MATILDA DE ANGELIS annuncia la nuova serie tv con Nicole Kidman e parla della sua esposizione sui social

Matilda De Angelis è una delle giovani attrici italiane più apprezzate dal pubblico e dalla critica. Ha esordito nel 2016 con “Veloce come il vento”, per il quale vince il premio come miglior rivelazione al Taormina Film Festival, e mai titolo fu più profetico per la sua carriera. Anche in televisione riscuote consensi, come dimostra il successo della fiction “I ragazzi dello zecchino d’oro”. I giovanissimi la conoscono anche per diverse apparizioni in famosi videoclip musicali, tra cui “Felicità puttana” dei Thegiornalisti. Sono in arrivo grandi novità di calibro internazionale per la sua carriera. Ne parla a Lingue a Sonagli, il salotto sgualcito di Radio Rock ideato e condotto dal cantautore Bussoletti.
«Si chiama “The Undoing” ed è diretta da Susanne Bier, una regista premio Oscar danese pazzesca con cui mi sono trovata benissimo – spiega la De Angelis a proposito della nuova serie tv in uscita prossimamente per la HBO – E’ stato un onore poter recitare con mostri sacri come Nicole Kidman e Hugh Grant, ed ho scoperto che le dinamiche sul set sono le stesse di quelle italiane. Tutto il cinema è paese».
La giovane attrice parla poi dei cosiddetti “smanettoni” del web, e del potenziale uso/abuso della sua immagine online : «Non mi dà fastidio, gli smanettoni sono sempre esistiti e, se non danno fastidio, hanno diritto di esistere. Io sono piuttosto serena a riguardo, tanto più che non ho costruito la mia immagina sull’eros. Le statistiche dei miei social, poi, dicono che il 73% delle persone che mi seguono sono donne, per cui al massimo si parla di smanettone. Sono cose che non si possono controllare. Pensa che ho trovato foto dei miei piedi su WikiFeet!».

Levante – La sua “Tikibombom”, in versione Home Version, è un successo.

Straordinaria la “home version” di Tikibombom, il brano che Levante ha portato a Sanremo e che in questi mesi ha scalato le hits parade. Una versione molto “intima”, ideata, girata, diretta e montata da lei nel periodo dell’emergenza Codiv 19. ” Tikibombom (home version) è tutta la verità su questo isolamento. “Non so perché mi capita di scrivere prima quello che poi mi succederà… – ha scritto sui social Levante – ma in questa bolla ho vissuto tutti i mostri e le solitudini possibili che racconto in questo brano, scritto a novembre 2019. È un giorno di grande malinconia per me e per molti che come me vedono la musica e la vita in modo diverso, salvifico, onesto, profondo. La riascolto ancora per ricordarmi chi sono. Ma non è finita qui. Ce ne ricorderemo per sempre – ha continuato la cantautrice – di questo momento e rimarrà anche nella memoria di quelli che verranno. Io ho ritratto il mio momento di quarantena, ho ripreso il suono che ha il silenzio, il volto della solitudine. Ho realizzato questo video perché Tikibombom lo meritava, lo meritavano gli animali di cui parlo, le anime che amo. Buona visione.”

“Naftalina” è il titolo del nuovo singolo di wLOG in uscita il 22 maggio

“Naftalina” è il titolo del nuovo singolo diwLOGin uscita in digitale e in radio a partire da venerdì 22 maggio: in questa canzone, l’artista milanese ha cercato di mantenere il suo suono basandosi su metrica, melodia e completando la base elettronica con chitarra elettrica e basso. Un brano che anticipa l’estate ma anche i suoni sperimentali, vivaci e futuristici dell’Ep che uscirà a breve.

“ ‘Naftalina’ racconta la storia di un cuore amante che si spezza, un sentimento claustrofobico chiuso in un cassetto nascosto dal mondo. – spiega wLOG -. Come la naftalina, che nasce per proteggere ma che può essere anche tossica, anche i rapporti effimeri e apparentemente facili da gestire possono avere un effetto collaterale. Scegliere di proporsi come svago e leggera via di fuga ad una persona già innamorata può essere molto pericoloso. È la fotografia di ciò che rimane dopo che si è regalato il proprio corpo per ego o per proiezione verso un modello stereotipato.”

Nel branogli incontri diventano elemento di solo e semplice svago per chi torna in coppia veicolandone gli aspetti perversi mentre al contrario sono un elemento di grande delusione e sofferenze per chi, fuori dal cliché prestabilito, si innamora inaspettatamente – prosegue wLOG-. Rimane l’impossibilità di esternare le proprie pulsioni e la necessità di uscire da un certo ruolo. Tempo perso per un cuore che non può esternare la propria delusione, ma deve ostentare forza e sicurezza.”

Note biografiche: wLOG è un cantautore milanese: la sua musica si muove tra il prog, il punk, l’elettronica, l’indie e il pop. Esordisce come solista nel 2018. Nel marzo 2019 esce il primo album “wLOG”. Il sound viene definito switch pop: un groove familiare, ma allo stesso tempo lontano da ciò che si è abituati ad ascoltare. wLOG vuole trasportare verso il futuro la purezza della canzone, della melodia, del sentimento e del testo intimo. Un lancio di nuove miscele di suoni fusion tra clubbing, edm, synth e spunti sperimentali.

BOAVISTA – “IL MONDO CHE VORREI” : il nuovo singolo della band pop-rock bolognese

“Il mondo che vorrei” racconta gli stati d’animo di chi vive un nuovo inizio. È un brano intriso di tastiere, synth e groove incalzanti, prodotto da Filippo Manni e scritto dai Boavista in collaborazione con il noto autore romano Paolo Amati (Bungaro, Mietta, Biagio Antonacci, Gianni Morandi).

Il singolo precede un album in uscita il prossimo autunno.

I Boavista sono una band pop-rock made in Bologna, formata nel 2019 da una idea di Simone Tancredi e Luigi Bellanova. Se pur di recente formazione i Boavista vantano numerosi palchi e ore di studio provenienti dal background di ogni singolo componente del gruppo, esperienza che si traduce in sonorità con influenze che oscillano dal rock americano al pop inglese con forti richiami al cantautorato italiano.

Addio a Ezio Bosso, la sua toccante e indimenticabile musica vivrà in eterno

La redazione di 360gradiwebtv è profondamente addolorata per la prematura scomparsa di Ezio Bosso.  A soli 48 anni ci lascia l’eccellente pianista, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale. Soffriva di una malattia degenerativa che aveva imprigionato spietatamente il suo talento e l’anima nel corpo. L’artista torinese nel 2011 subì un delicatissimo intervento per un tumore al cervello che compromise l’uso delle mani. Nonostante ciò aveva continuato ad incantare e coinvolgere il pubblico con la sua delicatezza, il suo talento innato, la sua forza, la sua umiltà e con quell’amore appassionato e viscerale per la musica. Quest’ultima – diceva Bosso – insegna a vivere, ad ascoltare e può essere in tanti casi una vera e propria terapia. Nella musica risiede la libertà. Il maestro ha cominciato a suonare all’età di 4 anni, a 16 anni invece ha debuttato in Francia come solista, studiando contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collaborando con diverse orchestre europee tra cui la Chamber Orchestra of EuropeFestival Strings LuzernDeutsche Kammer-Virtuosen. Prestigiose le collaborazioni con le più grandi istituzioni musicali come la Royal Festival Hall of London, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colòn di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Festival di Perelada, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, Vilnius Filarmonica. St. Martin in the Fields. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti come il Green Room Award in Australia o il Syracuse New York Awardin USA. La sua musica è commissionata e utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij

 Qui di seguito l’ultima e indimenticabile intervista per Il Salotto di Bry .

‘Arte per la libertà’ torna con #NESSUNOESCLUSO: PROROGATA AL 25 MAGGIO LA SCADENZA DEL BANDO PER IL PREMIO AMNESTY EMERGENTI PER CANTAUTORI

Dopo il successo di “Restiamo a casa Live” con un calendario di un intero mese, 30 performance artistiche e oltre 100.000 visualizzazioni sui social, riparte la nuova programmazione in streaming di “Arte per la Libertà”, il festival della creatività per i diritti umani, nato dall’unione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” e “DeltArte – il Delta della Creatività”, un’anima più musicale e una più artistica.

Per il mese di maggio, a partire dal giorno 5, la programmazione è dedicata alla campagna di Amnesty International Italia #nessunoescluso, legata al diritto alla salute. Un diritto universale che deve essere garantito anche a chi non ha un’assistenza sanitaria adeguata, a chi non ha una casa, o vive in condizioni di precarietà.

Riguardo alla campagna #nessunoescluso, il direttore artistico Michele Lionello dichiara che: “Solo se oggi ci prendiamo cura anche chi non ha una casa, non ha un pasto caldo, non ha accesso ai dispositivi di protezione potremo uscire da questa pandemia e ripartire più forti domani”. Come sottolinea la curatrice Melania Ruggini, “i nostri festival e in più in generale la cultura del nostro Paese non devono fermarsi proprio ora e devono continuare a dare regalare emozioni autentiche e momenti di unione. Con il linguaggio della creatività, le performance artistiche e le aste di beneficenza vogliamo sensibilizzare e sostenere anche economicamente questa campagna”. Lionello conclude spiegando che “in questa situazione di emergenza, per fare in modo che il diritto alla salute sia garantito a tutti, nessuno escluso, Amnesty International ha deciso di collaborare con alcune associazioni che operano in prima linea per difendere le persone più vulnerabili”.

Tutti gli appuntamenti streaming sono alle ore 18.00 in diretta da pagina Facebook di Arte per la Libertà (www.facebook.com/arteperlaliberta/) per essere poi rilanciati nelle altre piattaforme social di Instagram, Youtube e Twitter.

Il primo appuntamento, martedì 5 maggio, è con il Presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo, a inaugurare la programmazione presentando la campagna #NESSUNOESCLUSO. Alle performance artistiche partecipano l’artista fotografa Valentina Tamborra con due nuovi reportage, il team di teatro civile “Orizzonte degli Eventi” con “Grida d’Antilope”, la compagnia di danza “Motus” con “In-Flussi”, la compagnia teatrale “Minimiteatri” con “Rosa Balistreri”, la compagnia teatrale “Chièdiscena” con “Spoon River” e l’autrice Vera Munzi con il progetto “Fogli di carta”. Gran finale giovedì 28 maggio con tantissimi artisti con cui festeggeremo il 59° compleanno di Amnesty International.

A fianco delle performance in streaming tornano le aste di beneficenza con le opere donate dagli artisti a favore di #nessunoescluso. All’asta partecipano gli artisti Antonella Porfido, Valentina Tamborra, Iapimh, Luka!, La fille Bertha, Zentequerente, Inalienabile – Musica e diritti umani, Marco Mei. L’asta a rialzo durerà 24 ore e per assicurarsi l’opera si potrà accedere sul profilo social dell’artista e di Arte per la Libertà proponendo il proprio prezzo.

Tutte le info sulla campagna e come sostenerla su: www.amnesty.it/nessunoescluso/

FRANCESCO LIPPELLI – Moon dust: il 7 maggio la composizione inedita del giovane pianista e produttore calabrese

Francesco Lippelli è un giovane pianista, compositore e produttore musicale. Ha lavorato nella veste autore e arrangiatore di Alessandro Casillo e per la trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.“Moon Dust” è un malinconico brano strumentale dedicato alla luna, simbolo della creazione cosmica. Da un punto di vista introspettivo, la luna rappresenta per il compositore la profondità dell’“io” nascosto, della magia e dell’esoterismo. La musica che affiora sul pentagramma diventa per questo la voce del proprio inconscio. Il brano farà parte dell’album in uscita il 28 maggio“Apple Tree, un albero di mele che raccoglie otto brani inediti create, interpretate e prodotte dallo stesso Lippelli.

Curiosità: Vincenzo De Luca con il lanciafiamme diventa a Napoli un’originale bomboniera di laurea

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca aveva pronunciato queste parole in piena emergenza Covid 19 : “Mi arrivano voci di persone che vogliono organizzare feste di laurea. Mandiamo i Carabinieri con il lanciafiamme se la fate”. Il laboratorio “Le ceramiche artigianali” di Napoli ha realizzato per le lauree una simpatica bomboniera con il governatore e il lanciafiamme.  “Era nata come caricatura ironica, mai avrei immaginato che mi chiedessero di farla davvero come bomboniera” – ha dichiarato il titolare

Oggi esce il videoclip di “Archè”, primo estratto di “Archetype”, il nuovo disco della band napoletana Coma Berenices.

Oggi esce il videoclip di “Archè”, primo estratto di “Archetype”, il nuovo disco della band napoletana Coma Berenices, uscito il 17 aprile per La Lumaca Dischi. Il video è stato prodotto da Berenice Film, team creativo milanese attivo dal 2018 guidato da Marco Longo e Fulvio Lombardi.

Le sponde sabbiose del fiume, un pioppeto attraversato dalla luce e una casa aperta all’inconscio del gioco e della fantasia. Nel videoclip di Archè la relazione con le origini diventa il motore di un immaginario atmosferico, denso di memoria e desiderio: proprio come negli occhi dei due fratelli protagonisti di fronte al patrimonio della propria infanzia, fatto di simboli ricorrenti e di una presenza materna pronta a trasfigurarsi. Girato nel tempo con attori non professionisti, il videoclip coltiva l’attrazione del cinema diretto per l’istante, giocando con la luce e il buio nel tentativo di liberare l’autenticità delle emozioni.

«Quando sarò grande farò il poeta e il capitano di marina»: lo ricordo con precisione e dolcezza, il suono delle mie parole, l’aria gelida e tiepida che scorreva dalla finestra, mia mamma che mi ascoltava, nella luce del tempo… [Pier Paolo Pasolini, Operetta Marina]

Il disco è composto da 6 brani: il primo è Archéche nasce dal nulla, incombente, una melodia eterna, e al nulla ritorna, per rinascere, e rinascere ancora, in punta di piedi, per non svegliare”. Poi arrivano le due parti di “Keep Your Feet On The Stars Pt” 1 e “Keep Your Feet On The Stars Pt 2”: “ascoltando una nave nel cielo, i suoni nel mattino e la luce del giorno negli occhi. Ti manca la terra sotto ai passi e hai disperso la tua immagine negli specchi della casa. Le chitarre come una bora nei temporali in cui le nuvole piangono di gioia.” Silent Days: “piove e tu dici è come trovarsi nella danza incessante del mare nel buio. Stai tremando ma come se non fossi tu: nel silenzio dei giorni hai preso una pagina bianca e hai scritto «per quanto sarò sola?” Altro brano è À l’improviste, canzone-rifugio, i tuoi passi che risuonano nelle nostre passeggiate. Improvvisamente ti sei voltata per essere sicura di non aver lasciato tracce lungo il percorso sulla scogliera. “Non lasciarmi” sono le parole che stai cercando. Il disco chiude con “Riyad”un messaggio, forse tanti. Richiami urgenti, ma non sappiamo decifrarli. Quanti volti non ci sono più, nascosti fra le mani. Dissolvenze. E non possiamo guarire, creare niente. Ma allora: da dove questa tenerezza.

Note biografiche: Coma βerenices è una piccola costellazione visibile nelle notti primaverili o estive quando il cielo non è inquinato. Secondo il mito greco, si trova lassù da quando la regina Berenice fece voto solenne di consacrare ad Afrodite la sua bellissima chioma come pegno d ’amore.

Coma Berenices nasce nel 2015 dall’incontro tra Antonella Bianco e Daniela Capalbo, musiciste attive nella scena underground campana. Sonorità acustiche ed elettriche, contaminazioni ritmiche e melodie intime definiscono uno stile riconoscibile, distante dalle semplici categorizzazioni, ma ben radicato nella musica contemporanea internazionale. L’EP d’esordio, “Delight”, registrato con Fabio Caliento alla batteria, è pubblicato da Slow Down Record nel Marzo 2016. Il titolo dell’Ep omaggia la poetica di Robert Herrick. Cinque tracce, idealmente tra loro legate da un unico filo rosso: il “piacere” profondo che non nasce dalla perfezione, ma al contrario da un fascino distratto, da un “garbo selvaggio”. Esattamente come nella vita – in cui troppa precisione è destinata a fallire – Delight mette in musica la meraviglia e l’incertezza che essa ci riserva e, attraverso una dichiarazione d’amore all’autenticità, prova a prendere un’assenza di armonia per trasformarla in bellezza.

giugno 2016 si unisce alla band il poliedrico batterista Andrea De Fazio (Nu Guinea, Fitness Forever), con il quale A. Bianco e D. Capalbo partecipano a diversi festival e manifestazioni (TEDX Napoli, Sofar Sound, Mercato Meraviglia, Edit Fiera del Design Editoriale, Gazebook: Sicily Photobook Festival) e condividono il palco con Kaki King, Paolo Benvegnù, Durdust, IOSONOUNCANE, etc.

Nei primi mesi del 2019 iniziano i lavori del secondo lavoro ufficiale, “Archetype”, al quale collabora anche il clarinettista Gabriele Cernagora. Le registrazioni dal vivo e i missaggi sono stati curati da Peppe De Angelis c/o il Monopattino Studio Recording di Sorrento (Na).

L’album Archetype è un traguardo essenziale: si ispira all’idea di archetipo come forma primitiva e originale, modello trascendente di tutte le cose sensibili cui inconsciamente – attraverso la musica – è possibile ricondurre percezioni della realtà del tutto particolari. Archetype è un omaggio al potere della musica, in grado di valorizzare al contempo la molteplicità e le diverse sfumature della contemporaneità, iscrivendole a una cornice universale priva di barriere. Sei brani ripercorrono gli ultimi due anni vissuti insieme, tra musica, concerti e viaggi. 

“La mia generazione” Marco Ferradini canta Herbert Pagani

A distanza di 8 anni dall’uscita, torna nuovamente disponibile in digitale a partire dall’1 maggio (distribuito da Cello/Music Rails LTD) “La Mia Generazione”, il doppio album con cui Marco Ferradini rende omaggio a Herbert Pagani: 21 tracce interpretate insieme ad amici artisti tra i quali Alberto Fortis, Andrea Mirò, Anna Jencek, Caroline Pagani, Eugenio Finardi, Fabio Concato, Fabio Treves, Federico l’Olandese Volante, Flavio Oreglio, Giovanni Nuti, Marta Ferradini, Lucio Fabbri, Mauro Ermanno Giovanardi, Moni Ovadia, Ron, Shel Shapiro, Simon Luca e Syria.

Arrangiato da José Orlando Luciano e da Marco Ferradini, l’album è stato pubblicato anche in versione fisica ed é stata la colonna sonora di uno spettacolo teatrale. Ferradini dichiara: Potevo pensarci prima del 2012 ma forse una forma di pudore e di rispetto mi impediva di reinterpretare i brani di un amico, mi sembrava quasi di rubarglieli. È stato Davide Casali, membro di una band yiddish, a “darmi il là” quando mi confidò che secondo lui ero l’unico che avesse la capacità di riprendere in mano il lavoro di Herbert.  Mi regalò una raccolta contenente tutte le canzoni di Pagani. Ho preso la chitarra e ho cominciato a decifrare tonalità e accordi, ad arrangiarli e ad adattarli. Con stupore sentivo che la mia voce si sposava alla melodia e, con estrema facilità, riusciva ad interpretare i suoi testi. Ne ho parlato un po’ con amici e colleghi artisti, scoprendo che Herbert era nel cuore di tutti, realizzare un album di duetti è stata la logica conseguenza“.

Questa la tracklist, parte 1: “Stelle negli oroscopi” (feat. Ron e Fabio Concato); “La mia generazione” (feat Caroline Pagani); “Albergo a ore” (feat. Giovanni Nuti e Syria); “L’erba selvaggia” (feat. Eugenio Finardi e MOni Ovada); “Cento scalini” (feat. Fabio Concato); “Da niente a niente” (feat. Mauro Ermanno Giovanardi e Federico l’Olandese Volante); “Schiavo senza catene” (feat. Simon Luca e Fabio Treves); “Week end” (feat. Flavio Oreglio e Fabio Treves); “Teorema” (feat. Ron, Mauro Ermanno Giovanardi e Fabio Treves); “Lombardia” (feat. Marta Ferradini e Shel Shapiro); “Bicicletta” (feat. Marta Ferradini).

Parte 2: “Porta via” (feat. Giovanni Nuti); “La stella d’oro” (feat. Alberto Fortis e Marta Ferradini); “Un capretto” (feat. Marta Ferradini); “Cin cin con gli occhiali”; “Jean & Paul” (feat. Andrea Mirò); “Fratello mio” (feat. Caroline Pagani); “Un letto in riva al mare” (feat. Marta Ferradini); “Signori Presidenti” (feat. Lucio Fabbri e Fabio Treves); “L’albero” (feat. Anna Jencek); “Ti ringrazio vita” (feat. Anna Jencek e Marta Ferradini).

Nato a Como, all’età di otto anni Marco Ferradini si trasferisce con la famiglia a Milano, città cui rimarrà a lungo legato. Agli studi scolastici alterna quelli musicali, approfondendo e sviluppando un talento naturale che era maturato molto presto. L’esordio da solista avviene ufficialmente al Festival di Sanremo del 1978 con il brano “Quando Teresa verrà” e il successivo album, che ottiene un buon riconoscimento di critica e pubblico. Ma il vero successo arriva nel 1981 con la pubblicazione del singolo “Teorema”, che diviene subito un tormentone radiofonico e proietta Ferradini tra i cantautori più suonati e conosciuti d’Italia. Nello stesso anno partecipa a un tour con Ron e al Festivalbar. Nel frattempo, Marco continua a lavorare anche come autore, scrivendo e collaborando con numerosi artisti di punta, da Lucio Dalla a Bruno Lauzi, da Marcella Bella a Riccardo Cocciante, da Pupo a Mina, da Eros Ramazzotti ad Ivan Graziani, da Luca Barbarossa a Toto Cutugno. Nel 1983, Marco è di nuovo sul palco del Festival di Sanremo dove presenta “Una catastrofe bionda”. L’omonimo album è un successo, trainato in parte dal brano “Lupo solitario DJ”, che negli anni diventa un vero e proprio pezzo cult per le radio e i DJ di tutta Italia, ai quali è dedicato. Nel 1985 è la volta dell’album “Misteri della vita”, un concept album costruito attorno al tema della musica ma anche alla nascita della figlia Marta. Nel 1986 esce invece “Marco Ferradini”, un album che si discosta dai precedenti per le sonorità blues rock. Seguono nel 1990 l’album “È bello avere un amico”, nel 1992 la raccolta “Ricomincio da Teorema”, nel 1995 il disco “Dolce piccolo mio fiore”. Nel 2000 Aldo, Giovanni e Giacomo nel loro film “Chiedimi se sono felice” scelgono “Teorema” come parte della colonna sonora, riportando attenzione e interesse nei confronti del cantante e della sua musica. Nel 2001 esce “Geometrie del cuore”, album che contiene anche una nuova versione di “Teorema”. Nel 2005 è la volta di “Un filo rosso”, raccolta di quindici canzoni tra le quali cinque inediti. Nel 2012 Marco è impegnato nella promozione di un progetto a cui tiene molto: un doppio CD intitolato “La mia generazione” in memoria dell’artista e amico Herbert Pagani. Le ultime pubblicazioni risalgono al 2014, quando Ferradini rilascia i singoli “Due splendidi papà”, in duetto con Gianni Bella, ed “Attimi”.

Il ritorno di Vanessa Grey è “Dentro la tua Radio”

“Solo se tu scommetti su te stesso ce la fai” queste le parole di Vanessa Grey, in radio con il nuovo singolo “Dentro la tua radio” (Joseba Publishing, dal 1° maggio disponibile in tutti i digital store), nota speaker di Radio Zeta gruppo RTL 102.5 (ha collaborato, tra gli altri, con Bungaro e Roberto Vecchioni), che solo 2 mesi fa, prima dell’arrivo del Coronavirus, a causa di un problema alle corde vocali e della successiva operazione, ha dovuto sospendere sia la professione da speaker che da cantante, non sapendo se sarebbe potuta tornare a cantare…

Questo brano per Vanessa rappresenta proprio la ripartenza, un nuovo inizio. Perché ciò che ha affrontato l’ha portata a fermarsi, a riflettere e anche a domandarsi cosa ne sarebbe stato del suo futuro, il tutto amplificato dalla situazione drammatica che ha generato la pandemia.

Questa canzone è stata interrotta in quel momento di incertezza, ma poi Vanessa Grey ha ripreso in mano la sua vita, la sua musica, per ripartire più forte di prima.

Videoclip “Dentro la tua Radio”.   “Attraverso questa canzone è come se prendessi consapevolezza” racconta Vanessa e prosegue “Tutti quanti mi hanno sempre riconosciuto una forza che di recente mi è un po’ venuta a mancare. Ma ognuno di noi è forte, dobbiamo solo credere in noi stessi. È un brano di forza, di energia, che vuole spingere ogni singola persona a credere in se stessa e a farcela. Perché non devono essere gli altri a scommettere su di te, ma solo se tu scommetti su te stesso, ce la fai”. Da qui la frase nel video: la vera forza sei tu!

I riferimenti autobiografici sono evidenti, ma il messaggio veicolato è facilmente estendibile: è il racconto della storia di emancipazione di una donna che si rende conto di potercela fare da sola, rivendicando la sua autonomia e la sua indipendenza. E’ anzi lei stessa a finire col diventare elemento irrinunciabile delle vite degli altri, in particolare di questo ‘lui’ misterioso e solo tratteggiato, che si manifesta di tanto in tanto quasi solo ad insidiare un percorso di consapevolezza che è tutto al singolare.

L’idea del video è di riproporre questo percorso di stampo autobiografico, con chiari riferimenti alla sua routine lavorativa quotidiana, “Sono io la Voce dentro la tua Radio”, ma allo stesso tempo cercando di rispecchiare una quotidianità che possa appartenere a molti, come la sveglia presto al mattino, la voglia di farcela, la voglia di star bene.

Questa ripartenza per Vanessa Grey è anche un po’ un ritorno alle origini, ricominciando sotto la guida di Gianni Testa (Joseba Publishing). Amici da tempo e con qualche esperienza lavorativa comune, ora si ritrovano dopo vent’anni più grandi, più maturi, e ognuno con un proprio bagaglio di esperienze, ora da condividere insieme

“Malessere”, il primo singolo del rapper Yarko in uscita il 1° Maggio.

Yarko, giovane rapper classe 2002 di Trieste, pubblica il suo primo singolo “Malessere” in collaborazione con Indieffusione (distribuzione Pirames International). Il brano è disponibile in esclusiva Spotify dal 1° maggio e dall’8 su tutte le piattaforme digitali.
Un linguaggio esplicito e senza filtri, e la capacità di trovare la giusta miscela tra provocazione e ironia. Sono questi gli elementi che caratterizzano lo stile di Yarko.

“Malessere” è scritta sopra ad un beat martellante che si pianta in testa nascondendo il disagio generato dalla realtà circostante nel momento in cui non si comprende e non si viene compresi da chi ci circonda all’interno del nostro stesso ambiente.

Il brano, in italiano, si conclude con la frase “Welcome to the jungle, remember the name Yarko”. L’artista si sente alieno nel caos di gioie e dolori che lo circonda ma nulla è perso. Le rime e il beat sono il suo rifugio e il punto di partenza: ricordatevi di Yarko.

Davide Calà, in arte Yarko, è un rapper classe 2002 di Trieste. La sua passione per la musica nasce dalla volontà di esprimersi liberamente, senza dover essere preso di mira o giudicato.

Proprio per questo motivo Yarko inizia ad interfacciarsi con il mondo del rap, nel quale si ritrova immediatamente per gli ideali che promuovono la libertà di espressione. La sua passione per questo genere musicale, dal punto di vista artistico, nasce nel 2013 quando inizia a fare freestyle.

Yarko affina la sua tecnica e, nel 2015, inizia a buttare giù delle prime bozze fino a scrivere dei veri e propri testi. La sua esigenza di scrivere nasce dal voler tirare fuori tutto quello che ha dentro: gioie, dolori e tante altre emozioni, come motore per muovere la propria musica.

Malessere”, disponibile in esclusiva Spotify dal 1° maggio e dall’8 su tutti gli altri store digitali, è nata dalla voglia di trasformare le esperienze e le emozioni della vita quotidiana in musica per trasmettere un messaggio di riscatto, per comunicare la necessità di dover reagire davanti ai problemi e alle difficoltà. Nulla è impossibile se lo si vuole.