Giffoni Teatro XII Stagione Invernale: domenica 29 la presentazione con Gennaro Cannavacciuolo

Sarà una presentazione speciale quella con la quale Giffoni Teatro svelerà, domenica 29 settembre alle 18, presso il Complesso Monumentale di San Francesco di Giffoni Valle Piana, tutto i protagonisti della XII Stagione Invernale di Prosa promossa dall’Associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro.

Ad impreziosire l’happening ci sarà Gennaro Cannavacciuolo, più volte ospite al Giardino degli Aranci nelle precedenti edizioni estive, e questa volta primo protagonista della nuova stagione invernale.

IL PROGRAMMA Cannavacciuolo inaugurerà la XII Stagione di prosa (sette gli spettacoli da novembre ad aprile) mercoledì 28 novembre con Gennaro in “Cyrano De Bergerac” di Riccardo Pazzaglia per la regia e le scene di Bruno Garofalo con le musiche e le canzoni di Domenico Modugno. Cannavacciuolo sarà il poeta spadaccino, in una trasposizione musicale della celebre opera, una favola morale e romantica in cui l’amore è un valore immenso, tanto da sacrificare se stessi per la felicità dell’oggetto del proprio sentimento: un invito all’amore autentico e oltre ogni logica.

A dicembre, il 12, sul palco della Truffaut la “Festa di Montevergine” dello straordinario poeta dei poveri Raffaele Viviani con Lucio Pierri e Serena Stella, Chiara De Vita, Elena Parmense, Matteo Salsano e Salsano e con gli allievi dell’Accademia dello spettacolo e del musical di Baronissi. In scena un classico del teatro napoletano, una delle più grandi feste del Sud, una corale che fonde sacro e profano, risate e commozione con la partecipazione di un cast numerosissimo.

Con “Ricette d’amore” prende il via il 2020. Il 30 gennaio la stagione inaugura il nuovo anno con uno spaccato sul mondo femminile raccontato da Patrizia Pellegrino, Matilde Brandi, Federica Cifola, Samanta Togni. Quattro donne, molto diverse tra loro si contendono lo stesso uomo. Divertenti equivoci e battute a ritmo serrato per una commedia frizzante ed ironica.

Serena Autieri sarà la protagonista assoluta del 4 febbraio con “Rosso Napoletano, quattro giornate d’amore” con Benedetto Casillo e Maria Del Monte. La storia è quella di una bellissima panettaia napoletana Carmela che, nel settembre del 1943, alla notizia dell’armistizio, riapre, felice, il suo forno.

Il 5 marzo toccherà a Maurizio Casagrande in “Mostri a parte”. Franco Gecchi, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, sua grande fan negli anni d’oro della sua carriera e oggi vera “star” di casa poiché conduttrice televisiva di grande successo. Lui è un artista non particolarmente bravo ma sincero e originale; lei non ha grandi capacità, ma è priva di scrupoli. Franco deve trovare il modo di risalire la china altrimenti Ursula lo eliminerà dalla sua vita. Come fare?

Doppio appuntamento ad aprile. Il 3, per la prima volta sul palco della Truffaut salirà Flavio Insinna con “La Macchina della felicità”. Uno spettacolo ricco di comicità, di racconti e di canzoni intrecciato alla trama dell’omonimo romanzo scritto dallo stesso Flavio e scandito dalla storia d’amore tra i due protagonisti Laura e Vittorio. Insinna, un Pierino cresciutello ma sempre birbone, parte alla ricerca della felicità, cercandola nelle piccole e grandi cose in allegria, tutti insieme appassionatamente, mano per mano con il pubblico, come in un grande pranzo di Natale passato a ridere in compagnia di chi ti vuole bene.

OMAGGIO A DE CRESCENZO. IN PLATEA CI SARà LA FIGLIA PAOLA Gran finale il 28 con Geppy Gleijeses, Marisa Laurito e Benedetto Casillo in “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo, con Nunzia Schiano e Salvatore Misticone. Il tentativo è quello di portare a teatro un grande affresco sugli “uomini d’amore” e “gli uomini di libertà”, lo spettacolo ripropone le scene più esilaranti del film come “il cavalluccio rosso”, “la lavastoviglie”, “il Banco Lotto”, “la 500 tappezzata di giornali” e, naturalmente, il mitico contrasto tra il professor Bellavista e il direttore dell’Alfasud Cazzaniga. La regia è di Geppy Gleijeses, protagonista giovane del film, diventato poi l’artista che tutti conosciamo. Glejeses, oltre all’ottimo lavoro sull’adattamento e sul lato registico, interpreta, con naturalezza e disinvoltura, il non facile ruolo del professor Bellavista, che fu di Luciano De Crescenzo, riuscendo a rendere con maestria sia i momenti più comici che quelli più riflessivi. Quel giorno ha promesso di essere in platea Paola De Crescenzo, la figlia dell’“ingegnere filosofo” scomparso a luglio scorso.

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