“Non fa mai male”, il singolo d’esordio del nuovo progetto di Tony Maiello

Con il singolo “Non fa mai male” (etichetta Supernova) fa il suo esordio Majello, il nuovo progetto di Tony Maiello, disponibile in digitale a partire da oggi, venerdì 29 maggio, e in radio dal 4 giugno.

L’autore e cantante italiano racconta il motivo di questo cambiamento: “Ho scelto il nome “Majello” per dividere i miei lavori. In cuor mio mi è sempre piaciuto sperimentare, ma con il percorso che ho creato con “Tony Maiello” è stato sempre abbastanza difficile proporre sound diversi da quelli con cui ho abituato le persone che mi seguono. Da qui nasce l’esigenza di creare un percorso alternativo, una sorta di doppia personalità.”

“ ‘Majello’ è tutto il contrario di ‘Tony Maiello’ – prosegue -. Con questo nuovo progetto darò totalmente libertà di espressione all’altra parte di me, quella rimasta sempre un po’ soffocata dalla scrittura tradizionale. Voglio divertirmi e questo mi sembra il modo giusto per farlo, senza cancellare o rinnegare tutto quello che c’è stato prima e che comunque ci sarà ancora in futuro.” Il brano è stato scritto in collaborazione con Marco Rettani ed Enrico Kikkoz Palmosi, mixato da Sabatino Salvati presso Up Studio e masterizzato da Marco D’Agostino presso 96Khz Mastering Studio.

Autore e cantante italiano, Tony Maiello nasce a C/mare di Stabia in provincia di Napoli il 15 Marzo 1989. Nel 2008 partecipa alla prima edizione di X Factor e arriva fino in finale. Nel 2010 partecipa a Sanremo Giovani trionfando nella categoria “Nuove proposte” con il brano “Il linguaggio della resa” scritto dallo stesso Tony. Oltre al singolo del brano sanremese, viene pubblicato anche l’omonimo album. Ha scritto canzoni per artisti italiani, tra cui Laura Pausini, Giorgia, Francesco Renga, Marco Mengoni, Alessandra Amoroso, Annalisa, Benji & Fede e Il Volo.

Tarsia: “Passi” è il nuovo singolo

Tarsia lancia oggi il suo nuovo singolo “PASSI” (Maqueta Records/Artist First) che dalla mezzanotte sarà disponibile, oltre che in radio, sulle piattaforme streaming e negli store digitali.

“PASSI” è un carillon di immagini che scorrono, in forma un po’ onirica, del percorso che ognuno fa dentro sé stesso. A volte la vita ci sconvolge, ci logora e ci fa temere di non essere abbastanza forti. È proprio grazie alle nostre esperienze invece che, passo dopo passo, costruiamo la nostra corazza, fatta di sentimenti ed emozioni, tale da farci “uscire fuori”, correre forte e lasciarci stupire dalla bellezza di un tramonto, di un cielo stellato o di qualsiasi cosa ci renda, anche solo per un attimo felici, con la consapevolezza che quella felicità, potrà tornare. Il brano, dall’atmosfera folk e romantica, suonato e registrato in presa diretta presso Gli Artigiani Studio di Roma, arrangiato da Gianfilippo Fancello con la produzione artistica di Fernando Alba, precede l’uscita di un album in lavorazione.

“Cantare questo brano – dice Tarsia – mi emoziona sempre particolarmente, perché è una canzone che parla della mia storia, del mio tormento vissuto dopo una perdita improvvisa, ma anche della forza ritrovata e della bellezza prima nascosta e poi svelata”.

Tatiana Tarsia, cantautrice, in arte TARSIA, nasce a Policoro (MT), in Basilicata. Sin da piccola inizia a scrivere canzoni e studiare canto e pianoforte nel suo amato paese, circondata dal sostegno e dal calore della sua famiglia. La sua forte passione per la musica è ereditata dal padre. Le sue influenze musicali e sonore prendono ispirazione da Pino DanieleAmy Winehouse, fino ad arrivare alla musica popolare della sua terra natìa. Il suo progetto originale attualmente in lavorazione è un crossover musicale tra diversi generi, caratterizzato da sonorità funk, soul, pop e jazz. Il debutto discografico di Tarsia è nel 2017 con il brano Bolle di sapone, accompagnato dal videoclip girato in Basilicata. Si susseguono una serie di eventi e festival che la vedono protagonista, come il “Premio Incanto” nel 2018, ma anche un’importante attività concertistica in diversi club italiani tra cui: il Bravo Cafè e Cantina Bentivoglio di Bologna, l’Asino che Vola di Roma, Ottavo Talento di Bari e tanti altri.

Collabora e condivide il palco con musicisti ed artisti famosi nel panorama musicale italiano ed europeo. Apre le date del Tour “Pace” di Fabrizio Moro per il 2017/2018 in tutta Italia. Ospite anche al Festival lucano “Blues in Town” 2018Concerti per Matera 2019, senza tralasciare il Maratea Meeting degli artisti del 2015. Fra le pubblicazioni musicali di Tarsia c’è il progetto “BACK TO 60’s”, in esclusiva su Youtube, una serie di Videoclip prodotti in modalità Live Session, nato dalla collaborazione con il regista Giuseppe Marco Albano e Mediterraneo Cinematografica, in cui interpreta brani italiani degli anni 60, cercando di trasmettere tutto l’amore per le sue radici e per l’Italia. 

Fra gli studi musicali di Tarsia, oggi Vocal Coach in diverse accademie nazionali, c’è un percorso di formazione molto intenso e svolto in più occasioni in diverse parti d’Italia, ma anche all’estero. La sua formazione inizia con un corso di “canto livello Professional” presso Università Musica e Spettacolo di Napoli, continua a Madrid con il conservatorio di arte sceniche “Scaena Carmen Roche”, studiando con diversi artisti della scena teatrale e musicale spagnola ed europea, laureandosi nel 2012, e si conclude a Roma presso la Saint Louis College of Music.  Fra i vari step della sua carriera artistica c’è anche quello di autrice di musiche da film con il gruppo “Flim” del brano “1st of November” contenuto nell’album “Weigthed Ground”.  

Il Canto di Circe, il trittico di Nello Petrucci omaggio a Giordano Bruno

La Sala delle Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli, ospita l’installazione site specific,  dell’artista Nello Petrucci dal titolo “Il Canto di Circe” a cura di Marina Guida. Il progetto installativo pensato appositamente per questa occasione – e reso fruibile in streaming sui canali social dell’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli – è promosso dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con Contemplynell’ambito della manifestazione Maggio dei Monumenti 2020 e presentatre opere di grande formano, un trittico su tavola, omaggio al pensiero del filosofo nolano Giordano Bruno.

Non a caso è stata scelta dall’artista proprio la Sala della Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, luogo in cui il giovane filosofo ebbe modo di formare il suo pensiero critico ed indipendente, anche attraverso la lettura di testi proibiti di cui questa biblioteca era fornita.

E non è casuale nemmeno il giorno scelto per l’inaugurazione, quel 23 maggio in cui Giordano Bruno nel 1592 fu arrestato a Venezia e trasferito nelle carceri del Sant’Uffizio di San Domenico di Castello (Venezia). Le opere del trittico raccontano infatti proprio quell’avvenimento in tre momenti: il giorno della mancata abiura, la censura e l’arresto.

Nelle tre tavole di Petrucci – realizzate in tecnica mista fondendo decollage/collage, pittura, grafica computerizzata, fotografia e stampa in quadricromia – la potente icona del filosofo emerge sui frammenti di manifesti strappati che rappresentano simbolicamente le false credenze, i proclami e le finte certezze dell’era globalizzata e massificata. L’ispirazione per quest’opera è stata tratta dal libro il “Canto di Circe”che il filosofo Giordano Bruno pubblicò a Parigi 1582. Nella quarta, quinta e sesta “questione” del “Dialogo Primo” del libro, il filosofo descrive la vera natura di taluni esseri, umani in apparenza ma ferini nella sostanza e, riferendosi alla specie degli uomini ridiventati scimmie fa dichiarare a Circe: ”Questi animaliprivi di qualsiasi utilità nelle faccende serie – si rendevano graditi ai magnati adulandoli, facendo gli istrioni e recitando la parte dei parassiti: anche adesso, giacché non possono portare pesi insieme agli asini, marciare in terra insieme ai cavalli, arare insieme ai buoi, pascersi di cadaveri insieme ai porci, non servono ad altro che a far ridere.” Circe descrive gli uomini scimmia, cortigiani del potere, oppositori del libero pensiero. L’artista Nello Petrucci riprende l’immagine della scimmia – in questo caso è la personificazione della censura, che blocca la libertà di pensiero e di espressione – e costruisce la scena con due figure antitetiche: la libertà di pensiero personificata da Giordano Bruno e la censura che tutti i poteri costituiti, dalla notte dei tempi, esercitano sulla prima, cercando di limitarla e sopprimerla in ogni sua forma.

Nello Petrucci dopo il 2018 – anno della sua residenza artistica presso il 3World Trade Centre, dove ha realizzato la monumentale The Essence of Lightness – ha iniziato a formulare un pensiero visivo che fonde gli stilemi ed i codici iconografici desunti dalla storia dell’arte dei secoli scorsi, con le soluzioni formali tipiche della street-art, in cui una complessa commistione di persistenze e citazioni, rimandi e parallelismi, formano un universo visivo che dà vita a immagini a cavallo tra l’antico ed il contemporaneo, offrendo molteplici livelli semantici. Il Canto di Circe può essere considerata un’opera di street art allestita in un luogo pubblico e rappresenta un omaggio al pensiero libero ed un invito ad andare simbolicamente oltre i doxa di tutte le forme dittatoriali di potere, manifeste o occulte e perseguire sempre la veritas, come il filosofo Giordano Bruno ci ha insegnato, con ostinazione e coraggio.

Nello Petrucci vive a Pompei ed è un artista e filmmakeritaliano, laureato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Una curiosità onnivora, e un talento poliedrico, hanno generato l’inconfondibile stile dei suoi “Decollage”; tanto che i critici hanno coniato un nuovo termine, “Pop Cinetica”, per definire la sua arte. Una sua opera, The essence of lightness è esposta permanentemente al 45° piano del 3° World Trade Center di New York; unico italiano invitato ad esporre, insieme ai migliori street artist del mondo. Sempre a New York ha esposto due volte all’Agorà Gallery, e poi a Roma all’Ambasciata Americana di Roma con Over the Sky, una serie di tele dedicate all’11 settembre. Sul versante cinematografico, oltre a interpretare diversi ruoli in veste di attore, tra cui anche una piccola parte in Gangs of New York di Martin Scorsese, gira un cortometraggio Lost Love (2019) sul tema del razzismo e firma la regia del videoclip Remove the frame sul tema dell’omosessualità all’interno del Parco Archeologico di Pompei. Nel 2019 fonda la casa di produzione cinematografica Satyr M.B. production.

“APPLE TREE” in uscita il 28 maggio l’album strumentale di Francesco Lippelli

“Apple Tree” è una raccolta di otto brani inediti composti al piano in un solo giorno. Quella dell’artista calabrese è una musica priva di etichette e di confini prestabiliti. Una musica fatta di continuità, evoluzione, piuttosto che di “rivoluzione”, e che, in ogni sua forma, è espressione del proprio tempo. Francesco Lippelli è un giovane pianista, compositore e produttore musicale. Ha lavorato nella veste autore e arrangiatore di Alessandro Casillo e per la trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.

E’ uscito “GALÉRIE”, il nuovo EP degli OVERTURE

“ Galérie”, primo lavoro discografico full-lenght degli Overture, è un concept EP che assume i connotati di un viaggio all’interno del mondo sonoro della band come fosse una galleria d’arte: ogni stanza contiene un brano, e ogni brano contiene una storia. Composto da sei tracce, “Galérie” è il nuovo accattivante biglietto da visita della giovane band alessandrina.
« Questo per noi è il primo e vero progetto ufficiale. All’interno troverete i nostri primi due singoli “Fiume in piena” e “Come godo se” accompagnati da altri quattro inediti – spiegano i ragazzi della band a proposito di “Galérie” – Ci siamo immedesimati nell’ascoltatore, che oggi ha bisogno di visioni come l’appassionato di arte, cioè riuscire a cogliere in sequenza prima l’insieme e poi il particolare. Sarebbe scontato dire che teniamo molto a questo Ep e che abbiamo sudato per far sì che, anche in questa situazione paradossale e di lontananza, riuscisse ad essere percepito nella maniera che volevamo. Ci siamo riusciti, questi siamo noi. Ascoltateci, e non solo con le orecchie ».
 
Di seguito la tracklist di “Galérie”: “ Vesto di Nero”, “ Come Godo Se”, “ Miele”, “ Italiano Medio”, “ Fiume in Piena”, “ Santorini”.
 
Biografia
Gli Overture sono una band di Alessandria nata nel 2018. Il gruppo è formato da Davide Boveri (voce), Jacopo Cipolla (basso), Andrea Barbera (chitarra e tastiere) e Giacomo Pisani (batteria e percussioni). Ogni componente della band arriva da mondi musicalmente diversi. Il progetto Overture parte dalle sonorità del Rap Metal per poi svecchiarle e creare un nuovo crossover che tiene come riferimento principale il rap e la trap più moderni e vi accorpa i suoni funk, soul, rock e reggae. L’obiettivo del gruppo è sperimentare nuove sonorità partendo dalle esperienze musicali vicine alle sensibilità dei singoli componenti. La band debutta con il primo singolo “ Fiume in piena” nel novembre 2019. Segue a gennaio 2020 il secondo inedito dal titolo “ Come Godo Se”. Il primo EP degli Overture si intitola “ Galérie” ed è disponibile sulle piattaforme digitali dal 26 maggio. “ Vesto di Nero” – brano estratto dall’EP – sarà in rotazione radiofonica dal 29 maggio. Il filo conduttore nelle produzioni degli Overture è nascosto nella componente testuale, scritta di getto, senza filtri, per trattare tematiche spesso scomode al subconscio umano.

Riapre la Reggia di Carditello, benessere nei boschi e lezioni di yoga e pilates

Riapre il Real Sito di Carditello con visite gratuite nelle sale reali e percorsi benessere – completamente immersi nei boschi bonificati dalla Fondazione guidata dal presidente Luigi Nicolais – in programma domenica 31 maggio, lunedì 1 e martedì 2 giugno a Carditello.
Dopo quasi tre mesi di chiusura, a causa della pandemia che ha colpito il Paese, sarà possibile tornare a visitare la Reggia di Carditello in maniera graduale e nel rispetto delle norme di sicurezza, con attenzione alla funzione sociale del sito e nuove modalità di fruizione dedicate al binomio natura e cultura.
Da domenica 31, dunque, spazio alle visite solo su prenotazione (dalle ore 10 alle 18) ed obbligo di mascherina e di distanziamento per i visitatori, che avranno la possibilità di accedere al galoppatoio e alle sale interne. E non solo.
Previste, anche se per ora solo a numero limitato, lezioni dimostrative di yoga e pilates nel bosco di cerri e passeggiate nel bosco di eucalipti, organizzate dalla Federazione italiana camminatori sportivi.

“ Siamo particolarmente emozionati ed orgogliosi – spiega il direttore Roberto Formato – anche perché il Real Sito di Carditello non è solo un luogo culturale, ma è soprattutto un simbolo di rinascita e riscatto per l’intero territorio della Terra dei Fuochi. Essere stati costretti a chiudere per diversi mesi è stata una sofferenza per tutti, ma ci ha consentito di sviluppare nuovi format, ancora più amichevoli, dedicati agli sportivi, alle famiglie e ai più giovani, che attiveremo in estate. Siamo pronti a ripartire nel segno del benessere psicofisico e nel rispetto delle normative sulla sicurezza, invitando i visitatori ad immergersi nella natura che ci circonda e non solo nelle sale interne. Domenica 31 maggio, come tutte le date che nel corso dei secoli hanno segnato il destino di Carditello, sarà una giornata speciale. Proprio nelle ultime ore – conclude il direttore della Fondazione Real Sito di Carditello – nella Reggia sono nati due cavallini Persano, quasi a dimostrare che, nonostante tutto, a Carditello la vita trionfa sempre”.   

Il programma di domenica 31 maggio: dalle ore 10 alle 18, visite gratuite su prenotazione con accesso al galoppatoio e alle sale interne; nel pomeriggio, risveglio muscolare (ore 16) e prima camminata (ore 16.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga (ore 17) e lezione di pilates (ore 18) nel bosco di cerri, a cura della Federazione italiana camminatori sportivi.
Lunedì 1 martedì 2 giugno: dalle ore 10 alle 18, visite gratuite su prenotazione con accesso al galoppatoio e alle sale interne; in mattinata, risveglio muscolare (ore 10) e camminata (ore 10.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga ( solo martedì 2 giugno, alle ore 11) e lezione di pilates ( solo martedì 2 giugno, alle ore 12) nel bosco di cerri; nel pomeriggio, risveglio muscolare (ore 16) e camminata (ore 16.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga (ore 17) e lezione di pilates (ore 18) nel bosco di cerri, a cura della Federazione italiana camminatori sportivi.
Per poter accedere al Real Sito di Carditello, è necessario prenotare le visite – entro le ore 18 di venerdì 29 maggio e fino ad esaurimento posti – scrivendo una mail a prenotazione@fondazionecarditello.org, indicando nome, data (da domenica 31 maggio a martedì 2 giugno), orario preferenziale (dalle ore 10 alle ore 18) ed aspettando una email di conferma dalla Fondazione.
Per poter partecipare al percorso benessere (passeggiate e lezioni di yoga e pilates nei boschi), è necessario prenotare – entro le ore 18 di venerdì 29 maggio e fino ad esaurimento posti – scrivendo una mail a federazioneitalianacamminatori@gmail.com, indicando nome, data (dal pomeriggio di domenica 31 maggio a martedì 2 giugno) ed aspettando una email di conferma dalla Federazione italiana camminatori sportivi.

Mexico86, “Forse Sbaglio Forse No” è il nuovo singolo presentato in versione live.

E’ on line un nuovo brano inedito dei Mexico86. La band, in accordo con la label INRI, rimanda la pubblicazione del suo nuovo album poiché il lockdown ha impedito di completare le registrazioni iniziate a fine febbraio presso gli studi Monopattino di Sorrento e Alari Park di Milano. Quindi il terzo lavoro discografico del gruppo napoletano è rinviato al prossimo autunno ma intanto pubblicano il nuovo singolo dal titolo “Forse Sbaglio Forse No“. 

Il nuovo brano è stato registrato dal vivo per il format web #HiveShapedBox, un interessante progetto curato da durante il quale viene ripreso anche il vecchio brano, estratto dal primo album, “Non importa”. La band, tra  tromba incalzante e riff di chitarre taglienti che fanno venire in mente Weezer, The Strokes, la dolcezza romantica dei The Smiths mostra il suo volto Live, energico e coinvolgente!

C’era una volta 9: approntati i sei titoli per la nuova stagione

Credere nei sogni prima e dopo la pandemia. Il Covid li ha costretti a casa ma non ha fermato la loro energia ed il loro entusiasmo: la squadra della Compagnia dell’Arte è pronta a tornare in scena per cantare, recitare e ballare al cospetto di piccoli e grandi.
«Ripartiremo più forti di prima – dice il regista Antonello Ronga – abbiamo approfittato di questa pausa forzata per pensare e creare: via spettiamo a casa nostra e non vediamo l’ora».
Sei i titoli che andranno a comporre l’edizione numero 9 di C’era Una Volta, il family show della domenica in programma una volta al mese al Teatro delle Arti di Salerno.
Aladino, La magica storia della pizza, Jesper il postino di Santa Klaus, Anastasia tra storia e leggenda, Aurora: Bella Addormentata, Il Principe d’Egitto. Queste le favole che andranno a comporre la nuova stagione.
In stand by solo le date che verranno annunciate a breve attraverso i canali social della compagine salernitana, mentre la campagna abbonamenti partirà il prossimo 16 giugno.
In questo lungo tempo di fermo grande e sentito è stato l’abbraccio delle famiglie affezionate alla famiglia della compagnia dell’arte. Nessuno degli abbonati ha chiesto che gli venisse risarcita la quota degli spettacoli persi. In quest’ottica i direttori artistici, Valentina Tortora e Antonello Ronga, hanno deciso di premiare l’affetto dimostrato stornando le due date perse nella stagione 8 causa Covid nella sottoscrizione del nuovo abbonamento.

Il 12 giugno uscirà “Obehi”, esordio discografico del cantante nigeriano CHRIS OBEHI

“OBEHI” (in Esan “mano dell’angelo”) è l’esordio discografico di Chris Obehi, in distribuzione fisica a partire dal 12 giugno (già disponibile in digitale dal 20 marzo in digitale su etichetta 800A Records, ASCOLTA su SPOTIFY): nove tracce in inglese, italiano, dialetto esan e siciliano tra brani originali e un omaggio a Rosa Balistreri, con quella “Cu ti lu dissi” gli è valsa la notorietà sui social.

Un sogno che Chris Obehi ha coltivato sin da bambino nel suo Paese di origine, la Nigeria, dove suonava pianoforte e basso e da cui è dovuto scappare quattro anni fa: ha intrapreso un viaggio di 5 mesi durante i quali è stato in carcere in Libia, ha attraversato il Mediterraneo su un barcone e arrivato a Lampedusa e poi a Palermo, dove ha potuto continuare a coltivare la sua passione, la musica, e fare il suo esordio discografico.

Un album che è quindi una testimonianza luminosa per il periodo storico attuale, la prima prova di un giovanissimo talento che è riuscito ad annullare con la propria musica distanze e confini e che sente come casa sua tanto l’Africa in cui è nato, quanto la Sicilia che lo ha accolto nel 2015. E proprio per stare vicino e dare un segnale di speranza ai fan e a tutti coloro che lo hanno supportato nei mesi scorsi nella campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso che ha consentito la realizzazione dell’album, Chris Obehi ha deciso di non rinviare l’uscita del disco a causa della pandemia, ma di confermare l’uscita per il 20 marzo.

La scrittura di Chris Obehi è essenzialmente pop, le melodie sono semplici ed efficaci, la produzione e gli arrangiamenti ruotano intorno a pochi elementi sempre a fuoco: il beat della batteria suonata da Ferdinando Piccoli e spesso ispirata allo stile afrobeat di Tony Allen, il basso dall’energia “afro” esplosiva, marchio di fabbrica allo stesso Obehi, le chitarre soliste suonate dal produttore del disco, Fabio Rizzo, già al lavoro con Alessio Bondì, Dimartino, Nicolò Carnesi e gli Eugenio in Via di Gioia.
Un viaggio tra pop, folk, afrobeat, reggae con influenze che ricordano Tracy Chapman, Paul Simon, Fela Kuti, Bob Marley e che in modo sorprendente coesistono con l’intepretazione del brano in siciliano di Rosa Balistreri e con l’unico episodio in italiano, “Non siamo pesci”, nel quale Obehi racconta le sensazioni della propria traversata nel Mediterraneo.

Il disco è stato registrato da Francesco Vitaliti e Fabio Rizzo a Indigo (Palermo) e masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà. Chris Obehi (voci, basso e chitarra) è stato accompagnato da Ferdinando Piccoli (batteria), Fabio Rizzo (chitarra elettrica), Federico Mordino (percussioni), Yannick Tiolo (background vocals in “Mama Africa”), Donato Di Trapani (piano in “Non siamo pesci”) e Stanblaze (background vocals in “100% Amore”).

La tracklist apre con “Mama Africa”, una canzone che parla della terra di Obehi, della colonizzazione subita e delle migrazioni che hanno caratterizzato l’Africano: “il messaggio che voglio trasmettere con questa canzone é la libertà di movimento di ogni essere umano”, racconta Chris. “100% Amore”: “una delle prime canzoni d’amore che ho scritto. É il mio inno all’amore puro”. “Mr Oga”: il primo afro beat di Obehi, nato dal bisogno di esprimere le sue origini e la sua identità nigeriana. La canzone tratta il tema degli abusi di potere. Il testo é in pidgin, una lingua che unisce africani di diverse nazioni. “Fly Away” racconta l’amore tra due persone nato in un momento in cui nessuno credeva potesse accadere, eccetto i diretti interessati che, nonostante le difficoltà, non riuscivano ad allontanarsi l’uno dall’altro. Ispirato da una storia vera. “Walaho” è il racconto del legame tra madre e figlio: “ho scritto questa canzone in Esan per mia madre, raccontando di come una mamma sia un esempio e abbia il compito di indicare al proprio figlio la strada giusta da seguire”. “Without you” è un afro funk che parla di un amore a distanza. “Voice of the wind” parla di chi é obbligato a stare lontano dalla propria casa, non per sua volontà. Speranza nel genere umano e sostegno al cambiamento sono temi centrali in questa canzone. “Cu ti lu dissi” é il mio porta fortuna, spiega Chris. É una canzone di Rosa Balistreri a cui sono particolarmente legato, che mi ha fatto conoscere a Palermo e in giro per la Sicilia. Interpretarla é il mio modo di ringraziare questa terra che mi ha accolto come un figlio. “Non siamo pesci” é il “mio inno per la difesa dei diritti umani, il mio modo di ricordare a chi ascolta di restare umani, di vivere liberamente nel rispetto degli altri e di abbattere confini di qualsiasi genere tra le persone. Questa canzone é nata da un’esperienza che ho vissuto in prima persona durante il mio viaggio verso l’Europa.”

MATILDA DE ANGELIS annuncia la nuova serie tv con Nicole Kidman e parla della sua esposizione sui social

Matilda De Angelis è una delle giovani attrici italiane più apprezzate dal pubblico e dalla critica. Ha esordito nel 2016 con “Veloce come il vento”, per il quale vince il premio come miglior rivelazione al Taormina Film Festival, e mai titolo fu più profetico per la sua carriera. Anche in televisione riscuote consensi, come dimostra il successo della fiction “I ragazzi dello zecchino d’oro”. I giovanissimi la conoscono anche per diverse apparizioni in famosi videoclip musicali, tra cui “Felicità puttana” dei Thegiornalisti. Sono in arrivo grandi novità di calibro internazionale per la sua carriera. Ne parla a Lingue a Sonagli, il salotto sgualcito di Radio Rock ideato e condotto dal cantautore Bussoletti.
«Si chiama “The Undoing” ed è diretta da Susanne Bier, una regista premio Oscar danese pazzesca con cui mi sono trovata benissimo – spiega la De Angelis a proposito della nuova serie tv in uscita prossimamente per la HBO – E’ stato un onore poter recitare con mostri sacri come Nicole Kidman e Hugh Grant, ed ho scoperto che le dinamiche sul set sono le stesse di quelle italiane. Tutto il cinema è paese».
La giovane attrice parla poi dei cosiddetti “smanettoni” del web, e del potenziale uso/abuso della sua immagine online : «Non mi dà fastidio, gli smanettoni sono sempre esistiti e, se non danno fastidio, hanno diritto di esistere. Io sono piuttosto serena a riguardo, tanto più che non ho costruito la mia immagina sull’eros. Le statistiche dei miei social, poi, dicono che il 73% delle persone che mi seguono sono donne, per cui al massimo si parla di smanettone. Sono cose che non si possono controllare. Pensa che ho trovato foto dei miei piedi su WikiFeet!».

Levante – La sua “Tikibombom”, in versione Home Version, è un successo.

Straordinaria la “home version” di Tikibombom, il brano che Levante ha portato a Sanremo e che in questi mesi ha scalato le hits parade. Una versione molto “intima”, ideata, girata, diretta e montata da lei nel periodo dell’emergenza Codiv 19. ” Tikibombom (home version) è tutta la verità su questo isolamento. “Non so perché mi capita di scrivere prima quello che poi mi succederà… – ha scritto sui social Levante – ma in questa bolla ho vissuto tutti i mostri e le solitudini possibili che racconto in questo brano, scritto a novembre 2019. È un giorno di grande malinconia per me e per molti che come me vedono la musica e la vita in modo diverso, salvifico, onesto, profondo. La riascolto ancora per ricordarmi chi sono. Ma non è finita qui. Ce ne ricorderemo per sempre – ha continuato la cantautrice – di questo momento e rimarrà anche nella memoria di quelli che verranno. Io ho ritratto il mio momento di quarantena, ho ripreso il suono che ha il silenzio, il volto della solitudine. Ho realizzato questo video perché Tikibombom lo meritava, lo meritavano gli animali di cui parlo, le anime che amo. Buona visione.”

“Naftalina” è il titolo del nuovo singolo di wLOG in uscita il 22 maggio

“Naftalina” è il titolo del nuovo singolo diwLOGin uscita in digitale e in radio a partire da venerdì 22 maggio: in questa canzone, l’artista milanese ha cercato di mantenere il suo suono basandosi su metrica, melodia e completando la base elettronica con chitarra elettrica e basso. Un brano che anticipa l’estate ma anche i suoni sperimentali, vivaci e futuristici dell’Ep che uscirà a breve.

“ ‘Naftalina’ racconta la storia di un cuore amante che si spezza, un sentimento claustrofobico chiuso in un cassetto nascosto dal mondo. – spiega wLOG -. Come la naftalina, che nasce per proteggere ma che può essere anche tossica, anche i rapporti effimeri e apparentemente facili da gestire possono avere un effetto collaterale. Scegliere di proporsi come svago e leggera via di fuga ad una persona già innamorata può essere molto pericoloso. È la fotografia di ciò che rimane dopo che si è regalato il proprio corpo per ego o per proiezione verso un modello stereotipato.”

Nel branogli incontri diventano elemento di solo e semplice svago per chi torna in coppia veicolandone gli aspetti perversi mentre al contrario sono un elemento di grande delusione e sofferenze per chi, fuori dal cliché prestabilito, si innamora inaspettatamente – prosegue wLOG-. Rimane l’impossibilità di esternare le proprie pulsioni e la necessità di uscire da un certo ruolo. Tempo perso per un cuore che non può esternare la propria delusione, ma deve ostentare forza e sicurezza.”

Note biografiche: wLOG è un cantautore milanese: la sua musica si muove tra il prog, il punk, l’elettronica, l’indie e il pop. Esordisce come solista nel 2018. Nel marzo 2019 esce il primo album “wLOG”. Il sound viene definito switch pop: un groove familiare, ma allo stesso tempo lontano da ciò che si è abituati ad ascoltare. wLOG vuole trasportare verso il futuro la purezza della canzone, della melodia, del sentimento e del testo intimo. Un lancio di nuove miscele di suoni fusion tra clubbing, edm, synth e spunti sperimentali.