Una Pasqua 2020 a porte chiuse: gli auguri di don Luigi La Mura agli angresi

 di don Luigi La Mura

E’ Pasqua!

Non dai silenzi delle nostre Chiese, chiuse per il “coronavirus”, i cui campanili, architettoniche icone di sacralità, trasportano annunzi di festa, di dolore e lo scandire del tempo, quest’anno saranno sostituiti da quelli mediatici per farci vivere, anche se virtualmente, le celebrazioni del triduo Pasquale che culminano  nell’annuncio della Risurrezione: fondamento della nostra fede. A parlare del Risorto non c’è linguaggio umano se non quello di fidarci di quanto decritto nel Vangelo: “Io sono la risurrezione e la Vita….”

Il verbo risorgere ed il suo sostantivo “risurrezione” appartengono alla nostra fede cristiana, il cui fondamento, appunto, è la Pasqua.

A conferma di quanto premesso, vi ricordo quanto San Paolo ci dice nella 1 lettera ai Corinzi 15,12-20: “…se  Cristo non fosse risorto, superflua e vana sarebbe la nostra fede”.

Noi cristiani siamo quelli che credono nella risurrezione di cui, ogni domenica, nella Santa Messa facciamo memoria con queste parole:” annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”. A queste parole c’è una premessa: mistero della fede!

Mistero: una parola o meglio un termine che non limita la nostra ragione ma, la supera e la trascende. Mistero: termine che non ha cittadinanza nella scienza ma, solo nella fede. Il mistero Pasquale, che consiste nella morte e Risurrezione di Cristo, è nostra eredità perché siamo figli di Dio e lo invochiamo, appunto, così: Padre nostro….

La Risurrezione, pur essendo il mistero fondante della nostra fede cristiana, nella dimensione umana, può  occasionarci il rigenerarsi del nostro vivere, consegnato alla  buona volontà e retta coscienza. E’ un verbo, quello del risorgere che, risveglia le nostre pigrizie spirituali, i nostri stili di vita, omologati dalla  variabilità di mode, le assuefazioni al tutto dovuto e al nulla donato, le formalità relazionali, il valore del silenzio e del tempo, i sempre giustificati individualismi personali, collettivi, nazionali ed internazionali,  l’indifferenza verso la casa comune che è l’ambiente ecc. ecc. Che sia un verbo, coniugato nelle singolarità dell’io come nelle pluralità del noi, per restituirci l’amore per la vita, inondata, ora più che mai, dalla paura della morte e dall’incertezza del domani.

Non preoccupatevi, dunque, delle Chiese chiuse; occupatevi a restare a casa e a rispettare per il proprio ed altrui bene quanto, saggiamente e autorevolmente, prescritto dalle autorità. Nelle chiuse Chiese del mondo, oggi più che mai, entreranno in invisibile presenza i sentimenti umani e religiosi, la laicità dei cercatori di senso all’esistere, unitamente al dolore di quanti non hanno potuto regalare nemmeno una tenerezza alla persona cara, partita per l’eternità. Nelle chiuse Chiese del mondo entrerà l’encomiabile ed instancabile lavoro dei medici, privati d’identità perché insaccati in tute protettive e coperti da caschi e mascherine, da cui i pazienti potranno solo vedere e, forse, ricordarne  i loro occhi.  Sono sguardi di umanità che scrivono, ogni giorno, storie meravigliose!

Entrerà la fatica degl’infermieri, degli operatori sanitari, degli addetti all’igiene ed il silenzio di chi nei lavoratori lavora a dare risposte. Entreranno le mani operose dei cirenei del soccorso e della solidarietà, delle forze dell’ordine e di quanti lavorano per noi. Entreranno i “panari solidali”, riempiti  dall’anonima e fantasiosa carità della nostra gente del Sud, svuotati dal composto e dignitoso bisogno.  Entrerà il silenzio dei morti di questo prolungato Venerdì Santo della pandemia, accarezzati dal dolore dei familiari e dalla nostra preghiera. Entrerà la fantasiosa e meravigliosa creatività dei bambini del Catechismo che, nei loro disegni e nella vivacità dei colori, scrivono per tutti noi un inno alla vita.  Se le porte delle nostre Chiese sono chiuse, è pur vero che sono riempite di vita.

Apriamo le porte del cuore, della ragione e della fede per respirare risurrezioni, premesse per accogliere Cristo Risorto! La Risurrezione è proposta e dono di vita che Cristo ci offre.

Buona Pasqua a tutti.

Il vostro Parroco 

don Luigi La Mura

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