Al via la nuova stagione televisiva de “Il Salotto di Bry: entusiasmo, brio e tante novità

Si riaccendono le telecamere de Il Salotto di Bry, che vede alla conduzione per il quarto anno consecutivo la giornalista Brigitte Esposito. Il format web/ Tv, con la regia di Roberto Gerardo Tartaglia e le riprese di Angelandrea Falcone, si presenta all’appuntamento autunnale con una nuova veste per offrire ai telespettatori immagini inedite. Ospiti e persone comuni saranno accolti, infatti, in uno studio dalla scenografia totalmente rinnovata per ricreare l’atmosfera di un salotto familiare dove potersi confrontare, con un alto livello tecnologico, grafico, social ed innovativo. Visto l’ottimo successo di ascolti della scorsa stagione è stata confermata la linea contenutistica con ampie rubriche riguardanti cultura, spettacolo, moda, turismo, arte, eventi, musica, danza, teatro, cinema, enogastronomia, wedding e tante altre avvincenti novità che saranno svelate durante le dirette. Il programma andrà in onda tutti i giorni non solo sul sito web www.360gradiwebtv.it ma anche sull’emittente TV TAone Teleangriuno canale 639 del digitale terrestre visibile in tutta la regione Campania.

PROMO SIGLA IL SALOTTO DI BRY 2018- 2019

 

Fabiana Fazio in scena al Caos Teatro con “MisStake” il 13 e 14 ottobre

Il 13 e 14 ottobre (sabato ore 21 e domenica ore 20) al Caos Teatro di Villaricca andrà in scena MisStake, scritto, diretto e interpretato da Fabiana Fazio, con assistenti alla regia Angela Carrano e Giulia Musciacco, collaborazione ai movimenti di scena Maura Tarantino. Un monologo, soliloquio di parole e canzoni che partendo da Shakespeare, soprattutto dalla sua tragedia più famosa, Romeo e Giulietta, affronta il tema dell’amore e delle sue infinite possibilità.

Come spiega Fabiana Fazio «Prendendo la famosa frase della scena del balcone: “Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo…” come incipit e provando a considerarla in tutte le sue declinazioni, partono un serie di riflessioni sull’amore. Quello con la A maiuscola (se davvero ne esiste uno). L’amore impossibile e perciò tanto voluto (“volere è potere, ma potere è volere?”), quello ostinato (“che amore non è, che cos’è?”), quello illusorio, quello ideale, quello sempre sognato (il mio Romeo), quello smarrito, l’amor perduto, nel tempo e nello spazio… (“Romeo, Romeo… perché sei tu Romeo? … Io non so più come chiamarti per farti tornare, Amore. Mio”)».

MisStake è anche un modo per giocare con le parole, cominciando dal titolo dello spettacolo. Sempre Fabiana Fazio «MisStake, come mistake: sbaglio. To mistake: scambiare, confondere, travisare, fraintendere.

MisStake, come Miss… reginetta, signorina. Come mistress… padrona, signora (del proprio destino?).

MisStake, come miss- take: to miss – mancare il bersaglio, non riuscire, fallire, mancare e sentire la mancanza, non comprendere, perdere, non prendere ma anche però prendere – to take – accettare, portare, portare via, catturare, sopportare. Take come “attenzione!” – take care. Take come smontare, separare – take apart. Take come opinione, punto di vista. Take come registrazione, ripresa. Take come presa».

Sinossi

Giulietta e Romeo. Una Giulietta e un Romeo.

Per una serie di sventurate coincidenze tutto finisce. L’amore. La vita. Il conflitto, infine.

Per una serie di stupidi errori. What a mistake! Tutto va come deve andare perché sia la tragedia che deve essere. E se non fosse andata così? In che altro modo sarebbe andata? La tragedia è tragedia perché non può andare altrimenti. Qualsiasi cosa si faccia.

Una Giulietta. Un Romeo.

Essere in un non luogo a ripetersi sempre la stessa frase. Continuare nelle stesse azioni, lo stesso dire. Perpetuamente. O anche. Tornare indietro. Riformulare le domande. Farsi la domanda giusta, se la si trova, provare con altre risposte, magari. Non trovarne. Più.

Continuare in eterno. Sempre uguale nel tempo.

MisStake scritto, diretto e interpretato da Fabiana Fazio

assistenti alla regia Giulia Musciacco, Angela Carrano

collaborazione ai movimenti di scena Maura Tarantino

Presentata la stagione di Muggia Teatro 2018/2019

Dopo il felice successo della rassegna nella sezione italiana del 25° Festival Estivo del Litorale riconosciuta dal Mibac, torna Muggia Teatro per la stagione 2018 – 2019, organizzato da Associazione Culturale Tinaos, con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia GiuliaTurismo FVGTrieste Trasporti,partner Comune di Muggia e con la direzione artistica di Alessandro Gilleri.

Dal 16 novembre 2018 al 22 febbraio 2019, il Teatro Verdi di Muggia ospiterà vari spettacoli di teatro, musica e danza, con inizio sempre alle ore 20:30, con incontri tra artisti e pubblico e appuntamenti culturali. Anche quest’anno il programma è stato pensato e realizzato seguendo una linea artistica precisa che parte dalla frase di Paolo Grassi “Il Teatro è un diritto e un dovere per tutti. La città ha bisogno del Teatro. Il Teatro ha bisogno dei cittadini“.

Si comincia il 16 novembre con Ahmed il filosofo di Alain Badiou, con Alessandro Chini, Nicolas Grimaldi Capitello, Sabrina Jorio, Peppe Papa, Salvatore Veneruso, per la regia di Tommaso Tuzzoli, prodotto da Tinaos/Golden Show in collaborazione con Associazione Assoli e Valli del Natisone Through Landscape 17.

Il 30 novembre sarà la volta de La Ballata del Vecchio Marinaio, tratto dal poema romantico di Samuel Taylor Coleridge, con la lettura di Guido Musco, che lo ha tradotto e adattato per il teatro, accompagnato da Rosanna Bonazza al pianoforte.

Il 14 dicembre sarà protagonista la danza classica grazie a I quattro elementi con Marina Troian e Sofia Kafol, La Voce di Francesco Tribuzio, le coreografie a cura di Morena Barcone, prodotto da Scuola Danza Step.

La musica non poteva mancare per questa nuova stagione e l’11 gennaio andrà in scena L’amore è una cosa meravigliosa, con il tenore Andrea Binetti e al pianoforte Corrado Gulin. Durante lo spettacolo, si alterneranno le musiche di Charlie Chaplin, George Gershwin, Domenico Modugno, Claudio Mattone, Umberto Bindi e non solo, accompagnati dalle parole, tra gli altri, di Salvatore Di Giacomo, Dante Alighieri, Margherita Hack, William Shakespeare, Luigi Pirandello, Gianni Rodari, Umberto Saba.

L’anno nuovo riparte il 18 gennaio con la commedia esilarante Tre cuori e una capanna in un’isola dei mari del sud di David Corsoni, con Maddalena Rizzi, Andrea Murchio, Bruno Governale, Marco Zordan, per la regia di Filippo d’Alessio e prodotto da Seven Cults.

L’appuntamento con la danza contemporanea è per il 25 gennaio con Intiméla, in dialetto triestino è la federa del cuscino, con Dario Cossutta, che cura anche le coreografie, e Sofia Kafol, prodotto da Danza Step snc.

Si prosegue il 1 febbraio con La buona educazione, con il Premio UBU 2017 Serena Balivo, lo spazio scenico a cura di Mariano Dammacco e Stella Monesi, per l’ideazione, la drammaturgia e la regia diMariano Dammacco, prodotto da Piccola Compagnia Dammacco/Teatro di Dioniso in collaborazione con L’arboreto Teatro Dimora, Teatro Franco Parenti, Primavera dei Teatri, Asti Teatro 40 e con il sostegno delle residenze artistiche Compagnia Diaghilev Residenza Teatro Van Westerhout, Residenza Teatrale di Novoli – Principio Attivo Teatro – Factory Compagnia Transadriatica, Giallo Mare Minimal Teatro, Capotrave Kilowatt/Bando Sillumina Siae 2017, Residenza teatrale Qui e Ora.

RecitarCantando, recital dall’operetta alla canzone d’autore che ripercorre la carriera musicale di Marzia Postogna, sarà in scena il 15 febbraio, con Marzia Postogna e Eduardo Contizanetti alla chitarra, prodotto da Associazione Internazionale dell’Operetta.

La stagione di Muggia Teatro 2018/2019 si conclude il 22 febbraio con Mai Morti, scritto, diretto e interpretato da Renato Sarti, con i video di Mirko Locatelli, prodotto da Teatro della Cooperativa, in collaborazione con Teatro dell’Elfo, Teatri 90 Progetti/Maratona di Milano.

Oltre agli spettacoli, Muggia Teatro 18.19 organizza una serie di eventi collaterali che rientrano nel progettoWEEK END CON MUGGIA TEATRO. Sono in programma presentazioni degli spettacoli in collaborazione con Università della Terza Età, apertivi e cene al Caffè del Teatro Verdi, visite ai musei cittadini; convezioni con Coop Alleanza 3.0, Trieste Airport, Hotel Porto San Rocco.

Per quest’anno, sono previste varie formule di abbonamento per gli spettacoli in cartellone, di cui una specifica per i giovani e vantaggi per i soci Coop Alleanza 3.0.

La stagione di Muggia Teatro è stata presentata il 1 ottobre al Caffè del Teatro Verdi all’interno del programma Il Tuo Teatro a Muggia, che include tutti gli eventi del Teatro Verdi, organizzati dal Comune di Muggia, in collaborazione con Tinaos associazione culturale, L’ARMONIA-Associazione tra le Compagnie Teatrali Triestine, F.I.T.A.-Federazione Italiana Teatro Amatori – Comitato Provinciale di Trieste, Associazione Regionale F.I.T.A.-U.I.L.T. FVG e con il supporto di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Muggia Teatro stagione 18.19 è organizzato da Associazione Culturale Tinaos, con il contributo diRegione Autonoma Friuli Venezia GiuliaTurismo FVGTrieste Trasporti. Partner: Comune di MuggiaPrimorski Poletni FestivalUniversità della Terza Età, Scuola Danza Step, in collaborazione con Trieste AirportCoop Alleanza 3.0Bar Teatro Verdi. Sponsor: Hotel Porto San Rocco.

al Teatro Galleria Toledo di Napoli per “Bianca come i finocchi in insalata”

Debutto regionale Lunedì 15 Ottobre al Teatro Galleria Toledo di Napoli per Bianca come i finocchi in insalata, scritto e diretto da Silvia Marchetti e con Andrea Ramosi. Lo spettacolo della compagnia bolognese, già semifinalista In-box 2018 e selezionato dal Teatro Stabile di Torino durante l’edizione 2018 del Torino Fringe Festival, è rientrato nella X edizione Stazioni d’Emergenza per nuove creatività del Teatro Galleria Toledo e andrà in scena il 15 e il 16 Ottobre. Bianca, scialba maestra elementare, non più giovane, né ricca né bella, vive una passione tardiva con Antonino, il preside della scuola. Una improbabile rivincita amorosa che tra entusiasmi e farfalle nello stomaco sembra farla sentire di nuovo viva e felice.
Una condizione che si rivela però ingannevole (l’amante latita, gli alunni le mancano di rispetto, il disagio la tormenta) sin dalle prime battute del testo. Bianca come i finocchi in insalata è un divertente eppure tragico monologo sulla solitudine scritto e diretto da Silvia Marchetti e interpretato “en travesti” da Andrea Ramosi. Un testo che strizza l’occhio alle migliori pagine di Bennett, Cocteau, Ruccello. Un «dialogo di cui si sente solo una parte» lo definisce l’autrice: l’unica voce che si ascolta è infatti quella di Bianca, impegnata in un incessante quanto vano blaterare sulle mancanze dell’amante, sui torti subiti dalla famiglia, dagli alunni svogliati, dal mondo ostile. Strampalata e banale, confusa e dispotica, sottomessa e intransigente, materna e spietata, donna e non solo, Bianca «è saltuariamente docile e arrendevole ma capace di coltivare odio e risentimento che la corrodono dall’interno». Sempre sull’orlo di una crisi di nervi e dello sdoppiamento di personalità, è l’emblema degli abusi «che siamo capaci di infliggere a noi stessi e alla nostra natura, mediante rinunce, compromessi, appagamenti fasulli».

 

40 anni CRASC – domenica 30 settembre ore 18:30 all’Art Garage

Era l’Aprile del 1978 quando un gruppo di giovani provenienti da differenti esperienze sociali, culturali, politiche decise di riunirsi in cooperativa….

Sono passati 40 anni e la cooperativa “C.R.A.S.C. Centro di Ricerche sull’Attore e Sperimentazione Culturale” è ancora viva e continua il suo lavoro.
Sono passati 40anni di storia, 40anni di cultura, 40anni di lotte sociali, 40anni di Teatro sulle “barricate” per far in modo che la sperimentazione, la ricerca teatrale non fossero solo definite e vissute come l’anticamera del teatro tradizionale.

La storia del CRASC è un lungo elenco di iniziative socio culturali:

Le prime esperienze di decentramento teatrale della Provincia di Napoli (con la prima produzione teatrale di piazza), la partecipazione alle prime “Estate a Napoli” con l’organizzazione della prima rassegna di spettacoli di strada a Castel dell’Ovo, la mostra delle maschere di Sartori, la creazione del primo Centro di Produzione e Ricerca teatrale Campana riconosciuto dal MIBAC, l’organizzazione e gestione di una delle prime SCUOLE DI TEATRO a Napoli, la creazione di un festival di laboratorio teatrale nel Sannio nel lontano 1980/81, le partecipazioni eccellenti ai vari festival internazionali, tournee all’estero, l’organizzazione di convegni, collaborazioni eccellenti, la gestioni di vari spazi: CRASC in via Atri, CANTIERI TEATRALI a Marigliano, TEATRO LEOPARDI a Napoli (opera di risanamento di un vecchio cinema a luci rosse e presidio teatrale su un territorio disastrato e invaso dalla camorra), direzione artistica del Giugno Popolare Vesuviano, ZELIG SUD a Napoli, STUDIO TEATRO e SALARTAUD nel centro storico a Napoli (un ritorno alle cantine teatrali in onore degli spazi umidi dove è nata la sperimentazione teatrale ), l’organizzazione di una miriade di rassegne di TEATRO, MUSICA, DANZA (tra cui ricordiamo le 10 edizioni di DANZITALIA, le 2 edizioni di OMAGGIO A PINA BAUSH e le 10 edizioni di IOSONOQUI e altro che ha fatto del CRASC uno dei principali attori della storia del tessuto culturale cittadino e nazionale.

Tra le attività degli ultimi anni ricordiamo NAPOLI.INTERNO.GIORNO. ospite al Napoli Teatro Festival 2012, “31 salvi tutti! – 31 eventi in giro per la Campania per la valorizzazione della cultura regionale, le 3 edizioni di “Capacciamm Street Festival”, la produzione degli spettacoli “Barbarella ed altre lontananze” di Peppe Lanzetta e “Notturno” tratto da Coe, ospite in occasione dell’anteprima dello spettacolo al Teatro dei Filodrammatici di Milano.

Per celebrare questi suoi primi e importanti quarant’anni il Crasc organizza LA FESTA – 40 Anni di CRASC domenica 30 settembre, ART GARAGE, P.co Bognar 21- Pozzuoli, dalle ore 18,30

 

Tavola rotonda sul 78, il teatro e il movimento culturale, introduce Enzo Grano, Intervengono Stefano De Stefano e Lucio Colle

Performance di Beatrice Baino, Diana di Paolo, Carmine Borrino, Gaetano Battista, Antonio D’A vino, Giancarlo Greca, Vincenzo Maria Lettica e altri.

Proiezione del corto “La stana del tuffatore” di Emma Cianchi

Aperitivo anni 80 della chef Mela Flauto

La festa sarà anche occasione per ricordare l’intellettuale, studioso di teatro FRANCO CARMELO GRECO, di cui quest’anno ricorre il 20ennale della morte.

Successo per la sesta edizione del San Gennaro Day

Con un successo sempre in levare, si è svolta per la sesta volta e sempre sul Sagrato del Duomo di Napoli, la collaudatissima kermesse San Gennaro Dayil premio che onora il prodigio del Santo Patrono napoletano riconoscendo, tra i nomi dell’imprenditoria, della musica, della cultura e della meridionalità, le eccellenze che si sono contraddistinte. La manifestazione,prodotta dalla Jesce Sole, la cui direzione artistica è curata da Gianni Simioli, ideatore e mattatore della kermesse, ha vistoavvicendarsi ospiti che ogni giorno rappresentano la parte positiva e produttiva della città di Napoli. Ad aprire le danze una delle voci femminili più intense delle nuove leve del panorama musicale italiano, Flo Cangiano. Il primo premio della serata San Gennaro Day 2018, ovvero la statuetta griffata Fratelli Scuotto è stata consegnata a Mimmo Borrelli, definito il più grande drammaturgo vivente che ha regalato alla platea un intenso monologo dedicato alla città. Momento di grande emozione il tributo a Bud Spencer con la presenza sul palco di Cristiana e Diamante Pedersoli che hanno ricevuto la statuetta dalle mani di Andrea Cannavale, figlio del celebre Enzo che ha condiviso con Bud Spencer tante pellicole. La serata condotta dallo Stesso Simioli coadiuvato da Gennaro Scarpato, Diego Laurenti, Andrea Rossi e Rosanna Iannaccone è stata un carosello di volti, di storie, di musica e spettacolo. A dare il ritmo alla kermesse, le percussioni dal vivo di Ciccio Merolla che, tra un assolo e l’altro ha diviso il palco con Dj Uncino. Questa sesta edizione ha festeggiato il novantesimo compleanno di Luciano De Crescenzo. A ritirare il premio per “il professore” l’amico e agente Enzo D’Elia che ha condiviso un pezzo di vita con Luciano De Crescenzo che, pur non presente alla manifestazione, ha inviato un messaggio: “Di premi ne ho ricevuti tanti, ma mai avrei immaginato di riceverne uno in celebrazione di un santo, e non un salto qualsiasi, ma il mio amato San Gennaro… mi dispiace non essere qui con voi, ma il mio cuore anche se lontano riesce a sentire l’affetto delle persone che hanno voluto darmi questo premio… il ringraziamento più grande lo voglio dare a Napoli e ai napoletani senza i quali “Così parlo’ Bellavista” non esisterebbe e con lui nemmeno il Luciano De Crescenzo scrittore”

Attesissima dalle “Leosiners” e accolta con tantissimo entusiasmo dalla platea, la giornalista e conduttrice Franca Leosini,partenopea doc, icona di stile, che, con il suo italiano forbito ha conquistato frotte di giovani. La giornalista ha poi scherzato sul palco con Salvatore Esposito, che per un momento ha indossato i panni del cattivissimo Genny Savastano ma che è invecepremiato per la sua prova d’attore in “Puoi Baciare lo sposo” diretto da Alessandro Genovesi, in cui interpreta un ruolo diametralmente opposto a quello di Genny Savastano che lo ha reso celebre. Ha letteralmente invaso il palco del San Gennaro day 2018 tutta la troupe del film “Achille Tarallo” del regista Antonio Capuano insieme ai protagonisti della pellicola che uscirà il prossimo ottobre, ovvero Biagio Izzo, Ascanio Celestini e Tony Tammaro che ha regalato musica e risate con alcuni dei suoi brani più famosi come il “Rcok dei Tamarri “cantato a squarciagola dal pubblico. Premiato anche il direttore di FanPage Francesco Piccinini che, con l’ inchiesta Bloody Money, ha girato l’Italia per sei mesi in lungo e largo mostrando il sistema corruttivo che coinvolge politica e imprenditori. La serata è entrata nel vivo con l’irruenza il duo comico Pio & Amedeo, premio San Gennaro Day per aver saputo valorizzare ed esportare una meridionalità fuori dagli schemi e mettendola in valigia, usando così l’arte di arrangiarsi tipicamente “terrona” per creare un fenomeno televisivo di grande successo come “Emigratis”.

Momenti di grande musica sul palco del San Gennaro Day, tra i premiati Enzo Gragnaniello che ha regalato al pubblico emozioni cantando alcuni dei suoi brani cari ai napoletani come “ Cu ‘mme” e Francesco Di Bella, premiato per la sua carriera ventennale.Attesissimo dai giovanissimi il rapper Luchè che, a sorpresa, prima di cantare due suoi brani di successo, ha voluto leggere un suo pensiero da dedicare alla città ed in particolare al suo pubblico di giovanissimi. Il lungo discorso antirazzista e di apertura all’altro, di fratellanza e di accoglienza è stato seguito dall’esibizione canora. Ha giocato con la voce e con il pubblico il doppiatore Roberto Pedicini premiato per aver portato un’eccellenza campana ad Hollywood e l’artista Fabrizio Scala che ha relizzato l’istallazione “ Omaggio a Ribera” in occasione del San Gennaro Day. Per la sezione imprenditoria premiati da Alessandra Clemente : Assunta Pacifico, anima e cuore del Ristorante Pizzeria «’A figlia d”o Marenaro», la manifestazione Pizza Village per il successo sempre crescente e la nuova realtà di Edenlandia. (  photo credit Angelo Orefice)

X Edizione de I CORTI SUL LETTINO – Cinema e Psicoanalisi al PAN Napoli

Quarantuno corti selezionati su più di ottocento pervenuti, una nutrita pattuglia di registi napoletani presenti alle proiezioni l’attrice Marina Confalone, presidente di giuria, affiancata dagli attori Nando Paone, Massimiliano Gallo e dall’attrice Shalana Santana.e, infine, le targhe alla carriera a Cristina Donadio, Adele Pandolfi, Gianfranco Gallo, Franco Iavarone e Gianni Ferreri, interpreti di alcuni corti che verranno proiettati. E’ questo in sintesi il programma della 10a Edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”, ideata dal direttore artistico Ignazio Senatore, psichiatra, giornalista e critico cinematografico ed organizzata dall’Associazione “Movies Event” e da Pietro Pizzimento, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e con il sostegno della Regione Campania, che si terrà  dal 3 al 6 ottobre 2018 al PAN – Palazzo delle Arti Napoli, dalle ore 17.30 alle 19.30.

La prima giornata è dedicata ai corti che, con sagacia e ironia, hanno saputo raccontare i tormentati rapporti tra paziente ed analista o hanno scavato nel profondo dell’anima umana: Save di Iván Sáinz-Pardo, Peggie di Rosario Capozzolo, Gray umbrella di Mohammad Postindouz, Because of a little apple di Ksenia Roganova, Tu non c’eri di Cosimo Damiano Damato con Brenno Placido e Piero Pelù, Une place di Arthur Bacry, Triunfadores di Joseba Alfaro, Pajero di Aitor González Iturbe, La risa de las mariposas di Regla Peinado Elliott, In ritardo di Franz Laganà con Cristiana Capotondi e Paolo Rossi, Happy hour di Fabrizio Benvenuto con Paolo Briguglia, El lucero di Patricia Galán, Marcos Álvares, Manicure di Francesco Natale con Adele Pandolfi.

A commentarli lo psichiatra Adolfo Ferraro, la psicoanalista Rossana Calvano e Luigi La Monica selezionatore dei corti del Festival del Cinema Europeo di Lecce.

La seconda giornata è una retrospettiva dedicata ai corti più rappresentativi proiettati nelle precedenti edizioni, interpretati, tra gli altri, da Stefano Accorsi, Giuseppe Battiston, Neri Marcorè. Rolando Ravello, Gigio Alberti, Vittoria Puccini, Valeria Solarino e Donatella Finocchiaro: L’amore è un giogo di Andrea Rovetta con Neri Marcorè, Meglio se stai zitta di Elena Bouryka con Valeria Solarino e Donatella Finocchiaro, Swing di Maria Guidone con Giuseppe Battiston, November di Eric Esser, Un uccello molto serio di Lorenza Indovina con Rolando Ravello e Chiara Caselli, Maradona Baby di Nino Sabella, L’ultimo viaggio di Valeria Luchetti con Gigio Alberti, Marina Massironi, Io non ti conosco di Stefano Accorsi con Stefano Accorsi  e Vittoria Puccini.

A commentarli il critico cinematografico Alberto Castellano, lo storico del cinema Giuseppe Borrone e Giuseppe Colella, presidente del Coordinamento Festival Cinematografici della Campania.

Il 5 e 6 ottobre verranno proiettati i corti che concorreranno per i premi di miglior corto, miglior corto straniero, miglior attore, attrice e corto premiato dal pubblico.

Il 5 ottobre aprono la competizione i corti stranieri: Waves di Sophie Chamoux, Waiting di Alexey Rem, Mazeppa di Jonathan Lago Lago, Dix minutes pas plus vostit di Antoine De Bujadoux, Agelasta di Sara Gracia Jiménez, Verde pistacho di Paco Cavero, Le défi du rade di François Zaïdi, Seguono Al posto suo di Alessandro Sampaoli, Still Dance di Alessandro Sampaoli Andrea Paracchini, Vera Racanelli, Mauro Paglialonga, Giovanni Franzoi con Renato Scarpa,  Per errore di Raffaele Ceriello con Laura Borrelli e Lalla Esposito, Lei di Roberto Bontà Polito con Yuliya Mayarchuk e Ragù noir di Alfredo Teja Mazzara con Alessandra Borgia e Laura Borrelli.

Il 6 ottobre sarà, invece la volta di Deux mains di Michaël Barocas, Familienurlaub di Fabian Giessler, Storia triste di un pugile scemo di Paolo Strippoli con Cristina Donadio, In quel preciso istante di Sarasole Notarbartolo con Cristina Donadio e Franco Iavarone, Tu m’uccidi, o crudele di Giovanni Calvino con Gianni Ferreri e Franco Iavarone, La giornata di Pippo Mezzapesa con Arianna Gambaccini, Sweetheart di Marco Spagnoli con Marco Giallini e Violante Placido, La gatta mammona di Paolo Cipolletta con Gianfranco Gallo. Sarà presente alla serata Nino Daniele – Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Al via l’XI stagione invernale di Giffoni Teatro

Sarà la cappella eretta nel 1621 in Piazza Annunziata a Giffoni Valle Piana e dedicata a Maria Immacolata ad accogliere, domenica 30 settembre alle 19, la presentazione della XI stagione invernale di Giffoni Teatro promossa dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro. L’edizione si compone di sette appuntamenti, distribuiti da novembre 2018 ad aprile 2019.
L’happening che darà il via alla campagna abbonamenti sarà impreziosito dall’intrattenimento musicale dell’Ensemble Lirico Italiano, formazione cameristica (archi) che eseguirà brani della tradizione operistica e sinfonica, musiche da film e brani di musica classica napoletana.
«Ci accingiamo a vivere una nuova edizione di teatro che guarda ai grandi protagonisti dello spettacolo italiano – spiega Mimma Cafaro – puntando l’attenzione sulla tradizione napoletana, che sentiamo sempre a noi più vicina, e alle donne, due volte in scena alla Truffaut con due performance che attingono al passato nel tentativo di far rivalere ancora oggi il concetto di emancipazione femminile».
IL CARTELLONE ll sipario della Sala Truffaut della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana si aprirà martedì 27 novembre con il “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”. I due protagonisti oggi in forza a Domenica in accanto alla zia della rete ammiraglia, Mara Venier, tornano insieme sul palco dopo 15 anni, come due vecchi amici che si ritrovano, in uno show di cui sono interpreti e autori. Il secondo spettacolo il 19 dicembre: in scena “Miseria e Nobiltà” con Lello Arena nei panni di Felice Sciosciammocca, perfetto erede di quella maschera tra le maschere che appartenne ad Eduardo Scarpetta e ai suoi epigoni.
Ad inaugurare il 2019, il 17 gennaio, sarà Gennaro Cannavacciuolo con “Novecento Napoletano”, un piacevole viaggio tra un mondo indimenticato, una coinvolgente confusione di sentimenti che accomunano un po’ tutti e che racconta di una Napoli che non c’è più. Il 31 gennaio invece toccherà a Gianni Ferreri, Max Pisu, Nicola Pistoia e Danilo Brugia con “Casalinghi disperati”, una commedia frizzante e coinvolgente, un ritratto, uno spettacolo esilarante che, con sguardo attento e sensibile, affronta tematiche importanti in cui tante persone, troppe, si possono riconoscere.
Protagoniste assolute del mese di febbraio (il 21) Paola Gassman e Paola Letizia Cruciani in “Tutte a casa”, una pièce dolce-amara tutta al femminile. La storia si concentra sull’ingresso delle donne nel mondo del lavoro: un primo e imponente approccio destinato, all’epoca della Grande Guerra, a non avere immediate conseguenze sul piano sociale.
Penultimo appuntamento il 7 marzo con Carlo Buccirosso ne “Il Pomo della discordia”. La vicenda appartiene alla mitologia greca, ma l’autore e regista la trasferisce ai giorni d’oggi, in una famiglia della buona borghesia napoletana, dove fervono i preparativi per la festa dei trent’anni del figlio, e dove l’atmosfera gioiosa potrebbe essere turbata da un pomo d’Adamo, o meglio, il pomo del festeggiato.
Chiude l’XI stagione (l’8 aprile) lo spettacolo “Figlie di Eva” con Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere e Michela Andreozzi. La storia di una solidarietà ma anche della condizione femminile, costretta a stare un passo indietro ma capace, se provocata, di tirare fuori risorse geniali e rimontare vincendo in volata.

Ritratti di Territorio 2018: l’intervista a Nunzia Gargano, Maria Pepe e Barbara Ruggiero

di Brigitte Esposito

Si è conclusa con un incredibile successo la quinta e spumeggiante edizione di Ritratti di Territorio il meraviglioso Premio ideato dall’energica giornalista Nunzia Gargano affiancata magistralmente dalle giornaliste Maria Pepe e Barbara Ruggiero. Il più bel premio l’hanno vinto loro perché fare piacevolmente squadra, puntando i riflettori sui settori chiave del made in Campania, è stato fondamentale per ridare linfa ad un territorio che ha ancora molto da offrire. La serata condotta brillantemente da Roberto Ritondale, giornalista Ansa Milano, ha regalato emozioni infinite e molti awards ad eccellenti personalità del mondo della cultura, dell’arte, dell’enogastronomia, del giornalismo, dello spettacolo, dello sport. Una straordinaria valorizzazione del territorio, ma anche dei gustosi sapori gastronomici. Il Salotto di Bry ha ospitato le tre amiche giornaliste per una bryosa chiacchierata scoprendo i segreti di un successo assolutamente meritato.

 Un altro grande successo che conferma la grandezza di un gala costruito col cuore. Quali sono state le emozioni di questa edizione di Ritratti di Territorio e perché?

L’intero premio è stato una grande emozione. Il sentimento è stato il filo conduttore dell’intera manifestazione. Come più volte è stato ribadito nella comunicazione dell’evento, bisogna ritornare alla ricerca delle belle notizie. Per questo motivo abbiamo premiato Giorgio Moffa e Giuseppe Giordano. Moffa è l’autore dello scatto che ha immortalato Giuseppe che ogni giorno va a guardare il mare con la foto della moglie mancata in cornice. Emozione è stata anche avere Roberto Ritondale come presentatore che ha accettato per affetto e per amore verso la sua terra, dopo le quattro edizioni condotte dal grande Giuseppe Candela che per impegni non è riuscito a essere con noi. D’altronde, se Ritratti di Territorio è nato, è perché gli insegnamenti, la coscienza civica, la voglia di associazionismo, la fame di cultura, che negli anni ‘90 fermentavano in tutto l’Agro Nocerino-Sarnese non si è mai sopita dentro di noi che, in tempi di sfacciataggine, ci riconosciamo un’educazione ottocentesca.

Non è facile organizzare un evento di livello nazionale che racchiude grandi energie, ricerca, intenso lavoro, ma anche divertimento.  Qual è il vero “Ritratto” della vostra coinvolgente sinergia?

Ognuna di noi pensa che essere giornalista sia “sempre meglio che lavorare”. Il nostro “Ritratto”? Essere noi stesse, trasparenti, irriducibili, dissacranti e divertenti perché a noi basta poco per trovare ispirazione. Un aperitivo al bar, una passeggiata per il paese, un libro emozionante sono le chiavi di lettura che ci aiutano a comprendere meglio la realtà che ci circonda.

Tre grandi donne, tre giornaliste e un grande obiettivo: raccontare anno dopo anno un territorio premiando personaggi che hanno favorito la crescita e promozione. Secondo voi, oggi, si può parlare davvero di #rinascita?

Per noi “rinascita” è uno stato dell’anima. Intendiamo il termine come una nuova nascita che si verifica ogni volta che affrontiamo un cambiamento e come una nascita da noi stesse perché possiamo dare un contributo alla scoperta del bello e del buono che realmente c’è. Se ci guardiamo intorno, una rinascita c’è e, secondo noi, parte da Napoli che, negli ultimi due anni, è diventata un set a cielo aperto che le ha permesso di comunicare oltremodo le sue bellezze. La vera sfida è la rinascita delle realtà locali da compiere assolutamente nei prossimi anni.

Tra modernità e tradizione lo spettacolo abbraccia anche gustosamente l’enogastronomia con la presenza di chef stellati. Una curiosità…ma il vostro piatto preferito qual è? Lo consigliate?

Non abbiamo un piatto preferito, adoriamo invece i prodotti di alta qualità che sono fondamentali per la riuscita di una pietanza. La colpa di queste predilezioni è tutta dei nostri amici chef che ci hanno rese degustatrice consapevoli e preparate.

Consegnando il premio cosa leggete negli occhi dei candidati, prima durante e dopo?

Emozione e soddisfazione perché i premi più belli sono quelli che si ritirano in vita; poi c’è la speranza che si riaccende perché se qualcuno si è accorto di te significa che hai lasciato il segno. In quest’edizione l’osservazione del premiato Carmine D’Aniello è veramente da incorniciare. Carmine, vero amico della manifestazione, ha detto: “Nunzia è bravissima a lanciarci la croce addosso”. Con queste parole ha evidenziato che i premiati ideali sono le persone che militano quotidianamente per lasciare accesa la speranza nei propri territori di appartenenza; nello stesso tempo quando ricevono il premio è come se ricevessero la “condanna” a perseverare.

Credits: Foto a cura di Luciano Squitieri

I PREMIATI 2018 

– Premio sezione “sentimento”:

Giuseppe Giordano, eroe della quotidianità. In un mondo in cui il consumismo detta legge anche nei sentimenti, Giuseppe conserva gelosamente il ricordo della moglie scomparsa accompagnandosi sempre a una sua foto per guardare insieme il mare.

Giorgio Moffa, titolare della pizzeria Trianon di Gaeta, uomo sensibile e appassionato, ambasciatore di Napoli nel mondo, ha il merito di aver sollecitato una riflessione sul sentimento oltre la morte. Ha immortalato in una foto Giuseppe Giordano, l’uomo che ogni giorno si reca a guardare il mare di Gaeta accompagnato dalla foto della moglie in cornice.

– Premio sezione “impegno civile e religioso”

Don Salvatore Branca, gestore del centro parrocchiale Santa Maria Rosanova di Sant’Antonio Abate, interprete di un cristianesimo attivo e meticoloso a difesa e tutela dei più deboli. Coraggioso e leale, non esita a intraprendere scomode battaglie con l’unico obiettivo di garantire una speranza occupazionale e un riscatto culturale alle giovani generazioni.

– Premio sezione “giornalismo”

Gabriele Bojano, professionista esemplare del mondo del giornalismo, si distingue per una capacità di scrittura poliedrica che gli permette di affrontare temi diversi mai a discapito della deontologia professionale.

– Premio sezione “Canto Lirico”

Luca Lupoli, tenore dal timbro rotondo e squillante, con i suoi apprezzati mezzi vocali da tipico “tenore italiano”, ricorda i grandi interpreti del passato. Con un canto sempre luminoso, fa della ricchezza e della varietà del suo repertorio, un motivo di impetuoso ed al tempo stesso passionale coinvolgimento.

Olga di Maio, soprano dal timbro cristallino, trasforma la sua arte, in un momento di caloroso coinvolgimento. Dalla lirica all’operetta e dalla canzone italiana a quella napoletana, riesce a fondere il bel canto con la poesia di lampi musicali unici e irripetibili

– Premio sezione “Teatro”

Lucia Oreto, attrice e divulgatrice del teatro partenopeo e della grande epopea del San Carlino di Pulcinella, porta in scena la storia di un popolo attraverso le sue maschere. Come interprete e come docente, ha sempre rivolto la sua attenzione al sociale. La sua “Colombina” riesce a far rivivere un’ironia schietta e senza tempo.

– Premio sezione “Creatività e moda”

Diana Attianese, con il marchio “Italiana Vera” ha rivoluzionato il concept dell’industria. Giovane e dalle idee chiare è riuscita a rendere il proprio lavoro adeguato alle sue passioni. Eleganza, armonia cromatica, allegria sono le caratteristiche del suo brand dedicato alla declinazione dei pomodori eccellenti.

Emanuele Bilancia, stilista emergente, le sue collezioni sono la sintesi ideale tra due realtà: la Puglia, terra d’origine e la Campania, terra d’adozione. I suoi abiti si caratterizzano per la particolarità del taglio e la ricercatezza dei tessuti che sembrano muoversi al ritmo delle musiche della calda gente del Sud.

– Premio sezione “Sport”

Cosimo Baio, allenatore di taekwondoo, per la capacità di trasmettere i valori dello sport alle giovani generazioni e per il contributo alla loro formazione umana e civica.

Mattia Palumbo De Vivo,Guglielmo Beatrice Soriente, campioni di taekwondoo, testimoni privilegiati del ruolo che lo sport può assumere nella vita dei giovani quando diventa strategia educativa per il contributo alla formazione completa della persona.

– Premio sezione “Arte e Cultura”

Franco Baccaro, difensore della cultura dell’arte. In questi anni, con perseveranza e coraggio ha reso la sua galleria luogo di incontro per spiriti eletti.

– Premio sezione “Arte”

Michele Iodice, artista puro. La sua creatività si rivolge sia alla grande opera che al piccolo oggetto, interpreta la realtà del suo tempo rivolgendo anche uno sguardo nostalgico al passato. Per Michele Iodice, il luogo è uno spazio da interpretare e da plasmare, non da riempire. 

– Premio sezione “Impegno civile”

Antonio Trillicoso, per il coraggio, la determinazione, la passione che quotidianamente profonde nel suo impegno socioculturale convinto che debba essere sempre compiuto nel rispetto dei principi di legalità e giustizia. 

– Premio sezione “Sviluppo e sostenibilità ambientale”

Pasqualina Piccolo, vicepresidente Confindustria, eroina dei nostri giorni, esempio di donna in carriera dinamica e solare che non si sottrae alle responsabilità. Negli ultimi anni, si è di

Premio sezione “Territorio e identità”

Carmine D’Aniello, sognatore, entusiasta e coinvolgente è sempre pronto a intraprendere una nuova avventura per la promozione del suo posto del cuore: Sant’Antonio Abate. Uomo di forte sentimento, con la sua vivacità relazionale riesce sempre a porsi dalla parte di chi ha bisogno.

Tommaso Pellegrino, oncologo, sindaco di Sassano e presidente del Parco Nazionale del Cilento, “paladino del territorio”, medico scrupoloso e premuroso, dedica lo stesso impegno e la stessa cura che ha nei confronti dei suoi pazienti alla sua terra. Garante dell’identità territoriale ha dato il via al progetto del Marchio del Parco Nazionale del Cilento del Vallo di Diano e Alburni, per la valorizzazione della Dieta Mediterranea, delle attività e delle eccellenze locali.

Geppino D’Amico, giornalista, soprannominato il “Totti dei giornalisti del Vallo di Diano”, nella sua attività professionale e nella ricerca storica, si è sempre distinto per serietà e competenze unite alla passione per il proprio territorio di cui è stato ed è divulgatore nel rispetto della deontologia.

Francescantonio Cavalieri, agricoltore rispettoso dei ritmi della terra e delle stagioni, è diventato l’ambasciatore delle tradizioni di Roccagloriosa. In un mondo sempre più industrializzato, si è rivelata coraggiosa la scelta di riprodurre artigianalmente, allo stesso modo dei nonni, i torroncini degli sposi.

Giovanna Voria, è l’ambasciatrice della Dieta Mediterranea. Da sempre impegnata nella valorizzazione dei prodotti tipici del Cilento, è suo il merito di aver rimesso a coltura il cece di Cicerale di cui è la massima esperta e a cui ha dedicato un libro di ricette. La sua dedizione all’agriturismo Corbella, il suo gioiello, la rendono un simbolo della riscossa del Cilento e della cucina tradizionale, sana e contadina. 

– Premio sezione “Musica”

Don Gianni Citro, distintosi per numerose battaglie civili, è apostolo tra i giovani a cui dedica la sua attività di docente e per i quali ha ideato il “Meeting del Mare”, convinto che la musica sia la corsia privilegiata per costruire un dialogo positivo con le nuove generazioni.

Tommaso Primo, cantautore emergente, i suoi testi, molti dei quali scritti in lingua napoletana, si distinguono per l’originalità dei temi affrontati. “3103” è il suo ultimo lavoro e lo conferma artista poliedrico, aperto al confronto musicale. 

Gnut, cantautore, chitarrista, compositore e produttore di colonne sonore si distingue per un’ampia conoscenza del panorama musicale che gli permette di spaziare dalla musica napoletana ai ritmi africani del Mali. Artista poliedrico, le sue composizioni sono sempre originali.

– Premio sezione “Regia”

Marino Guarnieri, uno dei registi del film “Gatta Cenerentola”, regista, animatore e illustratore, è un creativo puro, caratteristica che gli permette di passare dalla regia all’illustrazione alla docenza. Nell’ultimo anno, ha contribuito a valorizzare l’immagine di Napoli nel mondo con la regia di “Gatta Cenerentola”, il suo primo lungometraggio.

Premio sezione “Promozione Culturale e Territoriale”

Ambress Ampress, associazione che ha realizzato il documentario “L’Africano” in occasione dei dieci anni dalla morte di Franco Tiano. L’associazione negli anni è riuscita ad attuare serie strategie di promozione culturale con l’unico obiettivo di riflettere sulla realtà che la circonda per poterla leggerla meglio.

– Premio speciale alla carriera

Pino Scaccia, esempio impeccabile di giornalista del servizio pubblico. Inviato di guerra e autore di importanti reportage, durante la sua carriera, si è distinto per lo stile educato, garbato e professionale grazie al quale è entrato nelle case degli italiani riuscendo a informare anche sulle pagine più nere della cronaca italiana e internazionale.

Per la sezione food, questi i riconoscimenti assegnati: 

– Ritratti di Territorio Food Award

Giovanni Cuomo, ancora giovane, ma di lunga esperienza. Ambasciatore dei sapori agerolesi, incanta i turisti stranier con i suoi manicaretti. Apprezzato docente di Enogastronomia, ruolo che interpreta come apostolato tra i giovani, è famoso per i suoi piatti gustosi e abbondanti.

Gino Donnarumma, è quello che si definisce un gran lavoratore. I suoi salumi sono i più ambiti dagli chef e dai pizzaioli perché realizzati artigianalmente. Per soddisfare le esigenze di tutti, insieme agli altri componenti dell’azienda di famiglia, percorre migliaia di chilometri.

Vincenzo Donnarumma, giovane promessa della pasticciera, si distingue per un’intraprendenza fuori dal comune. Figlio d’arte, ha le idee ben chiare sul suo futuro. Le sue ultime performance sono una conferma ulteriore e ne fanno un fuoriclasse che ha scelto e non ha subito l’arte pasticciera.

Elisa Somma, occhi vispi e attenti, grande spirito di adattamento, immensa voglia di imparare, è una giovane promessa della gastronomia, neodiplomata. Ribelle e dal forte temperamento, è abituata ad andare in fondo per difendere i suoi ideali. Adora le scommesse, soprattutto quelle che le danno “Joia”.

– Maestro in Gestione dell’Ospitalità Turistica e Alberghiera

Baldassarre Durazzo, figlio d’arte, ha messo i primi passi nell’albergo di famiglia. Amante della perfezione, subito dopo il diploma, ha scelto un percorso di alta formazione fuori nazione. L’esperienza maturata e le sue capacità lo rendono oggi uno dei professionisti più apprezzati del settore.

– Arte bianca

Mena Calabrese, discendente di una famiglia di fornai che vanta una tradizione ultracentenaria, Mena si distingue per la sua forte spinta comunicativa che ha contribuito all’apertura all’esterno dell’opificio di famiglia. Operosa e virtuosa, da qualche anno, si dedica a studi specifici per realizzare prodotti che siano buoni e sani.

– Chef Emergente

Antonio Apa, Hostaria La Fescina – Quarto

Interprete di un concetto moderno di osteria, dopo esperienze importanti, ha deciso di lasciare il suo segno. Così è nata “La Fescina” a Quarto, che oggi ha ormai conquistato il suo posto tra i luoghi da visitare per assaggiare la buona cucina.

Dario De Gaetano, Hostaria La Fescina – Quarto

Per tutti è il combattente. Si districa molto bene tra le preparazioni di pesce e di carne. Attento selezionatore di ingredienti, con il suo ristorante ha intrapreso un cammino rivolto alla cucina tradizionale, ma in un’ottica di interpretazione moderna.

Fumiko Sakai – Il Bikini – Vico Equense 

Entusiasta come una ragazzina alle prime esperienze, ha però un bagaglio di cultura gastronomica ultraventennale. Solare, instancabile, professionale, la sua filosofia culinaria è la sintesi ideale tra le tradizioni campane e la cucina nipponica.

Raffaele Ingenito – Masseria Gabriele Sant’Antonio Abate

Esempio di chef serio e meticoloso, è un virtuoso della cucina, in grado di conquistare i palati anche delle persone più reticenti. Si distingue per un grande rispetto delle materie prime e per la capacità di passare da piatti tradizionali a manicaretti elaborati.

Patron

Vincenzo Esposito – Masseria Gabriele Sant’Antonio Abate

È l’animatore di una delle realtà gastronomiche più interessanti del 2018. Masseria Gabriele si distingue nel panorama dei Monti Lattari per la proposta di una ristorazione di qualità immersa nel verde degli alberi di agrumi.

– Gluten Free

Il mondo senza glutine, è il laboratorio artigianale più apprezzato della realtà campana. L’attenzione alla qualità e l’abilità dei mastri artigiani hanno reso “Il Mondo Senza Glutine” una tappa fondamentale per chi, scegliendo di mangiare gluten free, non vuole perdere il gusto del piacere.

– Chef della pizza

Paolo De Simone, un esperto conoscitore della realtà della sua terra che ha esportato al di fuori dei confini regionali. Apprezzata da tutti è la sua pizza cilentana. L’impegno continuo per la valorizzazione delle tipicità locali ha contribuito a eleggerlo punto di riferimento della gastronomia campana.

Ivano Veccia, uno dei pizzaioli nostrani più talentuosi. La sua personalità racchiude lo spirito della vulcanica isola d’Ischia. Cultore dell’impasto, anche con le farciture non scherza, in omaggio alla sua patria che vanta più ristoranti stellati. Appassionato del suo lavoro, sa che le classifiche contano, ma fino a un certo punto…

Gennaro Nasti, il pizzaiolo giacobino napoletano. Ambasciatore della pizza a Parigi con “Popine” prima e “Bijou” dopo, è riuscito a imporsi all’attenzione della città francese. Abituato a dire ciò che pensa, è convinto che la bontà della pizza sia legata innanzitutto alla maestria di chi la prepara senza trascurare mai impasto e farcitura.

– New Concept

Bufalo Re per la grande capacità gestionale con la quale sono riusciti a valorizzare un nuovo concept ristorativo puntando tutto sulla qualità degli ingredienti e sulla professionalità dei dipendenti. In pochi mesi, “Bufalo Re” è diventato punto di riferimento per gli amanti della buona pizza e della carne selezionata.

– Maître

Giovanni Petrone, un fuoriclasse della direzione di sala. Educato, affabile, professionale, ha una passione per le sfide che accetta a occhi chiusi e che vince sempre. L’ultima in ordine di tempo, quella di “Bufalo Re”. Il suo savoir faire gli ha guadagnato l’apprezzamento di chi è passato per le strutture da lui dirette.

Il Programma, orario e giorni delle proiezioni delle Videoclip Sessions del Napoli Film Festival 2018.

La XX edizione del Napoli Film Festival inaugura le Videoclip Sessions a cura di Freak Out Magazine.

Ventisei nazioni rappresentate, dall’America Latina all’Oriente, dagli USA ai paesi arabi passando per il centro Europa. 
Grande novità per la prossima edizione del Napoli Film Festival, che si svolgerà dal 24 Settembre all’1 Ottobre a Napoli.
In occasione del suo ventennale lo storico festival cinematografico apre alla Musica e dedica spazio e visibilità ai videomaker che producono opere che vanno a braccetto con canzoni di musicisti emergenti o affermati.

Per questa prima edizione il successo è stato inaspettato con oltre 200 videoclip iscritti al concorso, ma tra questi ci sarà un solo vincitore.
La giuria, composta Francesco RaiolaNicola Iuppariello e da Alfredo Capuano
; ha valutato i videoclip preselezionati dalla redazione di www.freakoutmagazine.it storica rivista musicale italiana coordinata da Giulio Di Donna.

Questi i dettagli delle proiezioni degli 84 videoclip selezionati dalla Giulio Di Donna per la sez. Videoclip Sessions della XX edizione del Napoli Film Festival. Le proiezioni e gli incontri “informali” con i registi si hanno presso il Cine Teatro Delle Palme, Napoli via Via Vetriera, 12. L’ingresso è libero.

Lunedì 24 h 21:00 Sezione 1 (in ordine di proiezione)

26 [Id.] di Duilio Meucci (Ita, 2018, 5′) – Musica Drakmah
Anna Belle [Id.] di Stephanie McQuade (Usa, 2018, 4′) – Musica Anna Belle
Be my Rebel
 [Id.] di Virgil Widrich (Deu, 2018, 4′) – Musica Nena & Dave Stewart (Eurythmics)
Devo dirty
 di Luca [Id.] di Alberto Viavattene (Ita, 2018, 3′) – Musica Lapingra
Falling Upwards [Id.] di Giacomo Della Rocca (Ita, 2018, 5′) – Musica Snow In Damascus
Flow my Tears [Id.] di Elena de Candia (Ita, 2018, 4′) – Musica Nino Bruno e le 8 Tracce
Lekko [Id.] di Martin Rath (Pol, 2017, 3′) – Musica Novika
Maladie [Id.] di Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis (Ita, 2017, 4′) – Musica Isolati Fenomeni
Palomma ‘e mare
 [Id.] di Tato Strino e Yulan Morra (Ita, 2017, 4′) – Musica La Maschera
Puortame cu Te
 [Id.] di Luca Delgado (Ita, 2018, 4′) – Musica Jovine
Rapin*
 [Id.] di Gustaf Holtenäs (Swe, 2017, 4′) – Musica Jenny Wilson
Sayonara
 [Id.] di Giulio Caputo (Ita, 2018, 4′) – Musica Fabrica
Silver or Lead
 [Plata o Plomo] di Ignacio Román (Chl, 2018, 5′) – Musica Colayuta
Skin [Id.] di Luigi Marmo (Ita, 2018, 4′) – Musica Alberto Styloo
Solicitous
 [TROSKLIWY] di Zuzanna Plisz (Pol, 2017, 5′) – Musica Drekoty
Time Compression
 [Id.] di Luciano Popadiuk e Klaus Koti (Bra, 2018, 4′) – Musica Wi Fi Kills
Until The Sun Rise
s [Hasta Que Salga El Sol] di Fernando Guisa (Mex, 2018, 4′) – Musica Soy Emilia

Martedì 25 h 21:00 Sezione 2 (in ordine di proiezione)

A’ Livella [Id.] di Giuanluigi Sorrentino (Ita, 2017, 4′) – Musica O Zulù
A quarant’anni
 [Id.] di Giovanni D’Errico (Ita, 2018, 3′) – Musica Lello Tramma
Annaffio le mie piante
 [Id.] di Fabrizio Acampora (Ita, 2018, 4′) – Musica Simone Spirito
Apolcalypse Queen
 [Id.] di Roberto Amato (Ita, 2017, 5′) – Musica Geometric Vision
Back To Nature
 [Id.] di João Pombeiro (Prt, 2017, 8′) – Musica Nightmares On Wax
Flow
 [Fluxua] di Oier Arregi (Esp, 2018, 4′) – Musica Rodeo
Flush it out
 [Id.] di Marián Vredík e Jana Hirnerová (Svk, 2018, 4′) – Musica Likvid & Dan Riley
Hate? [Id.] di Adam Porębowicz (Pol, 2017, 5′) – Musica Koios
John Dillinger
 [Id.] di Giuseppe Iacono (Ita, 2018, 6′) – Musica Blue Stuff
MAD THING [Id.] di Ryutin Nikita (Rus, 2018, 3′)
Noi non siamo [Id.] di Silvano Richini (Ita, 2017, 3′) – Musica Dunk
Odio l’estate
 [Id.] di Gennaro Silvati (Ita, 2018, 3′) – Musica Lello Tramma
One World
 [Id.] di Indigenous Robot (Usa, 2017, 5′) – Musica Indigenous Robot
Per sempre e ancora
 [Id.] di Tato Strino (Ita, 2018, 4′) – Musica Mujeres Creando
Tears of fire
 [Id.] di Filippo Morini (Ita, 2017, 3′) – Musica Family Business
Venezuela
 [Id.] di Gianluigi sorrentino (Ita, 2017, 3′) – Musica Moderup
What Man Creates
 [Id.] di Kamil Wójcik (Pol, 2018, 3′) – Musica Iperyt

Mercoledì 26 h 21:00 Sezione 3 (in ordine di proiezione)

Bobo [Id.] di Pacco Ortiz Casillas (Mex, 2018, 3′) – Musica Izzy True
Clara Imposible
 [Id.] di Pablo Romero de Armas (Esp, 2018, 4′) – Musica Bluestain
Fluoxetine [Id.] di Paweł Czarnecki (Pol, 2017, 4′) – Musica Fluoksetyna
Higher [Id.] di Peter Timofeyev (Rus, 2018, 5′) – Musica Antoha MC
Like People
 [Id.] di Guss Mallmann (Aus, 2018, 4′) – Musica DZ Deathrays
My Darlin’ [Id.] di Edy Szewy (Gbr, 2018, 4′) – Musica Ysness
Nem só das cinzas se renasce
 [Id.] di Pedro Caldeira e Paulo Graça (Prt, 2018, 4′) – Musica Indignu
Panic! [Id.] di kris verdonck (Bel, 2018, 7′) – Musica Diane Grace
Plastic Hands
 [Id.] di CJ Baker (Usa, 2018, 4′) – Musica LAE
Prisioneiro do Futuro
 [Encruzilhada] di Iuri Nogueira (Bra, 2017 6′) – Musica Vivendo do Ócio
Tama [Id.] di kamil wójcik (Pol, 2018, 2′) – Musica Sobotni Rosół
The Arrow of Our Youth
 [Id.] di Eric Boadella (Usa, 2018, 4′) – Musica The Zephyr Bones
The Dancer
 [Id.] di Anaïs Desmond (Fra, 2018, 3′) – Musica Ut Barley Sugar
The Quiet Island [Id.] di Basile Vuillemin (Che, 2018, 4′) – Musica Drunk
Turn Around
 [Id.] di Aramayis Hayrapetyan (Arm, 2018, 3′) – Musica Lucy
Wild [Id.] di Filip Zaluska (Fra, 2018, 4′) – Musica Tiwayo
Yadesh Bekheir
 [Id.] di Pouria Heidary Oureh (Deu, 2018, 5′) – Musica Sogand

Giovedì 27 h 21:00 Sezione 4 (in ordine di proiezione)

Ain’t Over [Id.] di Kelsey Boncato (Usa, 2017, 3′) – Musica Idesia
Am I Beautiful
 [Id.] di Shirin Tinati (Usa, 2018, 4′) – Musica Shira
Baby love
 [Id.] di Carlos Ruano & Borja Muñoz (Ita, 2018, 6′) – Musica Fitness Forever
Beach Pope
 [Id.] di Carlos Lesmes (Est, 2018, 4′) – Musica Kid & the Trashcans
Dance boys [Id.] di Daniel Cuenca (Ita, 2017, 4′) – Musica Fitness Forever
Deficienze
 [Id.] di Stefano Romano (Ita, 2018, 3′) – Musica Lamarck
Estranei [Id.] di Mara Masarotti e Matteo Dainese (Ita, 2018, 5′) – Musica Artura
Far is Here
 [Id.] di Antonio Zannone (Ita, 2018, 4′) – Musica This is not a Brothel
Praying|Je Prie
 [Id.] di Laith Al-Ramahi (Are, 2018, 3′) – Musica Ghaliaa
Keep my baby dancing [Id.] di Valere Amirault (Fra, 2018, 3′) – Musica Electro Deluxe
Maledette Rockstar
 [Id.] di Vincenzo Campisi e Antonio Vezzari (Ita, 2018, 4′) – Musica Maisie
Negaram
 [Id.] di Shadab Shayegan e Farhad Bazyan (Aut, 2018, 5′) – Musica Golnar & Mahan
Nun veco l’ora [Id.] di Luciano Filangieri (Ita, 2018, 6′) – Musica Ivan Granatino
Nunn’è cosa [Id.] di Stefano Incerti (Ita, 2017, 5′) – Musica Foja
Our Garden
 [Id.] di Pasquale Dipino (Ita, 2018, 3′) – Musica Enjoy the Void
Shukar Drom
 [Id.] di Luciano Filangieri (Ita, 2018, 4′) – Musica o Rom
Two Intentions
 [Id.] di Lucas Campos e Mariana Machado (Bra, 2017, 4′) – Musica Izabel Sabino

Venerdì 28 h 21:00 Sezione 5 (in ordine di proiezione)

About Links (feat. Grigio’) [Id.] di Duccio Parisini (Ita, 2018, 5′) – Musica Be a Bear
Ciro [Id.] di Johnny Dama (Ita, 2018, 4′) – Musica Enzo Dong
Gente do Sud [Id.] di Luciano Filangieri (Ita, 2017, 8′) – Musica Terroni Uniti
Have you again
 [Id.] di Ugo Di Fenza (Ita, 2018, 4′) – Musica La Terza Classe
I Got over [Id.] di Aleksander Krzystyniak e Przemysław Jurkiewicz (Pol, 2018, 3′) – Musica Smth on point
Joker
 [Id.] di Vincenzo Toscano, Mario Stilla e Riccardo Carusi (Ita, 2018, 6′) – Musica Mexico86
Kite [Id.] di João Pombeiro (Prt, 2017, 5′) – Musica Nadia Schilling
La leggenda del Superman napoletano
 [Id.] di Tato Strino, Yulan Morra (Ita, 2018, 4′) – Musica Tommaso Primo
Magnolia [Id.] di Daniel Moreno (Esp, 2017, 6′) – Musica Rufus T. Firefly
Nicola
 [Id.] di Bruno Nappi (Ita, 2016, 5′) – Musica Andrea Sannino
No Going Back [Id.] di Matias Vellutini (Bra, 2018, 2′) – Musica The Yawpers
Raketenstart
 [Id.] di Kirill Abdrakhmanov e Ute Kneisel (Deu, 2018, 4′) – Musica Dota
Ricordo
 [Id.] di Johnny Dama (Ita, 2018, 2′) – Musica Da Blonde
Sepárame
 [Id.] di Ane Rodríguez e Lore Monteiro (Mex, 2018, 4′) – Musica Roboto
Strana La Vita
 [Id.] di Simone Braca (Ita, 2018, 4′) – Musica Fruit Joy Big Band
This Love
 [Id.] di Sefárdico (Usa, 2018, 3′) – Musica Toma

Per il Napoli Film Festival diventa opportuna l’indagine nel mondo dei videoclip musicali. Questa forma audiovisiva breve, che mette insieme musica e immagini, è diventata un elemento imprescindibile per veicolare e promuovere la musica 2.0 

Nonostante la fine delle TV musicali il videoclip si è rigenerato e grazie alle piattaforme di social networking la diffusione, e la conoscenza di nuovi mezzi e tecniche per la produzione, la quantità e la qualità dei video è aumentata. Oramai il processo promozionale, discografico e distributivo del mercato musicale, passa inesorabilmente da questo strumento che veicola rapidamente i contenuti con lo scopo di far apprezzare e approfondire le scelte musicali che gli artisti fanno ai fans o ai mezzi di comunicazione.

Le Videoclip Sessions è una sezione che va incontro alla necessità di concedere visibilità e occasione di confronto soprattutto ad una schiera di autori che, per scelta o per altre ragioni, orbitano distanti dai canali “istituzionali”, preferendo svincolarsi e operare in ambiti e settori più “indipendenti”.


Sono ben 26 le nazioni rappresentate nella lista degli 84 semifinalisti pre-selezionati mentre Napoli e la Campania sono rappresentate da ben 30 opere.
Tra i video internazionali spiccano quello di Nena & Dave Stewart (Eurythmics) e dei Nightmares on Wax raffinati epigoni di musica elettronica che pubblicano per la prestigiosa Warp records.
Tra gli altri si fanno notare gli spagnoli The Zephyr Bones, Rodeo e SoyEmilia grazie anche ad un mix di musica che parte dalla beach wave, lo stoner rock e raggiunge l’elettro pop. Dal Cile si fanno notare i Colayuta con il loro jazzy house, mentre è affascinante la storia raccontata – con sound elettro – dai polacchi Drekoty. Napoli è ben rappresentata e conferma il fermento artistico della città. Le variegate proposte passano dal ritmo elettro-reggae di ‘o Zulù e Jovine fino a tutta la scena newpolitana (Foja, La Maschera, Tommaso Primo) passando per la scena new wave e psichedelica (Nino Bruno e le 8 Tracce) e la scena cantautorale con Lello Tramma e Simone Spirito. E ancora la trap di Enzo Dong e il rap dei Moderap, mentre il pop è rappresentato da Andrea Sannino, la dark wave dai Geometric Vision e il folk da ‘O Rom. La multiculturalità artistica e sociale si esprime con le Mujeres Creando e i Terroni Uniti e la nuova ondata newpolitana con Ivan Granatino e Da Blonde. Invece con La Terza Classe si da un tocco internazionale grazie al sound bluegrass. Sul versante nazionale troviamo il rock dei Dunk (Verdena e Marta sui Tubi) o dei friulani Artura, mentre si passa alla trasversalità soul funk anni 70 dei Fitness Forever fino lo strampalato pop dei messinesi Maisie. Insomma ce ne per tutti i gusti! 

Animazione, paesaggi nordici e panorami sublimi.
Le produzioni low-fi si contrappongono a quelle hi-tech.
Dal Video8 al 4K.

Le produzioni in concorso hanno spiccate caratteristiche, infatti factory o singoli videomaker hanno presentato molti video animati, sia in graphic 3d che computer grafica; mentre paesaggi nordici e panorami sublimi sono ambientazioni utilizzate per scenografie che rendono “nuovo” il modello di videoclip musicale che dagli anni 80 e 90 aveva uno standard, oggi obsoleto, che si limitava a raccontare la vita degli artisti; oggi i messaggi socio-politici e civili sono parte importante delle opere visive.

LA GIURIA

Francesco Raiola è a capo area Musica a Fanpage.it.  Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Salerno. Giornalista, è stato caporedattore di AgoraVox Italia dalla nascita del giornale (settembre 2008) fino al dicembre 2011 quando ne ha assunto la direzione, che ha lasciato nel 2013. È tra i fondatori del festival letterario Un’altra Galassia – Napoli Sotterranea.

Nicola Iuppariello curatore dal 2008 di DiscoDays, la Fiera del Disco e della Musica a Napoli. Aurore, curatore e produttore di diverse pubblicazioni editoriali e musicali.

Alfredo Capuano, docente del corso di Nuove Tecnologie dell’Arte, giornalista e addetto stampa, è uno dei 13 che compongono mediaintegratimediaintegrati è una società di artisti napoletani che sperimenta e ricerca nuovi paradigmi di comunicazione e produce opere che fungono da volano per campagne di comunicazione.

Primavera Teatro. Presentata la XIV edizione della rassegna di teatro per bambini e ragazzi

Il teatro inteso come bottega di formazione, che fa ridere e diverte ragazzi e bambini ma che li aiuta nel percorso di crescita, torna con la quattordicesima edizione di Primavera Teatro. Casa Babylon continua a puntare con convinzione sulla straordinaria efficacia formativa dei linguaggi dell’Arte scenica per le nuove generazioni, e anche quest’anno propone la rassegna col prezioso sostegno dell’Amministrazione Comunale di Pagani, della Regione Campania, della Bimed e in sinergia con le scuole del territorio.

Le mattinate teatrali si terranno come da consuetudine al Teatro Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani. “ Crediamo che in questo teatro possa nascere un polo di riferimento culturale, sul territori ci sono le forze e i contenuti necessari, con Primavera Teatro diamo il nostro contributo a questo progetto – Ha dichiarato durante la presentazione di questa mattina nel foyer del Sant’Alfonso il direttore artistico di Casa Babylon Teatro Nicolantonio Napoli, che ha proseguito: “ Proponiamo compagnie nazionali che sono in tournée in tutta l’Italia con i loro spettacoli. Tanti pensano che il teatro per ragazzi sia di serie C, ma non è il nostro caso, qui si fa teatro di serie A pensato e studiato per parlare ai ragazzi nel loro linguaggio”. Parole alle quali hanno fatto eco quelle del rappresentante dell’amministrazione cittadina, l’assessore Raffaele La Femina, che ha dichiarato: “ Gli ingredienti per fare bene ci sono tutti. Il Comune è affianco a Casa Babylon e alle associazioni e a tutti quelli che vogliono proporre iniziative belle ed importanti per la nostra città. Stiamo lavorando per rilanciare la cultura con un’offerta variegata”.

Dopo i saluti di rito, è stato il momento della presentazione degli spettacoli, tutti di caratura nazionale, inseriti all’interno della quattordicesima edizione di Primavera Teatro. Temi d’attualità, come il bullismo e la shoah, al centro degli spettacoli per ragazzi. Per i bambini, gli spettacoli sono incentrati sul tema delle favole della responsabilità.

Il programma

La rassegna comincia con uno spettacolo allegro e coinvolgente che tratta di uno dei personaggi più belli, misteriosi ed affascinanti per i bambini: Babbo Natale. lunedì 18 e martedì 19 dicembre 2018 Teatro dell’Orco presenta “Gennarino nel paese di Natale”. Un buffo personaggio, Gennarino, vince un concorso indetto da una fabbrica di Panettoni, e per premio vola nel Paese di Babbo Natale per incontrarlo, e dove scoprirà la magia della neve che è ancora più bella quando si comprende il vero senso del Natale.

Il secondo spettacolo della rassegna è l’immancabile appuntamento con il Giorno della Memoria. Primavera teatro è alla quattordicesima edizione, comincia a diventare grande come i suoi piccoli spettatori, ed allora ha fatto una scelta particolare e coraggiosa. Parlare della shoah dal punto di vista dei carnefici, per mostrare che quanto più il male sembra banale, tanto più occorre temerlo. Lunedì 28 e martedì 29 gennaio 2019 La Mansarda Teatro porterà in scena: “Non colpevole – processo ad un nazista modello”. L’11 Aprile del 1961 viene processato davanti al tribunale di Gerusalemme Otto Adolf Eichmann. Il criminale nazista nega ogni responsabilità personale di fronte ai quindici capi d’imputazione che gli vengono contestati, asserendo di aver obbedito solo ad ordini superiori. Così, con quella sua aria all’apparenza mite, con quel suo mostrarsi come un uomo tranquillo, “Normale”, Eichmann incarna perfettamente l’immagine spaventosa di un grigio, efficiente burocrate al servizio del male.

Giovedì 14 e venerdì 15 febbraio 2019 spazio ad un grande classico con I Fratelli Caproni, una delle più importanti realtà del teatro per ragazzi in Italia, con “I vestiti nuovi dell’imperatore” di Hans Christian Andersen. La trama esalta il gioco clownesco e attorale dei FRATELLI CAPRONI, che possono trasformarsi a piacimento in tutti i personaggi e creare sulla scena mondi invisibili, vestito compreso. I vestiti nuovi dell’Imperatore è una storia profonda, ricca di significato, di specchi, di sfumatura, di giochi: e dietro le peripezie degli attori c’è il tempo e lo spazio per la poesia, per svelare l’inganno che il vestito magico cuce per noi

“Ti aspetto fuori” è lo spettacolo che parla fuori dai denti del bullismo. Mercoledì 20 e giovedì 21 febbraio 2019 Casa Babylon Teatro presenta la sua produzione, che si articola attorno alle tematiche del bullismo e del cyberbullismo. È interpretato senza trucchi scenotecnici, con una lingua e un modo gestuale aspro e «vero», senza concessioni alla dizione e alle buone convenzioni teatrali. Ti aspetto fuori rende testimonianza di un dramma che riguarda tutti, i nostri ragazzi, la famiglia, la scuola. Racconta un giorno di scuola, di una classe di giovani e scatenati ragazzi, la più ‘disperata’ di un malandato istituto di periferia.

Lunedì 18 marzo 2019 c’è lo spettacolo in lingua inglese di “The Play Group Teatro le Nuvole” con un grande classico: Hamlet. Il Play Group presenta quella che è considerata la più grande opera teatrale di lingua inglese mai scritta: l’Amleto di Shakespeare. Una storia di tradimenti e vendette, che resta l’opera di Shakespeare più popolare e conosciuta, mai eguagliata sul palcoscenico e nei film. Uno spettacolo che è pensato appositamente per accompagnare le scuole nel percorso di formazione sulle lingue straniere, tanto che alle classi che parteciperanno saranno consegnati materiali didattici di preparazione da utilizzare nell’avvicinamento allo spettacolo.

Giovedì 21 e venerdì 22 marzo 2019 arrivano dei fuoriclasse del panorama teatrale italiano: la compagnia Crest di Taranto. Portano in scena “Biancaneve. La vera storia”. Biancaneve, una delle fiabe più conosciute al mondo, nasce in Germania e la sua storia originale è piuttosto lontana dall’immaginario americano di Walt Disney. Questa storia vuole ridarle la luce che le è propria e portare per mano tutti i bambini “dietro le quinte” della favola, lì dove prendono forma e vita i personaggi, i loro sentimenti e le loro azioni, talvolta buoni e talvolta cattivi. Proprio come uno spettacolo: un po’ comico, un po’ emozionante; o come la vita: un po’ dolce, un po’ irritante, un po’ divertente, un po’ inquietante,

Giovedì 28 e venerdì 29 marzo 2019 c’è la Compagnia del Ragazzi con “Il Mago di Oz”. Questa versione teatrale de Il Mago di Oz, tratta dal libro di L. Frank Baum è interpretata da attori/ragazzi per parlare ai ragazzi della loro stessa età di collaborazione reciproca e di autostima. La storia narra di Dorothy e del suo cagnolino Totò, che la signorina Gulch, una odiosa megera senza cuore, vuole fare abbattere, perchè nel cercare di afferrarlo, le ha morso la gamba. Alla fine i quattro protagonisti capiscono allora che solo aiutandosi a vicenda possono acquisire fiducia in se stessi per essere felici.

Giovedì 4 aprile 2019 torna il teatro in lingua straniera, stavolta in francese. La Mansarda Teatro propone uno dei classici di Molière: “Les précieuses ridicules”. Una delle commedie più brillanti del giovane Molière, quella che, a detta della critica, rivela in pieno il suo talento comico. L’attualità di questa commedia, che mette alla berlina la società dell’immagine la rende assolutamente idonea ad essere rappresentata per un giovane pubblico, che non fatica ad immedesimarsi nelle vicende delle due preziose. Di qui l’idea di alcuni slittamenti che ci rimandano alle mode attuali ed agli oggetti culto, quelli senza i quali sei out.

La chiusura è per venerdì 12 aprile 2019 con la favola musicale di “Pierino e il Lupo” nella particolarissima versione del Novapolis Ensemble Quintet. Di quest’opera, che nella versione originale di S. Prokofiev è per orchestra e voce recitante, il Novapolis Ensemble propone un personale adattamento per quintetto di fiati, fiati (flauto, oboe,clarinetto, fagotto, corno) piccole percussioni, voce recitante e videoproiezioni. La presenza di diapositive arricchisce ulteriormente la narrazione della storia prestandosi particolarmente a stimolare l’attenzione anche dei più piccoli. Ogni personaggio è rappresentato da un tema musicale, affidato ad un particolare strumento. Una voce recitante narra la fiaba mentre la musica commenta ogni scena illustrando il carattere, i sentimenti e descrivendo le azioni di ciascun personaggio.

L’anno prossimo torno al Fabula con De Sica: promette Boldi a Bellizzi

Prima l’incontro speciale con gli oltre 300 giovani creativi, poi l’abbraccio della piazza di Bellizzi: in entrambi i casi, Massimo Boldi, non si è risparmiato. Al grido di “ciao cipollini” l’attore ultra 72enne si è regalato al Premio Fabula come si conviene ai grandi protagonisti della scena, snocciolando aneddoti di vita privata e professionale, un viaggio, il suo, nel quale nulla è stato dimenticato: la famiglia, l’amicizia, il lavoro. In cambio l’evento gli ha restituito “l’entusiasmo di continuare a fare questo mestiere” – ha detto, e poi l’inaspettata dichiarazione che ha fatto sobbalzare di gioia la platea. “L’anno prossimo torno qui con De Sica” ha detto Boldi sul palco, raccontando anche qualche dettaglio del nuovo film che li vedrà insieme al cinema il prossimo Natale. Si consuma così la quarta grande giornata targata Premio Fabula a Bellizzi.
MASSIMO BOLDI SI RACCONTA AL FABULA Il primo step del suo lungo incontro con il pubblico è avvenuto in Arena Troisi con i giovani creativi: una vera e propria raffica di domande. «Non è facile incontrare così tanti ragazzi che sono dei tuoi fan. Questo significa che la mia comicità è stata tramandata di padre in figlio. È emozionante. Come si diventa attori? Non c’è un metodo, c’è un talento, ma anche quello non basta…ci vuole un po’ di fortuna». Più tardi, sul palco di Piazza Giovanni XXIII va la clip che riassume la sua meravigliosa carriera e mentre sorride alle sue battute storiche, chiede un applauso per il regista Carlo Vanzina. Poi, per stemperare il clima malinconico si mette alla batteria e suona “Be Bop A Lula”. «Il primo amore non si scorda ma. Non suonavo da 40 anni, sono stravolto, ma ce la faccio ancora».
Per lui è un momento speciale: a dicembre sarà di nuovo nelle sale con il suo amico e collega Christian De Sica con il film “Amici come prima”. Insieme hanno rappresentato uno dei sodalizi di maggior successo economico del cinema italiano. «Voglio definitivamente sfatare questa leggenda per la quale  io e Christian abbiamo litigato. Non è mai accaduto. Ci siamo divertiti a raccontarci delle bugie attraverso la stampa per tenerci vivi e presenti, perché se non dici niente di pepato finisce che si dimenticano di te. Abbiamo scherzato sul modello di Albano e Romina. Lo conferma il fatto che dalla prima scena è stato come se fosse passato un giorno dall’ultimo ciak. Sono passati 13 anni, ma non me ne sono accorto. L’intesa è talmente perfetta che non c’è stato bisogno di dirsi nulla. La nostra è un’alchimia che risale a troppo tempo».
IL POTERE DEL CINEPANETTONE BOLDI Nella sua bio c’è una sola pellicola drammatica. Presentata nel 1996 al Festival del Cinema, Festival, per la regia di Puppi Avati uscì nelle sale a dicembre. Raccontava la storia di Walter Chiari in una fase della sua vita discendente: non incassò nulla. A natale dello stesso anno con “A spasso nel tempo”, in coppia con De Sica, il cinepanettone dell’epoca incassò 25 milioni di euro.
OGGI FABULA Oggi è la volta di un altro grande a attesissimo nome: si ferma al Fabula 2018 il direttore della fotografia tre volte premio Oscar Vittorio Storaro (per Apocalypse Now, Reds e L’Ultimo Imperatore). L’appuntamento è realizzato in collaborazione con Davimedia. A seguire, i Neri per Caso, che dopo l’incontro in Arena Troisi con i ragazzi saliranno anche sul palco per il live. Ospiti della giornata anche lo scrittore Guido Marangoni, Premio Bancarella 2018 e Pietro Indinnimeo, giudice del Tribunale di Salerno.
DOMANI ULTIMO GIORNO FABULA La IX edizione di Fabula si conclude domani, giovedì 6, con la partecipazione del cardinale  Edoardo Menichelli, Arcivescovo Emerito Arcidiocesi di Ancona Osimo e poi Mara Venier la vulcanica signora della televisione che farà tappa al Fabula prima di tornare, dopo molti anni e un’avventura a Mediaset, alla guida di Domenica In, la trasmissione di punta della Rai. Con lei tornerà anche Jucas Casella, già ospite di Fabula nel 2012.