A Cava de Tirreni 12mila visitatori alla mostra “Pablo Picasso e altri viaggiatori storie naturali e viaggi spirituali”

Un elenco di numeri esaltanti che se da una parte corrispondono alla partecipazione cospicua di persone, giovani e meno giovani che hanno apprezzato la proposta, dall’altra svelano la mole di lavoro e le tantissime professionalità coinvolte.

Il successo si traduce in cifre per il grande evento espositivo dal titolo “Pablo Picasso e altri viaggiatori, storie naturali e viaggi spirituali”, l’itinerario proposto da e al Marte – Mediateca Arte Eventi – di Cava de’ Tirreni da febbraio a giugno.

Cinque mesi di esposizione, 112 opere esposte per 121 giorni, 16 prestatori privati ed 1 pubblico, 2 guide storico artistiche e 3 attori impiegati, 2 eventi di danza, 1 spettacolo di teatro, 1 happening musicale, oltre 30 sponsor tra banche e aziende del territorio, 200 scuole e 90 associazioni contattate. E poi la parte social: 1 sito web dedicato con 500 visite al mese ed una campagna con circa 60mila visualizzazioni e 700 like. I visitatori quest’anno sono stati 12mila.

«Abbiamo concluso il terzo anno di programmazione culturale incentrata su una grande mostra – spiega il Presidente Dorotea Morlicchio dedicata ad un protagonista dell’arte del ‘900. Possiamo con soddisfazione affermare che la nostra comunità ha accolto con grande favore la nostra proposta: siamo passati dai 7500 visitatori del 2015 ai 12000 di quest’anno, di cui circa 8000 ragazzi delle scuole elementari e medie, ai quali abbiamo dedicato progetti didattici speciali, collegati agli artisti in esposizione. Il prossimo anno lanceremo un artista ancora più contemporaneo con le cui opere pensiamo di attirare anche quei flussi turistici che fino ad oggi hanno solo lambito Cava dei Tirreni. Noi Marziani siamo pronti per le nuove sfide».

Grande soddisfazione anche da parte dell’amministratore del Marte Alfonso Baldi, del responsabile del progetto Rosario Memoli, del curatore della mostra Marco Alfano. Attori protagonisti dietro le quinte di una grande macchina organizzativa che non smette di accelerare. Tutti già al lavoro per il 2018, promettono di svelare entro settembre il nome del nuovo protagonista in mostra.

Pompei: Standing ovation per il saggio musicale di fine anno dell’I.C.Matteo Della Corte

di Brigitte Esposito

Si è concluso, con applausi scroscianti e grande consenso da parte del folto pubblico presente, il saggio musicale di fine anno scolastico dell’Istituto Comprensivo Matteo Della Corte di Pompei tenutosi presso il Teatro Di Costanzo Mattiello. L’I.C. è diretto egregiamente dalla dott.ssa Maria Neve Tarantino che s’impegna con entusiasmo nella divulgazione della cultura e dell’arte musicale, promuovendo lo studio della musica a 360° con l’apporto deciso, innovativo e costante dei suoi ottimi docenti nei corsi ad indirizzo musicale. La sua riconosciuta capacità professionale e l’estrema sensibilità artistica e umana la rende particolarmente impegnata nell’ambito scolastico ed il saggio di fine anno ne è stato la concreta dimostrazione grazie al prezioso lavoro svolto dall’indiscutibile professionalità dei docenti di musica. Particolarmente apprezzata l’ottima esecuzione degli alunni della classe 2A, precisamente Giovanni Mario, D’angelo, Luigi Schettino, Luigi Aquino, diretti dal Prof. Alessandro Minetti artista di chiara fama e vincitore di importanti premi nazionali ed internazionali. Negli anni la sua attività concertistica lo ha portato ad intraprendere numerose tourné all’estero e partecipazioni su tv e radio nazionali riscuotendo sempre altissimi consensi da parte di pubblico e critica. Gli allievi hanno eseguito “Giochi Proibiti”, brano simbolo nel mondo della chitarra classica che ha destato non poche discussioni circa la paternità. Secondo alcuni studiosi, infatti, il brano probabilmente non fu composto dal grande chitarrista spagnolo Narciso Yepes che lo impiegò anche nella colonna sonora dell’omonimo film (Jeux Interdits) per la regia di René Clement. A lui si deve comunque il merito di aver contribuito alla grande fama internazionale del brano. Un’esecuzione intensa e non semplice visto l’arpeggio inverso regolare e terzinato con l’utilizzo del grande barré che richiede non solo studio e tecnica, ma anche una grande forza della mano sinistra. I piccoli musicisti sono stati guidati sapientemente dal M° Minetti, di innata sensibilità artistica e virtuosistica, che ha fatto della sua vita un meraviglioso spartito musicale e che questa volta ha trasferito, nota dopo nota, ai suoi piccoli allievi. L’esecuzione ha ottenuto anche un importante e apprezzatissimo riconoscimento da parte della figlia del più grande chitarrista della storia italiana il M° Mario Ganci.

La tradizione dei guantai si rinnova Due giovani cugini napoletani lanciano Cut’n’Cos

I guanti in pelle più apprezzati nel mondo sono fatti a Napoli dove si usa un processo di concia all’anilina che evidenzia la naturale brillantezza dei colori. Eredi di una delle più antiche fabbriche di lavorazione di guanti in pelle, la Gi. Gruppo Italiano, due giovani cugini napoletani di appena 25 anni, lanciano il marchio Cut’n’Cosconsapevoli di dover  affrontare una grande sfida. I due, infatti, hanno scelto di proiettarsi con caparbietà nel futuro, interpretando nuove tendenze e nuovi stili, forti dell’esperienza maturata dalla tradizione e dall’artigianalità ultracentenaria delle precedenti generazioni, che mossero i primi passi già ad inizio del ‘900 nel famoso rione Sanità. Dalla piccola bottega dell’antico quartiere napoletano, il quartiere Sanità, ad oggi sono passati molti anni, ma l’esperienza maturata ha preparato Cut’n’Cos a nuove sfide e nuovi mercati. Maestri tagliatori, esperte cucitrici e ricchezza dei materiali danno la garanzia di poter rispondere a richieste di collezioni ricercate e lavori di ottima qualità. Cut’n’Cos punta tutto sull’alta, ottima, qualità dei suoi guanti, offrendoli direttamente ai clienti “online” così come agli Specialty e Department Stores. La scelta di lanciare la prima collezione in primavera sta a sottolineare che il guanto va visto come elemento d’abbigliamento fashion, scostandosi della ormai obsoleta concezione di oggetto utile solo a riscaldare le mani. Nasce quindi la collezione special edition ss17. Dai colori accessi e dai modelli evocativi vuole porsi subito riconoscibile sul mercato. Le pelli tinte sono lavorate a mano in modo da renderle elastiche, il che è fondamentale per fare in modo che i guanti ritornino alla loro forma originale dopo averli indossati (www.cutncos.com). Graphicnart è l’agenzia napoletana con sede a Napoli e Milano, capitanata da Giuseppe Rigo, che ha firmato la campagna primavera/estate 2017 di Cut’n’Cos (Mua Filomena Pascarella, stylist Mariachiara Russo). Scattata nelle cornici inconfondibili di Napoli dal fotografo Nicola Riccardi, la campagna si compone di tre diversi momenti. Si va dallo splendido Largo San Martino, rivisto in chiave vintage. Si passa all’eleganza della Certosa di San Martino, per finire in un mood street/urban ambientato perfettamente nel camaleontico Centro Direzionale di Napoli. Scatti che raccontano come l’artigianalità e l’unicità di un accessorio d’abbigliamento raffinato, elegante ed evocatore di tempi passati possano vestire qualunque stile dall’elegante casual allo street senza mai stonare.

Al via la “Festa Della Musica Europea 2017” il 17 giugno a Nocera Inferiore

Parte da Nocera Inferiore il primo appuntamento della “Festa Della Musica Europea 2017”. Sabato 17 giugno alle ore 20,00 l’evento, patrocinato dall’Amministrazione Comunale, si svolgerà all’interno della Corte Comunale di Palazzo di CittàTra gli eventi patrocinati dall’Amministrazione Torquato, prima dell’ultima tornata elettorale, la Festa della Musica Europea edizione 2017. A curare l’evento l’Assessorato alle Politiche di Promozione Culturale, diretto nella scorsa Amministrazione dall’ex Assessore Vigliar e l’Associazione Culturale “Ensemble Corale Noukrìa”di cui è Presidente Antonio Rispoli e Direttore Artistico Genny Strianese. La Festa della Musica Europea è uno degli appuntamenti internazionali più importanti creato per coniugare musica e arte in affascinanti cornici del patrimonio artistico italiano. L’evento a livello europeo è promosso dalla FENIARCO (Federazione Nazionale Italiana Associazioni Corali) dall’ARCC (Associazione Regionale Cori Campani) e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La Festa della Musica sul territorio campano inizierà il giorno 17 giugno a Nocera Inferiore mentre il giorno 21 giugno proseguirà a Salerno, il 22 a Posillipo (NA) il 23 a Napoli e si concluderà il 24 nel Centro Storico di Eboli e in contemporanea nella Cattedrale di Salerno. L’Associazione Culturale “ Ensemble Corale Noukrìa, anche quest’anno, oltre alle realtà corali campane, ospiterà un coro della città di Roma. Saranno protagonisti della serata: IRIS voci bianche, VOICING coro giovanile e il coro polifonico Ensemble Corale Noukrìa di Nocera Inferiore diretti da Genny Strianese; Coro “SUI GENERIS” di Pontecagnano (Sa) diretti da Maria e Rino Rivetti; Coro Matricanto di Nocera Superiore diretto da Andrea Donadio e i Voices for Freedom Choir diretti da Alessio Contorni di Roma. Le corali seguiranno brani Profani Colti e Popolari , Napoletani e non, Gospel e Spiritual, nonché brani di Musica Leggera. L’evento sarà presentato dal giornalista Vincenzo Balzano e da Genny Strianese. La partecipazione alla manifestazione è gratuita. Per ulteriori Informazioni & Contatti: www.ensemblecoralenoukrìa.it Info@ensemblecoralenoukrìa.it

Da Beethoven a Hendel, da Verdi a Brahms: al Marte il concerto di Sanitansamble

Prima di tirare le somme e festeggiare il record di visitatori rispetto agli anni precedenti, confermando la centralità del polo metelliano per la cultura nell’Italia del sud, proseguono gli eventi collaterali diPablo Picasso e altri viaggiatori, storie naturali e viaggi spirituali”, l’esposizione inaugurata a febbraio ed in programma fino al 18 giugno al Marte – Mediateca Arte Eventi di Cava dei Tirreni.

Dopo gli appuntamenti con la danza ed il teatro, sabato 10 giugno (alle 19) scocca l’ora della musica con degli ospiti speciali: il Marte, in collaborazione con l’associazione C’è Cultura su Marte e L’Altra Napoli Onlus, presenta l’esibizione dell’Orchestra Giovanile Sanitansamble. L’appuntamento è realizzato con il patrocinio della Fondazione Carisal e il Comune di Cava de’ Tirreni. Live oltre 80 giovani, tra bambini e adolescenti dai 7 ai 24 anni, del Rione Sanità di Napoli. In scaletta un viaggio nella musica classica, da Beethoven a Hendel, da Verdi a Brahms: sotto la direzione del Maestro Paolo Acunzo, si esibiscono anche i cori polifonici “Musique Esperance” e “Note Legali”.

Il concerto è gratuito sull’acquisto del biglietto della mostra di Picasso.

L’ensemble è il risultato di una sfida, un progetto formativo, messo in piedi nel 2008, per dimostrare come, attraverso la creazione di servizi di aggregazione sociale e l’incremento dell’istruzione in senso lato, sia possibile ottenere risultati sorprendenti anche in contesti urbani ad elevato stato di degrado socio-economico.

Oggi, a distanza di soli 8 anni, Sanitansamble non solo è riuscita a divenire una delle best practice di azioni intraprese sui minori a livelli nazionali, ma nel corso della sua storia si è esibita nei più prestigiosi teatri nazionali, due volte alla presenza di Papa Francesco ed altrettante volte per l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dimostrando come, anche in contesti difficili e controversi, sia possibile ottenere risultati straordinari.

L’Orchestra è divenuta un’associazione e ha dato vita ad una seconda formazione Junior composta da 54 ragazzi dai 7 ai 17 anni (nella senior ci sono 26 ragazzi dai 16 ai 24).

IL RIONE SANITà Nessun luogo incarna le contraddizioni di Napoli come il Rione Sanità. Molti lo definiscono un quartiere “rischioso”, come il silenzio che per secoli lo ha avvolto. Situato a ridosso del centro storico della città di Napoli, nel rione vivono quasi 32mila persone in 2 kmq. In quest’area il tasso di disoccupazione è molto elevato (42,7%) con punte del 60% tra i giovani, aggravato da una situazione di microcriminalità diffusa difficilmente contenibile. La scarsa mobilità delle persone sia all’interno dello stesso quartiere che all’interno della città ha ricadute sui bambini e sui giovani che vivono di riflesso le difficoltà legate alla precaria situazione delle famiglie di origine.

La mostra, che gode del patrocinio della Provincia di Salerno e del Comune di Cava de’ Tirreni, ed è realizzata grazie al sostegno del Main Sponsor Tecnocap, sarà visitabile fino al 18 giugno tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30 e dalle 16 alle 20 (ultimo accesso 19); sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 21 (ultimo accesso 20).

Presentata la 65^ edizione del Ravello Festival. Si parte il 1° luglio nel segno di Wagner

Tradizione nel nome di Wagner, musica con i più grandi direttori d’orchestra, innovazione e incursioni nell’avanguardia, sperimentazione di nuovi linguaggi, jazz per ridurre le distanze, danza per lasciar parlare il corpo, quando ogni altra relazione è compromessa.

Il Ravello Festival festeggia il suo 65esimo compleanno con un cartellone di qualità che mette insieme passato e futuro, che dà spazio, come sempre, alla grande musica (direttore Alessio Vlad e, per il jazz, Maria Pia De Vito) “nel rapporto tra silenzio e spazio” ma che coglie anche le nuove sensibilità culturali del tempo contemporaneo che invocano pace, ponti e dialogo, senso di comunità e abbattimenti di vecchi e nuovi muri, come racconta il programma artistico curato da Laura Valente (direttore danza, tendenze e nuovi linguaggi, progetti speciali, formazione)

Il festival si inaugura il primo luglio con un concerto tutto wagneriano diretto dalla bacchetta di Adam Fisher, in collaborazione con uno dei più prestigiosi Festival dedicati al maestro di Lipsia come quello di Budapest. A salire sul Belvedere di Villa Rufolo l’Hungarian Radio Symphony Orchestra.

Il programma di musica annota appuntamenti da non perdere come il concerto del 5 agosto diretto da uno dei più prestigiosi direttori oggi sulla scena mondiale, il finlandese Esa Pekka Salonen, con la Philharmonia Orchestra, tra i più innovativi anche per la capacità di convertire l’ispirazione con i nuovi strumenti digitali. Dal gelo della Siberia, dove trova ispirazione con la sua MusicAeterna, viene un altro straordinario talento: il “ribelle della classica”, greco di nascita e russo di formazione, Teodor Currentzis (30 agosto). Da Mosca anche il metropolita di Volokolamsk, Ilarion Alfeev, uomo chiave del dialogo interreligioso della chiesa russa e compositore di musica sacra: a Ravello dirigerà l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi” (30 luglio) che si esibirà anche nel tradizionale Concerto all’Alba (11 agosto) quest’anno affidato al direttore Oleg Caetani.

Grandi interpreti: da Kent Nagano (il maestro che passa da Mozart a Frank Zappa) e la Dso di Berlino (9 luglio) con lo straordinario violino di Arabella Steinbacher, alla Rotterdams Philharmonisch Orkest con il suo nuovo direttore stabile Lahav Shani, non ancora trentenne (19 agosto), alla Asian Youth Orchestra diretta da James Judd e con un solista di assoluto prestigio come Vadim Repin (25 agosto); in Villa Rufolo anche uno dei migliori cori giovanili del mondo, il Chicago Children’s Choir diretto da Josephine Lee (12 luglio).

Da segnalare il ritorno a Ravello di Martha Argerich, la pasionaria del piano, con la Franz Liszt Chamber Orchestra diretta da Gábor Takács-Nagy (8 luglio) e di Philip Glass che salirà sul palco in un concerto per tre pianoforti (compagni di viaggio: Dennis Russell Davies, Maki Namekawa) in occasione dei suoi ottanta anni (14 luglio): cosa sarebbero la musica, il teatro e il cinema del Novecento senza la rivoluzione del maestro di New York che sbarcava il lunario facendo l’idraulico quando ancora fare il compositore d’avanguardia era un lusso?

C’è ancora spazio in questo mondo per inseguire i sogni, per rivendicare il pane ma anche le rose come (marxianamente) si ripete nel film di Ken Loach che dà il titolo al balletto del 29 luglio de Les Italiens de l’Opéra de Paris, una compagnia appena nata, sotto la guida di Alessio Carbone che porterà a Ravello un progetto in prima assoluta in coproduzione con il museo dell’immigrazione di Parigi.

Il cartellone tersicoreo di quest’anno sceglie di attraversare i muri, contro le barriere della diversità, del razzismo, delle differenze. Muri come quelli che simbolicamente saranno abbattuti il 2 luglio a Villa Rufolo sulla musica leggendaria dei Pink Floyd dalle stelle dell’American Ballet con una coreografia di Karole Armitage impreziosita dalla partecipazione straordinaria in live painting dell’artista Francesco Clemente e la voce recitante di sua moglie, Alba, che condivide per la prima volta una produzione con il marito. Anche questa una creazione prodotta per il Ravello Festival. 

Al tema del transito, della fuga, dell’accoglienza è anche dedicata l’esposizione dello stesso Clemente che porta a Ravello le sue tende declinate come simbolo e “luogo artistico” di rifugio e migrazione.

Grande attesa l’11 luglio per Marie Chouinard, nome imprescindibile della danza canadese e prioritario per la danza contemporanea tutta, che porterà a Ravello una rivisitazione di uno dei suoi capolavori, Le sacre du printemps, tribale, primordiale e spirituale al tempo stesso, sulla musica di Stravinsky.

La direttrice della Biennale danza anticiperà il gigante della danza israeliana, Ohad Naharin (19 luglio), coreografo tra i più celebri e immaginifici: cresciuto in un kibbutz della Galilea a fianco del suo gemello, affetto da autismo per il quale ‘inventa’ un vero e proprio linguaggio del corpo, il metodo Gaga. Naharin ci consegna l’utopia concreta dell’ispirazione a stare meglio al mondo ascoltando il proprio corpo.

Per la formazione anche quest’anno si replica con il progetto “Abballamm’!” che prevede laboratori in residenza condotti da  coreografi ospitati al festival, quest’anno in partnership con l’Accademia di Danza e Sareyyet Ramallah/Palestine International Award for Excellence and Creativity. Ravello farà anche il miracolo di avere sullo stesso palcoscenico israeliani e palestinesi.

Infine le incursioni jazz: sul Belvedere di Villa Rufolo la già annunciata leggenda Wayne Shorter con l’ormai consolidata formazione formata da Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade (16 luglio); in cartellone le trombe di Enrico Rava (anche la storia di quest’ultimo è una storia di emigrazione cercata per inseguire il sogno della musica) e del polacco Tomasz Stanko, tra i grandi padri del jazz europeo dalle assonanze impressionanti, con le loro fughe nell’informalità (23 luglio). Poi due nomi femminili: il 5 luglio la vocalist afroamericana Dianne Rives, considerata una delle più importanti interpreti femminili di jazz del nostro tempo, una “cantante diversa”, la definisce il musicologo Stefano Zenni. L’8 agosto arriverà Roberta Gambarini, “l’erede di Ella Fitzgerald” secondo la definizione che ne ha dato il Boston Globe. Partita da Torino, nel rinascimento del jazz italiano che sono gli anni Ottanta è oggi un riferimento della vocalità statunitense. A Ravello si esibirà con il Salerno Jazz Collective un’esperienza del tutto nuova, creata appositamente per il Festival. A capeggiarla Sandro Deidda, con il quale la Gambarini, oltre a percorrere il consolidato repertorio di standard, affronterà anche pagine non strettamente jazz, tra cui gli amati Piazzolla e Morricone.

Da segnalare il progetto per Ravello “Petra” e Al Amal” di Luca Aquino con la Jordanian National Orchestra’s Ensemble (26 agosto) che servirà a lanciare un messaggio di speranza a difesa del patrimonio culturale mondiale (Al Amal in arabo “la speranza”) secondo la campagna Unesco #Unite4Heritage.

Per le arti visive oltre alla mostra di Francesco Clemente è previsto un soggiorno d’artista con Mostra di un altro grande artista italiano, Sandro Chia.

Infine un’incursione pop nel programma. Il 4 agosto appuntamento speciale con un concerto unplugged di Antonello Venditti.

Antonio Mussari e “Il patrimonio culturale del Museo del Mare di Napoli”

Storie di musei e storie di mare. Le cronache ne consegnano tante, di guerre e di migrazioni, di valorizzazione, di accoglienza e di perdite inestimabili. A Napoli, da oltre trent’anni esiste un piccolo Museo che custodisce e tramanda tra molte difficoltà un grande patrimonio, per ricordare che la nostra storia è fatta di viaggi e di migrazioni, di scoperte, invenzioni e navigazioni e di una eccellenza tecnica e scientifica nel campo marittimo. Un patrimonio materiale e immateriale, quello del Museo del Mare, che ha origini lontane e che, faticosamente salvaguardato in tanti anni, continua ad essere sottovalutato. Di questo si parlerà mercoledì 7 giugno alle 17.30 al Blu di Prussia (via Filangieri, 42-Napoli) con il fondatore e direttore, Antonio Mussari, autore del volume “Il patrimonio culturale del Museo del Mare di Napoli” (Esa edizioni). Il libro, ampiamente corredato da fotografie degli esemplari originali custoditi nelle sei sale del Museo, a Bagnoli nell’Istituto Tecnico Nautico Duca degli Abruzzi, raccoglie una appassionata testimonianza del lavoro a cui il professor Mussari si dedica con impegno quotidiano affinché Napoli, città di mare, abbia un Museo degno della sua storia. La presentazione del ricco e accurato volume, realizzato con il patrocinio della Regione Campania e in collaborazione con la fondazione Thetys – Museo del Mare, sarà coordinata dalla giornalista Eleonora Puntillo. L’incontro proporrà una riflessione sull’importanza di una realtà museale che da anni combatte per sopravvivere e ottenere un sostegno concreto sul territorio. Riconosciuto Museo di valore scientifico e tecnico dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo, nel 1992, inserito nella Guida dei Musei Navali, iscritto all’Associazione dei Musei del Mare del Bacino del Mediterraneo e, finalmente, riconosciuto anche dalla Regione Campania, nel 2007, come Museo di interesse regionale, «il Museo del Mare di Napoli ancora oggi viene misconosciuto, anzi ne viene negata, offensivamente, perfino l’esistenzadenuncia MussariEppure, grazie all’aiuto dei volontari, il Museo ha accolto, nel 2007, circa 13mila visitatori. Numeri che oggi andrebbero sicuramente a crescere se ci fosse una adeguata riflessione culturale». Oggi, infatti, il Museo del Mare continua la sua attività sotto la direzione di Mussari e l’attività dell’Associazione amici del Museo del Mare, e in collaborazione dell’Istituto Nautico Duca degli Abruzzi che lo ospita, organizzando mostre, convegni e attività divulgative anche all’estero e con le quali si autofinanzia. Durante la presentazione la dirigente scolastica dell’Istituto Nautico, Laura Elvira Romano, racconterà il rapporto tra le due realtà culturali, mentre Raffaella Salvemini, primo ricercatore ISSM CNR Napoli, parlerà del Museo come luogo di cultura, di raccolta di documenti, libri, archivi e quindi di studio; Claudio Pensa, Ingegneria Navale – Università Federico II di Napoli, interverrà sul ruolo del Museo come laboratorio. Infine, Tonino Troiano, docente di navigazione dell’Istituto Nautico si soffermerà sul patrimonio culturale descritto nel libro scritto da Mussari.

School of Green: “Dalla terra alla terra” il progetto di Educazione Ambientale

Dal all’11 Giugno Euroma2 ospita una mostra dedicata ai temi Green con laboratori pratici per insegnare ai più piccoli come proteggere e rispettare la natura nel proprio vivere quotidiano. Giovedì 1° giugno sono attesi oltre 1500 bambini provenienti da 20 scuole dell’infanzia e primarie di Roma che, a partire dalle ore 9:30, si avvicenderanno negli spazi della Galleria per conoscere i contenuti del progetto di Educazione Ambientale “Dalla terra alla terra”.

Il fulcro dell’iniziativa consiste nell’insegnare ai ragazzi il valore del compostaggio, ossia quel processo naturale nel quale gli scarti organici si trasformano in concime naturale o compost. Il compostaggio è il punto di partenza per affrontare il tema dei rifiuti e delle tecniche di riciclaggio in generale. E’ anche un’occasione per imparare a imitare la natura, che non produce mai rifiuti, ma solo nuovi nutrienti per il ciclo della vita.

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di emergenza rifiuti; il progetto “Dalla terra alla terra” mette al centro proprio la corretta gestione dei rifiuti urbani e si focalizza sulla frazione organica, promuovendo la raccolta differenziata e la pratica del compostaggio domestico. Al fine di dimostrare l’efficacia di queste tecniche, i bambini delle scuole romane e tutti i visitatori di Euroma2 potranno osservare i diversi impieghi dell’apparato “COLIMBRO”, un sistema brevettato che permette di trasformare i rifiuti organici e gli scarti verdi in fertilizzante naturale tramite triturazione e lombricultura, tutto in un unico apparato che può essere installato all’interno della propria abitazione o nelle varie strutture lavorative.

Con l’iniziativa School of Green, Euroma2 desidera parlare di compostaggio e di gestione razionale dei rifiuti alle nuove generazioni, con lo scopo i renderli un domani cittadini più consapevoli, attenti agli stili di vita. Un evento di dieci giorni che rappresenta un’opportunità per sensibilizzare giovani e non solo alla responsabilità sociale e alla cura del territorio.

 

I volti dell’Altro: lo Spettacolo teatrale de La Nave dei Folli il 1 giugno a Sarno

Dimenticato. Ghettizzato. Violentato. Questo è l’Altro. Colui che è il diverso, l’eccentrico, il folle. Colui sul quale si è riversata la persecuzione più atroce della Storia. Le sue urla, il suo furore, il suo sangue non valevano nulla. Anzi meno di nulla. L’Altro è un randagio, senza casa, senza radici, senza identità, espulso dalla Comunità degli umani. Eppure, l’Altro, con il suo dolore e la sua angoscia, è spesso il protagonista della Storia. Perciò quest’anno, La Nave dei Folli, la Compagnia Teatrale del Liceo Classico-Scientifico-Linguistico-Scienze Applicate “T. L. Caro”, fortemente voluta dal Dirigente Prof. Giuseppe Vastola, ha dedicato il nuovo Spettacolo, “I volti dell’Altro“, a questo attualissimo tema, sviluppandolo dal Medioevo ad oggi.
Lo spettatore si vedrà catapultato in ambienti e situazioni reali e toccanti, passando dal tema del Paradiso perduto alla scena della condanna al rogo della prima strega, dalla storia della grande poetessa Alda Merini visitata dalla Follia al dramma degli immigrati ingoiati dal mare, dagli ambienti di emarginazione dei clochard al caso di una donna perseguitata da un amore malato. Questa nuova opera della “Nave dei Folli” ha voluto fondere storia e fantasia, cronaca e poesia con un’attenzione particolare alla tecnica del docu-teatro.
La tecnica della rappresentazione si incentrerà sulla mescolanza della recitazione con la musica, il canto e la danza. Un’orchestra eseguirà live brani tratti dal repertorio classico e moderno, jazz e folk, rock e pop, che esplicitano, chiariscono e ampliano i temi oggetto di recitazione. Insomma, la musica e la danza sono perfettamente congruenti con il recitativo e non fungono da elemento puramente esornativo, ma hanno il ruolo di esprimere con altri sottocodici (quello musicale e quello coreutico) le situazioni sceniche. Che sono finalizzate a un forte impatto sulla psicologia dello spettatore.
Protagonisti assoluti: gli studenti, che, come al solito, collaborano alla stesura di un sezione del testo e manifestano sul palco la loro professionalità e il loro mondo interiore, arricchito dall’esperienza formativa del Teatro.
Importante è stata la collaborazione della “Commissione Pari Opportunità – Sarno” e delle Associazioni “Spazio Donna” e “Mediavox”.
In sala, con la sua testimonianza, Filomena Lamberti, il cui volto porta i segni dell’acido.

I VOLTI DELL’ALTRO – La scheda
Testo e regia di FRANCO SALERNO
Docenti Tutor: PAOLA DE VIVO e FRANCO RONGA
Arrangiamento e direzione Musiche:CIRO RUGGIERO
Ritmi folk: UGO MAIORANO
Aiuto Regia: , ASSIA APREA, VINCENZO RENDINA, VIRIDIANA MYRIAM SALERNO
Staff Regia: MARIA ROSARIA MIRANDA (VIDEO DOCU-TEATRO) e GIACOMO IOVINO (RIPRESE VIDEO E FOTO)
Addetto-Stampa: VIRIDIANA MYRIAM SALERNO
Attori: ALICE ALTIERI, ARMANDO ANNUNZIATA, MARTINA ANNUNZIATA, CRISTIANA GIOIA CINIGLIO, SABATINO D’AMBROSIO, ANNA DELLO IACONO (COORDINATRICE), PASQUALE FRANZESE, ROSABELLA GISOLFI, LUCA GIUGLIANO, DAVIDE MAURELLI, MARIA TERESA MILONE, ROBERTO RAINONE, FEDERICO RAGOSTA, GIAMPAOLO RENDINA, GIULIA SQUILLANTE, BRUNO VENIA e ANNALISA VITOLO

Musicisti: CARMINE MICHELE ANNUNZIATA, FRANCESCO ASCOLESE, AMEDEO AULA,
LUIGI BUONAIUTO (COORDINATORE), GABRIELE COPPOLA, PASQUALE D’AMBROSIO,
FRANCESCO PAOLO ORZA e DINO PASCARIELLO
Cantanti: ASJA ANNUNZIATA, MARIA LUISA FRANCO, MARIAROSARIA IOVINO, ROSSELLA LANZETTA, PAOLA ROBUSTELLI, ALBACHIARA RUSSO, ENRICO SIRICA,
FLAVIA SIRICA e PATRIZIA SIRICA (COORDINATRICE)
Danzatrici: MARIA CELENTANO (COORDINATRICE), ANNALISA CORRADO, MARIKA CORRADO e ANNAMARIA ODIERNA
Trucco: FAIRY ACADEMY DI NOCERA INFERIORE
Disegno del Manifesto e della copertina del libro realizzato da Viridiana Myriam Salerno

Il poeta e scrittore Renato Romano al Teatro Comunale di Altidona

Domenica 4 giugno prossimo, presso il Teatro Comunale di Altidona, alle ore 18,00, si potrà assistere alla Serata poetica dal titolo “Inni di Versi dell’Amore e della Vita” intervallata, da monologhi teatrali, dagli attori della Scuola di Pedagogia Teatrale del teatro storico Luigi Mercantini di Ripatransone, dagli attori e fratelli Francesco (già attore della compagnia di Dario Fo) e Paolo Aceti, i quali interloquiranno con autore e pubblico in sala, portando in scena la loro intelligente satira, centrata sui temi dell’amore e della vita.

I Poeti dell’Arca dei Folli invitano il pubblico a partecipare alla serata, nel corso della quale sarà ospite d’onore il poeta e giornalista Renato Romano. In tale occasione si potrà partecipare alla presentazione al pubblico della sua ultima raccolta poetica “Prigioniero ad Auschwitz” poesie, 1990-2004, edita nella collana “Tracciare Spazi” della Casa editrice Europa Edizioni, distribuita da Messaggerie libri del Gruppo editoriale Feltrinelli.

Durante la serata verranno letti e interpretati brani scelti non a caso dalla silloge, suddivisa in quattro sezioni tematiche: VITA, AMORE, FANTASIA, L’ESTATE. Il florilegio prende il titolo da una singola lirica tra le tante altre, ispirata proprio agli orrori e alle atrocità del più noto campo di concentramento al mondo, conosciuto anche come campo di morte. Con questo titolo il testo si fa carico di rendere omaggio, ma soprattutto di ricordare, i tantissimi milioni di Ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti nel periodo della seconda guerra mondiale.

L’intero testo è dedicato al compianto amico Prof. Luigino POLONI, poeta e saggista ripano, che per l’Autore è stato maestro e sostenitore del suo amore per la poesia. Tanti sono i personaggi del mondo dello spettacolo, della letteratura e dello sport ai quali l’Autore ha voluto dedicare suoi versi, come la compianta poetessa e scrittrice Maria LUISA SPAZIANI, che Romano ha conosciuto e frequentato per anni e alla quale ha voluto dedicare la lirica “Nella foresta nera”, componimento che è stato magistralmente interpretato dalla giovane attrice partenopea Giulia MUSCIACCO nella breve videoclip (book trailer) promozionale del libro. La clip si può visionare su Youtube.

Autrice della prefazione è la Prof.ssa Flavia WEISGHIZZI, critico letterario ed editor della raccolta.

Renato Romano, è nato a Venezia nel 1967, vive in Campania. E’ una delle giovani voci della nuova poesia di oggi. Il suo nome figura nel Compendio degli Autori Italiani del Secondo ‘900.

L’esordio arriva nel 1992, con la silloge “Lucia”, una raccolta di poesie d’amore, ispirate e composte a un’unica donna, musa ispiratrice del poeta, con la quale si è fatto conoscere al grande pubblico.

Ha in preparazione due romanzi e un libro di interviste ad artisti e cantanti della canzone napoletana, molti dei quali non sono più in vita, come Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Roberto Murolo ed altri. E’ giornalista pubblicista. Lavora, e collabora, a giornali e riviste.

Si ringrazia il commander G.C. Danilo Tomassetti, ideatore dell’evento.

Le curatrici, dama M° Antonella Spinelli, dama M° Annunzia Fumagalli, formazione talenti.

Catia Porrà per la collaborazione, Alessia Malatesta, Cav. Giuseppe Neroni.

L’organizzzazione: A.C. L’Arca dei Folli, Commenda CCCI Sant’Emidio KPR Aretha, rettore commander Prof. Mario Mercuri, in collaborazione con il Gran Priorato CCCI delle Marche Giuseppe Benigni.

Il Patrocinio CCCI confederazione dei cavalieri crociati internazionali, Guardiani di Pace di Assisi-Malta Gran Cancelliere Prof. Giorgio Cegna.

Concorso ceramico “Mare Mota”, sabato 3 giugno la premiazione

Sabato 3 giugno in via Mazzini, 34 a Vietri sul Mare, alle ore 18, premiazione della terza edizione di “Mare Mota”, la mostra/concorso organizzata a cura dell’associazione di cultura ceramica “L’Isola di Samo”, presieduta da Ernesto Sabatella. Il tema di quest’anno, “Portar Nottole a Samo” ha indotto numerosi artisti ad accettare la sfida e realizzare liberamente uccelli strigiformi – gufi, civette, allocchi, barbagianni, assioli. Sono 17 gli artieri che hanno partecipato alla competizione artistica: Dorota Adamska, Benvenuto Apicella, Donatello Amabile, Lucia Carpentieri, Teresa Ragone, Felice De Falco, Nicola e Giovanna Avossa, Enrica Rebeck, i bambini della quinta elementare della scuola “Nostra Signora S.S. Rosario” di Cava de’ Tirreni, Franco Raimondi, Luigi Manzo, Nera D’Auto, Antonio D’Acunto, Margherita D’Amato, Ceramiche Anna Rita Apicella, Ceramiche Cassetta, Elvira Peduto. Il professor Enzo Biffi Gentili, direttore del Seminario Superiore di Arti Applicate di Torino, assegnerà  il Premio della critica, mentre gli altri Premi saranno attribuiti da una Giuria popolare, costituita dal complesso dei visitatori, che hanno votato a scrutinio segreto.

Il 26 maggio arte e musica con l’artista scafatese Orsola Supino

L’arte è espressione delle emozioni che la vita ci regala. Attraverso di essa noi vediamo una realtà pura ricca di mistero e fantasia.

Anche la musica, essa stessa arte per eccellenza è espressione dei nostri pensieri e attraverso le note melodiose di canzoni conosciute possiamo per un momento contornarci da magiche atmosfere.

Lo sa bene l’artista scafatese Orsola Supino, conosciuta per essere una pittrice estemporanea in molti eventi artistici e culturali della zona, che ha chiesto la collaborazione di un gruppo musicale conosciuto e amato del nocerino i “Seven Eleven”..

Il gruppo composto da cinque professionisti appassionati di musica da tempo; Antonio Cuomo voce e chitarra, Domenico Vitagliano chitarra, Carmelo Molinari tastiera, Antonio D’Amato basso e Gianluigi Caso batteria, hanno accolto la proposta di Orsola, ben volentieri.

Ed ecco che stasera venerdì 26 maggio è prevista una serata specialissima.

Tutto ha inizio alle 21 e 30. Il luogo che ospiterà l’evento sarà lo spazio adiacente al locale “Vini & Panini bicicletta” a Nocera Inferiore via A. Bosco Lucarelli, dove ad aprire la serata sarà una nuova band “OUTCRY”che eseguiranno pezzi di musica rock. E poi la serata proseguirà con la musica dei Seven Eleven che accompagneranno l’estemporanea artistica della pittrice, che lascerà spazio all’immaginazione e all’ispirazione di brani famosissimi di musica rock.

Non c’è che prenotare un tavolo e sedersi ad ascoltare una bella musica e vivere nell’arte per una specialissima serata…che di certo sarà la prima di tante altre e chissà forse proprio a Scafati.