Il Canto di Circe, il trittico di Nello Petrucci omaggio a Giordano Bruno

La Sala delle Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli, ospita l’installazione site specific,  dell’artista Nello Petrucci dal titolo “Il Canto di Circe” a cura di Marina Guida. Il progetto installativo pensato appositamente per questa occasione – e reso fruibile in streaming sui canali social dell’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli – è promosso dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con Contemplynell’ambito della manifestazione Maggio dei Monumenti 2020 e presentatre opere di grande formano, un trittico su tavola, omaggio al pensiero del filosofo nolano Giordano Bruno.

Non a caso è stata scelta dall’artista proprio la Sala della Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, luogo in cui il giovane filosofo ebbe modo di formare il suo pensiero critico ed indipendente, anche attraverso la lettura di testi proibiti di cui questa biblioteca era fornita.

E non è casuale nemmeno il giorno scelto per l’inaugurazione, quel 23 maggio in cui Giordano Bruno nel 1592 fu arrestato a Venezia e trasferito nelle carceri del Sant’Uffizio di San Domenico di Castello (Venezia). Le opere del trittico raccontano infatti proprio quell’avvenimento in tre momenti: il giorno della mancata abiura, la censura e l’arresto.

Nelle tre tavole di Petrucci – realizzate in tecnica mista fondendo decollage/collage, pittura, grafica computerizzata, fotografia e stampa in quadricromia – la potente icona del filosofo emerge sui frammenti di manifesti strappati che rappresentano simbolicamente le false credenze, i proclami e le finte certezze dell’era globalizzata e massificata. L’ispirazione per quest’opera è stata tratta dal libro il “Canto di Circe”che il filosofo Giordano Bruno pubblicò a Parigi 1582. Nella quarta, quinta e sesta “questione” del “Dialogo Primo” del libro, il filosofo descrive la vera natura di taluni esseri, umani in apparenza ma ferini nella sostanza e, riferendosi alla specie degli uomini ridiventati scimmie fa dichiarare a Circe: ”Questi animaliprivi di qualsiasi utilità nelle faccende serie – si rendevano graditi ai magnati adulandoli, facendo gli istrioni e recitando la parte dei parassiti: anche adesso, giacché non possono portare pesi insieme agli asini, marciare in terra insieme ai cavalli, arare insieme ai buoi, pascersi di cadaveri insieme ai porci, non servono ad altro che a far ridere.” Circe descrive gli uomini scimmia, cortigiani del potere, oppositori del libero pensiero. L’artista Nello Petrucci riprende l’immagine della scimmia – in questo caso è la personificazione della censura, che blocca la libertà di pensiero e di espressione – e costruisce la scena con due figure antitetiche: la libertà di pensiero personificata da Giordano Bruno e la censura che tutti i poteri costituiti, dalla notte dei tempi, esercitano sulla prima, cercando di limitarla e sopprimerla in ogni sua forma.

Nello Petrucci dopo il 2018 – anno della sua residenza artistica presso il 3World Trade Centre, dove ha realizzato la monumentale The Essence of Lightness – ha iniziato a formulare un pensiero visivo che fonde gli stilemi ed i codici iconografici desunti dalla storia dell’arte dei secoli scorsi, con le soluzioni formali tipiche della street-art, in cui una complessa commistione di persistenze e citazioni, rimandi e parallelismi, formano un universo visivo che dà vita a immagini a cavallo tra l’antico ed il contemporaneo, offrendo molteplici livelli semantici. Il Canto di Circe può essere considerata un’opera di street art allestita in un luogo pubblico e rappresenta un omaggio al pensiero libero ed un invito ad andare simbolicamente oltre i doxa di tutte le forme dittatoriali di potere, manifeste o occulte e perseguire sempre la veritas, come il filosofo Giordano Bruno ci ha insegnato, con ostinazione e coraggio.

Nello Petrucci vive a Pompei ed è un artista e filmmakeritaliano, laureato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Una curiosità onnivora, e un talento poliedrico, hanno generato l’inconfondibile stile dei suoi “Decollage”; tanto che i critici hanno coniato un nuovo termine, “Pop Cinetica”, per definire la sua arte. Una sua opera, The essence of lightness è esposta permanentemente al 45° piano del 3° World Trade Center di New York; unico italiano invitato ad esporre, insieme ai migliori street artist del mondo. Sempre a New York ha esposto due volte all’Agorà Gallery, e poi a Roma all’Ambasciata Americana di Roma con Over the Sky, una serie di tele dedicate all’11 settembre. Sul versante cinematografico, oltre a interpretare diversi ruoli in veste di attore, tra cui anche una piccola parte in Gangs of New York di Martin Scorsese, gira un cortometraggio Lost Love (2019) sul tema del razzismo e firma la regia del videoclip Remove the frame sul tema dell’omosessualità all’interno del Parco Archeologico di Pompei. Nel 2019 fonda la casa di produzione cinematografica Satyr M.B. production.

Riapre la Reggia di Carditello, benessere nei boschi e lezioni di yoga e pilates

Riapre il Real Sito di Carditello con visite gratuite nelle sale reali e percorsi benessere – completamente immersi nei boschi bonificati dalla Fondazione guidata dal presidente Luigi Nicolais – in programma domenica 31 maggio, lunedì 1 e martedì 2 giugno a Carditello.
Dopo quasi tre mesi di chiusura, a causa della pandemia che ha colpito il Paese, sarà possibile tornare a visitare la Reggia di Carditello in maniera graduale e nel rispetto delle norme di sicurezza, con attenzione alla funzione sociale del sito e nuove modalità di fruizione dedicate al binomio natura e cultura.
Da domenica 31, dunque, spazio alle visite solo su prenotazione (dalle ore 10 alle 18) ed obbligo di mascherina e di distanziamento per i visitatori, che avranno la possibilità di accedere al galoppatoio e alle sale interne. E non solo.
Previste, anche se per ora solo a numero limitato, lezioni dimostrative di yoga e pilates nel bosco di cerri e passeggiate nel bosco di eucalipti, organizzate dalla Federazione italiana camminatori sportivi.

“ Siamo particolarmente emozionati ed orgogliosi – spiega il direttore Roberto Formato – anche perché il Real Sito di Carditello non è solo un luogo culturale, ma è soprattutto un simbolo di rinascita e riscatto per l’intero territorio della Terra dei Fuochi. Essere stati costretti a chiudere per diversi mesi è stata una sofferenza per tutti, ma ci ha consentito di sviluppare nuovi format, ancora più amichevoli, dedicati agli sportivi, alle famiglie e ai più giovani, che attiveremo in estate. Siamo pronti a ripartire nel segno del benessere psicofisico e nel rispetto delle normative sulla sicurezza, invitando i visitatori ad immergersi nella natura che ci circonda e non solo nelle sale interne. Domenica 31 maggio, come tutte le date che nel corso dei secoli hanno segnato il destino di Carditello, sarà una giornata speciale. Proprio nelle ultime ore – conclude il direttore della Fondazione Real Sito di Carditello – nella Reggia sono nati due cavallini Persano, quasi a dimostrare che, nonostante tutto, a Carditello la vita trionfa sempre”.   

Il programma di domenica 31 maggio: dalle ore 10 alle 18, visite gratuite su prenotazione con accesso al galoppatoio e alle sale interne; nel pomeriggio, risveglio muscolare (ore 16) e prima camminata (ore 16.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga (ore 17) e lezione di pilates (ore 18) nel bosco di cerri, a cura della Federazione italiana camminatori sportivi.
Lunedì 1 martedì 2 giugno: dalle ore 10 alle 18, visite gratuite su prenotazione con accesso al galoppatoio e alle sale interne; in mattinata, risveglio muscolare (ore 10) e camminata (ore 10.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga ( solo martedì 2 giugno, alle ore 11) e lezione di pilates ( solo martedì 2 giugno, alle ore 12) nel bosco di cerri; nel pomeriggio, risveglio muscolare (ore 16) e camminata (ore 16.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga (ore 17) e lezione di pilates (ore 18) nel bosco di cerri, a cura della Federazione italiana camminatori sportivi.
Per poter accedere al Real Sito di Carditello, è necessario prenotare le visite – entro le ore 18 di venerdì 29 maggio e fino ad esaurimento posti – scrivendo una mail a prenotazione@fondazionecarditello.org, indicando nome, data (da domenica 31 maggio a martedì 2 giugno), orario preferenziale (dalle ore 10 alle ore 18) ed aspettando una email di conferma dalla Fondazione.
Per poter partecipare al percorso benessere (passeggiate e lezioni di yoga e pilates nei boschi), è necessario prenotare – entro le ore 18 di venerdì 29 maggio e fino ad esaurimento posti – scrivendo una mail a federazioneitalianacamminatori@gmail.com, indicando nome, data (dal pomeriggio di domenica 31 maggio a martedì 2 giugno) ed aspettando una email di conferma dalla Federazione italiana camminatori sportivi.

C’era una volta 9: approntati i sei titoli per la nuova stagione

Credere nei sogni prima e dopo la pandemia. Il Covid li ha costretti a casa ma non ha fermato la loro energia ed il loro entusiasmo: la squadra della Compagnia dell’Arte è pronta a tornare in scena per cantare, recitare e ballare al cospetto di piccoli e grandi.
«Ripartiremo più forti di prima – dice il regista Antonello Ronga – abbiamo approfittato di questa pausa forzata per pensare e creare: via spettiamo a casa nostra e non vediamo l’ora».
Sei i titoli che andranno a comporre l’edizione numero 9 di C’era Una Volta, il family show della domenica in programma una volta al mese al Teatro delle Arti di Salerno.
Aladino, La magica storia della pizza, Jesper il postino di Santa Klaus, Anastasia tra storia e leggenda, Aurora: Bella Addormentata, Il Principe d’Egitto. Queste le favole che andranno a comporre la nuova stagione.
In stand by solo le date che verranno annunciate a breve attraverso i canali social della compagine salernitana, mentre la campagna abbonamenti partirà il prossimo 16 giugno.
In questo lungo tempo di fermo grande e sentito è stato l’abbraccio delle famiglie affezionate alla famiglia della compagnia dell’arte. Nessuno degli abbonati ha chiesto che gli venisse risarcita la quota degli spettacoli persi. In quest’ottica i direttori artistici, Valentina Tortora e Antonello Ronga, hanno deciso di premiare l’affetto dimostrato stornando le due date perse nella stagione 8 causa Covid nella sottoscrizione del nuovo abbonamento.

L’estate in Costiera: il 12 giugno riapre NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi

Il 5 stelle Lusso NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi si prepara alla riapertura il prossimo 12 giugno per offrire un’esperienza di soggiorno unica e all’insegna di una totale sicurezza.  Sono state infatti adottate una serie di misure per tutelare la salute degli ospiti e dei collaboratori, seguendo le linee guida “Feel Safe at NH” di NH Hotel Group e le disposizioni della Regione Campania. L’hotel mette a disposizione speciali pacchetti promozionali che consentono di programmare le prossime vacanze ad Amalfi fino a dicembre 2020, allungando e sostenendo di fatto la stagionalità della Costiera fino a fine anno

Da sempre NH Hotel Group valorizza e supporta con azioni concrete il territorio che ospita le sue strutture. Proprio per questo NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi si prepara ad aprire in vista della stagione estiva per accogliere nuovamente i suoi ospiti e per dare il suo sostegno alla ripartenza del turismo campano e italiano. Dal prossimo 12 giugno, infatti, l’hotel 5 stelle Lusso del Gruppo riaprirà le sue porte adottando tutte le linee guida necessarie a garantire un soggiorno all’insegna di una vacanza sicura. NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi offrirà come sempre il massimo della qualità e dell’eccellenza che contraddistinguono i servizi del brand upper upscale NH Collection e garantirà la totale la sicurezza per i propri ospiti e collaboratori. Per farlo, l’hotel rispetterà non solo le disposizioni emesse dalla Regione Campania per gli operatori turistici ma seguirà anche le linee guida “Feel Safe at NH” predisposte a livello di Compagnia e sviluppate per preservare la sicurezza dei viaggiatori e dei collaboratori, ridisegnando completamente la customer experience. Queste misure sono state avallate da esperti in diversi settori e prevedono, tra le altre, la digitalizzazione dei servizi alberghieri, l’adeguamento dei processi di sanificazione, l’inserimento di norme di distanziamento sociale e l’introduzione di dispositivi per la protezione individuale. “Ad Amalfi ci avviciniamo, passo dopo passo, al ritorno alla normalità. Stiamo facendo ripartire i servizi pubblici e di accoglienza, nel rispetto dei protocolli di sicurezza. La riapertura dell’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi – struttura di eccellenza, ospitata in un monumento di proprietà comunale – è un segnale di forte incoraggiamento che ci fa guardare con ottimismo ai mesi che ci attendono” commenta Daniele Milano, Sindaco di Amalfi.

Giacomo Sarnataro – General Manager NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi – aggiunge: “Sono molto fiducioso nella ripresa del turismo in Costiera che quest’anno sarà sicuramente diverso ma che potrà avvenire in un mood più “slow” e consapevole rispetto al passato, quando l’eccessivo flusso di mezzi e persone impediva di apprezzare in pieno le bellezze naturali del territorio. Per quanto riguarda l’hotel, sono molto orgoglioso di poter annunciare la sua imminente riapertura non solo perchè il Convento è un simbolo storico e religioso di Amalfi che riapre al pubblico ma anche perchè rappresenta un importante segnale di rilancio per tutta la città e i suoi abitanti. L’inizio di una grande ripresa”. Tra le misure adottate all’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi ci sono sicuramente quelle dedicate alla garanzia totale di ambienti sanificati e sicuri. All’interno delle eleganti camere con vista mozzafiato sul golfo di Amalfi e già dotate di comfort esclusivi sarà, infatti, disponibile anche una nuova linea di detergenti e disinfettanti affinchè gli ospiti possano avere sempre a disposizione i prodotti necessari per tutelare la propria salute. Questi prodotti saranno disponibili attraverso dei dispenser presenti sia nelle aree comuni sia in ogni piano, in prossimità degli ascensori. L’Infinity Pool sarà regolarmente aperta grazie all’attenzione scrupolosa del personale che si occuperà di gestire i flussi in entrata e in uscita dell’area. Per potervi accedere, gli ospiti potranno prenotarsi direttamente presso la reception e scegliere in piena libertà quando dedicarsi qualche ora di puro relax a bordo piscina. Inoltre, al fine di assicurare il livello di sicurezza adeguato, sono previsti ulteriori trattamenti periodici di sanificazione dell’acqua.

Per i più sportivi e per chi desidera tenersi in forma, sarà disponibile anche la Panoramic Gym previa prenotazione presso la reception: una palestra a cielo aperto, vista mare, con tanti attrezzi disponibili e puntualmente sanificati dopo ogni utilizzo. All’interno della struttura, il pieno rispetto delle norme sul distanziamento sociale sarà anche garantito e agevolato grazie alla conformazione e struttura stessa dei luoghi storici, simbolo dell’ex Convento. L’affascinante chiostro Arabo-Normanno del XIII secolo con la sua magnifica Loggia, la Sacrestia, la Chiesa di età tardo-barocca, le terrazze immerse nella vegetazione della Costiera sono spazi ampi e aereggiati che potranno infatti essere vissuti e visitati in tutta tranquillità dagli ospiti ed essere scoperti anche attraverso l’app “Grand Hotel Convento di Amalfi”, progettata appositamente per valorizzare il patrimonio storico-artistico della struttura e del territorio circostante. Anche l’offerta ristorativa dell’hotel verrà adeguata ai nuovi standard, mantenendo la sua altissima qualità e unicità. L’esclusiva proposta del “Ristorante Dei Cappuccini” proporrà un menù alla carta consultabile in ogni momento tramite app cosicchè sarà possibile effettuare l’ordinazione ancor prima di accomodarsi al tavolo. I prodotti e le materie prime per la realizzazione dei piatti saranno come sempre selezionati dai produttori locali, garantendo la massima freschezza e il rispetto delle linee guida di “Feel Safe at NH”. L’organizzazione della sala ristorante consentirà di mantenere il corretto distanziamento tra i tavoli, offrendo all’ospite la possibilità di lasciarsi affascinare in piena libertà e sicurezza dalla vista unica su Amalfi. Per chi desidera una coccola in più, sarà disponibile anche il room service, 24 ore su 24. La colazione potrà essere gustata in camera oppure al tavolo, e non mancheranno tra le proposte alcuni dei piatti tipici della cucina campana: dalle proposte dolci come la pastiera e il babà napoletano sino ai sapori più decisi come formaggi dei monti lattari e le mozzarelle di Agerola. Infine, come previsto dalle linee guida “Feel Safe at NH”, tutto il personale è stato formato in vista dell’apertura, anche grazie all’istituzione della nuova figura del Responsabile della salute e della sicurezza che si occuperà in hotel di monitorare la corretta applicazione di tutte le normative previste. L’accoglienza dell’ospite sarà in pieno stile NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi: check-in gestito singolarmente, Guest Relation Manager sempre a disposizione per ogni necessità e possibilità di lasciare la propria auto direttamente al vetturiere che la prenderà in consegna, prevedendo anche una sanificazione. Attivo anche un servizio di transfer da/per aeroporto che consentirà agli ospiti di raggiungere la destinazione in totale tranquillità e sicurezza: è previsto inoltre, all’interno dell’auto, un kit dedicato di protezione individuale. Per dare sostegno al turismo locale, allungando e sostenendo di fatto la stagionalità della Costiera fino a fine anno, NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi ha pensato anche ad una speciale promozione. Direttamente sul sito ufficiale di NH Hotel Group è infatti possibile scegliere tra tre diversi pacchetti e progettare in maniera vantaggiosa le prossime vacanze ad Amalfi fino a dicembre 2020.

Come sarà il Post Covid? Esperti e gente comune ridisegnano il futuro con CoviDesignJam MH

Quotidianità e relazioni, lavoro e imprenditorialità, mobilità e viaggi, cultura e intrattenimento, istruzione e formazione: sono questi i temi sui quali si concentrerà la COVIDesignJam

Persone comuni, artisti, stakeholder, sportivi e professionisti virtualmente riuniti dal 22 al 24 maggio su miro.com immaginano soluzioni positive di adattamento al Covid–19, per ridisegnare il nostro futuro, conciliando le nuove necessità alla quotidianità, alla socialità e non solo, proponendo nuovi orizzonti progettati a misura d’uomo.

COVIDesignJam nasce da Digital Entity NOIS3, due agenzie di design già presenti con il loro lavoro nel nostro vissuto quotidiano, progettisti dietro le quinte delle nostre vite, che propongono soluzioni quasi cucendole addosso alle nostre necessità. Loro è l’idea di una Design Jam dedicata a come dovremo convivere con il Covid-19 nei nostri gesti quotidiani. Il tema non  le regole più manifeste, come il distanziamento fisico o lo stare in fila, ma anche il nostro essere sociali: come saluteremo i nostri amici? Quando e dove potremo vederli? Che ne sarà delle nostre cene ai ristoranti o degli aperitivi? Che cosa significa turismo di prossimità, materialmente come funzionerà? E se volessimo andare al cinema o a un concerto?

La Design Jam è un format, una maratona progettuale lunga un fine settimana, fatta di persone che si ritrovano senza avere nulla di preordinato se non le proprie esperienze, pronti per progettare soluzioni.

Come in una jam session fra musicisti, nella quale si suona insieme improvvisando e unendo i propri bagagli culturali e creativi, in una design jam l’ingrediente fondamentale è l’ibridazione fra i diversi approcci. Intorno ai tavoli durante la jam ci saranno i protagonisti di quei settori che maggiormente necessitano di trovare nuovi modi: per viaggiare, andare a scuola, mangiare in un ristorante, lavorare.

COVIDesignJam è un fine settimana durante il quale pensare proposte per risolvere le necessità quotidiane, le nuove esigenze imposte dall’emergenza coronavirus; guardando al presente per immaginare un futuro che offra soluzioni, attraverso il confronto in diverse sessioni per offrire risposte e soluzioni a governanti e società civile.

Al centro delle Design Jam e quindi anche della COVIDesignJam ci sono i Designer.

Vi siete mai chiesti chi ha deciso che il principale pulsante degli smartphone fosse a portata di pollice? I designer. Chi ha progettato l’utilizzo di siti così facilmente consultabili anche dai nostri nonni? I designer. Perché le posate sono le primo cassetto della cucina? Sempre i designer.

Quegli stessi designer che a loro volta hanno deciso di chiamare a raccolta dal 22 al 24 maggio colleghi, addetti ai lavori, esperti, ma anche gente comune e cittadini per provare a far convivere le necessità quotidiane con le nuove modalità di vita imposte dal Covid-19.

Come ripensiamo la socialità? La vita pubblica? I viaggi? La mobilità? L’istruzione?

Probabilmente per qualche istante, durante il lockdown, anche noi abbiamo provato cosa significhi guardare il mondo con gli occhi di un designer. Mentre cercavamo soluzioni ai problemi che di giorno in giorno abbiamo affrontato in casa, nel lavoro, nella gestione delle nostre vite in un ambiente improvvisamente molto diverso dal solito abbiamo unito competenze, informazioni, risorse e idee.

DONAMI UNA PAROLA A CURA DI LUGI AURIEMMA: CORPO, IDEE ED ARTE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Donare una parola. Un gesto che contribuisce a tessere i fili della relazione a distanza ed a preservare la possibilità di comunicare e di creare uno spazio simbolico-relazionale. Uno spazio che segna anche il perimetro dell’opera d’arte. Una parola incarnata che sa farsi verbo e cintura di trasmissione di idee ed emozioni.

“L’opera parla – spiega Auriemma –  e per parlare ha bisogno di parole, Proprio per questo l’azione performativa “Donami una parola” aspira  a costruire un vocabolario, un serbatoio, da cui l’opera può attingere di volta in volta per potersi esprimere. Creare questo archivio dove le parole insieme concorrono alla costruzione/decostruzione dell’opera e del concetto di arte”.

Arte come concetto, dunque, come simbolo ed insieme strumento.

Secondo gli ideatori, nell’atto di donare una parola (attraverso un selfie scattato in orizzontale con una parola associata) si crea un luogo dove si incontrano il donante e il ricevente  e si da spunto e inizio per un possibile accordo interattivo di comunicazione.

La parola crea dialogo tra gli uomini e i popoli e favorisce la comunicazione; è espressione di un concetto, è libertà, è civiltà, è democrazia, è creazione: rende liberi e immortali.

Le due coordinate della relazione, dell’incontro, tra entità ed individui differenti, portatori di un mistero irriducibile sono il corpo e la parola, veicoli di contatto e di comunicazione.

“La parola – continua Auriemma –  è sia persuasiva che dissuadente, può essere sia trasparente che opaca, sa rivelare ed essere attraversata, essere riflesso e inattraversabile”.

La parola si mostra ai nostri occhi ed è visibile mediante la scrittura: in questo caso i canali principali di percezione sono la vista e l’udito.

Come evidenzia Auriemma, la parola esiste perché abbiamo un corpo che la trasmette. In un rapporto circolare di complementarietà, attraverso il logos il corpo si fa parlante ed attraverso il substrato organico la parola si incarna e trova un luogo da chiamare casa.

Essa dimora nel nostro corpo, nasce da un respiro, vibrazione modulata che vaga nell’aria. Essa stessa rappresenta un respiro in più. Ogni parola è ritmo e richiama quello del battito del cuore.

“Biblicamente – spiega Auriemma –  la parola si fa carne feconda e guarisce, attiva l’energia vitale, genera emozioni, riecheggia in noi trasformandoci, fluisce e risolve nodi energetici”.

 Essa giace e riposa, prima di risuonare, in un silenzio colmo di parole in germe, messe a dimora.

Dal silenzio, infatti, si genera ogni suono, parola, e al silenzio si ritorna per riposare, per morire. Le parole pongono domande, e, nello spazio e nel tempo del silenzio e della riflessione dove si digeriscono i pensieri, si concretizzano le risposte.

Le parole sono costituite da respiro e pensiero, nascono nella mente e si formano nell’aria. Le parole sono gesti: gesti della voce e contengono in sé una promessa di azione fattuale e di fedeltà ad un’idea.

 La parola è suono. Il suono si propaga nello spazio, assumendo le coordinate tridimensionali proprie dello spazio.

In questo modo, trovando collocazione in questo progetto, parole plurime concorrono a formare una scultura sociale,  ove esse stesse non solo servono a formare coscienze singole e collettive, plasmando e riplasmando esseri umani migliori, ma divengono esse stesse sculture, mementi, icone, poste in un luogo, una cerniera, a metà tra l’attuale e il potenziale.

Luigi Auriemma vive e lavora a  Napoli. Fondatore e coordinatore della rivista d’arte Leonarda.

Tra le numerose esposizioni personali e collettive vanno ricordate, tra le più recenti:

Cartolina per Napoli, Napoli, Palazzo Reale, 2000; Rassegna internazionale del libro d’artista”, Napoli, 2000; é_cri_t, Benevento, Magazzini Pescatore Artecontemporanea, 2010 (personale); C_END_RE, Napoli, Museo del Sottosuolo, 2013 (personale); Paleocontemporanea, Napoli, Basilica di San Gennaro extra moenia, 2013; Permanente/1, Cassino, Museo CAMUSAC, 2013; Lo dovevi fare anche tu!, Napoli, Chiesa di San Biagio Maggiore, 2015; Luigi Auriemma con il filosofo Carmine Castoro, Cassino, Museo CAMUSAC, 2015; D_I_O_GENE, Napoli, Museo Archeologico Nazionale, 2016 (personale); Friends, Caserta, Galleria Dirarte 2.0, 2016; Cryptica, Napoli, Museo del Sottosuolo, 2016; La fragile bellezza, Roma, Liceo Scientifico Ettore Majorana, 2017; Nessuno in mostra, Saviano, SAACI Gallery, 2017;

Per-formare una collezione, Napoli, Museo MADRE, 2018; CORPUS CARSICO, Capri, Certosa di San Giacomo, 2018; Da una trifora sul cortile dell’attualità 1, Napoli, Galleria area24 space, 2019

Sue opere figurano in collezioni private e nelle raccolte permanenti del CAMUSAC di Cassino, del Pio Monte della misericordia di Napoli, del MACS di Santa Maria Capua Vetere (CE) e del Museo MADRE di Napoli.

Ha pubblicato “CORPUS CARSICO. Divisamento, Genesi di un’opera d’arte”(Edizioni Aurea) e articoli per le riviste “Art a part of culture”, “Lobodilattice” e “Starter”.

Addio a Ezio Bosso, la sua toccante e indimenticabile musica vivrà in eterno

La redazione di 360gradiwebtv è profondamente addolorata per la prematura scomparsa di Ezio Bosso.  A soli 48 anni ci lascia l’eccellente pianista, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale. Soffriva di una malattia degenerativa che aveva imprigionato spietatamente il suo talento e l’anima nel corpo. L’artista torinese nel 2011 subì un delicatissimo intervento per un tumore al cervello che compromise l’uso delle mani. Nonostante ciò aveva continuato ad incantare e coinvolgere il pubblico con la sua delicatezza, il suo talento innato, la sua forza, la sua umiltà e con quell’amore appassionato e viscerale per la musica. Quest’ultima – diceva Bosso – insegna a vivere, ad ascoltare e può essere in tanti casi una vera e propria terapia. Nella musica risiede la libertà. Il maestro ha cominciato a suonare all’età di 4 anni, a 16 anni invece ha debuttato in Francia come solista, studiando contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collaborando con diverse orchestre europee tra cui la Chamber Orchestra of EuropeFestival Strings LuzernDeutsche Kammer-Virtuosen. Prestigiose le collaborazioni con le più grandi istituzioni musicali come la Royal Festival Hall of London, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colòn di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Festival di Perelada, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, Vilnius Filarmonica. St. Martin in the Fields. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti come il Green Room Award in Australia o il Syracuse New York Awardin USA. La sua musica è commissionata e utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij

 Qui di seguito l’ultima e indimenticabile intervista per Il Salotto di Bry .

FRANCESCO LIPPELLI – Moon dust: il 7 maggio la composizione inedita del giovane pianista e produttore calabrese

Francesco Lippelli è un giovane pianista, compositore e produttore musicale. Ha lavorato nella veste autore e arrangiatore di Alessandro Casillo e per la trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.“Moon Dust” è un malinconico brano strumentale dedicato alla luna, simbolo della creazione cosmica. Da un punto di vista introspettivo, la luna rappresenta per il compositore la profondità dell’“io” nascosto, della magia e dell’esoterismo. La musica che affiora sul pentagramma diventa per questo la voce del proprio inconscio. Il brano farà parte dell’album in uscita il 28 maggio“Apple Tree, un albero di mele che raccoglie otto brani inediti create, interpretate e prodotte dallo stesso Lippelli.

Lasciamoci trasportare a 360° dal…Vento di Libertà #andràtuttobene

In questo momento di grave difficoltà sanitaria siamo stati costretti a fermarci. Il Covid19 ci costringe a casa per evitare il pericoloso contagio. E’ un’occasione per riflettere e per capire quali sono le cose davvero importanti. Bisogna apprezzare ancora di più la bellezza della vita, il miracolo dell’alba, la potenza della natura che ci circonda, l’odore del mare e la dolcezza di un tramonto. La nostra vita è sempre frenetica, non abbiamo mai tempo per fermarci e per renderci conto che siamo circondati da meraviglie. Il silenzio fa troppo rumore, ma da esso può nascere una musica nuova che allontana la paura, ridona senso e linfa vitale alle nostre esistenze. Una musica che ha lo stesso ritmo del vento… un vento di libertà!

Video realizzato e prodotto dalla redazione di www.360gradiwebtv.it

Riprese e regia: Gerardo Roberto Tartaglia

Giornalista: Brigitte Esposito

Fotografia: Angelandrea Falcone

 

 

“Io sto a casa – io guardo da casa” Art Visual Exhibition

La Galleria Arte in Regola consapevole del ruolo nodale dell’arte tra le componenti della società, lancia un’insolita “Virtual Art Exhibition” dal titolo “IO RESTO A CASA IO GUARDO DA CASA”, nel rispetto delle norme promulgate che vietano qualsiasi forma di aggregazione al fine di contenere la diffusione del COVID 19.

Scopo dell’iniziativa è coinvolgere ed avvicinare gli artisti, in un momento catartico nel quale la distanza è veicolo di avvicinamento tra persone, unite dal bisogno di una rinascita ossia una ri-evoluzione etica, morale e culturale a livello planetario. L’imperativo è rimettere in circolo tutte le energie vitali smorzate da una nomenclatura di pensiero sorretta da disabilità di ragionamento, non conformi alla natura umana.

“La quarantena- afferma Luigi Rosa art director ed ideatore della mostra virtuale- ha fatto sentire la nostalgia del contatto e la mostra ha proprio questo obiettivo riunire voci,  mani,  menti e corpi nella distanza perché non ci fermiamo neanche da casa e l’arte mette le ali. Mai come oggi possiamo sperimentare che i rapporti veri sono unioni di anime e non vanità di foto fatte per strappare un like. Nell’epoca della comunicazione massiva, l’arte torna ad assumere un ruolo centrale tra le componenti della società. L’arte può aiutarci a disegnare un mondo nuovo da questa esplosione di certezze, per superare la crisi e rinnovarci come essere umani”.

Grazie al web e al profilo instagram https://instagram.com/ioguardodacasa?igshid=n1rxbedf1yu9 gli artisti potranno incontrarsi come in un tempo sospeso tra virtuale e reale, e far sentire la grande e universale voce dell’arte a sostegno dell’uomo in difficoltà, alla ricerca di nuovi punti di riferimento.

Questa reclusione forzata dispone gli animi a svegliarsi dal torpore di una vita apparente, ad uscire dai nostri recinti virtuali. Ora che passeggiare e fare attività all’aperto, come abbracciarsi e stringersi la mano, è proibito, a mancare è la sensazione di gioia di un pomeriggio trascorso a vedere il sole tuffarsi nell’orizzonte, seguendo il profilo di una nuvola con un dito.

MAESTRI DI STRADA ONLUS PRESENTA IL PROGETTO R.E.M. RESISTENZA EDUCATIVA IN MOVIMENTO PER COMBATTERE L’ISOLAMENTO ATTRAVERSO IL CONTAGIO SOCIALE ED EDUCATIVO

Educatori, psicologi, esperti d’arte, genitori sociali, in una parola Maestri di Strada, ossia semplici umani, esploratori dell’assurdo, delle contraddizioni e dei paradossi del nostro tempo, diffusori di storie, incubatori di sogni e domande che – in tempo di covid-19 – non smettono di transitare e continuano a supportare i giovani e le loro famiglie della periferia est di Napoli. Questo è R.E.M. (Resistenza Educativa in Movimento), il progetto attorno al quale la comunità dei Maestri di Strada – 45 operatori (educatori, psicologi, esperti, genitori sociali, staff organizzativo), 250 giovani e loro famiglie, 50 docenti, 20 scuole e 600 ore di attività a distanza nelle due ultime settimane – rinominata per l’occasione I CoroNauti, sta costruendo iniziative sui diversi canali social (facebook, Instagram, youtube, il blog, la webradio), per combattere l’isolamento e lo scoraggiamento attraverso un contagio sociale ed educativo, fatto di proposte, iniziative, arte, solidarietà. Il contenitore che raccoglie, con aggiornamenti quotidiani, tutte queste attività è la pagina Facebook “I CoroNauti”, oltre le diverse piattaforme ad essa collegate: SoundCloud per i podcast di musica e storie narrate e WordPress per i contenuti “digitate”, Instagram per i contenuti visivi, Youtube per i video.
Al via una serie di video-sfide ai gruppi di CoroNauti attraverso la lettura, il racconto e la registrazione di storie della tradizione, che passano per la voce degli adolescenti per giungere ai bambini. Dopo il contest fotografico “Il mondo da qui non ha confini”, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, 21 marzo, il poeta Davide Rondoni ha lanciato la sfida poetica ispirata a “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, chiedendo ai ragazzi di guardare oltre la finestra-siepe e cercare i segni d’infinito. Oggi 26 marzo, al via una iniziativa in collaborazione con la Campagna Nazionale Spreco Zero: l’ideatore, l’agroeconomista Andrea Segrè, chiede ai CoroNauti e alle loro famiglie di monitorare, con la compilazione di un minidiario, lo spreco alimentare in casa e imparare a fare la spesa con un occhio attento e più consapevole a cosa abbiamo nel nostro cestino dei rifiuti che invece poteva essere riutilizzato.
Seguiranno le video sfide proposte da Massimo Navone, autore teatrale, regista e docente della Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi” di Milano; Maurizio Braucci, sceneggiatore e scrittore; i consigli di lettura del saggista e critico letterario Filippo La Porta. Massimo Caiazzo, color consultant e presidente di I.A.C.C. Italia spiegherà l’importanza della luce e del colore nelle nostre giornate in casa; i ragazzi parteciperanno al progetto fotografico #incampoacasa promosso dalla Coop. Il Minotauro di Milano. E la ciurma dei CoroNauti si allargherà con la partecipazione di musicisti, compositori, registi, sportivi: Maurizio Capone, Alessandro Riva, Tommaso Scarimbolo e i suoi House Bembè, Patrizio Oliva, Marco Di Bari, Alessandra Farro e gli Osanna.
Sostenuti dai finanziatori  – Comune di Napoli,  Regione Campania, Fondazione San Zeno, Fondazione Con il Sud, Impresa Sociale Con i Bambini, Fondazione Prosolidar, Otto per mille della Tavola Valdese – e dai partner di progetto nella scelta di andare avanti, ripensando e riprogettando le attività previste nei progetti in corso, sono stati subito attivati incontri virtuali di coordinamento tra gli operatori per lo sviluppo delle attività on line; messe a punto le iniziative dirette agli allievi e le iniziative di carattere sociale.  Gli educatori e psicologi che lavorano a stretto contatto con i docenti nelle scuole hanno ripreso i contatti con gli allievi soprattutto con quelli che avevano ed hanno maggior bisogno di supporto; sono stati utilizzati i gruppi whatsapp già attivi che coinvolgono intere classi, con singoli allievi e con i genitori. I responsabili dei laboratori territoriali di Arteducazione (teatro, arti visive, musica), Terra Terra, ciclofficina hanno mantenuto i contatti con i partecipanti per trasmettere loro varie consegne e poter proseguire un programma di attività cercando di coinvolgere il più possibile anche le famiglie.
Il lavoro sistematico, certosino dei Maestri di Strada trova un limite nella possibilità di collaborazione con la scuola, che pur avendo aperto alla didattica a distanza non ha ancora risolto problemi riguardanti i software, la privacy, le competenze necessarie ad usare  le tecnologie in modo interattivo e creativo; allo stesso modo impedisce un efficace utilizzo delle metodologie a distanza l’inadeguatezza dei dispositivi tecnologici e l’insufficiente competenza digitale delle famiglie.
Alla luce di questa complessità, sono state organizzate riunioni in video-chiamata con i gruppi di insegnanti per raccogliere le loro difficoltà, sostenerli nell’analisi delle criticità e nel reperimento di risorse, co-progettare interventi efficaci.
«Una conseguenza importante delle difficoltà è che gli allievi che già avevano difficoltà di presenza e di partecipazione, sono diventati irraggiungibili; visto che il servizio di tutoring individuale e gruppale dei maestri di strada e di altri operatori sociali è un servizio di prossimità oltre che psichica anche fisica è necessario pensare una soluzione – spiega Cesare Moreno, presidente dell’Associazione – Per questo motivo abbiamo ritenuto di dover fornire ad alcune decine di allievi i mezzi tecnologici per tenersi in contatto e stiamo studiando con la Questura di Napoli un ‘protocollo’ per poter consegnare senza pericolo, per noi e per i destinatari, un “pacco viveri per la mente” e contiamo a breve di poter essere operativi».
Maestri di Strada continua a seguire con interesse e attenzione il dibattito nazionale che sta animando in queste settimane il Terzo Settore e fa proprie le parole di Marco D’Isanto, commercialista dell’associazione e tra i massimi consulenti del settore in Italia «E’ proprio in questi momenti che è indispensabile ricostruire sin da subito una protezione per gli ambiti più fragili della nostra società e della nostra economia». Marco D’Isanto sarà protagonista di una serie di videopillole, pubblicate sulle pagine social de I CoroNauti, in cui ci terrà aggiornati su cosa sta accadendo, in Italia, nel mondo del non profit.

Premio InediTo: Crescita esponenziale di iscritti al Premio InediTO: 700 opere da tutta Italia e dall’estero

In questo clima di allarmismo generale per l’aumento dei casi di coronavirus, il Premio InediTO – Colline di Torino registra un’impennata di iscrizioni alla diciannovesima edizione organizzata come sempre dall’associazione culturale Il Camaleonte di Chieri (TO) e diretta da Valerio Vigliaturo. «Un risultato entusiasmante – ha dichiarato Vigliaturo, scrittore e cantante jazz – che evidenzia gli obiettivi e le potenzialità del nostro concorso che non si prefigge solo di premiare i vincitori con targhe, cesti di prodotti tipici e somme di denaro più o meno congrue (per quanto sempre ben accetti), per poi però abbandonarli al loro destino, ma li sostiene e accompagna nel mondo dell’editoria e dello spettacolo attraverso la ricerca degli editori, le produzioni teatrali e cinematografiche, e la promozione radiofonica. E gli autori, ai quali va il mio più grande ringraziamento, insieme a tutti i nostri enti e partner, l’hanno capito».

Le statistiche ricavate dai dati d’iscrizione (pubblicate con la solita trasparenza sul sito del premio), mettono in luce uno spaccato molto interessante del panorama sociale e culturale che ruota intorno ai concorsi letterari. Sono 637 gli iscritti e ben 694 le opere pervenute (record assoluto del premio che ha superato quello del 2017 di 628 iscritti e 687 opere). 146 le opere iscritte alla sezione Poesia, 197 alla Narrativa-Romanzo, 159 alla Narrativa-Racconto, 24 alla Saggistica, 107 per il Testo Teatrale, 24 per il Testo Cinematografico e 36 per il Testo Canzone. La Narrativa rimane la sezione con più iscritti, con 46 racconti in più rispetto alla scorsa edizione, e la crescita esponenziale dei copioni teatrali da 58 a 107!
347 gli uomini (54%), mentre 290 donne (46%). 18 (3%) invece i minorenni, i quali potranno ambire a ricevere il premio speciale “InediTO Young” (in collaborazione con Aurora Penne) e non hanno pagato la quota d’iscrizione insieme a 12 diversamente abili (2%), nessun detenuto. I partecipanti dai 18-30 anni sono 111 (18%); dai 30-40 anni sono 116 (19%); dai 40-60 anni sono 247 (40%); gli over 60 sono 145 (23%), quindi la maggioranza ha un’età compresa tra i 30-60 anni (59%). 322 sono nati al nord (51%), 165 al centro (26%), 148 al sud (23%), sommando quindi il numero di quelli del centro e del sud si equivalgono praticamente a quelli del nord. 59 risiedono a Torino e 76 in provincia di Torino.
Infine, sono 13 gli iscritti nati all’estero (Olanda, Croazia, Romania, Libia, Russia, India, Camerun, Cuba, Venezuela, Argentina), e 11 quelli residenti all’estero (Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Svizzera, Croazia, USA) che si sono trasferiti per studiare o lavorare, mentre un’autrice è nata in Arabia Saudita e risiede in Egitto, e un autore è nato e risiede in Spagna, a conferma sempre più dell’internazionalità del premio!
Saranno ammesse alla fase finale del concorso le opere considerate meritevoli dal Comitato di Lettura presieduto dal poeta Valentino Fossati, e formato dallo stesso Fossati (sezione Poesia), Anna Francesca Vallone (sezione Narrativa-Romanzo), Francesco Delle Donne (sezione Narrativa-Racconto), Alfredo Nicotra (sezione Saggistica), Simone Carella (sezione Testo Teatrale), Eleonora Galasso (sezione Testo Cinematografico) e Valerio Vigliaturo (sezione Testo Canzone).
Il premio sostiene la campagna #iostoacasa che sta coinvolgendo gli italiani. I membri del Comitato sono impegnati in questi giorni alla lettura “casalinga” delle opere e dopo un’attenta selezione verrà indicata entro il mese di marzo la rosa dei finalisti da sottoporre successivamente alla valutazione della Giuria con la supervisione della presidente  Margherita Oggero.