Joe Balluzzo va 1000 KM A NORD con il nuovo singolo

A qualche mese di distanza dall’ultimo singolo, arriva il nuovo brano di Joe Balluzzo1000 Km a nord, che amalgama passato e futuro del cantautore romano e anticipa l’uscita dell’album. 

Il brano sarà in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 7 maggio, e da domani in pre-save su Spotify.

1000 Km a Nord racconta la crisi di una storia d’amore, quel momento in cui il calore diventa gelo spazzando via la passione, l’incomprensione prende il sopravvento sulla comunicazione e, a far da sottofondo, rimane solo il volume della televisione.

«In 1000 Km a Nord ho voluto raccontare la crisi di una storia d’amore tra due persone utilizzando la metafora delle strade. Mi piace immaginare la come il tragitto su una strada sulla quale capita di incontrare altre persone che la percorrono insieme a noi. – racconta Joe – Si attraversano paesaggi bellissimi e si ammirano tramonti mozzafiato, ma capita anche di trovare delle gallerie, in cui si perde la linea e quindi la possibilità di comunicare. Può succedere, quindi, di uscire da queste gallerie e accorgersi di aver preso due strade diverse. Ma non si può tornare indietro, si può solo andare avanti, con la speranza di condividere nuovi paesaggi e nuovi tramonti.»

È una canzone per chi ama sognare, e per chi ha il coraggio di ricominciare. Un passaggio tra chi eravamo, chi siamo e chi saremo. Con un testo che svela un lato intimista e romantico, anche quando qualcosa non va come si vorrebbe; del resto, anche le storie migliori possono finire. E allora ci si ritrova 1000 km a nord!

L’artista qualche anno fa ha firmato con l’etichetta indipendente Ultratempo e pubblicato il suo primo disco Tra i miei colori, ha partecipato e vinto il Cantagiro, si è esibito a Roxy Bar ed altri eventi. Di recente ha partecipato alla finale del Proscenium eseguendo il brano Oggi è un altro giorno con un’orchestra di 35 elementi.

Nel 2019 ha pubblicato con ottimi riscontri il singolo Stella Cadente, un omaggio a Il Piccolo Principe. Nel 2020 è uscita la versione spagnola dello stesso brano, Hoy es otro dia, e il remix della dj spagnola Blondex, poi in autunno è arrivato il singolo Scusami ma sono felice. A maggio 2021 esce 1000 Km a nord.

La campana Olimpia Sales ai David di Donatello 2021 con il suo corto “L’oro di famiglia”

“L’oro di famiglia”, del regista siciliano Emanuele Pisano e dell’autrice campana Olimpia Sales, candidato nella categoria “Miglior Cortometraggio” ai premi “David di Donatello 2021”.

 Un successo enorme per il cortometraggio indipendente prodotto e distribuito da “Pathos Distribution”, casa di produzione e distribuzione cinematografica che punta a diffondere i cortometraggi d’avanguardia, sperimentali, innovativi nei festival e nel circuito delle vendite su piattaforme streaming e TV.

 A poco più di 1 anno dalla prima proiezione, il corto ha già messo in bacheca il premio “Rai Cinema Channelall’Ortigia Film Festival, ha ricevuto più di 30 premi in festival nazionali ed internazionali ed è stato anche selezionato dalla “Federazione italiana cinema d’essai – FICE” per l’iniziativa “Cortometraggi che passione“.

Diretto da Emanuele Pisano, autore assieme ad Olimpia Sales anche della sceneggiatura, protagonista del corto è l’attore siciliano Danilo Arena. “L’oro di famiglia” nasce da un’esigenza: raccontare il legame viscerale che attanaglia l’uomo alle proprie origini e al proprio passato.

Salvo, il protagonista, ed il suo amico Fabrizio rapinano una villa che sembra promettere grandi guadagni. I due portano la refurtiva da un rigattiere, ma riescono a racimolare solo pochi spiccioli. Tra la refurtiva rimasta invenduta c’è un album di foto di famiglia. Salvo è un duro ed ha cose più importanti per la testa, ma il pensiero che lui non abbia neanche una foto ricordo inizia a balenargli in mente portandolo alla ricerca del suo album di famiglia.

Nato nel 1988 a Scordia, in provincia di Catania, Emanuele Pisano si laurea nel 2009 al Dams di “Roma Tre”. Raggiunge la notorietà nel circuito dei cortometraggi nel 2009 con “Rec Stop & Play”, che ottiene diversi riconoscimenti, fra cui il premio come miglior corto al “Taormina Film Fest”. È regista di molti videoclip musicali per artisti del calibro di Ultimo, Briga, Mostro, Lowlow e Gianluca Grignani. Tra il 2018 e il 2019 dirige la seconda e la terza stagione della serie “Sara e Marti” per Disney Channel. Ha inoltre curato la regia di “Sara e Marti – Il film”. Dal 2014 lavora come regista televisivo per diversi programmi Rai, Mediaset e Discovery.

“Lo stile di regia scaturisce dal desiderio di entrare il più possibile dentro la storia: la macchina da presa si trasforma così in un ulteriore attore che sconfina all’interno dei luoghi calpestati dal protagonista – afferma il regista Emanuele Pisano – Tuttavia si tratta di uno sguardo volutamente impreciso. Ho infatti cercato di lavorare sull’imprevedibilità delle scelte prese di volta in volta dal personaggio. È per questo che la macchina spia, ma non anticipa mai i movimenti del protagonista: si limita ad aspettare le sue decisioni”.

Olimpia Sales nasce a Pagani, in provincia Salerno, nel 1990. Dopo il liceo, si si laurea al Dams di “Roma Tre” e poi al dipartimento di “Arti, musica e spettacolo” de “La Sapienza”. Nel 2015 è tra gli sceneggiatori di “063139”, web series vincitrice del Premio Solinas. Dal 2016 lavora come autrice televisiva e sceneggiatrice per serie tv kids in onda su Disney Channel e Rai Gulp.

“La necessità del protagonista è quella di vivere di nuovo un momento legato al proprio passato. È un impulso che lo spinge a deviare i suoi passi per rimettere a posto quel che di più prezioso possa avere un nucleo familiare: i ricordi. Il protagonista del corto, quindi, galleggia nella speranza che un ricordo, offuscato dal tempo, possa ritornare vivido tramite delle semplici foto – ha affermato Olimpia Sales, autrice della sceneggiatura assieme al regista Pisano – La nostalgia verso ciò che si è stati e verso la propria famiglia non ci abbandona mai: è una maledizione a cui siamo condannati tutti”.

Protagonista de “L’oro di famiglia” è l’attore siciliano Danilo Arena. Dopo essersi laureato più volte come campione italiano di danze caraibiche, all’età di 21 anni Danilo Arena riceve la borsa di studio presso il “College Arti e Mestieri dello Spettacolo” di Catania, che frequenterà per due anni diplomandosi, e nel 2017 alla “Scuola di Cinema” di Roma “Sentieri Selvaggi”. L’esordio in Rai avviene con le produzioni “Che Dio ci aiuti 4” e “Prima che la notte”. Nel 2018 Danilo prende parte al videoclip “I tuoi particolari” del cantautore Ultimo, in occasione del quale fa la conoscenza del regista Emanuele Pisano. Nel settembre 2019 l’attore collabora con il regista Guido Chiesa per il film commedia dal titolo “Cambio tutto“, al termine del quale prenderà parte anche alla serie “Romulus” per la regia di Matteo Rovere ed Enrico Maria Artale. A settembre 202, Danilo riesce a firmare il primo contratto da protagonista ne “Il Cacciatore 3“, serie tv Rai per la regia di Fabio Paladini e Davide Marengo.

Roma Fringe Festival 2021

Nell’inedita veste streaming online su www.teatro.it, il Roma Fringe Festival, dal 18 al 24 aprile 2021, dal Teatro Eliseo e dal Teatro Vascello, torna con 21 spettacoli da tutta Italia per non fermare il teatro.

21 compagnie per altrettante drammaturgie inedite per accendere i riflettori sul teatro indipendente, tutta quella compagine teatrale che non vive di fondi pubblici, di finanziamenti e di supporti istituzionali.

Come ogni anno, anche per questo travagliato 2020-2021, il Roma Fringe Festival porta in scena una fetta importante delle tendenze teatrali contemporanee che spesso, negli ultimi mesi, hanno riflettuto sull’attualità, proponendo analisi, visioni e approcci differenti.

Il percorso che quest’anno propone il Roma Fringe Festival è uno specchio fedele e interpretato attraverso il teatro e l’arte degli ultimi 12 mesi: si parla di donne, di chiusura, di maternità, di sud, di nuovi futuri e ambiente, digitale e orizzonti. Lo fa attraverso uno sguardo lucido che passa attraverso sperimentazioni e inediti linguaggi, tra tradizione e ricerca, proponendo originali forme e inaspettati messaggi. 

Tra le grandi novità del Roma Fringe Festival 2021, oltre allo streaming, c’è la sezione Fringe Tube, che ospita solo progetti di nuove drammaturgie pensati non per lo spazio scenico tradizionale ma per la rete, un luogo ancora tutta da esplorare e da non confondere con lo spettacolo dal vivo che vive di altri sentimenti. La dimostrazione che il Teatro ha sempre le antenne alzate sul tempo che stiamo vivendo. Il Teatro è vivo e vegeto e continuerà ad esserlo nonostante tutto.

Il programma fitto proporrà ogni giorno 3 spettacoli, in scena al Teatro Eliseo di Roma, da fruire in streaming a partire dalle ore 19.30, con la finale che si svolgerà al Teatro Vascello il 26 aprile. 

“Il Fringe di Roma è la festa del teatro indipendente” ha dichiarato il direttore artistico Fabio Galadini, “un Festival che parte dal basso perché si basa soltanto sulle proprie forze e sulla convinzione che tutti, al di là del sostegno pubblico possano e debbano creare ogni giorno per tutto l’anno. Un atto di creatività che non si ferma, che non si arrende e che con tenacia, continua superando tutti gli ostacoli restando fedele a se stesso. Per il vincitore del Roma Fringe Festival c’è una grande opportunità: una tournée teatrale di 12 date nei teatri che compongono la rete di Zona Indipendente, una rete di Teatri dislocati su tutta la penisola,  che si sono messi in gioco per creare una rete Fringe nazionale. Ringraziamo Luca Barbareschi per averci ospitato al Piccolo Eliseo e a Manuela Kustermann  presidente di una Giuria composta da personalità di alto profilo che ospita, ormai da tre anni, al Teatro Vascello  la finale del Roma Fringe Festival 9° edizione. Un grazie a Ferruccio Marotti, al quale noi tutti dobbiamo molto, che guiderà  anche quest’anno la sezione Fringe Talk, luogo di dibattito e di confronto sulle politiche del Teatro indipendente e alla Fondazione Alessandro Fersen che assegnerà il premio Fersen ricerca e innovazione. Il 2021 è l’anno delle grandi difficoltà e delle grandi idee”.

Salute: i benefici del cioccolato

Secondo gli esperti il cioccolato è un alimento ricchissimo di polifenoli, sostanze protettive con azione positiva sul sistema antiossidante del nostro organismo. La cioccolata fondente contiene inoltre minerali, come il magnesio che fa bene all’umore, fosforo e ferro, fibre, vitamine B1 e B2.

Il cioccolato fondente al 70% ha ottimi effetti antiossidanti sull’apparato cardiovascolare. Molti studi scientifici attestano che il consumo regolare di 5 g di cioccolato fondente (pari a un quadratino 2 o 3 volte alla settimana) abbassa la pressione e contribuisce a ridurre il deposito di colesterolo sulle pareti dei vasi sanguigni e protegge dal diabete. 

Il cioccolato aiuta, inoltre, l’agilità mentale potenziando velocità e accuratezza di esecuzione di test che mettono alla prova le proprie funzioni cognitive. Mangiare cioccolato produce le stesse sensazioni di felicità e appagamento di quando ci innamoriamo. Indirettamente, poi, i polifenoli contenuti nel cacao combattono i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento. I flavonoidi rigenerano il metabolismo dei tessuti svolgendo un’efficace azione rassodante. Quindi, grazie all’azione fluidificante svolta dai polifenoli sul sangue, il consumo moderato di cioccolato migliora la circolazione, a vantaggio sia della pelle che dei capelli. La teobromina, invece, contenuta nel cacao contribuisce ad attivare la funzionalità dei reni, stimolando la diuresi, quindi lo smaltimento di liquidi in eccesso.

Eurovision Song Contest: ci sarà il pubblico dal 18 al 22 maggio

Dal Governo Olandese arriva il via libera all’Eurovision Song Contest  che consentirà a 3.500 spettatori di assistere in presenza alla manifestazione canora che si svolgerà a Rotterdam dal 18 al 22 maggio. La la 65ma edizione della kermesse musicale sarà ospitata dalla Ahoy Arena, e nel contest l’Italia verrà rappresentata dai Maneskin, vincitori di Sanremo 2021. I dettagli dell’organizzazione dello spettacolo live saranno resi noti a fine aprile.

Il palazzetto sia riempito solo alla metà della capienza, con i fan che dovranno presentare un test negativo per poter entrare. Gli organizzatori dell’evento – che coinvolge 40 Paesi – hanno accolto con soddisfazione la decisione e si sono impegnati a valutare le opzioni disponibili e a presentare nelle prossime settimane un piano per regolare l’accesso del pubblico in sicurezza.

Viaggiare a 360 gradi: Il romantico Giardino di Ninfa

Sembra un luogo incantato, da favola, uno dei più romantici al mondo: Il Giardino di Ninfa Cisterna di Latina. Quest’oasi naturalistica racchiude i resti di una città medievale con resti di un castello e meravigliosi esemplari di fiori che attirano una fauna variegata. Il Giardino di Ninfa fa parte del Sistema dei Parchi Letterari, dato che ha ispirato scrittori e poeti come Virginia Woolf, Giuseppe Ungaretti e Alberto Moravia.  Fra i molti riconoscimenti, nel 2015, ha vinto il concorso Il parco più bello d’Italia nella categoria Parchi Privati, scelto tra circa mille gioielli naturalistici italiani; nel 2018, ha conquistato il secondo posto all’European Garden Award nella categoria “L’eredità europea dei giardini e del giardinaggio”.

Cucinare a 360 gradi: la Carbonara di Mare

Ingredienti

300 gr di seppie piccole pulite, 200 gr di polpa di cozze, 200 gr di vongole sgusciate, 150 gr di pesce spada, 400 gr di spaghetti, 3 uova, 50 gr di parmigiano grattugiato, 100 gr di pancetta a cubetti, 1 ciuffetto di prezzemolo, 1 cipolla, basilico, 1/2 bicchiere di vino bianco, olio extravergine di olive, sale e pepe nero in grani q.b.

PREPARAZIONE: Tagliare finemente la cipolla e imbiondirla in una padella con l’olio e pancetta. Tagliare a piccoli cubetti il trancio di pesce spada, tagliuzzare le seppioline e aggiungere il tutto nella padella con l’olio. Aggiungere il vino e cuocere a fuoco lento per circa 10 minuti.

Aggiungere cozze e vongole, un po’ di prezzemolo tritato e un pizzico di sale. Cuocere per circa 15 minuti. Portare ad ebollizione una pentola di abbondante acqua salata e cucinare gli spaghetti.

Nel frattempo sbattere i tuorli delle uova con un pizzico di sale e il parmigiano. Aggiungere la pasta nella padella con il condimento. Aggiungete l’uovo sbattuto e girate il tutto velocemente. Decorate il piatto con una macinata di pepe e qualche foglia di basilico fresco. Buon appetito!

Sta per partire la 33esima edizione del Premio Charlot

“Ricominciamo”, sarà questo il semplice slogan che accompagnerà la 33esima edizione del Premio Charlot, che, come di consueto si terrà a Salerno nel mese di luglio, grazie al contributo della Regione Campania, del Comune di Salerno e dell’Autorità Portuale. Tanti gli appuntamenti ai quali il patron e direttore artistico Claudio Tortora sta lavorando, per cercare di offrire al pubblico serate uniche, ma soprattutto piacevoli, che possano per qualche ora far dimenticare tutto ciò che stiamo vivendo. Reduce dal successo ottenuto nell’edizione del 2020, che vide come grandi protagonisti artisti del calibro di Antonello Venditti, Fiorella Mannoia, Ron, e l’orchestra di Sanremo diretta dal maestro Leonardo De Amicis, per questa nuova edizione del Premio Tortora ha già programmato interessanti novità. Cinema, musica e cabaret non mancheranno, ma la vera chicca sarà una serata dedicata ad un grande poeta, drammaturgo e regista teatrale europeo. Una serata che vedrà tante forme di spettacolo e d’arte incontrarsi sul palcoscenico, con grandi ospiti che avranno il compito di far rivivere l’autore premio Nobel, attraverso le loro interpretazioni. “Sarà un vero e proprio evento – spiega ancora Claudio Tortora – una serata d’Onore, quella che ogni anno con il Premio dedichiamo ad un personaggio che ha lasciato il segno nella musica, come nel teatro, o nella poesia”. Ovviamente questo non sarà il solo grande appuntamento che il Premio Charlot offrirà per la sua 33esima edizione… “A breve partiremo con le selezioni in modalità online dei cabarettisti emergenti, perché al Premio​Charlot la gara dei giovani non può e non deve mancare. Per questo invito tutti coloro i quali volessero partecipare a queste selezioni ad inviarci un breve video ed il loro curriculum all’indirizzo email clatortora@gmail.com Tra tutti i video ricevuti ne verranno selezionati una ventina circa. I giovani selezionati si “sfideranno” in una semifinale online che terremo tra fine maggio e i primi di giugno. Tra questi la giuria sceglierà i sei che poi verranno a Salerno per la serata finale dove si sfideranno per aggiudicarsi lo Charlot Giovani”. Il sipario della 33esima edizione del Premio Charlot, si alzerà come di consuetudine in concomitanza con il “Sea Sun, festa del Mare”. A seguire si terrà al Teatro Delle Arti una mini rassegna cinematografica… “in collaborazione con la Cineteca di Bologna – prosegue il direttore artistico – e che quest’anno sarà dedicata interamente a Chaplin”. Poi spazio al teatro per bambini con la sezione “Charlot Monello”, al teatro comico e al cabaret con spettacoli di grandi artisti italiani e di giovani che si stanno ritagliando il loro spazio nel panorama cinematografico e televisivo, “avremo anche una chicca, – aggiunge Tortora – con uno spettacolo che vedrà protagonista un’artista capace di far sognare, di stupire e regalare emozioni a tutti”. Non mancheranno poi la consegna delle statuette dedicate al grande Chaplin per il cinema, il teatro, i programmi tv, la musica, la fiction, i libri e la pubblicità. Dunque un’edizione da non perdere, un’edizione che vuole essere ancora una volta un omaggio all’artista di cui porta il nome: Charlie Chaplin.

“Minerva”: il nuovo singolo di IANEZ accompagnato dall’onirico videoclip

Minerva, dea della saggezza, nasce da un mal di testa di GioveIanez usa la stessa metafora per descrivere un amore finitouna delusione e l’ossessione del ricordo. Una presenza che continua a vivere in un ambiente condiviso dove ogni cosa, ogni elemento rievoca attraverso le immagini “ciò che è stato” rendendo ancora più desolante la fine della storia. 
 

Un brano a suo modo dolce, semplice, una sirena di sottofondo a sottolineare l’assillante desiderio di provarci ancora perché forse sarebbe potuta andare meglio. Un desiderio che dovrebbe sfociare nella rassegnazione ma, per farlo, è necessario che tu,“ la mia Dea”, esca dalla mia testa per liberarmi e permettermi di mettere un punto senza il quale non è possibile ricominciare. 
 

Il videoclip ideato e realizzato da Antonella Giuliano è stato girato nel “Piccolo circolo garibaldino”, un B&B all’interno di una palazzina signorile nel quale dopo un minuzioso restauro sono state riportate alla luce tutte le fasi della sua costruzione, dal periodo romano, passando per il medievale fino al novecento. Arianna Giampietro è l’attrice che assieme a Ianez interpreta, in una trasposizione d’immagine, la poetica del brano e il suo significato. Lei: “Minerva” è solo un ricordo, ma è così intenso da risultare tangibile, un ricordo del quale liberarsi per ricominciare da capo. 
 

La base del brano è interamente realizzata da Fabio Tumini ex chitarrista della Differenza (Sanremo 2005 con il brano “Che farò”), tour manager, fonico e produttore della Satellite Rec. Le linee di basso sono di Lorenzo D’Annunzio, testi e voce sono di Ianez. Prodotto e mixato negli studi della Satellite Rec.

NINFEA: “Ad occhi aperti” il singolo della giovane cantautrice trentina che dà voce gli adolescenti

Una necessità. Una ragazza che, come tanti suoi coetanei, non può più abbracciare, viaggiare, vivere le piccole e grandi cose. “Ad Occhi aperti” racconta la pandemia dalla parte degli adolescenti, cantata da un’adolescente ed esprime, in musica, il desiderio di ribellione. Ninfea scrive, lasciandosi influenzare dagli artisti più amati, quelle icone che riescono, con parole e musica a raccontare un’emozione. Vasco, Ligabue e Irene Grandi i debiti dichiarati nello stile e nelle sonorità dalla stessa autrice del brano, che racconta: «Con questa canzone voglio mostrare tutto il mio affetto a chi mi ascolta, lanciando un messaggio di conforto e alleanza a ciascuno di loro»

“Andale 2”, il nuovo brano di Sheng

Da venerdì 2 aprile su tutte le piattaforme digitali esce “Andale 2”, il nuovo singolo di Sheng.

Andale 2 è più di un sequel, più di una riconferma, un bolide che varca il muro del suono e irrompe nelle cuffie di chi ha captato la novità Sheng.

Brvss al beat, non c’è rally senza navigatore, non c’è tempo per rispettare quella fila comune, chi l’ha fatta di rado sa che c’è troppo in ballo per attendere. Ancora una volta la storia di chi sogna davvero l’ha raccontata Sheng, parola di chi alza troppo i ritmi perché qualcuno possa acciuffarlo, ne vedremo ancora delle belle e questa bomba ne è l’ennesima prova.

Spiega l’artista a proposito del suo nuovo inedito«C’è una bella alchimia con Brvss, scrivere sulle sue produzioni è del tutto naturale. Il primo capitolo fu un successo, il nuovo è aperto e la posta in gioco è altissima. Ho bisogno di tutti voi, partiamo dal niente per prendere tutto».

Brjan Di Biase, in arte Sheng classe ‘98 di Ceccano (FR) Dai 14 anni approccia il mondo del freestyle come spesso accade, casualmente e per gioco; Ascoltando Hip-Hop sin da bambino, trova la sua dimensione che tanto cercava nel farlo. Nella sua musica viene ispirato dall’attitudine americana, andando a cogliere la cultura dietro questo genere, in un mix di vissuto personale che lo accompagna dall’inizio del suo percorso, lavorando sempre per dare luce a progetti musicali che vengano ricordati, che abbiano un’essenza propria.

L’omaggio a Raffaele Viviani dell’artista Nello Petrucci

Raffaele Viviani, seduto su uno sgabello, si guarda allo specchio di un camerino, ma la sua immagine appare diversa da quella reale. Sul ginocchio c’è una maschera e tante altre giacciono ai suoi piedi, forse già indossate o forse ancora no.

È l’ultima, emblematica, opera di street-art realizzata da Nello Petrucci, che nei giorni scorsi è comparsa a Castellammare di Stabia, al civico 14 di Via Viviani, proprio sulla parete di quella che fu la casa natale di uno dei più grandi protagonisti del teatro italiano della prima metà del Novecento.

L’omaggio di Petrucci a Raffaele Viviani è arrivato praticamente in concomitanza con il 71esimo anniversario della scomparsa dell’attore e commediografo stabiese, avvenuta il 22 marzo 1950.

Nella realizzazione del murales, lo street-artist di Pompei si è lasciato ispirare da una celebre frase di Viviani: «La lotta mi ha reso lottatore».

«Ogni giorno – spiega Petrucci – affrontiamo delle “lotte” nel nostro quotidiano, ma anche per portare avanti i nostri sogni, le nostre passioni e i nostri ideali. E questo è probabilmente ancora più vero oggi, alla luce del particolare momento pandemico che stiamo attraversando».

«Ma alla fine – aggiunge – nel grande teatro della vita, ogni sera ci ritroviamo a fare i conti con noi stessi davanti a uno specchio, come quando un attore rientra nel camerino e ritorna se stesso».

«È in quel momento che ci rendiamo conto delle maschere che siamo costretti a indossare per tener fede al nostro “personaggio”. Quante ne sono? E quante ci vanno strette?» si chiede Petrucci, che ha scelto un luogo altamente simbolico per la sua performance artistica, ovvero la casa natia di Viviani, nel centro antico di Castellammare di Stabia.

«Spero – dice ancora Petrucci – che l’arte possa diventare un veicolo per riportare alla luce i luoghi più abbandonati delle nostre città e magari generare un nuovo turismo. La street-art, in particolare, può essere lo strumento adatto per avvicinare l’arte alle persone e viceversa, ma può anche essere far riflettere sulla necessità di cambiare e “rivoluzionare” schemi di pensiero e di azione ormai non più sostenibili».

Quest’ultimo obiettivo è stato sicuramente raggiunto dal Viviani allo specchio firmato da Petrucci nel centro antico di Castellammare: le immagini del murales sono infatti diventate “virali” sui social, scatenando migliaia di condivisioni e, soprattutto, commenti entusiasti da parte dei cittadini stabiesi e non solo.

La performance ha incontrato anche il gradimento delle istituzioni di Castellammare, che provvederanno a proteggere l’opera murale e hanno manifestato l’intenzione di proseguire nel solco tracciato da Petrucci per valorizzare quel centro antico che diede i natali a Viviani.