Levante – La sua “Tikibombom”, in versione Home Version, è un successo.

Straordinaria la “home version” di Tikibombom, il brano che Levante ha portato a Sanremo e che in questi mesi ha scalato le hits parade. Una versione molto “intima”, ideata, girata, diretta e montata da lei nel periodo dell’emergenza Codiv 19. ” Tikibombom (home version) è tutta la verità su questo isolamento. “Non so perché mi capita di scrivere prima quello che poi mi succederà… – ha scritto sui social Levante – ma in questa bolla ho vissuto tutti i mostri e le solitudini possibili che racconto in questo brano, scritto a novembre 2019. È un giorno di grande malinconia per me e per molti che come me vedono la musica e la vita in modo diverso, salvifico, onesto, profondo. La riascolto ancora per ricordarmi chi sono. Ma non è finita qui. Ce ne ricorderemo per sempre – ha continuato la cantautrice – di questo momento e rimarrà anche nella memoria di quelli che verranno. Io ho ritratto il mio momento di quarantena, ho ripreso il suono che ha il silenzio, il volto della solitudine. Ho realizzato questo video perché Tikibombom lo meritava, lo meritavano gli animali di cui parlo, le anime che amo. Buona visione.”

“Naftalina” è il titolo del nuovo singolo di wLOG in uscita il 22 maggio

“Naftalina” è il titolo del nuovo singolo diwLOGin uscita in digitale e in radio a partire da venerdì 22 maggio: in questa canzone, l’artista milanese ha cercato di mantenere il suo suono basandosi su metrica, melodia e completando la base elettronica con chitarra elettrica e basso. Un brano che anticipa l’estate ma anche i suoni sperimentali, vivaci e futuristici dell’Ep che uscirà a breve.

“ ‘Naftalina’ racconta la storia di un cuore amante che si spezza, un sentimento claustrofobico chiuso in un cassetto nascosto dal mondo. – spiega wLOG -. Come la naftalina, che nasce per proteggere ma che può essere anche tossica, anche i rapporti effimeri e apparentemente facili da gestire possono avere un effetto collaterale. Scegliere di proporsi come svago e leggera via di fuga ad una persona già innamorata può essere molto pericoloso. È la fotografia di ciò che rimane dopo che si è regalato il proprio corpo per ego o per proiezione verso un modello stereotipato.”

Nel branogli incontri diventano elemento di solo e semplice svago per chi torna in coppia veicolandone gli aspetti perversi mentre al contrario sono un elemento di grande delusione e sofferenze per chi, fuori dal cliché prestabilito, si innamora inaspettatamente – prosegue wLOG-. Rimane l’impossibilità di esternare le proprie pulsioni e la necessità di uscire da un certo ruolo. Tempo perso per un cuore che non può esternare la propria delusione, ma deve ostentare forza e sicurezza.”

Note biografiche: wLOG è un cantautore milanese: la sua musica si muove tra il prog, il punk, l’elettronica, l’indie e il pop. Esordisce come solista nel 2018. Nel marzo 2019 esce il primo album “wLOG”. Il sound viene definito switch pop: un groove familiare, ma allo stesso tempo lontano da ciò che si è abituati ad ascoltare. wLOG vuole trasportare verso il futuro la purezza della canzone, della melodia, del sentimento e del testo intimo. Un lancio di nuove miscele di suoni fusion tra clubbing, edm, synth e spunti sperimentali.

BOAVISTA – “IL MONDO CHE VORREI” : il nuovo singolo della band pop-rock bolognese

“Il mondo che vorrei” racconta gli stati d’animo di chi vive un nuovo inizio. È un brano intriso di tastiere, synth e groove incalzanti, prodotto da Filippo Manni e scritto dai Boavista in collaborazione con il noto autore romano Paolo Amati (Bungaro, Mietta, Biagio Antonacci, Gianni Morandi).

Il singolo precede un album in uscita il prossimo autunno.

I Boavista sono una band pop-rock made in Bologna, formata nel 2019 da una idea di Simone Tancredi e Luigi Bellanova. Se pur di recente formazione i Boavista vantano numerosi palchi e ore di studio provenienti dal background di ogni singolo componente del gruppo, esperienza che si traduce in sonorità con influenze che oscillano dal rock americano al pop inglese con forti richiami al cantautorato italiano.

Come sarà il Post Covid? Esperti e gente comune ridisegnano il futuro con CoviDesignJam MH

Quotidianità e relazioni, lavoro e imprenditorialità, mobilità e viaggi, cultura e intrattenimento, istruzione e formazione: sono questi i temi sui quali si concentrerà la COVIDesignJam

Persone comuni, artisti, stakeholder, sportivi e professionisti virtualmente riuniti dal 22 al 24 maggio su miro.com immaginano soluzioni positive di adattamento al Covid–19, per ridisegnare il nostro futuro, conciliando le nuove necessità alla quotidianità, alla socialità e non solo, proponendo nuovi orizzonti progettati a misura d’uomo.

COVIDesignJam nasce da Digital Entity NOIS3, due agenzie di design già presenti con il loro lavoro nel nostro vissuto quotidiano, progettisti dietro le quinte delle nostre vite, che propongono soluzioni quasi cucendole addosso alle nostre necessità. Loro è l’idea di una Design Jam dedicata a come dovremo convivere con il Covid-19 nei nostri gesti quotidiani. Il tema non  le regole più manifeste, come il distanziamento fisico o lo stare in fila, ma anche il nostro essere sociali: come saluteremo i nostri amici? Quando e dove potremo vederli? Che ne sarà delle nostre cene ai ristoranti o degli aperitivi? Che cosa significa turismo di prossimità, materialmente come funzionerà? E se volessimo andare al cinema o a un concerto?

La Design Jam è un format, una maratona progettuale lunga un fine settimana, fatta di persone che si ritrovano senza avere nulla di preordinato se non le proprie esperienze, pronti per progettare soluzioni.

Come in una jam session fra musicisti, nella quale si suona insieme improvvisando e unendo i propri bagagli culturali e creativi, in una design jam l’ingrediente fondamentale è l’ibridazione fra i diversi approcci. Intorno ai tavoli durante la jam ci saranno i protagonisti di quei settori che maggiormente necessitano di trovare nuovi modi: per viaggiare, andare a scuola, mangiare in un ristorante, lavorare.

COVIDesignJam è un fine settimana durante il quale pensare proposte per risolvere le necessità quotidiane, le nuove esigenze imposte dall’emergenza coronavirus; guardando al presente per immaginare un futuro che offra soluzioni, attraverso il confronto in diverse sessioni per offrire risposte e soluzioni a governanti e società civile.

Al centro delle Design Jam e quindi anche della COVIDesignJam ci sono i Designer.

Vi siete mai chiesti chi ha deciso che il principale pulsante degli smartphone fosse a portata di pollice? I designer. Chi ha progettato l’utilizzo di siti così facilmente consultabili anche dai nostri nonni? I designer. Perché le posate sono le primo cassetto della cucina? Sempre i designer.

Quegli stessi designer che a loro volta hanno deciso di chiamare a raccolta dal 22 al 24 maggio colleghi, addetti ai lavori, esperti, ma anche gente comune e cittadini per provare a far convivere le necessità quotidiane con le nuove modalità di vita imposte dal Covid-19.

Come ripensiamo la socialità? La vita pubblica? I viaggi? La mobilità? L’istruzione?

Probabilmente per qualche istante, durante il lockdown, anche noi abbiamo provato cosa significhi guardare il mondo con gli occhi di un designer. Mentre cercavamo soluzioni ai problemi che di giorno in giorno abbiamo affrontato in casa, nel lavoro, nella gestione delle nostre vite in un ambiente improvvisamente molto diverso dal solito abbiamo unito competenze, informazioni, risorse e idee.

Addio a Ezio Bosso, la sua toccante e indimenticabile musica vivrà in eterno

La redazione di 360gradiwebtv è profondamente addolorata per la prematura scomparsa di Ezio Bosso.  A soli 48 anni ci lascia l’eccellente pianista, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale. Soffriva di una malattia degenerativa che aveva imprigionato spietatamente il suo talento e l’anima nel corpo. L’artista torinese nel 2011 subì un delicatissimo intervento per un tumore al cervello che compromise l’uso delle mani. Nonostante ciò aveva continuato ad incantare e coinvolgere il pubblico con la sua delicatezza, il suo talento innato, la sua forza, la sua umiltà e con quell’amore appassionato e viscerale per la musica. Quest’ultima – diceva Bosso – insegna a vivere, ad ascoltare e può essere in tanti casi una vera e propria terapia. Nella musica risiede la libertà. Il maestro ha cominciato a suonare all’età di 4 anni, a 16 anni invece ha debuttato in Francia come solista, studiando contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collaborando con diverse orchestre europee tra cui la Chamber Orchestra of EuropeFestival Strings LuzernDeutsche Kammer-Virtuosen. Prestigiose le collaborazioni con le più grandi istituzioni musicali come la Royal Festival Hall of London, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colòn di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Festival di Perelada, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, Vilnius Filarmonica. St. Martin in the Fields. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti come il Green Room Award in Australia o il Syracuse New York Awardin USA. La sua musica è commissionata e utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij

 Qui di seguito l’ultima e indimenticabile intervista per Il Salotto di Bry .

La Parrocchia Regina Pacis di Angri dona un monitor multiparametrico e presidi sanitari al Pronto Soccorso dell’Ospedale Covid19 di Scafati.

“Con cuore ricolmo di gioia anche noi, come comunità parrocchiale di Regina Pacis di Angri, abbiamo voluto fare la nostra piccola parte a sostegno del Pronto Soccorso dell’Ospedale Covid19 M. Scarlato di Scafati: questo piccolo gesto di nobile solidarietà si realizza proprio oggi 8 maggio, giorno in cui siamo così felici perché celebriamo la Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei recitando la preghiera della Supplica. Vorrei così salutare, nome di tutta la nostra comunità, il Direttore del P.S. Covid19 Dott. Rino Pauciulo e nella sua persona tutto il personale sanitario del vicino Ospedale di Scafati. Grazie al lancio di una campagna di donazioni, sono stati tanti i fedeli e gli amici della nostra parrocchia a fare la propria parte. La bella cifra raccolta di poco più di 5.000 euro ci ha permesso di poter acquistare un monitor multiparametrico con display touch screen completo di accessori: una strumentazione che permette, con maggiore immediatezza e sicurezza, di monitorare i pazienti che arrivano nel Pronto Soccorso Covid 19; inoltre abbiamo anche donato 380 paia di calzari per il personale sanitario, un modo per ricordarci che in questa battaglia siamo chiamati a camminare tutti insieme! Il nostro è solo un piccolo segno che però è sostenuto da un cuore grande. Per esprimere i nostri sentimenti vorrei prendere a prestito alcune parole di una favola che ho raccontato ai nostri bambini in questo tempo di pandemia: Mentre il leone prendeva in giro il piccolo colibrì che si tuffava nel fiume e prendeva ogni volta una goccia d’acqua per spegnere l’incendio nella foresta, ad un certo punto tutti gli animali furono contagiati da quell’esempio e fecero la loro parte. Fu così che il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse: “Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti ma pieni di coraggio e di generosità. Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d’acqua può essere importante e che «insieme si può» spegnere un grande incendio. D’ora in poi tu diventerai il simbolo del nostro impegno a costruire un mondo migliore, dove ci sia posto per tutti, la violenza sia bandita, la parola guerra cancellata, la morte e la fame solo un brutto ricordo”. Il nostro pensiero va a tutti gli operatori sanitari che hanno dato la vita e continuano a spendersi in una vera e propria missione. Ecco, allora, il mio grazie a quanti hanno voluto rendersi partecipi di questo gesto di amore e di speranza, che esprime quei valori della condivisione, della solidarietà e della carità, espressione di un vangelo vivente a cui tanto spesso fa riferimento papa Francesco.”

La nostra amata patrona, la Regina della Pace, tutti accolga e protegga sotto il suo manto.

In fraterna comunione don Antonio Cuomo e la comunità parrocchiale

CUCINARE A 360 GRADI: Charlotte alle fragole

Ingredienti

  • Savoiardi 1 confezione
  • Fragole 800 g
  • Panna 300 ml
  • Gelatina 6 fogli
  • Zucchero a velo 180 g
  • Limone 1 succo

La famosa e squisita charlotte alle fragole è un dolce francese, fresco e gustoso da assaporare. Fate ammorbidire i fogli di gelatina in acqua tiepida e nel frattempo lavate e pulite le fragole, tenendone da parte alcune per la guarnitura finale.

Frullate le altre fragole con 100 grammi di zucchero a velo e il succo di limone, passate quindi la polpa ottenuta in un setaccio fine e tenete circa 300 grammi al fresco per la purea.

Scolate le foglie di gelatina facendole sciogliere per pochi minuti a fuoco lento in una casseruola con un pò d’acqua, intanto montate la panna fresca con 50 grammi di zucchero a velo e aggiungete la purea di fragole.

In uno stampo adagiate i savoiardi sul fondo e sui lati, guarnitelo fino a metà con la panna, ricoprite con uno strato di biscotti, aggiungete uno strato di crema e terminate con uno strato di biscotti.

Mettete la torta in frigo per 5 ore, al momento di servire in tavola rovesciate lo stampo, cospargete di zucchero a velo e decorate con le fragole messe precedentemente da parte.

‘Arte per la libertà’ torna con #NESSUNOESCLUSO: PROROGATA AL 25 MAGGIO LA SCADENZA DEL BANDO PER IL PREMIO AMNESTY EMERGENTI PER CANTAUTORI

Dopo il successo di “Restiamo a casa Live” con un calendario di un intero mese, 30 performance artistiche e oltre 100.000 visualizzazioni sui social, riparte la nuova programmazione in streaming di “Arte per la Libertà”, il festival della creatività per i diritti umani, nato dall’unione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” e “DeltArte – il Delta della Creatività”, un’anima più musicale e una più artistica.

Per il mese di maggio, a partire dal giorno 5, la programmazione è dedicata alla campagna di Amnesty International Italia #nessunoescluso, legata al diritto alla salute. Un diritto universale che deve essere garantito anche a chi non ha un’assistenza sanitaria adeguata, a chi non ha una casa, o vive in condizioni di precarietà.

Riguardo alla campagna #nessunoescluso, il direttore artistico Michele Lionello dichiara che: “Solo se oggi ci prendiamo cura anche chi non ha una casa, non ha un pasto caldo, non ha accesso ai dispositivi di protezione potremo uscire da questa pandemia e ripartire più forti domani”. Come sottolinea la curatrice Melania Ruggini, “i nostri festival e in più in generale la cultura del nostro Paese non devono fermarsi proprio ora e devono continuare a dare regalare emozioni autentiche e momenti di unione. Con il linguaggio della creatività, le performance artistiche e le aste di beneficenza vogliamo sensibilizzare e sostenere anche economicamente questa campagna”. Lionello conclude spiegando che “in questa situazione di emergenza, per fare in modo che il diritto alla salute sia garantito a tutti, nessuno escluso, Amnesty International ha deciso di collaborare con alcune associazioni che operano in prima linea per difendere le persone più vulnerabili”.

Tutti gli appuntamenti streaming sono alle ore 18.00 in diretta da pagina Facebook di Arte per la Libertà (www.facebook.com/arteperlaliberta/) per essere poi rilanciati nelle altre piattaforme social di Instagram, Youtube e Twitter.

Il primo appuntamento, martedì 5 maggio, è con il Presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo, a inaugurare la programmazione presentando la campagna #NESSUNOESCLUSO. Alle performance artistiche partecipano l’artista fotografa Valentina Tamborra con due nuovi reportage, il team di teatro civile “Orizzonte degli Eventi” con “Grida d’Antilope”, la compagnia di danza “Motus” con “In-Flussi”, la compagnia teatrale “Minimiteatri” con “Rosa Balistreri”, la compagnia teatrale “Chièdiscena” con “Spoon River” e l’autrice Vera Munzi con il progetto “Fogli di carta”. Gran finale giovedì 28 maggio con tantissimi artisti con cui festeggeremo il 59° compleanno di Amnesty International.

A fianco delle performance in streaming tornano le aste di beneficenza con le opere donate dagli artisti a favore di #nessunoescluso. All’asta partecipano gli artisti Antonella Porfido, Valentina Tamborra, Iapimh, Luka!, La fille Bertha, Zentequerente, Inalienabile – Musica e diritti umani, Marco Mei. L’asta a rialzo durerà 24 ore e per assicurarsi l’opera si potrà accedere sul profilo social dell’artista e di Arte per la Libertà proponendo il proprio prezzo.

Tutte le info sulla campagna e come sostenerla su: www.amnesty.it/nessunoescluso/

FRANCESCO LIPPELLI – Moon dust: il 7 maggio la composizione inedita del giovane pianista e produttore calabrese

Francesco Lippelli è un giovane pianista, compositore e produttore musicale. Ha lavorato nella veste autore e arrangiatore di Alessandro Casillo e per la trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.“Moon Dust” è un malinconico brano strumentale dedicato alla luna, simbolo della creazione cosmica. Da un punto di vista introspettivo, la luna rappresenta per il compositore la profondità dell’“io” nascosto, della magia e dell’esoterismo. La musica che affiora sul pentagramma diventa per questo la voce del proprio inconscio. Il brano farà parte dell’album in uscita il 28 maggio“Apple Tree, un albero di mele che raccoglie otto brani inediti create, interpretate e prodotte dallo stesso Lippelli.

Curiosità: Vincenzo De Luca con il lanciafiamme diventa a Napoli un’originale bomboniera di laurea

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca aveva pronunciato queste parole in piena emergenza Covid 19 : “Mi arrivano voci di persone che vogliono organizzare feste di laurea. Mandiamo i Carabinieri con il lanciafiamme se la fate”. Il laboratorio “Le ceramiche artigianali” di Napoli ha realizzato per le lauree una simpatica bomboniera con il governatore e il lanciafiamme.  “Era nata come caricatura ironica, mai avrei immaginato che mi chiedessero di farla davvero come bomboniera” – ha dichiarato il titolare

Il team del Prof. Antonio Giordano scopre una proteina nota per il suo ruolo nella regolazione dell’espressione genica

Da Siena a Philadelphia passando per Avellino e Napoli. Passa per queste città la scoperta che porta un contributo alla lotta contro i tumori. Dopo quattro anni di ricerca finanziati con fondi statali e federali americani lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nucleic Acids Research dell’Università di Oxford. Si tratta di una proteina nota per il suo ruolo nella regolazione dell’espressione genica, cioè quel cammino che dal gene porta alla produzione della proteina corrispondente, che ha in realtà un compito fondamentale nel prevenire l’accumulo di mutazioni e l’insorgenza di malattie come il cancro.
La sua sigla – come riporta l’Ansa – è HNRNPD e chi ha svelato questo ruolo sono i ricercatori del gruppo di Antonio Giordano, Direttore dell’Istituto Sbarro per la ricerca sul cancro presso la Temple University di Philadelphia (Usa) e professore all’Università di Siena. Lo scienziato ha messo insieme un team interamente italiano che, dopo quattro anni di ricerca finanziati con fondi statali e federali americani, ha pubblicato sulla rivista Nucleic Acids Research(dell’Università di Oxford) uno studio sul ruolo della proteina HNRNPD nella riparazione del Dna: “Quando i nostri meccanismi di riparazione non funzionano più – spiega Giordano – si verificano non solo tumori ma anche altre patologie e il nostro studio aiuterà anche a chiarire la funzione che alcuni farmaci hanno o potrebbero avere nel cercare di fermare la progressione tumorale”. Direttore dell’Istituto Sbarro per la ricerca sul cancro presso la College of Science and Technology at Temple University, Giordano ha creato un team composto da ricercatori italiani presenti a Philadelphia in costante contatto con i team italiani dell’ Università degli Studi di Siena, dell’Istituto Tumori di Napoli Pascale e CROM di Mercogliano (Avellino).
L’abilità delle cellule di riparare il Dna danneggiato è fondamentale nello sviluppo del cancro. Gli autori dello studio “hanno scoperto – spiega Giordano – che silenziarel’espressione di HNRNPD influisce negativamente sulla risposta globale al danno del Dna. Ma hanno anche dimostrato che l’eliminazione totale di HNRNPD compromette la risposta cellulare al danno al Dna indotto dal farmaco chemioterapico camptotecina e rende le cellule tumorali più sensibili a questo farmaco e anche all’olaparib, un farmaco che mira specificamente al processo di riparazione del Dna usato contro alcuni tipi di cancro al seno e delle ovaie”.
I ricercatori hanno identificato HNRNPD con un approccio noto come ‘gene fishing’ (pesca genetica) utilizzando una struttura sintetica di Dna progettata da Luigi Alfano Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” Crom Centro Ricerche Oncologiche , autore principale dello studio) nel laboratorio ‘Ciclo cellulare e cancro’ coordinato da Francesca Pentimalli. E nella ‘pesca genetica’, la struttura sintetica di Dna è stata utilizzata come ‘esca’ per catturare le proteine nucleari in grado di legarsi con essa. Un gruppo di tali proteine è stato isolato e successivamente identificato da Luca Binie Claudia Landi dell’Università di Siena. Tra queste i ricercatori si sono concentrati su HNRNPD la cui perdita induce senescenza cellulare e invecchiamento prematuro nei topi, caratteristiche associate a una difettosa risposta al danno del Dna. “L’identificazione dei meccanismi di riparazione del Dna – osserva Giordano – si è rivelato un approccio potente per la terapia del cancro, come esemplificato dall’uso clinico dell’olaparib per il trattamento di vari tumori. L’identificazione di HNRNPD potrebbe essere utile per progettare nuovi approcci antitumorali“.

PREMIO BINDI: in scadenza il bando del contest per cantautori

Scade il 1° maggio il bando di concorso per la 16a edizione del Premio Bindi di Santa Margherita Ligure (Genova), uno dei più prestigiosi concorsi e festival italiani dedicati alla canzone d’autore e intitolato a Umberto Bindi, una delle colonne della scuola genovese dei cantautori.

L’iscrizione è gratuita e deve essere effettuata tramite il form presente sul sito www.premiobindi.com nell’apposita sezione. Sul sito è disponibile anche il bando completo del concorso.

Il contest è riservato a singoli o band che compongano le proprie canzoni. Non ci sono preclusioni per il tipo di proposte artistiche, da quelle stilisticamente più tradizionali a quelle più innovative. Fra tutti gli iscritti, verranno selezionati gli artisti (al massimo otto) che si esibiranno nella finale del contest, di fronte ad una prestigiosa giuria composta da musicisti, giornalisti e addetti ai lavori. La finale è al momento prevista per l’11 luglio.

Caratteristica del Premio Bindi è quella di non premiare una singola canzone ma l’artista nel suo complesso, dal momento che tutti i finalisti avranno modo di eseguire ben quattro canzoni, tre proprie e una cover.

Al vincitore assoluto andrà la Targa Premio Bindi e una borsa di studio in denaro, ma fra i finalisti verranno assegnate anche la Targa “Giorgio Calabrese” al miglior autore, la Targa “Migliore canzone”, scelta in base ai canoni radiofonici e la Targa “Beppe Quirici” al miglior arrangiamento. Altri premi potranno aggiungersi nei prossimi mesi.

Il Premio Bindi si avvale della direzione artistica di Zibba ed è organizzato dall’Associazione Le Muse Novae. È sostenuto dal contributo del Comune di Santa Margherita Ligure e dalla Regione Liguria.

Le scorse edizioni del Premio sono state vinte da Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), Fabrizio Casalino (2012), Equ (2013), Cristina Nico (2014), Gabriella Martinelli (2015), Mirkoeilcane (2016), Roberta Giallo (2017), Lisbona (2018), Micaela Tempesta (2019).

Per maggiori informazioni:

Associazione Culturale Le Muse Novae:  www.premiobindi.com –