Il 10 aprile esce “Namastereo, il terzo album di Giuseppe Costa, in arte YOSONU.

Il 10 aprile esce “Namastereo” (La Lumaca Dischi / Audioglobe), il terzo album di Giuseppe Costa, in arte YOSONU. All’interno del disco, che sarà disponibile in anteprima su Spotify e in pre-order su Audioglobe a partire dall’1 aprile, la collaborazioni eccezionale di Enrico Gabrielli che arriva “a sorpresa” con ben 6 clarinetti bassi nel brano “Cucumanda”, primo estratto in uscita con videoclip il 20 marzo: un brano dall’incedere potente e articolato, con la voce che alterna sussurri e “mantra dialettali” a ritmiche scomposte. Un album in cui YOSONU ha suonato batterie elettroniche, percussioni, voci, kalimba, beatbox, marranzano vietnamita, body percussion, bidoni e oggetti e che rappresenta per la “one man orchestra” il manifesto del suo nuovo sound, il “free-pop”“libero, psichedelico, articolato, evocativo, ossessivo, politico, elettronico, industriale, popolare –  racconta il polistrumentista calabrese – L’utilizzo del suono degli oggetti e lo studio delle possibilità della voce passano da una massiccia effettistica, che rende il lavoro più vicino a sonorità sintetiche/industriali e spesso psichedeliche. Complesse poliritmie, riff in loop che divengono “mantra”, uso di oggetti quotidiani, voci filtrate e diplofonie sono il trademark di questo esperimento dalle influenze molteplici e singolari: dagli Area a Bobby Mc Ferrin, dai Justice agli Einstürzende Neubauten”. “Namastereo” è composto da nove brani: il primo è “38.515712”prima composizione di Yosonu scritta per ensemble: fagotto, violoncello, violino, flauto traverso, basso, chitarra e percussioni per un brano registrato in presa diretta che spiazza e crea la tensione perfetta per entrare nel disco. Il secondo è “Cucumanda con la partecipazione dell’ispiratissimo Enrico Gabrielli.  Poi “Tristi per caso”: una scura pulsazione fa da impalcatura all’ingresso progressivo di suoni e di voci malinconiche che somigliano a un rito, che sembra tenersi nel riverbero di un’industria abbandonata. Il brano Mono Moon” è il momento più “heavy” dell’album: fra le batterie spezzate si affacciano voci così filtrate che fanno sembrare senza peso i corpi che le emettono: niente fantasmi, è solo assenza di gravità. In Silence”, la voce mediterranea di Lavinia Mancusi si muove con leggerezza sulle frequenze elettroniche e tra i rumori acustici di questa “colonna sonora senza film”. This journey” è una traccia sospesa, come la condizione del protagonista (delle migliaia di protagonisti) di cui racconta. Inusuale per Yosonu: pochi elementi e voce delicatissima, bano Intenso con un epilogo coinvolgente e inaspettato. Dopo la parentei elettro-rock di ?”, il disco si avvia al termine con See more” in cui Yosonu si ispira a “Brigante se more”, ma sceglie di non farne la rilettura: la voce è l’unica protagonista e si fa carico sia di trasferire il messaggio sia di tenere in piedi l’intero brano e 16.164102”: l’ensemble (+1) che ha aperto le porte dell’album suona per condurre il visitatore verso l’uscita. Forse però sta già ricominciando il giro, il viaggio.        L’album è composto, arrangiato (il brano “See More” arrangiato insieme a Valeria Cardullo) e prodotto da Giuseppe Costa. Tutte le voci sono state riprese da Alessio “Lex” Mauro nella cave degli AllmyfriendzareDEAD, a Reggio Calabria. Enrico Gabrielli ha suonato i clarinetti bassi su “Cucumanda” (ripresi da Fabrizio Chiapello, al Transeuropa Recording Studio, Torinoe Lavinia Mancusi ha cantato su “Silence” (ripresa da Mauro Menegazzi, a Manziana – Roma). “38.515712” e “16.164102” sono stati registrati dal vivo al LM Recording Studio di Reggio Calabria da Alessio “Lex” Mauro con: Giuseppe Federico al fagotto, Mario Licciardello al violoncello, Domenico Modafferi al violino, Eliana Moscato al flauto traverso, Valeria Caudullo al basso elettrico, Davide Mezzatesta alla chitarra elettrica, Yosonu alle percussioni. Mixato da Carmelo Scarfò e Giuseppe Costa. Masterizzato da Carmelo Scarfò e Alessio Mauro al Nunu Lab, Mammola (RC). Illustrazioni e grafiche di Massimo Sirelli, che ha operato come freelance su progetti riguardanti grandi marchi (Ferrero, Seven, Fiat, Rai, etc) e i cui lavori sono stati pubblicati su importanti libri di graphic design. Yosonu è il progetto di Giuseppe “drumz” Costa, batterista (dal 1997) ha suonato in diverse formazioni (Adriano Modica, Carmine Torchia, Marvanza, Teresa Mascianà e altri), docente di body percussion e propedeutica musicale per bambini e adulti, anche architetto. La “one man orchestra” conta 300 concerti in 4 anni tra club, caffè letterari, raduni buskers e festival (con Alborosie, Uzeda, Afterhours, Gogol Bordello, Wrongonyou e altri). È stato in classifica KeepOn tra i migliori live di marzo 2018 in Italia. Nel disco Happy Loser (CNI Unite, 2017) ha ospitato John Egan – eccentrico flautista degli Ozric Tentacles e dei Dream Machine – e il grande Paolo Tofani, chitarrista storico degli Area e ricercatore instancabile, che proprio con Yosonu forma il duo “Battiti Alti”. Ha portato in tour anche la sonorizzazione di Wall-E, ormai tra i classici dell’animazione Pixar. Con l’album GiùBOX (CNI Unite, 2016) ha ottenuto il patrocinio di Legambiente e il marchio di progetto “green” per la sua attenzione al tema del riuso e riciclo in composizioni e concerti suonati senza strumenti convenzionali (è stato invitato al TEDx come speaker e performer per approfondire).

Il Parto delle Nuvole Pesanti: In viaggio lungo Il percorso calabrozen SS

Dopo la fortunata anteprima per Meiweb, esce su Youtube il videoclip Il Percorso calabrozen, secondo singolo del Parto delle Nuvole Pesanti tratto dall’ultimo album Sottomondi uscito di recente con WMusic.

Il videoclip, diretto da Enrico Le Pera, mescola sacro e profano lungo i confini della magia, con stile allegorico, ispirandosi al film Aléteia dello stesso regista, della cui colonna sonora il brano fa parte.

Il percorso calabrozen è un viaggio che marcia su un doppio binario, fra la profondità del testo e la leggerezza del racconto visivo, in cui le immagini raccontano un cammino di ricerca, scoperta e ri-conoscenza verso la propria terra. Un viaggio che sa individuare e trasformare il segno delle cose e mettere l’amore dove non c’è. Un percorso magico che sgorga dai vapori dell’animo, che “scaccia la tristezza con una carezza, bacia la vita con due grandi labbra, stringe la notte con abra cadabra”. Un anelito, un’esortazione a combattere e a non farsi sopraffare dalla rassegnazione anche quando tutto sembra perduto, perché ogni perdita nasconde nuovi orizzonti.

Il percorso calabrozen è un fantasmagorico trasformatore made in Calabria, un magico marchingegno capace di cambiare tutto quello che trova sulla sua strada: l’ignoranza in conoscenza, l’indifferenza in sensibilità, il brutto in bello, la rassegnazione in speranza, l’odio in amore e la sfortuna in buona sorte.

Al timone di questa trasformazione una donna, simbolo anche di riscatto e portatrice di vita, pace e coraggio. Ma è una donna strana, un po’ saggia e un po’ pazza, dotata di particolari poteri magici, un incrocio tra una maga, una fata e una strega. Una “magara” come la chiamano in Calabria.

Sullo sfondo di una scenografia allegorica, costellata di abiti clowneschi, cappelli stralunati e stracci colorati, a creare un’atmosfera circense e carnevalesca che sembra uscita da un film di Fellini, la magara estrae conoscenza e saggezza da un vecchio pentolone annerito e fumante. E’ la “quadara” – come ancora la chiamano i calabresi – in cui si cuociono e si conservano le cose buone della tradizione. La magara ne fa dono ai musicisti affinché se ne prendano cura.

Il percorso calabrozen è un viaggio opposto a quello che fa Gregor Samsa nella Metamorfosi di Kafka il cui destino sembra consegnato a forze oscure e inconoscibili, che operano in maniera assurda e imperscrutabile sulla vita degli uomini. Ma è un viaggio diverso anche da quello di Siddharta che va alla ricerca di sé, animato da un’inquietudine spirituale e rifiutando i beni materiali. Il percorso calabrozen predilige le vie terrene, sociali e ambientali dei luoghi, dei colori, della terra, della gente, della storia, della natura, della bellezza, dell’allegria e dell’innamoramento sorprendente e magico, quasi romantico anche perché – a differenza di quanto avviene nella tradizione letteraria, persino epica – ad indicare la direzione è una donna.

Ma in filigrana affiora una visione più amara e pessimistica, in cui proprio l’idea di cambiamento attraverso la magia ne segna i reali limiti. Emerge la difficoltà di cambiare le cose in una terra disperata che sta sprofondando nel baratro e si affida a maghi, santoni e ciarlatani per curare l’anima malata. La magia degrada a palliativo di una coscienza che a parole vuole cambiare ma che di fatto fa poco o niente per realizzare tale mutamento. Sotto questa luce il videoclip sembra fare un’allusione alla gattopardesca politica calabrese pronta a cambiare bandiera ad ogni tornata elettorale per non cambiare niente, mantenendo così poteri e privilegi, incurante della sofferenza della gente.

E’ di Angri il barbiere che ha vinto le gare di taglio in Europa

E’ Carmine Rispoli il vincitore degli International Cup 2020 che si sono tenuti in Albania lo scorso weekend nella categoria old school. Il titolare di Barber Doria non è nuovo a questo tipo di vittorie avendo già trionfato nel settembre 2019 agli europei di Sofia sempre nella categoria old school . “Quando hanno annunciato la mia vittoria quasi non ci credevo, poi ho ascoltato le note di We Are The Champions e qualcuno mi ha messo la bandiera italiana attorno al collo e li ho realizzato che avevo vinto. Queste vittorie sono frutto del sacrificio. Solitamente dopo una giornata normale di lavoro passo altre due ore ad esercitarmi. Dedico questa vittoria a mia moglie e ai miei figli  che mi hanno sempre sostenuto e al mio maestro Alfredo Amoroso senza il quale questi successi non sarebbero mai venuti.”

A’ MASCHKARATA DI SAN MAURO CILENTO TRA L’ANTICHITA’ ED IL CONTEMPORANEO.

Presentato a Palazzo “Ruggi D’Aragona”, sede della Soprintendenza di Salerno, l’antico Carnevale di San Mauro Cilento. All’incontro, coordinato da Michele FAIELLA, Funzionario per la Promozione e Comunicazione / Responsabile dell’Ufficio Stampa della Soprintendenza, sono intervenuti: Anny ENRICO – Presidente ARF/ART – Università di Napoli “Federico II”; Teresa COLLETTA – ICOMOS – Università di Napoli “Federico II”; Eugenio CAIAZZO – Consigliere Comunale di San Mauro Cilento (SA); Umberto FLAUTO – Presidente Confersercenti – Ancestor di Salerno; Giuseppe CILENTO – Sindaco di San Mauro Cilento (SA); Francesco PICARONE – Onorevole, Consigliere Regione Campania; Rosa CARAFA – Funzionaria Storica dell’Arte / Resp. Sett. Demoetnoantropologico Soprintendenza; Fabio FICHERA – Funzionario MIBACT ROMA /Direzione Generale – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

La Soprintendenza ABAP, diretta da Francesca Casule, attraverso il Settore Demoetnoantropologico, tende ad evidenziare un’importante aspetto della tradizione in provincia di Salerno qual è il Carnevale di San Mauro Cilento. La màschkarata di San Mauro, prevista per le giornate di domenica 23 e martedì 25 febbraio 2020 (ore 14.30-18.00), impone alcune riflessioni nell’ambito della tutela e della conoscenza di un patrimonio culturale immateriale radicato nel contemporaneo. In esso il richiamo alla tradizione è evidente: si attinge dall’arcaico, dall’inattuale, con la prospettiva di rivitalizzarne i contenuti e restituirne la sua contemporaneità. L’elemento distintivo della Maschera (che non è esclusivo solo del Carnevale  e che può svolgere in diverse direzioni come il Sacro, il Mito o l’Illegalità) e delle sue ‘forme’ è che continuano a mutare tra l’Antichità ed il Contemporaneo, riprese da rinate creatività.  A’ maschkarata  di San Mauro Cilento oggi si presenta come una forma espressiva di identità territoriale e produce diversità culturale . In una area geografica ricca di contaminazioni,  elementi arcaici e inattuali, nel solco di un’espressività contemporanea, riflettono i bisogni di partecipazione e di dialogo, di valorizzazione di saperi locali attingendo alla propria storia ed alla propria tradizione culturale.

 

L’angrese Paolo Novi, fotografo dei grandi eventi, è il nuovo presidente di Canon Club Campania

di Brigitte Esposito

Di recente il Consiglio Direttivo di Canon Club Campania ha provveduto al rinnovo dei vertici nominando come nuovo presidente il vulcanico fotoreporter e giornalista angrese Paolo Novi. Figlio d’arte, cresciuto in una famiglia di fotografi, Paolo ha appreso l’arte della fotografia dal padre Giovanni, uno dei primi fotografi dell’Agro Nocerino Sarnese negli anni ’40, che fu il primo a mettergli in mano la prima macchina fotografica. Ciò che colpisce di Paolo e della sua arte è l’immensa dedizione, la disponibilità, la simpatia e la discrezione a cui si aggiunge quella luce meravigliosa negli occhi che pochi hanno. Ha sempre documentato gli eventi e i momenti più importanti della vita di ciascuno cogliendo, con passione ed estro, le emozioni più belle regalando ricordi indelebili destinati a rimanere nel tempo. Negli anni ’90 è stata avvincente e coinvolgente la sua esperienza professionale in Italia e all’estero. Ha vissuto, infatti, per anni in Australia per dedicarsi alla fotografia naturalistica collaborando con più riviste specializzate nel settore. Nel 1998 ha collaborato a Milano con importanti agenzie di moda. Trasferitosi nel 2000 a Roma è stato addetto stampa presso la Presidenza del Senato della Repubblica. Nel 2002 è stato nominato amministratore delegato della SD Italia Group società che opera, sia in Italia che all’estero, nell’organizzazione di convegni e grandi eventi internazionali. Nel 2007 è ritornato ad Angri per sposare l’anno successivo la compagna di sempre, Giovanna, e dal loro matrimonio sono nati Andrea e Marta. Tante le collaborazioni con fotografi e maestri di fama internazionale e ideazioni di eventi, contest e mostre in cui ha messo a disposizione la sua formazione in comunicazione visiva e fotogiornalismo.  Nel 2012 è diventato presidente dell’ACVA, Associazione per la comunicazione visiva meglio nota come Click@ngri, e nel 2013 direttore artistico del Photo Days il Salone della Fotografia e dell’Imaging del sud Italia. Nel 2015 viene nominato vice presidente della Confesercenti dando vita ad importanti manifestazioni rivolte alla divulgazione della fotografia. Nel 2016 ha fondato la PN Fotografi assieme ad altri colleghi per far risaltare, dal punto di vista fotografico, le eccellenze del territorio. Nel 2019 è stato nominato vice presidente di In Focus Associazione Culturale Fotografica. Attualmente cura una rubrica fotografica sul mensile Angri ’80 occupandosi anche della parte grafica-fotografica dello stesso. Nel corso di una piacevole chiacchierata Paolo Novi ha ringraziato gli associati per la fiducia accordatagli affermando di essere pronto a condividere con loro le varie attività che si andranno a realizzare.

Sei pronto per questa nuova esperienza e per questo importante incarico?

Rappresentare un brand come Canon, che da anni consegue primati in tutto il globo e nella sola Campania raggruppa migliaia di simpatizzanti, senza ombra di dubbio risulta essere una cosa di non poco conto. Ma quando c’è passione si è sempre pronti ad affrontare impegni di spessore.

In qualità di nuovo presidente di Canon Club Campania quali le eredità da gestire e quali gli obiettivi da perseguire?

Canon Club Campania è stato per molto tempo in stand by e gli appassionati di fotografia stavano attendendo delle novità. L’obiettivo primario sarà quello di recuperare il tempo perso, compito che svolgerò, con sacrificio e costante impegno, unitamente ai miei soci. Proporrò incontri formativi, workshop, eventi, uscite e mostre fotografiche, concorsi e tutto ciò che potrà essere utile alla diffusione e promozione della cultura e dell’arte fotografica.

Cosa ha significato per te, negli anni, saper e voler scrivere con la luce?

Io sono nato con la luce, non saprei vivere senza. La fotografia è una presenza forte e costante nella mia vita. Rappresenta il passato, il presente ed il futuro.

Come pensi sia cambiata la fotografia con l’avvento dei social network? Tutti fotografi o esibizionisti?

Nell’era digitale e dei social network, la fotografia è diventata protagonista in ogni campo, settore o categoria, ma sostanzialmente non è mai cambiata. Continua ad essere un mezzo di comunicazione, una forma visiva di espressione e si evolve come qualsiasi altro tipo di linguaggio: una volta si scriveva su carta con penna e calamaio mentre oggi si scrive su schermi touch con tastiere digitali, ma in fondo i contenuti restano sempre legati alla personalità di chi scrive e lo stesso discorso vale per le altre forme di comunicazione. Sicuramente la tecnologia ha dato modo a chiunque di avvicinarsi alla fotografia ma, così come tutti siamo in grado di scrivere senza per questo essere degli scrittori, allo stesso modo scattare foto non significa necessariamente essere un fotografo.

In questi anni qual è stato il tuo scatto più emozionate e quello più divertente?

Ho iniziato a scattare foto da piccolo essendo nato in una famiglia di fotografi. Non saprei elencare tutti gli scatti della mia vita e forse ci vorrebbe un’altra vita per raccontarli. Non esiste neanche uno scatto in particolare a cui sono legato, ma se dovessi scegliere il più emozionante e divertente sicuramente sarebbe quello scattato ai miei figli.

Un augurio a tutti i membri della community di canonisti

I miei auguri vanno a tutti coloro che amano quest’arte perché senza comunicazione visiva e senza la condivisione di essa probabilmente la nostra vita non sarebbe la stessa. Buona luce a tutti.

JOSEPH MARTONE: il 20 marzo uscirà l’album Honeybirds

l nuovo brano “Trust” dell’italo americano anticipa l’album “Honeybirds” che sarà pubblicato dalla FreakHouse records. Honeybirds è il debut album da solista di Joseph Martone che lascia gli ex compagni Travelling Souls e con Taylor Kirk realizza otto tracce di intenso blues-noir e folk che richiamano a gente del calibro di Nick Cave, Calexico, Willard Grant Conspiracy, Tom Waits, John Murry con echi morriconiani.  Dopo aver pubblicato il primo singolo dal titolo “The Deal”, una traccia che ha svelato l’animo scuro, sognante e bucolico di Joseph; oggi ci presenta un brano più “solare” apparentemente più pop e dal piglio vibrante. Ad accompagnarlo nel video, registrato in presa diretta al Fish Factory Studio Londra da Diego Perrini,  troviamo Jonathan Maurano degli EPO, Ned Crowter, Pat Dam Smyth e Sam Beer. Il nuovo percorso musicale di Martone inizia con a fianco due artisti incredibili: Taylor Kirk, leader del gruppo canadese Timber Timbre  – che ha curato la produzione artistica del disco – e  Ned Crowther, del gruppo anglosassone The Fernweh, che è anche co-autore di alcuni brani. Honeybirds verrà pubblicato il 20 marzo dalla label Freakhouse records e gode anche della distribuzione in Francia e Belgio attraverso la prestigiosa InOuïe distribution.
L’album è stato registrato fra Napoli e Montréal da Richard Reed Parry degli Arcade Fire con la regia di Pietro Amato, già musicista di Patrick Watson, Arcade Fire, Bell Orchestre e The Luyas; e Antonio Feola.
Il lavoro è stato masterizzato sempre a Montréal dal Harris Newman (Wolf Parade, Frog Eyes, A Silver Mt. Zion, Vic Chesnutt, Astral Swans, Carla Bozulich) presso il Grey Studio, studio del giro Constellation Records.

Il video del brano “The Deal” è girato dal filmaker e visual designer Salvo Delle Femmine e vede come special guest, alla voce modulata, la straordinaria Ilaria Graziano (Yoko Kanno, Francesco Forni).
La traccia ha la particolarità di essere emotivamente intensa e richiama (quasi fosse un omaggio al Maestro) i paesaggi sonori disegnati da Ennio Morricone, ed è suonata oltre da Joseph alla voce e chitarra baritono, da Taylor Kirk alla chitarra elettrica, Ned Crowther al basso, Pietro Amato tastiere / french horns e Jonathan Maurano (Epo) alla batteria.

Gaetano Genovesi e Cipajo creano il panino “Mommò”

Uno dei pizzaioli più noti d’Italia incontra un’impresa giovane per far nascere il panino “Mommò”. Dal 3 febbraio nel menù di Cipajo Pub & Grill (via Franscesco Morosini, 44 – Napoli) sarà possibile ordinare questa nuova pietanza nata dall’intesa col maestro pizzaiolo Gaetano Genovesi.   Il “Mommò” punta forte su ingredienti della Campania, tant’è che è farcito da una cheese steak di maialino nero casertano in cbt (cottura a bassa temperatura) al pepe rosa e provolone del Monaco, con cotoletta di provola dei Monti Lattari,  zucca stufata e fogliolina di mentuccia fresca. Il tutto avvolto in un bun ai pomodori secchi con 4 tipi di semi in superficie: papavero, lino, quinoa e sesamo. La nuova creazione si inserisce nel menù che prevede tra i tanti panini il Verdebaccalà (con baccalà fritto, reso croccante da una particolare impanatura, ed esaltato dalla crema di scarola e dal patè di olive nere), il Papapollo (con burgher di “Figlie di Apollo” su un letto di insalata iceberg, provola di Agerola e patate al forno ricoperte da dressing caesar), il Panzer (con hamburger di Marchigiana da 180 gr, provola di Agerola, prosciutto cotto vellutato, bocconcini di crocchè di patate e crema di parmigiano. Tra i dolci spicca il panettone di Capri che lo chef Pasquale Rinaldo, volto della trasmissione “La prova del cuoco” su RaiUno, ha creato in partnership con Cipajo. Completano il tutto una vasta gamma di vini, tra rossi e bianchi, e birre, tra artigianali e alla spina. «Sono molto contento di aver realizzato questa collaborazione con dei giovani imprenditori del nostro territorio. Abbiamo provato a creare un qualcosa di diverso rispetto al solito ma al tempo stesso gustoso, genuino e all’altezza della situazione» spiega Genovesi, titolare dell’omonima pizzeria in via Alessandro Manzoni 26/i. L’intuizione di legare queste due realtà è venuta a Stefano Siviero, giovane creativo che sviluppa idee e contenuti per il web. «Ho provato a creare questa sinergia qui per qui, perché credo molto nelle energie positive che lascia la mia terra. Tutto è nato da una riflessione sui social network che hanno praticamente distrutto ogni tipo di distanza, spezzando in maniera drastica i tempi. È vero che i social, utilizzati bene, sono produttori di legami ed opportunità anche se spesso ci spingono a vivere con dei ritmi poco umani. Ed è vero anche che in un attimo potrebbero cambiarti la vita. Siamo tutto ciò che postiamo, nel bene e nel male. Chiaramente mi affascinano le storie di ragazzi che con sacrifici riescono a raggiungere massimi livelli grazie all’appoggio di questa rete immensa di canali virtuali. A fronte di chi vorrebbe raggiungere tutto e subito. Ecco l’ispirazione al nome del panino “Mommò” che in italiano si traduce “adesso”, “ora” pronto ad unire le realtà del territorio rispettando i valori di tempo, dedizione e talento».

“Noi e loro” – II edizione di Lezioni di Storia Festival

Partono da giovedì 13 febbraio 2020 le prenotazioni per partecipare, gratuitamente, ai numerosi eventi della seconda edizione del Lezioni di Storia Festival – “Noi e loro” – che si terrà a Napoli dal 27 febbraio al 1° marzo. Quarantanove appuntamenti e quattordici eventi collaterali, sono questi i numeri della kermesse culturale che coinvolge tra i più noti storici italiani e stranieri. Il progetto, ideato e realizzato da Editori Laterza con la Regione Campania, organizzato dall’Associazione “A voce alta” e dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini con la SCABEC che ne cura anche la promozione e la comunicazione, si terrà al Teatro Bellini, al Museo MANN, al Museo MADRE, al Conservatorio a Majella, all’Accademia di Belle Arti e al Liceo Vittorio Emanuele II, prestigiosi partner dell’iniziativa. Andrea Giardina e Ivano Dionigi parleranno del rapporto dei greci e dei romani con i ‘barbari’, ponendosi la questione di quanto i nostri antichi antenati fossero accoglienti o razzisti. Eva Cantarella ed Elisabetta Vezzosi tratteranno dei conflitti tra donne e uomini, sul lavoro e in famiglia, e delle lotte per ottenere pari diritti sociali e politici. Simona Colarizi parlerà dei rapporti tra generazioni dalla prima guerra mondiale al ’68. Alessandro Barbero attraverso Dante ci dirà del conflitto tra guelfi e ghibellini, mentre Alessandra Tarquini si chiederà cosa ha voluto dire nella storia essere di destra e di sinistra e se questa distinzione abbia ancora senso oggi. Paolo Naso parlerà dell’identità religiosa nel rapporto tra cattolici e seguaci di altre confessioni nel corso del Novecento. Ma la costruzione dell’identità può avvenire anche nell’alimentazione: Massimo Montanari spiegherà come si ritrovi un affascinante intreccio tra diverse culture nella storia degli spaghetti al pomodoro. Quanto dunque gli ‘altri’ contribuiscono a definire il ‘noi’ ce lo racconterà Francesco Remotti. Gianni Mura e Beppe Smorto ci parleranno di tribù sportive e di come a volte la propria identità si possa trovare nella maglietta di una squadra. Al centro del racconto ci saranno grandi e piccoli avvenimenti storici, dalla distruzione di Pompei sotto la lava del Vesuvio, raccontata da Massimo Osanna, al viaggio di una galea veneziana fino a Istanbul, raccontato da Alessandro Marzo Magno, o alla odissea dei neri nell’America schiavista raccontata da Alessandro Portelli. David Abulafia dirà dei navigatori italiani, Elena Bacchin di patrioti risorgimentali e così via. E che dire della visione della storia di Totò di cui parlerà Emilio Gentile e del racconto di John Foot sulla passione dei napoletani per Maradona? Si parlerà dello stereotipo dei buoni e dei cattivi, dai tre porcellini fino a Joker, grazie ad Alberto Mario Banti. Matteo Palumbo, Antonella Di Nocera e Bruno Roberti che esploreranno Napoli vista dagli occhi di autorevoli stranieri, da Goethe a Stendhal, da Billy Wilder a Fassbinder. E ancora una lezione di Luciano Canfora sul cosmopolitismo e un’altra sugli italiani e i loro nemici, a cura di Alessandro Vanoli e Amedeo Feniello. Mascilli Migliorini parlerà di Hernán Cortés, Silvia Ronchey della storica bizantina Anna Comnena. Focus di Aldo Trione sulla pittura da Picasso a Banksy e di Giovanni Bietti sulla musica da Beethoven alla musica folkloristica europea. Pasquale Scialò racconterà le canzoni napoletane nei cafè-chantant. Altri protagonisti di “Noi e loro” sono Vanessa Roghi, Maurizio Viroli, Giovanni Vecchi, Carmine, Gabriella Gribaudi, Domenico Conte, Olindo De Napoli, Gennaro Carillo, Luigia Caglioti, Laura Pepe, Sergio Brancato, Alessandro Barbero, Antonio Carioti, Giovanni Carletti, Simonetta Fiori, Titti Marrone, Gennaro Carillo, Paolo Frascani, Alessandro Laterza, Maria Teresa Sarpi, Marco Meriggi ed Elisabetta Vezzosi.

Bob Balera: il 20 marzo 2020 esce il nuovo singolo “NON CHIAMI MAI”

Dopo gli ottimi riscontri del precedente lavoro “È difficile trovarsi”, il 20 marzo esce “NON CHIAMI MAI” il nuovo singolo dei BOB BALERA, disponibile in digital download e sulle piattaforme di streaming.  Il brano, prodotto da Claudio Corradini, anticipa l’album sul quale la band sta attualmente lavorando, e affronta il tema di un amore irrisolto. Due persone che si rincorrono, si cercano ma non si trovano. Forse per orgoglio, forse per paura di un rifiuto o forse, più semplicemente, perché l’interesse non c’è più. Il tutto raccontato con un pizzico di ironia e senza perdere la speranza di ritrovarsi.  «Con questo brano ci siamo immaginati cosa direbbe di noi la ragazza che ci ha lasciato, mentre ne parla con gli amici, e magari si tuffa in una nuova storia d’amore. – racconta Romeo, cantante dei Bob Balera – «Rimangono perciò la consapevolezza e la disillusione (una frazione di vita) con cui convivere ma a salvare il tutto entra gioco l’ironia, (due note di kazoo) che ci permette di continuare a vivere la vita.» «Non Chiami mai è un’anticipazione di quello che sarà la nostra nuova musica. Dopo alcune sperimentazioni di matrice più internazionale con le nostre precedenti band, con il nuovo progetto abbiamo cercato di recuperare quel sound tipico della canzone d’autore.» – spiega Matteo, bassista della band – «Amiamo i gruppi e i cantautori che hanno spopolato tra gli anni ’70 e ’80, ed è un patrimonio che non va dimenticato. Noi lo riproponiamo con una miscela di influenze sonore e con l’energia rock che ci piace portare nei nostri live.» Largo quindi alla forma canzone, alla melodia e a testi che pur non essendo impegnati riportino a quel mondo cantautorale italiano, ma con freschezza e con un sound che risulta essere una miscela di generi. Si potrebbe definire electro-pop di derivazione anni ’80, e sono percebili le influenze della musica di quel periodo in particolare nelle “sperimentazioni” disco funky. Nei nuovi brani citano espressamente alcuni dei loro cantautori preferiti: Lucio Battisti, Lucio Dalla, Ivan Graziani, Adriano Celentano (il brano “Celentano” è una citazione dichiarata al suo stile beat) ma anche Mal & The Primitives e Umberto TozziBob Balera è un progetto elettro-pop nato dall’idea del cantante Romeo Campagnolo, che ne forma il nucleo insieme al bassista Matteo Marenduzzo.
Nel 2014, pubblicano, con positivi riscontri, il singolo “Giorno da Cicala” e il b-side “Rimbalzi”. Ne seguono molti live che vedono la band esibirsi un po’ in tutta Italia. Nel 2017, con una formazione rinnovata, pubblicano per l’etichetta padovana Dischi Soviet Studio, il primo album “È difficile trovarsi”.  Il fortunato incontro con il produttore Claudio Corradini (Giusto Pio/Battiato, Righeira, Mango e altri big della canzone italiana) ha dato vita al nuovo corso della band che sta  attualmente lavorando al secondo album e si prepara a pubblicare il nuovo singolo “Non Chiami Mai” che uscirà a Gennaio 2020.
Bob Balera sono: Romeo Campagnolo voce (ex Solaria), Matteo Marenduzzo basso (ex Riaffiora, Soviet Ladies), Antonio Marco Miotti batteria (ex Disfunzione, MiSaCheNevica), Filippo Pietrobon chitarra e Jacopo Monegato tastiere.

Martina Galletta è GIULIETTA MASINA in ‘Permette? Alberto Sordi’ di Luca Manfredi con Edoardo Pesce

Nell’anno in cui si festeggia un secolo di Federico Fellini, sarà Martina Galletta a dare volto, voce e corpo alla sua amata Giulietta Masina nel film Permette? Alberto Sordi’, coproduzione Rai Fiction – Ocean Productions, di Luca Manfredi con Edoardo Pesce, prossimamente su Rai 1 e al cinema il 24, 25 e 26 febbraio.

Donna anticipatrice dei tempi, segnata da una storia travagliata e caratterizzata dalla vivace esuberanza e dall’inconfondibile sorriso, Giulietta Masina rivivrà al cinema e in televisione attraverso Martina Galletta, attrice, ma anche musicista, cantante e compositrice poliedrica e impegnata, con esperienze teatrali e televisive di grande e riconosciuto valore.

Diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, è il teatro soprattutto che la vede impegnata come attrice in molte produzioni con alcuni dei maggiori  teatri italiani, Teatro Argentina di Roma, Piccolo Teatro di Milano, Teatro dell’Elfo di Milano, Teatro Bellini di Napoli e in tanti altri, diretta da nomi del calibro di Roberta Torre, Pierpaolo Sepe, Luciano Melchionna, Lluis Pasqual, Alessandro Genovesi, Ferdinando Ceriani, Nest, coraggiosa e talentuosa realtà teatrale napoletana.

Insieme a Donatella Finocchiaro nel film ‘I baci mai dati’ di Roberta Torre, che ha partecipato alla 67ª Mostra del Cinema di Venezia vincendo il Premio Brian e selezionato per il Sundance Film Festival, è scelta ancora dalla regista Roberta Torre per “La Ciociara” dove interpreta la piccola Rosetta, vittima della violenza, ancora con Donatella Finocchiaro.

Martina Galletta viene scelta anche per alcuni ruoli televisivi, ‘Don Matteo 10’, ‘Un Passo dal Cielo 3’. È la spietata Giovanna de ‘Il Paradiso delle Signore’ 1 e 2, ed è Suor Martina in ‘Din Don – il ritorno’, al fianco di Enzo Salvi su Italia 1Volto web protagonista di alcuni episodi di ‘Casa Surace’,  è anche nel cast del nuovo film di Alessandro Genovesi, le cui riprese sono in corso.

Martina Galletta è stata candidata come miglior attrice drammatica ai Golden Graal 2012 e ha vinto il premio Landieri 2014 come miglior attrice. 

Talento poliedrico della scena italiana, come compositrice, ha firmato ed eseguito le musiche originali dello spettacolo ‘Lezione da Sarah’, in cui recita al fianco di Galatea Ranzi, e ha accompagnato dal vivo ‘Freetime’, geniale pièce diretta da Pierpaolo Sepe, che la vede esibirsi con il sintetizzatore elettronico.

Tra arte e impegno, Martina Galletta ha collaborato con i padri Somaschi e altri istituti che combattono lo sfruttamento della prostituzione, creando due spettacoli, ‘StradaProvinciale40’ e ‘La Prostituzione Raccontata al mio Omeopata’, (regia C. Belgioioso e L. Tassi). Ha inoltre intrapreso una battaglia con Change.org per impedire al sindaco di Venezia di bandire dalle scuole i libri considerati “Gender”.

Martina Galletta si è fatta conoscere e ri-conoscere per la sua capacità di incarnare i personaggi nella loro totalità, immergendosi nelle anime delle donne che interpreta con rispetto ed empatia. Come nel caso della sua amata Giulietta Masina, ruolo difficile e intenso.

“Conoscevo la Masina e la ammiravo immensamente” ha dichiarato Galletta, “e quando è arrivata la chiamata per il provino ho deciso che avrei vinto il ruolo a tutti i costi. Ho rivisto più e più volte tutti i suoi film, letto la biografia, le curiosità, studiato le interviste; sono andata in un famoso studio di parrucche e me ne sono fatta acconciare una esattamente come l’attrice portava i capelli nel film La Strada, ho indossato abiti anni ‘50, ho persino fumato due sigarette al casting, per dare verosimiglianza al ruolo (e da ex fumatrice è stata una “tortura!”).

In questo specialissimo ruolo, quello di Giulietta Masina, attrice molto amata dagli Italiani e non solo, avrà il piacere e l’onore di lavorare insieme ad attori del calibro di Edoardo Pesce, vincitore del David di Donatello nel 2019 per il film Dogman.

“In una società che tende sempre di più a semplificare e a etichettare tutto e tutti, credo che la strada per noi donne e artiste sia quella invece di sfruttare i propri talenti in modo creativo, estroso e inaspettato” dichiara Martina. “Nella mia vita sono stata attrice, tecnico luci, fonico, scrittrice, cantante, runner, presidente di giuria, modella, marionettista, fachiro (giuro, mi chiamavo Samira la Fachira e saltavo la corda sui vetri, sputavo fuoco e camminavo sui chiodi), e nel futuro mi impegnerò ad essere sempre più attiva, creativa. E multitasking”.

La troupe di “Viaggiare a 360gradi” fa tappa a Nocera Inferiore alla scoperta del Castello del Parco Fienga

Viaggiare a 360 gradi”, il programma condotto da Brigitte Esposito per la regia di Gerardo Roberto Tartaglia, continua ad accompagnare i telespettatori alla scoperta dei preziosi tesori paesaggistici e culturali presenti in Campania. Luoghi suggestivi intrisi di storia, arte, tradizioni, misteri, curiosità, inquietanti leggende e anche fantasmi che non trovano pace. Protagonista di questa puntata è il Castello Medievale del Parco Fienga, arroccato sulla sommità della dolce collina di Sant’Andrea a Nocera Inferiore. Un coinvolgente viaggio nel tempo per ammirare l’antica struttura, l’imponente torre Sveva, gli affreschi normanni, gli articolati sentieri del parco e gli scorci mozzafiato. Un fantastico e interessante tour in compagnia della storica dell’arte Verdiana Tolino, presidente dell’Associazione di Volontariato Culturale “Ridiamo Vita al Castello”, di Giuseppe Gambardella e Sergio Claudini membri dell’Associazione che da anni vive, interpreta e valorizza il Castello con passione e dedizione.

“Viaggiare a 360 gradi con Il Salotto di Bry”è scritto e condotto da Brigitte Esposito, regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone. Una produzione www.360gradiwebtv.it

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LA MOSTRA “HUMOR BIODEGRADABILE” ARRIVA A ROMA dal 7 al 16 Febbraio

La terra invasa dalla plastica. Le migliori matite dello humor mondiale interpretano un tema di scottante attualità. Pensieri, battute, punti di vista inaspettati e paradossi presentati in modo umoristico-satirico, che ci aiutano a riflettere, a volte sorridendo, su questa problematica di proporzioni globali.

100 autori di 38 Paesi e di 5 continenti mettono a confronto con diverse culture, idee, fantasie e invenzioni grafiche. Disegni con un sano e pungente humor che riescono a coinvolgere il pubblico contribuendo alla formazione di un pensiero critico e analitico sulla eco-sostenibilità del nostro pianeta.  La mostra “Humor biodegradabile” sarà inaugurata venerdì 7 febbraio alle ore 11 presso il centro commerciale Euroma2, di fronte alla barriera casse dell’Ipercoop, dove resterà esposta fino al 16 febbraio.

Secondo una disposizione dell’Unione Europea, entro il 2029, i cittadini europei dovranno contribuire attivamente al riciclo del 90% della plastica prodotta nel continente. La raccolta differenziata pone un primo freno all’inquinamento generalizzato della raccolta indifferenziata. La tematica del 16° Festival Internazionale di Humor Grafico mette in evidenza come la plastica in mare sia uno dei principali responsabili del danno ecologico e di tutti i gravi problemi che ne conseguono. “La difesa dell’ambiente è uno dei valori fondanti di Coop che, prima insegna della grande distribuzione italiana, ha sempre informato soci e consumatori affinchè fossero in grado, con le proprie scelte di acquisto, di inquinare il meno possibile” – Marco Lami, Presidente Unicoop Tirreno “Un ringraziamento particolare è rivolto ai 100 amici autori che abbiamo invitato a partecipare all’evento che vuole inviare un concreto messaggio solidale, reso possibile solo grazie alla loro opera, come sempre unica e straordinaria” – Julio Lubetkin, Direttore Festival Internazionale di Humor Grafico Itinerante – www.festivalhumorgrafico.eu.

L’iniziativa rientra nell’ampio ventaglio di progetti realizzati da Euroma2 – dichiara il Presidente del Consorzio Euroma2 Davide Maria Zanchi – volti a promuovere, in particolare fra i più giovani, il senso civico, il rispetto dell’ambiente, la solidarietà ed il senso di comunità, certi che, attraverso la diffusione di valori a carattere sociale ed educativo sia possibile una crescita culturale e non solo economica”.