Il 4 marzo Zelig Lab Salerno ospita la comicità di Marta e Gianluca

Un piccolo e delizioso aperitivo, tanti giovani comici emergenti e la bravura e simpatia di uno dei duo più apprezzati e amati del piccolo schermo. Sono questi gli ingredienti vincenti della serata Zelig Lab on The Road Salerno, organizzata dal Teatro Ridotto e dal suo direttore artistico Gianluca Tortora, che si terrà, sabato 4 marzo, al Teatro Delle Arti di Salerno, con inizio alle ore 21 (costo del biglietto euro 15). Dunque come detto, la serata dello Zelig Lab avrà inizio con un piccolo ma gustosissimo aperitivo offerto da “Villapiana”, a seguire Vincenzo Albano, protagonista, tra l’altro, dell’ultima edizione dello Zelig televisivo, condurrà la serata che vedrà sfilare sul palco del Teatro Delle Arti, un volto noto al pubblico televisivo come Salvatore Gisonna (il postino di Made in Sud) e poi ancora il vincitore dell’edizione 2016 del Premio Charlot Vincenzo Comunale e infine i giovani emergenti Luca Bruno, Gabriele Rega, Giovanni Perfetti, Peppe Gallo e Manuel Mascolo. La seconda parte della serata vedrà come protagonisti, unici e indiscussi, Marta e Gianluca. La loro carriera insieme inizia nel 2011 come trio, per poi dal 2012 esibirsi come duo. Nel 2015 Marta e Gianluca conducono la seconda edizione di Extra Show su Mediaset Extra e partecipano come ospiti alla puntata finale del Festival di Sanremo 2015 condotto da Carlo Conti. Nell’estate dello stesso anno sono ospiti fissi del quiz show Gli italiani hanno sempre ragione. A Sanremo 2016 sono presenti in tutte le serate interpretando i coniugi Salamoia.

Venrdi 3 marzo “Garwalf”: gioco teatrale con vie di fuga

L’Auditorium del Centro Sociale di Salerno (Via R. Cantarella 22 quartiere Pastena), ospiterà, nell’ambito della seconda stagione  teatrale Mutaverso Teatro, diretta da Vincenzo Albano di ErreTeatro, venerdì 3 marzo, alle ore 21, uno spettacolo decisamente fuori dal comune –   “Garwalf” – prodotto da Dynamis Teatro, ideazione e realizzazione Dynamis, con Francesco Turbanti, Marta Vitalini, regia Andrea De Magistris e Giovanna Vicari. Lo spettacolo parte dal presupposto che la verità è sopravvalutata: “Garwalf” è un’azione performativa concepita come un atto inclusivo in cui il pubblico è agente del processo scenico. Una tenda da campeggio accoglie gli spettatori che si trovano imbrigliati in un sistema ripetitivo di alternanza veglia/sonno.Ciascuno dei partecipanti ha un’identità variegata, un corollario di maschere, non necessariamente consapevole, che condiziona la sua relazione con la comunità interna. Ogni volta che scende la notte un partecipante viene ucciso ed è costretto ad abbandonare il gioco. I sopravvissuti dovranno pianificare vie di fuga e strategie di autodifesa.

 Dynamis è un gruppo di ricerca artistica, una comunità di studio dedicata alle arti performative con base a Roma, al Teatro Vascello. Il percorso artistico è volutamente ben contagiato, strutturato sul principio di scambio di idee, e connesso direttamente con gli spazi culturali (e non) della città. Il lavoro del gruppo si arricchisce il più possibile di collaborazioni apparentemente e canonicamente distanti dall’ambito: pedagoghi, illustratori, insegnanti illuminati, hackers, ufologi (più o meno radicali), agitatori, dj, studenti, pirate film makers, Onlus che si occupano di rifugiati politici, riviste, amici.

Venerdì 3 marzo “Piaf: black without wings” chiude la rassegna Atelier

Venerdì 3 marzo alle ore 21, ultimo appuntamento della VII edizione di “Atelier – Spazio performativo”, rassegna di teatro e danza, con la direzione artistica di Artestudio – Teatro Grimaldello, di Antonio Grimaldi, concept e coordinamento a cura di Loredana Mutalipassi. In scena al Teatro Nuovo di Salerno la compagnia Capriglione-Limodio con “Piaf: black without wings”, di Maria Sole Limodio, uno spettacolo che fa parte della trilogia sull’identità, frutto del sodalizio artistico Capriglione/Limodio.  “Piaf: black without wings” è una prova d’attrice in bilico su una drammaturgia scarna, obliqua. É una donna che cerca il proprio personaggio e quindi se stessa, evocando il fantasma della più grande cantante di sempre: Edith Piaf. É il racconto di quello che c’è un passo prima dell’ingresso in scena e un passo dopo l’uscita di scena. É il flusso di coscienza dello stato intermedio, quando un attore non è ancora il personaggio e mai più solo un uomo. 
Antonetta Capriglione, salernitana, lavora con i più grandi maestri del teatro italiano e internazionale da Francesco Silvestri a Ruggero Cappuccio, da Geppy Glejeses a Vittorio Gassman, dall’ Odin Theatret all’Accademia di Varsavia passando per teatri stabili italiani. Da anni oltre al lavoro di attrice affianca quello di formatrice. Insegna recitazione, dizione, e tecniche di movimento in numerose realtà sul territorio italiano. Anche Maria Sole Limodio è salernitana. Diplomatasi in Storytelling & Performing Arts presso la Scuola Holden di Torino, ha studiato con i più grandi maestri del teatro contemporaneo da Gabriele Vacis, Oskaras Korsunovas, Francesco Silvestri, Danio Manfredini. Vincitrice di numerosi contest e concorsi letterari, da anni collabora con il Giffoni Film Festival ed è docente junior di drammaturgia presso la Scuola Holden. 

Il vincitore del Premio Charlot sul palco del Ridotto

Vincenzo Comunale, monologhista napoletano, classe ’96, dopo aver vinto l’edizione numero 28 del Premio Charlot è pronto a salire sul palco del Teatro Ridotto per proporre il suo ultimo lavoro teatrale dal titolo “Sono confuso, ma ho le idee chiare”, in programma domani, sabato 25 febbraio alle ore 21 e domenica 26 febbraio alle ore 18.15. Comunale è reduce dal successo ottenuto nelle ultime quattro puntate del programma Zelig, che ha salutato definitivamente la tv, e ha dato in ogni puntata l’opportunità a un esordiente di esibirsi davanti al grande pubblico. Nonostante la sua giovane età Vincenzo è un veterano del lab dello storico colosso della comicità. Da bambino imitava i comici che vedeva in tv ed è praticamente cresciuto con le commedie di Vincenzo Salemme, i film di Troisi e Zelig. A 12 anni ha fatto la prima esibizione con un monologo in un villaggio turistico e da quel momento il palco non l’ha più lasciato. Ha frequentato diverse accademie di recitazione, per poi virare definitivamente sul cabaret, prima con il lab di “Komikamente” e poi con quello di Zelig. Ha partecipato a diversi festival vincendo anche i premi Troisi e Charlot, quest’ultimo lo porta particolarmente nel cuore. Inoltre si è sempre nutrito di cinema e teatro ma poi sul palco ha preferito la strada del monologhista. E come monologhista lo vedremo sabato e domenica al teatro Ridotto, in uno spettacolo tutto da ridere.

Ritratti di Territorio e “Sei personaggi in cerca di Totore” il 24 febbraio a Pagani

Dov’è finito Totore? Questo l’interrogativo a cui cercano di rispondere i “Sei personaggi in cerca di Totore”, il libro scritto a quattro mani da Francesca Gerla e Pino Imperatore per le Edizioni Homo Scrivens.

Proveremo a trovare la risposta alla domanda venerdì 24 febbraio. Alle ore 19, gli autori presenteranno l’ “opera comica in sette capovolgimenti”, come recita il sottotitolo, nella “Sala Fusco” dell’Auditorium “Sant’Alfonso Maria De Liguori” in Pagani. L’evento, organizzato da “Ritratti di Territorio”, gode del patrocinio del Comune di Pagani. Farà gli onori di casa il sindaco Salvatore Bottone. L’evento sarà coordinato dalla giornalista Nunzia Gargano.

L’attore Gennaro Silvestro (reduce dal successo della fiction “I bastardi di Pizzofalcone” nei panni dell’assistente capo Francesco Romano) sarà la voce narrante dei sei personaggi “Tutti smaniosi di avermi a portata di mano. Non per abbracciarmi o baciarmi o chiedermi come sto, ma per abboffarmi di mazzate”, come spiega Totore in prima persona.

Totore è un ventenne vivace ed esuberante. Vive nel quartiere di Marianella, nella periferia nord di Napoli. È fidanzato con Rosaria, una bella ragazza del suo quartiere.

Una sera Totore ha appuntamento con la fidanzata, che gli ha comunicato il desiderio di fare un giro romantico sulla penisola sorrentina. Totore non ha un’auto a disposizione, per cui chiede al suo amico Cosimino di prendere in prestito la macchina del padre, una 500 nuova di zecca. Cosimino prova a dirgli di no, ma Totore insiste e lo convince promettendogli che Rosaria porterà con sé una sua amica “bona”.

Cosimino prende di nascosto la macchina del padre. Totore si mette al volante, e Cosimino per non litigare non oppone resistenza.

Con Totore (fresco di patente) alla guida, i due amici giungono sul luogo dell’appuntamento: l’incrocio di Marianella dove c’è la statua di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Qui ci sono ad attenderli Rosaria e la sua amica Luisa, una ragazza tutt’altro che “bona”.

Proprio in quel momento si trova a passare di lì Carolina, la mamma di Totore.

Davanti all’auto viaggia uno scooter con a bordo Luciano, un ex scippatore del quartiere, e Aristide, un ex professore di Totore.

Con una brusca sterzata e un’accelerata, Totore dirige l’auto verso lo scooter, lo urta e fa cascare Luciano e Aristide, che si procurano gravi danni. Poi perde il controllo della vettura e va a sbattere contro dei bidoni per i rifiuti, il cui contenuto si rovescia addosso a Rosaria e a Luisa. Con un effetto carambola, l’auto si schianta contro il basamento che regge la statua di Sant’Alfonso. Il violento urto provoca due conseguenze: Cosimino batte la testa contro il parabrezza e perde i sensi; il bastone pastorale retto da Sant’Alfonso si stacca dalla statua e precipita sul tetto dell’auto, danneggiandola ulteriormente.

La mamma di Totore si sente male.

Frastornato, Totore esce dalla vettura e scappa.

Cosimino, Rosaria, Carolina, Luciano e Aristide finiscono all’ospedale…

Il Salotto di Bry a teatro con il divertentissimo Biagio Izzo

Divertimento e riflessioni nel Salotto di Bry, condotto da Brigitte Esposito, con l’esilarante mattatore della scena Biagio Izzo uno degli attori partenopei più amati in teatro, al cinema e in tv. Nell’intervista racconta le sue esperienze fra palco e telecamere con tante risate, brio e simpatia soffermandosi sulla commedia di successoIl Bello di Papà”, diretta dal regista Vincenzo Salemme e sold out in tutti i teatri italiani. Uno spettacolo frizzante, ma anche impegnativo, che porta in scena la bellezza di avere un figlio offrendo uno spaccato di realtà sugli scontri generazionali contemporanei.

Il Salotto di Bry è condotto da Brigitte Esposito, regia di G. Roberto Tartaglia, riprese e fotografia Angelandrea Falcone, produzione www.360gradiwebtv.it in collaborazione con Teleangri Uno canale 639 visibile in tutta la Campania.

Scenari pagani. L’uomo nel diluvio, pièce sulla generazione persa dei trentenni.

La riflessione sull’epoca contemporanea e sulla generazione perduta dei trentenni arriva a “Scenari pagani” con “L’uomo nel diluvio” della compagnia Amendola/Malorni, premio In Box, sabato 18 febbraio alle ore 21.00. Alle 20.30 come di consueto c’è appuntamento con il prologo enogastronomico: l’AperiSpettacolo “Tarallucci e Vino” realizzato in collaborazione con Ritratti di Territorio della giornalista Nunzia Gargano. Il viaggio ragionato attraverso i sapori tipici locali stavolta sarà guidato da Philli’s Personal Chef, l’artista della gastronomia che trasforma il focolare di casa dei suoi clienti in un ristorante. Ad accompagnare i vini del main partner Santacosta ed i tarallucci dello storico panificio Malafronte di Gragnano.

Dopo la degustazione, le porte del Teatro del Centro Sociale di Pagani si apriranno per dare il via allo quarto spettacolo della rassegna organizzata da Casa Babylon Teatro, con la direzione artistica di Nicolantonio Napoli. Il diluvio di cui si parla è l’attuale crisi economica e di valori, di fronte alla quale il protagonista, interpretato da Valerio Malorni, stremato dall’indifferenza di uno Stato latitante, si fa novello Noè. L’uomo di Malorni è una persona qualunque, onesta, innocente dei disastri della politica, che però da figlio della grande menzogna moderna chiamata democrazia è solo, solo tra gli altri e solo di fronte al tempo che scorre senza aspettare, che ticchetta via sull’orologio che regge sul petto. Nella desolazione di una vasca vuota, proiezione di un’arca interiore collettiva, decide di emigrare in Germania. Qui, in una nazione dove nessuno può capire la sua storia, la sua lingua, il suo disagio, mette fortunosamente in scena lo spettacolo del suo diluvio personale, che riuscirà tuttavia a toccare le corde più intime del critico di punta del Der Spiegel: una folgorazione che in un gioco di “specchi” ( non a caso il significato di spiegel è specchio) svelerà al giornalista il mutismo anonimo del suo paese e al povero emigrante infonderà infine il calore per erompere in un pianto liberatorio, nuovo diluvio dall’augurio universale. L’allestimento dello spettacolo nella narrazione dello spettacolo, porta “L’uomo nel diluvio” a percorrere la linea sottile che separa la verità della persona dalla verità del personaggio, raccontando in maniera originale una storia che si fa parabola collettiva a causa della necessità di speranze e possibilità che la generazione dei trentenni perduti condivide.

La Ruina alla Sala Pasolini: l’omosessualità raccontata in Masculu e Fìammina

Casa del Contemporaneo ospita sabato 18 febbraio alle ore 19 (in replica domenica 19 alle ore 18), alla Sala Pasolini di Salerno, la nuova creazione della compagnia calabrese Scena Verticale “Masculu e Fìammina”. In scena Saverio La Ruina attore, drammaturgo e artista tra i più sensibili e premiati della scena contemporanea nazionale. Il protagonista sceglie un cimitero, un mazzo di fiori e la tomba materna per confessare la propria omosessualità alla donna che lo ha generato. Un monologo in cui La Ruina tesse un dialogo denso e poetico con la propria madre che non c’è più: una conversazione dell’anima, un flusso dilagante e ininterrotto di parole e coscienza, di tenerezza e di verità nascoste. “L’idea di base è che un uomo semplice parli con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale,’o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu’, l’esistenza intima che viveva e che vive. – afferma il regista e interprete – Non l’ha mai fatto, prima. Certamente questa mamma ha intuito, ha assorbito, ha capito tutto in silenzio. Senza mai fare domande. Con infinito, amoroso rispetto. Arrivando solo a raccomandarsi, quando il figlio usciva la sera, con un tenero e protettivo ‘Statti attìantu’. Ora, per lui, scatta un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza”. Il testo è accompagnato dalle musiche originali di Gianfranco De Franco.

Il Salotto di Bry a Teatro: La vivacità culturale di Casa Babylon Teatro

Il Salotto di Bry in questa puntata è presso Casa Babylon Teatro a Pagani per scoprire come il corpo e la voce possono essere veri e propri strumenti creativi e comunicativi. La Compagnia, costituita da attori provenienti dalle migliori Accademie Nazionali di Arte Drammatica con importanti esperienze alle spalle e da laureati nelle discipline di arte, spettacolo e musica, è diretta dal regista Nicolantonio Napoli. Casa Babylon propone dal 1995 spettacoli di alto profilo qualitativo unendo in un unicum artistico meravigliosi linguaggi scenici. Negli anni ha ottenuto brillanti riscontri per la produzione di spettacoli di livello, per la promozione e l’organizzazione di rassegne come Scenari Pagani e per la didattica teatrale diretta alle giovani generazioni. L’obiettivo è stimolare la curiosità, l’attenzione verso linguaggi teatrali contemporanei sradicando le abitudini plastificate.

Il Salotto di Bry è condotto da Brigitte Esposito, regia di G. Roberto Tartaglia, riprese e fotografia Angelandrea Falcone, produzione www.360gradiwebtv.it in collaborazione con Teleangri Uno canale 639 visibile in tutta la Campania.

Alla Sala Pasolini Play Duett, il felice ‘incontro’ tra Tonino Taiuti e Lino Musella

Mercoledì 15 e giovedì 16 febbraio, alle ore 21, alla Sala Pasolini di Salerno, Casa del Contemporaneo ospita “Play Duett”, una sua produzione, che vede in scena due dei migliori interpreti del teatro napoletano: Tonino Taiuti e Lino Musella, attori di teatro e cinema, talenti attenzionati dalla critica, dai registi e dal pubblico. Taiuti ha recitato con Antonio Neiwiller, Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Silvio Orlando ed è interprete della tradizione di Viviani e Petito; nel 2016 è stato vincitore del premio Le Maschere. Musella ha lavorato con Fortunato Cerlino, Monica Nappo, Andrea Baracco, Santasangre, Antonio Latella, Alfredo Arias. Vincitore del Premio Ubu per la drammaturgia nel 2016 con Paolo Mazzarelli, Musella è volto della nota serie televisiva “Gomorra”. Musiche dal vivo – chitarra e mandolino – a cura di Marco Vidino. “Play Duett” è uno straordinario ‘gioco a due’ di natura musicale, un concerto improvvisato di lingue in cui i frammenti di classici si intrecciano a quelli contemporanei dando spazio alle opere di Viviani, Moscato, Shakespeare, Beckett, T. S. Eliot, Basile e Campanile.

Al Teatro Ridotto di Salerno arriva Paolo Caiazzo

Paolo Caiazzo, ormai mattatore della comicità partenopea, sabato 11 febbraio alle ore 21 presenterà al Teatro Delle Arti di Salerno, nell’ambito della stagione 2016/2017 del Teatro Ridotto, il suo nuovo spettacolo “PER FORTUNA CHE SONO TERRONE”. Forse basta il titolo per farci capire il discorso che l’autore ci propone, descrivendo i pregi e difetti del Sud in una critica costruttiva. Nelle sue mani, tra risate e gags, monologhi e personaggi, attraverseremo la nostra storia con le sue glorie, e le défaillances che ci hanno tarpato le ali. E rifletteremo sulle cose positive e negative che nel bene e nel male dobbiamo affrontare per essere consapevoli delle nostre potenzialità. Uno spettacolo all’insegna della spensieratezza ma con delle verità precise, pungenti ed argute che invitano alla riflessione. L’artista partenopeo, noto anche per il suo grande e saggio Tonino Cardamone (‘a capa mia non è buona) sale sul palco salernitano invitando il pubblico a seguire le sue “critiche” con divertenti gag, monologhi e personaggi attraverso cui scatta automatica la considerazione e la meditazione sia nel bene che nel male, raggiungendo la consapevolezza di quanto, spesso, sia grande la potenzialità dei “terroni”. La regia è dello stesso Paolo Caiazzo, il quale dedica lo show principalmente alla sua città, Napoli, scrutando i fatti di cronaca e risaltandone le apparenze poco sensate.

Nessuno: Atelier porta al Nuovo di Salerno la Company Contemporaneo Alfano I

Grande attesa a Salerno per l’appuntamento di domenica 12 febbraio alle ore 19:00, in calendario nella rassegna Atelier – spazioperformativo, giunta alla VII edizione e diretta da Artestudio e Teatro Grimaldello, con il coordinamento di Loredana Mutalipassi. Sul palcoscenico del Teatro Nuovo di Via Laspro si esibirà infatti la Company_Contemporaneo Alfano I, con “Nessuno”, coreografie di Annarita Pasculli. In scena: Giorgio Loffredo, Pierfrancesco Vicinanza, Samuele Stanghellini, Cristian Cianciulli, Luca Di Giorgio, Giorgia Citro, Silvia Manfredi, Daniela Gazzaneo, Maria Rosaria Lamberti, Aurora Palumbo, Nunzia Prisco, Nicol Memoli e Verdiana Stellaccio. Ospiti: Demy Giustarini e Raffaele Maisano. Assistente alla regia: Annalisa Di Matteo. “Nessuno” motore drammaturgico: l’uomo in tutte le sue sfaccettature attraverso un’attitudine estetica che tende verso il concetto pirandelliano della frantumazione dell’IO. Tutto è relativo, persino la gente, le opinioni, la personalità di un individuo, perfino quello che credi di essere perché – quando uno vive – vive e non si vede