La Ruina alla Sala Pasolini: l’omosessualità raccontata in Masculu e Fìammina

Casa del Contemporaneo ospita sabato 18 febbraio alle ore 19 (in replica domenica 19 alle ore 18), alla Sala Pasolini di Salerno, la nuova creazione della compagnia calabrese Scena Verticale “Masculu e Fìammina”. In scena Saverio La Ruina attore, drammaturgo e artista tra i più sensibili e premiati della scena contemporanea nazionale. Il protagonista sceglie un cimitero, un mazzo di fiori e la tomba materna per confessare la propria omosessualità alla donna che lo ha generato. Un monologo in cui La Ruina tesse un dialogo denso e poetico con la propria madre che non c’è più: una conversazione dell’anima, un flusso dilagante e ininterrotto di parole e coscienza, di tenerezza e di verità nascoste. “L’idea di base è che un uomo semplice parli con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale,’o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu’, l’esistenza intima che viveva e che vive. – afferma il regista e interprete – Non l’ha mai fatto, prima. Certamente questa mamma ha intuito, ha assorbito, ha capito tutto in silenzio. Senza mai fare domande. Con infinito, amoroso rispetto. Arrivando solo a raccomandarsi, quando il figlio usciva la sera, con un tenero e protettivo ‘Statti attìantu’. Ora, per lui, scatta un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza”. Il testo è accompagnato dalle musiche originali di Gianfranco De Franco.

Il Salotto di Bry a Teatro: La vivacità culturale di Casa Babylon Teatro

Il Salotto di Bry in questa puntata è presso Casa Babylon Teatro a Pagani per scoprire come il corpo e la voce possono essere veri e propri strumenti creativi e comunicativi. La Compagnia, costituita da attori provenienti dalle migliori Accademie Nazionali di Arte Drammatica con importanti esperienze alle spalle e da laureati nelle discipline di arte, spettacolo e musica, è diretta dal regista Nicolantonio Napoli. Casa Babylon propone dal 1995 spettacoli di alto profilo qualitativo unendo in un unicum artistico meravigliosi linguaggi scenici. Negli anni ha ottenuto brillanti riscontri per la produzione di spettacoli di livello, per la promozione e l’organizzazione di rassegne come Scenari Pagani e per la didattica teatrale diretta alle giovani generazioni. L’obiettivo è stimolare la curiosità, l’attenzione verso linguaggi teatrali contemporanei sradicando le abitudini plastificate.

Il Salotto di Bry è condotto da Brigitte Esposito, regia di G. Roberto Tartaglia, riprese e fotografia Angelandrea Falcone, produzione www.360gradiwebtv.it in collaborazione con Teleangri Uno canale 639 visibile in tutta la Campania.

Alla Sala Pasolini Play Duett, il felice ‘incontro’ tra Tonino Taiuti e Lino Musella

Mercoledì 15 e giovedì 16 febbraio, alle ore 21, alla Sala Pasolini di Salerno, Casa del Contemporaneo ospita “Play Duett”, una sua produzione, che vede in scena due dei migliori interpreti del teatro napoletano: Tonino Taiuti e Lino Musella, attori di teatro e cinema, talenti attenzionati dalla critica, dai registi e dal pubblico. Taiuti ha recitato con Antonio Neiwiller, Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Silvio Orlando ed è interprete della tradizione di Viviani e Petito; nel 2016 è stato vincitore del premio Le Maschere. Musella ha lavorato con Fortunato Cerlino, Monica Nappo, Andrea Baracco, Santasangre, Antonio Latella, Alfredo Arias. Vincitore del Premio Ubu per la drammaturgia nel 2016 con Paolo Mazzarelli, Musella è volto della nota serie televisiva “Gomorra”. Musiche dal vivo – chitarra e mandolino – a cura di Marco Vidino. “Play Duett” è uno straordinario ‘gioco a due’ di natura musicale, un concerto improvvisato di lingue in cui i frammenti di classici si intrecciano a quelli contemporanei dando spazio alle opere di Viviani, Moscato, Shakespeare, Beckett, T. S. Eliot, Basile e Campanile.

Al Teatro Ridotto di Salerno arriva Paolo Caiazzo

Paolo Caiazzo, ormai mattatore della comicità partenopea, sabato 11 febbraio alle ore 21 presenterà al Teatro Delle Arti di Salerno, nell’ambito della stagione 2016/2017 del Teatro Ridotto, il suo nuovo spettacolo “PER FORTUNA CHE SONO TERRONE”. Forse basta il titolo per farci capire il discorso che l’autore ci propone, descrivendo i pregi e difetti del Sud in una critica costruttiva. Nelle sue mani, tra risate e gags, monologhi e personaggi, attraverseremo la nostra storia con le sue glorie, e le défaillances che ci hanno tarpato le ali. E rifletteremo sulle cose positive e negative che nel bene e nel male dobbiamo affrontare per essere consapevoli delle nostre potenzialità. Uno spettacolo all’insegna della spensieratezza ma con delle verità precise, pungenti ed argute che invitano alla riflessione. L’artista partenopeo, noto anche per il suo grande e saggio Tonino Cardamone (‘a capa mia non è buona) sale sul palco salernitano invitando il pubblico a seguire le sue “critiche” con divertenti gag, monologhi e personaggi attraverso cui scatta automatica la considerazione e la meditazione sia nel bene che nel male, raggiungendo la consapevolezza di quanto, spesso, sia grande la potenzialità dei “terroni”. La regia è dello stesso Paolo Caiazzo, il quale dedica lo show principalmente alla sua città, Napoli, scrutando i fatti di cronaca e risaltandone le apparenze poco sensate.

Nessuno: Atelier porta al Nuovo di Salerno la Company Contemporaneo Alfano I

Grande attesa a Salerno per l’appuntamento di domenica 12 febbraio alle ore 19:00, in calendario nella rassegna Atelier – spazioperformativo, giunta alla VII edizione e diretta da Artestudio e Teatro Grimaldello, con il coordinamento di Loredana Mutalipassi. Sul palcoscenico del Teatro Nuovo di Via Laspro si esibirà infatti la Company_Contemporaneo Alfano I, con “Nessuno”, coreografie di Annarita Pasculli. In scena: Giorgio Loffredo, Pierfrancesco Vicinanza, Samuele Stanghellini, Cristian Cianciulli, Luca Di Giorgio, Giorgia Citro, Silvia Manfredi, Daniela Gazzaneo, Maria Rosaria Lamberti, Aurora Palumbo, Nunzia Prisco, Nicol Memoli e Verdiana Stellaccio. Ospiti: Demy Giustarini e Raffaele Maisano. Assistente alla regia: Annalisa Di Matteo. “Nessuno” motore drammaturgico: l’uomo in tutte le sue sfaccettature attraverso un’attitudine estetica che tende verso il concetto pirandelliano della frantumazione dell’IO. Tutto è relativo, persino la gente, le opinioni, la personalità di un individuo, perfino quello che credi di essere perché – quando uno vive – vive e non si vede

Giorgio Pasotti all’Università degli Studi di Salerno

La kermesse promossa dal corso di laurea Davimus è finalmente pronta  ridare il via ai suoi incontri con i professionisti del mondo della cultura e dello spettacolo. Ad inaugurare questo 2017 sarà Giorgio Pasotti, attore trasversale che ha raggiunto la popolarità verso il grande pubblico grazie al ruolo dell’ispettore Paolo Libero nella fiction “Distretto di Polizia” e alla partecipazione in pellicole come “Baciami Ancora”, seguito de “L’ultimo bacio” per la regia di Gabriele Muccino e “La Grande Bellezza”, film Premio Oscar di Paolo Sorrentino. L’appuntamento è lunedì 13 febbraio presso l’Aula dei Consigli dell’Università degli Studi di Salerno alle ore 14.15. L’incontro è organizzato in collaborazione con Teatro Novanta di Serena Stella ed è ad ingresso libero fino a esaurimento posti. 

A seguire, sarà la volta di Dodi Battaglia, storico componente dei Pooh e apprezzato chitarrista mondiale che scalderà il Teatro dell’Ateneo salernitano con una serata di “Musica e Parole” giovedì 16 febbraio alle ore 18.30. 

Ancora, l’attore Francesco Montanari, reso celebre dal ruolo del “Libanese” nella serie tv ispirata alla vera storia della banda della Magliana, “Romanzo Criminale”, sarà poi ospite della rassegna il giorno dopo, venerdì 17 febbraio.

Giuseppe Zeno porta in scena il capolavoro di Dino Risi al Teatro Delle Arti di Salerno

Il celebre film “Il Sorpasso” di Dino Risi si fa pièce teatrale e approda sabato 4 febbraio (ore 21) e domenica 5 febbraio (ore 18.30) al Teatro Delle Arti di Salerno. A più di cinquant’anni dall’uscita del film, per la prima volta la celebre sceneggiatura – scritta dallo stesso Risi insieme con Ettore Scola e Ruggero Maccari –, approda a teatro con la regia di Guglielmo Ferro e l’adattamento di Micaela Miano. Nei panni di Bruno (magistralmente interpretato sul grande schermo dal grande ed indimenticabile Vittorio Gassman) l’attore Giuseppe Zeno, mentre a vestire i panni del suo contraltare, Roberto, la giovane promessa Luca Di Giovanni. La pièce vede anche la partecipazione di Margareth Madè al suo debutto teatrale, nel doppio ruolo della moglie di Bruno e della zia di Roberto. Manifesto dell’Italia del ‘boom’ economico, Il Sorpasso è, al tempo stesso, un grande road movie psicologico, il che lo rende un testo senza tempo. Spogliato della connotazione storico-sociale, il film è costruito su una drammaturgia destrutturata, scatola aperta ideale per una riscrittura teatrale focalizzata sui personaggi. In questa dinamica la trasposizione teatrale mette al centro della vicenda i due protagonisti, e il loro incontro/scontro come puro conflitto caratteriale e psicologico. Tra Bruno e Roberto si stabilisce sin dalle prime scene un giocoforza di prevaricazione, rivendicazione, ambizioni, fughe, rinascite, silenzi e violenza. Il loro sarà un viaggio jarmuschano all’interno delle bolle conflittuali che ognuno ha provato a cancellare a nascondere, allontanandosene fisicamente il più possibile e che solo in compagnia dell’altro, estraneo e non giudicante, pensa di poter affrontare e risolvere. Le musiche originali sono di Massimiliano Pace.

Primavera Teatro. Giornata della Memoria con “l’Amico Ritrovato”

Venerdì 27 e sabato 28 gennaio 2017, come da tradizione Primavera Teatro partecipa al Giorno della Memoria proponendo a ragazzi e bambini uno spettacolo che spieghi loro con un linguaggio semplice ed efficace, senza retorica, quale sia stata la tragedia dell’Olocausto. Stavolta tocca al classico: “L’amico ritrovato”, tratto dall’omonimo libro di Fred Uhlman, interpretato dalla Compagnia La Mansarda di Caserta.

Per la sua rassegna di teatro dedicata a bambini e ragazzi, Casa Babylon ha scelto la versione teatrale una storia che da quasi 50 anni racconta ai più giovani le leggi razziali e la Shoah in maniera immediata, inscrivendole nel loro mondo, facendole prepotentemente e violentemente entrare nel rapporto d’amicizia tra due ragazzini, completamente diversi per estrazione sociale e carattere: Hans ha origini ebree e Konradin proviene da una nobile famiglia tedesca. Il legame dei due ragazzi, profondo e sincero, viene barbaramente spezzato dall’ascesa al potere di Hitler. Nel cuore di Hans, che sopravvive all’Olocausto, resta devastante e aperta la ferita del tradimento dell’amico. Il peso dell’amicizia rinnegata è uguale a quello dell’umanità violata, una sovrapposizione tra la tragedia personale e quella collettiva del suo popolo. Dopo molti anni, raggiunto da un opuscolo della sua ex scuola che propone la costruzione di un monumento agli ex alunni caduti nella Seconda guerra mondiale, Hans, tra i nomi elencati, legge quello di Konradin, giustiziato perché coinvolto nel complotto organizzato per uccidere Hitler. Quest’informazione lo colpisce e lo commuove, consentendogli di ritrovare l’amico al di là della morte, e riconciliarsi con lui. Ed è proprio lariconciliazione la parola chiave dello spettacolo, che ripercorre, attraverso flash back, i ricordi di Hans, ormai adulto, e le vicende della sua giovinezza, offrendo così il pretesto per indagare sugli orrori della Shoah, ma anche per ribadire che valori come l’amicizia e la solidarietà, se profondi e radicati, riescono a sopravvivere a tutte le dure prove che la vita ci sottopone, anzi, maggiore è il travaglio, più forte è il conforto che da essa si può trarre.

La compagnia del Teatro delle Arti protagonista al Teatro Totò

Dal 26 Gennaio al 5 Febbraio al teatro Totò di Napoli, nell’ambito della stagione teatrale 2016/2017, “UN UOMO MEDIO” commedia brillante di Claudio Tortora con Angelo di Gennaro, Claudio Tortora e la compagnia stabile del Teatro delle Arti di Salerno, una della pochissime compagnie salernitane ad essere stata inserita nel cartellone della stagione teatrale di un teatro partenopeo

Il soggetto della piece è certamente riconoscibile nel protagonista che vive tutta l’inquietudine dell’uomo legato ancora con un filo alle tradizioni classiche degli anni 60 ma attento al nuovo che avanza. Capo famiglia responsabile, rimasto vedovo della moglie, ha cercato di conciliare il lavoro con le esigenze dei figli, cercando di provvedere a tutto e di sostituirsi anche agli eventi, pur di non far mancare nessuna cosa alla sua famiglia che avverte già la mancanza di un elemento importante come la madre. Il suo carattere viene lentamente messo a nudo, nel corso del lavoro. Non si può definire retrò ma neanche futurista, un anticonformista con un sano desiderio di preservare quantomeno alcune regole? Forse sì, forse no… Un uomo possessivo nei confronti di tutto quanto lo circonda, in casa, nel lavoro, persino nel divertimento e negli hobbies. Teme la solitudine e con essa il silenzio che mentre lo sconvolge, d’improvviso lo affascina. Un uomo che cerca di stare sempre nel mezzo delle cose, può per questo essere considerato un uomo medio? Certamente no, perché se no confonderemo la centralità con la mediocrità. La rappresentazione si propone, tra una serie di piccoli eventi, puntualizzazioni, momenti fortemente comici, momenti di riflessione ed anche fortemente emozionanti. Lo spettatore si può accomodare, per ricevere le emozioni che normalmente, dovrebbe sempre ricevere chi sceglie di passare una serata a teatro.

Folto e di qualità il cast che vede coinvolti ANGELO DI GENNARO, CLAUDIO TORTORA, RENATA TAFURI, Giovanni Caputo. Federica Buonomo, Mauro Collina Gianni D’Amato, Massimiliano Palumbo, Serena Stella, Valentina Tortora, e Enzo Triggiano, regia Antonello Ronga, scenografia Bottega San Lazzaro, costumi Martina Iacovazzo, musiche Marcello Ferrante, light designer Michele Vittoriano.

Ho pensato da subito a mettere in scena “Un Uomo Medio” – ha dichiarato l‘autore Claudio Tortora – perchè racconta il quotidiano che viviamo. La scrittura si ispira certamente a un metodo tradizionale di racconto, ma il contrasto piacevole nasce dalla impostazione registica moderna, dettata dal giovane e talentuoso Antonello Ronga che sta tanto facendo parlare di se supportato da un disegno luci curato nei particolari dall’ormai ricercato Light Designer Michele Vittoriano. Il tutto è stato incorniciato da Peppe Natella in una scenografia essenziale post moderna, con musiche attualissime create ed arrangiate in modo originale da Marcello Ferrante, sui respiri del testo che è a volte favolistico, a volte realista, a volte sorridente, a volte malinconico ma discreto.Un testo che rispetta valori e sentimenti umani, purtroppo ormai ritenuti desueti, ma che ha voglia di ridestare le coscienze, per far si che vengano recuperati almeno alcuni valori”.

Il cooprotagonista Angelo di Gennaro ha invece dichiarato:  Una favola di oggi, la definisco, che mi auguro, tra un sorriso, una riflessione e qualche momento toccante, possa smuovere le corde emotive del pubblico. Spero che tutto questo accada, in tal caso avremo rispettato i dettami basilari del teatro dove a mio parere siede in prima fila proprio l’emozione. Scritta da Claudio Tortora in modo molto raffinato e dove ritrovo nel mio ruolo il personaggio del napoletano che amo tanto, capace di darsi ,di offrire il suo amore , quasi nascondendosi, insomma il napoletano come sempre generoso nel donare senza nulla a pretendere Averlo fatto con un cast ed una produzione composta da bravi attori e da talentuosi giovani mi dà ancora più entusiasmo. Ho appena compiuto la maggiore età, festeggiando il mio sessantesimo compleanno e sono pronto per questa avventura con i miei colleghi ma soprattutto amici di Salerno del Teatro delle Arti”.

Scenari pagani: Delirio Bizzarro in scena sabato 28

Dopo la prima con Emma Dante, “Scenari pagani” torna con Delirio Bizzarro della Compagnia Carullo/Minasi. Fedele alla propria passione nel portare al Teatro del Centro Sociale di Pagani (SA) le giovani compagnie più interessanti del panorama nazionale, Casa Babylon, con la direzione artistica di Nicolantonio Napoli, stavolta propone il progetto vincitore del premio Forever Young 15/16. Appuntamento sabato 28 gennaio alle ore 21.00, dopo l’AperiSpettacolo “Tarallucci e Vino”. Promosso in collaborazione con Ritratti di territorio e coordinato dalla giornalista Nunzia Gargano, il viaggio ragionato attraverso le eccellenze enogastronimiche del territorio il 28 gennaio propone un excursus tra i prodotti dell’antica tradizione casearia dei Monti Lattari, portati in scena dal Caseificio Aurora di Sant’Egidio del Monte Albino, accompagnati dai vini e dalla birra del main partner, l’azienda vinicola Santacosta di Torrecuso (BN)

Delirio Bizzarro porta lo spettatore in un centro di salute mentale. Qui il “pazzo per attribuzione” Mimmo (Giuseppe Carullo) s’incontra su una terra di frontiera, ragiona e sragiona con Sofia (Cristiana Minasi) donna normalissima perfettamente integrata, ma che avverte un’insania incipiente. La differenza tra i due nel corso dello spettacolo si sfuma nel dialogo battente di due personaggi che non sono più né matti né sani. Regna su tutto una lieve e gradevole ironia.

Sulla scena, da un lato c’è Mimmo. Il paziente matto che discorda col presente e passa il tempo a parlare con le stelle, che si misura col dover spiegare nella logica di chi sta fuori dal centro il perché non abbia denunciato la morte della nonna, avvenuta da più di un anno, “per non perdere la pensione”. Dall’altro Sofia. Stagista a titolo gratuito presso il centro di salute mentale “Il Castello”, continuamente alle prese col cellulare, con le telefonate del tutor della tesi di laurea che la sfrutta e della mamma che la subissa di consigli e la sollecita ad affidarsi alla sicurezza di un concorso pubblico.

Delirio Bizzarro procede in maniera ironica, contraddistinto anche da una grande delicatezza, frutto del fatto che l’opera nasca dal confronto diretto di Carullo e Minasi con i pazienti di un centro diurno di salute mentale. I quadri di vita vissuta che hanno raccolto, diventano occasione per raccontare la follia contemporanea e far capire, sorridendo, che è malato il sistema, non la persona. Anzi, questo tipo di “diversità” viene presentata da Carullo e Minasi, con grande grazia, come alternativa alla “normalità”.

Casa del Contemporaneo: dedica al Teatro delle Albe

Casa del Contemporaneo ospita – tra Napoli e Salerno – il Teatro delle Albe, la compagnia di Ravenna fondata nel 1983 da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Marcella Nonni e Luigi Dadina, che ha alle spalle oltre trent’anni di attività prestigiosa.
A Napoli sono previsti due incontri e tre serate:
25 gennaio, ore 18.30, ad Asilo Filangieri di Napoli, 1977-2017: quarant’anni di Primavere Eretiche, incontro con il Teatro delle Albe. Dialogo, spunti, fili del discorso con Rosalba Ruggeri e Francesca Saturnino.
26 gennaio ore 18:00, nella Sala dei Caratteri del FOQUS di Napoli, presentazione del libro Aristofane a Scampia di Marco Martinelli introduce Rachele Furfaro; intervengono con l’autore Gianfranco Alfano, Emanuele Valenti, Simonetta Adamo;
da venerdì 27 a domenica 29 gennaio, in anteprima alla sala Assoli lo spettacolo Maryam, che debutterà in prima nazionale a Milano il prossimo 8 febbraio. In scena Ermanna Montanari, su testo di Luca Doninelli, regia di Marco Martinelli, musiche di Luigi Ceccarelli (ingresso ore 21:00, domenica ore 18:00).
Giovedì 26 e venerdì 27 gennaio, alle ore 21:00, il Teatro delle Albe è alla Sala Pasolini di Salerno con due spettacoli, ideati da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, scritti e diretti da Marco Martinelli: Rumore di acque e Slot Machine
Rumore di Acque, con Alessandro Renda, è tra gli spettacoli storici della compagnia, tradotto in tutta Europa e presentato in molti teatri del mondo, tra cui anche il La Mama di New York. Nasce in collaborazione con il Ravenna Festival, nel 2010, dopo alcuni anni di lavoro in Sicilia, in particolare a Mazara del Vallo, sul tema doloroso e attuale dell’immigrazione e dei tanti morti nel Canale di Sicilia che non sono sopravvissuti alla traversata.
Slot Machine, con Alessandro Argnani, racconta la parabola malata della dipendenza dal gioco. In un’epoca in cui il gioco d’azzardo rappresenta una seduzione irresistibile per molte persone, Slot Machine, narra la caduta vertiginosa di un giocatore che ‘annega’ nellaludopatia, al punto di sacrificare ogni legame affettivo, immolato sull’altare del niente.

Al Teatro Piccolo Bellini in scena “Lisistrata – Colei che scioglie gli eserciti”

Martedì 24 e Mercoledì 25 Gennaio, alle ore 21.15, al Teatro Piccolo Bellini di Napoli va in scena Lisistrata – Colei che scioglie gli eserciti da Aristofane, con la regia di Nicola Laieta. Per la prima volta l’Associazione Maestri di Strada presenta un proprio spettacolo nello storico teatro di via Conte di Ruvo grazie alla sensibilità e all’attenzione della direzione artistica con cui nascerà una futura collaborazione.

«Quando ho scelto Lisistrata, – spiega il regista Nicola Laieta – ho pensato alla guerra che giorno dopo giorno sempre più assedia la nostra fragile quotidianità, e lo ho confrontata con la coraggiosa e sfrontata ironia con cui i giovani della periferia, con i quali lavoro, affrontano le difficoltà e le guerre quotidiane che li circondano. La stessa ironia con cui Aristofane duemila anni fa risollevò i greci dalla tragedia della guerra con un’esilarante commedia sulla pace. Lisistrata incita le sue concittadine a una rivoluzione personale, e non sempre la voce di chi chiede di ridestarci dalle abitudini e i percorsi consueti, è ben accetta o accolta con entusiasmo poiché ci appare un invito a complicarci la vita piuttosto che a renderla più semplice»

Lisistrata di Aristofane è interpretata dai giovani allievi del Laboratorio Territoriale delle Arti dei Maestri di Strada attivo nella periferia di Napoli Est, insieme agli educ-attori dell’Associazone Trerrote, con le coreografie di Ambra Marcozzi, i costumi di Annalisa Ciaramella e le scene di Peppe Cerillo. 

Duemilacinquecento anni fa i greci, dopo aver affrontato insieme il nemico esterno, cominciano a scannarsi tra di loro nella guerra del Peloponneso. La tragedia è grande ma Aristofane ne fa una commedia, inventandosi lo sciopero dell’amore di Lisistrata e delle donne per la pace  sullo sfondo tragico della lotta fratricida. Quando a questa commedia hanno assistito le famiglie dei nostri giovani allievi, anch’esse schierate in opposte fazioni di una guerra che insanguina le nostre periferie in modo cronico, riunite di nuovo insieme, hanno riso e si sono commosse come i greci di due millenni orsono: le emozioni non cambiano nel tempo. Lo sciopero del sesso  che Lisistrata conduce insieme alle giovani ateniesi affinché termini la guerra fratricida che insanguina la Grecia, è stato rappresentato più volte e ha ispirato riproposizioni importanti e divertenti da Monicelli a Spike Lee fino a Radu Mihăileanu che  riscrisse qualche anno fa una versione di Lisistrata ambientata nel mondo medio-orientale ispirandosi ad un fatto realmente accaduto: in un villaggio della Turchia, le donne improvvisarono uno sciopero del sesso per ottenere maggiore rispetto e ascolto dai loro uomini nonché il loro aiuto nel lavoro quotidiano del villaggio. Una storia vera che racconta il cambiamento di un piccola comunità musulmana , per affermare la necessaria partecipazione attiva delle donne alla vita sociale come nell’Atene sognata di Aristofane.

Il presidente di Maestri di Strada, Cesare Moreno racconta così Lisistrata: «Syria (la giovane attrice che interpreta Lisistrata n.d.r.) quando si muove sul palco, non muove il suo corpo ma dirige un’orchestra: gli attori sulla scena e il pubblico sono nelle sue mani. Anche dopo tante prove, la sera della prima sono stato rapito dallo spettacolo in un modo che mi auguro possa coinvolgere i fortunati spettatori che parteciperanno alle repliche del Bellini».