico di grandi e piccini.