Pietra Montecorvino apre la rassegna “Chi passa alla Locanda”

La musica è tutto. È uno specchio. È il modo di comunicare il mio amore e la mia passione, per soddisfare gli altri. E quando il pubblico è felice è compiuto il miracolo”. Così racconta il suo universo musicale Pietra Montecorvino, cantante, attrice e interprete sanguigna e viscerale che venerdì 9 dicembre alle ore 21 inaugurerà la rassegna “Chi passa alla Locanda”, il cartellone della Locanda del Mare, il porto d’inverno del Dum Dum Republic. Una voce unica e profonda, che fonde suono e fisicità in un discorso interculturale, contaminando terre e culture lontane, con incursioni nel mondo della musica popolare contemporanea, in un incrocio senza frontiere, sempre fedele a se stessa e alle “femmine del Sud”. Una Pietra che non urla più le sue canzoni, ma nei dischi ama passare attraverso “le emozioni silenziose, perché nella vita si impara sempre”. “Il palcoscenico è l’unico punto in cui sono sicura di me – racconta l’artista – riesco a fondere sia le pressioni della vita, che i disagi o la felicità. È un’alchimia che riesce ad emozionare perchè la prima ad emozionarsi sono io”.  Indipendenza mentale e libertà come essere umano, ma soprattutto una personalità artistica forte, definita dal regista John Turturro, che l’ha voluta tra i protagonisti del film “Passione”, come “…una donna unica nel suo genere, una persona autentica che non si lascia intimorire dal potere della realtà. È una narratrice, un’attrice …”. E poi c’è Napoli e il Sud, che sono sempre il punto di partenza, ma mai di arrivo, perché esistono il mondo e l’universo. “Finora sono riuscita a non farmi intrappolare – insiste Pietra Montecorvino – È fondamentale lasciare uno spiraglio per il sogno di volare. La vita è un volo. Io sono io, non seguo mode, non perdo tempo e quando amo, amo davvero, sogno l’impossibile anche se i sogni sono vicini alla realtà e la vita è tutta lì, negli spazi tra cielo e terra. Pietra è cambiata. È cresciuta, con la pazienza, l’amore per la vita e per gli altri, la responsabilità per i figli. Arriva un tempo, che non corrisponde ad un’età predefinita, in cui ti devi fermare e fare altre cose. Sono 10 anni che sto costruendo per esplodere alla grande e comunicare emozioni. Come diceva Triosi, “l’arte è di chi se la prende, non di chi la fa”. In programma per il prossimo febbraio anche l’uscita del nuovo lavoro discografico di Pietra Montecorvino, “Colpa Mia”, attualmente in preparazione: “È quasi tutto scritto da me, oltre ad un brano composto con mio figlio Fulvio Bennato, con l’arrangiamento di Salvio Vassallo. Ci sono grandi collaborazioni e di questo sono molto contenta. Tra gli ospiti anche Tonino Carotone, che ha collaborato con Manu Chao”.

 

Massima interprete della musica napoletana di respiro internazionale, sul palco della Locanda del Mare, Pietra proporrà un repertorio articolato, tra canzoni proprie, brani scritti da Eugenio Bennato e classici partenopei e internazionali rivisitati in una fusion creativa tra lo stile tradizionale e le nuove sonorità mediterranee. On stage con lei due musicisti di grande spessore, il polistrumentista Erasmo Petringa e il contrabbassista Daniele Brenca: “E poi ci sono, l’imprevedibilità dell’arte che va oltre il repertorio”.

in Anteprima Se una Notte di Mezza Estate i Bottom Brothers ad Astradoc

Venerdi 2 dicembre 2016 dalle ore 20.00, serata speciale della rassegna di cinema documentario AstraDoc – Viaggio nel Cinema del reale presso il Cinema Astra di Napoli, dedicata ad una produzione tutta napoletana, a metà strada tra realtà e finzione, incentrata su un laboratorio teatrale fatto con i migranti dalla Compagnia di K. e realizzata grazie ad una campagna di crowdfunding.  Proiezione del film in anteprima assoluta di Se una notte di mezza estate i BOTTOM BROTHERS (Italia, 2016, 84′) di Adriano Foraggio, sceneggiatura di Linda Dalisi. Alla serata, presentata dalla giornalista e scrittrice Ilaria Urbani, parteciperanno il regista, coautore del soggetto con la sceneggiatrice Linda Dalisi e il cast del film. Quindici giorni circa di set (10 giorni al Teatro Bellini e altri a Interno5), un piano di produzione rocambolesco e funambolico, a incastrare disponibilità di più di 20 attori non professionisti; una campagna di crowdfunding su produzioni dal basso veloce e incisiva; un gruppo indipendente spinto dal desiderio di lasciare una testimonianza su uno spazio necessario di creatività e incontro; un gruppo di professionisti che ha deciso di sostenere il progetto. Il film racconta della Compagnia di K., spazio di laboratorio teatrale nato a Napoli nel 2011, aperto a italiani e stranieri non professionisti, che sta preparando uno spettacolo. Non si ha ancora la certezza che si andrà in scena. Non si è mai al completo, manca sempre qualcuno che forse arriverà. Il gruppo sta lavorando su Nick Bottom, l’artigiano del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, di cui ognuno crea la propria versione, fino alla costruzione di un Bottom molteplice. Nell’opera di Shakespeare, Bottom attende di dare vita al suo personaggio, di essere finalmente “attore”, e così i ragazzi della Compagnia. Per loro (23 partecipanti in totale, più le loro guide), italiani e stranieri, rifugiati politici e migranti economici, l’attesa dell’andata in scena fa da specchio all’attesa nella vita, perché in Italia la condizione del migrante è una continua attesa: attesa del permesso di soggiorno, dell’appuntamento alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, di un lavoro, di costruirsi una nuova vita, di poter aiutare le famiglie rimaste a casa. “Ho seguito il laboratorio di teatro sin dalla sua nascita – ha dichiarato il regista Adriano Foraggio – L’ho osservato dall’esterno così ho potuto godere del clima della Compagnia di K.: il linguaggio che andava oltre la lingua, oltre il contatto, oltre la comprensione. Vedo negli incontri una “zona” franca: la libertà espressiva dei partecipanti, l’intesa del gruppo, la forma libera dell’interazione culturale. La più bella forma di resistenza, di insistenza, che ho potuto conoscere rispetto al tema delle migrazioni.  Dopo piccole collaborazioni abbiamo capito che era giunto il momento di confrontarci concretamente rispetto all’idea di realizzare un film che raccontasse l’esperienza della Compagnia di K.. Il mese dopo avvenivano i nostri primi incontri di scrittura del soggetto. Con Linda, abbiamo deciso di adottare un linguaggio di finzione, pur evitando di allontanarci dalla realtà: per le storie raccontate ci siamo confrontati dapprima con i partecipanti al laboratorio, per condividere le intenzioni e per raccogliere ulteriori volontà di racconto. Sono state raccolte storie e aneddoti del passato, per essere riscritti in chiave cinematografica e riconsegnati agli attori che li hanno interpretati. Quasi tutti interpretano se stessi, comprese le tre figure guida: Linda alla regia della Compagnia, Estelle Franco nel ruolo di direction d’acteurs (anche dietro le quinte del set cinematografico) e Michelangelo Dalisi nell’approfondimento dell’utilizzo della maschera nel teatro.” Ha invece detto con soddisfazione Linda Dalisi: “Questo spazio è nato sei anni fa e da allora vive in cento metamorfosi. Questo luogo è una casa che si forma ogni volta che ci incontriamo. Ovunque sia. Questa casa sta. E in questa casa si può stare nel modo che si sceglie.” 

Teatro delle Arti, in scena Biagio Izzo con Bello di papà il 19 e 20 novembre

Secondo appuntamento al Teatro Delle Arti di Salerno con la stagione teatrale 2016/2017. Dopo l’apertura con “Io Odio Amleto che ha visto come protagonisti Paola Gassman, Ugo Pagliai e Gabriel Garko, ora tocca a Biagio Izzo calcare le tavole del teatro salernitano, proponendo la divertente commedia scritta nel 2006 da Vincenzo “Bello di papà”, in programmazione sabato 19 novembre alle ore 21 e domenica 20 novembre alle ore 18. Una produzione del Teatro Cilea Napoli Srl in collaborazione con Pragma Srl con Mario Porfito, Domico Aria, Adele Pandolfi, Yuliya Mayarchuck, Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo. Scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Romana Scudiero, diesegno luci Gigi Asciolne, musiche Antonio Boccio, aiuto regia Antonio Guerriero, regia Vincenzo Salemme.Credo che l’idea di questa commedia – ha detto l’autore e regista Vincenzo Salemme – mi sia venuta quando in tutto il mondo occidentale arrivavano i primi segnali della crisi economica che ancora oggi fatichiamo a superare. Dico forse perché col senno di poi mi sembra che Antonio Mecca, il dentista protagonista della commedia, possa rappresentare, ovviamente in versione decisamente comica, il travaglio sociale, economico, psicologico di una gran parte della cosidetta generazione dei cinquantenni, che dall’inizio di questo millennio viene messa in discussione ogni volta che la politica si deve occupare delle programmazioni finanziarie. Antonio Mecca è il classico uomo che ha raggiunto una posizione sociale, ma che allo stesso tempo la sente, questa posizione, vacillare sotto i colpi del cosidetto “Nuovo che avanza”. E il “nuovo che avanza” per quella generazione cui facevo riferimento poco più sopra, sono appunto i giovani che vogliono prendere i posti di comando.  Antonio ha paura di ogni novità, è un vero conservatore, conservatore di danaro, ma soprattutto conservatore di affetti. Profondamente sarebbe un buono, ma costantemente ha paura di essere fregato, è forse per questo che non si è mai sposato, è forse per questo che adesso sta con una bellissima ragazza ucraina, che gli piace da morire, ma che allo stesso tempo teme come un ingombrante invasore, invasore della casa e soprattutto del conto corrente perché Marina, l’ucraina, vorrebbe costruire una famiglia con Antonio, Marina vorrebbe soprattutto (questa la cosa più terrificante e spaventevole per il nostro dentista) dei figli. Antonio teme i figli più di ogni altra cosa perché i bambini sono di un egoismo assoluto e lui, egoista per paura, questo proprio non può accettarlo. E’ così che nasce l’idea di questa commedia, da questo paradosso: un uomo che non vuole avere figli costretto a ricevere in casa un suo coetaneo che ha bisogno di ritornare ad essere un figlio. Nel paradosso di questo scontro generazionale tra due uomini della stessa età forse si nasconde quello che io credo sia un finto problema. Penso che l’età ci distingua gli uni dagli altri, ma altrettanto fermamente credo che dal punto di vista sociale l’età sia soltanto una convenzione. Credo che dividere i cittadini tra giovani ed anziani sia un vecchio modo di intendere la politica. Penso che esistano piuttosto le persone e che ogni persona abbia il diritto e il dovere di salvaguardare il proprio benessere sociale e spirituale.

Sabato 19 novembre alla Sala Pasolini birre e rivelazioni, atto unico in otto birre

Inizia, sabato 19 novembre alle ore 19 alla Sala Pasolini di Salerno, la stagione 2016-17 della Casa del Contemporaneo – Centro di produzione teatrale, che si apre con lo spettacolo “Birre e Rivelazioni”, prodotto da Teatri Uniti. La pièce, scritta e diretta da Tony Laudadio in scena con Andrea Renzi, è al secondo anno di tournée e andrà in replica domenica novembre 20 alle ore 18, per poi proseguire a Milano, nella stagione del Piccolo Teatro, Studio Melato. Un incontro in birreria tra Sergio (Andrea Renzi), proprietario del locale e Marco (Tony Laudadio), professore di letteratura italiana, insegnante del figlio Francesco, dà la stura ad una serie di confronti  sul delicato tema dei rapporti tra uomini, tra padre e figlio, tra amore e sessualità, tra violenza e prevaricazione.  I due personaggi – il ragazzo è assente, non compare mai ma viene continuamente evocato – arriveranno, nel corso dell’atto unico, al cuore di rivelazioni inaspettate, giocate sul sottile limite tra riflessione seria ed esaltazione etilica. “Nell’arco di otto birre – così Tony Laudadio in una nota – si scoprirà che ciò che si crede di conoscere degli altri, di chiunque ma persino del proprio stesso figlio, è il vero mistero, e quando si tratta dei nostri cari è un mistero doppio, perché ci toglie lucidità”.
Direzione tecnica Lello Becchimanzi; suono Daghi Rondanini; scene e costumi Barbara Bessi.

Gli occhi lucidi, il cortometraggio scritto e diretto da Maurizio Schettino

Venerdì alle ore 18,30, in Piazza Zanardelli c/o Bar “Antico Caffè Grimaldi” di Nocera Inferiore (Sa), si terrà la conferenza stampa di presentazione del nuovo cortometraggio scritto, diretto e prodotto da Maurizio Schettino. Dopo il successo de “L’Amore Trionfa Sempre” (2010) e “L’Attimo” ( 2011), rispettivamente afferenti le problematiche sociali legate al bullismo e agli incidenti stradali, ne “Gli Occhi Lucidi”, l’autore dell’audiovisivo affronta un nuovo aspetto sociale della contemporaneità generazionale che vede, al centro dei fatti, l’odierna e perdurante situazione precaria dei giovani, in cerca di una stabile occupazione lavorativa. Nel corso dell’incontro con i giornalisti saranno resi noti i dettagli relativi alla trama oggetto della vicenda, le cui riprese si sono svolte lo scorso mese di settembre; inoltre sarà ufficializzata la data e il luogo della prima proiezione pubblica. Interverrà Maurizio Schettino e gli attori: Dina Pagano, Andrea Nappo e Andrea Vicidomini.

Teatrogrimaldello presenta Dentro la Scatola al festival Linea d’Ombra

Lunedì 7 novembre, alle ore 21.30 presso la Sala Pier Paolo Pasolini, ex cinema Diana – Salerno, all’interno del festival “Linea d’ombraTeatrogrimaldello presenta Dentro la scatola  con Elvira Buonocore e la regia di Antonio Grimaldi.  Da un interno ovattato e ben fatto, fuoriesce una figura artificiale, composta solo di intenzioni, di spunti e suggestioni. Sottoposta al controllo di una mano vigile e incostante, la figura riesce ad esprimere se stessa, le proprie vibrazioni, voglie e volgarità, attraverso un linguaggio ibrido, mutuato da una cultura cinematografica che lei assume ingenuamente, fidandosi di chi le inserisce all’interno quei contenuti, come una bambina che riceve il pasto da una mano amica. Attraverso le movenze ritmiche di questa figura, si delinea una rappresentazione grottesca, capace di utilizzare prodotti tra i più noti dell’industria cinematografica, rimuovendone il contesto e lasciando emergere la parola nuda. Artificiale.

Teatro Ridotto, Che Comico 2016/2017 arrivano Paolo Caiazzo e Gli Arteteca

Secondo appuntamento venerdì alle ore 21, al Teatro Ridotto di Salerno, con la seconda edizione dello Zelig Lab. Secondo appuntamento che vedrà come protagonisti alcuni dei comici che hanno preso parte alla prima edizione del laboratorio e i nuovi talenti selezionati dall’autore di Zelig Alessio Tagliento e dal direttore artistico del Ridotto Gianluca Tortora. Circa due ore di pure risate, dove il pubblico potrà vedere questi ragazzi alternarsi sul palco con battute, gags, e siparietti sempre nuovi e divertenti.

Ma le risate proseguono, infatti, dopo l’appuntamento di venerdì, sabato 5 novembre e domenica 6, nel piccolo teatro tempio della comicità salernitana, saliranno sul palco i “Villa Perbene” ovvero Andrea Monetti, Chicco Paglionico e Francesco D’Antonio, il trio di comici salernitani protagonisti tra l’altro anche del programma televisivo Zelig in onda sulle reti Mediaset e che lo scorso mese di maggio hanno trionfato sul web grazie ad una loro parodia dal titolo #Salifornia, un brano dedicato alla città di Salerno dopo l’inaugurazione della spiaggia di Santa Teresa. I tre giovani comici, amatissimi dal pubblico salernitano, sul palco del Ridotto riproporranno non solo le loro canzoni parodie, ma anche i loro monologhi e i pezzi più famosi che li hanno fatti conoscere al grande pubblico.

Ma le novità al Teatro Ridotto non sono finite. Infatti, il direttore artistico ha annunciato che, a causa di impegni televisivi gli spettacoli di Francesco Cicchella in programma il 28 gennaio e quello di Pasquale Palma in programma l’11 febbraio non si potranno svolgere, ma al loro posto ci saranno il 28 gennaio l’amatissimo duo degli Arteteca con il loro nuovissimo spettacolo e l’11 febbraio lo straordinario Paolo Caiazzo (vincitore tra l’altro dello Charlot Giovani alcuni anni fa) con lo spettacolo “Per fortuna che sono terrone”. “Purtroppo siamo stati costretti ad effettuare questi due cambi nella nostra stagione teatrale – ha dichiarato Gianluca Tortora – a causa degli impegni televisivi di Cicchella e Palma. Ma credo che il pubblico del Teatro Ridotto resterà comunque soddisfatto, perché sia gli Arteteca che Paolo Caiazzo sono amatissimi da tutti e in special modo dal pubblico salernitano che è sempre accorso in massa ai loro spettacoli”.

Nomi Cose Teatri, la grande rassegna al TAN di Napoli e al Teatro Civico 14 di Caserta

L’Associazione Morks, in collaborazione con alcune compagnie ed esercizi teatrali della Campania, ha promosso il progetto NCT (acronimo di Nuovo Circuito Teatrale) – coordinamento campano finalizzato alla circuitazione teatrale sul territorio regionale con particolare attenzione alla valorizzazione delle compagnie emergenti e degli spazi medio-piccoli. La misura è finanziata dal bando Funder 35 (www.funder35.it) anno 2015.

Nell’ambito del progetto nasce la rassegna Nomi Cose Teatri con l’obiettivo di valorizzare i lavori prodotti all’interno della rete dei soggetti del circuito e promuovere realtà emergenti da far circuitare nell’ambito della programmazione NCT. La rassegna, che si terrà dal 10 al 13 novembre 2016, ospiterà 8 spettacoli che andranno in scena al Teatro Area Nord di Napoli e al Teatro Civico 14 di Caserta.

Al fine di ampliare la rete dei soggetti, così come da obiettivo progettuale, ai 5 lavori invitati a partecipare dall’organizzazione della rassegna, saranno affiancati altri 3 spettacoli scelti attraverso una call per artisti destinata a realtà emergenti del teatro.

Il programma della rassegna si arricchisce con l’incontro dal titolo Cortocircuito teatrale e percorsi condivisi che si terrà sabato 12 novembre alle ore 10 al Sottopalco del Teatro Bellini di Napoli. L’attenzione verso il pubblico e la possibilità di offrire una circuitazione variegata e costante sono alla base di questo confronto. Nuove creatività, nuove professioni e nuovi spazi performativi si aprono la strada nel tessuto sociale ed economico della Campania e bisogna mettere a fuoco una riflessione sulle professioni e sui cambiamenti nel campo del lavoro culturale e del pubblico. Sono previsti interventi a cura di: Mimma Gallina (Ateatro); Angelo Curti (Teatri Uniti); Giulio Baffi (Associazione Nazionale Critici di Teatro); Gabriele Russo (Teatro Bellini); Domenico Santo (Morks); Ilaria Cecere (Bus Theater).

NCT – coordinamento campano vuole rispondere all’esigenza di piccoli e medi teatri dei comuni della regione Campania di strutturare servizi di distribuzione, promozione e comunicazione di spettacoli teatrali. I partner coinvolti nel progetto sono Teatri Uniti, Start Interno5, Piccolo Bellini, Baracca dei Buffoni, Teatro Elicantropo, Teatro Area Nord, Teatro Civico 14, Nostos Teatro di Aversa, Godot Art.

Programma completo NOMI COSE TEATRI

TAN | giovedì 10 novembre | 20.30

IL PARADISO DEGLI IDIOTI

drammaturgia e regia Paola Di Mitri

con Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno, Francesco Marilungo.

con il sostegno di Kilowatt Festival, Teatri di Bari | finalista Premio Scenario 2015

La Ballata dei Lenna

TAN | venerdì 11 novembre | 20.30

COME UNA BESTIA

con Antonio Perna

regia di Orazio De Rosa

Baracca dei Buffoni

TAN | sabato 12 novembre | 20.30

CHIROMANTICA ODE TELEFONICA AGLI ABBANDONATI AMORI

uno spettacolo di e con Roberto Solofria e Sergio Del Prete

da Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Giuseppe Patroni Griffi e Francesco Silvestri

Teatro Civico 14 e Murìcena Teatro

TAN | domenica 13 novembre | 18.00

SIN AIRE

ideazione e regia Silvana Pirone

con Giovanni Granatina, Sara Scarpati, Maria Teresa Vargas

drammaturgia Luigi Imperato e Silvana Pirone

Nostos Teatro e Morks

TC14 | giovedì 10 novembre | 21.00

L’ANNIVERSARIO

scritto e diretto da Gianluca d’Agostino

con Antonio Marfella e Gianluca d’Agostino

Compagnia Gianluca d’Agostino e IL TEATRO SOC.COOP.

Spettacolo selezionato – avviso pubblico Nomi Cose Teatri

TC14 | venerdì 11 novembre | 21.00

PISCI ‘E PARANZA

progetto e regia di Mario De Masi

con Andrea Avagliano, Ilaria Cecere, Serena Lauro, Fiorenzo Madonna, Luca Sangiovanni

Produzione Il Punto in movimento in collaborazione con L’asilo exasilofilangieri.it

Segnalazione speciale Premio Scenario 2015

Effetti sonori Mimmo SEC_

Compagnia Pisci ‘e Paranza

Spettacolo selezionato – avviso pubblico Nomi Cose Teatri

TC14 | sabato 12 novembre | 21.00

SEMPRE DOMENICA

autore Controcanto Collettivo

regia Clara Sancricca

con Federico Cianciaruso, Fabio De Stefano, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero

Controcanto Collettivo

Spettacolo selezionato – avviso pubblico Nomi Cose Teatri

TC14 | domenica 13 novembre | 21.00

TRATTATO SEMISERIO DI OCULISTICA

idea di Orlando Izzo e Angelo Petracca

interpreti Orlando Izzo e Angelo Petracca

VIB-VIBRATIONS IN BODY

regia Orlando Izzo e Annalì Rainoldi

con Orlando Izzo

TEATRO BELLINI | sabato 12 novembre |10.30 – 13.00

CORTOCIRCUITO TEATRALE E PERCORSI CONDIVISI

Interventi:

Mimma Gallina (Ateatro); Angelo Curti (Teatri Uniti); Giulio Baffi (Associazione Nazionale Critici di Teatro); Gabriele Russo (Teatro Bellini); Domenico Santo (Morks); Ilaria Cecere (Bus Theater)

Gabriel Garko, Paola Gassman e Ugo Pagliai al Teatro Delle Arti di Salerno

Tutto pronto al Teatro Delle Arti di Salerno per il primo appuntamento della stagione 2016/2017, in programma sabato 29 ottobre alle ore 21 e domenica 30 ottobre alle ore 18. Il sipario si alzerà con tre grandi nomi del cinema e della fiction italiana: Paola Gassman, Ugo Pagliai e Gabriel Garko, che porteranno in scena “Io odio Amleto” di Paul Rudnick riadattato da Alessandro Benvenuti. La divertente commedia porta in scena la storia di una star del piccolo schermo che, per rifarsi un look da attore impegno, accetta di interpretare il personaggio shakesperiano in palcoscenico, ma spunta il fantasma del leggendario John Barrymore. Quando il protagonista riceverà la proposta di un nuovo ruolo importante in tv, con relativo compenso stellare e la prospettiva di una platea oceanica, si troverà a dover scegliere tra il nobile Shakeaspere e la popolarità della televisione. Andrew Rally, giovane stella di una serie televisiva recentemente cancellata, è appena arrivato con la sua agente immobiliare in quello che sarà il suo nuovo appartamento a New York City. Rally, originario di Los Angeles, è scoraggiato dagli orpelli gotici della vecchia casa. Il fatto che l’appartamento apparteneva al leggendario attore John Barrymore, fa ben poco per dissolvere le riserve di Rally. Egli è doppiamente disturbato, dal momento che sta anche per interpretare sul palcoscenico la difficile parte di Amleto, il ruolo reso famoso da Barrymore, lontano dallo scintillio di Hollywood. Rally e Dantine sono presto raggiunti dall’agente di Rally, Lillian Troy, e la sua fidanzata, Deirdre McDavey. Troy, molti anni fa, ha avuto un breve flirt con Barrynore in questoi appartamento. Eccitata, Dantine sostiene che lei è in grado di comunicare con gli spiriti dei defunti e suggerisce di convocare Barrymore per verificare l’affermazione di Lillian. Incoraggiato da Deirdre, Dantine inizia la seduta. Andrew viene incoraggiato a formulare una domanda da fare a Barrymore, forse qualche consiglio per interpretare il ruolo di Amleto. Ma quando Andrew grida “Odio Amleto!” un fulmine illumina la stanza, gettando brevemente l’ombra del profilo di un uomo sul muro. Soltanto Andrew vede l’ombra. Dopo la seduta, Andrew e Deirdre sono soli nel vecchio appartamento. La loro conversazione si concentra, come spesso accade, sulla volontà di Deirdre di non fare sesso prima del matrimonio, con grande delusione di Andrew. Quando Deirdre si ritira per la notte nella camera da letto al piano superiore, Barrymore, splendente nel suo costume di Amleto, appare allo stordito Andrew. Barrymore spiega che si fa vedere ad ogni giovane attore che sta affrontando il ruolo di Amleto. Con l’aiuto di Barrymore, Andrew si cala completamente nella parte, ma purtroppo, non va tutto bene. La prestazione di Andrew è debole. Alla fine, Andrew riceve una nuova offerta televisiva rispetto alla possibilità di una vita sul palcoscenico… Si troverà quindi dinanzi ad un dilemma “amletico”.

I Colloqui di Salerno 2016, alla Sala Pasolini le avanguardie teatrali degli anni ’70

Living Theatre, Peter Brook, Bob Wilson, Jérôme Savary. Le avanguardie teatrali degli anni ’70, protagoniste a Salerno della rassegna Nuove Tendenze, tornano in città sotto forma di video rari. Sarà la Sala Pasolini (Lungomare Trieste, Salerno) ad ospitare oggi e domani  – 27 e 28 ottobre, ore 19 – il programma della II edizione dei “Colloqui” di Salerno, ideati dall’antropologo Vincenzo Esposito e dall’editore Francesco G. Forte, dedicati a Bartolucci, critico teatrale protagonista con i suoi scritti del dibattito sul teatro fin dagli anni ‘60, dal tema “Giuseppe Bartolucci: la strategia dello sguardo/Bartolucci prima di Bartolucci”, un progetto di Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee all’interno delle attività Museo sul territorio, in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno-Polo sul Contemporaneo, Casa del Contemporaneo-Centro di produzione teatrale e Edizioni Oèdipus. Per Salerno un’occasione per discutere su un periodo che vide Bartolucci direttore della rassegna Nuove Tendenze che, dal ‘73 al ‘76, ospitò in città i migliori esponenti del teatro internazionale della post-avanguardia, dal Living Theatre a Peter Brook, da Bob Wilson a Jérôme Savary. In programma La videoteca Giaccàri e le Avanguardie artistiche del Secondo Novecento, a cura di Giorgia Quadri (il 27: Living Theatre; Odin Theatre; Grand Magic Circus; Tadaeusz Kantor; Bread and Puppets; Richard Foreman; La Gaia Scienza; Magazzini; Marion D’Amburgo, preceduta da una selezione di video provenienti dal MUEL per la regia di Renato Pugina – Cult tv, RSI LA 1. Il 28: Remondi Caporossi, Sacco, Nuove Tendenze, Salerno 1975; Meredith Monk, Small Scroll, 1977, CRT Milano). Ingresso gratuito.

​Angelo Baiguini ospite a Davimedia

Dopo l’incontro con Sergio Rubini, Davimedia porta in Ateneo Angelo Baiguini. Da sempre appassionato di radio, troverà la sua dimensione professionale iniziando la collaborazione con Rtl 102.5, tra le emittenti radiofoniche più influenti e conosciute d’Italia, diventandone presto il direttore artistico.

Dal 2014, è conduttore – insieme ad Alessia Marcuzzi e Rudy Zerbi – del Coca Cola Summer Festival in onda su Canale 5. Studenti, pubblico e stampa potranno incontrarlo domani, presso l’Aula delle Lauree Nicola Cilento – Facoltà di Lettere – dell’Università degli Studi di Salerno, alle ore 14.15. L’incontro fa parte del ciclo Davimedia Masterclass ed è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Come per tutti i nostri incontri, saranno previste file riservate ai gentili colleghi della stampa interessati a partecipare all’evento.

PrimaQuinta presenta Mutu di Aldo Rapè a Napoli

Domenica 23 ottobre al Salon Baires Social Club (via G. Piscicelli di Napoli) torna a Napoli MUTU di Aldo Rapè, prodotto dalla compagnia siciliana PRIMAQUINTA, per la regia di Lauro Versari, con Aldo Rapè e Gaspare Balsamo. Un evento – spettacolo, che da diversi anni sta girando per i vari teatri d’Italia e d’Europa,  insignito del prestigioso Premio del Festival di Avignon OFF 2012 come Miglior Spettacolo Straniero ed è stato selezionato per l’Italian Theater Festival 2014 di New York.

Aldo Rapè, autore del testo, prende come spunto la mafia e la chiesa per parlare del vero male che colpisce non solo i due protagonisti ma la nostra società: ovvero la solitudine ed il vuoto esistenziale.

In scena troviamo due fratelli, Saro e Salvuccio, due persone opposte e diverse come lo possono essere solo il bianco e il nero. Per anni sono rimasti Muti davanti alla realtà che hanno vissuto, Muti per fame e per necessità e costretti a portare una maschera. Uno è un prete e l’altro un mafioso, entrambi intrappolati nel ruolo sociale che rivestono ma con il forte desiderio di scappare. Proprio questo desiderio diventerà concreto quando il sangue e la coscienza torneranno ad urlare e a riscoprirsi di nuovo fratelli.

L’evento spettacolo, in un’unica serata, è stato fortemente voluto dal Salon Baires, nella persona di Laura Brandi.