Addio a Luke Perry, il mondo del cinema piange il famoso Dylan di Beverly Hills 90210

Non ce l’ha fatta Luke Perry. L’amatissimo attore di Beverly Hills 90210 è morto a Los Angeles a 52 anni in seguito ad un ictus devastante che l’ha colpito la settimana scorsa. Fino all’ultimo è stato assistito dai suoi figli, Jack e Sophie, dalla fidanzata Wendy Madison Bauer, dall’ex moglie Minnie Sharp e dai fratelli.  Ha girato quasi tutte le stagioni di Beverly Hills 90210 dal 1990 al 1995 e poi quelle dal 1998 al 2000 interpretando l’affascinante personaggio di Dylan McKay insieme a Brenda (Shannen Doherty) facendo sognare un’intera generazione. L’attore americano è stato impegnato anche in Buffy – L’Ammazza VampiriIl quinto elemento, Vacanze di Natale ’95,  Will & Grace e protagonista della serie tv Jeremiah. Nel 2011 ha collaborato con il collega e amico Jason Priestley, il noto Brandon di Beverly Hills, che lo ha diretto nel film western Good night for justice. Dal 2016 è stato impegnato nella serie Riverdale andato in onda nel 2017. Quest’anno ci sarebbe stato il ritorno della serie cult tv Beverly Hills 902010 con tutto il cast, ma lui non ne avrebbe fatto parte perchè preso da altri impegni.

 

 

 

 

Tuttinscena al Teatro Verdi il 18 marzo per il Premio al Merito Giovani Talenti per l’Arte della Danza

Premio al Merito Giovani Talenti per l’Arte della Danza, l’evento coreutico unico nel suo genere che riunisce sullo stesso prestigioso palcoscenico i danzatori di domani e i grandi professionisti di oggi, mentre in platea un pubblico di ammiratori ma anche pluripremiati del settore assiste. L’appuntamento con la 19esima edizione della grand soirée è per lunedì 18 marzo al Teatro Verdi di Salerno. Ideatori del progetto e direttori artistici dell’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Salerno, sempre Luigi Ferrone e Corona Paone, (coppia sulla scena e nella vita privata), rispettivamente primo ballerino ed etoile del Teatro San Carlo di Napoli. Assistente Valeria Milingi.
A “veicolare” gli ingressi e le uscite dei protagonisti sarà anche quest’anno Veronica Maya, un’ex ballerina oggi ammirata conduttrice tv. Tra gli ospiti (il carnet ancora top secret) tornano anche Alessandro Macario e Anbeta Toromani: l’arte di Tersicore per queste due anime danzanti fu galeotta.
Per i partecipanti, saranno oltre 200 i giovani provenienti da tutte le scuole di danza ed accademie dell’intera Regione Campania, si ripete la magia una serata spettacolare a loro dedicata che li renderà sia protagonisti, quando si esibiranno in diversi momenti coreografici, che spettatori, quando invece sbirceranno da dietro le quinte i grandi professionisti del settore invitati a danzare sullo stesso palco. Gli stessi che potranno conoscere nei giorni di prova e nei camerini, ammirandone le fasi di riscaldamento, le prove ed anche il trucco, imparando da piccoli come si diventa grandi. I giovani talenti della danza saranno impegnati in un mix di esecuzioni ideate per Tuttinscena.
A firmare le coreografie sono Rogelio Alcides Bravo, professionista di Tango Argentino proveniente della città di Rosario, Argentina; Fabrizio Varriale, coreografo napoletano che ha danzato al fianco di coreografi internazionali del calibro di Carolyn Carlson e Teri Jeanette Weikel; Andrea Veneri, insegnante, coreografo e ballerino di Hip Hop; Aniello Schiano di Cola, prolifico ed eclettico coreografo e ballerino; Salvatore Sica, promettente stella dell’ hip Hop e Martina Picardi, vincitrice del Premio speciale giovani autori migliore produzione indipendente all’edizione 2017 del Festival Internazionale di Video Danza Coreografo elettronico. Tra i responsabili del progetto anche Francesco Paolo Manna, percussionista dell’Accademia Giuseppe Verdi di Napoli che si esibirà live la sera del 18 facendo combaciare il suono dei suoi strumenti con i passi dei talenti.
Due le chicche che compongono la squadra dei maestri di Tuttinscena 2019: per la prima volta sale in cattedra Mario Piazza, insignito, un anno fa dell’importante riconoscimento di Cavaliere della Repubblica Italiana per i meriti del suo lavoro con cui ha diffuso la cultura italiana all’estero. Il maestro Piazza, docente di Composizione all’Accademia Nazionale di Danza di Roma dal 2015, ha coreografato per il Mahattan Music and Art di New York, il Teatro dell’Opera di Varsavia, per l’Opera House di Sofia, per il Macerata Opera, per il Teatro di San Carlo  di Napoli, il Teatro del Maggio di Firenze, lo Schlosser Theater di Vienna. È stato coreografo in residenza presso il Ballets de France per quattro anni, per il Teatro dell’Opera di Roma, i Teatri d’Europa, ed ha lavorato a Dubai, in Canada, negli USA, in Germania e in Sud America. La stima dell’ambiente coreico italiano nei suoi confronti è enorme.
Prima volta anche per Luc Bouy, danzatore e coreografo belga dalla carriera internazionale. Ha iniziato allo Scapino Ballet di Amsterdam. È passato poi come solista, nelle file del Ballet du Xxème Siècle di Maurice Béjart (1971-1976) per poi trovare nel Cullberg Ballet di Stoccolma la compagnia che più a lungo ha valorizzato le sue doti interpretative e potenziato il suo talento coreografico. Dal 2000 al 2007 vicedirettore di Carla Fracci al teatro dell’Opera, ha creato diverse coreografie per lei con la regia di Beppe Menegatti, come Filumena Marturano, Antonio e Cleopatra, Gerusalemme, Re Lear. Sue le coreografie anche per la produzione di Aida, firmata Franco Zeffirelli, andata in scene nei più grandi teatri nazionali ed internazionali.
Anche la XIX edizione dell’evento sarà interamente dedicata ad Apollonia D’Arienzo, in arte Lola, un tempo ballerina e insegnante di danza, da 19 anni costretta a letto dalla SLA, sclerosi laterale amiotrofica. Non riesce più a muovere nessuna parte del suo corpo, eccetto le palpebre, ma aprendo e chiudendo gli occhi è riuscita ad organizzare spettacoli e scrivere quattro libri.

Johnny Longo: Dal sud al nord con un sogno in valigia

Classe ’74, nato sotto il segno del leone, dice di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno ed è per questo che non smette di sognare e di lottare per i suoi sogni.

Johnny Longo svizzero di nascita, cresciuto nel salento e, milanese di adozione, nella sua valigia porta sempre con se il sogno di affermarsi come attore. Ha frequentato diverse scuole di teatro, da Bologna a Lecce, ha preso parte a workshop con gente del calibro di Sergio Rubini e Ivana Chubbuk, passando per Roberto Graziosi e molti altri. Le sue partecipazioni variano dallo stesso teatro agli spot pubblicitari, non trascurando film come ” Sei mai stata sulla luna” e “Dall’altra parte del mare”,  poi il cinema indipendente, videoclip musicali e  fiction come: ” L’ispettore Coliandro”, “Rex” ecc. Attualmente impegnato sul set della prima sitcom di Vincenzo Della Corte come regista: “Bar Stories”  e con lo stesso Della Corte sta cominciando il suo percorso da sceneggiatore. I due sono infatti impegnati alla scrittura di un cortometraggio sociale sullo stalking.

Longo dichiara di non voler svelare il titolo per questioni scaramantiche. Ma conosciamolo meglio!

Fare l’attore è una scelta professionale o una scelta di vita?

Una passione nata all’età di sei anni e diventata sempre più una scelta di vita! Naturalmente spero diventi la mia unica professione nonostante le milioni difficoltà che la circonda.

Recitare a volte può far paura?…e secondo te, la paura bisogna affrontarla, conviverci o sconfiggerla?

La paura la trovi ogni volta che affronti un ruolo diverso, soprattutto quando ti viene chiesto di interpretare un ruolo lontano dalla propria personalità, ma spesso aiuta a far meglio e quindi in automatico viene sconfitta dalla paura stessa… Come si suol dire: l’antidoto al veleno è il veleno stesso!

Adesso cosa bolle in pentola? Progetti futuri?

La pasta! (ride)
Anni fa ho scritto una sceneggiatura, ma non sono mai stato stimolato abbastanza per poterla finalizzare e realizzare. Cosa che però ho intenzione di fare a breve, nel frattempo però, sono stato selezionato da un regista e sceneggiatore emergente per la sua sitcom, ambientata a in un locale del centro milanese: il “Badaboom”. Con Vincenzo Della Corte è nato poi un bel rapporto d’amicizia e professionale che ci ha portati a scrivere una sceneggiatura a quattro mani, nata da una mia idea. Non svelerò il titolo che abbiamo pensato, ma tratta un argomento sociale e molto attuale: lo stalking. Nascerà una nostra produzione idipendente: “I.I.D”. L’idea è quello di girarlo come cortometraggio, ma, soggetto e sceneggiatura sono proiettati a crescere e farli diventare eventualmente un lungo. Vedrà me come protagonista insieme all’attrice emergente Valentina Cesario, farà parte del cast lo stesso Della Corte ed il suo aiuto regia Mario De Mari… Ah … cerchiamo un’attrice per completare il cast… 

Cosa ne pensi del cinema  low budget? Quale pensi sia la sua prospettiva per il futuro?

Fare film è un diritto di tutti. Il cinema indipendente è un settore che non è contaminato (ancora) dal mercato. In questi film si può ancora dare priorità al talento, all’idea e alla libertà di espressione, dal momento che il cinema indipendente è libero da formule di successo commerciale. Il grande problema è la diffusione.
Se solo si potesse avere un certo equilibrio tra la formula di film che ha tutto (sale, stampa e pubblico) e film indipendente che ha così poco (non ha cinema, gli manca spesso la distribuzione e pochi sono stimolati da andarlo a vedere): so che suona come un’utopia, ma credo che se c’è un percorso da fare, dovrebbe iniziare dal pubblico.
Educare il pubblico a vedere più film alternativi ed apprezzarli e sostenerli penso che sia l’unico modo in grado di generare un cambiamento fondamentale.

Ma la vita è sempre più bella di un bel film?

Come diceva una canzone: Dipende, tutto, da che punto guardi il mondo tutto dipende… Della vita  purtroppo non siamo noi gli sceneggiatori, non va tutto come vorremmo, ma non demordo e lotto per renderla bella come in un film a lieto fine!

Dopo quest’ultima risposta di Johnny non ci resta fare altro che ringraziarlo e salutarlo augurandogli il meglio in tutto ciò che desidera.

I vincitori degli Oscar 2019 tra emozioni e sorprese

E’ stata una notte emozionante e spettacolare quella vissuta al Dolby Theatre di Los Angeles. A vincere la 91ª edizione degli Oscar per il miglior film è stato Green Book, diretto da Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali. Una storia vera che parla dell’amicizia tra un buttafuori italoamericano e il pianista Don Shirley, che fa un tour nel sud degli Stati Uniti negli anni ’60. Alfonso Cuarón ha ricevuto invece l’Oscar alla regia per Roma, per fotografia e film straniero. Olivia Colman con La favorita ha ricevuto l’Oscar come miglior attrice protagonista e Rami Malek come miglior attore per Bohemian Rhapsody. 

Miglior film
Green Book

Miglior regia
Alfonso Cuaròn per Roma

Miglior attrice protagonista
Olivia Colman per La Favorita.

Miglior attore protagonista
Rami Malek per Bohemian Rhapsody

Miglior canzone originale
Shallow di Lady Gaga per A Star is born

Migliore colonna sonora
Ludwig Goransson per ‘Black Panther’.

Miglior sceneggiatura non originale
Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee per ‘BlackKklansman’.

Miglior sceneggiatura originale
Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly per ‘Green Book’.

Miglior cortometraggio
‘Skin’ di Guy Nattiv

Migliori effetti visivi
Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J.D. Schwalm per ‘First man – Il primo uomò.

Miglior cortometraggio documentario
Period, end of sentence

Miglior cortometraggio di animazione
Bao di Domee Shi

Miglior film d’animazione
Spider-Man – Un nuovo universo di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman. C’è anche un pò di Italia in questo premio: nel teami dei disegnatori del film c’è anche Sara Pichelli, di Porto Sant’elpidio, classe 1983.

Miglior attore non protagonista
Mahershala Ali per Green Book di Peter Farrelly

Miglior montaggio
Bohemian Rhapsody per il miglior montaggio: a ritirarlo è John Ottman.

Miglior film straniero
“Roma” di Alfonso Cuaròn vince l’Oscar per il miglior film straniero

Miglior sonoro
Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali per Bohemian Rhapsody.

Miglior montaggio sonoro
John Warhurst e Nina Hartstone per Bohemian Rhapsody.

Migliore fotografia
La statuetta va ad Alfonso Cuarón per Roma.

Migliore scenografia
Black Panther: Production Design, Hannah Beachler e Set Decoration, Jay Hart. Il film ha ricevuto anche l’Oscar per i migliori costumi.

Migliori costumi
Oscar migliori costumi a Ruth Carter per Black Panther.

Miglior trucco
Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney per Vice – L’uomo nell’ombra di Adam McKay.

Miglior documentario
Free Solo di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin

Miglior attrice non protagonista
Regina King ritira la prima statuetta per attrice non protagonista per il film “Se la strada potesse parlare”.

Attesa per gli Oscar 2019. Tutte le nomination

L’attesa sta per terminare! La novantunesima edizione della cerimonia degli Oscar si terrà il 24 febbraio 2019 al Dolby Theatre di Los Angeles visibile in Italia dalle ore 02:00 alle ore 06:30. Ecco tutte le nomination:

Miglior Film
Black Panther
Bohemian Rhapsody
La favorita

Roma
Green Book
A Star Is Born
Vice
BlacKkKlansman

Miglior attore protagonista
Christian Bale per Vice
Bradley Cooper per A Star Is Born
Viggo Mortensen per Green Book
Willem Dafoe per Van Gogh
Rami Malek per Bohemian Rhapsody

Miglior attrice protagonista
Olivia Colman per La favorita
Lady Gaga per A Star Is Born
Glenn Close per The Wife
Yalitza Aparicio per Roma
Melissa McCartney per Copia originale

Miglior regia
BlacKkKlansman
Cold War
La favorita
Roma
Vice

Miglior attore non protagonista
Mahershala Ali per Green Book
Adam Driver per BlacKkKlansman
Sam Elliott per A Star Is Born
Richard E. Grant per Copia originale
Sam Rockwell per Vice

Miglior attrice non protagonista
Amy Adams per Vice
Marina de Tavira  per Roma
Regina King per Se la strada potesse parlare
Emma Stone per La favorita
Rachel Weisz La favorita

Miglior film straniero
Capernaum
Cold War
Never Look Away
Roma
Shoplifters

Miglior cartone animato
Incredibles 2
Isle Of Dogs
Mirai
Ralph Breaks the Internet
Spider-Man: Into the Spider-Verse

Miglior sceneggiatura non originale
The Ballad Of Buster Scruggs
BlacKkKlansman
Can You Ever Forgive Me?
If Beale Street Could Talk
A Star Is Born

Miglior sceneggiatura originale
The Favourite
First Reformed
Green Book
Roma
Vice

Migliori costumi
The Ballad of Buster Scruggs
Black Panther 
The Favourite
Mary Poppins Returns 
Mary Queen of Scots

Miglior fotografia
Cold War
The Favourite
Never Look Away
Roma
A Star Is Born

Miglior trucco
Border
Mary Queen of Scots
Vice

Miglior scenografia
Black Panther
The Favourite
First Man
Mary Poppins Returns
Roma

Miglior montaggio
BlacKkKlansman
Bohemian Rhapsody
The Favourite
Green Book
Vice

Miglior documentario
Free Solo
Hale County
Minding the Gap
Of Fathers and Sons
RBG

Miglior effetti visivi
Avengers: Infinity War
Christopher Robin
First Man
Ready Player One
Solo: A Star Wars Story

Miglior montaggio sonoro
Black Panther
Bohemian Rhapsody
First Man
A Quiet Place
Roma

Miglior Sonoro
Black Panther
Bohemian Rhapsody
First Man
Roma
A Star Is Born

Miglior canzone
All The Stars, Black Panther
I’ll Fight, RBG
The Place Where Lost Things Go, MPR
Shallow, A Star Is Born
When A Cowboy Trades His Spurs for Wings, Buster Scruggs

Miglior colonna sonora
BlacKkKlansman
Black Panther
If Beale Street Could Talk
Isle of Dogs
Mary Poppins Returns

 

“Una Nuova Stagione – A Teatro con Gusto” al Centro Universitas Morcone – dal 22 febbraio al 2 giugno

Al Centro Universitas di Morcone, sito in viale dei Sanniti, dal 22 febbraio al 2 giugno, alle ore 20:30, Mestieri del Palco presenta, in collaborazione con l’Associazione “Che viva Morcone” e il Comune di Morcone e la Regione Campania, “Una nuova stagione – A teatro con Gusto”. Sei appuntamenti per sei spettacoli di teatro all’insegna del divertimento e della voglia di stare insieme.
Ogni serata sarà accompagnata dalla degustazione di prodotti locali per il nostro teatro con gusto. La direzione artistica è a cura di Antonio D’Avino e la direzione organizzativa è di Beatrice Baino.

Si comincia ufficialmente venerdì 22 febbraio, alle ore 20:30, con Lalla esposito e Massimo Masiello in “Sfogliatelle e altre storie d’amore”, dove le storie d’amore tra uomini e donne si raccontano attraverso le canzoni degli anni ’30 di una Napoli non melodica e romantica.

Venerdì 22 marzo, alle ore 20:30, Teatri A’ssociati Napoli presenta “Usciti pazzi” di Antonio Scavone, per la regia di Niko Mucci, con Antonio D’Avino, Laura Pagliara e Valeria Impagliazzo. Tra farsa e dramma, la pièce narra del quotidiano di un contesto familiare popolare per illuminare gli aspetti comici, che permettono di scherzare e sorridere degli atteggiamenti e degli stati mentali, che ogni spettatore riconoscerà in qualcuno già incontrato e forse specularmente in se stesso.

Si prosegue sabato 6 aprile, alle ore 20:30, con “Come una bestia”, prodotto da Baracca dei Buffoni, diretto da Orazio De Rosa, con Antonio Perna. Uno scarafaggio arrampicatore sociale, uno scorpione killer, una spugna che vuole smettere di bere, un pappagallo che parla d’amore… Viskovitz è ognuna di queste bestie e molte altre ancora, alle prese con le loro bizzarrie, nevrosi, vanità. Ma è la condizione umana, in tutta la sua dignità e scostumatezza, a essere rappresentata attraverso queste esilaranti metamorfosi.

Per Vetrina Morcone, sabato 4 maggio, alle ore 20:30, il Gruppo Ever Over Fifties regalerà al pubblico il concerto “L’album dei bei momenti”, per continuare ad emozionarsi con la musica.

Sabato 11 Maggio, alle ore 20:30, la compagnia Quinta di Copertina sarà impegnata con “L’inedito”,spettacolo di improvvisazione sul teatro di William Shakespeare, che vede la consulenza registica a cura di Stefano de Luca. Nella prima parte dello spettacolo, gli attori, attraverso frammenti di scene, sketch brillanti e giochi teatrali caratterizzati da un importante coinvolgimento del pubblico, regalano spunti di studio e riflessioni sul contesto storico, la vita e le opere di Shakespeare, i temi trattati nei testi, il linguaggio utilizzato, i personaggi rappresentati. Nella seconda parte, invece, puramente performativa, la compagnia porta in scena il sapore e i colori di una rappresentazione shakespeariana senza avere a disposizione un copione o un canovaccio, ma utilizzando l’improvvisazione teatrale e i temi ricorrenti nelle opere di Shakespeare.

Si conclude “Una Nuova Stagione – A Teatro con Gusto” domenica 2 giugno, alle ore 20:30, con Vetrina Morcone. I ragazzi del laboratorio teatrale del liceo Don Peppino Diana di Morcone debutteranno con “Shakespeare is love”, lo spettacolo di fine anno diretto da Antonio D’Avino e Beatrice Baino. Il tema dell’amore e il drammaturgo inglese più famoso al mondo saranno al centro di questo lavoro che farà divertire ed emozionare il pubblico in sala.

Premio Penisola Sorrentina: Un Premio per il Teatro sarà presentato in autunno all’Eliseo di Roma.

“Un riconoscimento pensato come un viaggio nel teatro contemporaneo, evocando un paesaggio culturale ricco di eventi e tensioni, scansando astratte pretese di completezza e rigide barriere disciplinari”, così afferma Mario Esposito patron del Premio”Penisola Sorrentina Arturo Esposito”® che anche quest’anno tra le sue sezioni annovera il teatro.

A coordinare la sezione teatro del prestigioso riconoscimento sarà, per il secondo anno consecutivo, LUCA BARBARESCHI.

“Barbareschi è un indomabile innamorato del teatro. Un amore intenso, quasi folle da risultare indigesto”, afferma Esposito. “Luca porta in teatro, accanto alla grande conoscenza , uno spirito concreto e pragmatico che gli viene anche dalla esperienza di produzione cinematografica. Se pensiamo, ad esempio, al recente successo di “Io sono Mia”, prodotto da Eliseo cinema ed interpretato da una magnifica SERENA ROSSI, si riesce a comprendere appieno la vision di Barbareschi di una cultura intesa come avventura e come occasione di bene, di sogno, di esempio, di memoria, in un mondo in cui incomprensione, disprezzo, dimenticanza e maldicenza sono di casa”.

A vincere il premio “Penisola Sorrentina” per il teatro, nell’edizione 2018, fu PAOLO RUFFINI con lo spettacolo “Up&Down”, messo in scena insieme a cinque ragazzi affetti dalla sindrome di Down ed un autistico.

“Non è stato un premio che ha voluto riconoscere l’aspetto sentimentale dello spettacolo di Paolo Ruffini”, spiega Mario Esposito. “Paolo Ruffini si è imposto non per il sentimento ma per l’intelligenza della sua opera teatrale, che è diventata poi anche cinematografica”.

È quindi lo scontro tra la normalità e la diversità, che evidenzia quanto possa essere più normale la diversità e come sia diversa quella condizione che noi siamo abituati a considerare “normale”.

“Credo che il teatro sia un mondo migliore del nostro, nel senso che quando si aprno magicamente le tende e si entra in una platea si ha l’impressione di entrare in un mondo che ha un tessuto sociale anche migliore del nostro. Nel mio caso Up&Down è uno spettacolo teatrale che la differenza non la spiana ma la evidenzia nel senso che in teatro non siamo tutti uguali, ma siamo tutti diversi. E se su quella diversità si getta un faro quella diversità può diventare anche una risorsa, un’occasione per sognare, per emozionarsi. Poi come ho raccontato nel film ispirato alla mia esperienza teatrale è che la vita di per sé non è normale e che le cose più belle non lo sono. Non esiste uno spettacolo normale, non esiste un teatro normale, non esiste un sogno normale”, dichiara Ruffini.

Il Teatro che l’Eliseo intende proporre e premiare è dunque quello della mente e del cuore che, anche se non estingue tutte le inquietudini umane, può aiutare molti uomini a sopportare l’angoscioso senso di precarietà dell’esistenza. Un teatro visto e vissuto dall’interno e dall’esterno, in una sintesi straordinariamente innovativa.

Ai primi di autunno a Roma sarà proclamato ufficialmente in conferenza stampa il vincitore dell’edizione 2019, ma già è in corso negli studi di Via Nazionale e nei diversi uffici  lo studio del “totonomi” , da cui sarà individuato il protagonista che nella splendida cornice costiera di Piano di Sorrento ritirerà a fine ottobre la statuetta-cammeo del “Penisola Sorrentina”.

Pieno di emozioni per la finale del Talent Show “LASCIATEMI CANTARE”, ospite Marco Carta

Grande successo per la terza edizione del Talent Show LASCIATEMI CANTARE, che si è svolta dal 9 al 17 febbraio presso il Centro Commerciale Aprilia2 con la presenza, nella serata finale, del seguitissimo cantante Marco Carta, che si è esibito sul palco regalando un’emozionante esibizione live.

La kermesse ha vantato la presenza di un’altra special guest: Giulia Luzi che si è esibita domenica 10 febbraio e alla quale è stata riservata una calorosa accoglienza da parte del pubblico.

Moltissimi i concorrenti seguiti da un’ampia folla di spettatori che hanno assistito alla maratona musicale per ben nove giorni; i giovani talenti hanno saputo intrattenere il pubblico e hanno potuto farsi conoscere ed apprezzare.

La Giuria del Concorso, composta da Carlo Senes, Lavinia Fiorani, Marco Profeta, Alessio Romani, Valentina Barrocu, Paolo Moricoli, Francesco Oscar, Luca Ventura, Natascia Malizia e Romina Malizia, ha dato il verdetto finale votando le più emozionanti e preparate voci in gara.

Il protagonista della serata conclusiva, Marco Carta, ha premiato i vincitori, insieme al presentatore David Pironaci.

Il primo premio è andato alla giovanissima e promettente Martina Celommi, che ha incantato pubblico e giuria con la sua esibizione. Il secondo premio è stato assegnato alla brava Corinne Di Giacomo e il terzo premio alla emozionante voce di Michele Sette.

Gran finale, dunque, per l’evento di Aprilia2 dedicato alla musica e ai giovani: un concorso che anima gli spazi del Centro Commerciale e porta per diversi giorni talentuosi artisti emergenti sulla scena, sotto l’attento sguardo di una giuria di qualità e circondati dal calore del pubblico apriliano.

I premiati riceveranno borse di studio utili alla loro formazione, oltre all’affiancamento di professionisti per la creazione e realizzazione in studio di brani inediti e video musicali.

Paola Gassman, Paola Tiziana Cruciani e Paola Letizia Cruciani in “Tutte a casa” il 21 febbraio a Giffoni

Del primo, devastante, conflitto mondiale, di cui in questi anni ricorre il centenario, sono stati sempre raccontati la durezza della vita di trincea, le vittime, gli eroi. Poco o nulla si è detto di quando le donne, mentre gli uomini erano al fronte, oltre a prodigarsi nel loro ruolo di madri e di mogli, s’improvvisarono tranviere, operaie, impiegate. Ce lo spiegano Paola Gassman, Paola Tiziana Cruciani e Paola Letizia Cruciani, protagoniste giovedì 21 febbraio alle 21 alla Sala Truffaut del Cinema di Giffoni Valle Piana con un testo “rosa” in grado di divertire e commuovere nello stesso tempo. Con “Tutte a casa” prosegue la XI stagione invernale di Giffoni Teatro promossa dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro.
Lo spettacolo si concentra sull’aspetto, abbastanza inedito ma di enormi proporzioni, dell’ingresso delle donne nel mondo del lavoro: un primo e imponente approccio, destinato all’epoca a non avere immediate conseguenze sul piano sociale, una volta terminato il conflitto, ma che di certo accelerò la presa di coscienza di molte di loro. E – pur non dimenticando la tragedia sullo sfondo, che toccherà anzi da vicino una delle protagoniste – lo fa nei toni della commedia e del sentimento, in una pièce dolce-amara tutta al femminile.
Il testo, scritto da Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis, racconta la storia di Margherita, una ricca signora dell’alta borghesia milanese: il marito, imprenditore, è stato preso prigioniero dagli austriaci, e lei decide di imbarcarsi nella difficile avventura di tenere in piedi l’azienda di famiglia, produttrice di autocarri. All’inizio si tuffa nell’impresa con la leggerezza con cui frequenta i salotti dell’alta società; ma andando avanti si ritrova a sfidare l’ostilità di un mondo prettamente maschile in cui tutti le sono contro: i colleghi, i politici, la stampa e persino i sindacati. Nella sua avventura Margherita è supportata, ma anche spesso osteggiata, da altre quattro donne, tutte diverse da lei – e fra di loro – sotto ogni punto di vista: carattere, classe sociale ed idee politiche. C’è Silvana, la coscienziosa segretaria del marito, che rivelerà insospettate doti manageriali e che nasconde un segreto inconfessabile; la matura Comunarda, una socialista dal temperamento sanguigno e combattivo che le darà parecchio filo da torcere, e che nel conflitto perderà il figlio più amato; Teresa, giovane madre di famiglia tutta casa e chiesa; e la giovane e vitale Giacomina, che pensa più che altro a divertirsi.
In un crescendo di ostacoli da superare nel tentativo di salvare l’azienda, le cinque donne si confrontano fra loro e imparano a costruire un diverso modo di rapportarsi, declinato al femminile e ispirato ai valori della solidarietà umana e delle reciproche comprensione; e scoprono, ciascuna di se stessa, doti e aspirazioni che nemmeno pensavano di possedere. Ma un bel giorno la guerra finisce e gli uomini tornano a casa, chi dal fronte, chi dalla prigionia. E il ripristino della normalità, una normalità tutta maschile, rappresenta per le nostre un brusco risveglio.

Riccardo Sinigallia su RaiUno a Tv7 per la sua vittoria nel “Top 2018” Del ‘Forum del giornalismo musicale’

Domani, venerdì 15 febbraio, “Tv7”, lo storico settimanale del Tg1, alle ore 23.55 dedicherà un ampio servizio a Riccardo Sinigallia per la vittoria con il suo album “Ciao cuore” del Top2018. Il servizio è a cura di Cinzia Fiorato.

Il “Top 2018” è il referendum sui migliori album italiani del 2018 promosso dal “Forum del giornalismo musicale”, che si svolge da tre anni al Mei di Faenza, e dall’Agimp (la neonata Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) con il coordinamento di Enrico Deregibus.

Per i 120 giornalisti votanti è stato appunto “Ciao cuore” di Riccardo Sinigallia il miglior disco del 2018, mentre Giuseppe Anastasi con “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” ha prevalso invece nella categoria riservata alle opere prime. Fra i molti giurati ci sono giornalisti di ogni provenienza ed età, da quelli delle grandi testate cartacee alle webzine, dalle tv alle radio. Un così ampio e rappresentativo ventaglio di votanti ha permesso di avere un quadro attendibile delle preferenze del giornalismo e della critica musicale italiana più attenta.

Il Forum del giornalismo musicale, ideato da Giordano Sangiorgi e diretto da Enrico Deregibus, ha visto sino ad ora tre edizioni a Faenza ed una speciale a Roma. Ha ospitato nei suoi primi tre anni numerose iniziative: tavoli di lavoro, assemblee, lezioni, corsi di aggiornamento, incontri con figure professionali. Sono stati coinvolti sino ad oggi oltre 250 giornalisti, da quelli delle grandi testate a quelli delle webzine, sino alle radio e tv. Tornerà dal 4 al 6 ottobre all’interno del Mei, che celebrerà le sue 25 edizioniPer partecipare si può scrivere a enrico.deregibus@gmail.com e in copia a mei@materialimusicali.it

Nell’ambito del Forum è nata nei mesi scorsi l’Agimp (Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari), il cui direttivo sta preparando un regolamento attuativo dello statuto già approvato. Prossimamente verranno rese note le modalità per iscriversi.

Informazioni e statuto possono essere richiesti all’indirizzo mail associazioneagimp@gmail.com , che serve anche per le richieste d’adesione.

Euro Photo 2019: il 16 e 17 febbraio full immersion nel mondo della fotografia

Pronti per immortalare ed essere immortalati? Al via Euro Photo 2019 …!
Il 16 e 17 febbraio, dalle ore 9.30 alle 20.30, l’ideatore e patron Vincenzo Tortora taglierà il nastro della festa nazionale dedicata all’arte della fotografia rendendo tutti protagonisti. Eh si, una grande festa in una location d’eccezione il rinomato Castello La Sonrisa a S. Antonio Abate, luogo d’incontro e scambio tra pubblico, fotografi professionisti e appassionati che potranno testare sul campo le novità in ambito fotografico e video. Immancabili i click e gli scatti d’autore in una manifestazione creativa e crossmediale con un ricco ed articolato programma di appuntamenti: una straordinaria vetrina di prodotti presentati dalle maggiori aziende nazionali ed internazionali, workshop, demo sul campo, meeting, special shooting con modelle, mostre d’arte, photo press, defilè di alta moda, dibattiti, convegni con noti relatori del mondo dell’informazione, premi, momenti di svago ed eventi collegati all’imaging. Di seguito il programma dettagliato con tutti gli appuntamenti e i protagonisti:

Sabato 16 febbraio 2019 – ingresso libero 
9.30 Inaugurazione Euro Photo ideata da Vincenzo Tortora in collaborazione con Vittorio Trodella
10.00 Press Photo – Momento dedicato alla stampa per interviste e fotografie
10.15 – Aziende Nazionali ed Internazionali in esposizione
10.30 Sala Posa e Live Shooting con modelle/i dell’Associazione Mediterranea di Carolina di Martino, acconciature e make up a cura dell’ hairstylist Tonino Fontanella. 

10.00 – 13.00
Workshop fotografico a cura del pluripremiato maestro della fotografia Luigi Fedeli (Qualified European Photographer – Award Winning Photography)
13.00 Pausa pranzo
15.00 – 18.30 Ripresa Workshop: meeting con Luigi Fedeli in merito all’editing, al retouching, al post processing e alla post production

16. 30 Mostra arte contemporanea dei maestri Raffaele Sorrentino e Mimmo Fusco

17.00 Shooting fotografici con fotomodelle/i e performance fotografiche

18.30 “PhotoJournalism” intervento di Salvatore Campitiello Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti e presenza di ospiti illustri

19:00 Ringraziamenti e Riconoscimenti con consegna di Targhe ed Attestati

Domenica 17 febbraio 2019 – ingresso libero
9.30 Apertura Euro Photo
10.00 – Aziende nazionali ed internazionali in esposizione
10.30 Sala Posa con modelle/i per testare le novità in ambito fotografico e video

11.00 Arte & Cultura: incontro con i maestri Raffaele Sorrentino e Mimmo Fusco

12.00 Face to Face con Fotografi, Videomakers ed Espositori: Interviste nel Salotto di Bry a 360gradi

17.00 Sfilata di Alta Moda Sposa e Cerimonia dell’Atelier “Pastore since 1940” di Anna e Vincenzo Pastore.
Performance artistiche della Scuola di Danza Arabesque di Elisa Bove.
Presenta la giornalista e conduttrice TV Brigitte Esposito.

18.00 “L’importanza della fotografia”: intervento di Ottavio Lucarelli – Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania – ospiti illustri presenti alla kermesse

19.00 Ringraziamenti, Riconoscimenti, Consegna Targhe

Il Salotto di Bry a Sanremo: Per gli Zen Circus “L’amore è una dittatura”

Il Salotto di Bry incontra al 69° Festival della Canzone Italiana gli Zen Circus, l’originale band indie rock italiana che scelta da Claudio Baglioni per il brano ” L’amore è una dittatura” . Il  lavoro discografico “Vivi si muore – 1999-2019” celebra proprio il loro ventennale di attività con 17 tracce della loro storia, rimasterizzate per l’occasione  e 2 inediti: il brano sanremese e “La Festa”.  Ai microfoni del Salotto di Bry hanno raccontato la loro esperienza sanremese.

Il Salotto di Bry è condotto dalla giornalista Brigitte Esposito per la regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, riprese di Angelandrea Falcone, fotografia di Pasquale Genco, riprese drone Carlo Tortora, editing di Antonio Mauro e Simona Stucchio. Una produzione www.360gradiwebtv.it in collaborazione con TAone Teleangri Uno canale 639 visibile in tutta la Campania.