“APPLE TREE” in uscita il 28 maggio l’album strumentale di Francesco Lippelli

“Apple Tree” è una raccolta di otto brani inediti composti al piano in un solo giorno. Quella dell’artista calabrese è una musica priva di etichette e di confini prestabiliti. Una musica fatta di continuità, evoluzione, piuttosto che di “rivoluzione”, e che, in ogni sua forma, è espressione del proprio tempo. Francesco Lippelli è un giovane pianista, compositore e produttore musicale. Ha lavorato nella veste autore e arrangiatore di Alessandro Casillo e per la trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.

E’ uscito “GALÉRIE”, il nuovo EP degli OVERTURE

“ Galérie”, primo lavoro discografico full-lenght degli Overture, è un concept EP che assume i connotati di un viaggio all’interno del mondo sonoro della band come fosse una galleria d’arte: ogni stanza contiene un brano, e ogni brano contiene una storia. Composto da sei tracce, “Galérie” è il nuovo accattivante biglietto da visita della giovane band alessandrina.
« Questo per noi è il primo e vero progetto ufficiale. All’interno troverete i nostri primi due singoli “Fiume in piena” e “Come godo se” accompagnati da altri quattro inediti – spiegano i ragazzi della band a proposito di “Galérie” – Ci siamo immedesimati nell’ascoltatore, che oggi ha bisogno di visioni come l’appassionato di arte, cioè riuscire a cogliere in sequenza prima l’insieme e poi il particolare. Sarebbe scontato dire che teniamo molto a questo Ep e che abbiamo sudato per far sì che, anche in questa situazione paradossale e di lontananza, riuscisse ad essere percepito nella maniera che volevamo. Ci siamo riusciti, questi siamo noi. Ascoltateci, e non solo con le orecchie ».
 
Di seguito la tracklist di “Galérie”: “ Vesto di Nero”, “ Come Godo Se”, “ Miele”, “ Italiano Medio”, “ Fiume in Piena”, “ Santorini”.
 
Biografia
Gli Overture sono una band di Alessandria nata nel 2018. Il gruppo è formato da Davide Boveri (voce), Jacopo Cipolla (basso), Andrea Barbera (chitarra e tastiere) e Giacomo Pisani (batteria e percussioni). Ogni componente della band arriva da mondi musicalmente diversi. Il progetto Overture parte dalle sonorità del Rap Metal per poi svecchiarle e creare un nuovo crossover che tiene come riferimento principale il rap e la trap più moderni e vi accorpa i suoni funk, soul, rock e reggae. L’obiettivo del gruppo è sperimentare nuove sonorità partendo dalle esperienze musicali vicine alle sensibilità dei singoli componenti. La band debutta con il primo singolo “ Fiume in piena” nel novembre 2019. Segue a gennaio 2020 il secondo inedito dal titolo “ Come Godo Se”. Il primo EP degli Overture si intitola “ Galérie” ed è disponibile sulle piattaforme digitali dal 26 maggio. “ Vesto di Nero” – brano estratto dall’EP – sarà in rotazione radiofonica dal 29 maggio. Il filo conduttore nelle produzioni degli Overture è nascosto nella componente testuale, scritta di getto, senza filtri, per trattare tematiche spesso scomode al subconscio umano.

Mexico86, “Forse Sbaglio Forse No” è il nuovo singolo presentato in versione live.

E’ on line un nuovo brano inedito dei Mexico86. La band, in accordo con la label INRI, rimanda la pubblicazione del suo nuovo album poiché il lockdown ha impedito di completare le registrazioni iniziate a fine febbraio presso gli studi Monopattino di Sorrento e Alari Park di Milano. Quindi il terzo lavoro discografico del gruppo napoletano è rinviato al prossimo autunno ma intanto pubblicano il nuovo singolo dal titolo “Forse Sbaglio Forse No“. 

Il nuovo brano è stato registrato dal vivo per il format web #HiveShapedBox, un interessante progetto curato da durante il quale viene ripreso anche il vecchio brano, estratto dal primo album, “Non importa”. La band, tra  tromba incalzante e riff di chitarre taglienti che fanno venire in mente Weezer, The Strokes, la dolcezza romantica dei The Smiths mostra il suo volto Live, energico e coinvolgente!

C’era una volta 9: approntati i sei titoli per la nuova stagione

Credere nei sogni prima e dopo la pandemia. Il Covid li ha costretti a casa ma non ha fermato la loro energia ed il loro entusiasmo: la squadra della Compagnia dell’Arte è pronta a tornare in scena per cantare, recitare e ballare al cospetto di piccoli e grandi.
«Ripartiremo più forti di prima – dice il regista Antonello Ronga – abbiamo approfittato di questa pausa forzata per pensare e creare: via spettiamo a casa nostra e non vediamo l’ora».
Sei i titoli che andranno a comporre l’edizione numero 9 di C’era Una Volta, il family show della domenica in programma una volta al mese al Teatro delle Arti di Salerno.
Aladino, La magica storia della pizza, Jesper il postino di Santa Klaus, Anastasia tra storia e leggenda, Aurora: Bella Addormentata, Il Principe d’Egitto. Queste le favole che andranno a comporre la nuova stagione.
In stand by solo le date che verranno annunciate a breve attraverso i canali social della compagine salernitana, mentre la campagna abbonamenti partirà il prossimo 16 giugno.
In questo lungo tempo di fermo grande e sentito è stato l’abbraccio delle famiglie affezionate alla famiglia della compagnia dell’arte. Nessuno degli abbonati ha chiesto che gli venisse risarcita la quota degli spettacoli persi. In quest’ottica i direttori artistici, Valentina Tortora e Antonello Ronga, hanno deciso di premiare l’affetto dimostrato stornando le due date perse nella stagione 8 causa Covid nella sottoscrizione del nuovo abbonamento.

Il 12 giugno uscirà “Obehi”, esordio discografico del cantante nigeriano CHRIS OBEHI

“OBEHI” (in Esan “mano dell’angelo”) è l’esordio discografico di Chris Obehi, in distribuzione fisica a partire dal 12 giugno (già disponibile in digitale dal 20 marzo in digitale su etichetta 800A Records, ASCOLTA su SPOTIFY): nove tracce in inglese, italiano, dialetto esan e siciliano tra brani originali e un omaggio a Rosa Balistreri, con quella “Cu ti lu dissi” gli è valsa la notorietà sui social.

Un sogno che Chris Obehi ha coltivato sin da bambino nel suo Paese di origine, la Nigeria, dove suonava pianoforte e basso e da cui è dovuto scappare quattro anni fa: ha intrapreso un viaggio di 5 mesi durante i quali è stato in carcere in Libia, ha attraversato il Mediterraneo su un barcone e arrivato a Lampedusa e poi a Palermo, dove ha potuto continuare a coltivare la sua passione, la musica, e fare il suo esordio discografico.

Un album che è quindi una testimonianza luminosa per il periodo storico attuale, la prima prova di un giovanissimo talento che è riuscito ad annullare con la propria musica distanze e confini e che sente come casa sua tanto l’Africa in cui è nato, quanto la Sicilia che lo ha accolto nel 2015. E proprio per stare vicino e dare un segnale di speranza ai fan e a tutti coloro che lo hanno supportato nei mesi scorsi nella campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso che ha consentito la realizzazione dell’album, Chris Obehi ha deciso di non rinviare l’uscita del disco a causa della pandemia, ma di confermare l’uscita per il 20 marzo.

La scrittura di Chris Obehi è essenzialmente pop, le melodie sono semplici ed efficaci, la produzione e gli arrangiamenti ruotano intorno a pochi elementi sempre a fuoco: il beat della batteria suonata da Ferdinando Piccoli e spesso ispirata allo stile afrobeat di Tony Allen, il basso dall’energia “afro” esplosiva, marchio di fabbrica allo stesso Obehi, le chitarre soliste suonate dal produttore del disco, Fabio Rizzo, già al lavoro con Alessio Bondì, Dimartino, Nicolò Carnesi e gli Eugenio in Via di Gioia.
Un viaggio tra pop, folk, afrobeat, reggae con influenze che ricordano Tracy Chapman, Paul Simon, Fela Kuti, Bob Marley e che in modo sorprendente coesistono con l’intepretazione del brano in siciliano di Rosa Balistreri e con l’unico episodio in italiano, “Non siamo pesci”, nel quale Obehi racconta le sensazioni della propria traversata nel Mediterraneo.

Il disco è stato registrato da Francesco Vitaliti e Fabio Rizzo a Indigo (Palermo) e masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà. Chris Obehi (voci, basso e chitarra) è stato accompagnato da Ferdinando Piccoli (batteria), Fabio Rizzo (chitarra elettrica), Federico Mordino (percussioni), Yannick Tiolo (background vocals in “Mama Africa”), Donato Di Trapani (piano in “Non siamo pesci”) e Stanblaze (background vocals in “100% Amore”).

La tracklist apre con “Mama Africa”, una canzone che parla della terra di Obehi, della colonizzazione subita e delle migrazioni che hanno caratterizzato l’Africano: “il messaggio che voglio trasmettere con questa canzone é la libertà di movimento di ogni essere umano”, racconta Chris. “100% Amore”: “una delle prime canzoni d’amore che ho scritto. É il mio inno all’amore puro”. “Mr Oga”: il primo afro beat di Obehi, nato dal bisogno di esprimere le sue origini e la sua identità nigeriana. La canzone tratta il tema degli abusi di potere. Il testo é in pidgin, una lingua che unisce africani di diverse nazioni. “Fly Away” racconta l’amore tra due persone nato in un momento in cui nessuno credeva potesse accadere, eccetto i diretti interessati che, nonostante le difficoltà, non riuscivano ad allontanarsi l’uno dall’altro. Ispirato da una storia vera. “Walaho” è il racconto del legame tra madre e figlio: “ho scritto questa canzone in Esan per mia madre, raccontando di come una mamma sia un esempio e abbia il compito di indicare al proprio figlio la strada giusta da seguire”. “Without you” è un afro funk che parla di un amore a distanza. “Voice of the wind” parla di chi é obbligato a stare lontano dalla propria casa, non per sua volontà. Speranza nel genere umano e sostegno al cambiamento sono temi centrali in questa canzone. “Cu ti lu dissi” é il mio porta fortuna, spiega Chris. É una canzone di Rosa Balistreri a cui sono particolarmente legato, che mi ha fatto conoscere a Palermo e in giro per la Sicilia. Interpretarla é il mio modo di ringraziare questa terra che mi ha accolto come un figlio. “Non siamo pesci” é il “mio inno per la difesa dei diritti umani, il mio modo di ricordare a chi ascolta di restare umani, di vivere liberamente nel rispetto degli altri e di abbattere confini di qualsiasi genere tra le persone. Questa canzone é nata da un’esperienza che ho vissuto in prima persona durante il mio viaggio verso l’Europa.”

MATILDA DE ANGELIS annuncia la nuova serie tv con Nicole Kidman e parla della sua esposizione sui social

Matilda De Angelis è una delle giovani attrici italiane più apprezzate dal pubblico e dalla critica. Ha esordito nel 2016 con “Veloce come il vento”, per il quale vince il premio come miglior rivelazione al Taormina Film Festival, e mai titolo fu più profetico per la sua carriera. Anche in televisione riscuote consensi, come dimostra il successo della fiction “I ragazzi dello zecchino d’oro”. I giovanissimi la conoscono anche per diverse apparizioni in famosi videoclip musicali, tra cui “Felicità puttana” dei Thegiornalisti. Sono in arrivo grandi novità di calibro internazionale per la sua carriera. Ne parla a Lingue a Sonagli, il salotto sgualcito di Radio Rock ideato e condotto dal cantautore Bussoletti.
«Si chiama “The Undoing” ed è diretta da Susanne Bier, una regista premio Oscar danese pazzesca con cui mi sono trovata benissimo – spiega la De Angelis a proposito della nuova serie tv in uscita prossimamente per la HBO – E’ stato un onore poter recitare con mostri sacri come Nicole Kidman e Hugh Grant, ed ho scoperto che le dinamiche sul set sono le stesse di quelle italiane. Tutto il cinema è paese».
La giovane attrice parla poi dei cosiddetti “smanettoni” del web, e del potenziale uso/abuso della sua immagine online : «Non mi dà fastidio, gli smanettoni sono sempre esistiti e, se non danno fastidio, hanno diritto di esistere. Io sono piuttosto serena a riguardo, tanto più che non ho costruito la mia immagina sull’eros. Le statistiche dei miei social, poi, dicono che il 73% delle persone che mi seguono sono donne, per cui al massimo si parla di smanettone. Sono cose che non si possono controllare. Pensa che ho trovato foto dei miei piedi su WikiFeet!».

L’estate in Costiera: il 12 giugno riapre NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi

Il 5 stelle Lusso NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi si prepara alla riapertura il prossimo 12 giugno per offrire un’esperienza di soggiorno unica e all’insegna di una totale sicurezza.  Sono state infatti adottate una serie di misure per tutelare la salute degli ospiti e dei collaboratori, seguendo le linee guida “Feel Safe at NH” di NH Hotel Group e le disposizioni della Regione Campania. L’hotel mette a disposizione speciali pacchetti promozionali che consentono di programmare le prossime vacanze ad Amalfi fino a dicembre 2020, allungando e sostenendo di fatto la stagionalità della Costiera fino a fine anno

Da sempre NH Hotel Group valorizza e supporta con azioni concrete il territorio che ospita le sue strutture. Proprio per questo NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi si prepara ad aprire in vista della stagione estiva per accogliere nuovamente i suoi ospiti e per dare il suo sostegno alla ripartenza del turismo campano e italiano. Dal prossimo 12 giugno, infatti, l’hotel 5 stelle Lusso del Gruppo riaprirà le sue porte adottando tutte le linee guida necessarie a garantire un soggiorno all’insegna di una vacanza sicura. NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi offrirà come sempre il massimo della qualità e dell’eccellenza che contraddistinguono i servizi del brand upper upscale NH Collection e garantirà la totale la sicurezza per i propri ospiti e collaboratori. Per farlo, l’hotel rispetterà non solo le disposizioni emesse dalla Regione Campania per gli operatori turistici ma seguirà anche le linee guida “Feel Safe at NH” predisposte a livello di Compagnia e sviluppate per preservare la sicurezza dei viaggiatori e dei collaboratori, ridisegnando completamente la customer experience. Queste misure sono state avallate da esperti in diversi settori e prevedono, tra le altre, la digitalizzazione dei servizi alberghieri, l’adeguamento dei processi di sanificazione, l’inserimento di norme di distanziamento sociale e l’introduzione di dispositivi per la protezione individuale. “Ad Amalfi ci avviciniamo, passo dopo passo, al ritorno alla normalità. Stiamo facendo ripartire i servizi pubblici e di accoglienza, nel rispetto dei protocolli di sicurezza. La riapertura dell’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi – struttura di eccellenza, ospitata in un monumento di proprietà comunale – è un segnale di forte incoraggiamento che ci fa guardare con ottimismo ai mesi che ci attendono” commenta Daniele Milano, Sindaco di Amalfi.

Giacomo Sarnataro – General Manager NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi – aggiunge: “Sono molto fiducioso nella ripresa del turismo in Costiera che quest’anno sarà sicuramente diverso ma che potrà avvenire in un mood più “slow” e consapevole rispetto al passato, quando l’eccessivo flusso di mezzi e persone impediva di apprezzare in pieno le bellezze naturali del territorio. Per quanto riguarda l’hotel, sono molto orgoglioso di poter annunciare la sua imminente riapertura non solo perchè il Convento è un simbolo storico e religioso di Amalfi che riapre al pubblico ma anche perchè rappresenta un importante segnale di rilancio per tutta la città e i suoi abitanti. L’inizio di una grande ripresa”. Tra le misure adottate all’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi ci sono sicuramente quelle dedicate alla garanzia totale di ambienti sanificati e sicuri. All’interno delle eleganti camere con vista mozzafiato sul golfo di Amalfi e già dotate di comfort esclusivi sarà, infatti, disponibile anche una nuova linea di detergenti e disinfettanti affinchè gli ospiti possano avere sempre a disposizione i prodotti necessari per tutelare la propria salute. Questi prodotti saranno disponibili attraverso dei dispenser presenti sia nelle aree comuni sia in ogni piano, in prossimità degli ascensori. L’Infinity Pool sarà regolarmente aperta grazie all’attenzione scrupolosa del personale che si occuperà di gestire i flussi in entrata e in uscita dell’area. Per potervi accedere, gli ospiti potranno prenotarsi direttamente presso la reception e scegliere in piena libertà quando dedicarsi qualche ora di puro relax a bordo piscina. Inoltre, al fine di assicurare il livello di sicurezza adeguato, sono previsti ulteriori trattamenti periodici di sanificazione dell’acqua.

Per i più sportivi e per chi desidera tenersi in forma, sarà disponibile anche la Panoramic Gym previa prenotazione presso la reception: una palestra a cielo aperto, vista mare, con tanti attrezzi disponibili e puntualmente sanificati dopo ogni utilizzo. All’interno della struttura, il pieno rispetto delle norme sul distanziamento sociale sarà anche garantito e agevolato grazie alla conformazione e struttura stessa dei luoghi storici, simbolo dell’ex Convento. L’affascinante chiostro Arabo-Normanno del XIII secolo con la sua magnifica Loggia, la Sacrestia, la Chiesa di età tardo-barocca, le terrazze immerse nella vegetazione della Costiera sono spazi ampi e aereggiati che potranno infatti essere vissuti e visitati in tutta tranquillità dagli ospiti ed essere scoperti anche attraverso l’app “Grand Hotel Convento di Amalfi”, progettata appositamente per valorizzare il patrimonio storico-artistico della struttura e del territorio circostante. Anche l’offerta ristorativa dell’hotel verrà adeguata ai nuovi standard, mantenendo la sua altissima qualità e unicità. L’esclusiva proposta del “Ristorante Dei Cappuccini” proporrà un menù alla carta consultabile in ogni momento tramite app cosicchè sarà possibile effettuare l’ordinazione ancor prima di accomodarsi al tavolo. I prodotti e le materie prime per la realizzazione dei piatti saranno come sempre selezionati dai produttori locali, garantendo la massima freschezza e il rispetto delle linee guida di “Feel Safe at NH”. L’organizzazione della sala ristorante consentirà di mantenere il corretto distanziamento tra i tavoli, offrendo all’ospite la possibilità di lasciarsi affascinare in piena libertà e sicurezza dalla vista unica su Amalfi. Per chi desidera una coccola in più, sarà disponibile anche il room service, 24 ore su 24. La colazione potrà essere gustata in camera oppure al tavolo, e non mancheranno tra le proposte alcuni dei piatti tipici della cucina campana: dalle proposte dolci come la pastiera e il babà napoletano sino ai sapori più decisi come formaggi dei monti lattari e le mozzarelle di Agerola. Infine, come previsto dalle linee guida “Feel Safe at NH”, tutto il personale è stato formato in vista dell’apertura, anche grazie all’istituzione della nuova figura del Responsabile della salute e della sicurezza che si occuperà in hotel di monitorare la corretta applicazione di tutte le normative previste. L’accoglienza dell’ospite sarà in pieno stile NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi: check-in gestito singolarmente, Guest Relation Manager sempre a disposizione per ogni necessità e possibilità di lasciare la propria auto direttamente al vetturiere che la prenderà in consegna, prevedendo anche una sanificazione. Attivo anche un servizio di transfer da/per aeroporto che consentirà agli ospiti di raggiungere la destinazione in totale tranquillità e sicurezza: è previsto inoltre, all’interno dell’auto, un kit dedicato di protezione individuale. Per dare sostegno al turismo locale, allungando e sostenendo di fatto la stagionalità della Costiera fino a fine anno, NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi ha pensato anche ad una speciale promozione. Direttamente sul sito ufficiale di NH Hotel Group è infatti possibile scegliere tra tre diversi pacchetti e progettare in maniera vantaggiosa le prossime vacanze ad Amalfi fino a dicembre 2020.

Levante – La sua “Tikibombom”, in versione Home Version, è un successo.

Straordinaria la “home version” di Tikibombom, il brano che Levante ha portato a Sanremo e che in questi mesi ha scalato le hits parade. Una versione molto “intima”, ideata, girata, diretta e montata da lei nel periodo dell’emergenza Codiv 19. ” Tikibombom (home version) è tutta la verità su questo isolamento. “Non so perché mi capita di scrivere prima quello che poi mi succederà… – ha scritto sui social Levante – ma in questa bolla ho vissuto tutti i mostri e le solitudini possibili che racconto in questo brano, scritto a novembre 2019. È un giorno di grande malinconia per me e per molti che come me vedono la musica e la vita in modo diverso, salvifico, onesto, profondo. La riascolto ancora per ricordarmi chi sono. Ma non è finita qui. Ce ne ricorderemo per sempre – ha continuato la cantautrice – di questo momento e rimarrà anche nella memoria di quelli che verranno. Io ho ritratto il mio momento di quarantena, ho ripreso il suono che ha il silenzio, il volto della solitudine. Ho realizzato questo video perché Tikibombom lo meritava, lo meritavano gli animali di cui parlo, le anime che amo. Buona visione.”

“Naftalina” è il titolo del nuovo singolo di wLOG in uscita il 22 maggio

“Naftalina” è il titolo del nuovo singolo diwLOGin uscita in digitale e in radio a partire da venerdì 22 maggio: in questa canzone, l’artista milanese ha cercato di mantenere il suo suono basandosi su metrica, melodia e completando la base elettronica con chitarra elettrica e basso. Un brano che anticipa l’estate ma anche i suoni sperimentali, vivaci e futuristici dell’Ep che uscirà a breve.

“ ‘Naftalina’ racconta la storia di un cuore amante che si spezza, un sentimento claustrofobico chiuso in un cassetto nascosto dal mondo. – spiega wLOG -. Come la naftalina, che nasce per proteggere ma che può essere anche tossica, anche i rapporti effimeri e apparentemente facili da gestire possono avere un effetto collaterale. Scegliere di proporsi come svago e leggera via di fuga ad una persona già innamorata può essere molto pericoloso. È la fotografia di ciò che rimane dopo che si è regalato il proprio corpo per ego o per proiezione verso un modello stereotipato.”

Nel branogli incontri diventano elemento di solo e semplice svago per chi torna in coppia veicolandone gli aspetti perversi mentre al contrario sono un elemento di grande delusione e sofferenze per chi, fuori dal cliché prestabilito, si innamora inaspettatamente – prosegue wLOG-. Rimane l’impossibilità di esternare le proprie pulsioni e la necessità di uscire da un certo ruolo. Tempo perso per un cuore che non può esternare la propria delusione, ma deve ostentare forza e sicurezza.”

Note biografiche: wLOG è un cantautore milanese: la sua musica si muove tra il prog, il punk, l’elettronica, l’indie e il pop. Esordisce come solista nel 2018. Nel marzo 2019 esce il primo album “wLOG”. Il sound viene definito switch pop: un groove familiare, ma allo stesso tempo lontano da ciò che si è abituati ad ascoltare. wLOG vuole trasportare verso il futuro la purezza della canzone, della melodia, del sentimento e del testo intimo. Un lancio di nuove miscele di suoni fusion tra clubbing, edm, synth e spunti sperimentali.

BOAVISTA – “IL MONDO CHE VORREI” : il nuovo singolo della band pop-rock bolognese

“Il mondo che vorrei” racconta gli stati d’animo di chi vive un nuovo inizio. È un brano intriso di tastiere, synth e groove incalzanti, prodotto da Filippo Manni e scritto dai Boavista in collaborazione con il noto autore romano Paolo Amati (Bungaro, Mietta, Biagio Antonacci, Gianni Morandi).

Il singolo precede un album in uscita il prossimo autunno.

I Boavista sono una band pop-rock made in Bologna, formata nel 2019 da una idea di Simone Tancredi e Luigi Bellanova. Se pur di recente formazione i Boavista vantano numerosi palchi e ore di studio provenienti dal background di ogni singolo componente del gruppo, esperienza che si traduce in sonorità con influenze che oscillano dal rock americano al pop inglese con forti richiami al cantautorato italiano.

DONAMI UNA PAROLA A CURA DI LUGI AURIEMMA: CORPO, IDEE ED ARTE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Donare una parola. Un gesto che contribuisce a tessere i fili della relazione a distanza ed a preservare la possibilità di comunicare e di creare uno spazio simbolico-relazionale. Uno spazio che segna anche il perimetro dell’opera d’arte. Una parola incarnata che sa farsi verbo e cintura di trasmissione di idee ed emozioni.

“L’opera parla – spiega Auriemma –  e per parlare ha bisogno di parole, Proprio per questo l’azione performativa “Donami una parola” aspira  a costruire un vocabolario, un serbatoio, da cui l’opera può attingere di volta in volta per potersi esprimere. Creare questo archivio dove le parole insieme concorrono alla costruzione/decostruzione dell’opera e del concetto di arte”.

Arte come concetto, dunque, come simbolo ed insieme strumento.

Secondo gli ideatori, nell’atto di donare una parola (attraverso un selfie scattato in orizzontale con una parola associata) si crea un luogo dove si incontrano il donante e il ricevente  e si da spunto e inizio per un possibile accordo interattivo di comunicazione.

La parola crea dialogo tra gli uomini e i popoli e favorisce la comunicazione; è espressione di un concetto, è libertà, è civiltà, è democrazia, è creazione: rende liberi e immortali.

Le due coordinate della relazione, dell’incontro, tra entità ed individui differenti, portatori di un mistero irriducibile sono il corpo e la parola, veicoli di contatto e di comunicazione.

“La parola – continua Auriemma –  è sia persuasiva che dissuadente, può essere sia trasparente che opaca, sa rivelare ed essere attraversata, essere riflesso e inattraversabile”.

La parola si mostra ai nostri occhi ed è visibile mediante la scrittura: in questo caso i canali principali di percezione sono la vista e l’udito.

Come evidenzia Auriemma, la parola esiste perché abbiamo un corpo che la trasmette. In un rapporto circolare di complementarietà, attraverso il logos il corpo si fa parlante ed attraverso il substrato organico la parola si incarna e trova un luogo da chiamare casa.

Essa dimora nel nostro corpo, nasce da un respiro, vibrazione modulata che vaga nell’aria. Essa stessa rappresenta un respiro in più. Ogni parola è ritmo e richiama quello del battito del cuore.

“Biblicamente – spiega Auriemma –  la parola si fa carne feconda e guarisce, attiva l’energia vitale, genera emozioni, riecheggia in noi trasformandoci, fluisce e risolve nodi energetici”.

 Essa giace e riposa, prima di risuonare, in un silenzio colmo di parole in germe, messe a dimora.

Dal silenzio, infatti, si genera ogni suono, parola, e al silenzio si ritorna per riposare, per morire. Le parole pongono domande, e, nello spazio e nel tempo del silenzio e della riflessione dove si digeriscono i pensieri, si concretizzano le risposte.

Le parole sono costituite da respiro e pensiero, nascono nella mente e si formano nell’aria. Le parole sono gesti: gesti della voce e contengono in sé una promessa di azione fattuale e di fedeltà ad un’idea.

 La parola è suono. Il suono si propaga nello spazio, assumendo le coordinate tridimensionali proprie dello spazio.

In questo modo, trovando collocazione in questo progetto, parole plurime concorrono a formare una scultura sociale,  ove esse stesse non solo servono a formare coscienze singole e collettive, plasmando e riplasmando esseri umani migliori, ma divengono esse stesse sculture, mementi, icone, poste in un luogo, una cerniera, a metà tra l’attuale e il potenziale.

Luigi Auriemma vive e lavora a  Napoli. Fondatore e coordinatore della rivista d’arte Leonarda.

Tra le numerose esposizioni personali e collettive vanno ricordate, tra le più recenti:

Cartolina per Napoli, Napoli, Palazzo Reale, 2000; Rassegna internazionale del libro d’artista”, Napoli, 2000; é_cri_t, Benevento, Magazzini Pescatore Artecontemporanea, 2010 (personale); C_END_RE, Napoli, Museo del Sottosuolo, 2013 (personale); Paleocontemporanea, Napoli, Basilica di San Gennaro extra moenia, 2013; Permanente/1, Cassino, Museo CAMUSAC, 2013; Lo dovevi fare anche tu!, Napoli, Chiesa di San Biagio Maggiore, 2015; Luigi Auriemma con il filosofo Carmine Castoro, Cassino, Museo CAMUSAC, 2015; D_I_O_GENE, Napoli, Museo Archeologico Nazionale, 2016 (personale); Friends, Caserta, Galleria Dirarte 2.0, 2016; Cryptica, Napoli, Museo del Sottosuolo, 2016; La fragile bellezza, Roma, Liceo Scientifico Ettore Majorana, 2017; Nessuno in mostra, Saviano, SAACI Gallery, 2017;

Per-formare una collezione, Napoli, Museo MADRE, 2018; CORPUS CARSICO, Capri, Certosa di San Giacomo, 2018; Da una trifora sul cortile dell’attualità 1, Napoli, Galleria area24 space, 2019

Sue opere figurano in collezioni private e nelle raccolte permanenti del CAMUSAC di Cassino, del Pio Monte della misericordia di Napoli, del MACS di Santa Maria Capua Vetere (CE) e del Museo MADRE di Napoli.

Ha pubblicato “CORPUS CARSICO. Divisamento, Genesi di un’opera d’arte”(Edizioni Aurea) e articoli per le riviste “Art a part of culture”, “Lobodilattice” e “Starter”.

Addio a Ezio Bosso, la sua toccante e indimenticabile musica vivrà in eterno

La redazione di 360gradiwebtv è profondamente addolorata per la prematura scomparsa di Ezio Bosso.  A soli 48 anni ci lascia l’eccellente pianista, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale. Soffriva di una malattia degenerativa che aveva imprigionato spietatamente il suo talento e l’anima nel corpo. L’artista torinese nel 2011 subì un delicatissimo intervento per un tumore al cervello che compromise l’uso delle mani. Nonostante ciò aveva continuato ad incantare e coinvolgere il pubblico con la sua delicatezza, il suo talento innato, la sua forza, la sua umiltà e con quell’amore appassionato e viscerale per la musica. Quest’ultima – diceva Bosso – insegna a vivere, ad ascoltare e può essere in tanti casi una vera e propria terapia. Nella musica risiede la libertà. Il maestro ha cominciato a suonare all’età di 4 anni, a 16 anni invece ha debuttato in Francia come solista, studiando contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collaborando con diverse orchestre europee tra cui la Chamber Orchestra of EuropeFestival Strings LuzernDeutsche Kammer-Virtuosen. Prestigiose le collaborazioni con le più grandi istituzioni musicali come la Royal Festival Hall of London, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colòn di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Festival di Perelada, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, Vilnius Filarmonica. St. Martin in the Fields. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti come il Green Room Award in Australia o il Syracuse New York Awardin USA. La sua musica è commissionata e utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij

 Qui di seguito l’ultima e indimenticabile intervista per Il Salotto di Bry .