Aperture serali a Paestum: da giovedì 8 a domenica 11 suona l’Ensemble Trotulae diretto dal Maestro Guido Pagliano

Promosso dalla Regione Campania e con il supporto di Scabec, Società campana beni culturali, al Parco archeologico di Paestum prosegue il ciclo di aperture straordinarie serali che guida i visitatori in suggestivi incontri sotto il manto delle stelle sulla traccia dei miti e delle costellazioni.
Ogni settimana un mito diverso legato al magico sito salernitano. Durante la visita è possibile puntare il telescopio sulla volta celeste e con l’astrolabio identificare i personaggi e le creature della mitologia nelle ottantotto costellazioni moderne. La magia si moltiplicata con lo spettacolo musicale a cura del Polo dei Licei Musicali della Campania coordinato dal DS del Liceo Statale “Alfano I” di Salerno Elisabetta Barone.
Il prossimo appuntamento è fissato dall’8 al 11 agosto con l’Ensemble di Musica Antica Trotulæ diretto dal Maestro Guido Pagliano. Prendendo spunto dalla vita di Leonardo da Vinci, nel cinquecentenario della sua morte, l’orchestra eseguirà brani italiani e francesi con strumenti dell’epoca: vielle, traverse, flauti, iuto, spinetta, percussioni e arpa. Il programma è diviso in tre parti che fanno riferimento ai luoghi più rappresentativi della vita del genio del Rinascimento: “Firenze, l’età magnifica”, “Milano sforzesca: cavalieri, danze e villotte amboise” e “La corte di Francia”.
Trotulæ è un gruppo formato in massima parte da alunne del Liceo Musicale Alfano I che si è costituito all’interno di un Laboratorio di Musica d’insieme dedicato alla musica antica e in particolare al repertorio medievale e rinascimentale con l’utilizzo di copie di strumenti storici, messi a disposizione dall’Associazione Antica Consonanza di Salerno. Il nome del gruppo vuole essere un omaggio a Trotula, la più nota figura femminile di studiosa attiva nella Scuola Medica Salernitana, vissuta all’epoca di Alfano I e discendente della nobile famiglia normanna dei de Ruggiero.
LE DATE Dal 16 al 18 agosto: Ensemble Etno Popolare diretto dal Maestro Espedito De Marino; dal 22 al 25 agosto: Ensemble Jazz diretti dal Maestro Giuseppe Esposito; dal 30 agosto al 1 settembre: Ensemble Jazz dir etto dal Maestro Sandro Deidda; dal 5 all’8 settembre: Ensemble di Percussioni diretto dal Maestro Paolo Cimmino.
Informazioni su sulle visite guidate a Paestum di Campania by Night. I turni di visita sono quattro: in italiano alle 19.30, 21.30, 22.30; in inglese alle 20.30. ingresso gratuito esclusivamente il giovedì, nell’ambito di #iovadoalmuseo e per i titolari del biglietto annuale Paestum Mia; per coloro che hanno adottato un blocco, nonché per i minori di 18 anni. 5 euro il costo del biglietto il venerdì, sabato e domenica; 2 euro per i visitatori tra i 18 e i 25 anni. i biglietti si possono acquistare sia alla biglietteria del Museo sia presso quella dell’area archeologica dalle 19,00 alle 22,50.

E’ uscito “Piume di diamante”, sette frammenti di esistenza, resistenza e di legittima ricerca della felicità

Piume di Diamante: è questo il titolo del libro, edito attraverso la piattaforma di self-publishing Youcanprint, che, come recita la sinossi, racconta “Sette frammenti di vita e di legittima ricerca della felicità nonostante gli sgambetti dell’esistenza. Sette modi di essere nel mondo con tenacia, trasformando le smorfie di dolore in sorrisi e il veleno in medicina”.

Eleonora, Valeria, Claudio, Giusi, Gloria, Lisa, Tania, raccontano un piccolo pezzo del loro percorso, della loro sfida con la disabilità e l’esistenza, ma lo fanno, appunto, come “piume di diamante”.

Il diamante, infatti, è un elemento nativo, il più duro che ci sia. Viene generato all’interno del ventre della terra a grandi profondità e lì ha tempo e modo di nutrire la propria forza, riemergendo dall’oscurità.

Ma anche questo materiale può avere fragilità, irregolarità, che ne alterano l’apparente perfezione, e punti critici, che lo espongono al rischio di rottura: sono le piume, che si intravedono al di sotto della superficie.

Le piume, poi, rappresentano anche l’approccio degli autori alla propria condizione esistenziale, un contatto lieve che non abdica mai al sorriso ed alla voglia di lottare e sperare, nonostante le inevitabili cadute ed i colpi duri.

Anime delicate come fiori ma forti e temprate come l’acciaio, come verrebbero definite dal copione della pellicola del 1989, Steel Magnolias, diretta da Herbert Ross e tratta dal dramma teatrale di Robert Harling.

“ Quello che vorremmo trasparisse dalle nostre parole ed arrivasse ai lettori – sottolineano Eleonora e Valeria – e che una Rinascita è sempre possibile, che dietro ogni limite si nasconde un’opportunità”.

Il libro rappresenta, in qualche modo, un’evoluzione rispetto ai frammenti di vita confluiti e raccontati nel blog Ali di porpora .

Ali di Porpora – continuano gli autori – nasce dall’idea di voler donare al mondo occhi nuovi coi quali guardare la disabilità, trasformando la concezione che essa rappresenti una condizione insuperabile.
In onore di quest’idea abbiamo capito che era giunto il momento di raccogliere in un libro i frammenti delle nostre storie, simbolo di quella rinascita che segna le tappe della nostra lotta e del nostro esistere. In questo senso, noi stessi mostriamo al mondo in quanti modi può essere vissuta e affrontata la malattia e la disabilità”.

Nascono così, come recita ancora la sinossi, “Sette modi di raccontarsi e di raccontare la disabilità fuori dagli stereotipi, dal già visto e sentito, tenendo lontani i toni acclamanti del supereroe, quelli pietistici dello sfigato colpito da una tragedia biologica e dalla malasorte. Sette tessere di un puzzle multicolore che tenterà di farvi immergere in un caleidoscopio di colori e di emozioni: il riso, il pianto, l’empatia, la rabbia, la frustrazione, la meraviglia, la gioia e tanto altro. Per poi scoprire, attraverso una sorta di illuminazione, l’Araba Fenice che alberga in ognuno di noi”.

Don Luigi La Mura: “Un abbraccio di riconoscenza e un sincero grazie per il 50° del mio sacerdozio”

6 luglio 2019”. Una data che rimarrà indelebile nel cuore degli angresi e non solo, una splendida giornata di festa, preghiera e aggregazione per i 50 anni di sacerdozio dell’amatissimo Don Luigi La Mura. Centinaia le persone che, giunte da ogni dove presso la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli ad Angri, hanno respirato la sua emozione, hanno partecipato con gioia ai festeggiamenti e alla Santa Messa presieduta dal Cardinale Fernando Filoni e sui social network hanno espresso pensieri ed affetto attraverso una miriade di commenti. Un profondo educatore, una grande guida, un padre accogliente e disponibile all’ascolto, Don Luigi si è sempre distinto per la sua estrema umiltà e il suo impegno a sostegno dei poveri, degli ultimi. Un abbraccio di riconoscenza attraverso i social e la televisione per far arrivare ai vicini e ai lontani un sincero “GRAZIE” per il 50° del mio sacerdozio – ha dichiarato Don Luigi La Mura In cinquant’anni di storia di vita ci siete tutti voi che per me avete scritto una pagina di storico ed indimenticabile affetto.” Don Luigi attraverso una dolce intervista nel programma televisivo Il Salotto di Bry ha voluto ringraziare con gioia tutta la comunità per i tantissimi attestati di affetto, gratitudine e stima.

Il Salotto di Bry è scritto e condotto da Brigitte Esposito, regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, fotografia e riprese Angelandrea Falcone. Una produzione www.360gradiwebtv.it in collaborazione con TeleangriUno canale 639 visibile in tutta la Campania.

VIDEO E INTERVISTA

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Angri, commovente celebrazione per i 70 anni della Città dei Ragazzi di Don Enrico Smaldone

Raccogliere documenti e prove che testimonino quelle virtù eroiche che sembrano già scritte analizzando il faticoso percorso di vita di Don Enrico Smaldone che perseguì il suo sogno di educare alla vita e all’inserimento sociale tanti fanciulli e ragazzi, figli della guerra e rassegnazione, con la realizzazione della sua opera, quella Città dei Ragazzi che tanto bene compì dalla sua fondazione nel 1949 e fino alla chiusura con la prematura dipartita del sacerdote angrese nel 1967. E poi avviare un cronoprogramma con iniziative di carità e partecipazione. Sono questi gli obiettivi esposti dal Comitato Don Enrico Smaldone in occasione del 70 anniversario della posa della prima pietra della Città dei Ragazzi, organizzato in collaborazione con la Fraternità di Emmaus. Tocccanti sono state le testimonianze di ex ragazzi che in quella Città ci abitarono e si formarono e poi il racconto di Suor Aurelia Cascone delle Battistine e dei tanti che ne hanno vissuto l’aurea e il ricordo nelle proprie famiglie, ex operai delle Mcm e delle industrie conserviere come degli emigrati all’estero. Belle le interviste video dei suoi amici più stretti come i compianti Agnese Adinolfi, Alfredo Postiglione e gli interventi di alcuni ragazzi che hanno letto alcuni testi che sono risultati vincitori del concorso indetto lo scorso maggio tra le scuole angresi. Poi quella continuità di opere di carità avviate dieci anni fa dalla Fraternità di Emmaus che ha realizzato case famiglie per accogliere donne, bambini in difficoltà. “Oggi è facile ricordare Don Enrico e la sua Città dei Ragazzi, una storia già scritta – ha dichiarato durante l’omelia Don Silvio Longobardi- custode della Fraternità di Emmaus – Dobbiamo tutti sapere però che la carità non è una bella favola ma una storia da scrivere con fatica. Molti hanno buone intenzioni che però spesso non si traducano in azioni. In tanti partono e poi si ritirano a metà strada, quando comprendono che le difficoltà sono grandi”. Il sacerdote che è anche autore di un libro su Don Enrico Smaldone ha continuato nella sua omelia: “Se Dio chiama non dobbiamo farlo attendere, una buona regola che vale per tutti i battezzati. Don Enrico vedeva il disagio sociale e decise di combattere una battaglia della carità, e quando ha capito che non era una sua idea ma una chiamata di Dio, ha fatto il prete, il buon pastore che come dice il vangelo, da la sua vita per le sue pecore smarrite. Non un mercenario che all’arrivo del lupo, si allontana, ma quel pastore che va alla ricerca della pecora, non andando lontano ma guardandosi attorno”. Un pazzo di fede e fiducia riposta nella Provvidenza – come evidenziato da Don Silvio – E’ facile parlare di carità, ma vivere la carità, gettarsi in un avventura quando sai di non avere le risorse e di non poter contare sulla buona volontà della gente perché anche se vuole, non ne ha, è o essere pazzi o essere talmente credente. Un pazzo di Dio, che si è fidato, mettendo la mano sul cuore e non in tasca, sapendo di non avere niente e facendo proprio il dettato evangelico che afferma che quello che avete da dire e da dare è molto piu grande di qualsiasi altra cosa”. Una lezione di carità e partecipazione che ha commosso e rafforzato tutti noi – commenta Agostino Ingenito La carità si fa e non si annuncia e vanno compiute azioni educative che aiutino famiglie e giovani. E Don Enrico, educatore innovativo e coraggioso , è l’esempio a cui attingere per rispondere alle tante nuove povertà umane”.

Angri, straordinario bagno di folla per i 50 anni di sacerdozio di Don Luigi La Mura

Auguri, ricordi, emozioni e l’abbraccio infinito riservatogli dall’intera comunità cristiana angrese: Don Luigi La Mura ha festeggiato nella sua Angri, insieme alla sua amata gente, i 50 anni di sacerdozio, mezzo secolo di ministero sacerdotale. La sentita e straordinaria celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Cardinale Fernando Filoni e ha visto la partecipazione gioiosa di numerosi sacerdoti diocesani che hanno raggiunto la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli per festeggiare il caro amico e confratello “Gigino”, entrato nella profondità di migliaia di cuori. Presenti anche autorità istituzionali, politiche e militari. Un sacerdote esemplare, apprezzato per la sua saggezza e per il suo filosofico magistero, per il suo esempio di vita, per le sue sfide, per il coraggio di credere nei sogni e vederli realizzati nella costruzione di una chiesa, per la sua attenzione verso il mondo dei giovani ed in particolar modo verso gli scout, per il suo forte sostegno ai meno abbienti. Ha insegnato al Liceo Scientifico di Angri con estrema semplicità la Parola di Dio, ha dato vita a straordinarie realtà aggregative ed è stato artefice di innumerevoli iniziative formative ed artistiche. Per questo suo profondo servizio ecclesiale e l’importante impegno profuso per il bene della comunità ha ricevuto anche la benedizione del Papa. I festeggiamenti si sono conclusi con il meraviglioso concerto del cantautore Don Giosy Cento, cantando il Vangelo, l’amore e la speranza. Le emozioni nell’intervista ai protagonisti.

Il Salotto di Bry è scritto e condotto da Brigitte Esposito, regia e riprese di Gerardo Roberto Tartaglia, fotografia Angelandrea Falcone. Una produzione www.360gradiwebtv.it in collaborazione con TeleangriUno canale 639 visibile in tutta la Campania.

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