Juanito Vibez debutta con un nuovo immaginario in “Low Profile”

“Low Profile” è una traccia dallo stile indie-trap che racconta in prima persona la storia del diciannove Juan David Lezzi, vero nome dell’artista Juanito Vibez di Medellin, artista colombiano di base a Trieste.

Dopo un’infanzia trascorsa in una casa famiglia, etichettato fin da giovane per via delle sue origini e gli stereotipi che ne derivano, cerca di creare, attraverso la sua musica, un nuovo tipo di immaginario della sua nazione di provenienza e un nuovo futuro per la sua vita personale e artistica, tutta in divenire.

Il brano, con l’uso di un linguaggio semplice ma non banale, vuole essere un messaggio positivo e un richiamo ad alzare la testa per tutti coloro che si sentono vittime di discriminazione e bullismo. 

“SCAVI E RICERCHE A SHAHR-I SOKHTA” PRESENTATI A UNISALENTO I RISULTATI DEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI NEL SITO IRANIANO CONSIDERATO LA “POMPEI D’ORIENTE”

Sono stati presentati, nel corso di una conferenza internazionale online organizzata dall’Università del Salento, i più recenti risultati delle indagini della Missione a Shahr-i Sokhta, eldorado archeologico che sorge nella provincia dell’Iran orientale Sistan-va-Baluchistan iscritto nella lista World Heritage dell’UNESCO, considerato la “Pompei d’Oriente”. Il sito è oggetto dal 2016 di interventi di ricerca e scavo da parte di una Missione internazionale cui partecipa il Dipartimento di Beni Culturali dell’Ateneo salentino con le attività dei Laboratori di “Topografia antica e fotogrammetria”, “Antropologia fisica”, “Paleobotanica e paleoecologia” e “Archeozoologia”.

Alla presenza del Rettore UniSalento Fabio Pollice, dell’Ambasciatore italiano nella Repubblica Islamica dell’Iran Giuseppe Perrone, dell’Ambasciatoredella Repubblica Islamica dell’Iran in Italia Hamid Bayat, del Direttore dell’Iranian Cultural Institute Taghi Amini, del Direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici “Dinu Adamesteanu” dell’Università del Salento Gianluca Tagliamonte e del Direttore del Dipartimento di Beni culturali UniSalento Raffaele Casciaro, sono stati illustrati i risultati delle ricerche raccolti nel volume “Scavi e ricerche a Shahr-i Sokhta” (Studies and publications Institute, Pishin Pajouh, Tehran), curato dal Direttore del progetto MAIPS Enrico Ascalone dell’Università di Göttingen e da Seyyed Mansur Seyyed Sajjadi dell’Iranian Center for Archaeological Research, direttore del progetto archeologico di Shahr-i Sokhta e Dahan-ye Qolaman dal 1997.

Nel 2016 il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento ha avviato il progetto multidisciplinare MAIPS – Multidisciplinary Archaeological Italian Project at Shahr-i Soktha per lo studio del sito e dei materiali in corso di scavo da parte della Missione archeologica a Shahr-i Soktha. Finanziato dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da enti e istituzioni private, il progetto MAIPS è coordinato dal professor Giuseppe Ceraudo e, nei prossimi anni, mira principalmente a restituire un quadro più completo sulle organizzazioni proto-statali dell’altopiano iranico del III millennio a.C.

Le attività di ricerca dei Laboratori del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento sono stati illustrati dai rispetti Direttori: Giuseppe Ceraudo (Topografia antica e fotogrammetria), Pier Francesco Fabbri (Antropologia fisica), Girolamo Fiorentino (Paleobotanica e paleoecologia) e Claudia Minniti (Archeozoologia).

«La collaborazione internazionale è fondamentale per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale», ha sottolineato il Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, «e lo diventa ancor di più quando questo patrimonio è riconosciuto come eredità dell’intero genere umano. Di qui il nostro impegno nella Repubblica Islamica dell’Iran, teso a restituire a quel Paese e all’umanità intera la storia di un territorio che è stata la culla di una delle più grandi civiltà del passato».

Il sito di Shahr-i Sokhta, che sorge tra l’inospitale deserto del Lut e le alture del Baluchistan, rappresenta uno dei centri più ambiti per l’indagine archeologica, sia per essere perfettamente conservato a causa di concrezioni saline presenti su tutta la superficie che hanno sigillato reperti e strutture del sottosuolo, sia per essere stato spesso associato, dalla letteratura archeologica, alla mitologica Aratta che, localizzata dai testi mesopotamici “dove sorge il sole”, rivaleggiò con i sovrani della I Dinastia di Uruk (tra cui si ricorda Gilgamesh), padroni del Sumer e depositari della regalità dopo il Diluvio. Proprio il Diluvio avrebbe messo fine a una serie di dinastie dall’irreale longevità per permettere, successivamente, che la regalità potesse “scendere dal cielo” prima nella città di Kish, e poi, appunto, in quella di Uruk. Il Diluvio sumerico, i cui racconti hanno ispirato i redattori del racconto biblico, quindi, è inteso come elemento di separazione tra un tempo mitico e quello storico; un tempo, quello post-diluviano, in cui la storia viene fatta da re, che l’indagine archeologica ha in parte riconosciuto, e da città, che il progetto sta indagando.

In particolare, Aratta, citata nei maggiori poemi sumerici (tra cui “Enmerkar e il signore di Aratta”, “Enmerkar ed Ensuhkeshdanna”, “Lugalbanda e l’uccello Anzu”, e nello stesso poema di Gilgamesh), è presentata come un posto lontano e difficile da raggiungere, favolosamente ricco, pieno di oro, argento, lapislazzuli e numerosi altri materiali preziosi. La città è anche presentata come la sede della dea Inanna, alla quale fu dedicato un tempio completamente costruito di lapislazzuli; le vicissitudini della città con i re sumerici indurranno la dea a scegliere Uruk, centro della Mesopotamia meridionale, come propria residenza, consegnando la regalità al Sumer e alla dinastia fondata da Enmerkar e continuata con Lugalbanda e il mitologico Gilgamesh. Il ricordo della città rimarrà vivo nella letteratura mesopotamica tanto da essere ricordata nei poemi di Shulgi, re di Ur, e in altri testi paleobabilonesi approssimativamente datati al XIX secolo a.C.

In attesa di trovare conferme sull’identificazione del sito, i rinvenimenti effettuati negli ultimi 23 anni dalla missione iraniana di Mansur Sajjadi e dal nuovo progetto di Enrico Ascalone nella cosiddetta “Pompei d’Oriente” hanno confermato l’eccezionalità di Shahr-i Sokhta che, sebbene depositaria di un percorso autonomo di crescita, sorge a cavallo tra le quattro grandi civiltà fluviali (Oxus, Indo, Tigri-Eufrate e Halil) dell’Asia Media, Centrale e Meridionale: quella sumerica, i cui legami letterari confluiscono nella mitologia; quella di Jiroft, culla di una nuova e dimenticata civiltà fino al 2003; quella dei grandi centri dell’Asia Centrale; quella dei grandi insediamenti di Harappa e Mohenjo-daro, con cui Shahr-i Sokhta intrattenne rapporti a vario livello.

Shahr-i Sokhta, la cui estensione è di circa 200 ettari, da una parte ha mostrato processi di crescita locale ben radicati nel tessuto culturale del Sistan iraniano e, dall’altra, tra il secondo quarto del III e l’inizio del II millennio a.C. ha restituito straordinarie evidenze di un ‘long-distance trade’ tra i principali centri del Vicino Oriente. In particolare, le evidenze di attività manifatturiere nell’insediamento e la scoperta di ingenti quantitativi di pietre non lavorate semi-preziose come lapislazzuli, turchese, alabastro e altro hanno permesso di riconoscere, nel centro del Sistan, un’area di approdo, stoccaggio, lavorazione e redistribuzione del materiale destinato per un fabbisogno interno e per un domanda esterna da riconoscersi nelle oasi dell’Oxus, nelle fertili valli dello Halil (Jiroft), nelle pianure della valle dell’Indo e nelle aree alluvionali mesopotamiche, le cui evidenze archeologiche provenienti dai maggiori centri del sud (Ur), della Diyala (Khafaja), del medio corso dell’Eufrate (Mari) e dell’Alta Mesopotamia (Tepe Gawra), assieme a quelle della Siria Interna (Ebla), risultano decisive per confermare la presenza di due maggiori itinerari commerciali che sfruttarono, a nord, la via del Khorasan (ben conosciuta dai più tardi testi dei geografi arabi) e, a sud, la via marittima del Golfo Persico che, a partire dalla seconda metà del III millennio a.C., gradualmente sostituirà l’arteria settentrionale.

Con la fine del III millennio a.C. la floridità del maggiore centro del Sistan dovette scomparire progressivamente e improvvisamente, per cause perlopiù misteriose che coinvolsero i maggiori centri di tutta l’Asia Media. Shahr-i Sokhta, come i maggiori centri della civiltà Harappana, cesserà la propria esistenza colpita da una crisi che la ricerca archeologica tende a spiegare, non senza incertezza, con un radicale e repentino cambiamento climatico che avrebbe colpito quei centri, la cui sussistenza risiedeva principalmente nelle risorse idriche della regione.

I più recenti studi hanno raccolto dati che cambiano la cronologia del centro di Shahr-i Sokhta, restituendogli una nuova sequenza stratigrafica e cronologica che ‘alza’ la vita dell’abitato di circa 3/4 secoli. Significative evidenze fanno pensare che il sito si comportasse come un centro dalla struttura eterarchica: gruppi clanici di origini tribali dissimili convissero in uno stato di equilibrio sociale in cui gli aspetti gerarchici furono destinati solo all’interno di ogni singolo gruppo, in un regime di equilibrio economico dettato verosimilmente dalla prosperità che il centro dovette avere durante la prima metà del III millennio a.C. Questa eterogeneità, basata su un complessivo equilibrio sociale interno al clan e tra gruppi, impedì la centralizzazione delle risorse dell’insediamento e con esse il sorgere di una classe dominante sul sito e nella sua regione; un passaggio mancato che non produsse una centralizzazione amministrativa e la standardizzazione degli strumenti generalmente usati per il controllo delle realtà economiche su larga scala. Anche le recenti straordinarie scoperte di centinaia di proto-tavolette in argilla, usate per la registrazione contabile all’interno di singoli edifici, devono essere considerate forme di contabilità amministrativa di matrice famigliare, destinate al calcolo e alla gestione del surplus economico prodotto.

VERTICALE, l’album di Roberto Lobbe Procaccini con le recensioni di Max Gazzè, Peppe Vessicchio, Massimiliano Bruno

C’è un pizzico delle sue dita, del suo tocco, della sua sensibilità dietro alla produzione di un’intera generazione di artisti e cantautori italiani come produttore artistico, musicista, direttore d’orchestra, ma anche come compositore e autore di colonne sonore per cinema e teatro. Max Gazzè, Carmen Consoli, Paola Turci, The Niro, Otto Ohm, Bandabardò, Arnoldo Foà, Massimiliano Bruno, Sergio Rubini: sono solo alcuni degli artisti che l’hanno voluto al loro fianco.

Il 22 febbraio 2021 Roberto Lobbe Procaccini debutta per FM Records con il suo primo album, Verticale (pre-ascolto quihttps://lnk.to/verticale): un percorso musicale nel tempo e del tempo, registrato lungo tutta la penisola, in un viaggio tra Roma, Catania, Lucca e Perugia, in un anno che ha cambiato il tempo stesso e la nostra percezione di esso.

Definito “algoritmo emotivo di intelligenza musicale” da Max Gazzè, “un ambiente sonoro confortevole con il desiderio di sorprendere” da Peppe Vessicchio e “un lavoro che ti fa entrare in un mondo di fantasia in punta di piedi” da Massimiliano Bruno, Verticale è un percorso in 7 brani per scandire le tappe di un viaggio in profondità alla ricerca di se stessi, cercando risposte al rapporto che ognuno di noi ha col tempo, vissuto e da vivere. 

“L’esigenza di guardarmi allo specchio e di definirmi è stato l’impulso principale che mi ha spinto a scrivere”, afferma Roberto. “Il bisogno di fermarsi, guardarsi indietro per poter capire meglio in che direzione guardare in avanti. Avevo il bisogno di raccontarmi, e l’ho fatto con lo strumento più potente che avessi a disposizione, ossia la musica. Mai come in questo percorso è stata per me così viva, intensa e alla fine terapeutica. Avevo bisogno di confrontarmi e uscire dalle abituali zone di conforto. Avevo bisogno di archi veri per trovare l’equilibrio con il mondo sintetico, avevo bisogno di batterie acustiche per trovarlo con l’elettronica”. 

Ad accompagnare Verticale è il videoclip di Closer To Your Heart, diretto da Andrea Centrella e prodotto da Fingerframe. Il video racconta il percorso parallelo di un uomo e di una giovane donna (interpretati da Massimiliano Vado ed Elena Balestri), uniti a distanza dal filo rosso del tempo; mentre quello dell’uomo volge al termine, quello della donna offre una nuova opportunità per riscattare la propria identità. Ambientato in scenari futuristici e post-apocalittici, il videoclip è stato girato in siti di archeologia industriale come l’Ex Centrale Elettrica di Fiumicino (che presto verrà riconvertito dal Comune in Auditorium) e naturale come Torre Flavia a Ladispoli (che a breve sarà oggetto di restaurazione e consolidamento da parte del Comune).

Cresciuto tra influenze musicali molto diverse, l’approccio alla musica di Roberto Lobbe Procaccini è sempre stato ricco di tante sfaccettature. Compositore eclettico, cerca di far convivere differenti anime all’interno della propria musica, contaminando la sua scrittura con elementi apparentemente distanti e in continua ricerca di equilibrio: la melodia minimale all’interno di un suono poderoso, la tessitura orchestrale legata ad elementi post-rock, la solitudine pianistica attraversata da un’elettronica cupa. Diplomato presso il Berklee College of Music di Boston, Lobbe ha scritto negli anni numerose colonne sonore per cinema e teatro per Arnoldo Foà, Massimiliano Bruno, Alessio Maria Federici, Michele Massimo Tarantini, Claudio Insegno Maurizio Panici, musiche per spot pubblicitari, per installazioni artistiche, oltre a collaborare a vario titolo con numerosi artisti del panorama musicale italiano tra cui Marco Mengoni, Max Gazzè, Carmen Consoli, Paola Turci, Patty Pravo, Otto Ohm, Bandabardò, Marina Rei, Zero Assoluto, The Niro e molti altri. 

Il libro ‘Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni’ a ‘Sette meno dieci’, il format pugliese

“I testi. La storia delle canzoni” è un volume di ben 720 pagine, un’opera decisamente anomala nel panorama editoriale italiano, frutto di una lungo lavoro di ricerca di Deregibus e densa di notizie, aneddoti, rivelazioni inedite, analisi. È la continuazione di “Francesco De Gregori. Mi puoi leggere fino a tardi”, la corposa biografia del cantautore che Deregibus ha pubblicato nel 2015, sempre per Giunti. Il giornalista in questo nuovo volume si è dedicato alle canzoni, più di 200, che De Gregori ha inserito nei suoi dischi. Ad accompagnarle, i testi delle canzoni controllati e certificati in prima persona dal cantautore romano.

Il libro non nasce però con lo scopo di spiegare i testi, di interpretarli ma con la volontà di indagare le canzoni in tutte le loro componenti: parole, musica, arrangiamenti, interpretazione. E di raccontarne la nascita, le fonti, l’ispirazione, la scrittura, quello che è successo dopo l’uscita, le tante versioni del loro autore e quelle di altri. Il tutto con centinaia e centinaia di dichiarazioni dello stesso De Gregori, tratte da interviste rilasciate dall’inizio degli anni Settanta a oggi e con complessivamente oltre mille documenti consultati.

Enrico Deregibus è giornalista e saggista, oltre che consulente o direttore artistico di svariati festival ed eventi musicali in tutta Italia. È considerato il maggior esperto di De Gregori, per il quale nel 2016 ha anche realizzato il volume inserito nel cofanetto “Backpack” (Sonymusic), che racchiude in cd trentadue dischi del cantautore romano. Deregibus è inoltre ideatore e curatore del “Dizionario completo della canzone italiana” (Giunti, 2006) e, con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi, di “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti” (BUR, 2007). Del 2013 è “Chi se ne frega della musica?”, una raccolta antologica di suoi scritti usciti su varie testate (NdAPress).

L’incontro si aprirà con un aggiornamento su “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”, edizione speciale del concorso internazionale di comunicazione sociale “Poster For Tomorrow“. Promossa da Amnesty International Italia, Conversazioni sul futuro e Diffondiamo idee di valore in collaborazione con altri partner pubblici e privati, l’iniziativa chiede, con il linguaggio dell’arte e della creatività, l’immediata liberazione di Patrick Zaki, studente egiziano del master Gemma dell’Università di Bologna, in carcere nel suo Paese come prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. A Bologna, Bari, Cremona, Torino, Lecce, Palermo, Napoli, Taranto, Brindisi, Asti e in un’altra quarantina di comuni italiani e pugliesi sono in affissione pubblica i 10 manifesti selezionati in due fasi successive da una giuria internazionale tra gli oltre 900 provenienti da quasi 50 Paesi in tutto il mondo.

CS_Risonanze! Network per la diffusione e tutela del teatro Under 30

Risonanze! Network per la diffusione e tutela del teatro Under 30 nasce nel 2018 dalla collaborazione tra Dominio PubblicoFestival 20/30 e Direction Under 30. La rete ha come obiettivi la promozione di percorsi di sostegno produttivo per artisti e compagnie, l’attivazione di una circuitazione alternativa di nuove opere e il coinvolgimento attivo delle fasce più giovani di pubblico in processi di organizzazione e direzione artistica partecipata.

Laddove il contagio dilagante ha messo in crisi un settore già fortemente indebolito, incidendo pesantemente sulle speranze di quanti si avviano a una professionalizzazione dell’attività artistica, Risonanze Network intende ribadire l’importanza di un’azione che può rivelarsi mezzo straordinario per il superamento dell’empasse vissuto dal comparto culturale: fare rete.

Attualmente il network è composto da partner eterogenei (festival, teatri, imprese culturali) diffusi in modo capillare su tutto il territorio nazionale. Fanno parte di Risonanze il festival Dominio Pubblico (Roma), Festival 20/30 (Bologna), Direction Under 30 (Gualtieri, RE), POLLINEFest (Sezze LT), Theatron 2.0 (Campania), il festival Strabismi (Cannara PG), Spazio Zut (Foligno PG), Kilowatt Festival (Sansepolcro AR), Torino Fringe Festival (Piemonte), Arezzo Crowd Festival (Arezzo), IAC Centro Arti Integrate (Matera), Up To You (Bergamo).

Per amplificare la portata mediatica del network è stata realizzata recentemente la piattaforma digitale www.risonanzenetwork.it dedicata alla presentazione della rete, delle iniziative proposte e alla promozione dei partner e degli artisti coinvolti.

Convogliando le forze in un contenitore esperienziale condiviso, Risonanze intende creare un sistema di sostegno reciproco capace di fornire gli strumenti utili per affrontare un domani ancora troppo incerto. Proprio volgendo lo sguardo al domani, Risonanze porta avanti da due anni un lavoro capillare di scouting e supporto alle nuove realtà del panorama teatrale, organizzando, in ambito festivaliero, meeting finalizzati alla diffusione di buone pratiche, su tutto il territorio nazionale.

Se l’impegno nella diffusione del teatro Under 30 passa attraverso dinamiche di circuitazione che ribaltano la convenzione sedimentata in proposte artistiche orientate al coinvolgimento di artisti di maggior esperienza, la volontà di tutela espressa dalla rete è ben visibile nel progetto Cantiere Risonanze. Ancora una volta è la compartecipazione il fulcro di questa ramificazione progettuale di Risonanze Network, che si prefigge di attivare una produzione partecipata tra quelle realtà che hanno individuato nella creazione di nuovi gruppi di spettatori e direzioni artistiche partecipate, nella valorizzazione dei talenti emergenti e nel rafforzamento delle azioni territoriali, gli obiettivi fondamentali su cui collaborare.

 
Cantiere Risonanze è un percorso finalizzato al sostegno di una creazione inedita realizzata da una compagnia italiana under 30. Ogni partner del network contribuirà all’iniziativa mettendo a disposizione dell’artista o della compagnia vincitrice una residenza creativa presso il proprio spazio, un debutto all’interno della propria programmazione o un supporto tecnico e organizzativo.

L’altra principale azione messa in campo dalla rete è quella di riuscire, di anno in anno, a creare una mappatura della GENERAZIONE RISONANZE: ogni anno le direzioni artistiche composte da ragazze e ragazzi under 30 esprimono due preferenze rispetto agli artisti che hanno programmato all’interno dei loro rispettivi festival. Le proposte vengono raccolte in un dossier che viene poi condiviso con i partner per favorire la circuitazione degli spettacoli che si distinguono per l’innovatività del loro linguaggio scenico, l’originalità della proposta artistica e il riscontro ottenuto con il pubblico nel corso delle repliche.

Il dossier di Generazione Risonanze verrà reso pubblico all’interno della piattaforma online e sarà compito della rete promuoverlo anche ad operatori e programmatori che guardano con interesse allo sviluppo di una nuova scena teatrale che Risonanze si impegna a mettere in luce. Alla composizione del dossier 2020 hanno partecipato attivamente le Avanguardie del Festival 20 30, la Direction U30 del Teatro Sociale di Gualtieri, gli Under 25 di Dominio Pubblico, i Dodici Decimi del Festival Strabismi e VisioYoung di Kilowatt Festival. Si integreranno in questo processo anche le direzioni u30 di Up To You e Arezzo Crowd Festival. Uno dei compiti della rete è anche quello di favorire la nascita di nuove comunità di giovani che possano diventare spettatori e operatori attivi della crescita culturale nel loro territorio.

Nel corso degli anni e dagli incontri ospitati all’interno dei diversi festival appartenenti alla rete molti sono i soggetti, pubblici e privati, diffusi sul territorio nazionale, che si sono interessati all’azione e alle finalità promosse dalla rete: da C.Re.S.Co. che ne ha patrocinato la nascita, al circuito dell’Emilia Romagna Teatri, al Teatro di Roma – Teatro Nazionale, alla fondazione Piemonte dal Vivo.

Il 31 gennaio il “Concerto per Attilio VIII Edizione” in streaming su 360gradiwebTv

Domenica 31 gennaio, alle ore 17.00, la famiglia Saturno omaggia il ricordo di Attilio, offrendo agli ascoltatori un concerto di brani vocali e strumentali editi ed inediti. La melodiosa voce di Mimmo Angrisano, la chitarra del M°Antonio Saturno, le armonie dell’ensemble “Anelli di Saturno” e l’arte poetica di Teresa Coppola avvolgono, in un invisibile e commosso abbraccio, Attilio e ne rinnovano il ricordo.

Il Concerto è condotto da Brigitte Esposito e dal Antonio Saturno, con la partecipazione di p. Paolo Saturno C.Ss.R.

Riprese audio e video a cura di Gerardo Roberto Tartaglia, Angelandrea Falcone e Alessandro Fortunato.

Si ringraziano i Padri Dehoniani di Sant’Antonio Abate (Na) e i Padri Redentoristi di Pagani (Sa).

L’evento sarà visibile live su Facebook e su Youtube, il 31 gennaio ore 17.00, ai seguenti link:

https://www.facebook.com/360gradiwebtv

https://www.youtube.com/watch?v=5TVMJOrIaoY

Il 23 gennaio online il seminario “La comunicazione in tempo di crisi, tra deontologia e diritto di cronaca”

Ritorna l’appuntamento di formazione e approfondimento promosso ogni anno in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione. Il tema è: «Come gestire la comunicazione in tempo di crisi, tra deontologia e diritto di cronaca».

Il seminario si terrà sabato 23 gennaio, a partire dalle ore 15.30. A causa delle restrizioni imposte dal periodo pandemico, sarà online e sarà trasmesso sulla pagina Facebook Mensile Insieme e dell’Assostampa Campania Valle del Sarno.

L’iniziativa è promossa dall’Ufficio diocesano Comunicazioni sociali e dal mensile Insieme in collaborazione con la nostra Assostampa.

In calendario, ci sono i saluti istituzionali di Monsignor Giuseppe Giudice, vescovo della Diocesi di Nocera Sarno; di Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; di Salvatore Campitiello, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; di Mimmo Falco, presidente Corecom Campania e di Barbara Ruggiero, presidente dell’Assostampa Valle del Sarno.

Poi gli interventi di:

Enza Cobalto, assessore alla Cultura e Beni culturali del Comune di Amalfi, insieme a Susy Pepe, giornalista e social media manager, racconteranno «L’esperienza di Casa Amalfi distanti ma vicini».

«Comunicare la pandemia sui territori» è l’argomento che approfondirà Aurora Torre, direttore di Telenuova. 

Lo psicologo e psicoterapeuta Antonio Francese interverrà su «Nervi saldi per comunicare la crisi».

A chiudere la carrellata di interventi sarà il filosofo, giornalista, scrittore e social media manager Bruno Mastroianni, che relazionerà su «Cosa dire, quando e perché, comunicando in tempo».–
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“Hope…the Heart of Christmas” ha unito i cuori dell’Agro attraverso musica, emozioni e fede

E’ stato e resterà un evento unico nel suo genere per le irripetibili emozioni provate da tutti i protagonisti e dai telespettatori.  Un risultato straordinario e migliaia di visualizzazioni, sia sui social che in Tv, per “Hope…the Heart of Christmas – Musica, Emozioni e Fede oltre le distanze” prodotto da www.360gradiwebtv.it L’evento ideato, scritto e condotto dalla briosa giornalista Brigitte Esposito per la magistrale e impeccabile regia e riprese di Gerardo Tartaglia con riprese e foto di Angelandrea Falcone, ha tenuto incollati allo schermo migliaia di spettatori la sera della Vigilia di Natale. La persistente emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha spinto tutti ad una continua riflessione sulla fragilità umana. Ritrovarsi per lunghi mesi nel mezzo di un incubo e nell’essere privati del rapporto con gli altri ha messo a dura prova la pazienza di tutti. A Natale c’era bisogno di sentirsi meno soli e attraverso “Hope” è giunto in ogni casa, anche se a distanza, un augurio di speranza. Musica e fede hanno scaldato i cuori facendo sentire tutti incredibilmente più uniti. Non solo parole, ma note e canti per ringraziare chi, con dedizione e spirito di solidarietà, sta lavorando instancabilmente e silenziosamente in prima linea per salvare vite umane. Coinvolte nell’evento le città di Angri, Pagani, Sant’Egidio del Monte Albino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Corbara, Bagni di Scafati con collegamenti in diretta dalla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, dall’Abbazia S. Maria Maddalena in Armillis, dalla Basilica S. Alfonso Maria de’ Liguori, dal Santuario della Madonna del Carmelo “detta delle Galline”, dalla Parrocchia Regina Pacis, dal Convento Chiesa S. Antonio, dalla Parrocchia Maria Immacolata, dalla Parrocchia San Bartolomeo Apostolo, dal Santuario Santa Maria dei Bagni. A trasmettere con estrema dolcezza la passione dello spirito natalizio, la semplicità di un abbraccio virtuale e la gioia della speranza sono stati Don Luigi La Mura, Don Antonio Cuomo, Padre Paolo Saturno, Padre Massimo Staiano, Don Antonio Adinolfi, Padre Tommaso Barrasso, Fra Luigi D’Auria, Fra Salvatore Manzo, Don Vincenzo Buono, Don Carmine Cialdini, il Priore Giuseppe Tortora e il vice priore Antonio Cesarano. A loro si sono alternati in collegamento splendide realtà corali, soprani, cantanti e musicisti di chiara fama che hanno regalato al pubblico irrinunciabili canti tradizionali natalizi ed emozionanti, ineccepibili ed entusiasmanti esecuzioni di altissimo livello artistico: Anna Corvino, M° Pierpaolo Petti, M° Ilaria Maria Zarra, M° Giuseppe Noto, M° Arnaldo Smaldone, M° Paola Petrosino, il Coro Polifonico Millennium, Maria Rosaria Fiocco, Rosario Damiano, Mimmo Angrisano, M° Antonio Saturno, Vincenzo Romano, Laura Paolillo, M° Leo Coppola, M° Raffaele Petti, Il Coro Magnificat, Gaetano Gaeta, l’Ensemble Corale Noukria, il Coro giovanile Voicing, Genny Strianese, Antonio Rispoli, Domenico Bruno, Giustina Gambardella, la Corale Jubilaeum, Teresa Staiano, M° Marta Pignataro, M° Raffaele Pica, La Corale della Maggiore e Propheta Altissimi, M° Pietro Sellitto, Luca Battipaglia, Fortuna Ragosa, Raffaele Ficuciello, Emilio Giordano, il Corbacor, Nunzia Guida, M° Barbara Guida, Clementina Cuomo, Giovanni Squillante, Stefano Squillante, Azzurra Acanfora, M° Angelo D’Errico, Francesco Fabiano. Un ringraziamento immenso a chi ha collaborato, condiviso e sostenuto l’idea con gioia e passione: Massimo Giordano, De Vivo Europein Veicoli, Agrisem Sementi, La Fiammante, Tabacchi Tonino Verdino, Gennaro Tagliamonte, Italiana Vera di Diana Attianese, Pastore since 1940 di Vincenzo e Anna Pastore, l’hair stylist Matteo Gargiulo. Un grazie speciale ad Antenna3 per aver trasmesso live l’evento anche sul canale 186 del digitale.

Di seguito le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti:

Don Luigi La Mura“È stata, nella sua sorprendente e gradita originalità, un armonioso mosaico di fede e tradizione, capace di unire alcune geografie ecclesiali del nostro Agro. Un evento, il cui ascolto, accende, non nostalgie di “distanziamenti…”e di privazioni, ma silenti desideri di armonia nel corpo e nello spirito.”

Don Antonio Cuomo: “Una serata di vera gioia, quella che ha unito la fede, la cultura e la tradizione in un abbraccio tra generazioni”

Don Carmine Cialdini: “Per noi è stato come rispondere ad una vocazione…siamo stati chiamati a gioire e a trasmettere la gioia del Natale. E’ stato un momento di gioia pura mista alla commozione per esserci ritrovati dopo un anno per abbracciare tutti virtualmente.”

Priore Giuseppe Tortora: “In questo momento storico così particolare e disorientante, siamo onorati di aver partecipato a questo evento, che ha riunito le Chiese dell’Agro Nocerino-Sarnese e portato in tutte le case, nella sera della Vigilia di Natale, le tradizionali canzoni natalizie e tanti ricordi. È stata un’esperienza che ha allietato i nostri cuori e risollevato i nostri animi, facendoci sperare in un vicino ritorno alla normalità”.

Don Vincenzo Buono: “Un bel momento di aggregazione tra comunità che sono state unite dalla fede e dalla musica in memoria di una serata “di luce” per la nascita del Redentore. Esprimiamo gratitudine per averci voluto coinvolgere in questo bel progetto, nonché gioia e piacere per la partecipazione che – ce lo auguriamo – avrà allietato tanti.

Don Antonio Adinolfi: “Nonostante le difficoltà dovute al tempo che stiamo vivendo, quest’evento ci ha dato la possibilità di sentirci uniti in un cuore solo, annunciando insieme la grande gioia del Natale che vince tutti i sentimenti negativi ed abbatte le distanze dei cuori”

Fra Luigi D’Auria: E’ stato un modo originale e piacevole per stare accanto ai fedeli e ha fatto sorgere in me il desiderio di creare altri momenti simili per far conoscere la bellezza e la grazia di questo luogo. Pace e bene”

Fra Salvatore Manzo: “L’evento vissuto ci ha fatto ben capire che esiste un Natale taroccato e che la gioia della nascita di Gesù non tarocca nulla. La nascita di Gesù può essere vissuto anche oltre le distanze. Francesco d’Assisi non è andato in Terra Santa per viverlo … ma ha voluto vedere con i suoi occhi lì dove si trovava ciò che il Bambino di Betlemme aveva vissuto… e rimase estasiato lì a Greccio. Anche noi nella nostra Greccio, dobbiamo fare entrare il Re della Pace. Il canto e la fraternità nonostante le distanze hanno portato nelle case un pò di Betlemme.”

Massimo Giordano: “E’ stato un evento eccezionale che, in questo delicato periodo, ha aperto i cuori di tutti noi. Grazie a chi ci ha creduto, auguri a tutti, grazie a Brigitte e alla redazione di 360gradiwebtv.”

Antonio Saturno: “Onorati di aver fatto parte di questo progetto unico nel suo genere. Complimenti per aver unito in un unico abbraccio alcuni dei luoghi di culto più significativi dell’Agro. Contenti di aver regalato ai telespettatori l’emozione della presenza fisica di Sant’Alfonso con l’esecuzione, direttamente dalla Cappella che conserva le spoglie mortali del Santo sita nella Basilica a lui dedicata in Pagani, dei brani: ‘A nuvena di Salvatore Di Giacomo (magistralmente interpretata da Mimmo Angrisano) dove il poeta invita le persone ad affrontare le difficoltà della vita con “allegria” (Tu scendi dalle stelle ‘o Re del Cielo e nuje pigliammo ‘e guaje chiù allegramente) e le immortali note del Tu scendi dalle stelle con l’intima “voce” della mia chitarra risuonante tra la suggestione della presenza dell’ immortale compositore (Sant’Alfonso) e le immagini struggenti di questo sofferto 2020 che volge al termine.”

Genny Strianese e Antonio Rispoli: “Che Natale è senza le voci, i suoni e le meravigliose armonie che contraddistinguono il Natale. Con i nostri canti e gli strumenti scelti per l’occasione abbiamo voluto allietare chi soffre, chi è solo e chi ha perso un proprio caro. A noi tutti è mancata quest’anno quell’emozione pre-concerto natalizia ma grazie a Brigitte Esposito, a Gerardo Tartaglia e Angelo Falcone l’abbiamo potuto rivivere nei momenti salienti di questo evento. Ci siamo sentiti onorati di aver partecipato è stata un’esperienza meravigliosa che non dimenticheremo. Tanti complimenti alla troupe e all’immane lavoro dietro le quinte per ottenere quell’equilibrio di suoni, voci e strumenti nonostante la mascherina che noi tutti indossavamo”

Vice priore Antonio Cesarano: “È stato un onore per il nostro Santuario aver ospitato un evento così bello in un periodo molto particolare. Ringraziamo per averci scelto e averci regalato momenti magici. Complimenti alla redazione di 360gradiwebtv che è riuscita a portare avanti, con determinazione e bravura, questa bellissima passione. 

Festa della Sacra Famiglia: Il dolce canto di Fra Salvatore emoziona il web

La domenica successiva al Natale la Chiesa celebra la meravigliosa Festa della Sacra Famiglia, che ha come scopo quello di rimettere al centro il nucleo fondamentale della società. In questa occasione Frate Salvatore Manzo, dell’ordine minore dei francescani del Santuario Santa Maria dei Bagni di Scafati con un semplice, dolce, partecipato e appassionato canto augura buone feste a tutta la comunità.

Giovedi 24 dicembre, alle ore 20, “Hope…the Heart of Christmas” il dolce e suggestivo evento natalizio

Per rendere più dolce questo difficile periodo natalizio segnato dalla pandemia la web/Tv www.360gradiwebtv.it regalerà ai telespettatori una Vigilia di Natale melodiosa e suggestiva con “Hope …the Heart of Christmas – Musica, Emozioni e Fede oltre le distanze”. Il programma ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, per la regia e riprese di Gerardo Tartaglia e riprese e fotografia di Angelandrea Falcone, unirà il sacro raccoglimento ad un’altissima e ricercata condivisione artistica. L’evento sarà trasmesso alle ore 20.00 su www.360gradiwebtv.it, sulla pagina facebook https://www.facebook.com/360gradiwebtv, su YouTube 360gradiwebtv Sito livevent e in Tv su Antenna3 canale 186 del digitale. Uniti a distanza nella speranza di portare un po’ di luce e armonia nei cuori di tutti.

Wonderful al Museo della Carta di Amalfi mostra le antiche tecniche di produzione artigianale

La troupe itinerante di “Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo” ha visitato ad Amalfi l’interessante e istruttivo Museo della Carta. La giornalista Brigitte Esposito, in compagnia del direttore Emilio De Simone, ha accompagnato i telespettatori in un’ex-cartiera trasformata in struttura museale nel 1969 per far conoscere la storia di un’antica tradizione, l’evoluzione, gli attrezzi secolari e le metodologie di produzione artigianale dell’eccellente e pregiata carta conosciuta in tutto il mondo. Le telecamere mobili dirette dall’esperta regia web/televisiva di Gerardo Tartaglia, con l’ausilio video-fotografico di Angelandrea Falcone e Franco Esposito, hanno consentito un tour a 360 gradi nelle diverse aree del museo ripercorrendo non solo i luoghi battuti un tempo dai mastri cartai, ma anche le storiche postazioni di lavoro. Un’occasione per valorizzare un’arte antica conservandone la memoria e tramandandola alle future generazioni.

Nel corso della puntata sono state applicate tutte le misure di sicurezza per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19.

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è un programma ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone e Franco Esposito. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

MUSEO DELLA CARTA – La giornalista Brigitte Esposito e il direttore del Museo Emilio De Simone
La troupe di Wonderful: regia di Gerardo Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone e Franco Esposito, conduzione di Brigitte Esposito

“Accetto Miracoli: l’esperienza degli altri”, il primo album cover di Tiziano Ferro

Accetto Miracoli: l’esperienza degli altri”, il primo album di cover di Tiziano Ferro. Tredici brani di altri autori, canzoni reinterpretate che per lui sono state fondamentali nella vita.

Queste canzoni sono state miracolose, – ha dichiarato Ferro – hanno ribaltato la mia visione del mondo, mi hanno fatto capire che cosa volevo dalla mia vita e che cosa volevo fare”

E’ Rimmel di Francesco De Gregori ad aprire l’album, seguito da E Ti Vengo a Cercare di Franco Battiato, Morirò D’Amore portata al successo da Giuni Russo, Bella D’Estate  di Mango, Margherita di Riccardo Cocciante, Almeno Tu Nell’Universo di Mia Martini , Cigarettes And Coffee di Scialpi, Perdere L’Amore di Massimo Ranieri, che per l’occasione duetta con lui , Piove di Jovanotti feat. Box of Beats, Portami a Ballare di Luca Barbarossa, Nel Blu Dipinto Di Blu di Modugno, Ancora, Ancora, Ancora di Mina e Non Escludo Il Ritorno di Califano con Federico Zampaglione.

È uscito anche “FERRO” il documentario Amazon Original su Prime Video in Italia e in tutto il mondo. Il film, ambientato tra Italia e Stati Uniti, è un viaggio nella vita privata e professionale del cantautore che racconta la sua vita artistica e privata.