Arriva “The Euroma2 Music Talent Show”, un talent rivolto agli artisti emergenti

Partirà sabato 4 febbraio “The Euroma2 Music Talent Show”, il primo contest musicale di Euroma2 rivolto agli artisti emergenti. Dal 4 al 19 febbraio il Centro di Viale dell’Oceano Pacifico diventerà il palcoscenico dedicato alla musica: sui 5 palchi allestiti all’interno delle gallerie, si alterneranno per i 16 giorni della manifestazione cantanti, band e scuole di musica con l’obiettivo di aggiudicarsi il titolo di miglior artista.

I vincitori parteciperanno alla speciale giornata conclusiva e avranno la possibilità di aggiudicarsi i premi in palio: una giornata in una prestigiosa sala di incisione, per realizzare un master di una propria canzone, due biglietti per un importante concerto europeo ed un buono acquisto da spendere in un negozio di musica. Ma, soprattutto, avranno la possibilità di esibirsi davanti al vasto pubblico di Euroma2. I partecipanti potranno proporre alcuni brani a scelta, uno dei quali dovrà essere obbligatoriamente una canzone che ha partecipato al Festival di Sanremo. La selezione dei migliori 8 artisti o gruppi che parteciperanno alla giornata conclusiva, avverrà tramite classifica di gradimento dei video autoprodotti e pubblicati su un canale Youtube dedicato all’evento.

La Music Experience di Euroma2 sarà anche l’occasione per celebrare la tradizione della musica leggera italiana e del Festival di Sanremo, che si svolgerà proprio in quei giorni, attraverso un percorso iconografico che ne ripercorrerà la storia. All’interno delle Gallerie del Centro ci saranno, inoltre, un’esposizione di Radio Storiche – dal 13 al 19 febbraio –  e di pianoforti – dal 4 al 28 febbraio – che potranno essere provati e suonati dai visitatori.

“Insight” il nuovo lavoro discografico del travolgente Lino Cannavacciuolo

Il 3 febbraio esce l’album del grande Lino Cnnavacciuolo dal titolo “INSIGHT” dopo sette anni dal suo ultimo lavoro discografico. Insight vuole essere una nuova frontiera ed uno stimolo per i coreografi di tutto il mondo.

Lino Cannavacciuolo è un Musicista eclettico e travolgente, dalla tecnica personalissima, in grado di accostare alla sua estrazione classica, e alle sue indiscusse doti compositive, una sperimentazione dei suoni sempre raffinata e discreta, frutto di una continua ricerca di nuovi linguaggi musicali e di contaminazioni. La sua musica è un’esplosione di suoni e colori del Mediterraneo che passano attraverso vibranti virtuosismi, note ipnotiche e potenti, e una presenza scenica capace di travolgere il pubblico lasciandolo senza fiato fin dalle prime note.

Lino Cannavacciuolo è l’unico artista al mondo ad aver pubblicato un album per la prestigiosa collana Buddha Bar  e, grazie anche alla sua storica collaborazione con Peppe Barra, è diventato uno degli autori di brani “iconici” che hanno raggiunto questo status i disparati ambienti musicali. Arrangiatore, produttore e compositore di numerose Colonne Sonore per il Cinema e la TV.
Ha iniziato la sua carriera al fianco di Roberto De Simone e collaborato con i più grandi artisti contemporanei come Pino Daniele, Claudio Baglioni, Adriano Celentano e Edoardo Bennato, ma anche con Tony Levin, Tullio De Piscopo, Gigi De Rienzo, James Senese, Eugenio Bennato, Alfio Antico, Solis String Quartet, Antonio Infantino, Daniele Sepe, Don Moye, Joe Amoruso, Enzo Avitabile, Fratelli Mancuso, Lina Sastri, Toni Esposito, Alan Wurzburger, John Giblin, Jenny Sorrenti, Gabin Debir, Patrizio Trampetti, Dennis Bovell.

LA BAND CHE HA SUONATO IN “INSIGHT”
Gilda Buttà al pianoforte; Federica Vignoni al Violino I; Massimiliano Canneto al Violino II; Riccardo Savinelli alla Viola; Giuseppe Scaglione al Cello; Salvio Vassallo Electronics music.

Giovedì 2 febbraio Federico Salvatore in “Live”

Il teatro-canzone sarà protagonista del nuovo appuntamento del Nottingham. Sul palco dello storico irish pub di Battipaglia il prossimo giovedì 2 febbraio alle ore 21 (ingresso libero)Federico Salvatore, con lo spettacolo “Live!”. Riflettori puntati su un cantastorie dei nostri giorni che si muove funambolico, tra denunce sociali e momenti di poesia, affidati all’ascoltatore come un montaggio cinematografico, attraversando le diverse dimensioni sensoriali della natura umana. A fare da scenografia, alle pareti, le chitarre e le percussioni, che insieme al pianoforte a vista sono sempre pronti ad improvvisare una jam session. Perché fin dalle sue origini, circa 20 anni fa, la musica è stata sempre uno dei fil rouge del Nottingham per comunicare, in maniera discreta, con il proprio pubblico, accompagnando tutto con una selezione di etichette di birra provenienti da tutta Europa e con una cucina improntata all’idea di genuinità e di chilometro zero. “Venire al Nottingham significa immergersi nell’atmosfera tipica d’Irlanda, liberi e a proprio agio, senza sovrastrutture. Un luogo in cui chiacchierare ed incontrare gli amici –  spiegano i titolari Tommasina Gammella e Fabio Di Lorenzo – Abbiamo deciso in questo percorso di sperimentare formule di intrattenimento innovative, dedicando ai nostri amici e clienti un concerto mensile con grandi artisti, fuori dal circuito musicale locale. È una sfida, anche perché i live sono aperti al pubblico senza un costo d’ingresso. Siamo stati i precursori del genere in regione Campania e da sempre la musica rappresenta uno dei nostri elementi distintivi”. Ironia, umorismo e comicità, fra canzoni e monologhi di un 50enne napoletano che si guarda allo specchio, per un’ora di canto-racconto. L’immagine riflessa è quella di un individuo che, a furia di posteggi– routine, ha finito per posteggiare la sua personalità in un parcheggio dimenticato. E allora la memoria si vendica! Sul palco con Federico Salvatore due musicisti di grande spessore, come Luigi Zaccheo, pianoforte etastiere, e Giacomo Anselmi, chitarre. L’eterna querelle tra Federico e Salvatore torna stilizzata nella giustapposizione tra sonorità elettriche ed acustiche. Lo spettacolo, oltre ad alcuni grandi successi del passato come Azz, Ninna Nanna, Incidente al Vomero,raccoglie brani scelti dagli ultimi lavori discografici, come L’osceno del villaggio (del 2002),  Dov’è l’individuo (del 2003), oltre ad includere alcune canzoni di Fare il napoletano…stanca (del 2009) e l’ultimo lavoro discografico Pulcin’hell (2013).

Primavera Teatro. Giornata della Memoria con “l’Amico Ritrovato”

Venerdì 27 e sabato 28 gennaio 2017, come da tradizione Primavera Teatro partecipa al Giorno della Memoria proponendo a ragazzi e bambini uno spettacolo che spieghi loro con un linguaggio semplice ed efficace, senza retorica, quale sia stata la tragedia dell’Olocausto. Stavolta tocca al classico: “L’amico ritrovato”, tratto dall’omonimo libro di Fred Uhlman, interpretato dalla Compagnia La Mansarda di Caserta.

Per la sua rassegna di teatro dedicata a bambini e ragazzi, Casa Babylon ha scelto la versione teatrale una storia che da quasi 50 anni racconta ai più giovani le leggi razziali e la Shoah in maniera immediata, inscrivendole nel loro mondo, facendole prepotentemente e violentemente entrare nel rapporto d’amicizia tra due ragazzini, completamente diversi per estrazione sociale e carattere: Hans ha origini ebree e Konradin proviene da una nobile famiglia tedesca. Il legame dei due ragazzi, profondo e sincero, viene barbaramente spezzato dall’ascesa al potere di Hitler. Nel cuore di Hans, che sopravvive all’Olocausto, resta devastante e aperta la ferita del tradimento dell’amico. Il peso dell’amicizia rinnegata è uguale a quello dell’umanità violata, una sovrapposizione tra la tragedia personale e quella collettiva del suo popolo. Dopo molti anni, raggiunto da un opuscolo della sua ex scuola che propone la costruzione di un monumento agli ex alunni caduti nella Seconda guerra mondiale, Hans, tra i nomi elencati, legge quello di Konradin, giustiziato perché coinvolto nel complotto organizzato per uccidere Hitler. Quest’informazione lo colpisce e lo commuove, consentendogli di ritrovare l’amico al di là della morte, e riconciliarsi con lui. Ed è proprio lariconciliazione la parola chiave dello spettacolo, che ripercorre, attraverso flash back, i ricordi di Hans, ormai adulto, e le vicende della sua giovinezza, offrendo così il pretesto per indagare sugli orrori della Shoah, ma anche per ribadire che valori come l’amicizia e la solidarietà, se profondi e radicati, riescono a sopravvivere a tutte le dure prove che la vita ci sottopone, anzi, maggiore è il travaglio, più forte è il conforto che da essa si può trarre.

Nick Oliveri a Napoli. L’ex bassista dei Queens Of The StoneAge in concerto

Venerdi 24 Febbraio Nick Oliveri in Death Acoustic Tour in concerto presso il Celellar Theory live di Napoli. 

Nick Stephen Oliveri noto come Nick Oliveri (Los Angeles, 21 ottobre 1971) è un musicista e cantante californiano. Oltre ad essere cantante suona il basso, la chitarra elettrica e quella acustica. È noto per aver fatto parte dei gruppi stoner rock Kyuss e Queens of the Stone Age, oltre ad avere fondato i Mondo Generator. Attualmente suona anche con i Dwarves, Bloodclot,  e i BL’AST! A febbraio Nick Oliveri realizzerà un nuovo tour italiano con sorprendenti esibizioni in acustico e il titolo di questa serie di show è Death Acoustic Tour. Sono ben sette le date confermate, che avranno luogo da nord a sud, e tra quelle più attese c’è sicuramente la tappa di Napoli. Le altre città dove si esibirà il carismatico rocker statunitense sono Bologna, Treviso, Savona, Pescara, Pisa e Torino.Nick Oliveri nel 1991 entra a far parte del gruppo stoner rock Kyuss definiti da tutti ‘band seminale’ nell’evoluzione del suono heavy. Con i Kyuss pubblica due album, “Wretch” e “Blues for the Red Sun”. Successivamente collabora per breve tempo con il gruppo punk Dwarves, sotto lo pseudonimo Rex Everything per poi ritornare a suonare con loro anche in questi ultimi anni. Con i Dwarves incide vari album. La sua creatura principale sono i Mondo Generator, gruppo al quale ha cambiato successivamente il nome in Nick Oliveri and the Mondo Generator. Ha inoltre pubblicato nel 2004 un album solista, “Demolition Day”. Tra le sue collaborazioni in studio e dal vivo ricordiamo quelle con i Winnebago Deal, Mark Lanegan Band ed i Masters of Reality di Chris Goss, Moistboyz e con i Vista Chino band formata con gli ex Kyuss John Garcia e Brant Bjork. Ha inoltre partecipato alle Desert Sessions.
Nel 1998 entra a far parte dei Queens of the Stone Age con i quali incide gli importantissimi album “Rated R” e “Songs for the Deaf”. Dopo quasi sei anni di permanenza nei QOTSA viene allontanato dal gruppo da Josh Homme, ufficialmente per screzi tra i due. L’esperienza nei QOTSA resta il punto più alto, in termini commerciali, della sua carriera. Nel “Death Acoustic Tour” Oliveri suona e canta classici di QOTSA, Kyuss, Mondo Generator e brani scritti e registrati durante la sua carriera solista. 

“Napoli Canta…è Amore!”, Pino Mauro & Friends al Teatro Augusteo

Il 2 febbraio 2017, dalle ore 21.00, al teatro Augusteo di Napoli sarà l’occasione per presentare il nuovo progetto discografico che nasce dalla volontà di tanti artisti napoletani di voler rendere omaggio al maestro Pino Mauro che lo accompagneranno in un concerto straordinario duettando con lui.

Sul palco: Enzo Gragnaniello, Raiz, Fausto Mesolella, Mauro Gioia, Franco Ricciardi, M’Barka Ben Taleb, Barbara Buonaiuto, Osanna, Lucariello, Uanema Orchestra, Cristian Vollaro, Nello Viviani, Piero Gallo, Daniele Sepe, Marco Zurzolo e Toni Cercola.

L’arrangiamento ed il coordinamento musicale dei brani è a cura di Massimo Volpe, già arrangiatore dell’ Orchestra Italiana di Renzo Arbore. La produzione è di Bronx Film e Tunnel Produzioni.

I brani scelti propongono una rivisitazione, in una chiave moderna, di dodici brani del suo vasto repertorio: alcune canzoni di “cronaca”, alcuni suoi grandi successi come “Ammore Amaro” e “Nun t’aggia perdere” e alcune canzoni d’amore, tra cui Vasame di Enzo Gragnaniello.

Napoli canta… è amore!” è una lente di ingrandimento su un periodo storico e su una produzione culturale, che racconta un universo; parlare oggi di Pino Mauro significa, non soltanto parlare di un grande artista, ma anche sfogliare tanti anni di storia e costume: quando i teatri popolari funzionavano dalla mattina con spettacoli, avanspettacoli e canzoni, quando il “Giro Mike” portava al Madison Square Garden di New York la tradizione musicale italiana per gli emigranti, quando il maestro Mauro ha generato una vera e propria rinascita della sceneggiata, assicurandosi sempre di un alto livello delle composizioni musicali.

Metodo di armonia di Raimondo Di Sandro, il musicista chitarrista

Sabato 28 gennaio, alle ore 19.30, presso la Sala Conferenze p. Redentoristi del Convento di S. Alfonso a Pagani le Associazioni S. Alfonso Maria De’ Liguori e Musae Cordis presentano “Metodo di armonia di Raimondo Di Sandro, il musicista chitarrista. Modererà il convegno il M° Antonio Saturno. Saranno presenti : M° Sandro Di Sandro, docente del conservatorio di Napoli, M°p Paolo Saturno, musicologo già docente del conservatorio di Salerno. Gli interventi musicali saranno a cura di: M°Franco Matrone, docente del conservatorio di Napoli, M°Antonello Grande, docente conservatorio di Salerno, M°Espedito De Marino, docente del Liceo Alfano I di Salerno, M°Michele Montefusco, chitarrista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, M°Maurizio Sgambato, Presidente del Centro chitarristico Flegreo, M°Antonio Saturno, docente del Liceo Galizia di Nocera Inferiore.

La compagnia del Teatro delle Arti protagonista al Teatro Totò

Dal 26 Gennaio al 5 Febbraio al teatro Totò di Napoli, nell’ambito della stagione teatrale 2016/2017, “UN UOMO MEDIO” commedia brillante di Claudio Tortora con Angelo di Gennaro, Claudio Tortora e la compagnia stabile del Teatro delle Arti di Salerno, una della pochissime compagnie salernitane ad essere stata inserita nel cartellone della stagione teatrale di un teatro partenopeo

Il soggetto della piece è certamente riconoscibile nel protagonista che vive tutta l’inquietudine dell’uomo legato ancora con un filo alle tradizioni classiche degli anni 60 ma attento al nuovo che avanza. Capo famiglia responsabile, rimasto vedovo della moglie, ha cercato di conciliare il lavoro con le esigenze dei figli, cercando di provvedere a tutto e di sostituirsi anche agli eventi, pur di non far mancare nessuna cosa alla sua famiglia che avverte già la mancanza di un elemento importante come la madre. Il suo carattere viene lentamente messo a nudo, nel corso del lavoro. Non si può definire retrò ma neanche futurista, un anticonformista con un sano desiderio di preservare quantomeno alcune regole? Forse sì, forse no… Un uomo possessivo nei confronti di tutto quanto lo circonda, in casa, nel lavoro, persino nel divertimento e negli hobbies. Teme la solitudine e con essa il silenzio che mentre lo sconvolge, d’improvviso lo affascina. Un uomo che cerca di stare sempre nel mezzo delle cose, può per questo essere considerato un uomo medio? Certamente no, perché se no confonderemo la centralità con la mediocrità. La rappresentazione si propone, tra una serie di piccoli eventi, puntualizzazioni, momenti fortemente comici, momenti di riflessione ed anche fortemente emozionanti. Lo spettatore si può accomodare, per ricevere le emozioni che normalmente, dovrebbe sempre ricevere chi sceglie di passare una serata a teatro.

Folto e di qualità il cast che vede coinvolti ANGELO DI GENNARO, CLAUDIO TORTORA, RENATA TAFURI, Giovanni Caputo. Federica Buonomo, Mauro Collina Gianni D’Amato, Massimiliano Palumbo, Serena Stella, Valentina Tortora, e Enzo Triggiano, regia Antonello Ronga, scenografia Bottega San Lazzaro, costumi Martina Iacovazzo, musiche Marcello Ferrante, light designer Michele Vittoriano.

Ho pensato da subito a mettere in scena “Un Uomo Medio” – ha dichiarato l‘autore Claudio Tortora – perchè racconta il quotidiano che viviamo. La scrittura si ispira certamente a un metodo tradizionale di racconto, ma il contrasto piacevole nasce dalla impostazione registica moderna, dettata dal giovane e talentuoso Antonello Ronga che sta tanto facendo parlare di se supportato da un disegno luci curato nei particolari dall’ormai ricercato Light Designer Michele Vittoriano. Il tutto è stato incorniciato da Peppe Natella in una scenografia essenziale post moderna, con musiche attualissime create ed arrangiate in modo originale da Marcello Ferrante, sui respiri del testo che è a volte favolistico, a volte realista, a volte sorridente, a volte malinconico ma discreto.Un testo che rispetta valori e sentimenti umani, purtroppo ormai ritenuti desueti, ma che ha voglia di ridestare le coscienze, per far si che vengano recuperati almeno alcuni valori”.

Il cooprotagonista Angelo di Gennaro ha invece dichiarato:  Una favola di oggi, la definisco, che mi auguro, tra un sorriso, una riflessione e qualche momento toccante, possa smuovere le corde emotive del pubblico. Spero che tutto questo accada, in tal caso avremo rispettato i dettami basilari del teatro dove a mio parere siede in prima fila proprio l’emozione. Scritta da Claudio Tortora in modo molto raffinato e dove ritrovo nel mio ruolo il personaggio del napoletano che amo tanto, capace di darsi ,di offrire il suo amore , quasi nascondendosi, insomma il napoletano come sempre generoso nel donare senza nulla a pretendere Averlo fatto con un cast ed una produzione composta da bravi attori e da talentuosi giovani mi dà ancora più entusiasmo. Ho appena compiuto la maggiore età, festeggiando il mio sessantesimo compleanno e sono pronto per questa avventura con i miei colleghi ma soprattutto amici di Salerno del Teatro delle Arti”.

Scenari pagani: Delirio Bizzarro in scena sabato 28

Dopo la prima con Emma Dante, “Scenari pagani” torna con Delirio Bizzarro della Compagnia Carullo/Minasi. Fedele alla propria passione nel portare al Teatro del Centro Sociale di Pagani (SA) le giovani compagnie più interessanti del panorama nazionale, Casa Babylon, con la direzione artistica di Nicolantonio Napoli, stavolta propone il progetto vincitore del premio Forever Young 15/16. Appuntamento sabato 28 gennaio alle ore 21.00, dopo l’AperiSpettacolo “Tarallucci e Vino”. Promosso in collaborazione con Ritratti di territorio e coordinato dalla giornalista Nunzia Gargano, il viaggio ragionato attraverso le eccellenze enogastronimiche del territorio il 28 gennaio propone un excursus tra i prodotti dell’antica tradizione casearia dei Monti Lattari, portati in scena dal Caseificio Aurora di Sant’Egidio del Monte Albino, accompagnati dai vini e dalla birra del main partner, l’azienda vinicola Santacosta di Torrecuso (BN)

Delirio Bizzarro porta lo spettatore in un centro di salute mentale. Qui il “pazzo per attribuzione” Mimmo (Giuseppe Carullo) s’incontra su una terra di frontiera, ragiona e sragiona con Sofia (Cristiana Minasi) donna normalissima perfettamente integrata, ma che avverte un’insania incipiente. La differenza tra i due nel corso dello spettacolo si sfuma nel dialogo battente di due personaggi che non sono più né matti né sani. Regna su tutto una lieve e gradevole ironia.

Sulla scena, da un lato c’è Mimmo. Il paziente matto che discorda col presente e passa il tempo a parlare con le stelle, che si misura col dover spiegare nella logica di chi sta fuori dal centro il perché non abbia denunciato la morte della nonna, avvenuta da più di un anno, “per non perdere la pensione”. Dall’altro Sofia. Stagista a titolo gratuito presso il centro di salute mentale “Il Castello”, continuamente alle prese col cellulare, con le telefonate del tutor della tesi di laurea che la sfrutta e della mamma che la subissa di consigli e la sollecita ad affidarsi alla sicurezza di un concorso pubblico.

Delirio Bizzarro procede in maniera ironica, contraddistinto anche da una grande delicatezza, frutto del fatto che l’opera nasca dal confronto diretto di Carullo e Minasi con i pazienti di un centro diurno di salute mentale. I quadri di vita vissuta che hanno raccolto, diventano occasione per raccontare la follia contemporanea e far capire, sorridendo, che è malato il sistema, non la persona. Anzi, questo tipo di “diversità” viene presentata da Carullo e Minasi, con grande grazia, come alternativa alla “normalità”.

Casa del Contemporaneo: dedica al Teatro delle Albe

Casa del Contemporaneo ospita – tra Napoli e Salerno – il Teatro delle Albe, la compagnia di Ravenna fondata nel 1983 da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Marcella Nonni e Luigi Dadina, che ha alle spalle oltre trent’anni di attività prestigiosa.
A Napoli sono previsti due incontri e tre serate:
25 gennaio, ore 18.30, ad Asilo Filangieri di Napoli, 1977-2017: quarant’anni di Primavere Eretiche, incontro con il Teatro delle Albe. Dialogo, spunti, fili del discorso con Rosalba Ruggeri e Francesca Saturnino.
26 gennaio ore 18:00, nella Sala dei Caratteri del FOQUS di Napoli, presentazione del libro Aristofane a Scampia di Marco Martinelli introduce Rachele Furfaro; intervengono con l’autore Gianfranco Alfano, Emanuele Valenti, Simonetta Adamo;
da venerdì 27 a domenica 29 gennaio, in anteprima alla sala Assoli lo spettacolo Maryam, che debutterà in prima nazionale a Milano il prossimo 8 febbraio. In scena Ermanna Montanari, su testo di Luca Doninelli, regia di Marco Martinelli, musiche di Luigi Ceccarelli (ingresso ore 21:00, domenica ore 18:00).
Giovedì 26 e venerdì 27 gennaio, alle ore 21:00, il Teatro delle Albe è alla Sala Pasolini di Salerno con due spettacoli, ideati da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, scritti e diretti da Marco Martinelli: Rumore di acque e Slot Machine
Rumore di Acque, con Alessandro Renda, è tra gli spettacoli storici della compagnia, tradotto in tutta Europa e presentato in molti teatri del mondo, tra cui anche il La Mama di New York. Nasce in collaborazione con il Ravenna Festival, nel 2010, dopo alcuni anni di lavoro in Sicilia, in particolare a Mazara del Vallo, sul tema doloroso e attuale dell’immigrazione e dei tanti morti nel Canale di Sicilia che non sono sopravvissuti alla traversata.
Slot Machine, con Alessandro Argnani, racconta la parabola malata della dipendenza dal gioco. In un’epoca in cui il gioco d’azzardo rappresenta una seduzione irresistibile per molte persone, Slot Machine, narra la caduta vertiginosa di un giocatore che ‘annega’ nellaludopatia, al punto di sacrificare ogni legame affettivo, immolato sull’altare del niente.

Il Teatro degli Orrori in concerto a Napoli presso la Casa della Musica

Il Teatro Degli Orrori il 12 febbraio sarà in concerto presso la Casa della Musica a Fuorigrotta. La band capitanata dal carismatico frontman Pierpaolo Capovilla, torna ad esibirsi a Napoli e a più di un anno di distanza dalla loro ultima esibizione decide di inserire Partenope tra le nove date live che li porterà in giro in Italia e in Europa.
Forti di uno zoccolo duro tutto partenopeo il gruppo ripresenterà dal vivo l’ultimo omonimo album – uscito nell’ottobre 2015 – per la prestigiosa etichetta discografica La Tempesta dischi.
Il gruppo alternative rock, dalle forti tinte “noise” e “poetiche”, celebrerà i classici della sua intensa discografia ma soprattutto i brani tratti dall’omonimo lavoro come i fulminanti “Lavorare Stanca” e “La Paura”.
L’album “il teatro degli orrori” si spinge verso un rock più definito ed essenziale ma anche più ricercato, sottolineando il nuovo corso intrapreso dal gruppo, dove spicca l’attenzione poetica ai testi che da sempre contraddistingue la scrittura di Capovilla.
Con queste premesse siamo sicuri di rivedere uno degli live show più energici, intensi e deliranti che il Rock Italiano è in grado di esprimere. Il Teatro Degli Orrori sono: Francesco Valente (batteria e percussioni), Giulio Ragno Favero (basso elettrico), Gionata Mirai (chitarra elettrica) e Pierpaolo Capovilla (voce), Kole Laca (tastiere elettroniche) e Marcello Batelli (chitarra elettrica). Domenica 12 Febbraio

Al Teatro Piccolo Bellini in scena “Lisistrata – Colei che scioglie gli eserciti”

Martedì 24 e Mercoledì 25 Gennaio, alle ore 21.15, al Teatro Piccolo Bellini di Napoli va in scena Lisistrata – Colei che scioglie gli eserciti da Aristofane, con la regia di Nicola Laieta. Per la prima volta l’Associazione Maestri di Strada presenta un proprio spettacolo nello storico teatro di via Conte di Ruvo grazie alla sensibilità e all’attenzione della direzione artistica con cui nascerà una futura collaborazione.

«Quando ho scelto Lisistrata, – spiega il regista Nicola Laieta – ho pensato alla guerra che giorno dopo giorno sempre più assedia la nostra fragile quotidianità, e lo ho confrontata con la coraggiosa e sfrontata ironia con cui i giovani della periferia, con i quali lavoro, affrontano le difficoltà e le guerre quotidiane che li circondano. La stessa ironia con cui Aristofane duemila anni fa risollevò i greci dalla tragedia della guerra con un’esilarante commedia sulla pace. Lisistrata incita le sue concittadine a una rivoluzione personale, e non sempre la voce di chi chiede di ridestarci dalle abitudini e i percorsi consueti, è ben accetta o accolta con entusiasmo poiché ci appare un invito a complicarci la vita piuttosto che a renderla più semplice»

Lisistrata di Aristofane è interpretata dai giovani allievi del Laboratorio Territoriale delle Arti dei Maestri di Strada attivo nella periferia di Napoli Est, insieme agli educ-attori dell’Associazone Trerrote, con le coreografie di Ambra Marcozzi, i costumi di Annalisa Ciaramella e le scene di Peppe Cerillo. 

Duemilacinquecento anni fa i greci, dopo aver affrontato insieme il nemico esterno, cominciano a scannarsi tra di loro nella guerra del Peloponneso. La tragedia è grande ma Aristofane ne fa una commedia, inventandosi lo sciopero dell’amore di Lisistrata e delle donne per la pace  sullo sfondo tragico della lotta fratricida. Quando a questa commedia hanno assistito le famiglie dei nostri giovani allievi, anch’esse schierate in opposte fazioni di una guerra che insanguina le nostre periferie in modo cronico, riunite di nuovo insieme, hanno riso e si sono commosse come i greci di due millenni orsono: le emozioni non cambiano nel tempo. Lo sciopero del sesso  che Lisistrata conduce insieme alle giovani ateniesi affinché termini la guerra fratricida che insanguina la Grecia, è stato rappresentato più volte e ha ispirato riproposizioni importanti e divertenti da Monicelli a Spike Lee fino a Radu Mihăileanu che  riscrisse qualche anno fa una versione di Lisistrata ambientata nel mondo medio-orientale ispirandosi ad un fatto realmente accaduto: in un villaggio della Turchia, le donne improvvisarono uno sciopero del sesso per ottenere maggiore rispetto e ascolto dai loro uomini nonché il loro aiuto nel lavoro quotidiano del villaggio. Una storia vera che racconta il cambiamento di un piccola comunità musulmana , per affermare la necessaria partecipazione attiva delle donne alla vita sociale come nell’Atene sognata di Aristofane.

Il presidente di Maestri di Strada, Cesare Moreno racconta così Lisistrata: «Syria (la giovane attrice che interpreta Lisistrata n.d.r.) quando si muove sul palco, non muove il suo corpo ma dirige un’orchestra: gli attori sulla scena e il pubblico sono nelle sue mani. Anche dopo tante prove, la sera della prima sono stato rapito dallo spettacolo in un modo che mi auguro possa coinvolgere i fortunati spettatori che parteciperanno alle repliche del Bellini».