S. Gennaro Day 2017: Gianni Simioli e la creatività nel sangue partenopeo

Cresciuto a pane e radio il simpaticissimo e vulcanico Gianni Simioli è pronto ad accogliere il suo pubblico, il 25 settembre a Napoli, alla V^ edizione del San Gennaro Day, il premio che riconosce il  miracolo del Santo e che premia i grandi nomi della cultura, dello spettacolo e dell’imprenditoria. Dopo aver ottenuto grandi riscontri di pubblico e critica ed aver costellato la sua carriera di successi lavorando per diverse emittenti radiofoniche e televisive nazionali (Radio Kiss Kiss Network, RTL 102.5, Radionorba, Radio Marte, Odeon Tv, TMC2, Raitre, Rete4), il poliedrico patron e direttore artistico della kermesse continua a sperimentarsi imperterrito mostrando, con grinta, quel talento innato capace di districarsi tra i più svariati ambienti, da quelli più intellettuali e di nicchia a quelli più popolari e di periferia. Portatore sano di novità, personalità brillante capace di fare sempre scintille sul palcoscenico, in quest’intervista si racconta e anticipa le novità di questa edizione 2017.

Cosa ci riservi, di spettacolare, in questa nuova edizione del San Gennaro Day?

La parte spettacolare è sempre la gente che accorre numerosissima al richiamo di una festa laica, pop, pop-olare e pop-olosa. Siamo quasi sempre in 5000, una cifra enorme per una strada come Via Duomo, che mi conferma che sto facendo la cosa giusta: fregarmene degli intellettuali e continuare a mescolare alto&basso. Alla fine per me conta che la gente dei quartieri periferici e delle periferie, dopo aver assistito ad un mio spettacolo, tornino a casa con una provvista di conoscenza in più.

Quale sarà lo slogan di quest’anno, visto che sei sempre innovativo e social?

Sanghe tuoje”, e non poteva essere altrimenti. San Gennaro “scioglie” il suo sangue e contemporaneamente “scioglie” il nostro ‘a dint’ e vene in un rito che unisce speranze, dolori, ricchezze e miserie del nostro animo.

Chi saranno gli illustri premiati del 2017 che si avvicenderanno sul palco allestito sul sagrato del Duomo?

Quest’anno ci siamo davvero superati: Fiorella Mannoia, Alessandro Siani, Luisa Ranieri, Andrea Sannino, Terroni Uniti, Liberato, la dj internazionale nata a Scampia Deborah De Luca, La Gatta Cenerentola trionfatrice all’ultima Mostra del cinema di Venezia e le tantissime sorprese che arriveranno sul palco per premiare i vincitori di questa edizione 2017. Senza dimenticare lui, Carlo Croccolo, al quale tributeremo un omaggio indimenticabile che sarà cultura e storia. La nostra storia.

Aggregazione, confronto, cultura e fede: che atmosfera si respira a Napoli in queste giornate di festa e come si stanno preparando i napoletani?

Siamo tutti contenti: il Miracolo questa volta è arrivato più che puntuale e quindi, dopo le celebrazioni religiose, sarà ancora più emozionante passare a quelli laici del nostro evento. Cercheremo, con la Jesce Sole di Fiorita Nardi con la quale produco il “premio”, di continuare quel percorso che ci siamo prefissi: riportare a Via Duomo la grande festa di San Gennaro. A questo proposito lancio un avvertimento: noi non abbiamo paura di una certa sana moderna e futurista oleografia.

Il miracolo di San Gennaro è uno dei momenti spirituali più sentiti in città. Che rapporto hai tu con il Santo?

La Smorfia” di Massimo Troisi, De Caro e Lello Arena ha detto tutto. Quel testo vale più di centomila trattati antropologici sul rapporto che da secoli i napoletani continuano ad avere con “Faccia Gialla”.

Quali progetti sono in cantiere per quanto riguarda radio, tv e web? Come ci

delizierai in questo 2017/2018?

La radio sempre. Poi torno in consolle a mettere musica di Napoli a dieci anni esatti dalla nascita del progetto “Cafè do’ Friariell” con il quale ho dato il mio piccolissimo contributo al rilancio della musica di Napoli. E sempre per amore della musica del Sud sperimenterò al Teatro Sannazzaro un format che mi auguro di vedere e farvi vedere presto in Tv o WebTv e che sarà, giusto per essere chiari e semplici, una sorta di “Made in Sud” ma con i musicanti di mezzo stivale al posto dei comici.

Quanto sei bryoso?

Molto e sempre. Al punto che quando non lo sono mi ordino severamente di smetterla con il vittimismo e darmi da fare per ritrovare ironia e coraggio. Insomma, mi sforzo per tornare ad essere un napoletano. Questo è il Miracolo che abbiamo tutti già ottenuto.

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