Allo Charlot Giovani trionfano un partenopeo e un romano

Si chiama Vincenzo Comunale, ha vent’anni, è di Napoli e con oltre 700 voti si è aggiudicato il titolo di 28° vincitore dello “Charlot Giovani”. E’ questo il risultato finale della due giorni tuta dedicata al cabaret e ai giovani emergenti che a suon di battute hanno cercato di conquistare il pubblico presente all’Arena del Mare di Salerno per vincere, come detto il titolo finale. Nella prima serata, quella del 23 luglio, erano 11 i giovani aspiranti cabarettisti. Al termine la votazione del pubblico aveva decretato i cinque che sono passati poi alla finale di ieri. Il romano Dany Bra, il milanese Vincenzo Albano, Gabriele Rega di Napoli, Antonio Tirelli di Altamura e Vincenzo Comunale di Napoli. E nella serata di ieri i cinque finalisti non si sono risparmiati. Dal palco dello Charlot hanno dato del loro meglio per conquistare gli spettatori, ma anche il pubblico web che ha seguito le loro performance sul sito del Premio Charlot. Alla fine il verdetto. Il più giovane dei concorrenti, Vincenzo Comunale è il vincitore dello Charlot Giovani e del Premio della Critica, mentre con oltre 400 voti il Premio Charlot Web viene assegnato al romano Dany Bra. Grande soddisfazione da parte del patron della manifestazione Claudio Tortora: “Abbiamo assistito a due serate davvero incredibili. Il pubblico ha partecipato con grande interesse e ha valutato con attenzione i concorrenti, premiando davvero i più meritevoli, anche se devo dire che il livello dei comici era davvero molto alto. Sono sicuro che tutti questi ragazzi avranno una lunga carriera nel campo del cabaret”. E mentre cala il sipario sullo Charlot Giovani, all’Arena del Mare di Salerno è pronto ad alzarsi il sipario sulla magia, sull’illusionismo e sulla musica. Al Premio Charlot, domani 26 luglio, con inizio alle ore 21.15 (ingresso libero), sarà evocato uno dei binomi più antichi della storia dell’Uomo, quello tra magia e musica, un viaggio reso arduo da mille ostacoli e resistenze, perché i pensieri fluttuano sui sentimenti come le piume sull’acqua, si muovono lentamente e ristanno pochi momenti; perché lo spirito dell’arte tutta, ha forse, l’invidiabile privilegio di potersi sostenere incredibilmente alla caduta delle premesse e illuminarsi oltre le conclusioni della ragione. Sciamani, formule magiche sempre prima cantate e poi recitate e scritte, il cerchio, il ritmo, le melodie incantatorie dei popoli primitivi giunti fino a noi, la magia dei miti musicali dei Greci, con i quali nasce la storia eurocentrica di quest’arte, antiche meraviglie e visioni che avvincono il cuore e i pensieri, per far rivivere l’intuizione primigenia di un’arte che arde al di là dello spazio e che testimonia, vivida ed autorevole, il potere immenso che nell’antichità veniva attribuito alla musica. Il suono della cetra di Anfione che anima le rocce del Citerone, Arione e i delfini che accorrono al suo canto, la magia della lira di Orfeo e il sortilegio che l’avvolge, una forza scatenante magica e oscura capace di sovvertire le leggi naturali, di sciogliere ogni antinomia, l’aulos di Dioniso, dal suono tagliente e insinuante, strumento barbaro e orientale che trascina al rapimento, che incanta, per procedere nei secoli, quando la musica avrebbe stabilito una vitale relazione anche con l’alchimia e la magia pura, rivivranno al Premio Charlot il 26 luglio. Ad animare la serata di magia, arte tanto cara a Chaplin, saranno il pianista Alberto Pizzo e due prestigiosi illusionisti, Samuel e Alberto Giorgi. Alberto Pizzo, ritorna a Salerno dopo aver svelato e omaggiato con il suo pianoforte una location di indicibile bellezza, lo spazio antistante la stazione marittima di Zaha Hadid. Reduce dalla tournée in Giappone, e da un bacio al suo piccolo Leon, dove ha lanciato il suo avvincente progetto “Memories” (Sony Classical), il disco realizzato con la co-direzione artistica del maestro Luis Bacalov, Alberto ritorna a Salerno, stavolta all’arena del mare, nella sua abituale veste di funambolo al piano, in equilibrio su una corda tesa tra New York, Napoli e Tokyo, una vera forza della natura, che si muove sui tasti con un’energia e una vitalità che sembrano contrastare con la delicatezza e la precisione dei suoi tocchi, quella stessa energia di Charlot inserviente de’ “Il circo”, preso dal panico mentre prova a destreggiarsi con la corda da funambolo, sfidante del vuoto, amico di quel coraggio vero che non teme di denudare il terrore più profondo. E di renderlo ridicolo. Uomo aggrappato alle assi di legno di una baracca pendente sul precipizio, pattinatore a pochi passi dal baratro, acrobata improvvisato, cameriere danzante, operaio saltellante e pugile destinato alla sconfitta, Charlot è il simbolo di quel vivere le cose terrene, come le vive e ce le racconta Alberto nei suoi concerti: contaminazioni di generi e sonorità, che spaziano tra la musica classica, il jazz, il tango e la fusion, e importanti collaborazioni internazionali sono gli ingredienti magici della sua diabolica e romantica tastiera.

E mentre è tutto pronto per la serata dedicata alla magia, prosegue il lavoro dell’organizzazione del Premio Charlot che annuncia per il 28 luglio alle ore 17.30, presso la Libreria Feltrinelli di Salerno, un incontro con stampa e pubblico. All’incontro parteciperanno tre dei vincitori dei Premi Charlot, ovvero il giornalista Marino Bartoletti, il giornalista del Sole 24 Ore Andrea Biondi e il giornalista dell’Ansa di Milano Roberto Ritondale, oltre al giornalista Enzo Todaro e al giornalista Gianfranco Coppola.

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