Il giornalista angrese Francesco Rossi al game show di Bonolis su Canale 5

Mercoledì 18 gennaio, alle ore 18.45, tutti sintonizzati su Canale 5 per sostenere il noto, preparato e simpatico giornalista angrese Francesco Rossi. Quest’ultimo, appassionato di comunicazione in tutte le sue accezioni, sarà infatti uno dei concorrenti di “Avanti un Altro” il game show condotto da Paolo Bonolis e si metterà in gioco per riuscire a portare a casa il montepremi finale messo in palio dalla trasmissione cercando di arrivare alla prova finale dove in pochi minuti dovrà dare un tot di risposte sbagliate alle domande. Non ci resta che seguire il fortunato gioco televisivo e fare il tifo per il nostro amico e collega Francesco.

IAMAMASHIDO, il concerto per la presentazione del CD “Attimi”

Si terrà al Teatro Vascello di Roma, in occasione di una serata speciale il prossimo 20 gennaio alle ore 21.00, l’evento musicale dal titolo IAMAMASHIDO, un concerto di musica pop funky realizzato dai ragazzi delle Case Famiglia de “Il Fiore del Deserto”.  Il progetto, a cura della dottoressa Vittoria Quondamatteo, parte da un percorso di esperienza musicale, che negli anni ha visto nascere un laboratorio rivolto ai giovani adolescenti accolti nelle strutture dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Fiore del Deserto”.  L’esperienza e l’impegno dei ragazzi hanno dato vita al CD “Attimi”, un album contenente le tracce delle canzoni realizzate dalla “The Red Band” e che vede la direzione artistica di Giovanni Dessena. La “The Red Band” nasce nel 2009 all’interno del laboratorio di musica dell’Associazione. Dopo un’iniziale esperienza che vedeva coinvolti solo i minori accolti nella comunità Casetta Rossa, nel 2010 si decide di aprire la dimensione del laboratorio alle altre realtà dell’Associazione. Ad oggi, il progetto coinvolge la casa famiglia “Il Fiore del Deserto”, il Progetto Sinago e, dal 2013, la casa famiglia “Un passo dal Fiore”. Una serata all’insegna della buona musica e della solidarietà, per far nascere e alimentare la speranza di un futuro migliore alle persone più svantaggiate. Questa è infatti la mission de Il Fiore del Deserto, che dal 2000 accoglie ragazze e ragazzi di diverse età, nazionalità e provenienza socio-culturale, promuovendo processi di integrazione. Con la nascita del Progetto Accoglienza, un sistema di valori e di idee in movimento promosso dall’Associazione, l’intento è quello di contribuire alla ri-definizione e ri-costruzione di un nuovo welfare delle comunità, inteso come rete solidale che attiva stili di vita sostenibili e percorsi concreti di inclusione sociale e lavorativa delle persone meno fortunate.

Sergio Assisi al Teatro Delle Arti con “L’ispettore Drake e il delitto perfetto”

Riprende, dopo la pausa natalizia, la stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Delle Arti di Salerno. Di scena domani 14 gennaio alle ore 21 ed in replica domenica alle ore 18, l’attore partenopeo Sergio Assisi, che insieme con Luigi di Fiore, Francesco Procopio, Fabrizio Sabatucci e Beatrice Gattai presenta “L’ispettore Drake e il delitto perfetto” di David Tristram, con le musiche originali di Louis Siciliano Aluei, la scenografia di Roberto Crea, le luci di Francesco Adinolfi, i costumi di Mirjana Panowsky, la foto di Marina Alessi, aiuto regia Pino L’Abbate, la regia dello stesso Sergio Assisi.  

Quando un genio decide di commettere un delitto, il piano che mette in pratica per portare a termine il suo progetto è a prova di errore. Ma è anche a prova di idiota?

L’Ispettore Drake e il suo fido aiutante Plod si ritrovano a dover affrontare la più grande sfida delle loro carriere: risolvere un misterioso e intricato delitto. E quando diciamo intricato, intendiamo proprio intricato, intricato come… come una cosa molto intricata, per intenderci. Chi è il misterioso dottor Short? E perché ha sposato un facocero? E’ stato lui ad uccidere la sua quarta moglie o è stata la sua quarta moglie a uccidere lui? Ha veramente due figlie di nome Sabrina o una delle due mente? Che ci fa il Papa nel bosco? Ma soprattutto, perché c’è un lampione in salotto? Queste sono solo alcune delle tante domande a cui l’ispettore dovrà dare una risposta.

Personaggio surreale al servizio di un thriller surreale, l’Ispettore Drake racchiude in sé tutti i luoghi comuni del detective esasperati all’ennesima potenza, fino ad ottenere una miscela esplosiva e irresistibilmente comica. La sua lampante incompetenza, malcelata da un atteggiamento serioso e goffamente beffardo, è resa ancora più esilarante dall’accoppiata con il sergente Plod, il peggior assistente che un detective possa desiderare di avere al suo fianco quando si sta indagando su un omicidio! In questa fortunata commedia inglese si alternano continue e inaspettate gag e innumerevoli colpi di scena, trascinando lo spettatore in un universo goliardico dove tutto, ma proprio tutto può accadere, e dove ciò che è incredibile diventa magicamente plausibile. 

Lo spettacolo nasce dalla volontà di rappresentare qualcosa di nuovo e di classico nello stesso momento – ha dichiarato Sergio Assisi Una commedia inglese dall’inconfondibile humor surreale, che si amalgama con la comicità nazional popolare. L’idea è quella di dar vita a personaggi dichiaratamente eterogenei per dialetto. Dal napoletano al milanese, passando per il romano. Una sorta di spettacolo multietnico, che prova a sfruttare le comicità regionali, sulla base di una provata e internazionale ironia british. Protagonista della storia non è un “semplice” delitto da risolvere, ma il gioco complesso e matematico del teatro nel teatro, l’abbattimento della quarta parete, e finzione che si mischia a realtà. Attori che escono fuori dal personaggio e personaggi che giocano ad essere attori. L’ambientazione classica di un salotto inglese, ma ricco di elementi folli, porta lo spettatore fin dall’inizio in una nuova dimensione, resa confortevole dalle più classiche trovate sceniche. Una prima esperienza di regia teatrale, ambiziosa ma non troppo, con la quale provare a creare un nuovo stile identificativo.Può la stupidità vincere sul genio del male? Può il genio prendersi gioco del comune essere umano senza pagare le conseguenze della propria vanità?”

Successo per il “Collettivo Canzoni a Manovella” tra emozioni, ricordi e nuove idee

Grande successo di pubblico e critica per il concerto del Collettivo Canzoni a Manovella che si è tenuto a Nocera Inferiore. La loro arte imbevuta di musica classica, pop, soul, jazz e folk è riuscita a riscaldare il vastissimo pubblico che ha gremito la Piazza del Corso nonostante il freddo gelido e che ha tributato loro scroscianti applausi. Una serata con una concentrata attenzione non solo per la magistrale esecuzione del pianista e tastierista di fama internazionale Joe Amoruso, ma anche per il sound profondo e svisceratamente di qualità che ha prodotto il Collettivo composto dal direttore artistico Gianmarco Volpe alla chitarra acustica e mandola, da Martina Mollo voce e synth, da Ruggiero Botta alle percussioni, da Nicola Lupetti voce magica, da Gino Ariano all’acustic bass e dal tenore Massimo Ariano al sax soprano. Un concerto emozionante, ad alto tasso comunicativo e spessore musicale che ha condotto il pubblico in un incredibile viaggio nel tempo, in quanto ci sono momenti nella vita in cui la musica del presente diventa passato e quella del passato futuro. Un evento fortemente voluto e ben riuscito in cui gli artisti hanno esternato, a parole e in note, il proprio vissuto emotivo. La risposta del pubblico è stata davvero entusiasmante – ha dichiarato Gianmarco Volpe E’ emozionante ascoltare le persone cantare le tue canzoni, vuol dire che la musica arriva, che si è stabilito un contatto, un canale di comunicazione. Questo progetto “Canzoni a manovella” rappresenta per me un momento importante: una riflessione sul quello che è stata la mia vita nella musica e ho cercato di raccontarlo attraverso le canzoni, per condividere delle storie, delle esperienze. Ringrazio i miei compagni di viaggio che mi supportano e mi sopportano: Massimo Ariano, Ruggiero Botta, Nicola Lupetti, Martina Mollo (talentuosa musicista, di cui sentiremo molto parlare) e ringrazio Joe Amoruso per la collaborazione. Un viaggio di ricognizione, attraverso la musica, nella storia del nostro territorio e della nostra cultura e che si è concluso con calorosi applausi e con il desiderio di riascoltare quell’armonico sound.

Articolo a cura di Brigitte Esposito, regia di G. Roberto Tartaglia, riprese e fotografia Angelandrea Falcone produzione www.360gradiwebtv.it 

I racconti di Bronx Film alla Casa del Cinema, rassegna di documentari e corti

Nella famigerata ma ancora fertile zona di Scampia, a Napoli, da 10 anni è in crescita un albero socio-produttivo con rami cine-culturali che non a caso ha nome Bronx Film (dopo essere nato e affermatosi col marchio Figli del Bronx). Laggiù – in fondo a due passi da noi – le Gomorre sono davvero di casa, eppure dal basso, da dentro quel meccanismo, qualcuno ha voluto e saputo partire per rinnegare un certo passato e per costruire idee, opportunità, storie, insomma un ‘ufficio’, un lavoro anomalo per quelle strade buie. Gaetano Di Vaio, ‘indigeno’ reduce da errori giovanili mutati in consapevolezza e studi, insieme a giovani registi e persone non solo di Scampia – come le produzioni Eskimo Film di Dario Formisano e Minerva Pictures di Gianluca Curti – ha via via reso quel Bronx uno strumento di lotta pragmatica attraverso immagini e racconti, cioè cortometraggi, documentari, film. Bronx napoletano vissuto da figli a fratelli, forse padri di una svolta da puntellare senza pause ma che ha già significato nuovo peso specifico della drammaturgia made in Naples e dintorni. Svolta non solo cinematografica: Bronx è anche libri, corsi, forum, varie attività.

 

La Casa del Cinema di Roma, Largo M. Mastroianni, 1,  vuole ospitare il riassunto di questo decennio articolandolo in cinque giovedì dal 12 gennaio al 9 febbraio 2017: in programma alle ore 18 proiezioni e dibattiti per capire tali meccanismi d’indipendenza e di coraggio. Ecco Abel Ferrara coinvolto in un percorso complesso – Napoli, Napoli, Napoli – che appartiene al suo ambiente cine-etico e alle sue radici familiari. Da Guido Lombardi il bel corto su gioventù ‘ammischiata’ di quartieri diversissimi e il folgorante, pluripremiato alla Mostra di Venezia 2011 La-bas sulla strage d’immigrati africani nella Terra dei fuochi casertana. Altri corti di rilievo: Ciro del bravo Sergio Panariello e Ore 12 del potente Toni D’Angelo legati al cinema del reale; Ritratti abusivi di Romano Montesarchio, che sfata luoghi comuni attraverso umanità ‘comune’ quanto eccentrica. Sotto la stessa luna di Carlo Luglio, sincero e accorto incrocio di realtà e narrazione con cui a Locarno 2006 cominciò il cammino degli allora Figli del Bronx; e l’anima soul di Enzo Gragnaniello in giro per i Campi Flegrei in Radici dello stesso Luglio. Infine in programma due documentari di Gaetano Di Vaio, il motore nel Bronx: l’essenziale e molto personale Il loro Natale su vita e attese di familiari (donne) di detenuti e l’altro faccia a faccia del produttore-regista Largo baracche sulla gioventù dei quartieri di Napoli colti nei loro intricati vicoli fatti di salvezza e dannazione.

Al PalaSele di Eboli arriva il grande Renato Zero con “Alt in Tour”

Sorcini”, il 20 e il 21 gennaio sono due date assolutamente da segnare e da non perdere perché arriva al PalaSele di Eboli uno dei personaggi fondamentali della scena musicale italiana: Renato Zero con il suo “Alt in Tour”. L’artista romano catalizzerà emozioni e brio con i suoi inimitabili successi dopo aver segnato quasi mezzo secolo di musica.

Fortebraccio Teatro presenta “Metamorfosi” tratto da Ovidio

Dal 13 al 15 gennaio a Sala Ichòs (via Principe di Sannicandro – San Giovanni a Teduccio) Fortebraccio Teatro presenta Metamorfosi (di forme mutate in corpi nuovi) tratto da Ovidio, con la traduzione di Piero Bernardini Marzolla, adattato e diretto da Roberto Latini, con le musiche e i suoni di Gianluca Misiti (anche quest’anno tra i finalisti al Premio UBU nella categoria “Progetto sonoro o musiche originali” per Amleto + Die Fortinbrasmachine). Il progetto è suddiviso in tre spettacoli con il seguente programma:

13 gennaio h 21 SIRENE + ECUBA + NARCISO – a cura di e con Ilaria Drago

14 gennaio h 21 ARACNE + IL SONNO – a cura di e con Alessandra Cristiani

15 gennaio h 21 METAMORFOSI scatola nera – di e con Roberto Latini

Ho scelto di lavorare su Metamorfosi di Ovidio – ha dichiarato il regista Roberto Latiniper l’evidente impossibilità a farlo. È un materiale talmente vasto e ricco e traboccante, che quanto preparato per la scena ha avuto da subito il sapore del non finito, non finibile. Mi interessa quindi moltissimo. Dal primo sipario aperto nell’estate ho cercato di assecondare questa apertura e tenermi, tenerci, in una forma in mutamento. Coi miei compagni di lavoro e nella loro eccezionale disponibilità, abbiamo costruito materiale cangiante, mutante, mai replicato nella stessa forma e condizione. Abbiamo lavorato sulla possibilità dell’indefinire, sulla precarietà stessa del percorso creativo e i suoi processi.  Vado ripetendo che ci siamo permessi di metterci nella condizione di un lavoro in trasformazione continua, senza le regole del ben fatto, dell’acquisito, conquistato, ma regolato sulla sensazione scenica della costruzione.  Ho stabilito un punto di partenza, non cronologico, non drammaturgico, non contenutistico, ma ho scelto di lavorare su quanto mi attrae, sull’attrazione, quindi, non sull’astrazione. C’è forse ora una drammaturgia di ritorno, prodotta dallo stesso materiale e sono nella curiosità dell’appuntamento scenico per ulteriori riflessioni.

Domenica 8 gennaio tanta musica con la IV^ Edizione del Concerto per Attilio

Domenica 8 gennaio 2017, alle ore 18.30, presso il Santuario Gesù Bambino a S. Antonio Abate si terrà la IV^ Edizione del Concerto per Attilio. Dopo la celebrazione della Santa messa tanti musicisti ricorderanno con uno straordinario concerto Attilio Saturno, un grande appassionato di musica che ha donato sempre e generosamente la sua energia positiva a coloro che amano suonare e cantare. L’obiettivo è di mantenere viva la memoria di chi ha lasciato un ricordo indelebile, con la prospettiva di guardare sempre la vita con gli occhi dell’anima e le note del cuore. A dirigere il concerto i Maestri Padre Paolo e Antonio Saturno.

Rassegna Atelier. L’ 8 gennaio Piaf, black without wings al Nuovo

Secondo appuntamento della VII edizione di “Atelier – Spazio performativo”, rassegna di teatro e danza, con la direzione artistica di Artestudio – Teatro Grimaldello, di Antonio Grimaldi, concept e coordinamento a cura di Loredana Mutalipassi. Domenica 8 gennaio alle ore 19, sarà al Teatro Nuovo di Salerno (via Laspro) la compagnia Capriglione-Limodio con “Piaf: black without wings”, di Maria Sole Limodio. Antonetta Capriglione interpreta, lontana da ogni biografismo, Piaf: lo spettacolo è un battito, un esperimento sul volo. Un’indagine sulla schiena dell’uomo senza ali, una riflessione sul potere umano della canzone, sulla bellezza dell’inferno. L’anima e l’animalità del personaggio evocato, convocato, esalta il volo basso dei passerotti leggeri e non quello rapace e tracotante degli sparvieri. L’edizione 2017 della rassegna Atelier, che ha il patrocinio del Comune di Salerno, si propone di ampliare sempre più l’orizzonte dello spazio teatrale inteso come luogo del corpo dell’attore nella sua totalità: una dimensione nella quale spazio e tempo siano profondamente correlati e traslati dalla sensibilità rappresentativa degli interpreti.

Biglietto € 10.

RAIZ & MESOLELLA a Chi passa alla Locanda

Pulsioni rock, soul, blues, reggae che incrociano la canzone classica napoletana. Uno dei timbri più intensi e caldi della musica italiana, voce storica degli Almamegretta, incontra l’eclettico chitarrista fondatore degli Avion Travel. Raiz & Mesolella: due musicisti del Sud e un destino che si compie con l’album Dago Red. Un disco che ruota intorno al ruolo delle identità e del cosmopolitismo. Memoria e presente, narrativa e canto si fondono in una sintesi migratoria. Oltre i limiti dello spazio fisico e geografico. Nessun confine musicale, culturale o ideologico. Un disco che fa della contaminazione la sua cifra stilistica principale, con lo spirito di due musicisti che propongono una visione della musica (e della vita) senza pregiudizi di nessun tipo. Ed è proprio il Dago Red Tour che giovedì 22 dicembre alle ore 21 chiuderà la rassegna di dicembre di “Chi passa alla Locanda”, il cartellone della Locanda Del Mare, il porto d’inverno caldo ed accogliente del Dum Dum Republic.  Un disco e un tour da brividi per generare emozioni. “Sembra un album folle, schizofrenico –sottolinea Fausto Mesolella – In realtà ha una sua logica. Abbiamo giocato a contaminare i classici della canzone partenopea con pezzi rock e pop, andando da George Harrison agli Who, da Leonard Cohen ai Gogol Bordello”. Dago Red si ispira nel titolo all’omonima raccolta di racconti dello scrittore italo–americano John Fante. Dago red è il rosso terrone,  dove per rosso si intende vino. Il “vino terrone” è quel rosso paesano, forse non troppo amato dai palati raffinati dei sommelier, ma forte, sincero e inebriante. Complice l’origine dell’arte del Sud, i due musicisti arrivano lontano, al di là dell’oceano, senza snaturarsi, bensì moltiplicando sensazioni ed immagini. Dago Red è un viaggio musicale, senza pregiudizi. Una musica in cui coesistono con pari dignità anime diverse, specchio di un’umanità “possibile”. La differenza diventa confronto, condivisione e crescita collettiva. Contaminazione di musiche diverse. Un esperimento che si spinge oltre, partendo dai grandi classici. Così Lacrime Napulitane di Libero Bovio, che affronta il tema dell’emigrazione di un popolo, dopo un intro voce e chitarra si trasforma nell’urlo di Immigrant Punk dei Gogol Bordello, mentre la chitarra acustica si trasforma in una rabbiosa chitarra elettrica. Performance toccanti, in cui la Carmela di Sergio Bruni incontra I’m Yor Man di Leonard Cohen. La guerra descritta dalle strofe laceranti di ’O surdato ‘nnammurato viene esorcizzata da Give me love di George Harrison. Maruzzella di Renato Carosone viene completamente rivisitata da Raiz in ebraico, mentre si sviluppa un dialogo a distanza tra Campagna di James Senese e Franco Del Prete e Rastaman chant di Bob Marley. Un album dalla forte componente evocativa che ben si inserisce nel fil rouge della rassegna immaginata dall’eterna enfant terrible del Dum Dum Republic, Biancaluna Bifulco. Musica che porta con sè un messaggio importante in un mondo che, paradossalmente, si sta chiudendo e sta innalzando nuove barriere, perché “senza incrocio e contaminazione, forse, la musica stessa non sarebbe esistita”.

L’Altra cucina… per un pranzo d’amore, pranzo di Natale in cinque carceri italiane

“L’altra cucina… per un pranzo d’amore” è un’iniziativa promossa da Prison Fellowship Italia Onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del RnS Onlus per offrire a circa 1500 persone – tra detenuti, detenute, familiari e volontari – un pranzo natalizio preparato da Chef “stellati” e servito da testimonial del mondodello spettacolo, della musica, del teatro, della televisione. Dopo il felice esito delle due esperienze realizzate il 24 dicembre 2014 nel carcere di Rebibbia e il 23 dicembre 2015 a Rebibbia (Roma), Casal del Marmo (Roma), Opera (Milano), Sant’Anna (Modena), Pagliarelli (Palermo), quest’anno l’evento avrà luogo il 22 dicembre ancora a Rebibbia, Opera, Sant’Anna, Pagliarelli e, per la prima volta, a Salerno.

Sarà la dott.ssa Cristina Bowerman, Chef stellato del Ristorante “Glass Hostaria” e di “Romeo chef&baker” Roma, a cucinare per 320 detenute della Casa circondariale femminile di Rebibbia;

Tommaso Arrigoni, Chef del Ristorante “Innocenti Evasioni” a Milano e Chef Resident nel programma “Detto Fatto” in onda su Rai Due, cucinerà per 60 detenuti e per 60 familiari nella Casa di reclusione Opera di Milano; 

presso la Casa circondariale Sant’Anna di Modena si riconferma lo Chef Carmine Giovinazzo, finalista diMasterChef e Chef al Doc Taverna Gourmet a Piove di Sacco (PD), per 420 detenute e detenuti;

per l’esordio alla Casa circondariale di Salerno, sarà lo Chef stellato Lorenzo Cuomo, del Ristorante “Re Maurì” aSalerno, a cucinare per 90 detenuti;

a Palermo, nella Casa circondariale Pagliarelli, 320 detenuti gusteranno i piatti preparati dallo Chef stellato Pietro D’Agostino del Ristorante “La Capinera” a Taormina. 

Si terrà il 20 dicembre 2016, alle ore 11.30 a Roma presso il The Church Palace. Interverranno: Cristina Bowerman, Chef del Ristorante “Glass Hostaria”, Amedeo Minghi, Cantautore, Salvatore Martinez, Presidente nazionale Rinnovamento nello Spirito Santo e della Fondazione Alleanza del RnS Onlus, Marcella Reni, Presidente Prison Fellowship Italia, modera Francesca Fialdini. 

Al via la prima edizione del Premio Luce sul Proscenio della Favi Annita Onlus

La Fondazione Favi Annita Onlus presenta, nell’ambito della XVI edizione del Festival “Schegge d’Autore”, la prima edizione del Premio “Luce sul Proscenio”, destinato ai giovani autori di teatro. La Fondazione Favi Annita Onlus, in collaborazione con lo SNAD, vuole sostenere i talenti della Drammaturgia Italiana contemporanea. Il premio ha una cadenza biennale e prevede anche il sostegno alla messinscena dei testi vincitori e la eventuale pubblicazione.

Tra i tanti lavori pervenuti durante questa prima edizione, sono stati selezionati tre testi di autrici donne, che hanno ottenuto il Premio per testi inediti, atti unici o monologhi. Le autrici, che hanno ottenuto il Premio a pari merito e portano in scena le opere domenica 18 dicembre presso il Teatro Tordinona di Roma, sono: Stefania Perno, con un lavoro che prende le mosse dal tema dell’immigrazione, dal titolo “La bambina mai cresciuta”; Roberta Russo, che porta in scena una storia intitolata “I due euro dell’acqua della nonna” sul misterioso personaggio di un’anziana signora; e Serena Ventrella, che ottiene il premio con il testo “Muffa”, la vicenda famigliare di due trentenni, figli di un imprenditore che non sembrano voler seguire le orme del padre.

Domenica 18 dicembre il Premio Luce sul Proscenio sarà preceduto da una tavola rotonda sul tema: “La giovane Drammaturgia in Italia”.
I testi saranno premiati da una commissione formata da personalità del mondo della cultura presieduta da Renato Giordano, Direttore Artistico del Festival Schegge d’Autore e Presidente della Giuria del Premio “Luce sul Proscenio”.

I tre testi vincitori saranno messi in scena, in replica, anche nei giorni 19 e 20 dicembre.
Tre sere dedicate al Premio “Luce sul Proscenio” per sottolineare l’attenzione riservata ai nuovi autori della Drammaturgia contemporanea, all’interno della XVI edizione di Schegge d’Autore.