Cucina: la ricetta della Torta Pasqualina

Ingredienti: 500 gr di spinaci o bieta, 1 cipolla piccola 30 gr di olio, 5 uova, 200 gr di ricotta, 80 gr. formaggio grattugiato q.b, sale e pepe q. b.

Per la pasta sfoglia: 500 gr di Farina 00, 280 circa di Acqua, 2 gr di sale, 30gr di olio

PREPARAZIONE  

Sfoglia: in una ciotola versa l’acqua e fai sciogliere il sale. Se avete una planetaria potrete versarvi la farina, successivamente l’acqua salata e l’olio di oliva a filo.
Se invece non avete un robot da cucina su una spianatoia versate la farina e forma una fontana. Anche qui poco alla volta versate l’acqua avendo cura di incorporarla alla farina un po’ alla volta. Aggiungere infine l’olio e lavorare l’impasto finché non sarà liscio ed omogeneo.

A questo punto, aggiungete un po’ di olio in una ciotola, adagiate l’impasto e lasciate riposare l’impasto per 1 ora coperto da pellicola trasparente.

Nel frattempo preparate il ripieno. Lavate e sbollentate la bieta o gli spinaci in acqua leggermente salata. Una volta cotta la verdura, fate attenzione a scolare per bene l’acqua di cottura.

Tagliate la cipolla, versatela nella padella e aggiungi un filo d’olio e lascia rosolare. A questo punto trasferite la verdura in una ciotola e condite con formaggio, 1 uovo, la ricotta, sale e pepe a piacere. Amalgamate poi tutti gli ingredienti tra loro.

Trascorso il tempo necessario per far riposare la sfoglia, dividete l’impasto in quattro porzioni: due più grandi da 250 g e altre due più piccole da 160 g. Formate una pallina per ogni porzione lasciale riposare sul tagliere coperte con pellicola trasparente.

Intanto, con dell’olio di oliva, ungete e infarinate uno stampo di 24 cm di diametro. Stendete le sfoglie più grandi e adagiatene una nella teglia. Ungete poi la superficie della sfoglia e ricoprite con l’altra sfoglia più grande. Versate all’interno il composto con le verdure.

Una volta livellato il composto, realizzate quattro incavi distanti l’uno dall’altro. Sgusciate un uovo e versatelo in un incavo realizzato. Ripetere l’operazione per altre tre volte.

Stendete le sfoglie più piccole e adagiatene una sulla farcitura con molta attenzione.  Spennellate con dell’olio la prima prima di sovrapporre la seconda. Eliminate l’eccesso di sfoglia fino al bordo dello stampo. Infine, ricoprite la superficie della torta pasqualina con dell’olio extravergine di oliva.

Cuocere in forno statico preriscadato a 180° per circa 50 minuti. Di tanto in tanto, vi consigliamo di controllate la superficie della torta salata in modo da sfornarla bella dorata.

Radio Lausberg feat. Erriquez (Bandabardò). Il primo video del gruppo lucano prodotto dal compianto artista toscano.

Imperdibile il nuovo videoclip dei Radio Lausberg la band lucana che da anni collaborava con Erriquez della Bandabardò.
Poco prima della sua triste scomparsa il frontman della band toscana aveva magistralmente ultimato la produzione del prossimo album del gruppo capitanato da Giuseppe Oliveto. Il loro è un sodalizio artistico durava da anni ma interrotto bruscamente ha trascinato anche i Radio Lausberg in un oblio doloroso congelando il nuovo progetto discografico che oggi, in sua memoria, è pronto a ripartire.

Ci hanno rotto il Karma sarà sarà disponibile in tutte le piattaforme digitali ed in radio date dal 14 aprile 2021 (a due mesi esatti dalla scomparsa di Enrico) e rientrerà nel secondo album del gruppo “Maschere Umane” di prossima pubblicazione per Vrec/Salty Music (distribuzione Audioglobe)

Come per il precedente anche questo album è un percorso musicale che ha come scopo rivalutare il patrimonio linguistico-sonoro dell’intera area del massiccio del Pollino (Basilicata), definita “Terra di Mezzo”.
L’approccio e il recupero sistematico delle tradizioni porta verso una reinterpretazione del repertorio stesso operando arrangiamenti sobri, senza snaturare l’essenza della vocalità  e dello strumentario impiegato nella produzione dei brani. L’essenza e il corpus dell’ensamble è la sua poliedricità passando dall’acustico popolare e all’acustico colto, non disdegnando sonorità elettriche e sperimentali.
In questo solco artistico Erriquez si era perfettamente integrato sposando in pieno il progetto e cullando, con tutta la sua gentilezza e profonda anima artistica, la visione musicale dei Radio Lausberg.

Di seguito il pensiero di Giuseppe Oliveto circa il rapporto con Erriquez:
Cos’è stato Erriquez per me? Si potrebbe scrivere e raccontare dei tanti fatti accaduti e vissuti insieme, ma è difficilissimo sintetizzare in pochi pensieri l’affetto vero, quello sincero che non si chiede ma si ottiene e si dà, senza troppi perché come tutto fosse già detto e così spontaneamente deciso dal primissimo incontro.
Ci provo: Enrico è stato un vero Maestro, un amico sincero, un riferimento straordinario. Colui che ha saputo tirar fuori da me forze che sentivo di avere ma che non riuscivo ad esprimere.
Erriquez è stato la chiave di lettura dei miei sogni di musica, il seguito delle mie buone intenzioni, il modellatore delle mille idee, il moderatore dei miei incalzanti desideri di note. Dei suoi insegnamenti porterò con me la sua voglia di libertà, l’umiltà, il suo costante “ce la puoi fare”, il rispetto per il lavoro tenace che porta sempre ad un risultato sudato e meritato, la passione di migliorarsi, la gioia di sorridere, sempre.
Aver lavorato con lui è stato il più bel master di vita che potessi desiderare di frequentare. 
Oggi e per sempre Grazie Maestro, Giùggiù”. 
Ps. Per quella rivincita al calcio balilla ne riparleremo, intanto allenati. Io cercherò di fare del mio meglio per continuare a colorare il mondo che volevi abitare
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Il videoclip “Libertà”, primo singolo del cantautore siciliano Peppe Lana, vince due prestigiosi premi internazionali

Il videoclip di “Libertà, primo estratto dal nuovo lavoro discografico del cantautore siciliano Peppe Lana, vince la categoria “Best Music Video” al Montreal Independent Film Festival, si aggiudica il premio “Best director” al Munich Music Video Awards ed è in nomination nella sezione “Music Video” del Madrid Indie Film Festival – MADRIFF.

Prestigiosi riconoscimenti internazionali per il videoclip diretto da Gianni Cannizzo e frutto della collaborazione con la Scuola di Cinema Piano Focale e l’Accademia di Belle Arti di Palermo, interpretato da Giuseppe Lo Piccolo e Federica Greco (direzione della fotografia a cura di Gabriele de Palo, scenografia di Fabrizio Lupo, e la produzione è di Mirella Buono con Samvega).Il videoclip racconta il brano attraverso un mondo di cartone in cui si muovono degli uomini-marionette ignari dei fili che determinano le loro azioni. Sono condannati ad una vita immersi nella routine, alienati. Un accidentale errore dei marionettisti fa scoprire alle povere marionette di essere schiave del meccanismo della finzione.

Gianni Cannizzo, regista, vicedirettore e docente di Piano Focale, che in questo lavoro si è lasciato ispirare dalla leggerezza delle note e l’intelligenza del testo di Peppe Lana, dichiara: “è straordinaria l’accoglienza che ha ricevuto “Libertà”. Prima il pubblico ci ha premiato con 130.000 visualizzazioni nelle prime settimane e poi adesso arrivano anche le prime soddisfazioni dai festival tra selezioni e premi. È sempre una grande soddisfazione quando viene riconosciuto il proprio lavoro, tutto questo ci dà entusiasmo per continuare nel nostro percorso.”

“È emozionante vedere come i frutti del nostro lavoro siano riusciti a superare i confini nazionali arrivando in Canada, Germania, Spagna. Sono riconoscimenti importanti che ci indicano che siamo sulla giusta strada”, afferma Peppe Lana, autore del brano.

Il videoclip ha preso letteralmente vita grazie ad un enorme lavoro da parte di tutti, come spiega Fabrizio Lupo, scenografo e docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo: “è sempre raro che si creino le condizioni per realizzare un lavoro in cui tutto cade nella sua propria forma quasi miracolosamente. Tanti allievi, apprendisti, insieme ai loro maestri, hanno trovato la quadra di un’idea davvero difficile, una sceneggiatura, uno storyboard, che erano un concentrato di tecniche del cinema e che hanno generato un evento brevissimo ma intenso, l’espressione di un risultato che si può raccontare semplicemente citando il suo titolo: Libertà…”.

Il brano, uscito in digitale in radio il 5 febbraio 2021, è stato prodotto da Mirella Buono con Samvega e 900B Music e registrato presso gli studi di Indigo con la produzione artistica di Fabio Rizzo e realizzato con il contributo di Umberto Porcaro alle chitarre, Davide Femminino al basso e al contrabbasso e Emanuele Rinella alla batteria.

PEPPE LANA, cantautore, pianista, polistrumentista, classe 1990. Ascoltatore vorace, le sue influenze spaziano dal folk al blues, dal jazz alla tradizione cantautorale italiana. Con gli “Aristocrasti”, band d’esordio, compone, arrangia e pubblica il primo album di inediti “Per la Strada” uscito nel febbraio 2017. Le ispirazioni sono i testi e le musiche di artisti come Lucio Dalla, De André, De Gregori e le sonorità ed i ritmi d’oltreoceano da Duke Ellington a Bob Dylan. Parallelamente collabora come chitarrista e fisarmonicista con il gruppo folk “Angelo Daddelli & i Picciotti” e come corista alla registrazione dell’album omonimo. Dall’incontro con il chitarrista argentino Sebastian Torres, nel 2018 nascono i “Pacha Kama” gruppo di musica tradizionale sudamericana che aspira a un recupero dell’autenticità di quelle sonorità magiche nate dall’incontro tra indios, spagnoli e africani. Dal 2019 frequenta il Corso di Pianoforte Jazz del Conservatorio di Palermo sotto la guida del Maestro Riccardo Randisi e parallelamente decide di intraprendere la carriera cantautorale solistica.

Da L’Eredità alla musica: Claudio Rocker Sorrentino, sogni che prendono vita nella realtà e si disegnano sulla pelle

Su questa pelle mia è il nuovo singolo di Claudio Rocker Sorrentino prodotto da Artis Records che segna il lancio discografico di questo artista, scoperto dagli schermi televisivi Rai nel programma L’Eredità, ed ora approdato finalmente sul palcoscenico della musica a lui tanto cara. Due i singoli di questo primo lancio, che prelude l’album in programma per l’autunno: lato B di Su questa pelle mia, infatti, è Senza disturbare. Entrambe le tracce si avvalgono della direzione artistica e della batteria e percussioni di Tony Esposito che ha curato anche gli arrangiamenti con Sasà Flauto. Una particolarità: domani Claudio sarà nuovamente a L’Eredità per una serie di puntate straordinarie di beneficenza per la Comunità di Sant’Egidio.
 
Claudio Rocker Sorrentino, all’anagrafe Claudio Sorrentino: la grande passione per la musica che lo tiene vivo da sempre e poi lo strabiliante successo a L’Eredità che lo ha reso famoso al grande pubblico. Da qui l’incontro con Alfredo Tisocco, musicista e fondatore con Donella Del Monaco di Opus Avantra, imprenditore musicale visionario oggi alla guida di Artis Records.
 
Cinquant’anni alle porte, una vita complicata, anzi complicatissima alle spalle, una solida famiglia a scaldare il suo presente: Claudio Sorrentino, per gli amici Claudio Rock Sorrentino, è un’anima di poeta con il battito cardiaco di un rockman cresciuto a musica, rock e blues, tanti libri, film e una passione particolare per le parole e per i quiz. Dopo una vita spesa con passione nel lavoro – dividendosi fra edilizia e musica, seppur a tempo perso – approda a Natale 2020 a L’Eredità quasi per scherzo. Ed è grande successo: 30 puntate, 7 volte campione, 6 Ghigliottine, 3 vinte. E’ lì che il mondo lo scopre anche come musicista e arriva il primo contratto discografico.
 
La sua musica è intrisa dei suoi ascolti, che vanno dai padri del rock (Elvis, Jerry Lee Lewis), a quelli del grande blues, quello di BB King o John Lee Hooker. Il suo impianto ritmico si è nutrito del rock energico degli AC Dc, di Bon Jovi, dei Guns & Roses, dei Metallica. Senza mai dimenticare il Boss e quel rock più alternativo e di ricerca dei mitici Pink Floyd o di Bowie. Ma anche gli U2, Nirvana, Pearl Jam. I suoi testi si sono inevitabilmente nutriti dei versi della grande canzone d’autore italiana, primo fra tutti De Gregori. Senza dimenticare il rock italiano: i Nomadi, i Tazenda, Piero Pelù, Vasco.

Il 31 marzo imperdibile webinar con il Prof. Antonio Giordano su lockdown e vaccini

“COVID-19: lockdown e vaccini. Dubbi e preoccupazioni, consigli e precauzioni.” Domande e risposte: la parola allo scienziato Antonio Giordano. Webinar in diretta Facebook, sulla pagine “Nasi Rossi – clown therapy” e “Assostampa Campania Valle del Sarno”, mercoledí 31 marzo 2021 alle ore 19:00.

In tempo di pandemia, dalla costante necessità di dialogo e di confronto, nasce l’evento online fortemente voluto da “Assostampa Campania Valle del Sarno“, da “Nasi Rossi Clown Theraphy” e da “Nova Juris“. Tre Associazioni diverse che cercano di fare rete per una corretta informazione e formazione, mettendosi sempre al servizio di tutti i cittadini. Siamo in una fase delicata e cruciale della gestione dell’emergenza da COVID-19. Abbiamo tutti bisogno di indicazioni serie ed affidabili.

 Grazie al prof. Antonio Giordano, oncologo e Direttore Sbarro Health Research Organization  presso Temple University  (USA) e Professore presso l’Università degli Studi di Siena (Italia) per aver accettato l’invito, mostrando ancora una volta le sue doti di grande professionalità e di sincera disponibilità. Sarà pronto a rispondere agli interrogativi dei partecipanti, portando anche la sua grande esperienza internazionale, tra Italia ed America.

Programma del webinar

Saluti: – Francesca Colombo, sociologa e Presidente “Nasi Rossi Clown Therapy; – Barbara Ruggiero, giornalista e Presidente “Assostampa Campania Valle del Sarno”; – Salvatore Campitiello, giornalista e Consigliere regionale Ordine dei Giornalisti; – Luca Monaco, avvocato e Presidente Associazione giuridica “Nova Juris”.

Interviene: Prof. Antonio Giordano, oncologo e Direttore “Sbarro Health Research Organization”  presso “Temple University” (USA) e Professore presso l’Università degli Studi di Siena (Italia).

ModeraViridiana Myriam Salerno, giornalista e direttore di “MediaVox Magazine” che è media partnerdell’iniziativa.

Per partecipare, non c’è bisogno di prenotazione, nè di essere necessariamente iscritti a Facebook, perchè la pagina “Assostampa Campania Valle del Sarno” è aperta e pubblica: basta digitare su google il seguente link https://www.facebook.com/assostampavallesarno/
Ps. Chi fosse interessato a rivolgere domande sull’argomento al prof. Giordano potrà inviarle durante la diretta sugli account social o anche con una mail nei giorni precedenti all’indirizzo assostampavallesarno@gmail.com

I Maneskin vincono Il Festival di Sanremo con il brano rivoluzionario “Zitti e Buoni”

I Maneskin, per la prima volta all’Ariston, hanno vinto la 71esima edizione del Festival della Canzone Italiana, trionfando con il brano “Zitti e buoni”.

Al secondo e terzo posto si sono piazzati  Francesca Michielin e Fedez ed Ermal Meta.

I Maneskin, band formata da DamianoVictoria, Ethan e Thomas, hanno dichiarato subito dopo la vittoria: “Abbiamo fatto la rivoluzione e dedichiamo questa vittoria a quel prof che ci diceva sempre di stare zitti e buoni”.

Quattro i riconoscimenti: Colapesce-Dimartino con “Musica leggerissima” hanno vinto il Premio Lucio Dalla, assegnato dalla Sala Stampa Tv-Radio-Web del Palafiori seguiti da Ermal Meta e da Annalisa 

Willy Peyote con “Mai dire mai (la locura)” è andato invece il Premio della critica Mia Martini, attribuito dalla Sala Stampa del Roof dell’Ariston.

Madame con il brano “Voce” ha ottenuto dalla Commissione musicale il Premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo.

Festival di Sanremo 2021 – terza serata: cover e ospiti

Stasera appuntamento con la terza serata del Festival della Canzone Italiana. Oltre alla presenza fissa di Achille Lauro e Zlatan Ibrahimovic tra gli ospiti ci saranno Sinisa Mihajlovic, Monica Guerritore e Emma Marrone, i Negramaro. Sul palco a condurre assieme ad Amadeus e Fiorello la super modella bresciana Vittoria Ceretti.

I ventisei Big in gara proporranno bellissime cover giudicate sia dai coristi sia dall’orchestra di Sanremo.

-Francesco Renga con “Una ragione di più” (Ornella Vanoni) assieme a Casadilego.

-Coma Cose con “Il mio canto libero” (Lucio Battisti) assieme a Alberto Radius e Mamakass.

-Gaia con “Mi sono innamorato di te” (Luigi Tenco) assieme a Lous and the Yakuza.

-Irama con “Cirano” (Francesco Guccini).

-Fulminacci con “Penso positivo” (Jovanotti) assieme a Valerio Lundini e Roy Paci.

-Madame con “Prisencolinensinainciusol” (Adriano Celentano).

-Willie Peyote con “Giudizi Universali” (Samuele Bersani) assieme a Samuele Bersani.

-Orietta Berti con “Io che amo solo te” (Sergio Endrigo) assieme a Le Deva.

-Ermal Meta con “Caruso” (Lucio Dalla) assieme a la Napoli Mandolin Orchestra.

-Fasma con “La fine” (Nesli) assieme a Nesli.

-Arisa con “Quando” (Pino Daniele).

-Gio Evan con “Gli anni” (883) assieme ai cantanti di The Voice Senior.

-Måneskin con “Amandoti” (CCCP) assieme a Manuel Agnelli.

-Malika Ayane con “Insieme a te non ci sto più” (Caterina Caselli).

-Aiello con “Gianna” (Rino Gaetano) assieme a Vegas Jones.

-Max Gazzè con “Del Mondo” (CSI) assieme a M.M.B.

-Ghemon con un medley de “Le ragazze” (Neri per caso), “Donne” (Zucchero), “Acqua e sapone” (Stadio), “La canzone del sole” (Lucio Battisti) assieme ai Neri per caso.

-La rappresentante di lista con “Splendido Splendente” (Donatella Rettore) assieme a Donatella Rettore.

-Noemi con “Prima di andare via” (Neffa) assieme a Neffa.

-Random con “Ragazzo fortunato” (Jovanotti) assieme ai The Kolors.

-Colapesce e Dimartino con “Povera Patria” (Franco Battiato).

-Annalisa con “La musica è finita” (Ornella Vanoni).

-Bugo con “Un’avventura” (Lucio Battisti) assieme ai Pinguini Tattici Nucleari.

-Lo Stato Sociale con “Non è per sempre” (Afterhours) assieme a Sergio Rubini e “I lavoratori dello spettacolo”.

-Extralisco feat Davide Toffolo con un medley “Rosamunda” (Gabriella Ferri) assieme a Peter Pichler.

-Francesca Michielin e Fedez con un medley “Del Verde” (Calcutta), “Le cose che abbiamo in comune” (Daniele Silvestri).

Laura Pausini sul palco dell’ Ariston ringrazia e dedica all’Italia il suo Golden Globe

Laura Pausini, neo vincitrice del Golden Globe, è stata l’ospite più attesa della seconda serata del Festival di Sanremo 2021.  Visibilmente emozionata e scintillante più che mai ha dedicato la vittoria del Golden Globe con “Io sì (Seen)”, brano portante del film “La vita davanti a sé” di Eduardo Ponti con l’immensa Sophia Loren, all’Italia ricordando il suo esordio a Sanremo 1993 per la sezione ‘Novità con la  ‘La solitudine’.

Sullo schermo sono sfilate le immagini di alcuni dei più importanti premi ottenuti in 28 anni di straordinaria carriera fra cui sei World Music Awards, un Grammy Awards e 4 Latin Grammy Award. ‘Io sì (Seen)’, scritta con la celebre compositrice Diane Warren ha ottenuto 11 nomination agli Oscar, un Grammy Award, un Emmy Award e infine il Golden Globe.

Dopo aver cantato “Io Si”” la Pausini ha dichiarato: “Non ci si abitua mai ed è strano pensare di aver vinto un Golden Globe con una canzone tutta cantata in italiana” .

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“Io sono Luca” è il brano in gara dei Dellai nella sezione Nuove Proposte

Dellai, in gara a Sanremo Giovani 2021 con il brano Io Sono Luca. I gemelli di Rimini erano risultati positivi al Covid 19 una ventina di giorni fa, ma nella giornata il 22 febbraio, si sono sottoposti al tampone molecolare e sono risultati negativi.

«Ce la siamo vista veramente brutta” – hanno dichiarato i Dellai – “abbiamo temuto che il nostro sogno non potesse realizzarsi: nelle scorse settimane siamo risultati positivi al covid e abbiamo fatto due settimane di completo isolamento in casa. Alla fine è andato tutto bene e quindi si parte. Sanremo Arriviamo!».

Dellai è un progetto che parte dalla passione di due fratelli per la musica. Già in adolescenza i due si divertivano nello scrivere canzoni ma con il passare del tempo le due strade si divisero, mantenendo la composizione e la scrittura musicale come unico collante. Luca, dopo aver frequentato il liceo musicale ha proseguito gli studi presso il Conservatorio Rossini di Pesaro, parallelamente ad un percorso di laurea in economia, Matteo, invece, interessato al mondo dell’architettura, ha continuato gli studi presso l’Università di Ferrara. Nonostante la distanza i due hanno sempre coltivato l’interesse per la musica, la scrittura e la composizione.
Negli ultimi anni si sono ritrovati in un nuovo progetto “Dellai”, dal quale è già nato un singolo disponibile su tutte le piattaforme digitali, dal titolo: “Non passano gli aerei”.
Il nuovo brano dei Dellai – già disponibile su tutte le piattaforme di streaming dal 4 dicembre scorso – sarà in gara al prossimo Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte – si intitola “Io sono Luca” (Virgin Records).
 

Manfredi Simonetti, “MARTE” è il nuovo brano feat Kimberly Mangano

Marte è il nuovo singolo di Manfredi Simonetti.
Il brano parla della complicata relazione fra due persone dai caratteri forti e completamente opposti.
Se all’inizio della relazione è proprio la diversità ad unire la coppia e a rendere il rapporto più interessante, la stessa diversità diventa occasione di divisione, diventando terreno di scontro e motivo di incompatibilità.
Avranno gli stessi limiti, le stesse paure, gli stessi bisogni e nessuno dei due avrà l’amore e la motivazione per aiutare se stesso e l’altro.
Nasce così la metafora astronomica, in cui i due protagonisti si sentono così lontani e così diversi proprio come lo sono La Terra e Marte.
A rendere più reale questo “testa a testa” è il featuring con Kimberly Mangano.
L’uscita di Marte è la ciliegina sulla torta ad un periodo di successi per Manfredi Simonetti, il cantante è infatti stato selezionato tra i 24 cantanti e musicisti del Cecchetto Festival – web music stars “FestivalWeb”, una gara e concerto online fra gli artisti più seguiti del web a cura di Claudio Cecchetto, che si svolgerà sulla piattaforma digitale A-Live (la stessa dell’evento Heroes di settembre dall’Arena di Verona) nel prossimo Aprile 2021.

Manfredi Simonetti, palermitano classe 1995, autore e musicista, si appassiona sin da piccolo alla scrittura creativa e trova nel pop e nel rap, la possibilità di esprimersi a tutto tondo raccontando il suo punto di vista sulla società attuale. Riesce così, grazie a brani come “Ballare con te”, “Tutto andrà bene” e “Palermo Suona” a totalizzare più di 300 mila ascolti. E’ anche produttore esecutivo e nella vita collabora con i più importanti influencer e talenti del web, nella creazione di nuove idee e progetti che si distinguono nel mondo digitale per impatto visivo

“SCAVI E RICERCHE A SHAHR-I SOKHTA” PRESENTATI A UNISALENTO I RISULTATI DEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI NEL SITO IRANIANO CONSIDERATO LA “POMPEI D’ORIENTE”

Sono stati presentati, nel corso di una conferenza internazionale online organizzata dall’Università del Salento, i più recenti risultati delle indagini della Missione a Shahr-i Sokhta, eldorado archeologico che sorge nella provincia dell’Iran orientale Sistan-va-Baluchistan iscritto nella lista World Heritage dell’UNESCO, considerato la “Pompei d’Oriente”. Il sito è oggetto dal 2016 di interventi di ricerca e scavo da parte di una Missione internazionale cui partecipa il Dipartimento di Beni Culturali dell’Ateneo salentino con le attività dei Laboratori di “Topografia antica e fotogrammetria”, “Antropologia fisica”, “Paleobotanica e paleoecologia” e “Archeozoologia”.

Alla presenza del Rettore UniSalento Fabio Pollice, dell’Ambasciatore italiano nella Repubblica Islamica dell’Iran Giuseppe Perrone, dell’Ambasciatoredella Repubblica Islamica dell’Iran in Italia Hamid Bayat, del Direttore dell’Iranian Cultural Institute Taghi Amini, del Direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici “Dinu Adamesteanu” dell’Università del Salento Gianluca Tagliamonte e del Direttore del Dipartimento di Beni culturali UniSalento Raffaele Casciaro, sono stati illustrati i risultati delle ricerche raccolti nel volume “Scavi e ricerche a Shahr-i Sokhta” (Studies and publications Institute, Pishin Pajouh, Tehran), curato dal Direttore del progetto MAIPS Enrico Ascalone dell’Università di Göttingen e da Seyyed Mansur Seyyed Sajjadi dell’Iranian Center for Archaeological Research, direttore del progetto archeologico di Shahr-i Sokhta e Dahan-ye Qolaman dal 1997.

Nel 2016 il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento ha avviato il progetto multidisciplinare MAIPS – Multidisciplinary Archaeological Italian Project at Shahr-i Soktha per lo studio del sito e dei materiali in corso di scavo da parte della Missione archeologica a Shahr-i Soktha. Finanziato dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da enti e istituzioni private, il progetto MAIPS è coordinato dal professor Giuseppe Ceraudo e, nei prossimi anni, mira principalmente a restituire un quadro più completo sulle organizzazioni proto-statali dell’altopiano iranico del III millennio a.C.

Le attività di ricerca dei Laboratori del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento sono stati illustrati dai rispetti Direttori: Giuseppe Ceraudo (Topografia antica e fotogrammetria), Pier Francesco Fabbri (Antropologia fisica), Girolamo Fiorentino (Paleobotanica e paleoecologia) e Claudia Minniti (Archeozoologia).

«La collaborazione internazionale è fondamentale per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale», ha sottolineato il Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, «e lo diventa ancor di più quando questo patrimonio è riconosciuto come eredità dell’intero genere umano. Di qui il nostro impegno nella Repubblica Islamica dell’Iran, teso a restituire a quel Paese e all’umanità intera la storia di un territorio che è stata la culla di una delle più grandi civiltà del passato».

Il sito di Shahr-i Sokhta, che sorge tra l’inospitale deserto del Lut e le alture del Baluchistan, rappresenta uno dei centri più ambiti per l’indagine archeologica, sia per essere perfettamente conservato a causa di concrezioni saline presenti su tutta la superficie che hanno sigillato reperti e strutture del sottosuolo, sia per essere stato spesso associato, dalla letteratura archeologica, alla mitologica Aratta che, localizzata dai testi mesopotamici “dove sorge il sole”, rivaleggiò con i sovrani della I Dinastia di Uruk (tra cui si ricorda Gilgamesh), padroni del Sumer e depositari della regalità dopo il Diluvio. Proprio il Diluvio avrebbe messo fine a una serie di dinastie dall’irreale longevità per permettere, successivamente, che la regalità potesse “scendere dal cielo” prima nella città di Kish, e poi, appunto, in quella di Uruk. Il Diluvio sumerico, i cui racconti hanno ispirato i redattori del racconto biblico, quindi, è inteso come elemento di separazione tra un tempo mitico e quello storico; un tempo, quello post-diluviano, in cui la storia viene fatta da re, che l’indagine archeologica ha in parte riconosciuto, e da città, che il progetto sta indagando.

In particolare, Aratta, citata nei maggiori poemi sumerici (tra cui “Enmerkar e il signore di Aratta”, “Enmerkar ed Ensuhkeshdanna”, “Lugalbanda e l’uccello Anzu”, e nello stesso poema di Gilgamesh), è presentata come un posto lontano e difficile da raggiungere, favolosamente ricco, pieno di oro, argento, lapislazzuli e numerosi altri materiali preziosi. La città è anche presentata come la sede della dea Inanna, alla quale fu dedicato un tempio completamente costruito di lapislazzuli; le vicissitudini della città con i re sumerici indurranno la dea a scegliere Uruk, centro della Mesopotamia meridionale, come propria residenza, consegnando la regalità al Sumer e alla dinastia fondata da Enmerkar e continuata con Lugalbanda e il mitologico Gilgamesh. Il ricordo della città rimarrà vivo nella letteratura mesopotamica tanto da essere ricordata nei poemi di Shulgi, re di Ur, e in altri testi paleobabilonesi approssimativamente datati al XIX secolo a.C.

In attesa di trovare conferme sull’identificazione del sito, i rinvenimenti effettuati negli ultimi 23 anni dalla missione iraniana di Mansur Sajjadi e dal nuovo progetto di Enrico Ascalone nella cosiddetta “Pompei d’Oriente” hanno confermato l’eccezionalità di Shahr-i Sokhta che, sebbene depositaria di un percorso autonomo di crescita, sorge a cavallo tra le quattro grandi civiltà fluviali (Oxus, Indo, Tigri-Eufrate e Halil) dell’Asia Media, Centrale e Meridionale: quella sumerica, i cui legami letterari confluiscono nella mitologia; quella di Jiroft, culla di una nuova e dimenticata civiltà fino al 2003; quella dei grandi centri dell’Asia Centrale; quella dei grandi insediamenti di Harappa e Mohenjo-daro, con cui Shahr-i Sokhta intrattenne rapporti a vario livello.

Shahr-i Sokhta, la cui estensione è di circa 200 ettari, da una parte ha mostrato processi di crescita locale ben radicati nel tessuto culturale del Sistan iraniano e, dall’altra, tra il secondo quarto del III e l’inizio del II millennio a.C. ha restituito straordinarie evidenze di un ‘long-distance trade’ tra i principali centri del Vicino Oriente. In particolare, le evidenze di attività manifatturiere nell’insediamento e la scoperta di ingenti quantitativi di pietre non lavorate semi-preziose come lapislazzuli, turchese, alabastro e altro hanno permesso di riconoscere, nel centro del Sistan, un’area di approdo, stoccaggio, lavorazione e redistribuzione del materiale destinato per un fabbisogno interno e per un domanda esterna da riconoscersi nelle oasi dell’Oxus, nelle fertili valli dello Halil (Jiroft), nelle pianure della valle dell’Indo e nelle aree alluvionali mesopotamiche, le cui evidenze archeologiche provenienti dai maggiori centri del sud (Ur), della Diyala (Khafaja), del medio corso dell’Eufrate (Mari) e dell’Alta Mesopotamia (Tepe Gawra), assieme a quelle della Siria Interna (Ebla), risultano decisive per confermare la presenza di due maggiori itinerari commerciali che sfruttarono, a nord, la via del Khorasan (ben conosciuta dai più tardi testi dei geografi arabi) e, a sud, la via marittima del Golfo Persico che, a partire dalla seconda metà del III millennio a.C., gradualmente sostituirà l’arteria settentrionale.

Con la fine del III millennio a.C. la floridità del maggiore centro del Sistan dovette scomparire progressivamente e improvvisamente, per cause perlopiù misteriose che coinvolsero i maggiori centri di tutta l’Asia Media. Shahr-i Sokhta, come i maggiori centri della civiltà Harappana, cesserà la propria esistenza colpita da una crisi che la ricerca archeologica tende a spiegare, non senza incertezza, con un radicale e repentino cambiamento climatico che avrebbe colpito quei centri, la cui sussistenza risiedeva principalmente nelle risorse idriche della regione.

I più recenti studi hanno raccolto dati che cambiano la cronologia del centro di Shahr-i Sokhta, restituendogli una nuova sequenza stratigrafica e cronologica che ‘alza’ la vita dell’abitato di circa 3/4 secoli. Significative evidenze fanno pensare che il sito si comportasse come un centro dalla struttura eterarchica: gruppi clanici di origini tribali dissimili convissero in uno stato di equilibrio sociale in cui gli aspetti gerarchici furono destinati solo all’interno di ogni singolo gruppo, in un regime di equilibrio economico dettato verosimilmente dalla prosperità che il centro dovette avere durante la prima metà del III millennio a.C. Questa eterogeneità, basata su un complessivo equilibrio sociale interno al clan e tra gruppi, impedì la centralizzazione delle risorse dell’insediamento e con esse il sorgere di una classe dominante sul sito e nella sua regione; un passaggio mancato che non produsse una centralizzazione amministrativa e la standardizzazione degli strumenti generalmente usati per il controllo delle realtà economiche su larga scala. Anche le recenti straordinarie scoperte di centinaia di proto-tavolette in argilla, usate per la registrazione contabile all’interno di singoli edifici, devono essere considerate forme di contabilità amministrativa di matrice famigliare, destinate al calcolo e alla gestione del surplus economico prodotto.