Ritratti di Territorio e “Sei personaggi in cerca di Totore” il 24 febbraio a Pagani

Dov’è finito Totore? Questo l’interrogativo a cui cercano di rispondere i “Sei personaggi in cerca di Totore”, il libro scritto a quattro mani da Francesca Gerla e Pino Imperatore per le Edizioni Homo Scrivens.

Proveremo a trovare la risposta alla domanda venerdì 24 febbraio. Alle ore 19, gli autori presenteranno l’ “opera comica in sette capovolgimenti”, come recita il sottotitolo, nella “Sala Fusco” dell’Auditorium “Sant’Alfonso Maria De Liguori” in Pagani. L’evento, organizzato da “Ritratti di Territorio”, gode del patrocinio del Comune di Pagani. Farà gli onori di casa il sindaco Salvatore Bottone. L’evento sarà coordinato dalla giornalista Nunzia Gargano.

L’attore Gennaro Silvestro (reduce dal successo della fiction “I bastardi di Pizzofalcone” nei panni dell’assistente capo Francesco Romano) sarà la voce narrante dei sei personaggi “Tutti smaniosi di avermi a portata di mano. Non per abbracciarmi o baciarmi o chiedermi come sto, ma per abboffarmi di mazzate”, come spiega Totore in prima persona.

Totore è un ventenne vivace ed esuberante. Vive nel quartiere di Marianella, nella periferia nord di Napoli. È fidanzato con Rosaria, una bella ragazza del suo quartiere.

Una sera Totore ha appuntamento con la fidanzata, che gli ha comunicato il desiderio di fare un giro romantico sulla penisola sorrentina. Totore non ha un’auto a disposizione, per cui chiede al suo amico Cosimino di prendere in prestito la macchina del padre, una 500 nuova di zecca. Cosimino prova a dirgli di no, ma Totore insiste e lo convince promettendogli che Rosaria porterà con sé una sua amica “bona”.

Cosimino prende di nascosto la macchina del padre. Totore si mette al volante, e Cosimino per non litigare non oppone resistenza.

Con Totore (fresco di patente) alla guida, i due amici giungono sul luogo dell’appuntamento: l’incrocio di Marianella dove c’è la statua di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Qui ci sono ad attenderli Rosaria e la sua amica Luisa, una ragazza tutt’altro che “bona”.

Proprio in quel momento si trova a passare di lì Carolina, la mamma di Totore.

Davanti all’auto viaggia uno scooter con a bordo Luciano, un ex scippatore del quartiere, e Aristide, un ex professore di Totore.

Con una brusca sterzata e un’accelerata, Totore dirige l’auto verso lo scooter, lo urta e fa cascare Luciano e Aristide, che si procurano gravi danni. Poi perde il controllo della vettura e va a sbattere contro dei bidoni per i rifiuti, il cui contenuto si rovescia addosso a Rosaria e a Luisa. Con un effetto carambola, l’auto si schianta contro il basamento che regge la statua di Sant’Alfonso. Il violento urto provoca due conseguenze: Cosimino batte la testa contro il parabrezza e perde i sensi; il bastone pastorale retto da Sant’Alfonso si stacca dalla statua e precipita sul tetto dell’auto, danneggiandola ulteriormente.

La mamma di Totore si sente male.

Frastornato, Totore esce dalla vettura e scappa.

Cosimino, Rosaria, Carolina, Luciano e Aristide finiscono all’ospedale…

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