Sabato 29 i Ditelo Voi al Teatro delle Arti con “Il segreto della Violaciocca”

Una black comedy che ha tutte le credenziali per divertire lo spettatore catapultato nei pettegolezzi e nelle dicerie di un condominio.
Sabato 29 febbraio (alle 21) al Teatro delle Arti con “Il segreto della violaciocca”, tornano a Salerno i Ditelo Voi. L’esilarante spettacolo in due atti segna l’appuntamento di punta di Che Comico, l’esaltante stagione ideata dalla Gv Eventi con la direzione artistica di Gianluca Tortora.
In scena il lavoro scritto e diretto dal simpatico trio (reso famoso da “Made in Sud”) insieme con Francesco Prisco e allestito da Tunnel Produzioni, che porterà in palcoscenico anche gli attori Federica Totaro, Rita Corrado e Alfonso Capuano.
Per il pubblico circa due ore tutte da ridere durante le quali non mancheranno di certo bugie, gelosie e colpi di scena. Gli stravaganti condòmini/inquilini di una fatiscente palazzina si troveranno, loro malgrado, ad affrontare insieme un segreto.
Un segreto che diventerà per lo spettatore come un’ossessione; un segreto che ha il sapore dell’assurdo, del comico, del surreale nello stile proprio del noto trio partenopeo ma che in alcuni casi corrisponde al lato più oscuro della nostra società.
Gettonatissimo, “Il segreto della Violaciocca” ha tutte le credenziali per divertire lasciando immedesimare lo spettatore nella vita piena di dicerie e fraintendimenti di un condominio, il cui equilibrio tra lamentele ed “inciuci”, viene sconvolto da una assurda scoperta: il ritrovamento di un cadavere di cui è ignota l’identità. Chi sarà? Cosa fare? Queste le domande intorno alle quali si costruisce l’ilare vicenda.
Le caratteristiche di questa trama rendono investigatori i protagonisti in scena ed il pubblico che, volente o nolente, si improvvisa detective per qualche ora.
TRAMA Che fine hanno fatto i fratelli Cirillo (Mimmo Manfredi e Francesco De Fraia), spariti in circostanze misteriose trentadue anni fa e mai più ritrovati? Ne sa qualcosa Raffaele Annunziata (Lello Ferrante) chimico in pensione con una smodata passione per la floricoltura, radiato dall’albo medico per aver condotto esperimenti non autorizzati sulle presunte proprietà allucinogene della Violaciocca, il cosiddetto “Fiore della nonna”, e che li tiene in ostaggio nel cantinato proprio sotto la sterminata piantagione di fiori che coltiva con amore. Niente televisione, radio, giornali o internet (di cui i due ignorano l’esistenza) praticamente congelati al momento in cui sono stati rapiti per una vendetta ai danni di un collega, Mimmo e Francesco, ormai quarantenni, hanno conosciuto la vita soltanto attraverso gli occhi e i racconti del loro aguzzino…

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