Premio Amnesty per la canzone dell’anno: ecco le 10 nomination

Amnesty International Italia e Voci per la Libertà annunciano le dieci canzoni candidate quest’anno al Premio Amnesty International Italia, sezione Big. Un riconoscimento che va a brani sui diritti umani pubblicati da nomi affermati della musica italiana nell’anno precedente.

Sono in lizza in questa edizione (elencati in ordine alfabetico per artista): Brunori Sas con “Al di là dell’amore”, Niccolò Fabi con “Io sono l’altro”, Levante con “Andrà tutto bene”, Fiorella Mannoia con “Il peso del coraggio”, Motta con “Dov’è l’Italia”, Willie Peyote con “Mostro”, Daniele Silvestri con “Qualcosa cambia”, Tre allegri ragazzi morti feat. Pierpaolo Capovilla con “Lavorare per il male”, Margherita Vicario con “Mandela”, The Zen Circus con “L’amore è una dittatura”.

Il vincitore sarà premiato durante la prossima edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, in programma dal 17 al 19 luglio a Rosolina Mare (Rovigo).

Il premio, nato nel 2003, viene assegnato da una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, addetti ai lavori, referenti di Amnesty International e di Voci per la Libertà.

Ne fanno parte: Claudio Agostoni (Radio Popolare), Giò Alajmo (Spettakolo.it), Diego Alligatore (Smemoranda), Daniela Amenta (Radio Capital), Giuseppe Antonelli (linguista), Eugenio Arcidiacono (Famiglia Cristiana), Massimo Arcangeli (linguista), Valeria Benatti (Rtl 102.5), Marta Cagnola (Radio24), Angela Calvini (Avvenire), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Francesca Cheyenne (Rtl 102.5), Angiola Codacci Pisanelli (l’Espresso), Massimiliano Colletti (Radio Città del Capo), Valerio Corzani (Rai Radio 3), Silvia D’Onghia (Il Fatto Quotidiano), Enrico de Angelis (storico della canzone), Danilo De Blasio (Festival dei diritti umani), Katia Del Savio (Indiana Music Mag), Enrico Deregibus (operatore culturale), Maria Antonia Fama (Radio Articolo 1), Federico Guglielmi (AudioReview), Ambrosia Jole Silvia Imbornone (Rockerilla), Andrea Laffranchi (Corriere Della Sera), Michele Lionello (Voci per la Libertà), Luigi Manconi (sociologo), Stefano Miliani (Globalist), Giommaria Monti (Rai3), Riccardo Noury (Amnesty International Italia), Simona Orlando (il Venerdì di Repubblica), Elisa Orlandotti (FunnyVegan), Angelo Pangrazio (Tgr Veneto), Fausto Pellegrini (Rai News 24), Timisoara Pinto (Rai Radio 1), Gianluca Polverari (Radio Città Aperta), Gianni Rufini (Amnesty International Italia), Valeria Rusconi (la Repubblica), Emanuele Russo (Amnesty International Italia), Giordano Sangiorgi (Mei), Renzo Stefanel (Classic Rock Italia), Marcella Sullo (Gr Rai), Monica Triglia (allonsanfan.it), Giorgio Testi (regista), Giulia Caterina Trucano (Grazia), John Vignola (Rai Radio 1), Savino Zaba (Rai Radio 1).

Negli anni si sono aggiudicati il riconoscimento: Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia & Frankie Hi-Nrg Mc, Enzo Avitabile & Francesco Guccini, Max e Francesco Gazzè, Mannarino, Edoardo Bennato, Nada Malanima, Brunori Sas e Roy Paci.

Per quanto concerne la sezione del premio riservata agli artisti emergenti, è disponibile sul sito www.vociperlaliberta.it il bando di concorso per questa nuova edizione. Possono partecipare cantautori e band che abbiano realizzato un brano che tratti di diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 4 maggio. Semifinali e finali si svolgeranno in luglio durante il festival a Rosolina Mare.

Gli artisti che si iscriveranno entro il 16 marzo avranno la possibilità di partecipare anche al Premio MEI Musplan: infatti tra tutti gli iscritti che entro quella data avranno caricato il proprio brano in una apposita playlist sulla piattaforma musplan.com una commissione ad hoc selezionerà il primo semifinalista del concorso di Voci per la Libertà.

I semifinalisti saranno 8 in totale: oltre al vincitore del Premio MEI Musplan, gli altri 7 saranno selezionati tra tutti gli iscritti dall’organizzazione di Voci per la Libertà.

È intanto disponibile il cd-book “20×22”, un’opera che vuole celebrare la 22a edizione di “Voci per la Libertà”, quella del 2019. All’interno dell’opera compaiono i brani dei venti artisti che si sono esibiti in quella occasione o hanno partecipato ad uno degli altri eventi dell’anno legati al festival. Nel booklet a fianco di ciascun brano compare un’illustrazione di un artista contemporaneo che ha rappresentato la canzone con una sua opera. 

BELITA: JEFA è il nuovo singolo reggaeton dell’artista italo-brasiliana

Belita (Isabella Dall’Agnese) è nata a Pordenone da padre italiano e madre brasiliana ed è un artista a tutto tondo: canta, balla ed è autrice dei suoi brani. Trasferitasi a Milano comincia il suo percorso artistico registrando le sue prime cover di artisti tra le quali Alicia Keys e Adele, negli studi di registrazione Massive Arts di Milano, la quale lei stessa definisce come la sua seconda casa. Belita (Isabella Dall’Agnese) è nata a Pordenone da padre italiano e madre brasiliana ed è un artista a tutto tondo: canta, balla ed è autrice dei suoi brani. Trasferitasi a Milano comincia il suo percorso artistico registrando le sue prime cover di artisti tra le quali Alicia Keys e Adele, negli studi di registrazione Massive Arts di Milano, la quale lei stessa definisce come la sua seconda casa.

Sabato 29 i Ditelo Voi al Teatro delle Arti con “Il segreto della Violaciocca”

Una black comedy che ha tutte le credenziali per divertire lo spettatore catapultato nei pettegolezzi e nelle dicerie di un condominio.
Sabato 29 febbraio (alle 21) al Teatro delle Arti con “Il segreto della violaciocca”, tornano a Salerno i Ditelo Voi. L’esilarante spettacolo in due atti segna l’appuntamento di punta di Che Comico, l’esaltante stagione ideata dalla Gv Eventi con la direzione artistica di Gianluca Tortora.
In scena il lavoro scritto e diretto dal simpatico trio (reso famoso da “Made in Sud”) insieme con Francesco Prisco e allestito da Tunnel Produzioni, che porterà in palcoscenico anche gli attori Federica Totaro, Rita Corrado e Alfonso Capuano.
Per il pubblico circa due ore tutte da ridere durante le quali non mancheranno di certo bugie, gelosie e colpi di scena. Gli stravaganti condòmini/inquilini di una fatiscente palazzina si troveranno, loro malgrado, ad affrontare insieme un segreto.
Un segreto che diventerà per lo spettatore come un’ossessione; un segreto che ha il sapore dell’assurdo, del comico, del surreale nello stile proprio del noto trio partenopeo ma che in alcuni casi corrisponde al lato più oscuro della nostra società.
Gettonatissimo, “Il segreto della Violaciocca” ha tutte le credenziali per divertire lasciando immedesimare lo spettatore nella vita piena di dicerie e fraintendimenti di un condominio, il cui equilibrio tra lamentele ed “inciuci”, viene sconvolto da una assurda scoperta: il ritrovamento di un cadavere di cui è ignota l’identità. Chi sarà? Cosa fare? Queste le domande intorno alle quali si costruisce l’ilare vicenda.
Le caratteristiche di questa trama rendono investigatori i protagonisti in scena ed il pubblico che, volente o nolente, si improvvisa detective per qualche ora.
TRAMA Che fine hanno fatto i fratelli Cirillo (Mimmo Manfredi e Francesco De Fraia), spariti in circostanze misteriose trentadue anni fa e mai più ritrovati? Ne sa qualcosa Raffaele Annunziata (Lello Ferrante) chimico in pensione con una smodata passione per la floricoltura, radiato dall’albo medico per aver condotto esperimenti non autorizzati sulle presunte proprietà allucinogene della Violaciocca, il cosiddetto “Fiore della nonna”, e che li tiene in ostaggio nel cantinato proprio sotto la sterminata piantagione di fiori che coltiva con amore. Niente televisione, radio, giornali o internet (di cui i due ignorano l’esistenza) praticamente congelati al momento in cui sono stati rapiti per una vendetta ai danni di un collega, Mimmo e Francesco, ormai quarantenni, hanno conosciuto la vita soltanto attraverso gli occhi e i racconti del loro aguzzino…

All’eCampus Anna Ascani, Valentina Aprea e Marco Sentieri parlano di scuola, digitale e musica

Si è svolto ieri all’Università eCampus la presentazione di 2 libri dedicati al mondo dell’apprendimento e delle nuove tecnologie: ” Senza Maestri. Storie di una generazione fragile” di Anna Ascani Vice Ministra dell’Istruzione (Prefazione di Matteo Renzi) e ” La scuola dei Centennials” di Valentina Aprea, Commissione Cultura Camera dei Deputati. E’ intervenuto il finalista del Festival di Sanremo 2020 Marco Sentieri, parlando del ruolo della musica nelle scuole e nel digitale.  E’ stato un convegno in cui sono emerse molte proposte atte a migliorare e valorizzare le scuole italiane, soprattutto nell’ottica del fornire i giusti strumenti di lavoro agli insegnanti, troppo spesso ‘distanti’ dal mondo dei giovani, sia come forma mentis, sia come preparazione culturale e formazione professionale.

Con moderatore Giovanni Vinciguerra (Direttore “Tuttoscuola”), sono intervenuti la Vice Ministra Anna Ascani, in rappresentanza dei ” Millennials“: ” Faccio parte di quella generazione di chi è rimasto ‘Senza Maestri’. Con questo libro ho voluto raccontare alcune storie di miei coetanei: non sono andata a caccia di storie eccezionali, bensì di storie normali“, poi l’On. Valentina Aprea in rappresentanza dei ” Centennials“: ” Pensare di formare i giovani nati dopo il 2.000 che non hanno conosciuto il mondo senza internet con le modalità di studio del ‘900 significa non solo rendere la scuola poco attrattiva, ma soprattutto rinunciare a formarli adeguatamente alle nuove sfide di oggi e di domani“.

Poi è stato proiettato il video di Marco Sentieri, ” Billy Blu” (etichetta Diva’s Production), che ha partecipato all’ultimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo, testo che tratta la delicata tematica del bullismo e cyberbullismo. Il cantante che nei prossimi mesi realizzerà un tour nelle scuole per sensibilizzare sull’argomento, portando la propria testimonianza ai giovani: ” In questa fase di comunicazione quasi esclusivamente tecnologica la musica, anche quella digitale, resta uno dei pochi veicoli capaci di trasmettere messaggi in modo immediato, emozionale e in alcuni casi rappresenta uno strumento pedagogico e sociale insostituibile, come sta avvenendo ad esempio con il mio progetto ‘Billy Blu’ contro il bullismo ed il cyberbullismo, che nelle scuole è divenuto un vero mezzo di insegnamento

Laboratorio con Tonino Taiuti a Sala Assoli dal 23 al 27 marzo 2020

Uno studio sul teatro monologante attraverso una tradizione contemporanea su autori del ‘900 (“Dalle ceneri del teatro nasce lo spettacolo”). Occupare la scena del teatro con una sottrazione dei gesti, del volume di voce, degli spostamenti, con l’invenzione di una diversa espressività, fatta piuttosto di pause, di ritmo e di sospensioni verso l’effetto comico o tragico. Prepariamoci lo spettacolo è alle porte, ma il comico è solo.
Tonino Taiuti

Quando > da lunedì 23 a venerdì 27 marzo 2020
Orari > dalle 11:00 alle 17:00
Dove > SALA ASSOLI- Vico Lungo Teatro Nuovo, 110 – 80132 – Napoli

Il Laboratorio è aperto ad attori, attrici e allievi dai 18 anni
massimo 15 partecipanti

Per candidarsi è necessario inviare CV, una lettera motivazionale e due foto all’indirizzo assoli@casadelcontemporaneo.it con oggetto: “Candidatura Laboratorio Assoli” entro il 13 marzo 2020.

Al Teatro delle Muse arriva “Lo Sciupafemmine” di Nino Marino con Geppi Di Stasio e Roberta Sanzò

Tradimenti, scandali, strage di cuori. Da sempre molti uomini hanno fatto parlare per il loro essere avventurieri. Celebri in tal senso gli italiani Giacomo Girolamo Casanova e Rodolfo Valentino. La carriera di playboy accomuna tanti miti senza tempo che hanno incantato donne di ogni età e ceto sociale. Cosa accade quando un maschio crede di riuscire a rassicurare una moglie, alla quale tiene nascoste le sue due amanti? Ce lo spiegano al Teatro delle Muse Geppi Di Stasio e Roberta Sanzò che, dal 5 al 22 marzo, saranno in scena con “Lo Sciupaffemine”, testo inedito di Nino Marino scritto proprio per Di Stasio che, dopo numerose commedie firmate come autore, ha deciso con orgoglio di portarlo in scena e dirigerlo. Sul palco anche Patrizia Tapparelli e Giorgia Lepore.  Una serie di peripezie dal ritmo incalzante, equivoci amorosi e tanto divertimento che porteranno sul palco un “catalogo” completo che è la sintesi di ogni desiderio erotico del protagonista, che dovrà però fare i conti sull’imprevedibilità femminile. E se questo senso di superiorità venisse annientato proprio dalla moglie con un finale sorprendente? Come finirà la storia con una tregua o un fallimento? Per scoprirlo non vi resta che venire a teatro approfittando di una insolita iniziativa: il marito che arriverà con la moglie e due amiche speciali (proprio come accade sulla scena) riceverà un biglietto gratuito per la grande prova di coraggio.

Il 10 aprile esce “Namastereo, il terzo album di Giuseppe Costa, in arte YOSONU.

Il 10 aprile esce “Namastereo” (La Lumaca Dischi / Audioglobe), il terzo album di Giuseppe Costa, in arte YOSONU. All’interno del disco, che sarà disponibile in anteprima su Spotify e in pre-order su Audioglobe a partire dall’1 aprile, la collaborazioni eccezionale di Enrico Gabrielli che arriva “a sorpresa” con ben 6 clarinetti bassi nel brano “Cucumanda”, primo estratto in uscita con videoclip il 20 marzo: un brano dall’incedere potente e articolato, con la voce che alterna sussurri e “mantra dialettali” a ritmiche scomposte. Un album in cui YOSONU ha suonato batterie elettroniche, percussioni, voci, kalimba, beatbox, marranzano vietnamita, body percussion, bidoni e oggetti e che rappresenta per la “one man orchestra” il manifesto del suo nuovo sound, il “free-pop”“libero, psichedelico, articolato, evocativo, ossessivo, politico, elettronico, industriale, popolare –  racconta il polistrumentista calabrese – L’utilizzo del suono degli oggetti e lo studio delle possibilità della voce passano da una massiccia effettistica, che rende il lavoro più vicino a sonorità sintetiche/industriali e spesso psichedeliche. Complesse poliritmie, riff in loop che divengono “mantra”, uso di oggetti quotidiani, voci filtrate e diplofonie sono il trademark di questo esperimento dalle influenze molteplici e singolari: dagli Area a Bobby Mc Ferrin, dai Justice agli Einstürzende Neubauten”. “Namastereo” è composto da nove brani: il primo è “38.515712”prima composizione di Yosonu scritta per ensemble: fagotto, violoncello, violino, flauto traverso, basso, chitarra e percussioni per un brano registrato in presa diretta che spiazza e crea la tensione perfetta per entrare nel disco. Il secondo è “Cucumanda con la partecipazione dell’ispiratissimo Enrico Gabrielli.  Poi “Tristi per caso”: una scura pulsazione fa da impalcatura all’ingresso progressivo di suoni e di voci malinconiche che somigliano a un rito, che sembra tenersi nel riverbero di un’industria abbandonata. Il brano Mono Moon” è il momento più “heavy” dell’album: fra le batterie spezzate si affacciano voci così filtrate che fanno sembrare senza peso i corpi che le emettono: niente fantasmi, è solo assenza di gravità. In Silence”, la voce mediterranea di Lavinia Mancusi si muove con leggerezza sulle frequenze elettroniche e tra i rumori acustici di questa “colonna sonora senza film”. This journey” è una traccia sospesa, come la condizione del protagonista (delle migliaia di protagonisti) di cui racconta. Inusuale per Yosonu: pochi elementi e voce delicatissima, bano Intenso con un epilogo coinvolgente e inaspettato. Dopo la parentei elettro-rock di ?”, il disco si avvia al termine con See more” in cui Yosonu si ispira a “Brigante se more”, ma sceglie di non farne la rilettura: la voce è l’unica protagonista e si fa carico sia di trasferire il messaggio sia di tenere in piedi l’intero brano e 16.164102”: l’ensemble (+1) che ha aperto le porte dell’album suona per condurre il visitatore verso l’uscita. Forse però sta già ricominciando il giro, il viaggio.        L’album è composto, arrangiato (il brano “See More” arrangiato insieme a Valeria Cardullo) e prodotto da Giuseppe Costa. Tutte le voci sono state riprese da Alessio “Lex” Mauro nella cave degli AllmyfriendzareDEAD, a Reggio Calabria. Enrico Gabrielli ha suonato i clarinetti bassi su “Cucumanda” (ripresi da Fabrizio Chiapello, al Transeuropa Recording Studio, Torinoe Lavinia Mancusi ha cantato su “Silence” (ripresa da Mauro Menegazzi, a Manziana – Roma). “38.515712” e “16.164102” sono stati registrati dal vivo al LM Recording Studio di Reggio Calabria da Alessio “Lex” Mauro con: Giuseppe Federico al fagotto, Mario Licciardello al violoncello, Domenico Modafferi al violino, Eliana Moscato al flauto traverso, Valeria Caudullo al basso elettrico, Davide Mezzatesta alla chitarra elettrica, Yosonu alle percussioni. Mixato da Carmelo Scarfò e Giuseppe Costa. Masterizzato da Carmelo Scarfò e Alessio Mauro al Nunu Lab, Mammola (RC). Illustrazioni e grafiche di Massimo Sirelli, che ha operato come freelance su progetti riguardanti grandi marchi (Ferrero, Seven, Fiat, Rai, etc) e i cui lavori sono stati pubblicati su importanti libri di graphic design. Yosonu è il progetto di Giuseppe “drumz” Costa, batterista (dal 1997) ha suonato in diverse formazioni (Adriano Modica, Carmine Torchia, Marvanza, Teresa Mascianà e altri), docente di body percussion e propedeutica musicale per bambini e adulti, anche architetto. La “one man orchestra” conta 300 concerti in 4 anni tra club, caffè letterari, raduni buskers e festival (con Alborosie, Uzeda, Afterhours, Gogol Bordello, Wrongonyou e altri). È stato in classifica KeepOn tra i migliori live di marzo 2018 in Italia. Nel disco Happy Loser (CNI Unite, 2017) ha ospitato John Egan – eccentrico flautista degli Ozric Tentacles e dei Dream Machine – e il grande Paolo Tofani, chitarrista storico degli Area e ricercatore instancabile, che proprio con Yosonu forma il duo “Battiti Alti”. Ha portato in tour anche la sonorizzazione di Wall-E, ormai tra i classici dell’animazione Pixar. Con l’album GiùBOX (CNI Unite, 2016) ha ottenuto il patrocinio di Legambiente e il marchio di progetto “green” per la sua attenzione al tema del riuso e riciclo in composizioni e concerti suonati senza strumenti convenzionali (è stato invitato al TEDx come speaker e performer per approfondire).

Il Parto delle Nuvole Pesanti: In viaggio lungo Il percorso calabrozen SS

Dopo la fortunata anteprima per Meiweb, esce su Youtube il videoclip Il Percorso calabrozen, secondo singolo del Parto delle Nuvole Pesanti tratto dall’ultimo album Sottomondi uscito di recente con WMusic.

Il videoclip, diretto da Enrico Le Pera, mescola sacro e profano lungo i confini della magia, con stile allegorico, ispirandosi al film Aléteia dello stesso regista, della cui colonna sonora il brano fa parte.

Il percorso calabrozen è un viaggio che marcia su un doppio binario, fra la profondità del testo e la leggerezza del racconto visivo, in cui le immagini raccontano un cammino di ricerca, scoperta e ri-conoscenza verso la propria terra. Un viaggio che sa individuare e trasformare il segno delle cose e mettere l’amore dove non c’è. Un percorso magico che sgorga dai vapori dell’animo, che “scaccia la tristezza con una carezza, bacia la vita con due grandi labbra, stringe la notte con abra cadabra”. Un anelito, un’esortazione a combattere e a non farsi sopraffare dalla rassegnazione anche quando tutto sembra perduto, perché ogni perdita nasconde nuovi orizzonti.

Il percorso calabrozen è un fantasmagorico trasformatore made in Calabria, un magico marchingegno capace di cambiare tutto quello che trova sulla sua strada: l’ignoranza in conoscenza, l’indifferenza in sensibilità, il brutto in bello, la rassegnazione in speranza, l’odio in amore e la sfortuna in buona sorte.

Al timone di questa trasformazione una donna, simbolo anche di riscatto e portatrice di vita, pace e coraggio. Ma è una donna strana, un po’ saggia e un po’ pazza, dotata di particolari poteri magici, un incrocio tra una maga, una fata e una strega. Una “magara” come la chiamano in Calabria.

Sullo sfondo di una scenografia allegorica, costellata di abiti clowneschi, cappelli stralunati e stracci colorati, a creare un’atmosfera circense e carnevalesca che sembra uscita da un film di Fellini, la magara estrae conoscenza e saggezza da un vecchio pentolone annerito e fumante. E’ la “quadara” – come ancora la chiamano i calabresi – in cui si cuociono e si conservano le cose buone della tradizione. La magara ne fa dono ai musicisti affinché se ne prendano cura.

Il percorso calabrozen è un viaggio opposto a quello che fa Gregor Samsa nella Metamorfosi di Kafka il cui destino sembra consegnato a forze oscure e inconoscibili, che operano in maniera assurda e imperscrutabile sulla vita degli uomini. Ma è un viaggio diverso anche da quello di Siddharta che va alla ricerca di sé, animato da un’inquietudine spirituale e rifiutando i beni materiali. Il percorso calabrozen predilige le vie terrene, sociali e ambientali dei luoghi, dei colori, della terra, della gente, della storia, della natura, della bellezza, dell’allegria e dell’innamoramento sorprendente e magico, quasi romantico anche perché – a differenza di quanto avviene nella tradizione letteraria, persino epica – ad indicare la direzione è una donna.

Ma in filigrana affiora una visione più amara e pessimistica, in cui proprio l’idea di cambiamento attraverso la magia ne segna i reali limiti. Emerge la difficoltà di cambiare le cose in una terra disperata che sta sprofondando nel baratro e si affida a maghi, santoni e ciarlatani per curare l’anima malata. La magia degrada a palliativo di una coscienza che a parole vuole cambiare ma che di fatto fa poco o niente per realizzare tale mutamento. Sotto questa luce il videoclip sembra fare un’allusione alla gattopardesca politica calabrese pronta a cambiare bandiera ad ogni tornata elettorale per non cambiare niente, mantenendo così poteri e privilegi, incurante della sofferenza della gente.

E’ di Angri il barbiere che ha vinto le gare di taglio in Europa

E’ Carmine Rispoli il vincitore degli International Cup 2020 che si sono tenuti in Albania lo scorso weekend nella categoria old school. Il titolare di Barber Doria non è nuovo a questo tipo di vittorie avendo già trionfato nel settembre 2019 agli europei di Sofia sempre nella categoria old school . “Quando hanno annunciato la mia vittoria quasi non ci credevo, poi ho ascoltato le note di We Are The Champions e qualcuno mi ha messo la bandiera italiana attorno al collo e li ho realizzato che avevo vinto. Queste vittorie sono frutto del sacrificio. Solitamente dopo una giornata normale di lavoro passo altre due ore ad esercitarmi. Dedico questa vittoria a mia moglie e ai miei figli  che mi hanno sempre sostenuto e al mio maestro Alfredo Amoroso senza il quale questi successi non sarebbero mai venuti.”

A’ MASCHKARATA DI SAN MAURO CILENTO TRA L’ANTICHITA’ ED IL CONTEMPORANEO.

Presentato a Palazzo “Ruggi D’Aragona”, sede della Soprintendenza di Salerno, l’antico Carnevale di San Mauro Cilento. All’incontro, coordinato da Michele FAIELLA, Funzionario per la Promozione e Comunicazione / Responsabile dell’Ufficio Stampa della Soprintendenza, sono intervenuti: Anny ENRICO – Presidente ARF/ART – Università di Napoli “Federico II”; Teresa COLLETTA – ICOMOS – Università di Napoli “Federico II”; Eugenio CAIAZZO – Consigliere Comunale di San Mauro Cilento (SA); Umberto FLAUTO – Presidente Confersercenti – Ancestor di Salerno; Giuseppe CILENTO – Sindaco di San Mauro Cilento (SA); Francesco PICARONE – Onorevole, Consigliere Regione Campania; Rosa CARAFA – Funzionaria Storica dell’Arte / Resp. Sett. Demoetnoantropologico Soprintendenza; Fabio FICHERA – Funzionario MIBACT ROMA /Direzione Generale – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

La Soprintendenza ABAP, diretta da Francesca Casule, attraverso il Settore Demoetnoantropologico, tende ad evidenziare un’importante aspetto della tradizione in provincia di Salerno qual è il Carnevale di San Mauro Cilento. La màschkarata di San Mauro, prevista per le giornate di domenica 23 e martedì 25 febbraio 2020 (ore 14.30-18.00), impone alcune riflessioni nell’ambito della tutela e della conoscenza di un patrimonio culturale immateriale radicato nel contemporaneo. In esso il richiamo alla tradizione è evidente: si attinge dall’arcaico, dall’inattuale, con la prospettiva di rivitalizzarne i contenuti e restituirne la sua contemporaneità. L’elemento distintivo della Maschera (che non è esclusivo solo del Carnevale  e che può svolgere in diverse direzioni come il Sacro, il Mito o l’Illegalità) e delle sue ‘forme’ è che continuano a mutare tra l’Antichità ed il Contemporaneo, riprese da rinate creatività.  A’ maschkarata  di San Mauro Cilento oggi si presenta come una forma espressiva di identità territoriale e produce diversità culturale . In una area geografica ricca di contaminazioni,  elementi arcaici e inattuali, nel solco di un’espressività contemporanea, riflettono i bisogni di partecipazione e di dialogo, di valorizzazione di saperi locali attingendo alla propria storia ed alla propria tradizione culturale.

 

L’angrese Paolo Novi, fotografo dei grandi eventi, è il nuovo presidente di Canon Club Campania

di Brigitte Esposito

Di recente il Consiglio Direttivo di Canon Club Campania ha provveduto al rinnovo dei vertici nominando come nuovo presidente il vulcanico fotoreporter e giornalista angrese Paolo Novi. Figlio d’arte, cresciuto in una famiglia di fotografi, Paolo ha appreso l’arte della fotografia dal padre Giovanni, uno dei primi fotografi dell’Agro Nocerino Sarnese negli anni ’40, che fu il primo a mettergli in mano la prima macchina fotografica. Ciò che colpisce di Paolo e della sua arte è l’immensa dedizione, la disponibilità, la simpatia e la discrezione a cui si aggiunge quella luce meravigliosa negli occhi che pochi hanno. Ha sempre documentato gli eventi e i momenti più importanti della vita di ciascuno cogliendo, con passione ed estro, le emozioni più belle regalando ricordi indelebili destinati a rimanere nel tempo. Negli anni ’90 è stata avvincente e coinvolgente la sua esperienza professionale in Italia e all’estero. Ha vissuto, infatti, per anni in Australia per dedicarsi alla fotografia naturalistica collaborando con più riviste specializzate nel settore. Nel 1998 ha collaborato a Milano con importanti agenzie di moda. Trasferitosi nel 2000 a Roma è stato addetto stampa presso la Presidenza del Senato della Repubblica. Nel 2002 è stato nominato amministratore delegato della SD Italia Group società che opera, sia in Italia che all’estero, nell’organizzazione di convegni e grandi eventi internazionali. Nel 2007 è ritornato ad Angri per sposare l’anno successivo la compagna di sempre, Giovanna, e dal loro matrimonio sono nati Andrea e Marta. Tante le collaborazioni con fotografi e maestri di fama internazionale e ideazioni di eventi, contest e mostre in cui ha messo a disposizione la sua formazione in comunicazione visiva e fotogiornalismo.  Nel 2012 è diventato presidente dell’ACVA, Associazione per la comunicazione visiva meglio nota come Click@ngri, e nel 2013 direttore artistico del Photo Days il Salone della Fotografia e dell’Imaging del sud Italia. Nel 2015 viene nominato vice presidente della Confesercenti dando vita ad importanti manifestazioni rivolte alla divulgazione della fotografia. Nel 2016 ha fondato la PN Fotografi assieme ad altri colleghi per far risaltare, dal punto di vista fotografico, le eccellenze del territorio. Nel 2019 è stato nominato vice presidente di In Focus Associazione Culturale Fotografica. Attualmente cura una rubrica fotografica sul mensile Angri ’80 occupandosi anche della parte grafica-fotografica dello stesso. Nel corso di una piacevole chiacchierata Paolo Novi ha ringraziato gli associati per la fiducia accordatagli affermando di essere pronto a condividere con loro le varie attività che si andranno a realizzare.

Sei pronto per questa nuova esperienza e per questo importante incarico?

Rappresentare un brand come Canon, che da anni consegue primati in tutto il globo e nella sola Campania raggruppa migliaia di simpatizzanti, senza ombra di dubbio risulta essere una cosa di non poco conto. Ma quando c’è passione si è sempre pronti ad affrontare impegni di spessore.

In qualità di nuovo presidente di Canon Club Campania quali le eredità da gestire e quali gli obiettivi da perseguire?

Canon Club Campania è stato per molto tempo in stand by e gli appassionati di fotografia stavano attendendo delle novità. L’obiettivo primario sarà quello di recuperare il tempo perso, compito che svolgerò, con sacrificio e costante impegno, unitamente ai miei soci. Proporrò incontri formativi, workshop, eventi, uscite e mostre fotografiche, concorsi e tutto ciò che potrà essere utile alla diffusione e promozione della cultura e dell’arte fotografica.

Cosa ha significato per te, negli anni, saper e voler scrivere con la luce?

Io sono nato con la luce, non saprei vivere senza. La fotografia è una presenza forte e costante nella mia vita. Rappresenta il passato, il presente ed il futuro.

Come pensi sia cambiata la fotografia con l’avvento dei social network? Tutti fotografi o esibizionisti?

Nell’era digitale e dei social network, la fotografia è diventata protagonista in ogni campo, settore o categoria, ma sostanzialmente non è mai cambiata. Continua ad essere un mezzo di comunicazione, una forma visiva di espressione e si evolve come qualsiasi altro tipo di linguaggio: una volta si scriveva su carta con penna e calamaio mentre oggi si scrive su schermi touch con tastiere digitali, ma in fondo i contenuti restano sempre legati alla personalità di chi scrive e lo stesso discorso vale per le altre forme di comunicazione. Sicuramente la tecnologia ha dato modo a chiunque di avvicinarsi alla fotografia ma, così come tutti siamo in grado di scrivere senza per questo essere degli scrittori, allo stesso modo scattare foto non significa necessariamente essere un fotografo.

In questi anni qual è stato il tuo scatto più emozionate e quello più divertente?

Ho iniziato a scattare foto da piccolo essendo nato in una famiglia di fotografi. Non saprei elencare tutti gli scatti della mia vita e forse ci vorrebbe un’altra vita per raccontarli. Non esiste neanche uno scatto in particolare a cui sono legato, ma se dovessi scegliere il più emozionante e divertente sicuramente sarebbe quello scattato ai miei figli.

Un augurio a tutti i membri della community di canonisti

I miei auguri vanno a tutti coloro che amano quest’arte perché senza comunicazione visiva e senza la condivisione di essa probabilmente la nostra vita non sarebbe la stessa. Buona luce a tutti.

JOSEPH MARTONE: il 20 marzo uscirà l’album Honeybirds

l nuovo brano “Trust” dell’italo americano anticipa l’album “Honeybirds” che sarà pubblicato dalla FreakHouse records. Honeybirds è il debut album da solista di Joseph Martone che lascia gli ex compagni Travelling Souls e con Taylor Kirk realizza otto tracce di intenso blues-noir e folk che richiamano a gente del calibro di Nick Cave, Calexico, Willard Grant Conspiracy, Tom Waits, John Murry con echi morriconiani.  Dopo aver pubblicato il primo singolo dal titolo “The Deal”, una traccia che ha svelato l’animo scuro, sognante e bucolico di Joseph; oggi ci presenta un brano più “solare” apparentemente più pop e dal piglio vibrante. Ad accompagnarlo nel video, registrato in presa diretta al Fish Factory Studio Londra da Diego Perrini,  troviamo Jonathan Maurano degli EPO, Ned Crowter, Pat Dam Smyth e Sam Beer. Il nuovo percorso musicale di Martone inizia con a fianco due artisti incredibili: Taylor Kirk, leader del gruppo canadese Timber Timbre  – che ha curato la produzione artistica del disco – e  Ned Crowther, del gruppo anglosassone The Fernweh, che è anche co-autore di alcuni brani. Honeybirds verrà pubblicato il 20 marzo dalla label Freakhouse records e gode anche della distribuzione in Francia e Belgio attraverso la prestigiosa InOuïe distribution.
L’album è stato registrato fra Napoli e Montréal da Richard Reed Parry degli Arcade Fire con la regia di Pietro Amato, già musicista di Patrick Watson, Arcade Fire, Bell Orchestre e The Luyas; e Antonio Feola.
Il lavoro è stato masterizzato sempre a Montréal dal Harris Newman (Wolf Parade, Frog Eyes, A Silver Mt. Zion, Vic Chesnutt, Astral Swans, Carla Bozulich) presso il Grey Studio, studio del giro Constellation Records.

Il video del brano “The Deal” è girato dal filmaker e visual designer Salvo Delle Femmine e vede come special guest, alla voce modulata, la straordinaria Ilaria Graziano (Yoko Kanno, Francesco Forni).
La traccia ha la particolarità di essere emotivamente intensa e richiama (quasi fosse un omaggio al Maestro) i paesaggi sonori disegnati da Ennio Morricone, ed è suonata oltre da Joseph alla voce e chitarra baritono, da Taylor Kirk alla chitarra elettrica, Ned Crowther al basso, Pietro Amato tastiere / french horns e Jonathan Maurano (Epo) alla batteria.