Viaggiare a 360 gradi: Il romantico Giardino di Ninfa

Sembra un luogo incantato, da favola, uno dei più romantici al mondo: Il Giardino di Ninfa Cisterna di Latina. Quest’oasi naturalistica racchiude i resti di una città medievale con resti di un castello e meravigliosi esemplari di fiori che attirano una fauna variegata. Il Giardino di Ninfa fa parte del Sistema dei Parchi Letterari, dato che ha ispirato scrittori e poeti come Virginia Woolf, Giuseppe Ungaretti e Alberto Moravia.  Fra i molti riconoscimenti, nel 2015, ha vinto il concorso Il parco più bello d’Italia nella categoria Parchi Privati, scelto tra circa mille gioielli naturalistici italiani; nel 2018, ha conquistato il secondo posto all’European Garden Award nella categoria “L’eredità europea dei giardini e del giardinaggio”.

“SCAVI E RICERCHE A SHAHR-I SOKHTA” PRESENTATI A UNISALENTO I RISULTATI DEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI NEL SITO IRANIANO CONSIDERATO LA “POMPEI D’ORIENTE”

Sono stati presentati, nel corso di una conferenza internazionale online organizzata dall’Università del Salento, i più recenti risultati delle indagini della Missione a Shahr-i Sokhta, eldorado archeologico che sorge nella provincia dell’Iran orientale Sistan-va-Baluchistan iscritto nella lista World Heritage dell’UNESCO, considerato la “Pompei d’Oriente”. Il sito è oggetto dal 2016 di interventi di ricerca e scavo da parte di una Missione internazionale cui partecipa il Dipartimento di Beni Culturali dell’Ateneo salentino con le attività dei Laboratori di “Topografia antica e fotogrammetria”, “Antropologia fisica”, “Paleobotanica e paleoecologia” e “Archeozoologia”.

Alla presenza del Rettore UniSalento Fabio Pollice, dell’Ambasciatore italiano nella Repubblica Islamica dell’Iran Giuseppe Perrone, dell’Ambasciatoredella Repubblica Islamica dell’Iran in Italia Hamid Bayat, del Direttore dell’Iranian Cultural Institute Taghi Amini, del Direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici “Dinu Adamesteanu” dell’Università del Salento Gianluca Tagliamonte e del Direttore del Dipartimento di Beni culturali UniSalento Raffaele Casciaro, sono stati illustrati i risultati delle ricerche raccolti nel volume “Scavi e ricerche a Shahr-i Sokhta” (Studies and publications Institute, Pishin Pajouh, Tehran), curato dal Direttore del progetto MAIPS Enrico Ascalone dell’Università di Göttingen e da Seyyed Mansur Seyyed Sajjadi dell’Iranian Center for Archaeological Research, direttore del progetto archeologico di Shahr-i Sokhta e Dahan-ye Qolaman dal 1997.

Nel 2016 il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento ha avviato il progetto multidisciplinare MAIPS – Multidisciplinary Archaeological Italian Project at Shahr-i Soktha per lo studio del sito e dei materiali in corso di scavo da parte della Missione archeologica a Shahr-i Soktha. Finanziato dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da enti e istituzioni private, il progetto MAIPS è coordinato dal professor Giuseppe Ceraudo e, nei prossimi anni, mira principalmente a restituire un quadro più completo sulle organizzazioni proto-statali dell’altopiano iranico del III millennio a.C.

Le attività di ricerca dei Laboratori del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento sono stati illustrati dai rispetti Direttori: Giuseppe Ceraudo (Topografia antica e fotogrammetria), Pier Francesco Fabbri (Antropologia fisica), Girolamo Fiorentino (Paleobotanica e paleoecologia) e Claudia Minniti (Archeozoologia).

«La collaborazione internazionale è fondamentale per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale», ha sottolineato il Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, «e lo diventa ancor di più quando questo patrimonio è riconosciuto come eredità dell’intero genere umano. Di qui il nostro impegno nella Repubblica Islamica dell’Iran, teso a restituire a quel Paese e all’umanità intera la storia di un territorio che è stata la culla di una delle più grandi civiltà del passato».

Il sito di Shahr-i Sokhta, che sorge tra l’inospitale deserto del Lut e le alture del Baluchistan, rappresenta uno dei centri più ambiti per l’indagine archeologica, sia per essere perfettamente conservato a causa di concrezioni saline presenti su tutta la superficie che hanno sigillato reperti e strutture del sottosuolo, sia per essere stato spesso associato, dalla letteratura archeologica, alla mitologica Aratta che, localizzata dai testi mesopotamici “dove sorge il sole”, rivaleggiò con i sovrani della I Dinastia di Uruk (tra cui si ricorda Gilgamesh), padroni del Sumer e depositari della regalità dopo il Diluvio. Proprio il Diluvio avrebbe messo fine a una serie di dinastie dall’irreale longevità per permettere, successivamente, che la regalità potesse “scendere dal cielo” prima nella città di Kish, e poi, appunto, in quella di Uruk. Il Diluvio sumerico, i cui racconti hanno ispirato i redattori del racconto biblico, quindi, è inteso come elemento di separazione tra un tempo mitico e quello storico; un tempo, quello post-diluviano, in cui la storia viene fatta da re, che l’indagine archeologica ha in parte riconosciuto, e da città, che il progetto sta indagando.

In particolare, Aratta, citata nei maggiori poemi sumerici (tra cui “Enmerkar e il signore di Aratta”, “Enmerkar ed Ensuhkeshdanna”, “Lugalbanda e l’uccello Anzu”, e nello stesso poema di Gilgamesh), è presentata come un posto lontano e difficile da raggiungere, favolosamente ricco, pieno di oro, argento, lapislazzuli e numerosi altri materiali preziosi. La città è anche presentata come la sede della dea Inanna, alla quale fu dedicato un tempio completamente costruito di lapislazzuli; le vicissitudini della città con i re sumerici indurranno la dea a scegliere Uruk, centro della Mesopotamia meridionale, come propria residenza, consegnando la regalità al Sumer e alla dinastia fondata da Enmerkar e continuata con Lugalbanda e il mitologico Gilgamesh. Il ricordo della città rimarrà vivo nella letteratura mesopotamica tanto da essere ricordata nei poemi di Shulgi, re di Ur, e in altri testi paleobabilonesi approssimativamente datati al XIX secolo a.C.

In attesa di trovare conferme sull’identificazione del sito, i rinvenimenti effettuati negli ultimi 23 anni dalla missione iraniana di Mansur Sajjadi e dal nuovo progetto di Enrico Ascalone nella cosiddetta “Pompei d’Oriente” hanno confermato l’eccezionalità di Shahr-i Sokhta che, sebbene depositaria di un percorso autonomo di crescita, sorge a cavallo tra le quattro grandi civiltà fluviali (Oxus, Indo, Tigri-Eufrate e Halil) dell’Asia Media, Centrale e Meridionale: quella sumerica, i cui legami letterari confluiscono nella mitologia; quella di Jiroft, culla di una nuova e dimenticata civiltà fino al 2003; quella dei grandi centri dell’Asia Centrale; quella dei grandi insediamenti di Harappa e Mohenjo-daro, con cui Shahr-i Sokhta intrattenne rapporti a vario livello.

Shahr-i Sokhta, la cui estensione è di circa 200 ettari, da una parte ha mostrato processi di crescita locale ben radicati nel tessuto culturale del Sistan iraniano e, dall’altra, tra il secondo quarto del III e l’inizio del II millennio a.C. ha restituito straordinarie evidenze di un ‘long-distance trade’ tra i principali centri del Vicino Oriente. In particolare, le evidenze di attività manifatturiere nell’insediamento e la scoperta di ingenti quantitativi di pietre non lavorate semi-preziose come lapislazzuli, turchese, alabastro e altro hanno permesso di riconoscere, nel centro del Sistan, un’area di approdo, stoccaggio, lavorazione e redistribuzione del materiale destinato per un fabbisogno interno e per un domanda esterna da riconoscersi nelle oasi dell’Oxus, nelle fertili valli dello Halil (Jiroft), nelle pianure della valle dell’Indo e nelle aree alluvionali mesopotamiche, le cui evidenze archeologiche provenienti dai maggiori centri del sud (Ur), della Diyala (Khafaja), del medio corso dell’Eufrate (Mari) e dell’Alta Mesopotamia (Tepe Gawra), assieme a quelle della Siria Interna (Ebla), risultano decisive per confermare la presenza di due maggiori itinerari commerciali che sfruttarono, a nord, la via del Khorasan (ben conosciuta dai più tardi testi dei geografi arabi) e, a sud, la via marittima del Golfo Persico che, a partire dalla seconda metà del III millennio a.C., gradualmente sostituirà l’arteria settentrionale.

Con la fine del III millennio a.C. la floridità del maggiore centro del Sistan dovette scomparire progressivamente e improvvisamente, per cause perlopiù misteriose che coinvolsero i maggiori centri di tutta l’Asia Media. Shahr-i Sokhta, come i maggiori centri della civiltà Harappana, cesserà la propria esistenza colpita da una crisi che la ricerca archeologica tende a spiegare, non senza incertezza, con un radicale e repentino cambiamento climatico che avrebbe colpito quei centri, la cui sussistenza risiedeva principalmente nelle risorse idriche della regione.

I più recenti studi hanno raccolto dati che cambiano la cronologia del centro di Shahr-i Sokhta, restituendogli una nuova sequenza stratigrafica e cronologica che ‘alza’ la vita dell’abitato di circa 3/4 secoli. Significative evidenze fanno pensare che il sito si comportasse come un centro dalla struttura eterarchica: gruppi clanici di origini tribali dissimili convissero in uno stato di equilibrio sociale in cui gli aspetti gerarchici furono destinati solo all’interno di ogni singolo gruppo, in un regime di equilibrio economico dettato verosimilmente dalla prosperità che il centro dovette avere durante la prima metà del III millennio a.C. Questa eterogeneità, basata su un complessivo equilibrio sociale interno al clan e tra gruppi, impedì la centralizzazione delle risorse dell’insediamento e con esse il sorgere di una classe dominante sul sito e nella sua regione; un passaggio mancato che non produsse una centralizzazione amministrativa e la standardizzazione degli strumenti generalmente usati per il controllo delle realtà economiche su larga scala. Anche le recenti straordinarie scoperte di centinaia di proto-tavolette in argilla, usate per la registrazione contabile all’interno di singoli edifici, devono essere considerate forme di contabilità amministrativa di matrice famigliare, destinate al calcolo e alla gestione del surplus economico prodotto.

Wonderful al Museo della Carta di Amalfi mostra le antiche tecniche di produzione artigianale

La troupe itinerante di “Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo” ha visitato ad Amalfi l’interessante e istruttivo Museo della Carta. La giornalista Brigitte Esposito, in compagnia del direttore Emilio De Simone, ha accompagnato i telespettatori in un’ex-cartiera trasformata in struttura museale nel 1969 per far conoscere la storia di un’antica tradizione, l’evoluzione, gli attrezzi secolari e le metodologie di produzione artigianale dell’eccellente e pregiata carta conosciuta in tutto il mondo. Le telecamere mobili dirette dall’esperta regia web/televisiva di Gerardo Tartaglia, con l’ausilio video-fotografico di Angelandrea Falcone e Franco Esposito, hanno consentito un tour a 360 gradi nelle diverse aree del museo ripercorrendo non solo i luoghi battuti un tempo dai mastri cartai, ma anche le storiche postazioni di lavoro. Un’occasione per valorizzare un’arte antica conservandone la memoria e tramandandola alle future generazioni.

Nel corso della puntata sono state applicate tutte le misure di sicurezza per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19.

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è un programma ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone e Franco Esposito. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

MUSEO DELLA CARTA – La giornalista Brigitte Esposito e il direttore del Museo Emilio De Simone
La troupe di Wonderful: regia di Gerardo Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone e Franco Esposito, conduzione di Brigitte Esposito

“Wonderful” tutti i giorni alle 18 su 360gradiwebtv e Antenna3

Wonderful Uno spettacolo nello Spettacolo” accompagna i telespettatori in un meraviglioso viaggio alla scoperta del patrimonio storico, artistico e culturale della Campania. Un tour mozzafiato in compagnia di tanti protagonisti del mondo dello spettacolo, del turismo e dell’informazione. Ma non solo: racconti, leggende, curiosità ed itinerari enogastronomici.

Ideato e Condotto dalla giornalista Brigitte Esposito

Regia, Riprese e Montaggio Roberto Gerardo Tartaglia

Fotografia Angelandrea Falcone

Una produzione www.360gradiwebtv.it

In onda in TV alle ore 18.00 su Antenna3 canale 186 del digitale.

“Uno Chef in Cucina” in onda alle 12 su 360gradiwebtv e Antenna3

Gusto, creatività e sperimentazione questi gli ingredienti principali del programma dedicato al mondo della cucina e della pasticceria. Protagonisti ai fornelli saranno la ricchezza della materia prima, la genuinità dei prodotti e i sapori scolpiti nella tradizione. Tante ricette esclusive e un percorso gastronomico alla scoperta dei segreti e delle tecniche per preparare piatti da condividere su tutte le tavole.

Conduce la giornalista Brigitte Esposito

Regia, Riprese e Montaggio Gerardo Roberto Tartaglia

Fotografia Angelandrea Falcone

Una produzione www.360gradiwebtv.it

In onda alle ore 12.00 su Antenna3 canale 186 del digitale.

De Vivo Europein Veicoli: il noleggio a breve e a lungo termine

De Vivo Europein Veicoli opera nel settore della vendita e noleggio di veicoli industriali e commerciali assicurando alla propria clientela un’offerta di elevato standard in termini di qualità/prezzo. I titolari Maurizio, Pasquale e Antonella, grazie all’esperienza pluriennale, sono in grado di fornire soluzioni personalizzate per ogni esigenza.

De Vivo Europein Veicoli è in Via Cesina 40, San Valentino Torio. E-mail devivoeuropeinveicoli@gmail.com

Spot realizzato e prodotto dalla web/Tv www.360gradiwebtv.it

REGGIA DI CARDITELLO: da Fattoria Reale a incubatore di impresa

La Fondazione Real Sito di Carditello, da sempre culla di contaminazioni e straordinarie energie creative per i viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, in prima linea per stimolare la creatività e favorire l’economia circolare nell’industria culturale, promuovendo la legalità con startup innovative e nuovi percorsi di formazione.Si apre una nuova era per la Fondazione guidata dal presidente Luigi Nicolais, dunque, che conferma la naturale vocazione del Real Sito come fattoria reale – dedicata al benessere della comunità, alla selezione di cavalli di razza e alla produzione agricola e casearia – e rilancia le sue ambizioni come incubatore di impresa.

Un percorso che nasce dalle politiche di inclusione adottate dalla Fondazione e da un nuovo modello di sviluppo per i beni culturali, che ha permesso a Carditello di affermarsi come punto di riferimento di Invitalia per la stimolazione della provincia casertana.
Carditello – spiega Roberto Formato, direttore del Real Sito di Carditello – oltre a rappresentare un patrimonio di notevole interesse storico ed ambientale, si propone come hub per promuovere lo sviluppo di iniziative imprenditoriali nell’industria culturale e turistica, attraverso partnership con le aziende del territorio, strumenti di incentivazione come Resto al Sud e Cultura Crea, e proposte che stiamo cercando di far finanziare da Invitalia. La logica è quella di supportare la creazione di imprese ed affiancare gli imprenditori locali, a partire dal progetto iniziale fino al momento del finanziamento”.

La strategia della Fondazione prevede anche il lancio di una nuova linea di prodotti con il brand Carditello.
Abbiamo già siglato un contratto con la maison Cilento per la commercializzazione di accessori sartoriali con il logo dei cavalli Persano, abbiamo lanciato sul mercato il Caffè Carditello e stiamo impiantando vitigni di Asprinio e Pallagrello con i nostri partner. Nei prossimi mesi – conclude il direttore Formato – ci concentreremo sulla produzione di pappa reale e miele grazie alle api della nostra stazione di biomonitoraggio”.
Dopo aver promosso, insieme alla Fondazione ITS Bact, il corso di specializzazione per artigiani digitali sulla progettazione e prototipazione di manufatti artistici in legno, la Fondazione sta definendo una importante partnership con l’Associazione Intercultura per diventare un punto di riferimento per gli studenti stranieri in Italia e promuovere esperienze formative e scambi culturali a Carditello.

Nel mese di ottobre, la Reale Delizia ospiterà numerose iniziative dedicate al benessere, alla legalità, alla formazione, alla prevenzione e alla creatività.
Il programma è particolarmente ricco: infopoint di Intercultura per condividere i nuovi progetti e le modalità per richiedere le borse di studio per soggiorni all’estero, visite senologiche gratuite a cura della Lega italiana per la lotta contro i tumori, favola animata per responsabilizzare i bambini e sensibilizzare le famiglie sul tema della corretta alimentazione, talk sull’obesità infantile e passeggiate sui pony a cura dell’Associazione culturale NarteA (domenica 11 ottobre); presentazione di due libri inchiesta firmati dal magistrato Catello Maresca e del giornalista Salvatore Minieri, incontro con Invitalia per approfondire gli strumenti di sviluppo per le imprese, premiazione del concorso di idee “Real Wood” per raccogliere proposte per la valorizzazione del legno ottenuto dall’abbattimento a Carditello di esemplari di pino – in una logica che coniuga la tutela e la salvaguardia dell’incolumità dei visitatori con l’economia circolare e la sostenibilità ambientale – e realizzare giochi, gadget e merchandising della Fondazione (sabato 17 ottobre).

Wonderful esplora la Valle delle Ferriere, un gioiello di incomparabile bellezza in Costa d’Amalfi

Wonderful Uno spettacolo nello Spettacolo” continua a coinvolgere e ad affascinare i telespettatori conducendoli in questa puntata in uno dei tesori naturalistici più suggestivi della Campania: la Valle delle Ferriere. Un luogo unico, magico e protetto dai Monti Lattari nel cuore della Costiera Amalfitana. La giornalista Brigitte Esposito, con l’avvincente regia e riprese di Gerardo Tartaglia e Angelandrea Falcone, esplorerà rigorosamente a piedi l’intera Valle alla scoperta di vertiginose cascate, sentieri avventurosi, paesaggi incontaminati e bellezze naturali da togliere il fiato.   

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, foto Angelandrea Falcone. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

Wonderful accende i riflettori su Marina della Lobra, un gioiello tra terra e mare

Il viaggio di “Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo” alla scoperta delle meraviglie della Regione Campania prosegue e la voglia di scoprire luoghi di infinita bellezza si intensifica sempre di più. In questa puntata la destinazione della troupe di www.360gradiwebtv.it è stata l’incantevole Marina della Lobra, uno dei borghi più belli della Penisola Sorrentina. L’affascinante villaggio di pescatori custodisce da secoli tradizioni, tesori storici, culturali e architettonici. La giornalista Brigitte Esposito, passeggiando a piedi nel borgo e intervistando i simpatici ed instancabili uomini di mare, si è immersa in un luogo ospitale e senza tempo capace di entusiasmare qualsiasi turista. Le telecamere dirette dal regista Gerardo Tartaglia e gli obiettivi di Angelandrea Falcone hanno immortalato le bellezze del territorio, la natura incontaminata, gli scorci nascosti centrando l’attenzione sul pittoresco porto, sulla maestosa Torre Toledo, sullo storico Santuario della Madonna della Lobra e sul famoso Scoglio del Vervece.

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, foto Angelandrea Falcone. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

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Gennaro Galano – Archeoclub Lubrense
IL CAPITANO

Le meraviglie di Sant’Egidio del Monte Albino, Orta Loreto e San Lorenzo nel documentario di “Wonderful”

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo” continua il suo entusiasmante viaggio con una nuova tappa in luoghi che custodiscono bellezze immutate nel tempo e patrimoni inestimabili.  Stavolta le telecamere del format itinerante, ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito per la regia di Gerardo Tartaglia e fotografia di Angelandrea Falcone, si sono accese sull’antico e fascinoso borgo di Sant’Egidio del Monte Albino e sulle sue armoniose frazioni, San Lorenzo e Orta Loreto. In questa puntata, confezionata a metà tra reportage on the road e docu-reality, la troupe ha mostrato quanto sia importante guardare un paese a 360 gradi proponendo angolazioni sempre diverse e riscoprendo un territorio che sa offrire molto a chi lo visita. Sant’ Egidio del Monte Albino, San Lorenzo e Orta Loreto sono scrigni che custodiscono innumerevoli e preziosi tesori ai piedi dei Monti Lattari, dove l’arte diventa poesia e la storia una colonna sonora. E’ qui che la maestosità incontra l’essenzialità, l’antico sposa il moderno e il sacro si miscela al profano. Cortili, vicoli, chiese, palazzi nobiliari, vecchie botteghe artigiane, acquedotti, fontane, giardini nascosti e cripte regalano da secoli emozioni tutte da vivere. Il programma ha dedicato ampio spazio alle testimonianze degli abitanti che, spaziando dal patrimonio artistico e archeologico a quello enogastronomico, hanno promosso e valorizzato con stile gli usi, i costumi e le tradizioni. Ad accogliere e ad accompagnare la troupe in tour il vulcanico sindaco Nunzio Carpentieri, l’attivissimo consigliere comunale Massimo Giordano, il propositivo e coinvolgente Presidente della ProLoco Angela De Rosa con i suoi instancabili e fantastici associati. Un grazie al grande storico Prof. Gerardo De Marco e a tutte le simpatiche famiglie che, protagoniste della puntata, hanno gentilmente concesso i loro cortili durante le riprese. Energiche, entusiasmanti e pulsanti le performances delle scuole di danza locali La Space Dance Academy di Cristina Grimaldi, Non Smettere di Sognare Dance di Maria Buonocore e La Team Twerk di Angela Grimaldi che artisticamente rendono viva la comunità. A valorizzare religiosamente e vocalmente gli importanti luoghi di culto Il Coro Polifonico Millennium diretto dall’esimia Prof.ssa Maria Rosaria Fiocco e coordinato da Rosario Damiano. Avvincente il combattimento medievale a cura degli avvincenti e possenti Cavalieri del Giglio, sempre presenti alla rievocazione medievale internazionale I Cortili della Storia.  A chiudere gustosamente la puntata le prelibatezze dell’Osteria Marcsin che quest’anno compie 100 anni di attività. L’identità sangiliana è forte dunque nei sapori, così come nel carattere dei suoi gioiosi abitanti. E’ in questo borgo, infatti, che si rimane straordinariamente colpiti dai sorrisi e dal gran senso di ospitalità della gente. Ci si sente a casa, si creano amicizie che si coltivano e non possono mai più essere “cancellate”.  

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, foto Angelandrea Falcone. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

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Wonderful sbarca a Cetara alla ricerca dell’oro ambrato

Wonderful”, il seguitissimo programma realizzato e prodotto da www.360gradiwebtv.it, è sbarcato a sorpresa in un borgo dalla seducente bellezza e dalla forte identità marinara: Cetara. E’ qui che grazia e poesia si fondono da sempre facendo percepire il legame indissolubile tra questa località turistica di pregio, la sua storia, i suoi abitanti e il mare. La giornalista Brigitte Esposito ha raggiunto in barca il caratteristico e famoso porticciolo della Costa d’Amalfi dove sono ormeggiati i pescherecci e ha condotto gli spettatori alla scoperta dei segreti e delle tecniche di pesca svelati accuratamente da Mario Piscino, grande esperto di mare. Le telecamere, guidate dal regista Gerardo Tartaglia, sono state puntate sullo spettacolare incanto del borgo immortalato anche dagli scatti di Angelo Falcone: dagli scorci paesaggistici alle opere d’arte, dal perpetuo infrangersi delle onde sulla selvaggia scogliera all’attività peschereccia da sempre fiore all’occhiello dell’offerta gastronomica locale. Cetara è, infatti, famosa in tutto il mondo per una gustosa specialità, la colatura di alici. A descriverne con passione ed estro le fasi principali della lavorazione è stato Giulio Giordano, titolare dell’Azienda Nettuno che, dal 1950, lavora artigianalmente il pescato locale realizzando prodotti genuini come la colatura. Il viaggio è continuato, poi, dal mare alla tavola del Ristorante Pane e coccos’, situato nel centro storico a pochi passi dal mare. Il locale offre piatti tipici e innovativi della cultura cetarese nel nome della qualità e della sicurezza accompagnati dalla simpatica e piacevole accoglienza del titolare Luigi Torrente e della sua famiglia.

Wonderful Uno Spettacolo nello Spettacolo è ideato e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Gerardo Tartaglia, foto Angelandrea Falcone, assistant planner Carolina Di Martino. Realizzazione e produzione www.360gradiwebtv.it

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Mario Piscino – Esperto di mare e pesca
Giulio Giordano – Titolare Azienda Nettuno
Ristorante Pane e coccos’
La redazione di www.360gradiwebtv.it