Defilè della nuova collezione di Salvatore Pappacena, musa ispiratrice: la principessa Odette

Domenica 17 novembre, alle ore 19, lo stilista Salvatore Pappacena presenterà presso il complesso Zeno  la sua terza collezione. Il suo atelier, ubicato a Caserta (precisamente a Santa Maria Capua Vetere), è da più di dieci anni meta di future spose e di donne per le quali l’eleganza è uno stile di vita.

Lo stilista, che vanta nel suo curriculum tanti riconoscimenti, ultimo il suo ingresso nel gruppo delle “Eccellenze reali” in quanto considerato un’energia positiva per il territorio, presenterà domenica prossima gli abiti che ha creato per la sposa 2020 e quelli di alta moda destinati a chi vive di eleganza. Musa ispiratrice di questa sua nuova collezione la principessa Odette,protagonista de “ Il lago dei cigni”, uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo. “Amo raccontare storie d’amore attraverso i miei abiti, perciò mi sono ispirato a lei – spiega Pappacena -. Da sempre il cigno è simbolo di eleganza, leggerezza e bellezza, che sono i concetti che hanno animato questa mia nuova collezione per la sposa 2020. Gli abiti sono ottenuti con tessuti molto leggeri, che richiamano per l’appunto il mondo della danza, come il tulle, lo chiffon, piume, voile e duchesse di seta”.

La sposa protagonista di questa collezione è eterea, leggera, soave, sembra la protagonista di una fiaba.  Infatti anche gli allestimenti della sfilata, che sarà un vero e proprio spettacolo, sono stati concepiti per creare un’atmosfera onirica: agli invitati sembrerà di essere i protagonisti di una favola!

Il defilé, che sarà presentato da Paola Mercurio, si svolgerà in due momenti: il primo  – ispirato al cigno nero – con protagonista l’alta moda durante il quale sfileranno abiti destinati a una donna forte, determinata, desiderosa di affermarsi e perciò pronta a mettersi in evidenza; il secondo – ispirato al cigno bianco – con protagonisti in passerella preziosi ed eleganti abiti da sposa connotati da tessuti molto pregiati come pizzo francese, raffinati ricami, preziosi cristalli, etc.

Salvatore Pappacena, nonostante la giovane età, è entrato di diritto nell’olimpo dei couturier campani, grazie ai suoi studi presso il liceo artistico prima e l’Accademia della moda poi, alle sue successive collaborazioni con famose case di moda, e soprattutto grazie al suo forte impegno che deriva – ovviamente – da una spiccata passione per il mondo della moda: da piccolo cuciva abiti con i ritagli di stoffa avanzati dai vestiti che le sarte realizzavano per sua nonna.

Partner dell’evento: Eventi Mediterranei srl , Clarence Management, Carmine Di Siero Fiorista, DVBS produzioni video, Complesso Zeno, Serendipity di Trocciola Sara wedding & Event.

Technical partner makeup: Accademia Trucco Liliana Paduano, White star Solutions Diego Tartaglione, Albano, D’amico parrucchieri, I Diana parrucchieri.

Ai Meracti di Traiano nuove incursioni artistiche. Una call aperta ad artisti verso il contemporaneo

Venerdì 22 novembre i Mercati di Traiano, con Live Museum Live Change, continuano ad aprire le porte al futuro e a dialogare con il contemporaneo con la presentazione di una “chiamata alle arti” rivolta ad artisti singoli o riuniti in forma collettiva, che intervengano con opere context – specific all’interno del Museo.

In grado di offrire sempre nuove visioni, di rinnovarsi quotidianamente in uno scambio continuo con la metropoli, Live Museum Live Change – progetto di PAV, realizzato nell’ambito dell’Avviso Atelier Arte Bellezza Cultura della Regione Lazio (P.O.R. FESR Lazio 2014/2020 azione 3.3.1b), grazie alla collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – lancia per il “museo abitato” di Via Quattro Novembre una call volta alla selezione di artisti che intervengano con opere installative o in formato multimediale, che sappiano abitare uno spazio unico come i Mercati di Traiano e sappiano dialogare non solo con la sua stratificazione storica e culturale ma anche con le comunità che oggi lo attraversano. Gli interventi saranno realizzati dopo un breve periodo di residenza presso il Museo e saranno ospitati nel cortile del Piccolo Emiciclo.

Leitmotiv di Live Museum, Live Change, che ispira la stessa call, è il tema della trasformazione, come fenomeno, naturale e complesso, che rende il museo un luogo vivo, attuale e in continua crescita: la trasformazione come azione condivisa che faccia di un museo un giardino vivente, non un semplice luogo di visita ma uno spazio di dialogo e di crescita condivisa. Dare nuovi significati all’area trasformandola in luogo di creazione artistica e di nuova relazione con la Città, generare sinergie, potenziare l’esperienza dei cittadini all’interno del Museo, articolare una diversa possibilità di sguardo: sono questi gli obiettivi della call e dell’intero progetto, che intende moltiplicare le opportunità di scoperta, di studio e di narrazione, intorno a un luogo centrale nella città di Roma, e centrale nella Storia della vita pubblica e privata di un’intera civiltà.

Il termine ultimo per l’invio della candidatura è previsto per lunedì 16 dicembre 2019.

A Lettere è già Natale al Castello: inizio col botto per i Mercatini

Grande soddisfazione a Lettere per l’affluenza di visitatori al primo fine settimana di apertura dei “Mercatini di Natale al Castello”. L’evento, giunto alla quinta edizione, è organizzato dall’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Sebastiano Giordano, in sinergia con la Pro Loco Lettere del presidente Antonio Ruocco ed è seguita direttamente dal vicesindaco Gerardo Vuolo in stretta collaborazione con la direttrice del Parco Museale Paola Marzullo con la direzione artistica di Alfonso del Sorbo. Creativi artigiani e chef di livello hanno accolto e accoglieranno ancora migliaia di visitatori nelle mitiche casette in legno fino al 26 dicembre mostrando presepi, ricami a maglia, palline decorate, intarsi in legno, burattini in latta, gioielli, ceramiche artistiche, ma anche gustosi piatti e deliziosi vini locali.  Personaggi delle fiabe ed artisti condurranno i bambini presso la Casetta di Babbo Natale situata nel fantastico e magico Villaggio del Castello

Viaggiare a 360 gradi con “Il Salotto di Bry” è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese di Gerardo Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone. Una produzione www.360gradiwebtv.it 

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Game of Thrones al Castello Lancellotti di Lauro il 23 e 24 novembre

L”eterna lotta per la conquista del Trono dei Sette Regni vi aspetta il 23-24 Novembre in una cornice mozzafiato tra musica, teatro, metalupi, cosplayer, ospiti d’eccezione e tanto altro.
Un evento epico organizzato dall’Associazione Ricreativa Culturale Orchestriamo in collaborazione con le associazione Pro Lauro e Pro Loco Nuova Lauro, Feir-teatro ed eventi e Lauro Symphony Orchestra. La manifestazione sarà articolata in più parti: rappresentazione itinerante negli ambienti nobiliari del Castello a cura dell’attore e regista Franco Nappi, spettacoli ed attività d’intrattenimento che gli spettatori troveranno, al termine della rappresentazione, nel primo cortile del maestoso maniero e, per concludere, un concerto della Lauro Symphony Orchestra, la quale proporrà le più belle e famose colonne sonore che hanno accompagnato in questi anni il pubblico nel fantastico mondo di Westeros.

“Tonino” il 10 novembre, alle 18.30, proiezione e riflessione alla Confraternita Maria SS.ma Addolorata in Pagani

La Confraternita Maria SS.ma Addolorata e Ritratti di Territorio hanno organizzato la prioiezione di “Tonino”, il cortometraggio dedicato alla memoria di Antonio Esposito Ferraioli, cuoco e sindacalista della Cgil, ucciso barbaramente la notte del 30 agosto 1978. L’evento si svolgerà domenica prossima, 10 novembre, presso la Chiesa Maria SS.ma Addolorata in via Nicola Pagano a Pagani.

La storia di Tonino, morto a soli 27 anni per aver rifiutato di cucinare carne marcia ai dipendenti dell’allora Ericsson Fatme di Pagani, va raccontata e condivisa.

A riflettere sull’importanza delle sue scelte, ci saranno, dopo i saluti del priore della Congrega, Bonaventura Buonocore, il cast e lo staff di “Tonino”; Gennaro Esposito, chef “La Torre del Saracino”, Vico Equense; Isaia Sales, docente di Storia delle Mafie presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. A Nunzia Gargano, giornalista, il compito di coordinare i lavori.

Dopo la discussione, in memoria della figura di Tonino, alcuni artigiani e produttori locali saranno presenti con le loro creazioni: Caseificio Aurora (Sant’Egidio del Monte Albino); Famiglia Pagano 1968 (San Marzano Sul Sarno); Il mondo senza glutine (Nocera Inferiore); Osteria La Pignata (Bracigliano).

 

Il film vede la regia e la fotografia di Gaetano Del Mauro. È stato scritto da Aldo Padovano, Alfonso Tramontano Guerritore e Federico Esposito. Attore protagonista è Andrea Contaldo, che interpreta il ruolo del sindacalista, con la partecipazione straordinaria dell’attrice salernitana Anna Rita Vitolo, già impegnata nella serie tv HBO “L’amica geniale”. Il progetto è stato prodotto dalla Cgil e Flai Cgil assieme alla Fondazione Pol.I.S della Regione Campania, con l’associazione culturale “Ambress’…am press” ed il presidio paganese di “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” in collaborazione con il Giffoni Experience nell’ambito del programma “Giffoni per la Legalità”. Il corto gode del patrocinio del comune di Pagani.

“Tonino” è un cortometraggio dedicato alla memoria di Antonio Esposito Ferraioli, cuoco e sindacalista Cgil ucciso dalla camorra il 30 agosto 1978 a Pagani , in provincia di Salerno. Due colpi di lupara lo ferirono a morte sotto casa della sua futura moglie. Aveva solo 27 anni. La sua colpa, da sindacalista, fu il rifiuto di cucinare carne marcia per la mensa della Fatme, grande stabilimento industriale di Pagani. In fabbrica si era battuto anche per migliorare le condizioni lavorative dei suoi colleghi operai. La camorra non glielo perdonò. Ad oggi non ci sono condanne né per mandanti né per gli esecutori dell’omicidio Esposito Ferraioli.

Il corto inizia e finisce sul luogo dell’omicidio. La storia comincia subito dopo l’esecuzione. Siamo nel 1978. È la sera del delitto. Da allora il tempo è come sospeso, ancora, nel 2018. Quarant’anni dopo l’omicidio la sua presenza aleggia ancora per le strade della città. Una presenza leggera, impalpabile. Nel presente il cuoco-sindacalista rivive la sua storia, attraverso le tappe di una giornata ideale che ricostruisce la sua vita. Non è un ritorno. È una permanenza.

 

Il 7 novembre la XXXVIII Edizione del Premio Europeo Capo Circeo

Ritorna giovedì 7 novembre il prestigioso Premio Europeo Capo Circeo. Quest’anno la cerimonia di premiazione si terrà dalle ore 16 alle ore 19 presso il Salone Monumentale della Biblioteca Casanatense, in via S. Ignazio n. 52 nel cuore del centro storico di Roma.
Il Premio ha come mission la promozione e l’integrazione culturale, sociale, scientifica, economica e politica fra le Nazioni Europee e del Mediterraneo. Inoltre, ha come sua finalità la premiazione di Uomini e Donne Euromediterranei e di altri popoli che, nelle più diverse professioni e arti esercitate, oggi sono impegnati nella riconciliazione e nella pace e nell’edificazione dell’unità della nuova Europa, nel segno del complesso e stratificato simbolo mitologico della “maga Circe”. Simbolo che ben rappresenta le origini della Civiltà Occidentale e anticipa il “recupero” odierno dei suoi albori e del suo veleggiare da Oriente verso Occidente. Origini della comune civiltà che affondano nel tempo ben e molto prima rispetto alla tarda leggenda omerica e esprimono con ancora intatta vivacità e forza il legame profondissimo che lega le sponde della civiltà europea: quelle delle sue origini e quelle della sua espressione odierna. La statuetta in bronzo che viene consegnata agli illustri premiati ha infatti la raffigurazione della maga Circe, ed è creata dallo scultore Alessandro Marrone.
Il Premio Europeo Capo Circeo è diventato nel corso degli anni uno dei più prestigiosi Premi di tutta Europa. Oltre 400 istituzioni e personalità del mondo della cultura, della diplomazia, del giornalismo e dei media, delle arti e dello spettacolo, della società e della politica, dell’industria e della finanza, appartenenti ai più diversi lidi ed estrazioni, hanno ricevuto l’ambito premio (Tableau Storico su www.premiocapocirceo.it ).
In questa XXXVIII edizione riceveranno il premio: per la sezione Archeologia, il Centre National de Recherche en Archéologie di Algeri; per l’Arte, L’Académie de France à Rome; per l’Astronomia, Antony Brow della Leiden University; per la sezione Cinema e Televisione, la diva Catherine Deneuve, Ambasciatrice dell’UNESCO; per la Diplomazia e Relazioni Internazionali, l’Ambasciatore Giulio Terzi Di Sant’Agata, già Ministro degli Esteri, e il Prof. Gianni Cara dell’Unipace ONU; per la Dirigenza Pubblica la Dr. Maria Cannata del MEF; per la Genetica, il Prof. Edoardo Boncinelli
e il

Prof. Giuseppe Novelli,
Rettore Uniroma 2 Tor Vergata; per la Grande Industria Europea, il Dr. Giuseppe Bono A.D. Fincantieri; per la Poesia, Durs Grünbein della Kunstakademie di Dusseldorf ; per la Politologia e Storia, Herfried Munkler della Humboldt Universität di Berlino; per la sezione Televisione e Media, Dr. Gennaro Sangiuliano, Direttore del TG2.
Il Comitato d’Onore del Premio è presieduto da Mario Palumbo ed è costituito da: Umberto Leanza, Giovanna Biga, Domenico Benedetti Valentini, Rino Caputo, Enrico Iacometti, Marcello Lattuada, Dante Maffia, Silvano Moffa, Furio Ruggiero, Mario Scaffidi Abbate, Augusto Sinagra, Enzo Siviero. La Commissione per l’attribuzione del PECC è presieduta da Luisa Gorlani Gambino, Giuliana de’ Medici, Alessandro Marrone, Elena Repman, Raffaele Scirè, Flavia Silvestroni e Stefania Sofra. Nel Consiglio Direttivo, presieduto da Carlo Sgandurra abbiamo il Copresidente Enea Franza; Gianluca Marchionne per le Relazioni Istituzionali Esterne e Stampa; Paola Sollenni, Organizzazione e Cerimoniale; Mario Cultrera, Francesca Pietropaolo, Corrado Rendo, Floriana Filippini e il Segretario Domenico Cambareri.
Durante la cerimonia sarà proiettato un corto esclusivo del Rettore Prof. Enzo Siviero, uno dei maggiori progettisti mondiali, sui grandi ponti sul Mediterraneo che uniranno Europa, Africa e Asia nella nuova realtà di “Eufrasia”, affrancandoci da USA e Cina.
Ospite sarà il già premiato Capo Circeo Rino Barillari, lo spumeggiante fotoreporter fra i più famosi al mondo, denominato il Re dei “Paparazzi”, reduce da un’importante mostra fotografica al MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, dedicata alla carriera del fotoreporter della “dolce vita”.
Il Premio Europeo Capo Circeo (PECC) interpreta la scelta della sede della manifestazione come fattore d’importanza primario. Questa edizione si svolge in una location di rilevanza storica e di un fascino e bellezza straordinaria: la Biblioteca Casanatense. Fondata nel 1701 conserva un patrimonio di circa 400.000 volumi. Fu istituita dai padri domenicani del Convento di S. Maria sopra Minerva a Roma come biblioteca di pubblica utilità, per volere del cardinale Girolamo Casanate (1620-1700). Dopo essere stata amministrata dal Ministero della Pubblica Istruzione la biblioteca è divenuta dal 1975 organo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Progettato dall’architetto Antonio Maria Borioni e inaugurato il 3 novembre 1701, il Salone fu appositamente ideato, su disegno iniziale di Carlo Fontana, come una nuova struttura che doveva contenere il maggior numero possibile di volumi. Esso rappresenta uno dei primi esempi di moderna architettura bibliotecaria, come è evidente dalla sua forma e dalle sue dimensioni, dalla disposizione in alto delle finestre per non interrompere la tramatura degli scaffali, e dal fatto che gli armadi siano parte integrante delle pareti. La disposizione dei lati lunghi, e quindi degli ordini maggiori delle finestre, è nord-sud, contravvenendo ai dettami del De architectura di Vitruvio, per ottenere una illuminazione il più possibile omogenea per tutto l’arco della giornata, e facilitata dalle grandi scanalature sul soffitto bianco, e dal conseguente effetto di rifrazione luminosa. Negli anni successivi il ‘vaso’ fu ornato con oggetti e opere d’arte, come era usanza in quel tempo, identificandosi la biblioteca non soltanto nel concetto di collezione libraria, ma anche in quello di raccolta museale. All’estremità della vasta aula, scaffalata dal pavimento al soffitto con splendide strutture lignee interrotte da un ballatoio, fu posta la statua del cardinale realizzata nel 1708 dallo scultore Pierre Le Gros, in alto fu collocato il busto in terracotta di S. Tommaso, eseguito da Bernardino Cametti (1682 – 1736). Attuale Direttore della Biblioteca è la Dr.ssa Lucia Marchi del MIBACT. Al termine della cerimonia sarà offerto agli ospiti un aperitivo e potranno degustare i prelibati vini dell’Azienda Vitivinicola “Sancarraro” della famiglia Anselmi che coltiva vigneti da generazioni, e produce uve di pregiata qualità. L’Azienda “Sancarraro” ha vitigni in Sicilia, nei territori di Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo, tra i più grandi al mondo per quantità d’uva conferita e ricchezza di viti presenti.

Io sono Anne Frank: vernissage il 3 novembre al Marte di Cava dei Tirreni in occasione dei 90 anni dalla nascita

«Che bello il fatto che nessuno debba aspettare un momento particolare per iniziare a migliorare il mondo». Così diceva la tredicenne ebrea, simbolo di tutte le vittime della Shoah. Dalle sue parole prende spunto la nuova mostra in programma al Marte Mediateca Arte Eventi di Cava de’ Tirreni che, da domenica 3 novembre ospita “Io sono Anne Frank”.

L’idea è quella di costruire un ponte tra passato e presente, attraverso un metodo educativo di grande impatto per il mondo della scuola, stimolato ad imparare, confrontarsi, esprimersi sulla tragedia della Shoah.

La mostra si costruisce di pannelli didattici, il kit 3D per ricostruire l’Alloggio Segreto; libri sull’Olocausto (incluse 2 copie de Il Diario di Anne Frank, in lingua italiana e inglese), il quaderno dove i visitatori e gli studenti possono lasciare i rispettivi pensieri; il DVD “La breve vita di Anne Frank” (prodotto da La Casa di Anne Frank). E poi tanto materiale da scavo risalente al 1944 e donato all’Associazione dal Museo Virtuale USARMY1944 e ritrovato tra Bologna e Firenze nel 2015. Si tratta di gavette e bicchierini di metallo, alcuni incisi dai proprietari con lettere e numeri, uno spazzolino da denti, un tubetto di schiuma da barba, bottoni, il fondo di una bottiglia di una Coca-Cola marchiata New York, la suola di uno scarpone della Goodyear, un tappino Colgate.

«Quest’anno ricorrono i 90 anni dalla nascita di Anne Frank – spiega Maria Lamberti già Developer Manager di Lamberti Design, ora A.U. della Marte srl – e per l’occasione vogliamo riaccendere l’attenzione sulla sua vicenda per motivare le persone sul tema dell’inclusione. Questa mostra racconta e approfondisce numerosi episodi della storia della famiglia Frank, dal nascondiglio alla deportazione, e affronta argomenti attuali che ci spingono a chiederci come poter contribuire per migliorare il mondo oggi. Esserne visitatori aiuterà a riflettere sui temi della tolleranza in una società in cui la diversità va vista come un momento di arricchimento e non come un elemento negativo e di minaccia».

Al vernissage saranno presenti: la Professoressa Beatrice Benocci, storica germanista dell’Università di Salerno il Professore Giuseppe Foscari, storico dell’Università di Salerno, la Professoressa Maria Olmina D’arienzo già D.S. Liceo Scientifico Genoino di Cava de’ Tirreni, la Dottoressa Antonella Senatore responsabile gruppo 302 Salerno Amnesty Italia e il Dottore Francesco Lo Chiatto, attivista e vice responsabile gruppo 302 Salerno Amnesty Italia.

La mostra è stata allestita in numerose scuole, Comuni, Musei e biblioteche italiane, permettendo a sempre più studenti di approfondire l’argomento, ma per la prima volta al Marte accade che al materiale espositivo si aggiungano una serie di attività collaterali a tema, come la visita guidata teatralizzata, le matinée per gli studenti a cura dell’Associazione Teatro Luca Barba e gli spettacoli, così da avvicinare ancora di più i visitatori ad approfondire le proprie conoscenze sul dramma della Shoah, specialmente i giovani, che sono il futuro.

In quest’ottica, domenica 3 novembre al vernissage seguirà lo spettacolo “Per non dimenticare” a cura della Compagnia Fusion che, attraverso il linguaggio della danza, affronta il tema profondo, delicato e sconvolgente del razzismo. Sulle coreografie di Maria Cardamone danzano: Carmen Vicinanza, Federica Landi, Rosanna Vasaturo, Natalia Milito, Grazia Ragone, Gabriella Milito, Mariagrazia Amato, Luigi Lambiase, Valentina Ferraiuolo, Laura D’Amore, Amira Giglio.

L’esposizione è organizzata e promossa dal Marte Mediateca Arte Eventi, dalle associazioni C’é cultura su Marte e Un ponte per Anna Frank, in collaborazione con la Fondazione Anne Frank di Basilea, il contributo dell’UCEI (Unione Comunità Ebraiche Italiane) e il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Campania, Provincia di Salerno e Comune di Cava de’ Tirreni.

La mostra sarà visitabile a partire da lunedì 4 novembre a domenica 5 gennaio 2020.

Premio Giornalistico “Mimmo Castellano”, il resoconto della IX edizione

Un momento di riflessione sull’informazione e, da anni, l’occasione per consegnare riconoscimenti a giornalisti che si sono distinti sul piano locale e nazionale. È anche questo lo spirito del Premio giornalistico Mimmo Castellano, giunto ieri alla nona edizione.

L’evento, che si è svolto nell’Aula Consiliare del Comune di Castel San Giorgio (SA). rappresenta uno dei fiori all’occhiello per l’Assostampa Campania Valle del Sarno che, fin dalla sua costituzione, ha inteso rendere omaggio a una personalità che ha dato tanto all’intera categoria.

La manifestazione, infatti – organizzata come ogni anno con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, del Movimento Unitario Giornalisti, del Comune di Castel San Giorgio e della Provincia di Salerno – ha lo scopo di onorare la memoria del compianto Mimmo Castellano, papà dei giornalisti, scomparso prematuramente dieci anni fa.

Come si ricorderà, Castellano è stato vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania e segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Al suo nome sono legati numerosi riconoscimenti a favore della categoria come la legge 150/2000 sulla Comunicazione ed Informazione Istituzionale.

Nel corso della manifestazione – presentata da Giuseppe De Caro – sono stati consegnati riconoscimenti a giornalisti che operano nel campo dell’informazione locale e nazionale. Un premio alla memoria è stato consegnato a Mauro Senatore, figlio  di Raffaele Senatore, storica voce e penna di Cava de’ Tirreni.

Ecco tutti gli altri riconoscimenti: Serena Bortone di Agorà/Rai3 (sezione tv nazionale); Genny Coppola di Canale 9 (sezione tv regionale); Asmae Dachan, freelance esperta di Medioriente (sezione stampa internazionale); Antonio Gnassi digital media e broadcast director dell’Universiade 2019 (sezione comunicazione digitale); Roberto Ritondale, redattore Ansa (sezione agenzie di stampa).

Riconoscimenti alla carriera sono stati consegnati a: Gerardo Capozza, segretario generale Aci ed ex capo del cerimoniale di Palazzo Chigi; Gianni Festa, direttore del Quotidiano del Sud; Sigismondo Nastri, storico e giornalista, punto di riferimento per la Costiera Amalfitana.

Premi speciali sono stati consegnati a: Catello Maresca, sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli; Monsignor Salvatore Nunnari, già consigliere nazionale Fnsi e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria; Benedetto Casillo, giornalista e attore.

Nel corso della serata sono stati assegnati anche riconoscimenti per l’attività giornalistica a: Geppino D’Amico, giornalista e scrittore, da sempre punto di riferimento per i giornalisti del Vallo di Diano;  Giuseppe Petrucciani, giornalista, da sempre impegnato per la categoria; Jeanlouis Pepe, addetto stampa presso l’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione del Comando Forze Operative Sud dell’Esercito Italiano; Nicola Castorino, giornalista e docente; Francesca Cutino, giornalista e scrittrice; Edoardo Tranchese, reporter e regista.

Due gli intermezzi musicali a cura della violinista Marzia De Nardo e un’esibizione di musica popolare del maestro Ugo Maiorano, ballerini Tanya Maiorano e Andrea Albero.

Tante le personalità civili, militari, politiche e religiose presenti all’evento. Tra questi anche Antonio Centore, capo della Repubblica di Nocera inferiore e l’ex procuratore Gianfranco Izzo.

L’intera famiglia Castellano – composta dalla moglie di Mimmo, Gabriella Punzo, e dalle figlie Anna e Patrizia e dalla sorella Rosanna – hanno presenziato alla manifestazione, presentando, nell’occasione, anche la nascente Assostampa intitolata proprio a Mimmo Castellano.

Il Premio Castellano è stato anche corso di formazione per giornalisti sul tema “La deontologia del giornalista e i linguaggi dell’informazione”.

Sul tema – dopo i saluti del sindaco di Castel San Giorgio Paola Lanzara, del sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino e del presidente dell’Assostampa Barbara Ruggiero – si sono confrontati Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti; Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania; Mimmo Falco, presidente del Movimento Unitario Giornalisti e del Corecom Campania; Carlo Parisi, direttore di Giornalisti Italia; Ezio Ercole, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Al termine della manifestazione, Salvatore Campitiello, consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti della Campania, nonché storico organizzatore del Premio, ha inteso salutare tutte le personalità civili e religiose che continuano con la loro presenza a dare lustro alla manifestazione.

Il titolare della Pasticceria Fatù ha inteso omaggiare gli ospiti – tra i quali il presidente nazionale dell’Ordine Carlo Verna – con una sua specialità, la pastiera di grano.

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Karel Music Expo: a novembre a Cagliari la 13^ edizione del festival delle culture resistenti

Edizione numero tredici per il Karel Music Expo, il festival delle culture resistenti ideato e organizzato a Cagliari dalla cooperativa Vox Day. preceduto da un’anteprima in programma sabato 9 novembre al Fabrik, il club in via Mameli, l’appuntamento è da giovedì 21 a sabato 23 all’EXMA, il Centro Comunale d’Arte e Cultura in via San Lucifero, dove la manifestazione farà base per la prima volta nella sua storia.
Il Karel Music Expo è un format multidisciplinare che promuove tutte le forme espressive estranee ai meccanismi della grande distribuzione; una vetrina di livello europeo all’insegna della musica, soprattutto, che quest’anno ospita quindici diverse proposte della scena nazionale e internazionale, spaziando come sempre tra i generi e gli stili. In arrivo dalla Penisola i C’mon TigreLa Luna, i Julie’s Haircut e The Winstonsda Malta The Ranchdall’Austria gli Alpine Dweller, dal Regno Unito gli scozzesi Stuart Braithwaite e Emme Woods, l’inglese Joey Collins e il gallese Matthew Frederick. E ci sarà spazio, naturalmente, anche per le proposte targate Sardegna, con Perry Frank, La Città di Notte, Luigi Frassetto Quartet, La Pioggia e il duo Nunc.
Tanta musica, ma non solo: il cartellone propone infatti anche installazioni d’arte di Daniele Spanò e del giapponese Makoto, le performance e un’esposizione di lavori di Rugiada Cadoni, una rassegna di cortometraggi, un incontro-dibattito di astronomia culturale con Agostino Piano, uno spettacolo formativo sulle dipendenze dalle nuove tecnologie, più varie altre iniziative collaterali.
Tanti appuntamenti, dunque, e un titolo, “Generazioni“, a caratterizzare, come sempre, anche questa edizione del Karel Music Expo; un titolo che rimanda al prossimo epilogo del decennio in corso, come suggerisce il direttore artistico Davide Catinari nelle sue note di presentazione: ” Ogni decade giunge alla sua conclusione attraverso una rappresentazione che ne traccia la memoria, così che ogni epoca possa essere ricordata in accordo con tutto quello che ha prodotto e ogni generazione per ciò che ha espresso. (…) Ma la percezione dell’alternarsi di diverse generazioni, soprattutto durante il secolo appena trascorso, ha reso memorabili diversi passaggi di consegne, come quello tra le due guerre mondiali o la rivoluzione culturale, e giovanile, che dalla fine degli anni ’60 in poi ha contribuito a creare un immaginario immenso, denso di simboli, volti, oggetti, suoni, mode e modalità che hanno segnato gli ultimi cinquant’anni della storia di questo pianeta, trasformando per sempre l’idea stessa della nostra vita”.

Il 9 novembre IPop Festival 2019 – Let’s Turn It On al Teatro Augusteo di Salerno

IPop Festival torna per la sua III edizione che anche quest’anno, come sempre, accoglierà una line-up di artisti ricca e variegata, capace di spaziare tra gli estremi più ampi della musica pop (e non solo).
Il 9 Novembre 2019, lo scenario che ospiterà il festival sarà ancora una volta il Teatro Augusteo Salerno, uno dei teatri più suggestivi del nostro territorio, sito nel pieno centro della città.

LET’S TURN IT ON” è il titolo che accompagna questa edizione 2019 di iPop Festival, un tributo a Freddie Mercury, uno degli artisti che con il suo genio musicale ha saputo segnare ed ispirare generazioni di uomini e donne. Questo brano meraviglioso rappresenta un vero e proprio inno alla vita il cui messaggio vuole istruirci affinché, attraverso la musica, ci si possa spogliare di ogni timore o pregiudizio, per partire così alla ricerca della propria identità primordiale.

Musica, Arte, Territorio e Simbolo come espressione identitaria.

LINE-UP:
– Coro Crescent, Salerno / dir. Paola De Maio & Raffaele D’Ambrosio
– Flowing Chords, Roma / dir. Margherita Flore
– Le Mani Avanti, Roma / dir. Gabriele D’Angelo

L’iPop Festival è inoltre un’iniziativa solidale. L’associazione con la quale si collabora quest’anno è “Soccorso Amico Onlus“, che da anni mette i suoi volontari a servizio del nostro territorio.

 

Un Halloween 2019 all’ Edenlandia: 26, 27 e 31 ottobre

Halloween si avvicina e all’Edenlandia è tutto pronto per tre giorni da paura all’insegna dell’horror e del terrore al Parco dei Divertimenti di Napoli.

Sabato 26 ottobre, alle ore 17.30, al via la  “Festa delle Zucche” con le mascotte dell’ Edenlandia; a seguire, il gioco “dolcetto o scherzetto” con la sfilata delle maschere e, per chiudere, alle ore 19.00, la baby dance. I più grandi potranno mascherarsi e la maschera più bella che verrà avvistata nel parco sarà premiata con un voucher che darà diritto a giri illimitati su tutte le giostre.

Domenica 27 si parte alle ore 11.30 con la baby dance e le mascotte; alle ore 12.15 il gioco “dolcetto o scherzetto” e, alle ore 13.00, di nuovo la baby dance. Per chi arriva senza maschera, ci sono i truccatori specializzati nell’horror make up. Il programma sarà lo stesso anche nel pomeriggio. Ad assistere chi invece arriva sprovvisto di maschera saranno dei truccatori specializzati nell’horror make up (a pagamento).

Giovedì 31 ottobre “Halloween Party Vol.II”  ci sarà come special guest l’artista Luchè, che verrà anticipato da alcuni DJ che intratterranno tutti anche dopo il concerto ( ore 22:30) fino a tarda notte. La serata a tema accoglierà il pubblico mascherato all’ interno del Parco e per chi vorrà potrà truccarsi (a pagamento) stesso in serata con lo staff dell’ horror make up. L’ Edenlandia il 31 sarà aperta dalle ore 15:00 alle 18:00 e l’ingresso è gratuito. Per il concerto invece il biglietto sarà di 15 euro prima delle 21 e di 20 euro dopo le 21:00, il parco resterà aperto fino alla 04:00 ( le giostre saranno aperte dalle 15:00 alle 01:00). Presenti alla serata anche il gruppo di harleysti in sella della proprio motocicletta tutti mascherati.

Veliateatro: L’Apologia di Socrate in scena all’Università di Milano

Appendice autunnale per Veliateatro, la rassegna sulla espressione tragica e comica del teatro antico promossa dall’Associazione Cilento Arte, che nello scorso fine settimana ha proposto all’Università di Milano  l’Apologia di Socrate con la regia e l’interpretazione di Christian Poggioni.

Dopo i saluti istituzionali del Magnifico Rettore Elio Franzini e del Sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo nell’Aula Pio XII dell’Ateneo è andata in scena l’autodifesa che Socrate pronunciò di fronte ai giudici ateniesi nel 399 a.C. di cui Platone era un testimone oculare. Socrate, vittima di una cospirazione politica, è accusato di empietà e di corruzione dei giovani.

La rappresentazione è stata preceduta dagli interventi di Iole Fargnoli, Ordinario di Diritto Romano presso l’Università degli Studi di Milano e di Franco Ferrari, Ordinario di Filosofia antica presso l’Università di Salerno. Le musiche sono state a cura di Irina Solinas al violoncello.

Dal 2 al 9 dicembre, invece, VeliaTeatro dedicherà alle scuole della Campania, in particolar modo ai licei scientifici e classici della regione, un progetto che vedrà la riproposizione del “Simposio di Platone” nel teatro della Fondazione Alario con un’annessa visita guidata all’area archeologica di Elea Velia.