L’imperdibile Session del visual artist Alfonso Nappo al Void Open Space

E’ arrivato il momento di una creativa “Session” ! Domenica 16 Ottobre 2016, alle 20, al VOID Open Space di Nocera Inferiore al via una straordinaria mostra, un bellissimo progetto che nasce dall’innata voglia di un ritorno alla purezza delle cose e pone l’arte in ogni sua forma al primo posto della sua mission. Un concept musicale ed artistico, il tutto concentrato in un aperitif party di cadenza bimensile dove si susseguiranno djs e live performer della scena clubbing. Un contenitore di musica, fotografi, pittori, video maker scelti attraverso un’accurata selezione dove si porrà come importanza rilevante la loro capacità di emozionare attraverso le loro opere, musicali e non. Un modo per riassaporare la genuinità delle cose al giorno d’oggi spesso infangate da fattori esterni. A presentare le sue originali opere il visual artist, videomaker e graphic designer Alfonso Nappo, originario di Pagani, accompagnato musicalmente da Angelo Pomposo Alive (FreshFoodMusic) e da Daniel Jef Ferrara (Baile Musik/Innocent/DeepTech). L’innata curiosità è il motore mobile della sua pratica, attraverso i suoi occhi cattura immagini per poi tramutarli in arte. Caratteristica delle sue opere è un dominante tratto grafico, sinuoso, deciso e marcato che rende le forme vicine alle espressioni artistiche Pop, ai fumetti o cartoons. Influenzato dall’Art Nouveau, si ritrova nelle linee e nei colori dell’artista Audrey Kawasaki, uno dei suoi tanti modelli ispiratori. Colori dominanti nella prima fase artistica sono il nero, il bianco ed il rosso; colori che immediatamente rimandano al dolore, al peccato, all’impossibilita di restare in bilico nelle sfumature: bisogna scuotere la nostra coscienza e schierarsi, o bianco o nero. Il 2013 è l’anno che segna una svolta stilistica, forse una maturazione, complice la partecipazione a numerose estemporanee che, per la necessità di un’esecuzione rapida, lo spinge ad abbandonare il tratto deciso e lineare, i colori cupi ed essenziali, a favore invece di una linea più dinamica e celere, di colori vivaci, molto vicini spesso al fluo, e soprattutto ad abbandonare la tela e la tavola prediligendo materiali duttili e poveri.

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