Ecco i tre vincitori del premio Trivio

Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince Gilda Policastro con “Cella” edito da Marsilio; per la sezione poesia edita vince Guido Caserza con “Opus papai” edito da Zona contemporanea; per la sezione poesia inedita il premio va a Ugo Piscopo autore di “Crepitii”.  Si e’ tenuta nella sala Di Stefano del Pan – Palazzo delle Arti di Napoli sabato 17 dicembre la cerimonia di premiazione della prima edizione nazionale del Premio letterario Trivio 2016, Il premio, indetto dalla rivista semestrale di poesia, prosa e critica Trivio, edita da oèdipus, di Francesco G. Forte, nasce con l’intento di testimoniare i percorsi nuovi e spesso sperimentali del linguaggio narrativo e poetico.La giuria,  composta da Antonio Pietropaoli (presidente), Emanuela Jossa, Wanda Marasco, Paolo Giovannetti, Ferdinando Tricarico (segretario) ha proclamato  i vincitori delle diverse sezioni. Erano in finale per la prosa edita: Dino Azzalin, Mariano Bàino, Marco Giovenale, Laura Liberale, Gilda Policastro; per la poesia edita: Guido Caserza, Milo De Angelis, Viviana Faschi, Giovanna Marmo, Michele Zaffarano; per la poesia inedita: Carmen Gallo, Manuel Micaletto, Ugo Piscopo. Segnalazione speciale a Paolo Lagazzi, Gianni Paone, Maria Roccasalva (prosa) e Domenica Mauri, Manuel Micaletto, Daniela Raimondi (poesia). Ai vincitori delle due sezioni edite un assegno di 2.000,00 euro ciascuno e all’autore della raccolta di poesia inedita, giudicata più meritevole, un assegno di 1000,00 euro o la pubblicazione dell’opera. A tutti i finalisti e’ stata donata una riggiola vietrese dipinta dagli artisti Daria Scotto e Danilo Mariani.
“Formula vincente non si cambia. Il successo di questa prima edizione ci spinge a continuare questa esperienza. L’edizione 2017 di Trivio, che tende a valorizzare il lavoro di scrittori e  poeti, tenderà ad allargare la schiera dei partecipanti: e’ un premio di tendenza, che  certamente esprime la migliore poesia contemporanea quasi sempre sperimentale. Per il 2017 vorremmo aprire anche alla poesia tradizionale” ha detto l’editore Forte. Queste le considerazioni del presidente della giuria Pietropaoli e direttore scientifico della rivista Trivio: “Partecipazione di alto livello che ha costretto la giuria ad un sovraccarico  di impegno ma anche di piacere di lettura. Circa 100 i volumi tra editi e inediti  e come prima edizione siamo più che soddisfatti. Il premio come la rivista omonima si deve totalmente alla liberalità e sensibilità dell’editore”.

Canzoni a Manovella, musica ecologica a basso impatto ambientale, ma ad alto contenuto emotivo

Parte la nuova rassegna d’inverno al Vinile, che si snoderà in contemporanea ai tanti eventi previsti nel cartellone natalizio dell’open space nel cuore di Salerno, tra musica dal vivo, arte, food e dj set. Ad inaugurare il programma d’inverno, sono stati quattro straordinari musicisti che, insieme, hanno dato vita a “Canzoni a Manovella”, ovvero un contenitore, una scatola, con all’interno musica e pezzi di storie da raccontare, che prendono forma nelle canzoni.  L’idea, dopo aver vagato per lungo tempo senza sede, si materializza una sera d’inverno del 2016:  una voce, una chitarra e l’esigenza di ripercorrere le tracce di una vita passata nella musica. Una sintesi dei tanti percorsi musicali battuti: dalla musica classica al pop,dal soul al jazz fino ad arrivare, o meglio a ritornare, al folk. “Canzoni a manovella” nasce da una suggestione, legata al ricordo delle vecchie storie raccontate dai nonni, di quando per le strade di paese si potevano ascoltare le canzoni dai “pianini” a rullo, azionati da una manovella. Recuperare, quindi, la semplicità di un mondo e di un modo di fare musica che sia condivisione di emozioni e sentimenti. Il progetto, che ha dato origine anche al web format omonimo ospitato nell’Underground Studio, è costruito su un organico essenziale: Gianmarco Volpe alla chitarra acustica e mandola, Nicola Lupetti, voce, Massimo Ariano al sax tenore e soprano, e Ruggiero Botta alle percussioni. Le canzoni inedite, scritte da Gianmarco Volpe e da Nicola Lupetti, risentono di colori provenienti da diverse influenze musicali: le armonie del jazz, i ritmi del sud America, della black music e del medioriente, che si fondono con la melodia della nostra canzone napoletana e italiana. “Siamo gente d’amore – racconta la band – Prendiamo la vita con leggerezza”.  In repertorio anche brani come “Lazzari Felici” di Pino Daniele, o di Enzo Avitabile. E ancora “Have a good time”, “Jesc Juorn”, e classiche napoletane come “Te vogl ben assaje”.

A seguire il 29 dicembre sul palco del Vinile gli Après La Rouge, in un viaggio in versione unplugged nell’universo pop-rock,  dal repertorio internazionale alla canzone italiana, da Pino Daniele agli Extreme, da Michael Jackson ai Queen. New entry il 12 gennaio con gli AreaAcustica in “Tower of Joy”, con un live intimo, voce, chitarra e contrabbasso. Alle atmosfere acustiche si sostituirà, il 26 gennaio, il ritmo latin del brazilian jazz del Tijuca Trio, con  il progetto inedito “O real”: un itinerario in musica a Sud dell’America, tra cultura, poesia, grandi autori, ma anche le contraddizioni e la vita reale, vissuta sul campo. Bellezza e nostalgia che si rincorrono, l’allegria che si contrappone alle atmosfere rarefatte, la difficoltà di imparare a percorrere la propria strada e poi, l’incognita della fortuna.

Festival a Napoli, continua con successo la Festa Farina & Folk

Una maratona di appuntamenti incentrati sulla corretta alimentazione, la dieta mediterranea e su iniziative volte ad esaltare il folklore e la cultura della città di Napoli e di tutto il mediterraneo: questa è  Festa, Farina e Folk, la manifestazione promossa dal Comune di Napoli che dal 10 dicembre fino a domenica 18  dicembre sta animando le strade e i luoghi d’arte della città di Napoli con una serie di eventi gratuiti  come laboratori, seminari, degustazioni, spettacoli e concertiche hanno come carattere comune il folklore e la cucina mediterranea, in particolare quella partenopea. Tanti i dibattiti, percorsi gastronomici e laboratori anche per i più piccoli. Dopo il successo degli appuntamenti di apertura come BELLA CIAO, il più grande spettacolo del folk revival italiano riallestito cinquanta anni dopo con un cast formidabile e il grande concerto in piazza Dante presentato da Gianni Simioli che ha visto esibirsi ospiti come Capitan Capitone e i Fratelli della costa ,Marcello Colasurdo, Dzambo Agusevi Orkestar , Carlo Faiello Fanfara Station  special guest GIANCARLO GIANNINI  in“Omaggio a Napoli” accompagnato da Marco Zurzolo Quartet &Susy Mennella. Gli appuntamenti continuano mercoledì 13 dicembre alla Domus Ars con “La dieta Mediterranea raccontata attraverso i quattro elementi” un dibattito a cui seguirà il concerto di Ciccio Merolla “Terra” che, con i suoi tamburi, le sue atmosfere mediterranee, il suo ritmo, rappresenta proprio il contatto più ancestrale dell’uomo con la madre Terra. Giovedì 15 dicembrealle 21 nella Basilica di San Giovanni Maggiore a Pignatelli si terrà  il suggestivo concerto/reading di Erri De Luca accompagnato dal Canzoniere Grecanico Salentino ( ingresso gratuito fino ad esaurimento posti).Dopo il grande successo di “Solo Andata”, che è valso il premio Arte e Diritti Umani 2014 di Amnesty International e la segnalazione del  The Guardian che inserisce il brano nella playlist delle migliori canzoni folk/world, Il  Grecanico Salentino  ed Erri De Luca  tornano a collaborare in teatro con uno spettacolo originale in cui tradizione e mito, storie vecchie e nuove convergono in un unico racconto, radicato ai luoghi e agli eventi del presente, scandito dal ritmo del connubio tra la musica e la danza del Canzoniere, e l’inconfondibile parola dello scrittore e giornalista partenopeo.

Per le strade del centro storico di Napoli (Domus Ars a Santa Chiara), Chiaiano e Colli Aminei ci saranno tanti stand e punti di incontro per parlare di corretta alimentazione ed educare i giovani a rifiutare il junk food , scegliendo i prodotti a km zero e quelli genuini e di provenienza geograficamente controllata. Il progetto si chiuderà domenica 18 con l’evento Pineta in festa ai Colli Aminei, con il concerto di Jovine & Friends

Natale Young a suon di hip hop

Nuovi appuntamenti di Young, la stagione teatrale dedicata ai più piccoli di Le Nuvole/Casa del Contemporaneo. Sabato 17 dicembre alle ore 16.30 a Salerno alla Sala Pasolini e domenica 18 dicembre ore 11 a Napoli al Teatro dei Piccoli (qui in replica anche per le scuole dal 19 al 21 dicembre alle ore 9.30 e 11.30), andrà in scena “Natale a suon di hip hop”, testo teatrale scritto e interpretato da Monica Mattioli, in scena insieme a Massimo Prandelli, sulla base di tre racconti:  Il Complotto dei Babbi Natale di Ute Krause, Un regalo per Goumba di Elisabetta Jankovic e Il pacchetto rosso di Linda Wolfsgruber e Gino Alberti. I bambini dai 3 anni in su potranno assistere ad uno spettacolo fatto di gag, giochi teatrali e musica travolgente. “L’inserimento della danza come linguaggio espressivo ha portato una nuova energia sulla scena soprattutto in questa occasione in cui i classici della musica natalizia saranno rielaborati in chiave hip hop e neoclassica” spiega Monica Mattioli. L’appuntamento è anche un’occasione per regalare biglietti e card a ingresso agevolato a teatro per tutta la famiglia, scegliendo fra i titoli della rassegna in programma a Salerno e a Napoli.

A Cetara lo spettacolo “A Christmas Carol”

A Cetara un cartellone di Natale all’insegna della tradizione, destinato a tutte le famiglie. In un’atmosfera natalizia, con la Torre vicereale illuminata, la piccola cittadina costiera si prepara ad ospitare sabato 17 dicembre “A Christmas Carol”, una favola di Natale multimediale per grandi e piccoli che si terrà alle ore 18, presso la sala “M. Benincasa”.  Carla Russo, presidente dell’associazione “Emotion On Stage”, che ha curato la regia e l’adattamento dello spettacolo, illustra l’evento: “A Christmas Carol – Il Canto di Natale è la storia fantastica uscita dalla penna di Charles Dickens nel 1843. Una morality in pieno stile medievale, per il simbolismo religioso e l’atmosfera da melodramma, in cui l’autore affronta, in realtà, tematiche sociali. Il protagonista Scrooge, attraverso la visita dello spirito di Marley, il suo defunto socio in affari, e di tre fantasmi – Natale passato, Natale presente e Natale Futuro -, in un susseguirsi di flashback e colpi di scena, vedrà mutata l’indole meschina ed egoista che lo contraddistingue e si risveglierà la mattina di Natale con la consapevolezza che il denaro e l’attaccamento alle cose materiali sono idoli sbagliati, diventando un uomo buono e generoso”. A proposito di bontà, sempre sabato Cetara aderirà alla Maratona Telethon, ospitando una postazione, con la vendita di cuori di cioccolato, per un piccolo contributo pensando in questi giorni di festa anche a quei bambini che ogni giorno affrontano i problemi legati ad una malattia genetica.

Festival di Sanremo 2017, ecco i nomi dei big e delle Giovani Proposte in gara

E finalmente Sarà Sanremo! Carlo Conti ha svelato i nomi dei big e i titoli delle 22 canzoni in gara al prossimo Festival della Canzone Italiana che si terrà dal 7 all’11 febbraio 2017. Inoltre 8 saranno le Giovani Proposte che calcheranno il palco dell’ Ariston.

I big:

Al Bano Di rose e di spine – Elodie, Tutta colpa mia – Paola Turci, Fatti bella per te – Samuel, Vedrai – Fiorella Mannoia, Che sia benedetta – Nesli e Alice Paba, Do retta a te – Michele Bravi, Il diario degli errori – Fabrizio Moro, Portami via – Giusy Ferreri, Fatalmente male – Gigi D’Alessio, La prima stella – Raige e Giulia Luzi, Togliamoci la voglia – Ron, L’ottava meraviglia – Ermal Meta,Vietato morire – Michele Zarrillo, Mani nelle mani – Lodovica Comello, Il cielo non mi basta – Sergio Sylvestre, Con te – Clementino, Ragazzi fuori – Alessio Bernabei, Nel mezzo di un applauso – Chiara Galiazzo, Nessun posto è casa mia – Francesco Gabbani, Occidentali’s Karma – Bianca Atzei, Ora esisti solo tu – Marco Masini.

Giovani Proposte:

Leonardo Lamacchia – Ciò che resta, Tommaso Pini – Cose che danno ansia, Maldestro – Canzone per Federica, Marianne Mirage – Le canzoni fanno male, Lele – Ora mai, Francesco Guasti – Universo, Valeria Farinacci – Insieme Braschi – Nel mare ci sono i coccodrilli

Al via Schegge d’autore il Festival della Drammaturgia Italiana – XVI Edizione

Lunedì 12 dicembre si apre il sipario del Teatro Tordinona per la nuova, ricchissima edizione di “SCHEGGE D’AUTORE”, il Festival della Drammaturgia Italiana, ideato da Renato Giordano, giunto quest’anno alla sua XVI edizione, e svolto in collaborazione con lo SNAD. Nuovi autori e interpreti si sfideranno sul palco dello storico Teatro Tordinona per dar vita all’appuntamento che, anno dopo anno, si riconferma tra i più apprezzati e seguiti della Capitale.

Tanti i testi selezionati dall’attenta Giuria, della quale faceva parte il Maestro Ettore Scola e al quale è dedicata l’edizione di quest’anno. Diciotto gli autori selezionati durante l’anno che hanno presentato monologhi, corti eatti unici. I testi verranno portati in scena ognuno per tre sere consecutive, fino al 23 dicembre, serata finale di premiazione. Un’edizione che si caratterizza per interessanti lavori realizzati da importanti nomi del teatro italiano, ma anche un’occasione di grande visibilità per i nuovi autori e attori emergenti.

Novità di quest’anno sarà la prima Edizione del Premio “Luce sul Proscenio”, dedicato agli autori Under 35 e promosso dalla Fondazione Favi Annita Onlus. Il Premio sarà presentato all’interno del Festival “Schegge d’Autore”.

Si parte il 12 dicembre alle ore 21:00, con i primi cinque corti, che saranno in replica anche il 13 e 14 dicembre: “L’ultima sinfonia”, scritto dal commediografo, fotografo e giornalista Salvatore Scirè, che racconta gli ultimi giorni di vita del grande musicista Ciaikovskij. A seguire, lo storico del teatro e autore Giovanni Antonucci porta in scena il suo testo “Io Trilussa”, interpretato da Antonucci stesso, protagonista di un monologo ironico su Trilussa e la Belle Époque. A seguire sarà la volta dell’autrice Luisa Sanfilippo con “Anamorfosi dentro”, satira di un apparente grottesco mutamento anamorfico. La Sanfilippo ne è anche l’interprete. Metaforico e poetico il testo di Carla Piubelli, “Crisalide” che si incentra sulle emozioni di un’anima intrappolata in un bozzolo che lotta per librarsi in volo.  La rassegna prosegue con “Casimiro” di Massimiliano Perrotta, che vede come protagonista un bizzarro favellatore di strada che crede a tutto ciò che gli si dice.

 

Nei giorni 15 -16 -17 dicembre, alle ore 21.00, andrà in scena un corto che rappresenta una metafora della vita, vista dalla particolare prospettiva delle favole: “Favole2”, di Luciano Bottaro; segue “Io Giulia Domna”di Stefania Severi, che presenta un lavoro sulla storia della moglie di Settimio Severo, con l’interpretazione diChiara Pavoni. Altra tematica quella affrontata da Anna Hurkmans ne “I clandestini”, che racconta la storia di un uomo contrario alla presenza di clandestini, con un finale tutto a sorpresa. Nelle stesse sere, Nino Musicò porta in scena il corto intrigante, “Una foglia non serve a coprire tutto”, storia a tutto tondo di un attore porno in crisi. Infine, “L’ombra di Cesare-Cicatrici” di Sonia Morganti, affronta il tema del dolore.

In scena anche un monologo al femminile sulla storia di una donna perseguitata dalle immagini di un uomo e di un pugnale, che scopre come la sua anima abbia abitato il corpo di Francesca da Rimini. Il testo, dal titolo “Luxuriàs, lost in lust”, è di Caroline Pagani e Filippo Bruschi.

 

I giorni 18-19- 20 dicembre sono dedicati ai vincitori del Premio Luce sul Proscenio, voluto dalla Fondazione Onlus Favi Annita onlus, e dedicato ad autori under 35. Tre sono i vincitori della prima edizione: Stefania Perno con “La bambina mai cresciuta”, Roberta Russo con “I due euro dell’acqua della nonna”, Serena Ventrella con “Muffa”. Gli spettacoli andranno in scena alle ore 21:00. Domenica 18 dicembre il Premio Luce sul Proscenio sarà preceduto da una tavola rotonda sul tema: “La giovane Drammaturgia in Italia”. I Premi speciali della sezione internazionale di Schegge D’Autore verranno assegnati alla scrittrice russa Elena Rastegaeva e all’artista francese Emmanuel Gallot Lavallèe, autore dell’immagine del Festival “Schegge d’Autore” di quest’anno. E’ prevista la proiezione di video di spettacoli dei primi quindici anni di Schegge, con la rappresentazione straordinaria di “August e Marie” di Renato Giordano.

Il Festival, organizzato dallo SNAD (Sindacato Nazionale Autori Drammatici e Radiotelevisivi) con la direzione artistica di Renato Giordano, è dedicato agli autori teatrali italiani. In sedici anni di festival sono andati in scena circa 650 nuovi testi. Un evento unico, dove la scrittura drammaturgica è protagonista, in un paese in cui per i nuovi autori è sempre più difficile andare in scena. Un Festival coinvolgente, ma anche un osservatorio sulla vitalità del teatro e le sue continue evoluzioni.

Pietra Montecorvino apre la rassegna “Chi passa alla Locanda”

La musica è tutto. È uno specchio. È il modo di comunicare il mio amore e la mia passione, per soddisfare gli altri. E quando il pubblico è felice è compiuto il miracolo”. Così racconta il suo universo musicale Pietra Montecorvino, cantante, attrice e interprete sanguigna e viscerale che venerdì 9 dicembre alle ore 21 inaugurerà la rassegna “Chi passa alla Locanda”, il cartellone della Locanda del Mare, il porto d’inverno del Dum Dum Republic. Una voce unica e profonda, che fonde suono e fisicità in un discorso interculturale, contaminando terre e culture lontane, con incursioni nel mondo della musica popolare contemporanea, in un incrocio senza frontiere, sempre fedele a se stessa e alle “femmine del Sud”. Una Pietra che non urla più le sue canzoni, ma nei dischi ama passare attraverso “le emozioni silenziose, perché nella vita si impara sempre”. “Il palcoscenico è l’unico punto in cui sono sicura di me – racconta l’artista – riesco a fondere sia le pressioni della vita, che i disagi o la felicità. È un’alchimia che riesce ad emozionare perchè la prima ad emozionarsi sono io”.  Indipendenza mentale e libertà come essere umano, ma soprattutto una personalità artistica forte, definita dal regista John Turturro, che l’ha voluta tra i protagonisti del film “Passione”, come “…una donna unica nel suo genere, una persona autentica che non si lascia intimorire dal potere della realtà. È una narratrice, un’attrice …”. E poi c’è Napoli e il Sud, che sono sempre il punto di partenza, ma mai di arrivo, perché esistono il mondo e l’universo. “Finora sono riuscita a non farmi intrappolare – insiste Pietra Montecorvino – È fondamentale lasciare uno spiraglio per il sogno di volare. La vita è un volo. Io sono io, non seguo mode, non perdo tempo e quando amo, amo davvero, sogno l’impossibile anche se i sogni sono vicini alla realtà e la vita è tutta lì, negli spazi tra cielo e terra. Pietra è cambiata. È cresciuta, con la pazienza, l’amore per la vita e per gli altri, la responsabilità per i figli. Arriva un tempo, che non corrisponde ad un’età predefinita, in cui ti devi fermare e fare altre cose. Sono 10 anni che sto costruendo per esplodere alla grande e comunicare emozioni. Come diceva Triosi, “l’arte è di chi se la prende, non di chi la fa”. In programma per il prossimo febbraio anche l’uscita del nuovo lavoro discografico di Pietra Montecorvino, “Colpa Mia”, attualmente in preparazione: “È quasi tutto scritto da me, oltre ad un brano composto con mio figlio Fulvio Bennato, con l’arrangiamento di Salvio Vassallo. Ci sono grandi collaborazioni e di questo sono molto contenta. Tra gli ospiti anche Tonino Carotone, che ha collaborato con Manu Chao”.

 

Massima interprete della musica napoletana di respiro internazionale, sul palco della Locanda del Mare, Pietra proporrà un repertorio articolato, tra canzoni proprie, brani scritti da Eugenio Bennato e classici partenopei e internazionali rivisitati in una fusion creativa tra lo stile tradizionale e le nuove sonorità mediterranee. On stage con lei due musicisti di grande spessore, il polistrumentista Erasmo Petringa e il contrabbassista Daniele Brenca: “E poi ci sono, l’imprevedibilità dell’arte che va oltre il repertorio”.

Esce Uànema Deluxe Edition di Andrea Sannino, il live l’8 dicembre al Teatro Toto’

Andrea Sannino festeggia le 2500 copie del suo album  “Uànema!   con la pubblicazione di “Uànema! Deluxe Edition” la ristampa del primo album del cantante, attore e autore partenopeo. Per festeggiarne l’uscita e per presentarlo al pubblico Andrea Sannino si esibirà con un live in versione natalizia  del tour“Uànema! Live” che farà tappa giovedì 8 dicembre alle ore 21 al teatrò Toto’ e che si preannuncia essere l’ennesimo sold out. Il disco in versione Deluxe contiene tutti i  brani di  “Uànema! tra cui i singoli di successo come “Abbracciame” (da 5 mesi sul podio della Classifica Spotify “Sound of Naples”), di “Sto cercanno ancora” feat. Sal Da Vinci e Nicola  e quattro nuovi brani aggiunti nel  cofanetto, di cui tre sono tracce registrate al concerto di Luglio al  Teatro Palapartenope. Il singolo che anticipa l’uscita  di questa edizione speciale è “’A canzuncella” , l’omaggio che Andrea Sannino ha voluto fare alla memoria di Paolo Morelli e agli “Alunni del sole” il cui  video ,girato dalla 10 Muvi, ha totalizzato circa 150’000 visualizzazioni a pochi giorni dall’uscita. La produzione artistica dell’album (prodotto e distribuito dalla storica Etichetta ZeusRecord) è affidata a Mauro Spenillo e Pippo Seno. L’album Uànema! nasce un anno fa, con il desiderio di riportare in auge un filone ultimamente un po’ trascurato, quello della canzone d’amore e d’autore scritta all’ombra del Vesuvio, senza l’uso e l’abuso del tratto oleografico, ma con la ricchezza e la musicalità che la lingua napoletana riesce a trasmettere da secoli.Tra i musicisti del disco,oltre Pippo Seno (Chitarre) e Mauro Spenillo (Tastiere e arrangiamenti) spiccano i nomi di Alfredo Golino alla batteria,Roberto D’Aquino al basso, Rosario Jermano alle percussioni, Sasà Piedepalumbo alla fisarmonica. Andrea Sannino, classe 1985, cresciuto a pane e musical, dopo aver duettato con uno dei più grandi maestri della canzone italiana Lucio Dalla, dopo aver calcato palcoscenici interpretando ruoli principali in musical di successo, festeggia quindi il primo anno di Uànema! con questa versione Deluxe del suo repertorio. Appuntamento live giovedi 8 dicembre ore 21 al Teatro Toto’ con tanti ospiti e sorprese per il pubblico di Uanema live!

 

Lauren Henderson, parte il tour italiano della jazz vocalist e compositrice internazionale

Un’anima in jazz. Una voce calda, intima ed elegante, con un vibrato controllato ed emozionante. Direttamente dagli Usa, ospite dell’evento di punta della stagione autunnale di Vinile_Live, la jazz vocalist e compositrice Lauren Henderson, considerata dalla stampa specialistica americana una nuova stella emergente. Proprio dall’open space di via Velia, nel cuore di Salerno, eccezionalmente mercoledì 30 novembre alle ore 21 prenderà il via il tour italiano di Lauren, che sarà accompagnata nelle varie tappe dai musicisti salernitani Massimo Barrella alla chitarra,  Marco De Tilla al contrabbasso e Marco Fazzarri alla batteria. Originaria del Massachusetts, ma di origini caraibiche, Lauren fonde nella sua musica il patrimonio latino e le sue composizioni originali, dando vita ad un repertorio dalle influenze eclettiche, spaziando tra vari generi. Un suono versatile, ma distinto, con un background radicato nel jazz, che risente dell’influsso di grandi artisti come Shirley Horn, Nancy Wilson, Anita O’Day, Chris Connor, Julie London, Sarah Vaughan, Astrud Gilberto, Omara Portuondo, e molti altri. Attualmente vive dividendosi tra Miami e New York. Lauren inizia a studiare il pianoforte nel 1993. Cresce cantando nei cori della chiesa e della scuola, oltre ad ascoltare dischi jazz attraverso le collezioni del padre e dei nonni. Timida, da  giovane musicista è riluttante a cantare assoli, fino alla spinta  del suo  tutor poco prima di frequentare il Wheaton College (MA) dove riceve il suo primo  Bachelor of Arts. Proprio a Wheaton scopre la sua voce, diventando il direttore musicale del suo gruppo di canto, membro della jazz band, studiando il repertorio classico e il teatro musicale, oltre a trovare ispirazione nei suoi professori e nelle masterclass con artisti come Paquito D’Rivera e Take6 . Dopo la laurea, Lauren continua a coniugare il suo amore per la musica e la cultura. Mentre viveva a Puebla, in Messico, studia la musica tradizionale dello Yucatán e quella  popolare alla Benemérita Universidad Autónoma de Puebla. Lavora sullo sviluppo della sua musicalità a Córdoba, in Spagna, dove studia il flamenco e le sue affinità con il jazz presso La Universidad de Córdoba.

Nel 2011 pubblica il suo album di debutto, “Lauren Henderson”,  registrato quasi immediatamente dopo il suo arrivo a New York. L’intento originale è quello di creare una demo per farsi conoscere nella competitiva scena jazz di New York. Il quartetto registra classici di Duke Ellington, Hoagy Carmichael, Antonio Carlos Jobim, e Rogers e Hart. Il lavoro viene rensito da diverse riviste musicaqli, tra cui DownBeat Magazine, JazzTimes e All About Jazz.

 Ha avuto l’opportunità di studiare con musicisti leggendari e influenti come Barry Harris durante un workshop, oltrea studiare e cantare con artisti candidati ai Grammy  come  ilcantante Jane Monheit, e il pianista Michael Kanan. Il nuovo lavoro discografico, “A La Madrugada”, vede Sullivan Fortner al pianoforte, Ameen Saleem al basso, Louis Fouché al sassofono contralto, Jonathan Powell alla tromba (membro di Eddie Palmieri afro-caraibico Sextet, la band di Arturo O’Farrill e vincitore di un Grammy Record,  votato “Miglior Latin Jazz Trumpeter” 2009 di Latin Jazz Corner), Riley Mulherkar alla tromba (membro della Julliard, chiamato “Rising Jazz Artist” di Wynton Marsalis), e Jeremy Bean Clemmons alla batteria e percussioni ( premiato produttore e prima membro del Grammy nomination, quartetto di Andy Bey,e  membro di Understated). A La Madrugada si è attestato nel JazzWeek Top 100 per oltre 3 settimane. In progress un nuovo lavoro discografico a breve in uscita.

Il trio al femminile Le Assurd in concerto per la rassegna Adotta una Lotta

Dopo un tour di due mesi  che le ha portate in giro per il mondo il trio di musica popolare al femminile Le Assurd, ritorna a Napoli per presentare  live l’ultimo lavoro discografico “Nozze D’argento” all’Asilo Filangieri.  Sabato 3 dicembre infatti per la rassegna Adotta una lotta, concerto a sostegno dell’Asilo, Cristina Vetrone, Lorella Monti ed Enza Prestia racconteranno il loro viaggio musicale ed in particolare festeggeranno insieme al pubblico dell’Asilo, i loro 25 anni di intensa attività musicale, presentando quindi  il loro quinto lavoro discografico dal titolo “Nozze d’argento” su etichetta Jesce Sole. Cristina Vetrone, Lorella Monti ed Enza Prestia,  dal ’91 infatti portano le tradizioni folk del sud Italia in giro per il mondo, dal Vecchio Continente al Nuovo Mondo. Tre donne, tre musiciste, tre personalità diverse che si fondo in un unico carisma capace di trasportare il pubblico nel viaggio di colore, canti e suoni messo in scena durante uno spettacolo che parte dai ritmi passionali della tarantella partenopea,toccando le sonorità impetuose della pizzica salentina e del calore del Sudamerica, arricchito dall’uso di strumenti originari come tammorre, tamburelli e organetto. Le Assurd nel loro percorso artistico fondendo la metodologia della cultura contadina, dove da secoli si vive la festa come momento in cui si tramandano oralmente le tradizioni, con quelle che sono le ricerche dei più moderni etnomusicologi, da Alan Lomax, Diego Carpitella, Ernesto De Martino e Roberto Leydi, i quali hanno lasciato delle tracce di un interesse assoluto su queste musiche e queste tradizioni.E da queste fonti, le Assurd, hanno ripreso, tra l’altro, le tammurriate (canti e danze della tradizione campana), le pizziche (legate al fenomeno del tarantismo pugliese), le tarantelle, i canti di protesta legati al mondo del lavoro e all’emigrazione, e le serenate. Negli anni, inoltre, il repertorio si è ampliato e arricchito con composizioni originali, fornendo un senso di continuità e costante movimento alla tradizione. Con questo disco “ Nozze D’Argento”  che definirlo solo folk sarebbe riduttivo, ma che è di sperimentazione e ricerca, si rafforza il sodalizio artistico delle due musiciste sannite e dell’italoargentina che nel loro disco alternano brani della tradizione popolare campana a sonorità latine e a inediti.Tre personalità diverse che si amalgamano insieme e fondendosi creano uno stile inconfondibile grazie alla voce di Cristina Vetrone:Voce singolare, atipica per una donna, violenta e struggente allo stesso tempo, al limite del baritono. E’ considerata come una delle più interessanti organettiste italiane;Lorella Monti:Vocalità tipicamente partenopea: corposa, musicale, dolce. E’ l’espressione della realtà femminile deivicoli di Napoli. E’ considerata una delle migliori danzatrici di tammurriate;Enza Prestia:Di origini italiane ma nata e cresciuta in Argentina. Dal temperamento forte, con una voce calda e suadente, nostalgica e indefinibile nella sua emissione, tipicamente sudamericana. Ottima percussionista

All’Asilo i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’Asilo.

in Anteprima Se una Notte di Mezza Estate i Bottom Brothers ad Astradoc

Venerdi 2 dicembre 2016 dalle ore 20.00, serata speciale della rassegna di cinema documentario AstraDoc – Viaggio nel Cinema del reale presso il Cinema Astra di Napoli, dedicata ad una produzione tutta napoletana, a metà strada tra realtà e finzione, incentrata su un laboratorio teatrale fatto con i migranti dalla Compagnia di K. e realizzata grazie ad una campagna di crowdfunding.  Proiezione del film in anteprima assoluta di Se una notte di mezza estate i BOTTOM BROTHERS (Italia, 2016, 84′) di Adriano Foraggio, sceneggiatura di Linda Dalisi. Alla serata, presentata dalla giornalista e scrittrice Ilaria Urbani, parteciperanno il regista, coautore del soggetto con la sceneggiatrice Linda Dalisi e il cast del film. Quindici giorni circa di set (10 giorni al Teatro Bellini e altri a Interno5), un piano di produzione rocambolesco e funambolico, a incastrare disponibilità di più di 20 attori non professionisti; una campagna di crowdfunding su produzioni dal basso veloce e incisiva; un gruppo indipendente spinto dal desiderio di lasciare una testimonianza su uno spazio necessario di creatività e incontro; un gruppo di professionisti che ha deciso di sostenere il progetto. Il film racconta della Compagnia di K., spazio di laboratorio teatrale nato a Napoli nel 2011, aperto a italiani e stranieri non professionisti, che sta preparando uno spettacolo. Non si ha ancora la certezza che si andrà in scena. Non si è mai al completo, manca sempre qualcuno che forse arriverà. Il gruppo sta lavorando su Nick Bottom, l’artigiano del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, di cui ognuno crea la propria versione, fino alla costruzione di un Bottom molteplice. Nell’opera di Shakespeare, Bottom attende di dare vita al suo personaggio, di essere finalmente “attore”, e così i ragazzi della Compagnia. Per loro (23 partecipanti in totale, più le loro guide), italiani e stranieri, rifugiati politici e migranti economici, l’attesa dell’andata in scena fa da specchio all’attesa nella vita, perché in Italia la condizione del migrante è una continua attesa: attesa del permesso di soggiorno, dell’appuntamento alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, di un lavoro, di costruirsi una nuova vita, di poter aiutare le famiglie rimaste a casa. “Ho seguito il laboratorio di teatro sin dalla sua nascita – ha dichiarato il regista Adriano Foraggio – L’ho osservato dall’esterno così ho potuto godere del clima della Compagnia di K.: il linguaggio che andava oltre la lingua, oltre il contatto, oltre la comprensione. Vedo negli incontri una “zona” franca: la libertà espressiva dei partecipanti, l’intesa del gruppo, la forma libera dell’interazione culturale. La più bella forma di resistenza, di insistenza, che ho potuto conoscere rispetto al tema delle migrazioni.  Dopo piccole collaborazioni abbiamo capito che era giunto il momento di confrontarci concretamente rispetto all’idea di realizzare un film che raccontasse l’esperienza della Compagnia di K.. Il mese dopo avvenivano i nostri primi incontri di scrittura del soggetto. Con Linda, abbiamo deciso di adottare un linguaggio di finzione, pur evitando di allontanarci dalla realtà: per le storie raccontate ci siamo confrontati dapprima con i partecipanti al laboratorio, per condividere le intenzioni e per raccogliere ulteriori volontà di racconto. Sono state raccolte storie e aneddoti del passato, per essere riscritti in chiave cinematografica e riconsegnati agli attori che li hanno interpretati. Quasi tutti interpretano se stessi, comprese le tre figure guida: Linda alla regia della Compagnia, Estelle Franco nel ruolo di direction d’acteurs (anche dietro le quinte del set cinematografico) e Michelangelo Dalisi nell’approfondimento dell’utilizzo della maschera nel teatro.” Ha invece detto con soddisfazione Linda Dalisi: “Questo spazio è nato sei anni fa e da allora vive in cento metamorfosi. Questo luogo è una casa che si forma ogni volta che ci incontriamo. Ovunque sia. Questa casa sta. E in questa casa si può stare nel modo che si sceglie.”