Addio a Ezio Bosso, la sua toccante e indimenticabile musica vivrà in eterno

La redazione di 360gradiwebtv è profondamente addolorata per la prematura scomparsa di Ezio Bosso.  A soli 48 anni ci lascia l’eccellente pianista, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale. Soffriva di una malattia degenerativa che aveva imprigionato spietatamente il suo talento e l’anima nel corpo. L’artista torinese nel 2011 subì un delicatissimo intervento per un tumore al cervello che compromise l’uso delle mani. Nonostante ciò aveva continuato ad incantare e coinvolgere il pubblico con la sua delicatezza, il suo talento innato, la sua forza, la sua umiltà e con quell’amore appassionato e viscerale per la musica. Quest’ultima – diceva Bosso – insegna a vivere, ad ascoltare e può essere in tanti casi una vera e propria terapia. Nella musica risiede la libertà. Il maestro ha cominciato a suonare all’età di 4 anni, a 16 anni invece ha debuttato in Francia come solista, studiando contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collaborando con diverse orchestre europee tra cui la Chamber Orchestra of EuropeFestival Strings LuzernDeutsche Kammer-Virtuosen. Prestigiose le collaborazioni con le più grandi istituzioni musicali come la Royal Festival Hall of London, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colòn di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Festival di Perelada, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, Vilnius Filarmonica. St. Martin in the Fields. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti come il Green Room Award in Australia o il Syracuse New York Awardin USA. La sua musica è commissionata e utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij

 Qui di seguito l’ultima e indimenticabile intervista per Il Salotto di Bry .

‘Arte per la libertà’ torna con #NESSUNOESCLUSO: PROROGATA AL 25 MAGGIO LA SCADENZA DEL BANDO PER IL PREMIO AMNESTY EMERGENTI PER CANTAUTORI

Dopo il successo di “Restiamo a casa Live” con un calendario di un intero mese, 30 performance artistiche e oltre 100.000 visualizzazioni sui social, riparte la nuova programmazione in streaming di “Arte per la Libertà”, il festival della creatività per i diritti umani, nato dall’unione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” e “DeltArte – il Delta della Creatività”, un’anima più musicale e una più artistica.

Per il mese di maggio, a partire dal giorno 5, la programmazione è dedicata alla campagna di Amnesty International Italia #nessunoescluso, legata al diritto alla salute. Un diritto universale che deve essere garantito anche a chi non ha un’assistenza sanitaria adeguata, a chi non ha una casa, o vive in condizioni di precarietà.

Riguardo alla campagna #nessunoescluso, il direttore artistico Michele Lionello dichiara che: “Solo se oggi ci prendiamo cura anche chi non ha una casa, non ha un pasto caldo, non ha accesso ai dispositivi di protezione potremo uscire da questa pandemia e ripartire più forti domani”. Come sottolinea la curatrice Melania Ruggini, “i nostri festival e in più in generale la cultura del nostro Paese non devono fermarsi proprio ora e devono continuare a dare regalare emozioni autentiche e momenti di unione. Con il linguaggio della creatività, le performance artistiche e le aste di beneficenza vogliamo sensibilizzare e sostenere anche economicamente questa campagna”. Lionello conclude spiegando che “in questa situazione di emergenza, per fare in modo che il diritto alla salute sia garantito a tutti, nessuno escluso, Amnesty International ha deciso di collaborare con alcune associazioni che operano in prima linea per difendere le persone più vulnerabili”.

Tutti gli appuntamenti streaming sono alle ore 18.00 in diretta da pagina Facebook di Arte per la Libertà (www.facebook.com/arteperlaliberta/) per essere poi rilanciati nelle altre piattaforme social di Instagram, Youtube e Twitter.

Il primo appuntamento, martedì 5 maggio, è con il Presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo, a inaugurare la programmazione presentando la campagna #NESSUNOESCLUSO. Alle performance artistiche partecipano l’artista fotografa Valentina Tamborra con due nuovi reportage, il team di teatro civile “Orizzonte degli Eventi” con “Grida d’Antilope”, la compagnia di danza “Motus” con “In-Flussi”, la compagnia teatrale “Minimiteatri” con “Rosa Balistreri”, la compagnia teatrale “Chièdiscena” con “Spoon River” e l’autrice Vera Munzi con il progetto “Fogli di carta”. Gran finale giovedì 28 maggio con tantissimi artisti con cui festeggeremo il 59° compleanno di Amnesty International.

A fianco delle performance in streaming tornano le aste di beneficenza con le opere donate dagli artisti a favore di #nessunoescluso. All’asta partecipano gli artisti Antonella Porfido, Valentina Tamborra, Iapimh, Luka!, La fille Bertha, Zentequerente, Inalienabile – Musica e diritti umani, Marco Mei. L’asta a rialzo durerà 24 ore e per assicurarsi l’opera si potrà accedere sul profilo social dell’artista e di Arte per la Libertà proponendo il proprio prezzo.

Tutte le info sulla campagna e come sostenerla su: www.amnesty.it/nessunoescluso/

FRANCESCO LIPPELLI – Moon dust: il 7 maggio la composizione inedita del giovane pianista e produttore calabrese

Francesco Lippelli è un giovane pianista, compositore e produttore musicale. Ha lavorato nella veste autore e arrangiatore di Alessandro Casillo e per la trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.“Moon Dust” è un malinconico brano strumentale dedicato alla luna, simbolo della creazione cosmica. Da un punto di vista introspettivo, la luna rappresenta per il compositore la profondità dell’“io” nascosto, della magia e dell’esoterismo. La musica che affiora sul pentagramma diventa per questo la voce del proprio inconscio. Il brano farà parte dell’album in uscita il 28 maggio“Apple Tree, un albero di mele che raccoglie otto brani inediti create, interpretate e prodotte dallo stesso Lippelli.

Oggi esce il videoclip di “Archè”, primo estratto di “Archetype”, il nuovo disco della band napoletana Coma Berenices.

Oggi esce il videoclip di “Archè”, primo estratto di “Archetype”, il nuovo disco della band napoletana Coma Berenices, uscito il 17 aprile per La Lumaca Dischi. Il video è stato prodotto da Berenice Film, team creativo milanese attivo dal 2018 guidato da Marco Longo e Fulvio Lombardi.

Le sponde sabbiose del fiume, un pioppeto attraversato dalla luce e una casa aperta all’inconscio del gioco e della fantasia. Nel videoclip di Archè la relazione con le origini diventa il motore di un immaginario atmosferico, denso di memoria e desiderio: proprio come negli occhi dei due fratelli protagonisti di fronte al patrimonio della propria infanzia, fatto di simboli ricorrenti e di una presenza materna pronta a trasfigurarsi. Girato nel tempo con attori non professionisti, il videoclip coltiva l’attrazione del cinema diretto per l’istante, giocando con la luce e il buio nel tentativo di liberare l’autenticità delle emozioni.

«Quando sarò grande farò il poeta e il capitano di marina»: lo ricordo con precisione e dolcezza, il suono delle mie parole, l’aria gelida e tiepida che scorreva dalla finestra, mia mamma che mi ascoltava, nella luce del tempo… [Pier Paolo Pasolini, Operetta Marina]

Il disco è composto da 6 brani: il primo è Archéche nasce dal nulla, incombente, una melodia eterna, e al nulla ritorna, per rinascere, e rinascere ancora, in punta di piedi, per non svegliare”. Poi arrivano le due parti di “Keep Your Feet On The Stars Pt” 1 e “Keep Your Feet On The Stars Pt 2”: “ascoltando una nave nel cielo, i suoni nel mattino e la luce del giorno negli occhi. Ti manca la terra sotto ai passi e hai disperso la tua immagine negli specchi della casa. Le chitarre come una bora nei temporali in cui le nuvole piangono di gioia.” Silent Days: “piove e tu dici è come trovarsi nella danza incessante del mare nel buio. Stai tremando ma come se non fossi tu: nel silenzio dei giorni hai preso una pagina bianca e hai scritto «per quanto sarò sola?” Altro brano è À l’improviste, canzone-rifugio, i tuoi passi che risuonano nelle nostre passeggiate. Improvvisamente ti sei voltata per essere sicura di non aver lasciato tracce lungo il percorso sulla scogliera. “Non lasciarmi” sono le parole che stai cercando. Il disco chiude con “Riyad”un messaggio, forse tanti. Richiami urgenti, ma non sappiamo decifrarli. Quanti volti non ci sono più, nascosti fra le mani. Dissolvenze. E non possiamo guarire, creare niente. Ma allora: da dove questa tenerezza.

Note biografiche: Coma βerenices è una piccola costellazione visibile nelle notti primaverili o estive quando il cielo non è inquinato. Secondo il mito greco, si trova lassù da quando la regina Berenice fece voto solenne di consacrare ad Afrodite la sua bellissima chioma come pegno d ’amore.

Coma Berenices nasce nel 2015 dall’incontro tra Antonella Bianco e Daniela Capalbo, musiciste attive nella scena underground campana. Sonorità acustiche ed elettriche, contaminazioni ritmiche e melodie intime definiscono uno stile riconoscibile, distante dalle semplici categorizzazioni, ma ben radicato nella musica contemporanea internazionale. L’EP d’esordio, “Delight”, registrato con Fabio Caliento alla batteria, è pubblicato da Slow Down Record nel Marzo 2016. Il titolo dell’Ep omaggia la poetica di Robert Herrick. Cinque tracce, idealmente tra loro legate da un unico filo rosso: il “piacere” profondo che non nasce dalla perfezione, ma al contrario da un fascino distratto, da un “garbo selvaggio”. Esattamente come nella vita – in cui troppa precisione è destinata a fallire – Delight mette in musica la meraviglia e l’incertezza che essa ci riserva e, attraverso una dichiarazione d’amore all’autenticità, prova a prendere un’assenza di armonia per trasformarla in bellezza.

giugno 2016 si unisce alla band il poliedrico batterista Andrea De Fazio (Nu Guinea, Fitness Forever), con il quale A. Bianco e D. Capalbo partecipano a diversi festival e manifestazioni (TEDX Napoli, Sofar Sound, Mercato Meraviglia, Edit Fiera del Design Editoriale, Gazebook: Sicily Photobook Festival) e condividono il palco con Kaki King, Paolo Benvegnù, Durdust, IOSONOUNCANE, etc.

Nei primi mesi del 2019 iniziano i lavori del secondo lavoro ufficiale, “Archetype”, al quale collabora anche il clarinettista Gabriele Cernagora. Le registrazioni dal vivo e i missaggi sono stati curati da Peppe De Angelis c/o il Monopattino Studio Recording di Sorrento (Na).

L’album Archetype è un traguardo essenziale: si ispira all’idea di archetipo come forma primitiva e originale, modello trascendente di tutte le cose sensibili cui inconsciamente – attraverso la musica – è possibile ricondurre percezioni della realtà del tutto particolari. Archetype è un omaggio al potere della musica, in grado di valorizzare al contempo la molteplicità e le diverse sfumature della contemporaneità, iscrivendole a una cornice universale priva di barriere. Sei brani ripercorrono gli ultimi due anni vissuti insieme, tra musica, concerti e viaggi. 

“La mia generazione” Marco Ferradini canta Herbert Pagani

A distanza di 8 anni dall’uscita, torna nuovamente disponibile in digitale a partire dall’1 maggio (distribuito da Cello/Music Rails LTD) “La Mia Generazione”, il doppio album con cui Marco Ferradini rende omaggio a Herbert Pagani: 21 tracce interpretate insieme ad amici artisti tra i quali Alberto Fortis, Andrea Mirò, Anna Jencek, Caroline Pagani, Eugenio Finardi, Fabio Concato, Fabio Treves, Federico l’Olandese Volante, Flavio Oreglio, Giovanni Nuti, Marta Ferradini, Lucio Fabbri, Mauro Ermanno Giovanardi, Moni Ovadia, Ron, Shel Shapiro, Simon Luca e Syria.

Arrangiato da José Orlando Luciano e da Marco Ferradini, l’album è stato pubblicato anche in versione fisica ed é stata la colonna sonora di uno spettacolo teatrale. Ferradini dichiara: Potevo pensarci prima del 2012 ma forse una forma di pudore e di rispetto mi impediva di reinterpretare i brani di un amico, mi sembrava quasi di rubarglieli. È stato Davide Casali, membro di una band yiddish, a “darmi il là” quando mi confidò che secondo lui ero l’unico che avesse la capacità di riprendere in mano il lavoro di Herbert.  Mi regalò una raccolta contenente tutte le canzoni di Pagani. Ho preso la chitarra e ho cominciato a decifrare tonalità e accordi, ad arrangiarli e ad adattarli. Con stupore sentivo che la mia voce si sposava alla melodia e, con estrema facilità, riusciva ad interpretare i suoi testi. Ne ho parlato un po’ con amici e colleghi artisti, scoprendo che Herbert era nel cuore di tutti, realizzare un album di duetti è stata la logica conseguenza“.

Questa la tracklist, parte 1: “Stelle negli oroscopi” (feat. Ron e Fabio Concato); “La mia generazione” (feat Caroline Pagani); “Albergo a ore” (feat. Giovanni Nuti e Syria); “L’erba selvaggia” (feat. Eugenio Finardi e MOni Ovada); “Cento scalini” (feat. Fabio Concato); “Da niente a niente” (feat. Mauro Ermanno Giovanardi e Federico l’Olandese Volante); “Schiavo senza catene” (feat. Simon Luca e Fabio Treves); “Week end” (feat. Flavio Oreglio e Fabio Treves); “Teorema” (feat. Ron, Mauro Ermanno Giovanardi e Fabio Treves); “Lombardia” (feat. Marta Ferradini e Shel Shapiro); “Bicicletta” (feat. Marta Ferradini).

Parte 2: “Porta via” (feat. Giovanni Nuti); “La stella d’oro” (feat. Alberto Fortis e Marta Ferradini); “Un capretto” (feat. Marta Ferradini); “Cin cin con gli occhiali”; “Jean & Paul” (feat. Andrea Mirò); “Fratello mio” (feat. Caroline Pagani); “Un letto in riva al mare” (feat. Marta Ferradini); “Signori Presidenti” (feat. Lucio Fabbri e Fabio Treves); “L’albero” (feat. Anna Jencek); “Ti ringrazio vita” (feat. Anna Jencek e Marta Ferradini).

Nato a Como, all’età di otto anni Marco Ferradini si trasferisce con la famiglia a Milano, città cui rimarrà a lungo legato. Agli studi scolastici alterna quelli musicali, approfondendo e sviluppando un talento naturale che era maturato molto presto. L’esordio da solista avviene ufficialmente al Festival di Sanremo del 1978 con il brano “Quando Teresa verrà” e il successivo album, che ottiene un buon riconoscimento di critica e pubblico. Ma il vero successo arriva nel 1981 con la pubblicazione del singolo “Teorema”, che diviene subito un tormentone radiofonico e proietta Ferradini tra i cantautori più suonati e conosciuti d’Italia. Nello stesso anno partecipa a un tour con Ron e al Festivalbar. Nel frattempo, Marco continua a lavorare anche come autore, scrivendo e collaborando con numerosi artisti di punta, da Lucio Dalla a Bruno Lauzi, da Marcella Bella a Riccardo Cocciante, da Pupo a Mina, da Eros Ramazzotti ad Ivan Graziani, da Luca Barbarossa a Toto Cutugno. Nel 1983, Marco è di nuovo sul palco del Festival di Sanremo dove presenta “Una catastrofe bionda”. L’omonimo album è un successo, trainato in parte dal brano “Lupo solitario DJ”, che negli anni diventa un vero e proprio pezzo cult per le radio e i DJ di tutta Italia, ai quali è dedicato. Nel 1985 è la volta dell’album “Misteri della vita”, un concept album costruito attorno al tema della musica ma anche alla nascita della figlia Marta. Nel 1986 esce invece “Marco Ferradini”, un album che si discosta dai precedenti per le sonorità blues rock. Seguono nel 1990 l’album “È bello avere un amico”, nel 1992 la raccolta “Ricomincio da Teorema”, nel 1995 il disco “Dolce piccolo mio fiore”. Nel 2000 Aldo, Giovanni e Giacomo nel loro film “Chiedimi se sono felice” scelgono “Teorema” come parte della colonna sonora, riportando attenzione e interesse nei confronti del cantante e della sua musica. Nel 2001 esce “Geometrie del cuore”, album che contiene anche una nuova versione di “Teorema”. Nel 2005 è la volta di “Un filo rosso”, raccolta di quindici canzoni tra le quali cinque inediti. Nel 2012 Marco è impegnato nella promozione di un progetto a cui tiene molto: un doppio CD intitolato “La mia generazione” in memoria dell’artista e amico Herbert Pagani. Le ultime pubblicazioni risalgono al 2014, quando Ferradini rilascia i singoli “Due splendidi papà”, in duetto con Gianni Bella, ed “Attimi”.

Il ritorno di Vanessa Grey è “Dentro la tua Radio”

“Solo se tu scommetti su te stesso ce la fai” queste le parole di Vanessa Grey, in radio con il nuovo singolo “Dentro la tua radio” (Joseba Publishing, dal 1° maggio disponibile in tutti i digital store), nota speaker di Radio Zeta gruppo RTL 102.5 (ha collaborato, tra gli altri, con Bungaro e Roberto Vecchioni), che solo 2 mesi fa, prima dell’arrivo del Coronavirus, a causa di un problema alle corde vocali e della successiva operazione, ha dovuto sospendere sia la professione da speaker che da cantante, non sapendo se sarebbe potuta tornare a cantare…

Questo brano per Vanessa rappresenta proprio la ripartenza, un nuovo inizio. Perché ciò che ha affrontato l’ha portata a fermarsi, a riflettere e anche a domandarsi cosa ne sarebbe stato del suo futuro, il tutto amplificato dalla situazione drammatica che ha generato la pandemia.

Questa canzone è stata interrotta in quel momento di incertezza, ma poi Vanessa Grey ha ripreso in mano la sua vita, la sua musica, per ripartire più forte di prima.

Videoclip “Dentro la tua Radio”.   “Attraverso questa canzone è come se prendessi consapevolezza” racconta Vanessa e prosegue “Tutti quanti mi hanno sempre riconosciuto una forza che di recente mi è un po’ venuta a mancare. Ma ognuno di noi è forte, dobbiamo solo credere in noi stessi. È un brano di forza, di energia, che vuole spingere ogni singola persona a credere in se stessa e a farcela. Perché non devono essere gli altri a scommettere su di te, ma solo se tu scommetti su te stesso, ce la fai”. Da qui la frase nel video: la vera forza sei tu!

I riferimenti autobiografici sono evidenti, ma il messaggio veicolato è facilmente estendibile: è il racconto della storia di emancipazione di una donna che si rende conto di potercela fare da sola, rivendicando la sua autonomia e la sua indipendenza. E’ anzi lei stessa a finire col diventare elemento irrinunciabile delle vite degli altri, in particolare di questo ‘lui’ misterioso e solo tratteggiato, che si manifesta di tanto in tanto quasi solo ad insidiare un percorso di consapevolezza che è tutto al singolare.

L’idea del video è di riproporre questo percorso di stampo autobiografico, con chiari riferimenti alla sua routine lavorativa quotidiana, “Sono io la Voce dentro la tua Radio”, ma allo stesso tempo cercando di rispecchiare una quotidianità che possa appartenere a molti, come la sveglia presto al mattino, la voglia di farcela, la voglia di star bene.

Questa ripartenza per Vanessa Grey è anche un po’ un ritorno alle origini, ricominciando sotto la guida di Gianni Testa (Joseba Publishing). Amici da tempo e con qualche esperienza lavorativa comune, ora si ritrovano dopo vent’anni più grandi, più maturi, e ognuno con un proprio bagaglio di esperienze, ora da condividere insieme

“Malessere”, il primo singolo del rapper Yarko in uscita il 1° Maggio.

Yarko, giovane rapper classe 2002 di Trieste, pubblica il suo primo singolo “Malessere” in collaborazione con Indieffusione (distribuzione Pirames International). Il brano è disponibile in esclusiva Spotify dal 1° maggio e dall’8 su tutte le piattaforme digitali.
Un linguaggio esplicito e senza filtri, e la capacità di trovare la giusta miscela tra provocazione e ironia. Sono questi gli elementi che caratterizzano lo stile di Yarko.

“Malessere” è scritta sopra ad un beat martellante che si pianta in testa nascondendo il disagio generato dalla realtà circostante nel momento in cui non si comprende e non si viene compresi da chi ci circonda all’interno del nostro stesso ambiente.

Il brano, in italiano, si conclude con la frase “Welcome to the jungle, remember the name Yarko”. L’artista si sente alieno nel caos di gioie e dolori che lo circonda ma nulla è perso. Le rime e il beat sono il suo rifugio e il punto di partenza: ricordatevi di Yarko.

Davide Calà, in arte Yarko, è un rapper classe 2002 di Trieste. La sua passione per la musica nasce dalla volontà di esprimersi liberamente, senza dover essere preso di mira o giudicato.

Proprio per questo motivo Yarko inizia ad interfacciarsi con il mondo del rap, nel quale si ritrova immediatamente per gli ideali che promuovono la libertà di espressione. La sua passione per questo genere musicale, dal punto di vista artistico, nasce nel 2013 quando inizia a fare freestyle.

Yarko affina la sua tecnica e, nel 2015, inizia a buttare giù delle prime bozze fino a scrivere dei veri e propri testi. La sua esigenza di scrivere nasce dal voler tirare fuori tutto quello che ha dentro: gioie, dolori e tante altre emozioni, come motore per muovere la propria musica.

Malessere”, disponibile in esclusiva Spotify dal 1° maggio e dall’8 su tutti gli altri store digitali, è nata dalla voglia di trasformare le esperienze e le emozioni della vita quotidiana in musica per trasmettere un messaggio di riscatto, per comunicare la necessità di dover reagire davanti ai problemi e alle difficoltà. Nulla è impossibile se lo si vuole.

DIONISO: è già un successo il singolo “SU-SPIRE”

Da venerdì 10 aprile sarà in rotazione radiofonica “SU-SPIRE” (HamsaMusic Production), il nuovo singolo della band DIONISO, disponibile su tutte le piattaforme digitali.Potremmo definire“SU-SPIRE”un brano d’impatto che esprime un concetto surrealista mirato ad evocare immagini ed emozioni forti. Il singolo è caratterizzato da sonorità chiaro scure con echi che richiamano la musica rock dei celebri anni 70, ma contestualizzata al giorno d’oggi e innovata grazie a un’incisiva componente elettronica che ne esalta la drammaticità.«Questo singolo si è scelto da solo. È stato il primo in ordine di composizione, è venuto giù d’istinto;testo e musica sono cresciuti insieme mettendo l’uno un mattone sull’altro -racconta la giovane band a proposito del nuovo singolo-è un brano che porta con sé la nostra identità e con la sua forza rappresenta la sintesi dei nostri propositi. Si tratta di un quadro dalle sonorità spontanee il cui obiettivo è quello di portare cambiamento e innovazione nel panorama musicale italiano».

Il videoclip di “SU-SPIRE”, diretto da Giuseppe Savarino (Sava&Sava Communication) e prodotto da Hamsa Music Production,è stato pensato come un quadro con l’intento di ritrarre un sogno nel suo alternarsi di luci ed ombre. La sequenza d’immagini è un susseguirsi di vicende, tentazioni e luoghi che migrano la mente, e il videoclip si configura come un viaggio nel l’emotività che si risolve in un concerto finale in cui gli sguardi s’incrociano ma le incertezze non cessano.

“BAD VIBES” è il nuovo singolo di GANOONA

Le puntate della nota serie Black Mirror sono sempre ambientate in una inquietante e futuristica realtà distopica in cui la tecnologia ha plasmato in modo irreversibile i rapporti e le abitudini umane, cambiandoli per sempre. Ed è un po’ questa la realtà cantata da Ganoona nel suo ultimo singolo: un mondo di malinconie nascoste, lavori alienanti e divertimenti forzati, dove l’intimità di un abbraccio diventa l’unica salvezza dalle “Bad Vibes”, da quelle energie negative che cercano di prendere il sopravvento su di noi. In questo nuovo singolo le sonorità urban-pop si tingono di RnB e Soul, mentre sullo sfondo le percussioni e i fiati “andini” riconducono al mondo latino-americano intrinseco della produzione artistica di Ganoona.
«A tutti è successo di sentirsi ingabbiati in un lavoro che non ci stimola e ci fa impazzire. Allora ci rifugiamo nei nostri smartphone, nella vita sociale a tutti i costi, senza prenderci un attimo per ascoltarci» spiega Ganoona a proposito di “Bad Vibes” «“Oh mama, sciogli questo bad karma, il pavimento è lava…”: ho voluto usare questa immagine innocente, infantile, per descrivere la sensazione di insicurezza, di alienamento dalla realtà, dove l’unica oasi sicura forse è l’abbraccio silenzioso di una persona che ci vuole bene».
Il videoclip di “Bad Vibes”, diretto da Lorenzo Chiesa, racconta l’esigenza di dar sfogo al proprio desiderio di libertà in un periodo storico – quello della quarantena – in cui il corpo è costretto rimanere in casa e quindi sottoposto alla restrizione del movimento. Nel video si susseguono diverse riprese amatoriali aventi per protagonisti diversi ballerini e performers della crew The Collective che ballano all’interno delle loro abitazioni, creando un’atmosfera di intimità e unione attraverso movimenti di danza e stili espressivi diversi.

Ganoona è un cantante, rapper e songwriter italo messicano e vive a Milano. La sua musica è una combinazione di sonorità black, latin e hip-hop accompagnata da liriche intense ed originali. Si esibisce sia in Italia che in Messico distinguendosi per i suoi live energici e coinvolgenti. Ganoona collabora a tutti gli aspetti del progetto artistico, spesso è anche compositore dei suoi brani.  A dicembre 2018 il brano in collaborazione con Kayla, prodotto da Polezski (già produttore di Gemitaiz e altri), viene selezionato da Youtube Music come “Artists to watch – il suono del 2019”. Pubblica l’inedito “Cent’Anni” (Noize Hills Records) a novembre 2019. L’ultimo singolo di Ganoona dal titolo “Bad Vibes” (Noize Hills Records) è già uscito sulle piattaforme digitali lo scorso 21 aprile e sarà in rotazione radiofonica a partire dal prossimo 24 aprile.

“Festival Day”: I festival musicali italiani a raccolta per sostenere la musica

I festival musicali italiani si mobilitano per sostenere la musica. Il 30 aprile infatti si svolgerà una intera giornata in diretta streaming su diverse pagine facebook per sostenere il mondo dei festival e più in generale le imprese e i lavoratori del comparto musicale (oltre 10 mila imprese con oltre 60 mila addetti).

L’iniziativa, che prende il nome di “Festival Day”, nasce dal Mei – Meeting Etichette Indipendenti e dalla Rete dei Festival. In pochi giorni con il solo passaparola, prima ancora che venisse ufficializzata, ha già raccolto l’adesione di oltre cinquanta festival di ogni parte d’Italia, pilastri fondamentali per la diffusione della musica e piattaforma di scouting del Made in Italy musicale.

Il 30 aprile ogni festival avrà uno spazio nel quale presentarsi e presentare un proprio artista, così da realizzare nel corso della giornata un viaggio attraverso i festival di tutta l’Italia e le nuove musiche del nostro Paese. Inoltre, sarà possibile fare appelli per una raccolta fondi a sostegno della musica o di strutture sanitarie del proprio territorio.

La diretta streaming sarà sul portale www.sport2u.tv , rilanciata sulle pagine facebook di Mei, Rete dei Festival, Oasport, Oaplus e di tutti i festival coinvolti.

I festival che vogliono aderire, ma anche testate ed enti che vogliano proporsi come partner della giornata, possono scrivere a segreteria@materialimusicali.it ed in copia a maxdellapelle@gmail.com .

Ad oggi hanno aderito questi festival: Acqua e Vino, Afraka’ Rock Festival, Biella Festival, Botteghe d’autore, Cantanti per passione, Capo Festival, Castelrock, Chez Donella, Cultural’mente Indipendente, Diatonic Festival, Europlà, Festival Ethnos – Divino Jazz Festival, Festival Voci D’oro, Folkest, Fuochi e d’intorni, Ghetto Nobile, Inedi To, Le Castella Tarantella Week, Lennon Festival, Mare e miniere, Materiali In Scena, Mazzarano World Fest, Mo’l’estate Spirit Festival, Musica è Lavoro Cisl, Musplan, Next Generation Festival, Orienteoccidente, Orzorock, Pem – Parole e musica in Monferrato, Premio Andrea Parodi, Premio Bianca D’Aponte, Premio Bindi, Premio Ciampi, Premio Corrado Castellari, Premio Giorgio Lo Cascio, Premio Manente, Premio Pigro, Premio Poggio Bustone, Premio Spazio D’autore, Radicamenti, Reno Splash Festival, Roccaling, Rock Targato Italia, Start Up Music Lab, Talent World Contest, Taranta e dintorni, Tarantasia, Tieni il palco, Torino Creativa, Uploadsounds, Varigotti Festival, Verona In Love, Voci per la libertà, Vox Day.

Durante la giornata del 30 aprile saranno inoltre coinvolti anche alcuni responsabili delle associazioni, delle imprese, dei lavoratori del settore musicale italiano per chiedere loro una fotografia sulla situazione della musica oggi in Italia, sugli interventi del governo e dei privati e sugli scenari futuri per il settore.

Il “Festival Day” fa seguito al successo di una iniziativa simile, “L’Italia in una stanza”, una due giorni di musica, sport e solidarietà svoltasi il 4 e 5 aprile per raccogliere fondi a favore della Protezione Civile ed ideata da OASport, OAPlus e MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti. Ha coinvolto, fra i tanti, Renzo Arbore in veste di testimonial, Paolo Belli & i Nomadi, Petra Magoni, Giovanni Gulino di Marta sui Tubi, Alberto Fortis, Francesco Baccini, Alberto Bertoli, gli Osanna e molti sportivi di nome.

PREMIO BINDI: in scadenza il bando del contest per cantautori

Scade il 1° maggio il bando di concorso per la 16a edizione del Premio Bindi di Santa Margherita Ligure (Genova), uno dei più prestigiosi concorsi e festival italiani dedicati alla canzone d’autore e intitolato a Umberto Bindi, una delle colonne della scuola genovese dei cantautori.

L’iscrizione è gratuita e deve essere effettuata tramite il form presente sul sito www.premiobindi.com nell’apposita sezione. Sul sito è disponibile anche il bando completo del concorso.

Il contest è riservato a singoli o band che compongano le proprie canzoni. Non ci sono preclusioni per il tipo di proposte artistiche, da quelle stilisticamente più tradizionali a quelle più innovative. Fra tutti gli iscritti, verranno selezionati gli artisti (al massimo otto) che si esibiranno nella finale del contest, di fronte ad una prestigiosa giuria composta da musicisti, giornalisti e addetti ai lavori. La finale è al momento prevista per l’11 luglio.

Caratteristica del Premio Bindi è quella di non premiare una singola canzone ma l’artista nel suo complesso, dal momento che tutti i finalisti avranno modo di eseguire ben quattro canzoni, tre proprie e una cover.

Al vincitore assoluto andrà la Targa Premio Bindi e una borsa di studio in denaro, ma fra i finalisti verranno assegnate anche la Targa “Giorgio Calabrese” al miglior autore, la Targa “Migliore canzone”, scelta in base ai canoni radiofonici e la Targa “Beppe Quirici” al miglior arrangiamento. Altri premi potranno aggiungersi nei prossimi mesi.

Il Premio Bindi si avvale della direzione artistica di Zibba ed è organizzato dall’Associazione Le Muse Novae. È sostenuto dal contributo del Comune di Santa Margherita Ligure e dalla Regione Liguria.

Le scorse edizioni del Premio sono state vinte da Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), Fabrizio Casalino (2012), Equ (2013), Cristina Nico (2014), Gabriella Martinelli (2015), Mirkoeilcane (2016), Roberta Giallo (2017), Lisbona (2018), Micaela Tempesta (2019).

Per maggiori informazioni:

Associazione Culturale Le Muse Novae:  www.premiobindi.com –

“TIENEME CU TTE”, l’ultimo singolo di Alfredo Minucci

Esce il nuovo singolo di Alfredo Minucci, storico autore partenopeo, autoctono innamorato della sua terra e narratore musicale di storie d’amore, di amicizia e di appartenenza al suo set preferito e originale, ovvero i vicoli di Napoli.

La canzone s’intitola “Tineme cu tte”, in dialetto “tienimi con te”, e si presenta subito ritmata, immediata, piena di passione e di dolcezza, ed è firmata dallo stesso Minucci con Mikele Buonocore.

Attore protagonista è l’amore, quello vero , che può durare per sempre: le distanze non esistono, vengono annullate nonostante la morsa feroce della solitudine interiore che stringe.

A volte basta una canzone, un odore oppure un dettaglio per far riemergere dalla memoria, con prepotente ardore, la sua grandezza.

Il grido gentile è inequivocabile e chiaro: “Tienimi con te” e, soprattutto, “amore mio, dentro di te”.

 Alfredo Minucci è stato definito dalla critica giornalistica “un cantautore capace di riprendere quella corrente musicale chiamata Neapolitan Power”, molto diffusa negli anni Ottanta, della quale hanno fatto parte Pino Daniele, Enzo Avitabile e Tullio De Piscopo.

A maggio 2008 è uscito con Jamm’ a vedé (terzo album) nel quale canta la speranza di un popolo (quello napoletano) che ha voglia di riscatto e vuole dare voce ai desideri più profondi del cuore. E’ il progetto discografico della svolta grazie all’incontro con una nuova compagnia di amici che, nel Rione Sanità, testimonia (appunto) “la speranza”. 

Sempre con questi ultimi, nel 2009 pubblica “Cammenanno”, una vera e propria passeggiata tra i vicoli di Napoli in compagnia di alcune canzoni classiche napoletane e alcuni brani inediti di sua composizione, accompagnato da una vera guida turistica di Napoli.

Nel 2010 presenta Senza tiempo, al Meeting di Rimini 2010  e partecipa a varie manifestazioni musicali, tra le quali da segnalare il “Ravenna Festival” in veste rappresentante della musica napoletana contemporanea.

Nel marzo 2020 pubblica il singolo TIENEME CU TTE  (scritto con Michele Buonocore, arrangiato da Ennio Mirra e Prodotto da Future artist con l’etichetta discografica EVERGREEN  ed inserito nella raccolta MUSICA SENZA TEMPO VOL 1) distribuito da ARTIST FIRT.

Lo stile molto personale e la voce calda collocano Minucci nell’élite della musica napoletana d’autore.