L’8 febbraio presentazione del libro “Racconti a colori” a Scafati

“Racconti a colori” è il risultato di una bellissima esperienza di dono: un libro scritto da bambini, illustrato da bambini e destinato ai bambini. Un lavoro di squadra, un impegno sinergico tra i volontari dell’associazione ‘Nasi Rossi Clown Therapy’, la scuola coinvolta nel progetto, l’Istituto Comprensivo Eduardo De Filippo di Sant’Egidio del Monte Albino, l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, le docenti e i tanti bambini che hanno partecipato con entusiasmo, Tutti hanno collaborato alla riuscita del progetto “Favolando in corsia”. Come il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, dott. Antonio Marziale, che ha curato la prefazione e il Rotary club Scafati – Angri Realvalle che ha sostenuto il progetto e reso possibile la sua realizzazione.
‘Favolando in corsia’ è un progetto rivolto a bambini ospedalizzati e ai bambini della scuola primaria, orientato a sviluppare e potenziare negli stessi la creatività e l’amore per il libro e la lettura. Invogliare i bambini a scrivere favole permette di trasmettere valori, sensibilità e consente di favorire e stimolare l’immaginazione, motore della creatività.
La presentazione di ‘Racconti a colori’ nel Comune di Scafati avrà luogo sabato 8 febbraio 2020, alle ore 18:00, presso la Sala Don Bosco, in piazza Vittorio Veneto. Il coordinamento dei lavori e la moderazione della discussione sono affidati alla giornalista Maria Rosaria Vitiello. Per i saluti, Carmen Battipaglia, Presidente Rotary Club Scafati Angri Realvalle Centenario, il Sindaco Cristoforo Salvati, Michele Strianese, Presidente della Provincia di Salerno e Don Giovanni De Riggi, Parroco della chiesa Santa Maria delle Vergini. Gli interventi saranno della dott.ssa Francesca Colombo, Presidente dell’associazione ‘Nasi Rossi Clown Therapy’, dell’arch. Francesco Di Somma, Presidente Rotary Club Gruppo Vesuvio, del Prof. Angelo De Maio, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo ‘Eduardo De Filippo’ del Comune di S. Egidio del Monte Albino, della dott. ssa Rosanna Di Concilio, Responsabile di ematologia e oncologia pediatrica presso l’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Le conclusioni saranno affidate al dott. Antonio Brando, Assistente Distretto 2100 Rotary.

Radici di Gusto a S. Antonio Abate: un viaggio tra i sapori e i saperi di una volta

Radici di Gusto è stato non solo un vero e proprio viaggio tra i sapori e i saperi di un tempo alla scoperta della grande cultura gastronomica del nostro territorio, ma anche un processo di costruzione identitaria. Ci si nutre non solo di cibo, ma di storia, tradizioni e simboli. La kermesse gastronomica, patrocinata dal Comune di S. Antonio Abate in collaborazione con la Camera di Commercio di Napoli, l’Assessorato all’Agricoltura di Sant’Antonio Abate e Slow Food Monti Lattari con Slow Food Campania, ha acceso i riflettori sui prodotti che caratterizzano l’agricoltura autoctona, in particolar modo sul Fagiolo Mustacciello, sui Broccoli Amari ‘a fronne d’ulivo e sul Pomodoro Cannellino. Un progetto per valorizzare e sostenere la straordinaria filiera agricola abatese attraverso la ricerca dell’eccellenza, della qualità, della tipicità, del gusto, della sapiente passione per la tradizione, ma anche di un’attenta preparazione dei cibi. Presenti al convegno Ilaria Abagnale sindaco di Sant’Antonio Abate, Concetta D’Aniello e Sabato Abagnale della Slow Food Monti Lattari, Carlo Antonio Coppola Assessore all’Agricoltura del Comune di S. Antonio Abate, la nutrizionista Feliciana Fontanella, e Alfonso Del Forno coordinatore della Guida alle Birre d’Italia in Campania e formatore nei Master of Food.  Applauditissimo il pluripremiato ed affermato chef Ciro De Simone, chef ufficiale della condotta Slow Food dei Monti Lattari, che ha dato vita ad un interessante e gustoso show cooking.

Il Salotto di Bry è scritto e condotto da Brigitte Esposito, riprese e regia di Gerardo Roberto Tartaglia.Una produzione www.360gradiwebtv.it Foto di Paolo Novi, Angelandrea Falcone e Davide Risi.  Agenzia di comunicazione WeLike

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Ricette d’amore giovedì 30 alla Truffaut. In scena Patrizia Pellegrino, Jane Alexander, Federica Cifola, Fanny Cadeo e Ascanio Pacelli.

Una commedia briosa e frizzante, capace di far sorridere ma anche riflettere: con le “Ricette d’amore” di Patrizia Pellegrino, Jane Alexander (per lei è la prima volta a teatro) Federica Cifola, Fanny Cadeo e Ascanio Pacelli, prosegue la XII stagione di prosa di Giffoni Teatro.
L’appuntamento con questo singolare spaccato sul mondo femminile è per giovedì 30 gennaio alle 21 alla Sala Truffaut della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana.
Nasce dalla penna di un’autrice contemporanea, Cinzia Berni, la divertente e arguta pièce che, fin dal suo debutto, sta riscuotendo grandi consensi. Questo è il quarto anni di repliche. Frizzante ma non scevra da riflessioni profonde, caricaturale ma specchio di un costume, farsesca e tuttavia descrittiva della psicologia femminile e maschile, Ricette d’amore è un bell’esempio di teatro popolare. Tra divertenti equivoci e battute a ritmo serrato, quattro donne diverse si contendono lo stesso uomo.
Le protagoniste si rubano la scena l’una con l’altra nel senso migliore del termine: ogni donna ha le sue caratteristiche, le sue forze e le sue debolezze, ma anche tutte le risorse necessarie a raggiungere i propri obiettivi personali. In un continuo botta e risposta, intrattengono, divertono e riescono a parlare anche di sesso senza indugi, volgarità né imbarazzi.
Silvia, Irene, Giulia e Susanna si conoscono ad un corso di cucina e decidono di trascorrere una serata insieme per ripassare le ricette previste dall’esame finale. Con l’occasione si scambiano racconti di vita e riflessioni più o meno serie. Non manca ovviamente l’argomento sesso: c’è chi tradisce il marito, chi si è separata ma sente ancora la nostalgia dell’ex, chi deve sposarsi con una persona tanto diversa (forse troppo?) da se stessa e chi non riesce a raggiungere l’orgasmo col proprio uomo nonostante non manchi l’amore.
I racconti sono interrotti dal campanello: alla porta si presenta il seduttore seriale, Ascanio Pacelli, un vicino di casa particolarmente affascinante, che indossa solamente un minuscolo asciugamano. Adulto, palestrato, con tartaruga e tatuaggi…Lo shock delle ragazze è collettivo. E lui chi sceglierà di loro? L’esito non è scontato. Le fisique du rôle non gli manca e rappresenterà una bella sorpresa per il gentil sesso in sala.
La regia è di Diego Ruiz, le scene di Mauro Paradiso, i costumi di Lucia Mariani, le musiche di Stefano Magnanensi.

Il Salotto di Bry al “Lucrezia Gruosso’s 60th Birthday”: un mega party per celebrare la vita

Ci sono feste che rimangono nel cuore non solo di chi ne è protagonista, ma anche di chi partecipa e ne vive le emozioni. Il programma web/tv Il Salotto di Bry ha puntato in questa puntata le telecamere di www.360gradiwebtv.it sul Lucrezia’s 60th Birthday in Costa d’Amalfi. Raggiante e carica di energia la vulcanica Lucrezia Gruosso, nota a Tramonti per il suo impegno nel sociale, ha compiuto i suoi primi 60 anni e per celebrare meravigliosamente il compleanno ha organizzato un mega party decisamente chic ed esclusivo. Una donna dolce, speciale, coinvolgente amata da tutti per la sua innata capacità di aprirsi alla vita con straordinario ottimismo. Sorridente, fasciata in uno splendido abito verde smeraldo e accompagnata da un prestante cavaliere, Lucrezia ha fatto il suo ingresso presso l’Azienda Agrituristica Antichi Sapori accolta dall’euforico e caloroso affetto di parenti, colleghi ed amici. Un’atmosfera suggestiva, una festa da sogno e di successo curata nei dettagli dalla event planner Carolina Di Martino, una cena ricercata a base di delizie gourmet realizzate dallo chef Giuseppe Francese e vini doc proposti dalla sommelier Antonietta Mandara. Con il suo garbo, la sua eleganza, la sua finezza Lucrezia ha regalato ai suoi prestigiosi ospiti note di vita, entusiasmo e gioia miscelate al dolce suono dei violini dei maestri Pierpaolo Petti e Ilaria Maria Zarra. La serata, all’insegna del divertimento, si è trasformata in un vero e proprio spettacolo con danze live col fuoco, animazione e disco music. Prima di spegnere le 60 candeline su una strepitosa torta a piani Lucrezia ha dichiarato: “È stato un compleanno magico perché ho sentito l’amore di tutti

Il Salotto di Bry è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, regia e riprese Roberto Gerardo Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone. Una produzione ww.360gradiwebtv.it

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“Skyline Rooftop” è uscito il primo progetto discografico di FRANKIE B

“Skyline Rooftop” (letteralmente “tetto sulla linea dell’orizzonte”) è il primo progetto ufficiale di FRANKIE B, musicista mantovano ventenne.

L’album contiene sette brani inediti che, grazie ad un affascinante e coinvolgente storytelling introspettivo, trasportano con energia e fantasia l’ascoltatore nel vortice di pensieri, sensazioni ed emozioni. Definibile un cantauto-rapper per brevità, il giovane FRANKIE è in realtà un autore pop, evidentemente suggestionato dalla sua passione per jazz, blues e soul nella parte musicale, e un poeta 20.0 (venti punto zero…) nella parte dei testi, capace di raccontare un sé nel mondo che osserva con gli occhi di chi sente guardato, ma non ascoltato. Insomma una sorta di songwriter elettro-rap degli anni ’20 del terzo millennio. Ecco allora uno scorrere di ricordi “congelati” dove ogni brano del progetto assume le caratteristiche di una fotografia scattata in modo coerente e ambizioso, con l’intenzione di affermare la propria esistenza come Uomo e come Artista, e con la speranza di spostare “la location del suo prossimo scatto” sul tetto panoramico di un palazzo alto, elegante e stabile. Un volo verticale al primo piano, in attesa di un paio d’ali? Chi lo sa: ascoltare per… capire.

Mattia Brunoni, in arte Frankie B, è uno scrittore e rapper emergente classe 1999, nato e cresciuto nella provincia di Mantova. Inizia ad avvicinarsi al rap nel 2010 ascolatndo Eminem e 50Cent, rimanendo colpito dalla forte capacità espressiva di questo genere. Nonostante egli scrivesse i propri pensieri sotto forma di brevi poesie e prose già dalla prima infanzia, capisce di poter “andare oltre”: nel 2013, infatti, inizia a concentrarsi sulla stesura di brani musicali rap, arrivando a pubblicare nello stesso anno un singolo in collaborazione con un amico. È proprio tra il 2013 e il 2016 che si colloca l’inizio effettivo della carriera musicale di Frankie BNel 2019 partecipa, in veste di attore, al videoclip “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo” di Luca Bonaffini, con la regia di Giacomo Bottarelli, già suo amico e collaboratore. Nello stesso anno firma con LONG DIGITAL PLAYING Srls (casa editrice musicale milanese fondata dallo stesso Bonaffini) e incide SKYLINE ROOFTOP che esce il 24 gennaio 2020.

Tre cantautrici vincono Italian Music Contest 19

ITALIAN MUSIC CONTEST- #imc19 il nuovissimo premio di successo creato e dedicato ai nuovi cantautori ed interpreti ha visto tre cantautrici in vetta alla classifica. La finale del 20 gennaio 2020 a Le Mura, trasmessa da Cesare Deserto in diretta streaming su Italian Music News e su Italian Mad House, ha visto, dopo la prima esibizione di tutti gli otto finalisti, salire sul palco e sfidarsi in battle i quattro cantautori “superfinalisti”; Federico Proietti (Lazio), Melga (Puglia), Alex Allyfy (Sicilia) e Candida (Lazio). Alla fine delle tre battle vince la prima edizione di  Italian Music Contes #imc19 la giovanissima Candida. Scelta molto sofferta per la giuria perché i quattro finalisti delle battle rappresentano tutti stili e modalità di fare scena completamente diverse: il cantautore romano Federico Proietti, accompagnato dalla sua band composta da fortissimi musicisti, propone un pop molto energico e coinvolgente che invoglia il pubblico a partecipare, la seconda classificata Alex Allyfy con il suo Luke The Uke incanta  con la sua grazia e con l’originalità del suo “amico”  ukulele con cui “vive” il palco ed insieme cantano e suonano, esclusivamente in inglese, parlando di temi importanti ed attuali ben nascosti dal ritmo vivace ed incalzante. La terza classificata Melga,  infonde arte con il suo modo misterioso ed ipnotico di suonare e cantare che lascia il pubblico in silenzioso ascolto, mentre la capitolina Candida, vincitrice di #IMC19, è il prototipo del nuovo cantautorato femminile colto, elegante e profondo nonostante i suoi, soli, 16 anni. “Un successo inaspettato–commenta l’ideatrice e conduttrice Sara Lauricella- soprattutto per una prima edizione. Oltre 40 concorrenti dal centro e sud Italia con il tocco internazionale dell’italo-columbiano Christian David Vitaliano e del nigeriano Olumize. Cantatutori ed interpreti che si sono messi in gioco per proporci la nuova musica italiana per un contest che ho voluto fortemente far uscire dalle solite logiche. Tantissimi i generi proposti, questi ragazzi hanno dimostrato che il cantautorato italiano è vivo e vegeto, ha solo bisogno di spazio, proviamo e proverò a farlo emergere, anche se fosse solo uno.”

Otto i finalisti che si sono contesi il titolo nella finale:  Melga, Alex Allyfy, i Monalisa, Tiziano Perugini,Candida, Federico Proietti, Christian Storti, Andre .  Ospiti della finale la cantautrice romanesca Nicole Riso il suo nuovo brano “Nino e Antonio” che parla di una storia d’amore senza confini,  la cantautrice pugliese Diorhà con il suo nuovo brano “Un Altro Pianeta” testimonial del gemellaggio tra il Music Indie Contest di NEM ed #imc19, mentre la promessa incursione del mondo indie è stata rappresentata da MeDio con il suo brano Banshee. Tanti i giurati che si sono avvicendati nelle varie fasi del contest: Saverio Gerardi, Salvatore e Nicole Riso, Isabella Palmisano, Claire Audrine, Edo Guerrazzi, Cesare Deserto, Andrew “Superview”, Emanuele Binelli, Beatrice Rigillo, Piro, Francesca Borrelli, Angelita, Maddalena Maglione, Daniele Pacchiarotti, Pepe, Federica Pansadoro, Salvatore Battaglia, Giorgia Groccia, gli avvocati del Siedas, le FusionsArt  ed il sempre presente e prezioso Matteo Sica. Fotografo delle tappe Antonello Ariele Martone e della finale Isabella Cavallaro.

Il 31 gennaio Marcotulli e Biondini al Centro Sociale di Pagani per Scenari Pagani 23

Secondo appuntamento per “Scenari pagani 23”. La rassegna di Casa Babylon Teatro, ideata e curata da Nicolantonio Napoli anche direttore artistico, ritorna con il primo spettacolo del nuovo anno. Venerdì prossimo 31 gennaio, alle 21.00, come sempre per questa edizione, nell’auditorium del Centro Sociale di Pagani, Rita Marcotulli e Luciano Biondini allieteranno il pubblico con “La strada invisibile”, uno spettacolo ispirato ai temi musicali più suggestivi della filmografia di François Truffaut.

Come al solito, prima dell’ingresso in sala, il pubblico sarà allietato da “Tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo a cura di “Ritratti di Territorio”, il progetto culturale della giornalista Nunzia Gargano. Per la seconda serata, i palati saranno intrattenuti, come al solito, dai vini della Famiglia Pagano 1968 di San Marzano Sul Sarno, dai taralli del Biscottificio Calabrese di Bracigliano e dalle creazioni lievitate del maestro pizzaiolo Francesco Pastore della pizzeria “La Pergola” di Scafati.

Come al solito, un evento da non perdere.

La strada invisibile di e con Rita Marcotulli – pianoforte e Luciano Biondini – fisarmonica

È fuor di dubbio che la pianista Rita Marcotulli e il fisarmonicista Luciano Biondini appartengano alla categoria che Mingus apprezzava: artisti dotati di una grande abilità tecnica sempre al servizio dell’emozione che la musica deve saper suscitare. La loro collaborazione è recente ma già collaudata come dimostra il lavoro della Marcotulli “The woman next door – Omaggio a François Truffaut” nel quale, sono riproposti i più bei temi musicali tratti dalla filmografia del regista francese e di recente uscita “ Variazioni su tema” dove i due sono in trio con Javier Girotto. Mentre il loro ultimo lavoro discografico La strada invisibile è in duo.

La riuscita del loro feeling e dell’alchimia palpabile che si sprigiona ai loro concerti dipende anche dalla capacità dei due artisti di sapersi cimentare in vari contesti. Rita Marcotulli ha messo a disposizione il suo tocco elegante e delicato al servizio della canzone d’ autore (De Gregori, Pino Daniele), della musica da film (Basilicata coast to coast), dei più grandi del jazz europeo: Peter Erskine, Michel Portal, Enrico Rava, Kenny Wheeler, Pat Metheny, Chet Baker, Steve Grossman, Joe Lovano, Dewey Redman, Joe Henderson, Billy Cobham, Richard Galliano. Biondini, dopo una formazione classica, si è avvicinato al jazz e riconosciuto e apprezzato, per la sua sensibilità sonora, da musicisti come Michel Godard, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Enrico Rava, Ares Tavolazzi e collaborando con il liutista Rabih Abou Khalil, con i fratelli Mancuso, con Patrick Vaillant e con Ivano Fossati e Gianmaria Testa. Con simili presupposti è facile prevedere che il concerto si trasformi in un evento, capace di esaltare il grande piacere della musica.

I Corde Oblique nel Salotto di Bry: “Sounds, voci e passione per raccontare i luoghi d’arte”

Il successo mondiale dei Corde Oblique porta la firma di Riccardo Prencipe, poliedrico, sensibile e raffinato compositore, chitarrista, storico dell’arte. Ospite nel Salotto di Bry quest’ultimo ha spiegato l’importanza della storia dell’arte, musa ispiratrice del progetto musicale. L’arte e la musica, perfettamente in armonia, traducono la complessità delle emozioni attraverso note che si adagiano dolcemente su tela e luoghi d’arte che diventano l’armonica melodia in uno spartito. Una lunga tournée di successo in Italia e all’estero, sette album prodotti e distribuiti da case discografiche internazionali e collaborazioni con artisti di chiara fama. Suoni, voci e un entusiasmante viaggio sulle tracce dei meravigliosi tesori d’arte. Durante la bryosa chiacchierata Riccardo Prencipe ha anche fornito anticipazioni circa il nuovo straordinario lavoro discografico in uscita ad aprile 2020.

Il Salotto di Bry è scritto e condotto dalla giornalista Brigitte Esposito, riprese e regia di G. R. Tartaglia, fotografia di Angelandrea Falcone. Una produzione www.360gradiwebtv.it

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Presentato a Salerno il concerto di solidarietà “Verso un porto migliore”

E’ stato presentato questa mattina al Comune di Salerno, il concerto di solidarietà “Verso un porto migliore”, che si terrà sabato 25 gennaio alle ore 21 al Teatro Augusteo di Salerno, organizzato dalla Bit&Sound Music di Tino Coppola, con il patrocinio del Comune di Salerno e dell’Autorità Portuale di Salerno, ed in partnership con l’Arci e l’associazione La Tenda. Il concerto rientra nel progetto di promozione dei “Segni Distintivi, duo di poliziotti/cantautori, autori del brano “La Pagella”, dedicato al 14enne migrante morto in mare con la pagella cucita nella tasca della giacca. Il brano è contenuto nel primo album dei “Segni Distintivi” uscito ieri e che contiene altre 7 canzoni, tutte scritte da Angelo Forni e musicate da Fabio Sgrò.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Tino Coppola, titolare dell’etichetta Bit&Sound Music, che ha illustrato l’intero programma della sera che segnerà il debutto live dei “Segni Distintivi”, che avranno il compito di chiudere il concerto, e che vedrà la partecipazione del coro di 50 bambini, “Dream And Sing” composto dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Don Alfonso De Caro, di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, guidato dall’insegnante Argentina Napoli, ed ancora, di Enrico Marino e Antonio Palumbo, Emanuele Montesano, i Black soul project, Francesca Maresca, Alfina Scorza e la vincitrice di “The Voice” Carmen Pierri.

Ai “Segni Distintivi” (Forni e Sgrò) è toccato invece illustrare il loro primo album “Verso un porto migliore” (che è anche il titolo della serata di sabato), in vendita da ieri online e in tutti gli store. “Il ‘porto migliore’ è, metaforicamente, il posto verso il quale ogni essere umano è naturalmente attratto – raccontano i due agenti di polizia – non è solo un luogo fisico ma anche uno stato mentale. Noi abbiamo iniziato a trasformare in musica le emozioni e ciò che vivevamo ogni giorno a contatto con una metropoli complessa e sempre più multietnica come Milano, dieci anni insieme suonando presso amici, feste a volte in piccoli club e pub. Poi il fortunato incontro con la Bit&Sound Music, che ha creduto in noi e sta promozionando il nostro progetto. Verso un porto migliore non vuole portare un messaggio di dissenso, vuole tradurre una reazione di forte indignazione davanti ai fatti reali a cui per lavoro assistiamo ogni giorno, che non possono lasciarci indifferenti”. Messaggio quello lanciato dai due cantautori/poliziotti sposato in pieno dall’Amministrazione Comunale di Salerno e dall’assessore alla cultura Antonia Willburger che invita la Bit&Saund Music, i Segni Distintivi e l’Arci e la Tenda ad organizzare per la prossima estate un festival sull’accoglienza che faccia partire da Salerno il grido forte di “IoAccolgo”. “Perché la cultura – ha detto la Antonia Willburger– deve toccare la nostra anima e deve dare la possibilità ad altre persone che siano imprenditori, giovani, etc, di riflettere su un tema così delicato che è quella dell’immigrazione”. Tema che sarà affrontato a partire dal mese di febbraio nel corso di una serie di incontri che i “Segni Distintivi” terranno insieme con l’Arci, La Tenda, la Polizia di Stato e il Comune di Salerno nelle scuole di tutt’Italia, partendo sempre da Salerno dove sono già in programma due incontri…. “Questo progetto nelle scuole è molto importante – ha detto Lucia Lamberti de l’Associazione la Tenda, perché ci permette di entrare in contatto con i ragazzi e di poter parlare con loro e confrontarci tutti insieme sulla tematica delle nuove migrazioni. Ringrazio i dirigenti scolastici dei primi due istituti che hanno deciso di ospitarci, l’Alfano I e l’Istituto Agrario, ed ovviamente speriamo che siano in tante le scuole che aderiranno a questa iniziativa e grazie anche al giornalista Gabriele Bojano che ha accettato di moderare questi incontri”

L’incasso della serata del 25 gennaio, che sarà presentata da Rosita Sosto Archimio sarà devoluto in beneficenza per iniziative di solidarietà sul territorio di Salerno promosse dall’Arci e dalla Tenda.

I biglietti per assistere alla serata hanno un costo di euro 15 e potranno essere acquistati al botteghino direttamente la sera del concerto.

Gli Under The Snow ed il loro EP “Love, Hate, Obsession”

Randall Ghisi, batterista, e Randy De La Cruz, pianista, sono due ragazzi di Milano legati da una profonda amicizia e accomunati da un trasporto incommensurabile per la musica. Un giorno, decisero di suonare insieme in una sala prove, e proprio al termine del fatidico incontro, trovarono un nome per la formazione a cui avrebbero voluto dare vita: “ Under The Snow”, sotto la neve, che quel giorno cadeva copiosamente.
Bello pensare come non esista un solo fiocco di neve uguale ad un altro. Wilson Bentley amava fotografarli e li chiamava “Snow blossoms” (fiori di neve) o “Miracles of little beauty” (miracoli di piccola bellezza). Miracoli pronti a sbocciare, per realizzare una sintesi tra le due definizioni, e destinati a farlo nel 2014, quando, a questa band in stato embrionale, si unirono Ale The Joe, vocalist, Edward Bowen, bassista, e Davide Calloni, chitarrista.
Dopo il ritorno di Ale The Joe da Londra, i cinque ragazzi entrarono in studio per registrare alcuni dei demo che avevano a disposizione. Contemporaneamente, gli Under The Snow cominciarono a ricevere proposte di booking per suonare dal vivo, per cui divenne opportuno incidere qualcosa su CD. La scelta cadde su un EP di cinque brani “Love, Hate, Obsession”, che comprende i seguenti singoli: “Blackened”, “Amazing Sun”, “Reverb”, “Portrait of Love”, “Heroes” (David Bowie cover). Pubblicato in tutto il mondo il 16 marzo 2019 da RNC Music, “Love, Hate, Obsession” ha già i primi riscontri a livello internazionale in Russia e Corea e, in questo 2020, i ragazzi si apprestano ad esibirsi a Sanremo Rock, traguardo di cui sono – comprensibilmente – galvanizzati.
L’EP si compone di singoli perfetti tanto si mostrano orecchiabili ed essenziali: melodie ariose, interpretate dalla voce inconfondibile per profondità di Ale The Joe e dispiegate su rumorose e dilatate distorsioni di chitarra. Tutti pezzi alternative rock dal gran tiro, cupi il giusto per esplicitare le estreme conseguenze della frustrazione di chi è cresciuto nella Milano del nuovo millennio, capace di dare tutto salvo poi toglierlo quando meno si vorrebbe, come accade nelle tipiche società liquide (o mondi liquidi, come quello musicale) per dirla alla Bauman. Eppure, è proprio forse la città meneghina quella che per antonomasia può offrire un’irripetibile combinazione di condizioni sociali e culturali favorevoli per un processo creativo al tempo stesso spavaldo e un po’ naif. Gli Under The Snow incarnano questo approccio disinibito e svincolato da ogni fardello storicista, e sono in maniera naturale figli della grande metropoli lombarda, del suo habitat, della scena indipendente e underground.
Ogni brano attraversa con un’agilità invidiabile stati emotivi tra loro antitetici, instillando nell’ascoltatore un dubbio destinato a non risolversi, in quanto risulta difficile capire dove finisca la normalità e dove inizi il dramma, come accade per la delusione d’amore in “Amazing Sun”, di cui è stato peraltro registrato uno splendido video clip che verrà trasmesso fino al 26 gennaio in tutti gli schermi delle metropolitane italiane ed aeroporti grazie a Telesia TV.
Percorrendo le cinque tracce, la rifrazione della realtà diventa caleidoscopica, lo spettro dei generi si amplia abbracciando il britpop, la melodia spadroneggia. I cinque ragazzi sono riusciti a portare la sensibilità dei cantautori autoriflessivi dentro il marasma dell’indie rock, fino a dar vita ad una forma di ballata ad alto tasso emotivo. Memorabile, tra l’altro, la capacità di inanellare melodie certosine, spesso furenti (“Blackened”) e più spesso toccanti e venate di un tragico lirismo (“Reverb”), che si configurano come scariche di adrenalina, pura catarsi dei lividi nascosti nell’anima.
Rimane chiaro il presentimento che gli Under The Snow possano ancora alzare il livello della loro musica: sarà interessante vedere se sapranno sfruttare il potenziale che qui dimostrano di avere. La nervosa energia grezza dei lavori finora eseguiti potrebbe infatti diventare più pulita, rivelando adulti su spalle giovani, che come tali riescono come nessuno a mettere a nudo sé stessi e la dimensione conflittuale del proprio vissuto di amore, odio e ossessione.

SoulFtaara, esce il 24 gennaio l’EP dal titolo “Diverso” presentato dal vivo in un esclusivo Secret Release Party.

Il 24 gennaio verrà pubblicato dalla label MaxSound l’Ep di debutto dei SoulFtaara dal titolo “Diverso“.
La band di Pozzuoli propone quattro brani intrisi di neo-soul, funk e jazz.

Dopo aver pubblicato in esclusiva per Bilboard Italia il video-singolo “Banalità” (con la regia di Giorgio Marangolo & Federico Francavilla) la band – formata da Letizia Vitagliano (voce), Lorenzo Catocci (tastiere), Lorenzo Zollo (chitarra e tastiere), Pietro Scalera, (basso e synth) e Cristiano Caiazzo (batteria e drum pad) – si appresta a rilasciare l’EP di debutto prodotto e registrato al “Wave Studio” di Pozzuoli (Na) e missato e masterizzato da Domenico Musto.

“Banalità” è singolo dal mood vaporwave ricco di contaminazioni jazz arricchite da arrangiamenti dal sound elettronico.
Gli altri brani che compongono la tracklist dell’EP sono un concentrato di sperimentazioni sonore legate alla musica d’oltreoceano ma cantante in lingua italiana, così nasce “Diverso” 
(MaxSound rec.)

 il primo lavoro discografico dei SoulFtaara che esprime a suon di soul, jazz e funk una serie di pensieri disordinati ma comuni a tutti.  La forte sensibilità dei musicisti, la diversità di background e l’unicità hanno portato alla creazione di “diverso”, una parola “tabú” che spesso non si vuole usare per non etichettare, per non ferire, per non escludere; mentre i SoulFataara l’hanno scelta perché credono che non esiste un’accezione negativa di questo aggettivo bensì è il “diverso” la vera ricchezza, sia in campo artistico che sociale.

Con i quattro brani che compongono la tracklist dell’EP la band vuole dare voce a tutti quei “diversi” criminalizzati nella loro innocenza ed emarginati per la loro mancanza di conformità.

 

 

Al via i premi Amnesty 2020 per le migliori canzoni sui diritti umani

Al via i lavori per la 23a edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” con le prime fasi del Premio Amnesty International Italia nelle sezioni emergenti e big. Il festival, che coniuga musica e diritti umani, è in programma dal 17 al 19 luglio a Rosolina Mare (Rovigo) ed è nato nel 1998 in occasione del 50° Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Premio Amnesty International Italia sezione Emergenti

Per quanto riguarda gli artisti emergenti, è disponibile sul sito www.vociperlaliberta.it il bando di concorso per questa nuova edizione, a cui possono partecipare cantautori e band che abbiano un brano che parli di diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 4 maggio.

Gli artisti che si iscriveranno entro il 16 marzo avranno però la possibilità di partecipare al Premio MEI Musplan: tra tutti gli iscritti che entro quella data avranno caricato il proprio brano in un’ apposita playlist sulla piattaforma musplan.com sarà selezionato il premio semifinalista del concorso di Voci per la libertà da un’apposita commissione.

I semifinalisti saranno 8 in totale: oltre al vincitore del Premio MEI Musplan, gli altri 7 saranno selezionati tra tutti gli iscritti dall’organizzazione di Voci per la libertà. Quattro si esibiranno a Rosolina Mare venerdì 17 luglio e quattro il giorno successivo. I migliori cinque accederanno alla finale del 19. Gli artisti (a cui saranno assicurati vitto e alloggio) saranno valutati da una giuria composta da importanti addetti ai lavori e giornalisti, che assegnerà il Premio Amnesty International Italia per la sezione Emergenti.

Il vincitore avrà diritto a molti bonus, come la produzione di un videoclip e, insieme agli altri finalisti, l’inserimento in un album o playlist assieme ai big. Altri bonus saranno man mano definiti. Ad esempio nel 2018 per alcuni dei finalisti ci sono state anche decine di concerti e di laboratori musicali, un tour di 8 date realizzato grazie a NUOVOIMAIE e una comunicazione costante delle varie iniziative.

Il bando e altre informazioni a questo link: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-emergenti

Premio Amnesty International Italia sezione Big

Dal 2003 Amnesty International Italia e Voci per la libertà premiano una canzone (uscita nell’anno precedente) di un nome affermato della musica italiana sui diritti umani. Negli anni hanno vinto questo premio: Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia e Frankie Hi-Nrg, Enzo Avitabile e Francesco Guccini, Max e Francesco Gazzè, Mannarino, Edoardo Bennato, Nada Malanima, Brunori Sas, Roy Paci.

Una prima selezione è partita proprio in questi giorni. Tutti possono segnalare all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 15 febbraio 2020, brani che abbiano queste tre caratteristiche:

1) pubblicati tra il 1 gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019,

2) composti/interpretati da un artista italiano noto,

3) su un tema legato alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Tutte le proposte saranno prese in considerazione da uno staff composto da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà, che ne selezionerà 10. Le nomination verranno quindi sottoposte a una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2020. Il vincitore sarà ospite nella nuova edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” a Rosolina Mare (RO).

La storia del premio e altre informazioni a questo link: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-italia