“Skyline Rooftop” è uscito il primo progetto discografico di FRANKIE B

“Skyline Rooftop” (letteralmente “tetto sulla linea dell’orizzonte”) è il primo progetto ufficiale di FRANKIE B, musicista mantovano ventenne.

L’album contiene sette brani inediti che, grazie ad un affascinante e coinvolgente storytelling introspettivo, trasportano con energia e fantasia l’ascoltatore nel vortice di pensieri, sensazioni ed emozioni. Definibile un cantauto-rapper per brevità, il giovane FRANKIE è in realtà un autore pop, evidentemente suggestionato dalla sua passione per jazz, blues e soul nella parte musicale, e un poeta 20.0 (venti punto zero…) nella parte dei testi, capace di raccontare un sé nel mondo che osserva con gli occhi di chi sente guardato, ma non ascoltato. Insomma una sorta di songwriter elettro-rap degli anni ’20 del terzo millennio. Ecco allora uno scorrere di ricordi “congelati” dove ogni brano del progetto assume le caratteristiche di una fotografia scattata in modo coerente e ambizioso, con l’intenzione di affermare la propria esistenza come Uomo e come Artista, e con la speranza di spostare “la location del suo prossimo scatto” sul tetto panoramico di un palazzo alto, elegante e stabile. Un volo verticale al primo piano, in attesa di un paio d’ali? Chi lo sa: ascoltare per… capire.

Mattia Brunoni, in arte Frankie B, è uno scrittore e rapper emergente classe 1999, nato e cresciuto nella provincia di Mantova. Inizia ad avvicinarsi al rap nel 2010 ascolatndo Eminem e 50Cent, rimanendo colpito dalla forte capacità espressiva di questo genere. Nonostante egli scrivesse i propri pensieri sotto forma di brevi poesie e prose già dalla prima infanzia, capisce di poter “andare oltre”: nel 2013, infatti, inizia a concentrarsi sulla stesura di brani musicali rap, arrivando a pubblicare nello stesso anno un singolo in collaborazione con un amico. È proprio tra il 2013 e il 2016 che si colloca l’inizio effettivo della carriera musicale di Frankie BNel 2019 partecipa, in veste di attore, al videoclip “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo” di Luca Bonaffini, con la regia di Giacomo Bottarelli, già suo amico e collaboratore. Nello stesso anno firma con LONG DIGITAL PLAYING Srls (casa editrice musicale milanese fondata dallo stesso Bonaffini) e incide SKYLINE ROOFTOP che esce il 24 gennaio 2020.

Tre cantautrici vincono Italian Music Contest 19

ITALIAN MUSIC CONTEST- #imc19 il nuovissimo premio di successo creato e dedicato ai nuovi cantautori ed interpreti ha visto tre cantautrici in vetta alla classifica. La finale del 20 gennaio 2020 a Le Mura, trasmessa da Cesare Deserto in diretta streaming su Italian Music News e su Italian Mad House, ha visto, dopo la prima esibizione di tutti gli otto finalisti, salire sul palco e sfidarsi in battle i quattro cantautori “superfinalisti”; Federico Proietti (Lazio), Melga (Puglia), Alex Allyfy (Sicilia) e Candida (Lazio). Alla fine delle tre battle vince la prima edizione di  Italian Music Contes #imc19 la giovanissima Candida. Scelta molto sofferta per la giuria perché i quattro finalisti delle battle rappresentano tutti stili e modalità di fare scena completamente diverse: il cantautore romano Federico Proietti, accompagnato dalla sua band composta da fortissimi musicisti, propone un pop molto energico e coinvolgente che invoglia il pubblico a partecipare, la seconda classificata Alex Allyfy con il suo Luke The Uke incanta  con la sua grazia e con l’originalità del suo “amico”  ukulele con cui “vive” il palco ed insieme cantano e suonano, esclusivamente in inglese, parlando di temi importanti ed attuali ben nascosti dal ritmo vivace ed incalzante. La terza classificata Melga,  infonde arte con il suo modo misterioso ed ipnotico di suonare e cantare che lascia il pubblico in silenzioso ascolto, mentre la capitolina Candida, vincitrice di #IMC19, è il prototipo del nuovo cantautorato femminile colto, elegante e profondo nonostante i suoi, soli, 16 anni. “Un successo inaspettato–commenta l’ideatrice e conduttrice Sara Lauricella- soprattutto per una prima edizione. Oltre 40 concorrenti dal centro e sud Italia con il tocco internazionale dell’italo-columbiano Christian David Vitaliano e del nigeriano Olumize. Cantatutori ed interpreti che si sono messi in gioco per proporci la nuova musica italiana per un contest che ho voluto fortemente far uscire dalle solite logiche. Tantissimi i generi proposti, questi ragazzi hanno dimostrato che il cantautorato italiano è vivo e vegeto, ha solo bisogno di spazio, proviamo e proverò a farlo emergere, anche se fosse solo uno.”

Otto i finalisti che si sono contesi il titolo nella finale:  Melga, Alex Allyfy, i Monalisa, Tiziano Perugini,Candida, Federico Proietti, Christian Storti, Andre .  Ospiti della finale la cantautrice romanesca Nicole Riso il suo nuovo brano “Nino e Antonio” che parla di una storia d’amore senza confini,  la cantautrice pugliese Diorhà con il suo nuovo brano “Un Altro Pianeta” testimonial del gemellaggio tra il Music Indie Contest di NEM ed #imc19, mentre la promessa incursione del mondo indie è stata rappresentata da MeDio con il suo brano Banshee. Tanti i giurati che si sono avvicendati nelle varie fasi del contest: Saverio Gerardi, Salvatore e Nicole Riso, Isabella Palmisano, Claire Audrine, Edo Guerrazzi, Cesare Deserto, Andrew “Superview”, Emanuele Binelli, Beatrice Rigillo, Piro, Francesca Borrelli, Angelita, Maddalena Maglione, Daniele Pacchiarotti, Pepe, Federica Pansadoro, Salvatore Battaglia, Giorgia Groccia, gli avvocati del Siedas, le FusionsArt  ed il sempre presente e prezioso Matteo Sica. Fotografo delle tappe Antonello Ariele Martone e della finale Isabella Cavallaro.

Il 31 gennaio Marcotulli e Biondini al Centro Sociale di Pagani per Scenari Pagani 23

Secondo appuntamento per “Scenari pagani 23”. La rassegna di Casa Babylon Teatro, ideata e curata da Nicolantonio Napoli anche direttore artistico, ritorna con il primo spettacolo del nuovo anno. Venerdì prossimo 31 gennaio, alle 21.00, come sempre per questa edizione, nell’auditorium del Centro Sociale di Pagani, Rita Marcotulli e Luciano Biondini allieteranno il pubblico con “La strada invisibile”, uno spettacolo ispirato ai temi musicali più suggestivi della filmografia di François Truffaut.

Come al solito, prima dell’ingresso in sala, il pubblico sarà allietato da “Tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo a cura di “Ritratti di Territorio”, il progetto culturale della giornalista Nunzia Gargano. Per la seconda serata, i palati saranno intrattenuti, come al solito, dai vini della Famiglia Pagano 1968 di San Marzano Sul Sarno, dai taralli del Biscottificio Calabrese di Bracigliano e dalle creazioni lievitate del maestro pizzaiolo Francesco Pastore della pizzeria “La Pergola” di Scafati.

Come al solito, un evento da non perdere.

La strada invisibile di e con Rita Marcotulli – pianoforte e Luciano Biondini – fisarmonica

È fuor di dubbio che la pianista Rita Marcotulli e il fisarmonicista Luciano Biondini appartengano alla categoria che Mingus apprezzava: artisti dotati di una grande abilità tecnica sempre al servizio dell’emozione che la musica deve saper suscitare. La loro collaborazione è recente ma già collaudata come dimostra il lavoro della Marcotulli “The woman next door – Omaggio a François Truffaut” nel quale, sono riproposti i più bei temi musicali tratti dalla filmografia del regista francese e di recente uscita “ Variazioni su tema” dove i due sono in trio con Javier Girotto. Mentre il loro ultimo lavoro discografico La strada invisibile è in duo.

La riuscita del loro feeling e dell’alchimia palpabile che si sprigiona ai loro concerti dipende anche dalla capacità dei due artisti di sapersi cimentare in vari contesti. Rita Marcotulli ha messo a disposizione il suo tocco elegante e delicato al servizio della canzone d’ autore (De Gregori, Pino Daniele), della musica da film (Basilicata coast to coast), dei più grandi del jazz europeo: Peter Erskine, Michel Portal, Enrico Rava, Kenny Wheeler, Pat Metheny, Chet Baker, Steve Grossman, Joe Lovano, Dewey Redman, Joe Henderson, Billy Cobham, Richard Galliano. Biondini, dopo una formazione classica, si è avvicinato al jazz e riconosciuto e apprezzato, per la sua sensibilità sonora, da musicisti come Michel Godard, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Enrico Rava, Ares Tavolazzi e collaborando con il liutista Rabih Abou Khalil, con i fratelli Mancuso, con Patrick Vaillant e con Ivano Fossati e Gianmaria Testa. Con simili presupposti è facile prevedere che il concerto si trasformi in un evento, capace di esaltare il grande piacere della musica.

I Corde Oblique nel Salotto di Bry: “Sounds, voci e passione per raccontare i luoghi d’arte”

Il successo mondiale dei Corde Oblique porta la firma di Riccardo Prencipe, poliedrico, sensibile e raffinato compositore, chitarrista, storico dell’arte. Ospite nel Salotto di Bry quest’ultimo ha spiegato l’importanza della storia dell’arte, musa ispiratrice del progetto musicale. L’arte e la musica, perfettamente in armonia, traducono la complessità delle emozioni attraverso note che si adagiano dolcemente su tela e luoghi d’arte che diventano l’armonica melodia in uno spartito. Una lunga tournée di successo in Italia e all’estero, sette album prodotti e distribuiti da case discografiche internazionali e collaborazioni con artisti di chiara fama. Suoni, voci e un entusiasmante viaggio sulle tracce dei meravigliosi tesori d’arte. Durante la bryosa chiacchierata Riccardo Prencipe ha anche fornito anticipazioni circa il nuovo straordinario lavoro discografico in uscita ad aprile 2020.

Il Salotto di Bry è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, riprese e regia di G. R. Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone. Una produzione www.360gradiwebtv.it

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“In Nera Luce”, una performance dedicata alle Sette Opere di Misericordia di Caravaggio

Il duo formato dal sassofonista Antonio Raia e dal compositore elettroacustico Renato Fiorito, dopo il recente live performativo in compagnia degli artisti dell’immagine Cyop&Kaf, torna ad esibirsi a Napoli ma questa volta nella prestigiosa cappella, a pianta ottagonale, del Pio Monte della Misericordia di Napoli.

Oramai il duo è considerato un punto di riferimento per la scena italiana avant e sperimentale grazie all’album “Asylum” (pubblicato nel 2018 per la portoghese Clean Feed Records) che ha ricevuto attestati di stima dalla critica ed è stato ampiamente promosso sia in Italia che all’estero con molteplici live in festival prestigiosi, spesso condividendo il palco con illustri colleghi (Colin Stetson al Time Zones di Bari, Joe McPhee all’Area Sismica di Forlì, Thurston Moore al Jazz is Dead festival di Torino, Peter Brötzmann al Ground Music Festival in Franciacorta).

La nuova sfida musicale targata Raia/Fiorito si è concentrata su un capolavoro: Le Sette Opere della Misericordia. La rappresentazione del pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, dipinto tra il 1606 e il 1607, è esposta nella cappella dell’edificio monumentale di Napoli situato in piazza Riario Sforza lungo il decumano maggiore. L’opera, unica per bellezza e importanza, è tra le più importanti pitture del Seicento e fu commissionata dai sette giovani nobili napoletani che fondarono il Pio Monte mettendo in atto a loro spese un programma di opere assistenziali.

In seguito ad un lungo periodo di attenti studi sull’opera del Merisi e sul luogo che ospita il dipinto fin dalla sua creazione, i due compositori partenopei si esibiranno in un dialogo per quadrifonia e sassofoni realizzato espressamente per questo evento.
La performance, ideata per dare una rappresentazione sonora delle Sette Opere di Misericordia, verrà eseguita in esclusiva in questa occasione, esaltando particolarmente la capacità del suono di narrare e muoversi all’interno dello spazio che ospita l’evento e accentuandone così il carattere site specific, nel tentativo di tradurre in musica quelle porzioni di vita quotidiane che quasi inconsapevolmente diventano ambasciatrici del sacro.
L’umano agire, nelle sue mancanze e redenzioni, irrompe con forza diventando un tentativo di vedere ciò che sta dentro e oltre le cose.

L’evento è curato da Maurizio Burale  ed è coordinato da Luisa Terminiello che dichiara:
«Qui, in questo tempo, non siamo divisi in chirurghi e malati, chi incide e sutura è lo stesso che sanguina. Esposti dalla parte solare del dubbio, la luce è nera, il bianco è il sollievo dei ciechi:

in riconoscenza della bellezza e dello strazio da cui siamo generati, in potenza per volontà, in tenerezza per misura, non siamo qui per possedere né per creare, siamo qui per essere operati dal nostro fare, poiché solo nel fare abbiamo trovato la cura»

Presentato a Salerno il concerto di solidarietà “Verso un porto migliore”

E’ stato presentato questa mattina al Comune di Salerno, il concerto di solidarietà “Verso un porto migliore”, che si terrà sabato 25 gennaio alle ore 21 al Teatro Augusteo di Salerno, organizzato dalla Bit&Sound Music di Tino Coppola, con il patrocinio del Comune di Salerno e dell’Autorità Portuale di Salerno, ed in partnership con l’Arci e l’associazione La Tenda. Il concerto rientra nel progetto di promozione dei “Segni Distintivi, duo di poliziotti/cantautori, autori del brano “La Pagella”, dedicato al 14enne migrante morto in mare con la pagella cucita nella tasca della giacca. Il brano è contenuto nel primo album dei “Segni Distintivi” uscito ieri e che contiene altre 7 canzoni, tutte scritte da Angelo Forni e musicate da Fabio Sgrò.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Tino Coppola, titolare dell’etichetta Bit&Sound Music, che ha illustrato l’intero programma della sera che segnerà il debutto live dei “Segni Distintivi”, che avranno il compito di chiudere il concerto, e che vedrà la partecipazione del coro di 50 bambini, “Dream And Sing” composto dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Don Alfonso De Caro, di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, guidato dall’insegnante Argentina Napoli, ed ancora, di Enrico Marino e Antonio Palumbo, Emanuele Montesano, i Black soul project, Francesca Maresca, Alfina Scorza e la vincitrice di “The Voice” Carmen Pierri.

Ai “Segni Distintivi” (Forni e Sgrò) è toccato invece illustrare il loro primo album “Verso un porto migliore” (che è anche il titolo della serata di sabato), in vendita da ieri online e in tutti gli store. “Il ‘porto migliore’ è, metaforicamente, il posto verso il quale ogni essere umano è naturalmente attratto – raccontano i due agenti di polizia – non è solo un luogo fisico ma anche uno stato mentale. Noi abbiamo iniziato a trasformare in musica le emozioni e ciò che vivevamo ogni giorno a contatto con una metropoli complessa e sempre più multietnica come Milano, dieci anni insieme suonando presso amici, feste a volte in piccoli club e pub. Poi il fortunato incontro con la Bit&Sound Music, che ha creduto in noi e sta promozionando il nostro progetto. Verso un porto migliore non vuole portare un messaggio di dissenso, vuole tradurre una reazione di forte indignazione davanti ai fatti reali a cui per lavoro assistiamo ogni giorno, che non possono lasciarci indifferenti”. Messaggio quello lanciato dai due cantautori/poliziotti sposato in pieno dall’Amministrazione Comunale di Salerno e dall’assessore alla cultura Antonia Willburger che invita la Bit&Saund Music, i Segni Distintivi e l’Arci e la Tenda ad organizzare per la prossima estate un festival sull’accoglienza che faccia partire da Salerno il grido forte di “IoAccolgo”. “Perché la cultura – ha detto la Antonia Willburger– deve toccare la nostra anima e deve dare la possibilità ad altre persone che siano imprenditori, giovani, etc, di riflettere su un tema così delicato che è quella dell’immigrazione”. Tema che sarà affrontato a partire dal mese di febbraio nel corso di una serie di incontri che i “Segni Distintivi” terranno insieme con l’Arci, La Tenda, la Polizia di Stato e il Comune di Salerno nelle scuole di tutt’Italia, partendo sempre da Salerno dove sono già in programma due incontri…. “Questo progetto nelle scuole è molto importante – ha detto Lucia Lamberti de l’Associazione la Tenda, perché ci permette di entrare in contatto con i ragazzi e di poter parlare con loro e confrontarci tutti insieme sulla tematica delle nuove migrazioni. Ringrazio i dirigenti scolastici dei primi due istituti che hanno deciso di ospitarci, l’Alfano I e l’Istituto Agrario, ed ovviamente speriamo che siano in tante le scuole che aderiranno a questa iniziativa e grazie anche al giornalista Gabriele Bojano che ha accettato di moderare questi incontri”

L’incasso della serata del 25 gennaio, che sarà presentata da Rosita Sosto Archimio sarà devoluto in beneficenza per iniziative di solidarietà sul territorio di Salerno promosse dall’Arci e dalla Tenda.

I biglietti per assistere alla serata hanno un costo di euro 15 e potranno essere acquistati al botteghino direttamente la sera del concerto.

Gli Under The Snow ed il loro EP “Love, Hate, Obsession”

Randall Ghisi, batterista, e Randy De La Cruz, pianista, sono due ragazzi di Milano legati da una profonda amicizia e accomunati da un trasporto incommensurabile per la musica. Un giorno, decisero di suonare insieme in una sala prove, e proprio al termine del fatidico incontro, trovarono un nome per la formazione a cui avrebbero voluto dare vita: “ Under The Snow”, sotto la neve, che quel giorno cadeva copiosamente.
Bello pensare come non esista un solo fiocco di neve uguale ad un altro. Wilson Bentley amava fotografarli e li chiamava “Snow blossoms” (fiori di neve) o “Miracles of little beauty” (miracoli di piccola bellezza). Miracoli pronti a sbocciare, per realizzare una sintesi tra le due definizioni, e destinati a farlo nel 2014, quando, a questa band in stato embrionale, si unirono Ale The Joe, vocalist, Edward Bowen, bassista, e Davide Calloni, chitarrista.
Dopo il ritorno di Ale The Joe da Londra, i cinque ragazzi entrarono in studio per registrare alcuni dei demo che avevano a disposizione. Contemporaneamente, gli Under The Snow cominciarono a ricevere proposte di booking per suonare dal vivo, per cui divenne opportuno incidere qualcosa su CD. La scelta cadde su un EP di cinque brani “Love, Hate, Obsession”, che comprende i seguenti singoli: “Blackened”, “Amazing Sun”, “Reverb”, “Portrait of Love”, “Heroes” (David Bowie cover). Pubblicato in tutto il mondo il 16 marzo 2019 da RNC Music, “Love, Hate, Obsession” ha già i primi riscontri a livello internazionale in Russia e Corea e, in questo 2020, i ragazzi si apprestano ad esibirsi a Sanremo Rock, traguardo di cui sono – comprensibilmente – galvanizzati.
L’EP si compone di singoli perfetti tanto si mostrano orecchiabili ed essenziali: melodie ariose, interpretate dalla voce inconfondibile per profondità di Ale The Joe e dispiegate su rumorose e dilatate distorsioni di chitarra. Tutti pezzi alternative rock dal gran tiro, cupi il giusto per esplicitare le estreme conseguenze della frustrazione di chi è cresciuto nella Milano del nuovo millennio, capace di dare tutto salvo poi toglierlo quando meno si vorrebbe, come accade nelle tipiche società liquide (o mondi liquidi, come quello musicale) per dirla alla Bauman. Eppure, è proprio forse la città meneghina quella che per antonomasia può offrire un’irripetibile combinazione di condizioni sociali e culturali favorevoli per un processo creativo al tempo stesso spavaldo e un po’ naif. Gli Under The Snow incarnano questo approccio disinibito e svincolato da ogni fardello storicista, e sono in maniera naturale figli della grande metropoli lombarda, del suo habitat, della scena indipendente e underground.
Ogni brano attraversa con un’agilità invidiabile stati emotivi tra loro antitetici, instillando nell’ascoltatore un dubbio destinato a non risolversi, in quanto risulta difficile capire dove finisca la normalità e dove inizi il dramma, come accade per la delusione d’amore in “Amazing Sun”, di cui è stato peraltro registrato uno splendido video clip che verrà trasmesso fino al 26 gennaio in tutti gli schermi delle metropolitane italiane ed aeroporti grazie a Telesia TV.
Percorrendo le cinque tracce, la rifrazione della realtà diventa caleidoscopica, lo spettro dei generi si amplia abbracciando il britpop, la melodia spadroneggia. I cinque ragazzi sono riusciti a portare la sensibilità dei cantautori autoriflessivi dentro il marasma dell’indie rock, fino a dar vita ad una forma di ballata ad alto tasso emotivo. Memorabile, tra l’altro, la capacità di inanellare melodie certosine, spesso furenti (“Blackened”) e più spesso toccanti e venate di un tragico lirismo (“Reverb”), che si configurano come scariche di adrenalina, pura catarsi dei lividi nascosti nell’anima.
Rimane chiaro il presentimento che gli Under The Snow possano ancora alzare il livello della loro musica: sarà interessante vedere se sapranno sfruttare il potenziale che qui dimostrano di avere. La nervosa energia grezza dei lavori finora eseguiti potrebbe infatti diventare più pulita, rivelando adulti su spalle giovani, che come tali riescono come nessuno a mettere a nudo sé stessi e la dimensione conflittuale del proprio vissuto di amore, odio e ossessione.

SoulFtaara, esce il 24 gennaio l’EP dal titolo “Diverso” presentato dal vivo in un esclusivo Secret Release Party.

Il 24 gennaio verrà pubblicato dalla label MaxSound l’Ep di debutto dei SoulFtaara dal titolo “Diverso“.
La band di Pozzuoli propone quattro brani intrisi di neo-soul, funk e jazz.

Dopo aver pubblicato in esclusiva per Bilboard Italia il video-singolo “Banalità” (con la regia di Giorgio Marangolo & Federico Francavilla) la band – formata da Letizia Vitagliano (voce), Lorenzo Catocci (tastiere), Lorenzo Zollo (chitarra e tastiere), Pietro Scalera, (basso e synth) e Cristiano Caiazzo (batteria e drum pad) – si appresta a rilasciare l’EP di debutto prodotto e registrato al “Wave Studio” di Pozzuoli (Na) e missato e masterizzato da Domenico Musto.

“Banalità” è singolo dal mood vaporwave ricco di contaminazioni jazz arricchite da arrangiamenti dal sound elettronico.
Gli altri brani che compongono la tracklist dell’EP sono un concentrato di sperimentazioni sonore legate alla musica d’oltreoceano ma cantante in lingua italiana, così nasce “Diverso” 
(MaxSound rec.)

 il primo lavoro discografico dei SoulFtaara che esprime a suon di soul, jazz e funk una serie di pensieri disordinati ma comuni a tutti.  La forte sensibilità dei musicisti, la diversità di background e l’unicità hanno portato alla creazione di “diverso”, una parola “tabú” che spesso non si vuole usare per non etichettare, per non ferire, per non escludere; mentre i SoulFataara l’hanno scelta perché credono che non esiste un’accezione negativa di questo aggettivo bensì è il “diverso” la vera ricchezza, sia in campo artistico che sociale.

Con i quattro brani che compongono la tracklist dell’EP la band vuole dare voce a tutti quei “diversi” criminalizzati nella loro innocenza ed emarginati per la loro mancanza di conformità.

 

 

Al via i premi Amnesty 2020 per le migliori canzoni sui diritti umani

Al via i lavori per la 23a edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” con le prime fasi del Premio Amnesty International Italia nelle sezioni emergenti e big. Il festival, che coniuga musica e diritti umani, è in programma dal 17 al 19 luglio a Rosolina Mare (Rovigo) ed è nato nel 1998 in occasione del 50° Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Premio Amnesty International Italia sezione Emergenti

Per quanto riguarda gli artisti emergenti, è disponibile sul sito www.vociperlaliberta.it il bando di concorso per questa nuova edizione, a cui possono partecipare cantautori e band che abbiano un brano che parli di diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 4 maggio.

Gli artisti che si iscriveranno entro il 16 marzo avranno però la possibilità di partecipare al Premio MEI Musplan: tra tutti gli iscritti che entro quella data avranno caricato il proprio brano in un’ apposita playlist sulla piattaforma musplan.com sarà selezionato il premio semifinalista del concorso di Voci per la libertà da un’apposita commissione.

I semifinalisti saranno 8 in totale: oltre al vincitore del Premio MEI Musplan, gli altri 7 saranno selezionati tra tutti gli iscritti dall’organizzazione di Voci per la libertà. Quattro si esibiranno a Rosolina Mare venerdì 17 luglio e quattro il giorno successivo. I migliori cinque accederanno alla finale del 19. Gli artisti (a cui saranno assicurati vitto e alloggio) saranno valutati da una giuria composta da importanti addetti ai lavori e giornalisti, che assegnerà il Premio Amnesty International Italia per la sezione Emergenti.

Il vincitore avrà diritto a molti bonus, come la produzione di un videoclip e, insieme agli altri finalisti, l’inserimento in un album o playlist assieme ai big. Altri bonus saranno man mano definiti. Ad esempio nel 2018 per alcuni dei finalisti ci sono state anche decine di concerti e di laboratori musicali, un tour di 8 date realizzato grazie a NUOVOIMAIE e una comunicazione costante delle varie iniziative.

Il bando e altre informazioni a questo link: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-emergenti

Premio Amnesty International Italia sezione Big

Dal 2003 Amnesty International Italia e Voci per la libertà premiano una canzone (uscita nell’anno precedente) di un nome affermato della musica italiana sui diritti umani. Negli anni hanno vinto questo premio: Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia e Frankie Hi-Nrg, Enzo Avitabile e Francesco Guccini, Max e Francesco Gazzè, Mannarino, Edoardo Bennato, Nada Malanima, Brunori Sas, Roy Paci.

Una prima selezione è partita proprio in questi giorni. Tutti possono segnalare all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 15 febbraio 2020, brani che abbiano queste tre caratteristiche:

1) pubblicati tra il 1 gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019,

2) composti/interpretati da un artista italiano noto,

3) su un tema legato alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Tutte le proposte saranno prese in considerazione da uno staff composto da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà, che ne selezionerà 10. Le nomination verranno quindi sottoposte a una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2020. Il vincitore sarà ospite nella nuova edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” a Rosolina Mare (RO).

La storia del premio e altre informazioni a questo link: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-italia

“La migliore hit sulla luna” è quella di RENESTO

E se domani non ci fosse più tempo…”: si apre con queste parole “La migliore hit sulla luna“, primo inedito di RENESTO. Non solo una canzone, ma una vera esortazione a cogliere l’attimo, a godere del qui ed ora, anche delle cose più semplici e scontate senza farsi troppi problemi su ciò che potrà accadere domani. Un brano dalle sonorità leggermente notturne, un po’ da club, che “strizza l’occhio” alla tradizione d’autore mescolandola con una buona dose di elettronica. RENESTO commenta così il suo primo singolo: «La migliore hit sulla luna siamo noi stessi! È una riflessione che ho fatto tra me e me sul tempo che scappa inesorabile, sulla necessità e soprattutto sull’urgenza di godere di ogni cosa che ci capita durante le nostre giornate che sembrano tutte uguali, ma che si differenziano l’una dall’altra per uno o più dettagli».
Il videoclip di “La migliore hit sulla luna”, diretto da Ilaria Passiatore e Michele Guberti, riprende lo stesso RENESTO ed è metaforicamente ambientato “sopra il tetto del mondo“, come dice il ritornello del singolo: tutta la sequenza di immagini si svolge in un attico dove il cantante alterna tra loro attività bizzarre, come fare il bagno in una vasca idromassaggio con i vestiti addosso e cantare il brano suonando una piccola pianola o stringendo in mano dei giocattoli.
Roberto Renesto, in arte RENESTO, è nato a Ferrara nel 1969. Pianista, fisarmonicista, autore e compositore non vedente, membro fin dal 1989 del gruppo Strike, band affermata a livello nazionale nei primi anni 90’ con la quale ha prodotto numerosi lavori discografici e partecipato a numerosi eventi live fino ad oggi. Appassionato di musica latina e latin jazz, si è specializzato a livello pianistico collaborando con numerosi artisti sudamericani in transito in Europa. Verso la fine del 2018 è nata in lui l’esigenza di interpretare le canzoni di propria produzione e composizione dando vita al suo primo album da solista, la cui uscita è prevista per il 2020, realizzato con la collaborazione di Michele Guberti e Federico Viola.

Benedetta Raina spopola con “DAVVERO” …ma non troppo sul serio

DAVVERO” (Noize Hills Records) è il nuovo singolo di BENEDETTA RAINA. Un invito semplice ma non banale, un invito a capirsi e ad accettarsi, a prendere la vita alla giornata e a dimenticarsi un po’ di tutto. “Davvero” parla di questo e per questo. Con un ascolto più attento si coglie l’intenzione da parte dell’artista di comunicare una realtà che nasconde molte insidie: la realtà di quei problemi apparentemente lievi che fatichiamo ad ignorare e ci ostacolano. Piccolo e grande, leggero e pesante, reale e irreale: questi contrasti caratterizzano “Davvero” sia per sonorità, che per tematiche cantate.
Con sprezzante ironia, Benedetta Raina commenta così il suo nuovo singolo: «Nemmeno io so quale sia la vera realtà della canzone. Prendere la vita alla giornata mi è sempre sembrato molto ironico viste tutte le sfide che essa ci pone quotidianamente. Nel dubbio ho deciso di sbattermene!».

Benedetta Raina è una cantautrice classe 2001 di Alessandria, collocabile nel panorama musicale dell’indie-pop italiano. Fin da piccola coltiva una grande passione per la musica e nei primi anni delle superiori inizia a scrivere i primi testi e a comporre le prime vere canzoni, prima in inglese e poi, più tardi, in italiano affrontando le tematiche di un’adolescente della generazione z, in bilico tra speranza e sconforto e alla continua ricerca di conferme negli altri. Alla fine del 2018 inizia a collaborare con l’etichetta Noize Hills Records e nel 2019 pubblica “Basta”, il suo singolo di debutto. La canzone nasce proprio come il primo esperimento in italiano, come una pronta denuncia di sé, finalmente senza lo schermo di una lingua straniera. 

“ANNABELLE”, l’inedito di Tavo è un’eterna canzone d’amore

“Annabelle” (Noize Hills Records) è l’avvicente inedito di TAVO. Un amore difficile, una storia “d’altri tempi”, nella quale i protagonisti prendono coscienza della loro vita ormai consumata; rimane solo l’amara consolazione di ripercorrere i bei momenti del passato. “Annabelle” rappresenta l’indecisione e le scelte sbagliate nell’amore. “Ora che non siamo qui, si può capire tutto. Quante volte ti ho detto di non avere paura”: così canta TAVO, citando quelle che sono le ultime parole scritte in una lettera del 1800 che il cantautore trova nella vecchia casa in cui abitava.

A tal proposito, il giovane cantante racconta: «Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato».

Francesco Taverna, in arte TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano” con il suo album d’esordio “Funambolo” (Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile.