Premio Bianca D’Aponte 2021 ad Aversa: madrina Arisa

Al via il Premio Bianca d’Aponte il 14 e 15 luglio ad Aversa ci sarà la grande finale della 16/ma edizione dell’unico contest italiano riservato alle cantautrici, inizialmente prevista per ottobre 2020 e poi rinviata per l’emergenza sanitaria. La madrina sarà Arisa che nella serata finale interpreterà ‘Cantico dei matti’ di Bianca d’Aponte, la cantautrice prematuramente scomparsa alla quale la manifestazione è dedicata, insieme ad alcuni suoi brani.

Elodie lavora al nuovo progetto discografico con Elisa e Mahmood

“Piano piano l’album prende forma! Che team pazzesco. Ci vediamo a settembre con il singolo nuovo”. Con questo messaggio sui social la bella Elodie tiene informati i fans circa il suo nuovo album. E’ in Toscana in compagnia di ElisaMahmoodMarracashDardustTropicoFederica Abbate e Marz coinvolti nella scrittura dei nuovi brani.  Nel 2020 “This is Elodie” è stato certificato disco di platino, disco più venduto ed Elodie artista femminile più ascoltata su Spotify Italia. La sua produzione musicale ha superato, infatti, le 850 mila copie vendute tra singoli e album, i 600 milioni di stream e i 300 milioni di views.

CHARLOT: IL CINEMA TEATRO DI PELLEZZANO INAUGURA VENERDÌ 16 LUGLIO

Come promesso qualche mese fa, quando tante strutture chiudevano per via del Covid-19, il Cinema Teatro Charlot, nuovo luogo dell’intrattenimento del territorio campano, è pronto ad alzare il sipario.
Il teatro si appresta ad agire come punto di riferimento dello spettacolo 365 giorni all’anno: 350 e 60 i posti delle platee al chiuso, 800 oggi ma saranno 1500 quelli dell’Arena all’aperto, è dallo spettacolo sotto le stelle che gli amici soci Gianluca e Valentina Tortora, Piermarco e Rolando Fiore hanno deciso di cominciare. Cinema, grandi eventi, performance di ogni forma d’arte, il palcoscenico sarà anche spazio formativo.
L’idea portante è quella di iniziare dall’arena all’aperto, il palcoscenico che accoglierà per primo aspirazioni e applausi, risate e lacrime, piccoli e grandi, celebrità e talenti emergenti, per poi traghettare al chiuso, con la stagione fredda, l’arte in tutte le sue forme. Lo spazio sarà anche il luogo del lounge bar, tavoli all’aperto dove poter bere e mangiare all’aperto prima degli spettacoli.
L’APERTURA AL PUBBLICO È PREVISTA PER VENERDÌ 16 LUGLIO ALLE 20
Per l’occasione confluiscono tutte le forme d’arte. La danza aerea e quella in punta si incontrano a metà strada, sulla scena, per poi alternare il palcoscenico con la musica e il teatro: lo spettacolo sarà il grande protagonista del taglio del nastro, l’ospite d’eccezione, quello che, dopo un anno e mezzo di pandemia, ha bisogno di esprimersi, raccontarsi, muoversi tra la gente e per la gente. Tutto questo accadrà grazie alla sinergia tra la Polimusic di Marcello Ferrante, il Professional Ballet di Pina Testa, la Compagnia dell’Arte di Antonello Ronga, la Società Dedalo di Giuseppe Iannone. L’opening sarà una prova generale di quella che l’anno prossimo sarà l’arena. Si parte con una disponibilità di 800 posti: nella prossima stagione, quando verrà montata la gradinata, diventeranno 1500.
IN PROGRAMMA 20 DATE DA FINE LUGLIO A FINE SETTEMBRE
L’arena apre allo spettacolo giovedì 29 luglio con il cabaret dei Villa per Bene, per poi proseguire senza sosta alternando musica, comicità, teatro: il 30 piano show con Marco Sammartino, il 31 Salvatore Gisonna, l’1 agosto la Compagnia dell’Arte in “Neapolis, città eterna”. Per vivere il connubio fresco d’estate e piacere dello spartito, il 6 agosto tocca al piano show di Herry e Marcella in Atmosfere (che replicheranno il 20). Ancora sei le date con il cabaret: all’Arena di Charlot arrivano Pasquale Palma (il 7) Vincenzo Comunale (il 21) Gennaro De Rosa (il 28) Marco Cristi (il 4) Alessandro Bolide (l’11) Luca Bruno (il 25). Spazio anche ai più piccoli con due serate dedicate al Teatro dei Burattini dei Fratelli Ferraioli (l’8 agosto e 5 settembre) e alle fiabe (il 3 settembre) con la Compagnia dell’arte, impegnata anche in altre performance (Tierra y sangre il 22 agosto). Ancora musica il 27 agosto con il piano show Marco Sammartino, il 12 settembre con i Binario Sud e il 18 settembre con i Non solo gospel. Nel mix di appuntamenti c’è anche l’ars coreutica: il 10 settembre danziAMO con Charlot a cura di Pina Testa.

Dominic Miller “Absinthe” – acoustic quartet il 14 luglio a Casa Tolentino

Stasera, alle 20.45, imperdibile concerto del grande Dominic Miller in tournée nel meraviglioso giardino del monastero seicentesco di San Nicola da Tolentino a Napoli.

Miller, più noto come il fidato chitarrista spalla di Sting, è anche un artista solista di grande successo avendo pubblicato 9 album con il suo nome. Il leader della band gode di un’invidiabile reputazione sia nel mondo professionale della musica che tra gli appassionati di musica di tutto il mondo. È un musicista di sessione ricercato dalla fine degli anni ’80 e il suo elenco di ingaggi sfida la categorizzazione, ma include collaborazioni con Phil Collins, The Chieftains, Eddi Reader, Katie Melua, Bryan Adams, Paul Young, Nigel Kennedy, Peter Gabriel e Tina Turner, per dirne alcuni.
Dominic Miller è stato coinvolto in ogni album di Sting dall’album “The Soul Cages” del 1991 e ha eseguito oltre un migliaio di concerti con l’ex cantante dei “Police”, oltre a brani di successo co-scritti come “Shape Of My Heart” e “La Belle Dame senza rimpianti”.

Con il suo nuovo album “Absinthe” (ecm 2614) aggiungerà un altro pezzo forte alla sua discografia solista. Registrato nello studio “La Buissonne” nel sud della Francia con musicisti di livello mondiale – Manu Katché alla batteria, Nicolas Fiszman al basso, Mike Lindup al pianoforte, tastiere e Santiago Arias al bandoneon, ha creato un’affascinante miscela sonora di Jazz , Pop, Folk acustico, elementi classici contemporanei, latini e tango. “Assenzio” combina tutti quegli stili producendo qualcosa di completamente nuovo. Non esiste ancora un termine di genere appropriato per tale simbiosi, ma riteniamo che presto lo farà.

Si intitola “La maledizione del nome” il nuovo romanzo della scrittrice Elena Torre.

Si intitola La maledizione del nome, è edito da Castelvecchi il nuovo avvincente romanzo della scrittrice Elena Torre, che torna in libreria dopo una pausa di quattro anni. I precedenti, Il segreto dei custodi della fede e Il mistero delle antiche rotte, erano usciti per Cairo editore. E se “Il segreto” partiva con un omicidio rituale sul sagrato della chiesa di San Martino di Lucca, e “Il mistero” dagli scavi delle antiche navi romane di Pisa ci portava fino in Egitto, “La maledizione” ci conduce sulla soglia della porta alchemica di Roma, alla ricerca del suo segreto più nascosto.  

Come i precedenti, anche questo libro si struttura su diversi livelli: può essere letto seguendone la trama gialla, oppure ci si può concedere una lettura più lenta, che permette di trovare tra le pagine indizi che chiamano in gioco direttamente il lettore, a cui viene chiesto di capire cosa sia vero e cosa no, dove finisce la finzione narrativa e inizia una possibilità di approfondimento. 

 L’eterna lotta tra bene e male potrebbe alla fine svelare il suo vero volto. 

La trama: Derek Rein sta per partire per il viaggio più lungo ed Eleonore Glenn non può che attendere… A Roma un uomo penzola come l’appeso dei Tarocchi, mentre il commissario Biagini sta dicendo addio a un amico. Nel buio Sòfia apre gli occhi, ora tocca a lei. Un’antica guerra sta per tornare ad alimentare la sua fiamma, in un duello in cui simboli, enigmi, archetipi e oggetti di potere saranno le sole armi a disposizione. Dopo Il segreto dei custodi della fede e Il mistero delle antiche rotte, un nuovo thriller ad alta tensione, in una corsa contro il tempo, con nuovi sconvolgenti segreti da svelare. 

Elena Torrenasce nel 1973 a Viareggio. Scrittrice e giornalista, è autrice di romanzi, saggi, storie per bambini, sceneggiature e testi teatrali. Eclettica e poliedrica si muove tra la narrativa e la letteratura, tra il cinema e il teatro. “Il segreto dei custodi della fede” e “Il mistero delle antiche rotte”sono i suoi ultimi romanzi.

AKA 7EVEN – Chi si nasconde dietro al successo del giovane talento di AMICI 2020

Il fenomeno Aka 7even, seguitissimo ed eclettico artista campano, tra i protagonisti della ventesima edizione di Amici, appare sempre più inarrestabile: doppio disco di platino per “Mi manchi”, disco di platino per “Loca”, il repack  del suo primo omonimo album contenente tre remix – ed un numero incredibile di views e streams che non accennano a fermarsi.

Ma cosa si cela dietro al successo del giovane cantautore e musicista nato e cresciuto nella provincia della meravigliosa città delle 500 cupole? Un talento innato, un sogno inciso con i tratti dell’impegno e della costanza tra le pagine di cuore ed anima, sudore, sacrifici, ma anche una squadra di professionisti sempre attenta ai trend del mercato ed, al tempo stesso, alle attitudini naturali dell’artista, alla sua urgenza espressiva e comunicativa, al suo universo interiore che deve tradursi in musica e parole: musica e parole in grado di arrivare, di coinvolgere un pubblico sempre più esigente ed accorto.

Un mix di competenze ed abilità, avvalorate da umiltàdedizione ed attenzione costante all’inclinazione ed alla vocazione dell’artista, con uno sguardo innovativo e rivoluzionario, in grado di anticipare le tendenze di un mercato sempre più frenetico, in continuo mutamento e trasformazione: questi sono gli elementi chiave alla base di un team di successo, valori imprescindibili che caratterizzano un gruppo di lavoro coeso ed incentrato sulla meta – quella della realizzazione professionale di un astro nascente -; questi sono i tratti distintivi di una realtà dinamica e frizzante come quella di Cosmophonix Production, Casa di Produzione mantovana nata nel 2016, dall’incontro fortuito sui social di due giovani producer ambiziosi e determinati, con tante idee ed un unico obiettivo, quello di rivoluzionare il mercato discografico italiano.

John Victor, pseudonimo di Gianvito Vizzi e Max Kleinz, all’anagrafe Max Elias Kleinchmidt, sono partiti così: da una soffitta di casa, un piccolo home studio che, grazie a passione, determinazione ed impegno costante, si è trasformato in una multiplatinum Music Production Company, in grado di supportare e promuovere i giovani talenti a 360 gradi.

Un microcosmo in cui coesistono egregiamente professionalità, duro lavoro, crescita personale ed artistica; un universo di note ed ambizione che ha portato i due titolari a raggiungere traguardi incredibili, collezionando un successo dopo l’altro.

Aka 7evenEinar e Brenda Carolina Lawrence sono soltanto alcuni dei nomi di punta del loro roster, che ad oggi conta innumerevoli personaggi di spicco e collaborazioni e che ha preso il via da una concezione di mutamento e sviluppo della scena attuale, proprio come spiega John Victor:

«Cinque anni fa, quando siamo partiti con Cosmophonix, ci siamo subito posti l’obiettivo di portare il modus operandi della discografia americana in Italia; dalle sonorità, sino al concetto di “funzionare e lavorare”».

E prosegue, illustrando la corrente organizzazione del progetto:

«Abbiamo deciso di strutturarci in due realtà differenti ma complementari: la prima è la vera e propria Cosmophonix Production, in cui produciamo musica; la seconda, è la nostra cantera, la Cosmophonix Artist Development, che potremmo definire come una sorta di indie label in cui l’artista è l’etichetta di se stesso. Grazie ad un’attenta e scrupolosa ricerca durata anni, siamo finalmente riusciti a formare una squadra di professionisti in linea con i nostri ideali: produttori, autori, videomaker, fotografi, ufficio stampa, addetti marketing, stylist, A&R, in modo da poter seguire un progetto artistico dalla sua nascita sino al suo placement nel mercato, a cui subentra un lavoro di partnership con major od agenzie, per garantire il giusto supporto ed una concreta sostenibilità alle varie release».

Figure professionali differenti e ben distinte, unite dal filo conduttore del gioco di squadra, della passione, dell’ambizione e della crescita sotto ogni aspetto di nuove promettenti leve della discografia italiana, con la consapevolezza che è proprio la fusione di competenze ed esperienze a portare al traguardo.

Riguardo il percorso con Aka 7even – di cui sono anche co-manager e direttori artistici -, John Vicotr e Max Kleinz raccontano:

«Con lui siamo partiti quando aveva solo 17 anni, ci abbiamo creduto e siamo rimasti stregati dal suo talento. Quello che cerchiamo, infatti, è il talento puro dell’artista, più che un personaggio artefatto, costruito a tavolino e, che dire, Aka 7even sicuramente di talento ne ha da vendere! Spesso si autoproduce i provini, scrive, suona la chitarra, la batteria, il basso, il pianoforte, il clarinetto e fa beatbox; insomma è giovane, ma ha veramente tutto per poter diventare un nome solido del panorama musicale italiano. Con lui il cammino è stato lungo e pieno di difficoltà, soprattutto economiche, ma sapevamo che perseverando i risultati sarebbero arrivati e cosi è stato!»

Risultati tangibili dai numeri delle vendite digitali e fisiche, dalle classifiche, ma soprattutto dall’affetto e dalla stima di pubblico e critica, aspetto centrale per chi sogna di vivere di musica. E proprio a chi sogna di vivere di musica, trasformando una passione, un desiderio, nel lavoro del proprio presente e futuro, i due producer consigliano:

«Per vivere di musica bisogna semplicemente iniziare a vivere con la musica, non ponendosi limiti economici: noi siamo partiti senza un euro, ma avendo come unica condizione il desiderio di crescere e di migliorarsi, la cosiddetta “fame”, unita alla capacità di sognare e di inseguire i propri obiettivi senza ascoltare le voci di terzi, possiamo dire che se volete una cosa, uscite dalla vostra comfort zone e passate all’azione; la strada man mano si farà chiara e si realizzerà davanti a voi. Il successo è il frutto della resilienza e della perseveranza».

Con uno sguardo sempre attento al talento ed all’inclinazione naturale delle giovani promesse, John Vicotr e Max Kleinz, stanno rivoluzionando il mercato discografico italiano, grazie a produzioni avveniristiche e ad un metodo di lavoro moderno e funzionale, in grado di accompagnare e seguire l’artista a tutto tondo, impostando l’organizzazione del suo progetto dalla fase embrionale a quelle successive la diffusione nei digital store: un team completo e coeso, una vera e propria guida step by step lungo la scalata che porta al successo.

Social World FF: risate con Massimo Boldi, Gino Rivieccio e Gianni Parisi: proiezione dei film “Tenet” e “Volevo Nascondermi

La commedia come veicolo di messaggi impegnati. Saranno gli attori Massimo Boldi, Gino Rivieccio e Gianni Parisi gli ospiti della terza serata del Social World Film Festival, diretto dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo. Alle ore 21 all’Arena Fellini della SS. Trinità e Paradiso, sfileranno sul red carpet per poi essere intervistati da Roberta Scardola. Al termine del dibattito spazio alla proiezione del film “Tenet” di Christopher Nolan con John David Washington e Robert Pattinson, uno spy movie ambizioso e cerebrale che sfida le leggi della fisica e della messinscena.

Alle ore 22 la Sala Troisi di Teatro Mio proietterà il film fuori concorso, “Volevo Nascondermi” di Giorgio Diritti sulla vita del pittore Antonio Ligabue, uno dei maestri e protagonisti fondamentali dell’arte contemporanea internazionale. Premiato ai Nastri d’Argento, ai David di Donatello, e al Festival di Berlino, sarà introdotto dal compositore delle musiche originali Marco Biscarini.

Le attività del festival inizieranno alle ore 10,30 presso la Sala Bertolucci si terrà l’appuntamento live sul programma della giornata con la partecipazione degli ospiti e gli autori in concorso al Social World Film Festival, introdotto da Roberta Scardola e Emanuele Donadio. Proseguiranno nel pomeriggio alle ore 16 presso la Sala Sordi del Museo Asturi con il workshop per attori sulla figura dell’actor coach, con differenze tra Stati Uniti e Italia, a cura di Giuseppe Mastrocinque e Roberta Geremicca, moderato da Giuseppe Mastrocinque (attività in collaborazione con l’Università del Cinema).

Alle ore 18:00 nella Sala Lollobrigida si terrà lo shooting fotografico e video con gli ospiti del Social World Film Festival. Seguiranno, poi, dalle ore 18:30 alla Sala Troisi di Teatro Mio proiezioni e incontri, moderati da Emanuele Donadio, della sezione Focus: “Sassiwood” di Antonio Vincenzo Andrisani e Vito Cea (Basilicata, 80′), “Compagni di viaggio” di Sara De Martino (Puglia, 8′), “Di notte c’erano le stelle” di Naked Panda (Sardegna, 12’) e “La Napoli di mio padre” di Alessia Bottone (Campania, 20′).

Dalle ore 20:30 nella piazza Umberto I, Largo Mastroianni si potranno visionare le opere in concorso alla selezione “Vision VR” del Social World Film Festival (evento in collaborazione con Sirio e Home Medicine Italia).

Le attività si concludono alle ore 23:30 nella Sala Bertolucci con l’appuntamento live per il consueto salotto cinematografico serale con interviste agli ospiti della giornata e agli autori in concorso al Social World Film Festival, introdotto da Roberta Scardola e Emanuele Donadio, in collegamento con Alessandra De Tommasi da Cannes.

Il festival, inaugurato dalla mostra “I 100 volti di Marcello Mastroianni” proseguirà fino a domenica 18. Tra gli ospiti attesi Gianfranco Gallo, Paolo Ruffini e Gigi Savoia (15 luglio), Silvio Orlando (16 luglio), Pappi Corsicato, Luka Peros della serie Netflix “La casa di carta”, Caterina Shulha, Antonio Milo, Rosalia Porcaro (17 luglio).

Il violino di Stella Manfredi dei KamaAk in concerto a FOQUS

Un carisma assolutamente bizzarro caratterizza il duo Stella Manfredi e Lui_G conosciuti anche come KamaAk. I loro progetti musicali si basano su suoni ipnotici, crescendo intensi, mescolati ad un sapore pop affascinanti. Nati nel 2017 il duo è composto dal Violino di Stella Manfredi e dai Bassi /Sintetizzatori ed Elettronica di Luigi Castiello.
Le loro sonorità racchiudono forme musicali molto diverse: accademica classica e quelle nate invece da ricerche sperimentali fino ad arrivare alla rielaborazione di classici della musica pop contemporanea. Il violino e il basso vengono estrapolati dai loro contesti tradizionali e immersi in nuove dimensioni a metà tra musica neoclassica ed elettronica pop.


La rassegna di musica dal vivo FoquSound conclude la sua parte estiva venerdi 30 luglio con il concerto di Maresa Galli 
con Bruno Persico al pianoforte.
La musica jazz è leit motiv dei due artisti, musicisti di lungo corso, autori, e compositori. Maresa Galli, già in formazione con i migliori jazzisti italiani, al fianco di Romano Mussolini e dei suoi favolosi ensemble, si esibita in concerto nei più prestigiosi teatri e negli storici locali cittadini dediti al jazz. Bruno Persico alterna l’attività concertistica con quella didattica del Centro Formazione Musicale di Napoli. Molteplici sono le sue composizioni, trascrizioni e rielaborazioni per diversi ensemble fino alla Big Band e l’orchestra Sinfonica. Come direttore d’orchestra attualmente collabora con la Nuova Orchestra Scarlatti. Maresa Galli dosa estensione e salti di tonalità con maestria di fine scuola lirica, tramettendo, con voce limpida e misurata, calore ed emozione. Il duo presenta un intenso viaggio sonoro nell’epoca d’oro del jazz, per raccontarla attraverso celebri standard e composizioni originali con leggerezza e divertissement.

Salerno Danza Festival: Il linguaggio dell’ars coreutica in scena nei giardini di Villa Matarazzo a Santa Maria di Castellabate

Santa Maria di Castellabate quartier generale dell’ars coreutica. E’nei giardini di Villa Matarazzo che prosegue Salerno Danza Festival, l’evento ideato dal CDTM – Circuito Campano della Danza, con il sostegno di Regione Campania, il patrocinio dei Comuni di Ascea e di Gioi e la collaborazione dell’Associazione Cilentomania.

Due performance nella stessa sera il 16 luglio (alle 21): prima “Pezzi Fragili” della Compagnia Naturalis Labor. Una storia di persone comuni le cui abitudini giornaliere sono intrecciate con il luogo che abitano. Secondo il disegno coreografico di Luciano Padovani lo spazio non è soggetto allo scorrere del tempo, è un luogo sacro, senza età, in cui è presente una ciclicità o una ripetizione quasi assurda.

Poi “SKIN” by Claudio Malangone, targato Borderlinedanza. Attraverso un circuito analogico digitale la performance esplora, in condivisione con lo spettatore, le possibilità del corpo umano e del movimento di trasformarsi in suoni. Curiosità, gioco e opportunità creative in un dialogo reciproco tra musica e interazione di corpi.

“Wonderful” fa tappa a Napoli alla scoperta del Complesso di S. Nicola da Tolentino

Riflettori puntati su Napoli per la nuova tappa di “Wonderful”. La conduttrice Brigitte Esposito accompagna dolcemente i telespettatori in un luogo fuori dal tempo sospeso tra cielo e mare: il Complesso di San Nicola da Tolentino. Attraverso una scenografica scalinata si va alla scoperta della storica Chiesa, del monastero seicentesco e dell’elegante Casa Tolentino, uno straordinario luogo dell’anima che ospita da sempre intellettuali e artisti di fama internazionale. Le suggestive immagini, curate dal regista Gerardo Roberto Tartaglia e dal fotografo Angelandrea Falcone, regalano l’emozione di osservare l’azzurro del cielo che si tuffa nel mare del Golfo di Napoli. Gli scorci fiabeschi, le terrazze panoramiche, il giardino secolare incontrano il sublime grazie alle note delle Corde Oblique che contribuiscono a plasmare la colonna sonora di un tour mozzafiato. L’Ensemble, ideato dal M° Riccardo Prencipe e apprezzato sia in Italia che all’estero, in questa occasione presenta il nuovo album e tutti i grandi successi.

Wonderful è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, fotografia di Angelo Falcone. Produzione www.360gradiwebtv.it

Nel programma sono state rispettate tutte le misure e procedure di contenimento SARS-CoV-2 previste dal Protocollo anti-contagio.

La redazione ringrazia:
Riccardo Prencipe (chitarre), Edo Notarloberti (violino), Rita Saviano (voce), Umberto Lepore (basso) Alessio Sica (batteria).
Corde Oblique – Press Agent
Giuseppe Maienza – Responsabile eventi Impresa Sociale “Vicoli in Corso”
Tutto lo staff di Casa Tolentino – Napoli
De Vivo Europein Veicoli – San Valentino Torio
Per info sul format web/Tv “Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo” contattare l’ufficio stampa: info@360gradiwebtv.it

Salerno Danza Festival: mercoledì 30 Giardino Chiuso al Convento di San Francesco di Gioi

 Indagare, con suggestioni visive e sonore, i temi della conservazione e della trasmissione della memoria del nostro patrimonio culturale. Parte da qui il prossimo appuntamento dell’edizione 2021 di Salerno Danza Festival.
Mercoledì 30 (alle 19) al Convento di San Francesco di Gioi il palcoscenico cede il passo alla Compagnia Giardino Chiuso in “BianchiSentieri#2”. La performance, che muta a seconda dei luoghi da cui trae ispirazione e che suggeriscono, di volta in volta, nuove partiture coreografiche, è la seconda tappa del progetto omonimo che prevede la collaborazione con le varie realtà professionali individuate sul territorio nazionale. Il lavoro, fortemente saldato alla matrice di Bianchisentieri coinvolge nuovi interpreti ed è il frutto di periodi di residenza dedicati.
L’abito rimanda ad immagini e suoni archetipici: scheletro/armatura/ossatura e mare/vento, in una commistione di elementi naturali come l’acqua, l’aria e la terra. In scena la trasposizione in un’immagine evocativa darà vita ad un “animale” raro, forse già scomparso, che trascina un abito costruito con pagine di libri oramai dismessi, pronti per il macero, come simbolo della memoria del passato e depositari del sapere. Le tracce lasciate dal suo passaggio prenderanno forma, come nei sogni, assumendo una fisionomia concreta; rinasceranno desideri, curiosità e voglia di conoscenza. “Bianchi” come i fogli e “Sentieri” come i solchi della scrittura, fonte primaria della trasmissione e del sapere.
L’ideazione è di Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari, quest’ultima è anche autrice delle coreografie. Le composizioni originali sono di Sabino de Bari, l’artista Andrea Montagnani crea, è autore della parte video. Danza Giada Ruoppo. I costumi sono di Rosaria Minneci, le elaborazioni sonore di Daniele Borri. BIancisentieri è una coproduzione Giardino Chiuso, BorderLine Danza, Fondazione Fabbrica Europa: gode del sostegno del MiC_Ministero della Cultura, Regione Toscana e da quest’anno del riconoscimento dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale.
LO SPETTACOLO SARÀ REPLICATO GIOVEDÌ 1 LUGLIO (ALLE 19) A PALAZZO RICCI DI ASCEA
La compagnia, che nasce nel 1998 a San Gimignano (Siena), ha al suo attivo numerose produzioni di teatro-danza, replicate in Italia e all’estero. Inequivocabile la sua cifra stilistica, una contaminazione tra parola, movimento e arte visiva.
Salerno Danza Festival è un evento ideato dal CDTM – Circuito Campano della Danza, con il sostegno di Regione Campania, il patrocinio dei Comuni di Ascea e di Gioi e la collaborazione dell’Associazione Cilentomania.

Enrico Vanzina il 28 giugno all’arena Troisi di Bellizzi

Nel rispetto di tutte le regole anti Covid-19 il Premio Fabula si ricongiunge con i suoi spazi, i suoi creativi e i suoi grandi ospiti, nell’attesa di poter annunciare quanto prima una nuova edizione ricca di nomi importanti proprio come accade da oltre dieci anni.
Per rimettere in moto la macchina (che in realtà non si è mai spenta) ci voleva uno spin off importante, un ospite che riaccendesse la miccia della creatività e del confronto e che riconoscesse nell’incontro tra professionisti e ragazzi, la fiamma per illuminare il futuro delle nuove generazioni.
ENRICO VANZINA APPRODERÀ LUNEDÌ 28 GIUGNO ALLE 20.30 IN ARENA TROISI
L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Dlivemedia e DiTas, Laboratorio di Turismo e spettacolo di Unisa, è riservato ai ragazzi dai 15 anni.
Vanzina: scrittore, giornalista, commediografo, produttore, regista e fotografo, assieme al fratello Carlo ha inciso un marchio di fabbrica sulla commedia all’italiana.  Arriverà a Bellizzi per incontrare una generazione a lui molto cara, quella con la quale, negli anni ’60, ha disegnato le più belle storie del cinema.
«Sono molto in contatto con le generazioni più giovani. Non incontro ragazzi per insegnare qualcosa, ma per imparare io da loro la nuova realtà del mondo che sarà il futuro. Non li giudico. Li ascolto. Penso che stare con loro serva a crescere. La vita vera è apprendimento», anticipa Vanzina.
Inevitabile il paragone tra i ragazzi degli anni ‘60, quelli di “Sapore di Mare”, senza smartphone ma avevano i juke-box e i ragazzi di oggi, che giocano alla playstation e sognano di diventare youtuber. Nel primo caso i Vanzina trasferirono in pellicola un romanzo di formazione, dettato dalla spensieratezza, oggi i sorrisi sono ancora celati dalla mascherina.
«Quelli degli anni ’60 erano una generazione che non aveva paura di essere diverso l’uno dall’altro. Oggi invece hanno come il timore di essere giudicati e si nascondono nel gruppo. Uscire dal conformismo social li spaventa e quindi si uniformano. Vengo per scoprirli e per chiedere loro quello che nessuno gli domanda: chi sono?» dice il regista.
Vanzina parlerà alla platea del Premio Fabula anche del suo ultimo (capo)lavoro: “Una giornata di nebbia a Milano”, il giallo che tende al grigio delle giornate uggiose del capoluogo lombardo.
«Dopo aver scritto “La Sera a Roma” (Mondadori) ho voluto ambientare il mio nuovo giallo a Milano, perché è una città che amo e che conosco. Ci ho vissuto e ci ho girato 18 film: la nebbia è una metafora, non esiste più a Milano. Ma mi sembrava un’immagine ottima per un giallo. La nebbia copre e non modifica. Volevo fare un giallo sorprendente e allora ho scelto di togliere la Polizia. Al suo posto, chi indaga, sono due scrittori con l’aiuto dei grandi temi della letteratura perché nei libri sono più veri del vero. Ci hanno spiegato e raccontato quello che muove le passioni umane. Quindi anche quelle che portano a uccidere. È un giallo classico, che tiene legato il lettore fino all’ultima pagina, ma che indaga anche sui rapporti all’interno di una famiglia e sulla vecchiaia», conclude l’autore.